With big laws like OR and ZGB this can take up to 30 seconds

Codice di diritto processuale penale svizzero

del 5 ottobre 2007 (Stato 1° marzo 2019)

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera,

visto l'articolo 123 capoverso 1 della Costituzione federale1; visto il messaggio del Consiglio federale del 21 dicembre 20052,

decreta:

Titolo primo: Campo d'applicazione e principi

Capitolo 1: Campo d'applicazione e amministrazione della giustizia penale

Art. 1 Campo d'applicazione

1Il pre­sen­te Co­di­ce di­sci­pli­na il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio dei rea­ti pre­vi­sti dal di­rit­to fe­de­ra­le da par­te del­le au­to­ri­tà pe­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei Can­to­ni.

2So­no fat­te sal­ve le nor­me pro­ce­du­ra­li di al­tre leg­gi fe­de­ra­li.

Art. 2 Amministrazione della giustizia penale

1La giu­sti­zia pe­na­le è am­mi­ni­stra­ta esclu­si­va­men­te dal­le au­to­ri­tà de­si­gna­te dal­la leg­ge.

2I pro­ce­di­men­ti pe­na­li pos­so­no es­se­re svol­ti ed eva­si sol­tan­to nel­le for­me pre­vi­ste dal­la leg­ge.

Capitolo 2: Principi del diritto processuale penale

Art. 3 Rispetto della dignità umana e correttezza

1In tut­te le fa­si del pro­ce­di­men­to le au­to­ri­tà pe­na­li ri­spet­ta­no la di­gni­tà del­le per­so­ne coin­vol­te.

2Le au­to­ri­tà pe­na­li si at­ten­go­no se­gna­ta­men­te:

a.
al prin­ci­pio del­la buo­na fe­de;
b.
al di­vie­to dell'abu­so di di­rit­to;
c.
all'im­pe­ra­ti­vo di ga­ran­ti­re pa­ri­tà ed equi­tà di trat­ta­men­to a tut­ti i par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to e di ac­cor­da­re lo­ro il di­rit­to di es­se­re sen­ti­ti;
d.
al di­vie­to di uti­liz­za­re me­to­di pro­ba­to­ri le­si­vi del­la di­gni­tà uma­na.

Art. 4 Indipendenza

1Nell'ap­pli­ca­zio­ne del di­rit­to le au­to­ri­tà pe­na­li so­no in­di­pen­den­ti e sot­to­stan­no sol­tan­to al di­rit­to.

2È fat­to sal­vo il po­te­re di im­par­ti­re istru­zio­ni al­le au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le, se­con­do l'ar­ti­co­lo 14.

Art. 5 Imperativo di celerità

1Le au­to­ri­tà pe­na­li av­via­no sen­za in­du­gio i pro­ce­di­men­ti pe­na­li e li por­ta­no a ter­mi­ne sen­za ri­tar­di in­giu­sti­fi­ca­ti.

2Se l'im­pu­ta­to è in sta­to di car­ce­ra­zio­ne, il pro­ce­di­men­to a suo ca­ri­co ha prio­ri­tà.

Art. 6 Principio della verità materiale

1Le au­to­ri­tà pe­na­li ac­cer­ta­no d'uf­fi­cio tut­ti i fat­ti ri­le­van­ti per il giu­di­zio, sia ri­guar­do al rea­to sia ri­guar­do all'im­pu­ta­to.

2Es­se esa­mi­na­no con la me­de­si­ma cu­ra le cir­co­stan­ze a ca­ri­co e a di­sca­ri­co.

Art. 7 Obbligo di procedere

1Nell'am­bi­to del­le lo­ro com­pe­ten­ze, le au­to­ri­tà pe­na­li so­no te­nu­te ad av­via­re e at­tua­re un pro­ce­di­men­to se ven­go­no a co­no­scen­za di rea­ti o di in­di­zi di rea­to.

2I Can­to­ni pos­so­no:

a.
esclu­de­re o li­mi­ta­re la re­spon­sa­bi­li­tà pe­na­le dei mem­bri del­le lo­ro au­to­ri­tà le­gi­sla­ti­ve e giu­di­zia­rie e dei mem­bri del lo­ro Go­ver­no per espres­sio­ni usa­te nel Par­la­men­to can­to­na­le;
b.
su­bor­di­na­re all'au­to­riz­za­zio­ne di un'au­to­ri­tà ex­tra­giu­di­zia­ria il pro­ce­di­men­to pe­na­le per cri­mi­ni o de­lit­ti che mem­bri del­le lo­ro au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­ve e giu­di­zia­rie han­no com­mes­so nell'eser­ci­zio del­le pro­prie fun­zio­ni.

Art. 8 Rinuncia al procedimento penale

1Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce pre­scin­do­no dal pro­ce­di­men­to pe­na­le se il di­rit­to fe­de­ra­le lo pre­ve­de, se­gna­ta­men­te se so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 52-54 del Co­di­ce pe­na­le (CP)1.

2Sal­vo che vi si op­pon­ga­no in­te­res­si pre­pon­de­ran­ti dell'ac­cu­sa­to­re pri­va­to, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce pre­scin­do­no inol­tre dal pro­ce­di­men­to pe­na­le se:

a.
con­si­de­ra­ti gli al­tri fat­ti con­te­sta­ti all'im­pu­ta­to, il rea­to in que­stio­ne non è di ri­le­van­za ta­le da in­ci­de­re sen­si­bil­men­te sul­la de­ter­mi­na­zio­ne del­la pe­na o del­la mi­su­ra;
b.
la pe­na che do­vreb­be es­se­re in­flit­ta, com­ple­men­ta­re a una pe­na pro­nun­cia­ta con de­ci­sio­ne pas­sa­ta in giu­di­ca­to, sa­reb­be pre­su­mi­bil­men­te ir­ri­le­van­te;
c.
la pe­na ipo­tiz­za­bi­le per il rea­to per­se­gui­to cor­ri­spon­de­reb­be a una pe­na da com­pu­ta­re in­flit­ta all'este­ro.

3Sal­vo che vi si op­pon­ga­no in­te­res­si pre­pon­de­ran­ti dell'ac­cu­sa­to­re pri­va­to, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce pos­so­no pre­scin­de­re dal pro­ce­di­men­to pe­na­le se il rea­to in que­stio­ne è già per­se­gui­to da un'au­to­ri­tà este­ra o il per­se­gui­men­to è de­le­ga­to a una sif­fat­ta au­to­ri­tà.

4Nei ca­si di cui ai ca­po­ver­si pre­ce­den­ti, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce de­ci­do­no il non luo­go a pro­ce­de­re o l'ab­ban­do­no del pro­ce­di­men­to.


1 RS 311.0

Art. 9 Principio accusatorio

1Un rea­to può es­se­re sot­to­po­sto a giu­di­zio sol­tan­to se, per una fat­ti­spe­cie og­get­ti­va ben de­fi­ni­ta, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro ha pro­mos­so l'ac­cu­sa con­tro una de­ter­mi­na­ta per­so­na di­nan­zi al giu­di­ce com­pe­ten­te.

2So­no fat­te sal­ve la pro­ce­du­ra del de­cre­to d'ac­cu­sa e la pro­ce­du­ra pe­na­le in ma­te­ria di con­trav­ven­zio­ni.

Art. 10 Presunzione d'innocenza e valutazione delle prove

1Ognu­no è pre­sun­to in­no­cen­te fin­tan­to che non sia con­dan­na­to con de­ci­sio­ne pas­sa­ta in giu­di­ca­to.

2Il giu­di­ce va­lu­ta li­be­ra­men­te le pro­ve se­con­do il con­vin­ci­men­to che trae dall'in­te­ro pro­ce­di­men­to.

3Se vi so­no dub­bi in­sor­mon­ta­bi­li quan­to all'adem­pi­men­to de­gli ele­men­ti di fat­to, il giu­di­ce si fon­da sul­la si­tua­zio­ne og­get­ti­va più fa­vo­re­vo­le all'im­pu­ta­to.

Art. 11 Divieto di un secondo procedimento

1Chi è sta­to con­dan­na­to o as­sol­to in Sviz­ze­ra con de­ci­sio­ne pas­sa­ta in giu­di­ca­to non può es­se­re nuo­va­men­te per­se­gui­to per lo stes­so rea­to.

2So­no fat­te sal­ve la ria­per­tu­ra dei pro­ce­di­men­ti per cui è sta­to de­ci­so l'ab­ban­do­no op­pu­re il non luo­go, non­ché la re­vi­sio­ne.

Titolo secondo: Autorità penali

Capitolo 1: Attribuzioni

Sezione 1: Disposizioni generali

Art. 12 Autorità di perseguimento penale

So­no au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le:

a.
la po­li­zia;
b.
il pub­bli­co mi­ni­ste­ro;
c.
le au­to­ri­tà pe­na­li del­le con­trav­ven­zio­ni.

Art. 13 Autorità giudicanti

Fun­go­no da giu­di­ce nel pro­ce­di­men­to pe­na­le:

a.
il giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi;
b.
il tri­bu­na­le di pri­mo gra­do;
c.
la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo;
d.
il tri­bu­na­le d'ap­pel­lo.

Art. 14 Designazione e organizzazione delle autorità penali

1La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni de­ter­mi­na­no le pro­prie au­to­ri­tà pe­na­li e le ri­spet­ti­ve de­no­mi­na­zio­ni.

2Di­sci­pli­na­no la no­mi­na, la com­po­si­zio­ne, l'or­ga­niz­za­zio­ne e le at­tri­bu­zio­ni del­le au­to­ri­tà pe­na­li in quan­to il pre­sen­te Co­di­ce o al­tre leg­gi fe­de­ra­li non lo fac­cia­no in mo­do esau­sti­vo.

3La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no pre­ve­de­re pub­bli­ci mi­ni­ste­ri su­pe­rio­ri o ge­ne­ra­li.

4Ec­ce­zion fat­ta per la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo e il tri­bu­na­le d'ap­pel­lo, pos­so­no isti­tui­re più au­to­ri­tà pe­na­li del­lo stes­so ti­po; in tal ca­so de­fi­ni­sco­no la com­pe­ten­za per ter­ri­to­rio e per ma­te­ria di cia­scu­na di es­se.

5La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni di­sci­pli­na­no la vi­gi­lan­za sul­le ri­spet­ti­ve au­to­ri­tà pe­na­li.

Sezione 2: Autorità di perseguimento penale

Art. 15 Polizia

1L'at­ti­vi­tà del­la po­li­zia del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, dei Can­to­ni e dei Co­mu­ni nell'am­bi­to del per­se­gui­men­to pe­na­le è ret­ta dal pre­sen­te Co­di­ce.

2La po­li­zia in­da­ga sui rea­ti di pro­pria ini­zia­ti­va, su de­nun­cia di pri­va­ti e di au­to­ri­tà o su man­da­to del pub­bli­co mi­ni­ste­ro; in ta­le am­bi­to sot­to­stà al­la vi­gi­lan­za e al­le istru­zio­ni del pub­bli­co mi­ni­ste­ro.

3An­che il giu­di­ce pres­so cui il ca­so è già pen­den­te può im­par­ti­re istru­zio­ni e con­fe­ri­re man­da­ti al­la po­li­zia.

Art. 16 Pubblico ministero

1Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro è re­spon­sa­bi­le dell'eser­ci­zio uni­for­me del­la pre­te­sa pu­ni­ti­va del­lo Sta­to.

2Di­ri­ge la pro­ce­du­ra pre­li­mi­na­re, per­se­gue i rea­ti nell'am­bi­to dell'istru­zio­ne e, se del ca­so, pro­muo­ve e so­stie­ne l'ac­cu­sa.

Art. 17 Autorità penali delle contravvenzioni

1La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no af­fi­da­re il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio del­le con­trav­ven­zio­ni ad au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­ve.

2Le con­trav­ven­zio­ni com­mes­se in re­la­zio­ne con un cri­mi­ne o de­lit­to so­no per­se­gui­te e giu­di­ca­te in­sie­me con ta­le rea­to dal pub­bli­co mi­ni­ste­ro e dal giu­di­ce.

Sezione 3: Autorità giudicanti

Art. 18 Giudice dei provvedimenti coercitivi

1Il giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi è com­pe­ten­te per di­spor­re la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va e la car­ce­ra­zio­ne di si­cu­rez­za e, in quan­to pre­vi­sto dal pre­sen­te Co­di­ce, per di­spor­re o ap­pro­va­re ul­te­rio­ri prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi.

2Chi fun­ge da giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi non può es­se­re giu­di­ce del me­ri­to nel­la me­de­si­ma cau­sa.

Art. 19 Tribunale di primo grado

1Il tri­bu­na­le di pri­mo gra­do giu­di­ca in pri­mo gra­do tut­ti i rea­ti che non so­no di com­pe­ten­za di al­tre au­to­ri­tà.

2La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no pre­ve­de­re qua­le tri­bu­na­le di pri­mo gra­do un giu­di­ce uni­co in­ca­ri­ca­to di giu­di­ca­re:

a.
le con­trav­ven­zio­ni;
b.
i cri­mi­ni e i de­lit­ti, ec­cet­tua­ti quel­li per i qua­li il pub­bli­co mi­ni­ste­ro chie­de una pe­na de­ten­ti­va su­pe­rio­re a due an­ni, l'in­ter­na­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 64 CP1, un trat­ta­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 59 ca­po­ver­so 3 CP o, nei ca­si in cui si deb­ba con­tem­po­ra­nea­men­te re­vo­ca­re la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le di una san­zio­ne, una pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà su­pe­rio­re a due an­ni.

1 RS 311.0

Art. 20 Giurisdizione di reclamo

1La giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo giu­di­ca i re­cla­mi con­tro gli at­ti pro­ce­du­ra­li e con­tro le de­ci­sio­ni non ap­pel­la­bi­li:

a.
dei tri­bu­na­li di pri­mo gra­do;
b.
del­la po­li­zia, del pub­bli­co mi­ni­ste­ro e del­le au­to­ri­tà pe­na­li del­le con­trav­ven­zio­ni;
c.
del giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi, nei ca­si pre­vi­sti dal pre­sen­te Co­di­ce.

2La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no con­fe­ri­re le at­tri­bu­zio­ni del­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo al tri­bu­na­le d'ap­pel­lo.

Art. 21 Tribunale d'appello

1Il tri­bu­na­le d'ap­pel­lo giu­di­ca:

a.
gli ap­pel­li in­ter­po­sti con­tro le sen­ten­ze dei tri­bu­na­li di pri­mo gra­do;
b.
le do­man­de di re­vi­sio­ne.

2Chi ha già ope­ra­to in ve­ste di mem­bro del­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo non può fun­ge­re da mem­bro del tri­bu­na­le d'ap­pel­lo nel­la me­de­si­ma cau­sa.

3I mem­bri del tri­bu­na­le d'ap­pel­lo non pos­so­no es­se­re giu­di­ci del­la re­vi­sio­ne nel­la me­de­si­ma cau­sa.

Capitolo 2: Competenza per materia

Sezione 1: Delimitazione delle competenze tra Confederazione e Cantoni

Art. 22 Giurisdizione cantonale

Le au­to­ri­tà pe­na­li can­to­na­li per­se­guo­no e giu­di­ca­no i rea­ti pre­vi­sti dal di­rit­to fe­de­ra­le; so­no fat­te sal­ve le ec­ce­zio­ni di leg­ge.

Art. 23 Giurisdizione federale in generale

1Sot­to­stan­no al­la giu­ri­sdi­zio­ne fe­de­ra­le i se­guen­ti rea­ti pre­vi­sti nel CP1:

a.2
i rea­ti di cui ai ti­to­li pri­mo e quar­to e agli ar­ti­co­li 140, 156, 189 e 190, in quan­to di­ret­ti con­tro per­so­ne pro­tet­te in vir­tù del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le, con­tro ma­gi­stra­ti fe­de­ra­li, con­tro mem­bri dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, con­tro il pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o con­tro i suoi so­sti­tu­ti;
b.
i rea­ti di cui agli ar­ti­co­li 137-141, 144, 160 e 172ter, in quan­to con­cer­na­no lo­ca­li, ar­chi­vi o do­cu­men­ti di mis­sio­ni di­plo­ma­ti­che e po­sti con­so­la­ri;
c.
la pre­sa d'ostag­gio se­con­do l'ar­ti­co­lo 185, se la coa­zio­ne è di­ret­ta con­tro au­to­ri­tà fe­de­ra­li o este­re;
d.
i cri­mi­ni e i de­lit­ti di cui agli ar­ti­co­li 224-226ter;
e.3
i cri­mi­ni e i de­lit­ti di cui al ti­to­lo de­ci­mo con­cer­nen­ti mo­ne­te, car­ta­mo­ne­te e bi­gliet­ti di ban­ca, va­lo­ri di bol­lo uf­fi­cia­li e al­tre mar­che del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, pe­si e mi­su­re; è ec­cet­tua­to il con­tras­se­gno per l'uti­liz­za­zio­ne del­le stra­de na­zio­na­li di pri­ma e se­con­da clas­se;
f.4
i cri­mi­ni e i de­lit­ti di cui al ti­to­lo un­de­ci­mo, in quan­to si trat­ti di do­cu­men­ti fe­de­ra­li, ec­cet­tua­ti i ti­to­li di tra­spor­to e i giu­sti­fi­ca­ti­vi del traf­fi­co dei pa­ga­men­ti po­sta­li;
g.5
i rea­ti di cui al ti­to­lo do­di­ce­si­mobis e do­di­ce­si­moter non­ché all'ar­ti­co­lo 264k;
h.
i rea­ti di cui all'ar­ti­co­lo 260bis e ai ti­to­li da tre­di­ce­si­mo a quin­di­ce­si­mo e di­cias­set­te­si­mo, in quan­to di­ret­ti con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne o le sue au­to­ri­tà, con­tro la vo­lon­tà po­po­la­re in ele­zio­ni, vo­ta­zio­ni e do­man­de di re­fe­ren­dum o d'ini­zia­ti­va fe­de­ra­li o con­tro l'au­to­ri­tà o la giu­sti­zia fe­de­ra­li;
i.
i cri­mi­ni e i de­lit­ti di cui al ti­to­lo se­di­ce­si­mo;
j.
i rea­ti di cui ai ti­to­li di­ciot­te­si­mo e di­cian­no­ve­si­mo, in quan­to com­mes­si da un mem­bro di un'au­to­ri­tà fe­de­ra­le o da un im­pie­ga­to fe­de­ra­le o di­ret­ti con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne;
k.
le con­trav­ven­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 329-331;
l.
i cri­mi­ni e de­lit­ti po­li­ti­ci che so­no cau­sa o con­se­guen­za di di­sor­di­ni ta­li da ren­de­re ne­ces­sa­rio un in­ter­ven­to fe­de­ra­le ar­ma­to.

2So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti la com­pe­ten­za del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le pre­vi­ste in leg­gi fe­de­ra­li spe­cia­li.


1 RS 311.0
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 7 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 1 dell'all. al­la L del 18 mar. 2016 sul­le mul­te di­sci­pli­na­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6559; FF 2015 869).
4 Cor­re­zio­ne del 20 dic. 2013 (RU 2014 243).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 3 del­la LF del 18 giu. 2010 che mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293),

Art. 24 Giurisdizione federale in caso di criminalità organizzata, finanziamento del terrorismo e criminalità economica

1Sot­to­stan­no inol­tre al­la giu­ri­sdi­zio­ne fe­de­ra­le i rea­ti di cui agli ar­ti­co­li 260ter, 260quin­quies, 305bis, 305ter e 322ter-322sep­ties CP1, non­ché i cri­mi­ni com­mes­si da un'or­ga­niz­za­zio­ne cri­mi­na­le ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 260ter CP, a con­di­zio­ne che:

a.
sia­no sta­ti com­mes­si pre­va­len­te­men­te all'este­ro;
b.
sia­no sta­ti com­mes­si in più Can­to­ni e il cen­tro dell'at­ti­vi­tà pe­nal­men­te ri­le­van­te non pos­sa es­se­re lo­ca­liz­za­to in uno di es­si.

2In ca­so di cri­mi­ni di cui ai ti­to­li se­con­do e un­de­ci­mo CP, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne può apri­re un'istru­zio­ne qua­lo­ra:

a.
sia­no rea­liz­za­te le con­di­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1; e
b.
nes­su­na au­to­ri­tà can­to­na­le di per­se­gui­men­to pe­na­le si oc­cu­pi del­la cau­sa o la com­pe­ten­te au­to­ri­tà can­to­na­le di per­se­gui­men­to pe­na­le sol­le­ci­ti dal pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne l'as­sun­zio­ne del pro­ce­di­men­to.

3L'aper­tu­ra di un'istru­zio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 2 de­ter­mi­na la com­pe­ten­za giu­ri­sdi­zio­na­le fe­de­ra­le.


1 RS 311.0

Art. 25 Delega ai Cantoni

1Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne può de­le­ga­re al­le au­to­ri­tà can­to­na­li l'istru­zio­ne e il giu­di­zio o, in via ec­ce­zio­na­le, sol­tan­to il giu­di­zio di una cau­sa pe­na­le che sot­to­stà al­la giu­ri­sdi­zio­ne fe­de­ra­le in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 23. So­no ec­cet­tua­te le cau­se pe­na­li di cui all'ar­ti­co­lo 23 ca­po­ver­so 1 let­te­ra g.

2Nei ca­si sem­pli­ci può de­le­ga­re al­le au­to­ri­tà can­to­na­li an­che l'istru­zio­ne e il giu­di­zio di una cau­sa pe­na­le che sot­to­stà al­la giu­ri­sdi­zio­ne fe­de­ra­le in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 24.

Art. 26 Competenza plurima

1Se il rea­to è sta­to com­mes­so in più Can­to­ni o all'este­ro o se l'au­to­re prin­ci­pa­le, i coau­to­ri o i com­par­te­ci­pi han­no il do­mi­ci­lio o la di­mo­ra abi­tua­le in Can­to­ni di­ver­si, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne de­ci­de qua­le Can­to­ne istrui­sce e giu­di­ca la cau­sa pe­na­le.

2Se una cau­sa pe­na­le sot­to­stà sia al­la giu­ri­sdi­zio­ne fe­de­ra­le sia a quel­la can­to­na­le, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne può di­spor­re la riu­nio­ne dei pro­ce­di­men­ti pres­so le au­to­ri­tà fe­de­ra­li o le au­to­ri­tà can­to­na­li.

3La giu­ri­sdi­zio­ne sta­bi­li­ta sul fon­da­men­to del ca­po­ver­so 2 per­ma­ne an­che se la par­te del pro­ce­di­men­to che ave­va fon­da­to la com­pe­ten­za vie­ne ab­ban­do­na­ta.

4Se en­tra in li­nea di con­to una de­le­ga ai sen­si del pre­sen­te ca­pi­to­lo, i pub­bli­ci mi­ni­ste­ri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei Can­to­ni si tra­smet­to­no re­ci­pro­ca­men­te gli at­ti per esa­me. Do­po la de­ci­sio­ne di de­le­ga, tra­smet­to­no gli at­ti all'au­to­ri­tà in­ca­ri­ca­ta di istrui­re e giu­di­ca­re la cau­sa.

Art. 27 Competenza per le prime indagini

1Se un ca­so che sot­to­stà al­la giu­ri­sdi­zio­ne fe­de­ra­le è ur­gen­te e le au­to­ri­tà pe­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne non so­no an­co­ra in­ter­ve­nu­te, le in­da­gi­ni di po­li­zia e l'istru­zio­ne pos­so­no es­se­re svol­te an­che dal­le au­to­ri­tà can­to­na­li che sa­reb­be­ro com­pe­ten­ti per ter­ri­to­rio in vir­tù del­le nor­me sul fo­ro. Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne ne è in­for­ma­to sen­za in­du­gio; il ca­so gli è af­fi­da­to, o gli è sot­to­po­sto af­fin­ché de­ci­da se­con­do gli ar­ti­co­li 25 o 26, al più pre­sto pos­si­bi­le.

2In ca­so di rea­ti com­mes­si in tut­to o in par­te in più Can­to­ni o all'este­ro e per i qua­li non è an­co­ra sta­to sta­bi­li­to se il pro­ce­di­men­to pe­na­le com­pe­ta al­la Con­fe­de­ra­zio­ne o a un Can­to­ne, le pri­me in­da­gi­ni pos­so­no es­se­re svol­te dal­le au­to­ri­tà pe­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.

Art. 28 Conflitti

I con­flit­ti tra il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e le au­to­ri­tà pe­na­li can­to­na­li so­no de­ci­si dal Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le.

Sezione 2: Competenza in caso di concorso di reati

Art. 29 Principio dell'unità della procedura

1Più rea­ti so­no per­se­gui­ti e giu­di­ca­ti con­giun­ta­men­te se:

a.
so­no sta­ti com­mes­si da uno stes­so im­pu­ta­to; op­pu­re
b.
vi è cor­rei­tà o par­te­ci­pa­zio­ne.

2Se si trat­ta di rea­ti che in par­te ri­ca­do­no nel­la com­pe­ten­za del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o so­no sta­ti com­mes­si in di­ver­si Can­to­ni e da più per­so­ne, pre­val­go­no gli ar­ti­co­li 25 e 33-38.

Art. 30 Eccezioni

Per mo­ti­vi so­stan­zia­li, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce pos­so­no di­sgiun­ge­re o riu­ni­re i pro­ce­di­men­ti.

Capitolo 3: Foro

Sezione 1: Principi

Art. 31 Foro del luogo del reato

1Per il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go in cui il rea­to è sta­to com­mes­so. Se in Sviz­ze­ra si tro­va sol­tan­to il luo­go in cui si è ve­ri­fi­ca­to l'even­to, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà di que­sto luo­go.

2Se il rea­to è sta­to com­mes­so in più luo­ghi o se l'even­to si è ve­ri­fi­ca­to in più luo­ghi, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go in cui so­no sta­ti com­piu­ti i pri­mi at­ti di per­se­gui­men­to.

3Se l'im­pu­ta­to ha com­mes­so più cri­mi­ni, de­lit­ti o con­trav­ven­zio­ni nel me­de­si­mo luo­go, i pro­ce­di­men­ti so­no riu­ni­ti.

Art. 32 Foro in caso di reati commessi all'estero o di incertezza circa il luogo del reato

1Se il rea­to è sta­to com­mes­so all'este­ro o se non si può de­ter­mi­na­re il luo­go in cui il rea­to è sta­to com­mes­so, il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio com­pe­to­no al­le au­to­ri­tà del luo­go in cui l'im­pu­ta­to ha il do­mi­ci­lio o la di­mo­ra abi­tua­le.

2Se l'im­pu­ta­to non ha né do­mi­ci­lio né di­mo­ra abi­tua­le in Sviz­ze­ra, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del suo luo­go d'ori­gi­ne; in su­bor­di­ne, le au­to­ri­tà del luo­go in cui l'im­pu­ta­to è sta­to re­pe­ri­to.

3Se non è da­to al­cun fo­ro se­con­do i ca­po­ver­si 1 e 2, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del Can­to­ne che ha chie­sto l'estra­di­zio­ne.

Sezione 2: Fori speciali

Art. 33 Foro in caso di concorso di più persone

1I com­par­te­ci­pi so­no per­se­gui­ti e giu­di­ca­ti dal­le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti per il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio dell'au­to­re.

2Se il rea­to è sta­to com­mes­so da più au­to­ri, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go in cui so­no sta­ti com­piu­ti i pri­mi at­ti di per­se­gui­men­to.

Art. 34 Foro in caso di concorso di reati commessi in luoghi diversi

1Se l'im­pu­ta­to ha com­mes­so più rea­ti in luo­ghi di­ver­si, il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio di tut­ti i rea­ti com­pe­to­no al­le au­to­ri­tà del luo­go in cui è sta­to com­mes­so il rea­to pu­ni­bi­le con la pe­na più gra­ve. Se per i di­ver­si rea­ti è com­mi­na­ta la stes­sa pe­na, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go in cui so­no sta­ti com­piu­ti i pri­mi at­ti di per­se­gui­men­to.

2Se al mo­men­to del­la de­ter­mi­na­zio­ne del fo­ro se­con­do gli ar­ti­co­li 39-42 in uno dei Can­to­ni in­te­res­sa­ti è già sta­ta pro­mos­sa l'ac­cu­sa per uno dei rea­ti, i pro­ce­di­men­ti so­no svol­ti se­pa­ra­ta­men­te.

3Se una per­so­na è sta­ta con­dan­na­ta da giu­di­ci di­ver­si a più pe­ne del­lo stes­so ge­ne­re, il giu­di­ce che ha pro­nun­cia­to la pe­na più gra­ve fis­sa, a ri­chie­sta del con­dan­na­to, una pe­na uni­ca.

Art. 35 Foro in caso di reati commessi mediante i mass media

1In ca­so di rea­to com­mes­so in Sviz­ze­ra se­con­do l'ar­ti­co­lo 28 CP1 so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go in cui ha se­de l'im­pre­sa mass­me­dia­ti­ca.

2Se l'au­to­re dell'ope­ra è no­to e ha il do­mi­ci­lio o la di­mo­ra abi­tua­le in Sviz­ze­ra, so­no pa­ri­men­ti com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go di do­mi­ci­lio o di di­mo­ra abi­tua­le. In tal ca­so il pro­ce­di­men­to è at­tua­to nel luo­go in cui so­no sta­ti com­piu­ti i pri­mi at­ti di per­se­gui­men­to. In ca­so di rea­ti per­se­gui­bi­li a que­re­la di par­te, il que­re­lan­te può sce­glie­re tra i due fo­ri.

3Se non è da­to al­cun fo­ro se­con­do i ca­po­ver­si 1 e 2, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go in cui l'ope­ra è sta­ta dif­fu­sa. Se la dif­fu­sio­ne è av­ve­nu­ta in più luo­ghi, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go in cui so­no sta­ti com­piu­ti i pri­mi at­ti di per­se­gui­men­to.


1 RS 311.0

Art. 36 Foro in caso di reati nell'esecuzione per debiti e nel fallimento e in caso di procedimenti penali contro imprese

1In ca­so di rea­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 163-171bis CP1, so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go di do­mi­ci­lio, di di­mo­ra abi­tua­le o di se­de del de­bi­to­re.

2Per i pro­ce­di­men­ti pe­na­li con­tro im­pre­se se­con­do l'ar­ti­co­lo 102 CP so­no com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go di se­de dell'im­pre­sa. Lo stes­so va­le se il pro­ce­di­men­to è di­ret­to, per il me­de­si­mo fat­to, an­che con­tro una per­so­na che agi­sce per l'im­pre­sa.

3Se non è da­to al­cun fo­ro se­con­do i ca­po­ver­si 1 e 2, il fo­ro si de­ter­mi­na se­con­do gli ar­ti­co­li 31-35.


1 RS 311.0

Art. 37 Foro in caso di confisca indipendente

1Le con­fi­sche in­di­pen­den­ti (art. 376-378) so­no ese­gui­te nel luo­go in cui si tro­va­no gli og­get­ti o i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li da con­fi­sca­re.

2Se gli og­get­ti o i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li da con­fi­sca­re si tro­va­no in più Can­to­ni e so­no in re­la­zio­ne con uno stes­so rea­to o uno stes­so au­to­re, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te è quel­la del luo­go in cui è sta­ta aper­ta la pri­ma pro­ce­du­ra di con­fi­sca.

Art. 38 Determinazione di un foro derogatorio

1I pub­bli­ci mi­ni­ste­ri pos­so­no con­ve­ni­re un fo­ro di­ver­so da quel­li di cui agli ar­ti­co­li 31-37 se il cen­tro dell'at­ti­vi­tà pe­nal­men­te ri­le­van­te, la si­tua­zio­ne per­so­na­le dell'im­pu­ta­to o al­tri mo­ti­vi per­ti­nen­ti lo esi­go­no.

2Al fi­ne di tu­te­la­re i di­rit­ti pro­ce­du­ra­li di una par­te, do­po la pro­mo­zio­ne dell'ac­cu­sa la giu­ri­sdi­zio­ne can­to­na­le di re­cla­mo può, ad istan­za di par­te o d'uf­fi­cio, de­ro­ga­re al­le nor­me sul fo­ro di cui al pre­sen­te ca­pi­to­lo de­fe­ren­do il giu­di­zio a un al­tro tri­bu­na­le can­to­na­le di pri­mo gra­do com­pe­ten­te per ma­te­ria.

Sezione 3: Procedura

Art. 39 Esame della competenza e intesa

1Le au­to­ri­tà pe­na­li esa­mi­na­no d'uf­fi­cio la lo­ro com­pe­ten­za e, se ne­ces­sa­rio, ri­met­to­no il ca­so all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te.

2Se più au­to­ri­tà pe­na­li ri­sul­ta­no com­pe­ten­ti per ter­ri­to­rio, i pub­bli­ci mi­ni­ste­ri in­te­res­sa­ti si co­mu­ni­ca­no sen­za in­du­gio gli ele­men­ti es­sen­zia­li del ca­so e si ado­pe­ra­no per rag­giun­ge­re un'in­te­sa il più ra­pi­da­men­te pos­si­bi­le.

Art. 40 Conflitti in materia di foro

1Se vi è con­te­sta­zio­ne fra le au­to­ri­tà pe­na­li del me­de­si­mo Can­to­ne sul fo­ro com­pe­ten­te, de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te il pub­bli­co mi­ni­ste­ro su­pe­rio­re o ge­ne­ra­le op­pu­re, in man­can­za di sif­fat­te fun­zio­ni, la giu­ri­sdi­zio­ne can­to­na­le di re­cla­mo.

2Se le au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le di più Can­to­ni non rie­sco­no ad ac­cor­dar­si sul fo­ro com­pe­ten­te, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del Can­to­ne che per pri­mo si è oc­cu­pa­to del­la cau­sa sot­to­po­ne sen­za in­du­gio, in ogni ca­so pri­ma del­la pro­mo­zio­ne dell'ac­cu­sa, la que­stio­ne al Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le af­fin­ché de­ci­da.

3L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te a de­ci­de­re sul fo­ro può sta­bi­li­re un fo­ro di­ver­so da quel­lo pre­vi­sto ne­gli ar­ti­co­li 31-37 se il cen­tro dell'at­ti­vi­tà pe­nal­men­te ri­le­van­te, la si­tua­zio­ne per­so­na­le dell'im­pu­ta­to o al­tri mo­ti­vi per­ti­nen­ti lo esi­go­no.

Art. 41 Contestazione del foro ad opera delle parti

1La par­te che in­ten­de con­te­sta­re la com­pe­ten­za dell'au­to­ri­tà in­ve­sti­ta del pro­ce­di­men­to pe­na­le de­ve chie­de­re sen­za in­du­gio a que­st'ul­ti­ma di ri­met­te­re il ca­so all'au­to­ri­tà pe­na­le com­pe­ten­te.

2Le par­ti pos­so­no im­pu­gna­re en­tro die­ci gior­ni di­nan­zi all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te a de­ci­de­re sul fo­ro, con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 40, la de­ci­sio­ne sul fo­ro pre­sa dai pub­bli­ci mi­ni­ste­ri in­te­res­sa­ti (art. 39 cpv. 2). Se i pub­bli­ci mi­ni­ste­ri han­no con­ve­nu­to un fo­ro de­ro­ga­to­rio (art. 38 cpv. 1), la de­ci­sio­ne può es­se­re im­pu­gna­ta sol­tan­to dal­la par­te la cui ri­chie­sta se­con­do il ca­po­ver­so 1 è sta­ta re­spin­ta.

Art. 42 Disposizioni comuni

1Fin­ché il fo­ro non è de­ter­mi­na­to in mo­do de­fi­ni­ti­vo, l'au­to­ri­tà che per pri­ma si è oc­cu­pa­ta del­la cau­sa pren­de i prov­ve­di­men­ti in­dif­fe­ri­bi­li. Se ne­ces­sa­rio, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te a de­ci­de­re sul fo­ro de­si­gna l'au­to­ri­tà che de­ve oc­cu­par­si prov­vi­so­ria­men­te del­la cau­sa.

2Le per­so­ne in sta­to di car­ce­ra­zio­ne so­no con­se­gna­te al­le au­to­ri­tà di al­tri Can­to­ni sol­tan­to se la com­pe­ten­za è sta­ta de­ter­mi­na­ta in mo­do de­fi­ni­ti­vo.

3Un fo­ro de­ter­mi­na­to con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 38-41 può es­se­re mo­di­fi­ca­to sol­tan­to per nuo­vi mo­ti­vi gra­vi e so­lo pri­ma del­la pro­mo­zio­ne dell'ac­cu­sa.

Capitolo 4: Assistenza giudiziaria nazionale

Sezione 1: Disposizioni generali

Art. 43 Campo d'applicazione e definizione

1Le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te ca­pi­to­lo di­sci­pli­na­no l'as­si­sten­za giu­di­zia­ria in ma­te­ria pe­na­le da par­te di au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li a fa­vo­re di pub­bli­ci mi­ni­ste­ri, au­to­ri­tà pe­na­li del­le con­trav­ven­zio­ni e au­to­ri­tà giu­di­can­ti, can­to­na­li e fe­de­ra­li.

2Le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te ca­pi­to­lo si ap­pli­ca­no al­la po­li­zia in quan­to es­sa ope­ri su istru­zio­ne di pub­bli­ci mi­ni­ste­ri, au­to­ri­tà pe­na­li del­le con­trav­ven­zio­ni o au­to­ri­tà giu­di­can­ti.

3L'as­si­sten­za giu­di­zia­ria di­ret­ta tra le au­to­ri­tà di po­li­zia del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei Can­to­ni e tra quel­le dei Can­to­ni è am­mis­si­bi­le se non con­cer­ne prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi di esclu­si­va com­pe­ten­za del pub­bli­co mi­ni­ste­ro o del giu­di­ce.

4Per as­si­sten­za giu­di­zia­ria s'in­ten­de qual­sia­si prov­ve­di­men­to ri­chie­sto da un'au­to­ri­tà, nell'am­bi­to del­le sue com­pe­ten­ze, in un pro­ce­di­men­to pe­na­le pen­den­te.

Art. 44 Obbligo di prestare assistenza giudiziaria

Le au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li so­no te­nu­te a pre­star­si as­si­sten­za giu­di­zia­ria qua­lo­ra rea­ti pre­vi­sti dal di­rit­to fe­de­ra­le sia­no per­se­gui­ti e giu­di­ca­ti in ap­pli­ca­zio­ne del pre­sen­te Co­di­ce.


1 La cor­re­zio­ne del­la CdR del 10 nov. 2014, pub­bli­ca­ta il 25 nov. 2014, con­cer­ne sol­tan­to il te­sto fran­ce­se (RU 2014 4071).

Art. 45 Appoggio logistico e sicurezza

1Per quan­to pos­si­bi­le, i Can­to­ni met­to­no a di­spo­si­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e de­gli al­tri Can­to­ni i lo­ca­li ne­ces­sa­ri per ga­ran­ti­re l'eser­ci­zio del­la lo­ro at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le e al­log­gia­re le per­so­ne in car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va.

2Su ri­chie­sta del­le au­to­ri­tà pe­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, i Can­to­ni pren­do­no i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za dell'at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le del­le stes­se.

Art. 46 Rapporti diretti tra autorità

1Le au­to­ri­tà co­mu­ni­ca­no di­ret­ta­men­te tra lo­ro1.

2Le do­man­de d'as­si­sten­za giu­di­zia­ria pos­so­no es­se­re for­mu­la­te nel­la lin­gua dell'au­to­ri­tà ri­chie­den­te o in quel­la dell'au­to­ri­tà ri­chie­sta.

3Se non è chia­ro qua­le sia l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te, l'au­to­ri­tà ri­chie­den­te in­di­riz­za la do­man­da d'as­si­sten­za giu­di­zia­ria ri­spet­ti­va­men­te al pub­bli­co mi­ni­ste­ro su­pre­mo del Can­to­ne ri­chie­sto o a quel­lo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro la inol­tra poi all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te.


1 L'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria sviz­ze­ra ter­ri­to­rial­men­te com­pe­ten­te per le com­mis­sio­ni ro­ga­to­rie può es­se­re tro­va­ta in in­ter­net al se­guen­te in­di­riz­zo: www.elor­ge.ad­min.ch

Art. 47 Spese

1L'as­si­sten­za giu­di­zia­ria è pre­sta­ta gra­tui­ta­men­te.

2La Con­fe­de­ra­zio­ne rim­bor­sa ai Can­to­ni le spe­se da es­sa oc­ca­sio­na­te per l'ap­pog­gio ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 45.

3Le spe­se in­sor­te so­no co­mu­ni­ca­te ri­spet­ti­va­men­te al Can­to­ne ri­chie­den­te o al­la Con­fe­de­ra­zio­ne af­fin­ché pos­sa­no es­se­re ad­dos­sa­te al­le par­ti con­dan­na­te al­le spe­se.

4Gli ob­bli­ghi d'in­den­niz­zo de­ri­van­ti da prov­ve­di­men­ti d'as­si­sten­za giu­di­zia­ria so­no ri­spet­ti­va­men­te a ca­ri­co del Can­to­ne ri­chie­den­te o del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.

Art. 48 Conflitti

1I con­flit­ti in ma­te­ria di as­si­sten­za giu­di­zia­ria tra au­to­ri­tà del­lo stes­so Can­to­ne so­no de­ci­si de­fi­ni­ti­va­men­te dal­la giu­ri­sdi­zio­ne can­to­na­le di re­cla­mo.

2I con­flit­ti tra au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li o tra au­to­ri­tà di di­ver­si Can­to­ni so­no de­ci­si dal Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le.

Sezione 2: Atti procedurali eseguiti su domanda della Confederazione o di un altro Cantone

Art. 49 Principi

1I pub­bli­ci mi­ni­ste­ri e le au­to­ri­tà giu­di­can­ti del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei Can­to­ni pos­so­no do­man­da­re al­le au­to­ri­tà pe­na­li di al­tri Can­to­ni o del­la Con­fe­de­ra­zio­ne l'ese­cu­zio­ne di at­ti pro­ce­du­ra­li. L'au­to­ri­tà ri­chie­sta non esa­mi­na né l'am­mis­si­bi­li­tà né l'ade­gua­tez­za de­gli at­ti pro­ce­du­ra­li stes­si.

2La trat­ta­zio­ne dei re­cla­mi con­tro i prov­ve­di­men­ti d'as­si­sten­za giu­di­zia­ria com­pe­te ri­spet­ti­va­men­te al­le au­to­ri­tà del Can­to­ne ri­chie­den­te o del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Di­nan­zi al­le au­to­ri­tà del Can­to­ne ri­chie­sto o del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, i prov­ve­di­men­ti d'as­si­sten­za giu­di­zia­ria pos­so­no es­se­re im­pu­gna­ti sol­tan­to per quan­to con­cer­ne la lo­ro ese­cu­zio­ne.

Art. 50 Domanda di provvedimenti coercitivi

1L'au­to­ri­tà ri­chie­den­te do­man­da l'ar­re­sto di una per­so­na in­vian­do all'au­to­ri­tà ri­chie­sta un man­da­to scrit­to di ac­com­pa­gna­men­to coat­ti­vo (art. 208).

2L'au­to­ri­tà ri­chie­sta tra­du­ce l'ar­re­sta­to di­nan­zi all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te se pos­si­bi­le en­tro 24 ore.

3Le do­man­de con­cer­nen­ti al­tri prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi so­no mo­ti­va­te suc­cin­ta­men­te. Nei ca­si ur­gen­ti la mo­ti­va­zio­ne può es­se­re in­via­ta in un se­con­do tem­po.

Art. 51 Diritto di partecipare agli atti procedurali

1Le par­ti, i lo­ro pa­tro­ci­na­to­ri e l'au­to­ri­tà ri­chie­den­te pos­so­no par­te­ci­pa­re agli at­ti pro­ce­du­ra­li do­man­da­ti, in quan­to il pre­sen­te Co­di­ce lo pre­ve­da.

2Se la par­te­ci­pa­zio­ne è pos­si­bi­le, l'au­to­ri­tà ri­chie­sta co­mu­ni­ca all'au­to­ri­tà ri­chie­den­te, al­le par­ti e ai lo­ro pa­tro­ci­na­to­ri do­ve e quan­do sa­rà ese­gui­to l'at­to pro­ce­du­ra­le.

Sezione 3: Atti procedurali in un altro Cantone

Art. 52 Principi

1I pub­bli­ci mi­ni­ste­ri, le au­to­ri­tà pe­na­li del­le con­trav­ven­zio­ni e le au­to­ri­tà giu­di­can­ti dei Can­to­ni e del­la Con­fe­de­ra­zio­ne han­no di­rit­to di di­spor­re ed ese­gui­re di­ret­ta­men­te in un al­tro Can­to­ne tut­ti gli at­ti pro­ce­du­ra­li ai sen­si del pre­sen­te Co­di­ce.

2Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del Can­to­ne in cui dev'es­se­re ese­gui­to l'at­to pro­ce­du­ra­le ne è pre­via­men­te av­vi­sa­to. Nei ca­si ur­gen­ti può es­se­re av­vi­sa­to a po­ste­rio­ri. Per la ri­chie­sta di in­for­ma­zio­ni e do­cu­men­ti non è ne­ces­sa­rio al­cun av­vi­so.

3Le spe­se de­gli at­ti pro­ce­du­ra­li e i re­la­ti­vi ob­bli­ghi di in­den­niz­zo so­no ri­spet­ti­va­men­te a ca­ri­co del Can­to­ne che ha ese­gui­to gli at­ti o del­la Con­fe­de­ra­zio­ne; il Can­to­ne o la Con­fe­de­ra­zio­ne può ad­dos­sar­li al­le par­ti con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 426 e 427.

Art. 53 Impiego della polizia

Se ne­ces­si­ta dell'aiu­to del­la po­li­zia per l'ese­cu­zio­ne di un at­to pro­ce­du­ra­le, l'au­to­ri­tà ri­chie­den­te in­di­riz­za la re­la­ti­va do­man­da al pub­bli­co mi­ni­ste­ro del Can­to­ne ri­chie­sto; que­sti con­fe­ri­sce al­la po­li­zia lo­ca­le i man­da­ti ne­ces­sa­ri.

Capitolo 5: Assistenza giudiziaria internazionale

Art. 54 Applicabilità del presente Codice

La con­ces­sio­ne dell'as­si­sten­za giu­di­zia­ria in­ter­na­zio­na­le e la pro­ce­du­ra d'as­si­sten­za giu­di­zia­ria so­no ret­te dal pre­sen­te Co­di­ce sol­tan­to in quan­to al­tre leg­gi fe­de­ra­li e trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li non pre­ve­da­no di­spo­si­zio­ni spe­ci­fi­che.

Art. 55 Competenza

1Se un Can­to­ne si oc­cu­pa di un ca­so di as­si­sten­za giu­di­zia­ria in­ter­na­zio­na­le, è com­pe­ten­te il pub­bli­co mi­ni­ste­ro.

2Du­ran­te la pro­ce­du­ra di­bat­ti­men­ta­le le au­to­ri­tà giu­di­can­ti pos­so­no pre­sen­ta­re au­to­no­ma­men­te do­man­de d'as­si­sten­za giu­di­zia­ria.

3So­no fat­ti sal­vi i po­te­ri del­le au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne pe­na­le.

4Se il di­rit­to fe­de­ra­le as­se­gna com­pi­ti di as­si­sten­za giu­di­zia­ria a un'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria, è com­pe­ten­te la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo.

5Se il Can­to­ne che si oc­cu­pa di una do­man­da di as­si­sten­za giu­di­zia­ria este­ra ese­gue at­ti pro­ce­du­ra­li in al­tri Can­to­ni, so­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti l'as­si­sten­za giu­di­zia­ria na­zio­na­le.

6I Can­to­ni di­sci­pli­na­no l'ul­te­rio­re pro­ce­du­ra.

Capitolo 6: Ricusazione

Art. 56 Motivi di ricusazione

Chi ope­ra in se­no a un'au­to­ri­tà pe­na­le si ri­cu­sa se:

a.
ha un in­te­res­se per­so­na­le nel­la cau­sa;
b.
ha par­te­ci­pa­to al­la me­de­si­ma cau­sa in al­tra ve­ste, se­gna­ta­men­te co­me mem­bro di un'au­to­ri­tà, pa­tro­ci­na­to­re di una par­te, pe­ri­to o te­sti­mo­ne;
c.
è uni­to in ma­tri­mo­nio, vi­ve in unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta o con­vi­ve di fat­to con una par­te, con il suo pa­tro­ci­na­to­re o con una per­so­na che ha par­te­ci­pa­to al­la me­de­si­ma cau­sa co­me mem­bro del­la giu­ri­sdi­zio­ne in­fe­rio­re;
d.
è pa­ren­te o af­fi­ne di una par­te in li­nea ret­ta o in li­nea col­la­te­ra­le fi­no al ter­zo gra­do in­clu­so;
e.
è pa­ren­te o af­fi­ne in li­nea ret­ta, o in li­nea col­la­te­ra­le fi­no al se­con­do gra­do in­clu­so, di un pa­tro­ci­na­to­re di una par­te op­pu­re di una per­so­na che ha par­te­ci­pa­to al­la me­de­si­ma cau­sa co­me mem­bro del­la giu­ri­sdi­zio­ne in­fe­rio­re;
f.
per al­tri mo­ti­vi, se­gna­ta­men­te a cau­sa di rap­por­ti di ami­ci­zia o di ini­mi­ci­zia con una par­te o con il suo pa­tro­ci­na­to­re, po­treb­be ave­re una pre­ven­zio­ne nel­la cau­sa.

Art. 57 Obbligo di comunicazione

Chi ope­ra in se­no a un'au­to­ri­tà pe­na­le e si tro­va in un ca­so di ri­cu­sa­zio­ne lo co­mu­ni­ca tem­pe­sti­va­men­te a chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to.

Art. 58 Domanda di ricusazione

1La par­te che in­ten­de chie­de­re la ri­cu­sa­zio­ne di una per­so­na che ope­ra in se­no a un'au­to­ri­tà pe­na­le de­ve pre­sen­ta­re sen­za in­du­gio la re­la­ti­va do­man­da a chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to non ap­pe­na è a co­no­scen­za del mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne; de­ve ren­de­re ve­ro­si­mi­li i fat­ti su cui si fon­da la do­man­da.

2Il ri­cu­san­do si pro­nun­cia sul­la do­man­da.

Art. 59 Decisione

1Se è in­vo­ca­to un mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 56 let­te­re a o f op­pu­re se una per­so­na che ope­ra in se­no a un'au­to­ri­tà pe­na­le si op­po­ne al­la do­man­da di ri­cu­sa­zio­ne pre­sen­ta­ta da una par­te in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 56 let­te­re b-e, de­ci­de sen­za ul­te­rio­re pro­ce­du­ra pro­ba­to­ria e de­fi­ni­ti­va­men­te:

a.
il pub­bli­co mi­ni­ste­ro, nei ca­si in cui è in­te­res­sa­ta la po­li­zia;
b.
la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo, nei ca­si in cui so­no in­te­res­sa­ti il pub­bli­co mi­ni­ste­ro, le au­to­ri­tà pe­na­li del­le con­trav­ven­zio­ni o i tri­bu­na­li di pri­mo gra­do;
c.
il tri­bu­na­le d'ap­pel­lo, nei ca­si in cui so­no in­te­res­sa­ti la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo o sin­go­li mem­bri del tri­bu­na­le d'ap­pel­lo;
d.1
il Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, nei ca­si in cui è in­te­res­sa­to l'in­te­ro tri­bu­na­le d'ap­pel­lo di un Can­to­ne.

2La de­ci­sio­ne è re­sa per scrit­to e mo­ti­va­ta.

3Fi­no al­la de­ci­sio­ne il ri­cu­san­do con­ti­nua a eser­ci­ta­re la sua fun­zio­ne.

4Se la do­man­da è ac­col­ta, le spe­se pro­ce­du­ra­li so­no ad­dos­sa­te ri­spet­ti­va­men­te al­la Con­fe­de­ra­zio­ne o al Can­to­ne. Se la do­man­da è re­spin­ta o è ma­ni­fe­sta­men­te tar­di­va o te­me­ra­ria, le spe­se so­no ad­dos­sa­te al ri­chie­den­te.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 del­la LF del 17 mar. 2017 (Isti­tu­zio­ne di una cor­te d'ap­pel­lo in se­no al Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2017 5769; FF 2013 6121, 2016 5587).

Art. 60 Conseguenze della violazione delle norme sulla ricusazione

1Gli at­ti uf­fi­cia­li ai qua­li ha par­te­ci­pa­to una per­so­na te­nu­ta a ri­cu­sar­si so­no an­nul­la­ti e ri­pe­tu­ti se una par­te lo do­man­da en­tro cin­que gior­ni da quel­lo in cui è ve­nu­ta a co­no­scen­za del­la de­ci­sio­ne di ri­cu­sa­zio­ne.

2Le pro­ve già espe­ri­te ma non più ri­pe­ti­bi­li pos­so­no es­se­re non­di­me­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne dall'au­to­ri­tà pe­na­le.

3Se il mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne è sco­per­to sol­tan­to do­po la chiu­su­ra del pro­ce­di­men­to, si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sul­la re­vi­sio­ne.

Capitolo 7: Direzione del procedimento

Art. 61 Competenza

Il pro­ce­di­men­to è di­ret­to:

a.
si­no all'ab­ban­do­no del­lo stes­so o si­no al­la pro­mo­zio­ne dell'ac­cu­sa, dal pub­bli­co mi­ni­ste­ro;
b.
nel­la pro­ce­du­ra pe­na­le in ma­te­ria di con­trav­ven­zio­ni, dall'au­to­ri­tà pe­na­le del­le con­trav­ven­zio­ni;
c.
nel­la pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria di­nan­zi a un'au­to­ri­tà giu­di­can­te col­le­gia­le, dal pre­si­den­te del col­le­gio;
d.
nel­la pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria di­nan­zi a un'au­to­ri­tà giu­di­can­te mo­no­cra­ti­ca, dal giu­di­ce uni­co.

Art. 62 Compiti generali

1Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to pren­de le di­spo­si­zio­ni at­te a ga­ran­ti­re che lo stes­so si svol­ga in mo­do ap­pro­pria­to e con­for­me al­la leg­ge.

2Nel­la pro­ce­du­ra di­nan­zi a un'au­to­ri­tà giu­di­can­te col­le­gia­le, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to eser­ci­ta tut­te le at­tri­bu­zio­ni che non so­no ri­ser­va­te al col­le­gio.

Art. 63 Polizia delle udienze

1Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to prov­ve­de a far man­te­ne­re la si­cu­rez­za, la tran­quil­li­tà e l'or­di­ne du­ran­te le udien­ze.

2Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può am­mo­ni­re le per­so­ne che ne tur­ba­no l'an­da­men­to od of­fen­do­no le con­ve­nien­ze. In ca­so di re­ci­di­va, può to­glier lo­ro la pa­ro­la, espel­ler­le dal­la sa­la d'udien­za e, se ne­ces­sa­rio, far­le cu­sto­di­re dal­la po­li­zia si­no al­la fi­ne dell'udien­za. Può al­tre­sì far sgom­be­ra­re la sa­la d'udien­za.

3Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può chie­de­re l'aiu­to del­la po­li­zia com­pe­ten­te nel luo­go dell'at­to pro­ce­du­ra­le.

4Se una par­te è al­lon­ta­na­ta, l'at­to pro­ce­du­ra­le pro­se­gue co­mun­que.

Art. 64 Sanzioni disciplinari

1Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può pu­ni­re con la mul­ta di­sci­pli­na­re fi­no a 1000 fran­chi le per­so­ne che ne tur­ba­no l'an­da­men­to, of­fen­do­no le con­ve­nien­ze o non ot­tem­pe­ra­no a di­spo­si­zio­ni or­di­na­to­rie.

2Le mul­te di­sci­pli­na­ri in­flit­te dal pub­bli­co mi­ni­ste­ro e dai tri­bu­na­li di pri­mo gra­do pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te en­tro die­ci gior­ni di­nan­zi al­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo. Que­sta de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te.

Art. 65 Impugnabilità delle disposizioni ordinatorie del giudice

1Le di­spo­si­zio­ni or­di­na­to­rie del giu­di­ce pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te sol­tan­to in­sie­me con la de­ci­sio­ne fi­na­le.

2Le di­spo­si­zio­ni or­di­na­to­rie pre­se pri­ma del di­bat­ti­men­to da chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to in un'au­to­ri­tà giu­di­can­te col­le­gia­le pos­so­no, d'uf­fi­cio o su do­man­da, es­se­re mo­di­fi­ca­te o an­nul­la­te dal col­le­gio.

Capitolo 8: Norme procedurali generali

Sezione 1: Oralità, lingua

Art. 66 Oralità

I pro­ce­di­men­ti di­nan­zi al­le au­to­ri­tà pe­na­li si svol­go­no oral­men­te in quan­to il pre­sen­te Co­di­ce non pre­scri­va la for­ma scrit­ta.

Art. 67 Lingue del procedimento

1La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni de­si­gna­no le lin­gue in cui si svol­ge il pro­ce­di­men­to di­nan­zi al­le lo­ro au­to­ri­tà pe­na­li.

2Le au­to­ri­tà pe­na­li can­to­na­li ese­guo­no tut­ti gli at­ti pro­ce­du­ra­li nel­le lin­gue che il Can­to­ne ha de­si­gna­to con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 1; chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può con­sen­ti­re de­ro­ghe.

Art. 68 Traduzioni

1Se un par­te­ci­pan­te al pro­ce­di­men­to non com­pren­de la lin­gua in cui si svol­ge il me­de­si­mo o non è in gra­do di espri­mer­si suf­fi­cien­te­men­te be­ne nel­la stes­sa, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to fa ca­po a un tra­dut­to­re o in­ter­pre­te. Nei ca­si sem­pli­ci o ur­gen­ti può ri­nun­cia­re al tra­dut­to­re o all'in­ter­pre­te se egli stes­so e l'esten­so­re del ver­ba­le pa­dro­neg­gia­no suf­fi­cien­te­men­te la lin­gua del di­ret­to in­te­res­sa­to e que­sti vi ac­con­sen­te.

2An­che se as­si­sti­to da un di­fen­so­re, l'im­pu­ta­to è in­for­ma­to in una lin­gua a lui com­pren­si­bi­le, oral­men­te o per scrit­to, al­me­no del con­te­nu­to es­sen­zia­le de­gli at­ti pro­ce­du­ra­li più im­por­tan­ti. Non può es­se­re pre­te­sa una tra­du­zio­ne in­te­gra­le di tut­ti gli at­ti pro­ce­du­ra­li e de­gli at­ti di cau­sa.

3Gli at­ti che non so­no me­mo­rie o istan­ze del­le par­ti so­no all'oc­cor­ren­za tra­dot­ti per scrit­to o tra­dot­ti oral­men­te per il ver­ba­le.

4Per la tra­du­zio­ne dell'in­ter­ro­ga­to­rio del­la vit­ti­ma di un rea­to con­tro l'in­te­gri­tà ses­sua­le si fa ca­po a una per­so­na del­lo stes­so ses­so se la vit­ti­ma lo do­man­da e se ciò è pos­si­bi­le sen­za ri­tar­da­re in­de­bi­ta­men­te il pro­ce­di­men­to.

5Ai tra­dut­to­ri e agli in­ter­pre­ti si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti i pe­ri­ti (art. 73, 105, 182-191).

Sezione 2: Pubblicità

Art. 69 Principi

1Le udien­ze di­nan­zi al tri­bu­na­le di pri­mo gra­do e al tri­bu­na­le d'ap­pel­lo, non­ché la co­mu­ni­ca­zio­ne ora­le del­le sen­ten­ze e del­le or­di­nan­ze di ta­li tri­bu­na­li so­no pub­bli­che, ad ec­ce­zio­ne del­le de­li­be­ra­zio­ni.

2In ta­li ca­si, se le par­ti han­no ri­nun­cia­to a una pro­nun­cia pub­bli­ca del­la sen­ten­za o se è sta­to emes­so un de­cre­to d'ac­cu­sa, gli in­te­res­sa­ti pos­so­no pren­de­re vi­sio­ne del­la sen­ten­za o del de­cre­to d'ac­cu­sa.

3Non so­no pub­bli­che:

a.
la pro­ce­du­ra pre­li­mi­na­re, fat­te sal­ve le co­mu­ni­ca­zio­ni del­le au­to­ri­tà pe­na­li al pub­bli­co;
b.
la pro­ce­du­ra di­nan­zi al giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi;
c.
la pro­ce­du­ra di­nan­zi al­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo e, in quan­to si svol­ga per scrit­to, quel­la di­nan­zi al tri­bu­na­le d'ap­pel­lo;
d.
la pro­ce­du­ra del de­cre­to d'ac­cu­sa.

4Chiun­que può as­si­ste­re al­le udien­ze pub­bli­che; le per­so­ne di età in­fe­rio­re ai 16 an­ni ne­ces­si­ta­no tut­ta­via dell'au­to­riz­za­zio­ne di chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to.

Art. 70 Restrizioni e porte chiuse

1Il giu­di­ce può di­spor­re che le udien­ze si svol­ga­no in tut­to o in par­te a por­te chiu­se:

a.
se la si­cu­rez­za o l'or­di­ne pub­bli­ci o in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne di una per­so­na coin­vol­ta, se­gna­ta­men­te quel­li del­la vit­ti­ma, lo esi­go­no;
b.
in ca­so di for­te af­fluen­za.

2Qua­lo­ra si pro­ce­da a por­te chiu­se, l'im­pu­ta­to, la vit­ti­ma e l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to pos­so­no far­si ac­com­pa­gna­re al mas­si­mo da tre per­so­ne di fi­du­cia.

3Il giu­di­ce può con­sen­ti­re a cro­ni­sti giu­di­zia­ri e ad al­tre per­so­ne che han­no un in­te­res­se le­git­ti­mo di as­si­ste­re, a de­ter­mi­na­te con­di­zio­ni, ad udien­ze non pub­bli­che ai sen­si del ca­po­ver­so 1.

4Qua­lo­ra si sia pro­ce­du­to a por­te chiu­se, il giu­di­ce co­mu­ni­ca la sen­ten­za in udien­za pub­bli­ca o, se ne­ces­sa­rio, in­for­ma il pub­bli­co in al­tro mo­do ade­gua­to sull'esi­to del pro­ce­di­men­to.

Art. 71 Riprese audiovisive

1Non so­no per­mes­se ri­pre­se vi­si­ve o so­no­re all'in­ter­no dell'edi­fi­cio del tri­bu­na­le, non­ché ri­pre­se di at­ti pro­ce­du­ra­li ese­gui­ti in al­tro luo­go.

2I tra­sgres­so­ri pos­so­no es­se­re pu­ni­ti con la mul­ta di­sci­pli­na­re di cui all'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1. Le ri­pre­se non au­to­riz­za­te pos­so­no es­se­re se­que­stra­te.

Art. 72 Cronaca giudiziaria

La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no di­sci­pli­na­re l'am­mis­sio­ne, i di­rit­ti e gli ob­bli­ghi dei cro­ni­sti giu­di­zia­ri.

Sezione 3: Segreto, informazione del pubblico, comunicazioni ad autorità

Art. 73 Obbligo del segreto

1I mem­bri del­le au­to­ri­tà pe­na­li, i lo­ro col­la­bo­ra­to­ri e i pe­ri­ti no­mi­na­ti dall'au­to­ri­tà pe­na­le ser­ba­no il se­gre­to sui fat­ti di cui ven­go­no a co­no­scen­za nell'eser­ci­zio del­la lo­ro at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le.

2Se lo sco­po del pro­ce­di­men­to o un in­te­res­se pri­va­to lo ri­chie­de, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può, ri­chia­ma­to l'ar­ti­co­lo 292 CP1, ob­bli­ga­re l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to, al­tri par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to e i lo­ro pa­tro­ci­na­to­ri a ser­ba­re il se­gre­to sul pro­ce­di­men­to me­de­si­mo e sul­le per­so­ne coin­vol­te. Ta­le ob­bli­go va li­mi­ta­to nel tem­po.


1 RS 311.0

Art. 74 Informazione del pubblico

1Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce e, con il lo­ro con­sen­so, la po­li­zia pos­so­no in­for­ma­re il pub­bli­co su pro­ce­di­men­ti pen­den­ti se è ne­ces­sa­rio:

a.
af­fin­ché la po­po­la­zio­ne col­la­bo­ri a far lu­ce su rea­ti o al­la ri­cer­ca di in­di­zia­ti;
b.
per met­te­re in guar­dia o tran­quil­liz­za­re la po­po­la­zio­ne;
c.
per ret­ti­fi­ca­re no­ti­zie o vo­ci ine­sat­te;
d.
da­ta la par­ti­co­la­re im­por­tan­za del ca­so.

2La po­li­zia, sen­za far no­mi, può inol­tre in­for­ma­re il pub­bli­co di pro­pria ini­zia­ti­va su in­ci­den­ti e rea­ti.

3Il pub­bli­co è in­for­ma­to ri­spet­tan­do il prin­ci­pio del­la pre­sun­zio­ne di in­no­cen­za e i di­rit­ti del­la per­so­na­li­tà de­gli in­te­res­sa­ti.

4Qua­lo­ra sia coin­vol­ta una vit­ti­ma, le au­to­ri­tà e i pri­va­ti pos­so­no, al di fuo­ri di una pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria pub­bli­ca, di­vul­gar­ne l'iden­ti­tà o in­for­ma­zio­ni che ne con­sen­ta­no l'iden­ti­fi­ca­zio­ne sol­tan­to se:

a.
la col­la­bo­ra­zio­ne del­la po­po­la­zio­ne è ne­ces­sa­ria per far lu­ce su cri­mi­ni o per la ri­cer­ca di in­di­zia­ti; op­pu­re
b.
la vit­ti­ma o, se de­ce­du­ta, i suoi con­giun­ti vi ac­con­sen­to­no.

Art. 75 Comunicazioni ad altre autorità

1Se l'im­pu­ta­to sta scon­tan­do una pe­na o una mi­su­ra, le au­to­ri­tà pe­na­li in­for­ma­no le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne ri­guar­do ai nuo­vi pro­ce­di­men­ti pe­na­li e al­le de­ci­sio­ni pro­nun­cia­te.

2Se ne­ces­sa­rio per pro­teg­ge­re l'im­pu­ta­to, il dan­neg­gia­to o i lo­ro con­giun­ti, le au­to­ri­tà pe­na­li in­for­ma­no i ser­vi­zi so­cia­li e le au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri e de­gli adul­ti ri­guar­do ai pro­ce­di­men­ti pe­na­li av­via­ti e al­le de­ci­sio­ni pro­nun­cia­te.1

3Se nell'am­bi­to di un pro­ce­di­men­to ine­ren­te a un rea­to in cui so­no coin­vol­ti mi­no­ren­ni ac­cer­ta­no che so­no ne­ces­sa­ri ul­te­rio­ri prov­ve­di­men­ti, le au­to­ri­tà pe­na­li ne in­for­ma­no sen­za in­du­gio le au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.2

3bisChi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to in­for­ma l'Ag­grup­pa­men­to Di­fe­sa ri­guar­do ai pro­ce­di­men­ti pe­na­li pen­den­ti nei con­fron­ti di mi­li­ta­ri o per­so­ne sog­get­te all'ob­bli­go di le­va, se sus­si­sto­no se­ri se­gni o in­di­zi che que­sti pos­sa­no espor­re a pe­ri­co­lo se stes­si o ter­zi con un'ar­ma da fuo­co.3

4La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no ob­bli­ga­re o au­to­riz­za­re le au­to­ri­tà pe­na­li a for­ni­re ul­te­rio­ri in­for­ma­zio­ni ad au­to­ri­tà.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dall'all. al­la LF del 15 dic. 2017 (Pro­te­zio­ne dei mi­no­ren­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2947; FF 2015 2751).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dall'all. al­la LF del 15 dic. 2017 (Pro­te­zio­ne dei mi­no­ren­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2947; FF 2015 2751).
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 25 set. 2015 sul mi­glio­ra­men­to del­lo scam­bio d'in­for­ma­zio­ni tra au­to­ri­tà in ma­te­ria di ar­mi (RU 2016 1831; FF 2014 277). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 3 dell'all. al­la LF 18 mar. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 4277, 2017 2297; FF 2014 5939).

Sezione 4: Verbali

Art. 76 Disposizioni generali

1Le de­po­si­zio­ni del­le par­ti, le de­ci­sio­ni ora­li del­le au­to­ri­tà e tut­ti gli al­tri at­ti pro­ce­du­ra­li non ese­gui­ti per scrit­to so­no mes­si a ver­ba­le.

2L'esten­so­re del ver­ba­le, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to e, se del ca­so, il tra­dut­to­re o in­ter­pre­te at­te­sta­no l'esat­tez­za del ver­ba­le.

3Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to è re­spon­sa­bi­le del­la ver­ba­liz­za­zio­ne com­ple­ta ed esat­ta de­gli at­ti pro­ce­du­ra­li.

4Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può di­spor­re che la ver­ba­liz­za­zio­ne de­gli at­ti pro­ce­du­ra­li av­ven­ga non sol­tan­to per scrit­to, ben­sì an­che, in tut­to o in par­te, me­dian­te sup­por­ti so­no­ri o vi­si­vi. Ne in­for­ma pre­via­men­te i pre­sen­ti.

Art. 77 Verbali del procedimento

I ver­ba­li del pro­ce­di­men­to ri­por­ta­no tut­ti gli at­ti pro­ce­du­ra­li es­sen­zia­li in­for­man­do se­gna­ta­men­te su:

a.
la na­tu­ra, il luo­go, la da­ta e l'ora;
b.
il no­me dei mem­bri del­le au­to­ri­tà che vi han­no par­te­ci­pa­to, non­ché il no­me del­le par­ti, dei lo­ro pa­tro­ci­na­to­ri e del­le al­tre per­so­ne pre­sen­ti;
c.
le istan­ze e con­clu­sio­ni del­le par­ti;
d.
il fat­to che gli in­ter­ro­ga­ti so­no sta­ti rag­gua­glia­ti sui lo­ro di­rit­ti e ob­bli­ghi;
e.
le de­po­si­zio­ni de­gli in­ter­ro­ga­ti;
f.
lo svol­gi­men­to del pro­ce­di­men­to, le di­spo­si­zio­ni pre­se dall'au­to­ri­tà pe­na­le e l'os­ser­van­za dei re­qui­si­ti for­ma­li dei sin­go­li at­ti pro­ce­du­ra­li;
g.
gli at­ti di cau­sa e al­tri ele­men­ti di pro­va pro­dot­ti dai par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to o ac­qui­si­ti in al­tro mo­do du­ran­te lo stes­so;
h.
le de­ci­sio­ni e la lo­ro mo­ti­va­zio­ne, in quan­to un esem­pla­re del­le stes­se non sia al­le­ga­to agli at­ti.

Art. 78 Verbali d'interrogatorio

1Le de­po­si­zio­ni del­le par­ti, dei te­sti­mo­ni, del­le per­so­ne in­for­ma­te sui fat­ti e dei pe­ri­ti so­no mes­se a ver­ba­le se­du­ta stan­te.

2Il ver­ba­le è ste­so nel­la lin­gua in cui si svol­ge il pro­ce­di­men­to; tut­ta­via le de­po­si­zio­ni es­sen­zia­li so­no per quan­to pos­si­bi­le ver­ba­liz­za­te nel­la lin­gua in cui si è espres­so l'in­ter­ro­ga­to.

3Le do­man­de e ri­spo­ste de­ter­mi­nan­ti so­no ver­ba­liz­za­te te­stual­men­te.

4Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può con­sen­ti­re all'in­ter­ro­ga­to di det­ta­re per­so­nal­men­te la sua de­po­si­zio­ne.

5Il ver­ba­le dell'in­ter­ro­ga­to­rio è im­me­dia­ta­men­te let­to o da­to da leg­ge­re all'in­ter­ro­ga­to. Pre­sa co­no­scen­za del ver­ba­le, que­sti lo fir­ma e ne vi­sta ogni pa­gi­na. Se ri­fiu­ta di leg­ge­re in­te­gral­men­te il ver­ba­le o di fir­mar­lo, il ri­fiu­to e i mo­ti­vi in­vo­ca­ti so­no an­no­ta­ti nel ver­ba­le me­de­si­mo.

5bisSe nel­la pro­ce­du­ra di­bat­ti­men­ta­le l'in­ter­ro­ga­to­rio è re­gi­stra­to me­dian­te di­spo­si­ti­vi tec­ni­ci, il giu­di­ce può ri­nun­cia­re a leg­ge­re o a da­re da leg­ge­re il ver­ba­le all'in­ter­ro­ga­to e a far­glie­lo fir­ma­re. Le re­gi­stra­zio­ni so­no ac­qui­si­te agli at­ti.1

6Se l'in­ter­ro­ga­to­rio si svol­ge per vi­deo­con­fe­ren­za, la di­chia­ra­zio­ne ora­le dell'in­ter­ro­ga­to di aver pre­so co­no­scen­za del ver­ba­le so­sti­tui­sce la fir­ma e il vi­sto. Ta­le di­chia­ra­zio­ne è an­no­ta­ta nel ver­ba­le me­de­si­mo.

7I ver­ba­li ma­no­scrit­ti non ben leg­gi­bi­li e le de­po­si­zio­ni re­gi­stra­te ste­no­gra­fi­ca­men­te so­no tra­scrit­ti sen­za in­du­gio in bel­la co­pia. Gli ap­pun­ti so­no con­ser­va­ti si­no al­la chiu­su­ra del pro­ce­di­men­to.2


1 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 28 set. 2012 (Di­spo­si­zio­ni sul­la ver­ba­liz­za­zio­ne), in vi­go­re dal 1° mag. 2013 (RU 2013 851; FF 2012 5043 5055).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 28 set. 2012 (Di­spo­si­zio­ni sul­la ver­ba­liz­za­zio­ne), in vi­go­re dal 1° mag. 2013 (RU 2013 851; FF 2012 5043 5055).

Art. 79 Rettifica

1Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to ret­ti­fi­ca le svi­ste ma­ni­fe­ste in­sie­me con l'esten­so­re del ver­ba­le; ne in­for­ma suc­ces­si­va­men­te le par­ti.

2Sul­le istan­ze di ret­ti­fi­ca del ver­ba­le de­ci­de chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to.

3Le ret­ti­fi­che, le mo­di­fi­che, le can­cel­la­tu­re e le ag­giun­te so­no au­ten­ti­ca­te dall'esten­so­re del ver­ba­le e da chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to. Le mo­di­fi­che ma­te­ria­li so­no ese­gui­te in mo­do da la­scia­re ri­co­no­sci­bi­le il te­sto ori­gi­na­rio.

Sezione 5: Decisioni

Art. 80 Forma

1Le de­ci­sio­ni di me­ri­to su que­stio­ni pe­na­li e ci­vi­li ri­ve­sto­no la for­ma del­la sen­ten­za. Le al­tre de­ci­sio­ni ri­ve­sto­no la for­ma dell'or­di­nan­za, se pro­nun­cia­te da un'au­to­ri­tà col­le­gia­le, o del de­cre­to, se pro­nun­cia­te da un'au­to­ri­tà mo­no­cra­ti­ca. So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti la pro­ce­du­ra del de­cre­to d'ac­cu­sa.

2Le de­ci­sio­ni so­no emes­se per scrit­to e mo­ti­va­te. So­no fir­ma­te da chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to e dall'esten­so­re del ver­ba­le e no­ti­fi­ca­te al­le par­ti.

3I de­cre­ti e le or­di­nan­ze or­di­na­to­ri sem­pli­ci non ne­ces­si­ta­no né di una ste­su­ra se­pa­ra­ta né di una mo­ti­va­zio­ne; so­no an­no­ta­ti a ver­ba­le e co­mu­ni­ca­ti al­le par­ti in mo­do ap­pro­pria­to.

Art. 81 Contenuto delle decisioni finali

1Le sen­ten­ze e le al­tre de­ci­sio­ni che con­clu­do­no il pro­ce­di­men­to con­ten­go­no:

a.
un'in­tro­du­zio­ne;
b.
una mo­ti­va­zio­ne;
c.
un di­spo­si­ti­vo;
d.
se im­pu­gna­bi­li, l'in­di­ca­zio­ne dei ri­me­di giu­ri­di­ci.

2L'in­tro­du­zio­ne con­tie­ne:

a.
la de­si­gna­zio­ne dell'au­to­ri­tà pe­na­le e dei suoi mem­bri che han­no par­te­ci­pa­to al­la de­ci­sio­ne;
b.
la da­ta del­la de­ci­sio­ne;
c.
una suf­fi­cien­te de­si­gna­zio­ne del­le par­ti e dei lo­ro pa­tro­ci­na­to­ri;
d.
nel­le sen­ten­ze, le con­clu­sio­ni del­le par­ti.

3La mo­ti­va­zio­ne con­tie­ne:

a.
nel­le sen­ten­ze, l'ap­prez­za­men­to di fat­to e di di­rit­to del com­por­ta­men­to con­te­sta­to all'im­pu­ta­to e i mo­ti­vi del­le san­zio­ni, del­le con­se­guen­ze ac­ces­so­rie non­ché di quel­le re­la­ti­ve al­le spe­se e in­den­ni­tà;
b.
nel­le al­tre de­ci­sio­ni che con­clu­do­no il pro­ce­di­men­to, le ra­gio­ni del­la so­lu­zio­ne adot­ta­ta.

4Il di­spo­si­ti­vo con­tie­ne:

a.
l'in­di­ca­zio­ne del­le di­spo­si­zio­ni di leg­ge ap­pli­ca­te;
b.
nel­le sen­ten­ze, la de­ci­sio­ne re­la­ti­va al­la col­pe­vo­lez­za e al­la san­zio­ne, al­le spe­se e in­den­ni­tà non­ché al­le even­tua­li azio­ni ci­vi­li;
c.
nel­le al­tre de­ci­sio­ni che con­clu­do­no il pro­ce­di­men­to, la di­chia­ra­zio­ne di con­clu­sio­ne del­lo stes­so;
d.
le de­ci­sio­ni giu­di­zia­rie suc­ces­si­ve;
e.
la de­ci­sio­ne con­cer­nen­te le con­se­guen­ze ac­ces­so­rie;
f.
la de­si­gna­zio­ne del­le per­so­ne e au­to­ri­tà che ri­ce­vo­no una co­pia del­la de­ci­sio­ne o del di­spo­si­ti­vo.

Art. 82 Limitazioni dell'obbligo di motivazione

1Il tri­bu­na­le di pri­mo gra­do ri­nun­cia a una mo­ti­va­zio­ne scrit­ta se:

a.
mo­ti­va oral­men­te la sen­ten­za; e
b.
non pro­nun­cia una pe­na de­ten­ti­va su­pe­rio­re a due an­ni, un in­ter­na­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 64 CP1, un trat­ta­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 59 ca­po­ver­so 3 CP op­pu­re una pri­va­zio­ne di li­ber­tà di ol­tre due an­ni con­se­guen­te al­la re­vo­ca si­mul­ta­nea del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le di san­zio­ni.

2Il tri­bu­na­le di pri­mo gra­do no­ti­fi­ca suc­ces­si­va­men­te al­le par­ti una sen­ten­za mo­ti­va­ta se:

a.
una par­te lo do­man­da en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del di­spo­si­ti­vo;
b.
una par­te in­ter­po­ne ri­cor­so.

3Se so­lo l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to do­man­da una sen­ten­za mo­ti­va­ta o in­ter­po­ne ri­cor­so, il tri­bu­na­le di pri­mo gra­do mo­ti­va la sen­ten­za sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui con­cer­ne il com­por­ta­men­to pu­ni­bi­le che ha ar­re­ca­to pre­giu­di­zio all'ac­cu­sa­to­re pri­va­to e le pre­te­se ci­vi­li del­lo stes­so.

4Nel­la pro­ce­du­ra di ri­cor­so, il giu­di­ce può ri­man­da­re al­la mo­ti­va­zio­ne del­la giu­ri­sdi­zio­ne in­fe­rio­re per quan­to con­cer­ne l'ap­prez­za­men­to di fat­to e di di­rit­to dei fat­ti con­te­sta­ti all'im­pu­ta­to.


1 RS 311.0

Art. 83 Interpretazione e rettifica delle decisioni

1Se il di­spo­si­ti­vo di una de­ci­sio­ne è po­co chia­ro, con­trad­dit­to­rio o in­com­ple­to o è in con­trad­di­zio­ne con la mo­ti­va­zio­ne, l'au­to­ri­tà pe­na­le che ha pro­nun­cia­to la de­ci­sio­ne la in­ter­pre­ta o la ret­ti­fi­ca ad istan­za di par­te o d'uf­fi­cio.

2L'istan­za è pre­sen­ta­ta per scrit­to; vi de­vo­no es­se­re in­di­ca­ti i pas­sag­gi con­te­sta­ti o le mo­di­fi­che au­spi­ca­te.

3L'au­to­ri­tà pe­na­le dà al­le al­tre par­ti l'op­por­tu­ni­tà di pro­nun­ciar­si sull'istan­za.

4La de­ci­sio­ne in­ter­pre­ta­ta o ret­ti­fi­ca­ta è co­mu­ni­ca­ta al­le par­ti.

Sezione 6: Comunicazione delle decisioni e notificazione

Art. 84 Comunicazione delle decisioni

1Se la pro­ce­du­ra è pub­bli­ca, il giu­di­ce co­mu­ni­ca oral­men­te la sen­ten­za a de­li­be­ra­zio­ne con­clu­sa, mo­ti­van­do­la suc­cin­ta­men­te.

2Il giu­di­ce con­se­gna al­le par­ti il di­spo­si­ti­vo del­la sen­ten­za al­la fi­ne del di­bat­ti­men­to o lo no­ti­fi­ca lo­ro en­tro cin­que gior­ni.

3Se non può pro­nun­cia­re im­me­dia­ta­men­te la sen­ten­za, il giu­di­ce vi prov­ve­de ap­pe­na pos­si­bi­le e co­mu­ni­ca la sen­ten­za in un nuo­vo di­bat­ti­men­to. Se in tal ca­so le par­ti ri­nun­cia­no al­la co­mu­ni­ca­zio­ne pub­bli­ca del­la sen­ten­za, il giu­di­ce no­ti­fi­ca lo­ro il di­spo­si­ti­vo su­bi­to do­po aver de­li­be­ra­to.

4Se de­ve mo­ti­va­re la sen­ten­za, il giu­di­ce la no­ti­fi­ca en­tro 60 gior­ni, ec­ce­zio­nal­men­te en­tro 90 gior­ni, all'im­pu­ta­to e al pub­bli­co mi­ni­ste­ro con la mo­ti­va­zio­ne com­ple­ta e al­le al­tre par­ti sol­tan­to con i pun­ti con­cer­nen­ti le lo­ro con­clu­sio­ni.

5L'au­to­ri­tà pe­na­le co­mu­ni­ca per scrit­to od oral­men­te al­le par­ti i de­cre­ti o le or­di­nan­ze or­di­na­to­ri sem­pli­ci.

6Le de­ci­sio­ni so­no co­mu­ni­ca­te al­le al­tre au­to­ri­tà de­si­gna­te dal di­rit­to fe­de­ra­le e dal di­rit­to can­to­na­le; le de­ci­sio­ni su ri­cor­so so­no co­mu­ni­ca­te an­che al­la giu­ri­sdi­zio­ne in­fe­rio­re e le de­ci­sio­ni pas­sa­te in giu­di­ca­to, se ne­ces­sa­rio, al­le au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne e a quel­le del ca­sel­la­rio giu­di­zia­le.

Art. 85 Forma delle comunicazioni e della notificazione

1Sal­vo che il pre­sen­te Co­di­ce di­spon­ga al­tri­men­ti, le co­mu­ni­ca­zio­ni del­le au­to­ri­tà pe­na­li ri­ve­sto­no la for­ma scrit­ta.

2La no­ti­fi­ca­zio­ne è fat­ta me­dian­te in­vio po­sta­le rac­co­man­da­to o in al­tro mo­do con­tro ri­ce­vu­ta, se­gna­ta­men­te per il tra­mi­te del­la po­li­zia.

3La no­ti­fi­ca­zio­ne è con­si­de­ra­ta av­ve­nu­ta quan­do l'in­vio è pre­so in con­se­gna dal de­sti­na­ta­rio op­pu­re da un suo im­pie­ga­to o da una per­so­na che vi­ve nel­la stes­sa eco­no­mia do­me­sti­ca aven­ti al­me­no 16 an­ni. So­no fat­ti sal­vi i ca­si in cui le au­to­ri­tà pe­na­li di­spon­go­no che una co­mu­ni­ca­zio­ne sia no­ti­fi­ca­ta per­so­nal­men­te al de­sti­na­ta­rio.

4La no­ti­fi­ca­zio­ne è pu­re con­si­de­ra­ta av­ve­nu­ta:

a.
in ca­so di in­vio po­sta­le rac­co­man­da­to non ri­ti­ra­to, il set­ti­mo gior­no dal ten­ta­ti­vo di con­se­gna in­frut­tuo­so, sem­pre che il de­sti­na­ta­rio do­ves­se aspet­tar­si una no­ti­fi­ca­zio­ne;
b.
in ca­so di no­ti­fi­ca­zio­ne in ma­ni pro­prie, quan­do il de­sti­na­ta­rio ri­fiu­ta la con­se­gna e il la­to­re ne at­te­sta il ri­fiu­to, il gior­no del ri­fiu­to.

Art. 86 Notificazione per via elettronica

1Con il con­sen­so del di­ret­to in­te­res­sa­to, le co­mu­ni­ca­zio­ni pos­so­no es­se­re no­ti­fi­ca­te per via elet­tro­ni­ca. So­no mu­ni­te di una fir­ma elet­tro­ni­ca se­con­do la leg­ge del 18 mar­zo 20162 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca.

2Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na:

a.
la fir­ma da uti­liz­za­re;
b.
il for­ma­to del­le co­mu­ni­ca­zio­ni e dei re­la­ti­vi al­le­ga­ti;
c.
le mo­da­li­tà di tra­smis­sio­ne;
d.
il mo­men­to in cui la co­mu­ni­ca­zio­ne è con­si­de­ra­ta no­ti­fi­ca­ta.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 7 dell'all. al­la L del 18 mar. 2016 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913).
2 RS 943.03

Art. 87 Recapito

1Le co­mu­ni­ca­zio­ni so­no no­ti­fi­ca­te al do­mi­ci­lio, al­la di­mo­ra abi­tua­le o al­la se­de del de­sti­na­ta­rio.

2Le par­ti e i pa­tro­ci­na­to­ri con do­mi­ci­lio, di­mo­ra abi­tua­le o se­de all'este­ro de­vo­no de­si­gna­re un re­ca­pi­to in Sviz­ze­ra; so­no fat­ti sal­vi gli ac­cor­di in­ter­na­zio­na­li se­con­do cui le co­mu­ni­ca­zio­ni pos­so­no es­se­re no­ti­fi­ca­te di­ret­ta­men­te.

3Le co­mu­ni­ca­zio­ni de­sti­na­te al­le par­ti che han­no de­si­gna­to un pa­tro­ci­na­to­re so­no no­ti­fi­ca­te va­li­da­men­te a que­st'ul­ti­mo.

4Se una par­te de­ve com­pa­ri­re per­so­nal­men­te a un'udien­za o com­pie­re di per­so­na at­ti pro­ce­du­ra­li, la co­mu­ni­ca­zio­ne le è di­ret­ta­men­te no­ti­fi­ca­ta. Una co­pia del­la co­mu­ni­ca­zio­ne è no­ti­fi­ca­ta al pa­tro­ci­na­to­re.

Art. 88 Pubblicazione

1La no­ti­fi­ca­zio­ne è fat­ta me­dian­te pub­bli­ca­zio­ne nel Fo­glio uf­fi­cia­le de­si­gna­to dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne o dal Can­to­ne se:

a.
il luo­go di sog­gior­no del de­sti­na­ta­rio è igno­to e non può es­se­re in­di­vi­dua­to nem­me­no con de­bi­te, ra­gio­ne­vo­li ri­cer­che;
b.
una no­ti­fi­ca­zio­ne è im­pos­si­bi­le o do­ves­se com­por­ta­re com­pli­ca­zio­ni straor­di­na­rie;
c.
una par­te o il suo pa­tro­ci­na­to­re con do­mi­ci­lio, di­mo­ra abi­tua­le o se­de all'este­ro non han­no de­si­gna­to un re­ca­pi­to in Sviz­ze­ra.

2La no­ti­fi­ca­zio­ne è con­si­de­ra­ta av­ve­nu­ta il gior­no del­la pub­bli­ca­zio­ne.

3Del­le de­ci­sio­ni fi­na­li è pub­bli­ca­to sol­tan­to il di­spo­si­ti­vo.

4I de­cre­ti d'ab­ban­do­no e i de­cre­ti d'ac­cu­sa so­no re­pu­ta­ti no­ti­fi­ca­ti an­che se non pub­bli­ca­ti.

Sezione 7: Termini e date d'udienza

Art. 89 Disposizioni generali

1I ter­mi­ni le­ga­li so­no im­pro­ro­ga­bi­li.

2Nel pro­ce­di­men­to pe­na­le non vi so­no fe­rie giu­di­zia­rie.

Art. 90 Decorrenza e computo dei termini

1I ter­mi­ni la cui de­cor­ren­za di­pen­de da una no­ti­fi­ca­zio­ne o dal ve­ri­fi­car­si di un even­to de­cor­ro­no dal gior­no suc­ces­si­vo.

2Se l'ul­ti­mo gior­no del ter­mi­ne è un sa­ba­to, una do­me­ni­ca o un gior­no ri­co­no­sciu­to fe­sti­vo dal di­rit­to fe­de­ra­le o can­to­na­le, il ter­mi­ne sca­de il pri­mo gior­no fe­ria­le se­guen­te. È de­ter­mi­nan­te il di­rit­to del Can­to­ne in cui ha do­mi­ci­lio o se­de la par­te o il suo pa­tro­ci­na­to­re.1


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 7 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).

Art. 91 Osservanza dei termini

1Il ter­mi­ne è os­ser­va­to se l'at­to pro­ce­du­ra­le è com­piu­to pres­so l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te al più tar­di l'ul­ti­mo gior­no.

2Le istan­ze o me­mo­rie de­vo­no es­se­re con­se­gna­te al più tar­di l'ul­ti­mo gior­no del ter­mi­ne pres­so l'au­to­ri­tà pe­na­le op­pu­re, all'in­di­riz­zo di que­sta, pres­so la po­sta sviz­ze­ra, una rap­pre­sen­tan­za di­plo­ma­ti­ca o con­so­la­re sviz­ze­ra op­pu­re, qua­lo­ra pro­ven­ga­no da per­so­ne in sta­to di car­ce­ra­zio­ne, al­la di­re­zio­ne del­lo sta­bi­li­men­to.

3In ca­so di tra­smis­sio­ne per via elet­tro­ni­ca, per l'os­ser­van­za di un ter­mi­ne è de­ter­mi­nan­te il mo­men­to in cui è ri­la­scia­ta la ri­ce­vu­ta at­te­stan­te che la par­te ha ese­gui­to tut­te le ope­ra­zio­ni ne­ces­sa­rie per la tra­smis­sio­ne.1

4Il ter­mi­ne è re­pu­ta­to os­ser­va­to an­che quan­do la me­mo­ria o l'istan­za per­vie­ne al più tar­di l'ul­ti­mo gior­no del ter­mi­ne a un'au­to­ri­tà sviz­ze­ra non com­pe­ten­te. Que­sta la inol­tra sen­za in­du­gio all'au­to­ri­tà pe­na­le com­pe­ten­te.

5Il ter­mi­ne di pa­ga­men­to a un'au­to­ri­tà pe­na­le è os­ser­va­to se l'im­por­to do­vu­to è ver­sa­to al­la po­sta sviz­ze­ra, op­pu­re ad­de­bi­ta­to a un con­to po­sta­le o ban­ca­rio in Sviz­ze­ra, in fa­vo­re dell'au­to­ri­tà pe­na­le, al più tar­di l'ul­ti­mo gior­no del ter­mi­ne.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 7 dell'all. al­la L del 18 mar. 2016 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913

Art. 92 Proroga di termini e differimento di udienze

Le au­to­ri­tà pos­so­no, d'uf­fi­cio o su do­man­da, pro­ro­ga­re o dif­fe­ri­re i ter­mi­ni e le udien­ze da es­se fis­sa­ti. La do­man­da dev'es­se­re tem­pe­sti­va e suf­fra­ga­ta da per­ti­nen­ti mo­ti­vi.

Art. 93 Inosservanza

Vi è inos­ser­van­za di un ter­mi­ne quan­do una par­te non com­pie tem­pe­sti­va­men­te un at­to pro­ce­du­ra­le op­pu­re non com­pa­re a un'udien­za.

Art. 94 Restituzione

1La par­te che, non aven­do os­ser­va­to un ter­mi­ne, ha su­bì­to un pre­giu­di­zio giu­ri­di­co im­por­tan­te e ir­ri­me­dia­bi­le può chie­der­ne la re­sti­tu­zio­ne; a tal fi­ne de­ve ren­der ve­ro­si­mi­le di non ave­re col­pa dell'inos­ser­van­za.

2L'istan­za di re­sti­tu­zio­ne va mo­ti­va­ta e pre­sen­ta­ta per scrit­to en­tro 30 gior­ni dal­la ces­sa­zio­ne del mo­ti­vo dell'inos­ser­van­za all'au­to­ri­tà pres­so cui avreb­be do­vu­to es­se­re com­piu­to l'at­to pro­ce­du­ra­le omes­so. En­tro lo stes­so ter­mi­ne oc­cor­re com­pie­re l'at­to omes­so.

3L'istan­za di re­sti­tu­zio­ne ha ef­fet­to so­spen­si­vo sol­tan­to se l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te lo ac­cor­da.

4Sull'istan­za di re­sti­tu­zio­ne de­ci­de l'au­to­ri­tà pe­na­le in pro­ce­du­ra scrit­ta.

5I ca­po­ver­si 1-4 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al­la man­ca­ta com­pa­ri­zio­ne al­le udien­ze. Se la re­sti­tu­zio­ne è con­ces­sa, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to fis­sa una nuo­va udien­za. So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­ce­du­ra con­tu­ma­cia­le.

Sezione 8: Trattamento di dati

Art. 95 Raccolta di dati personali

1I da­ti per­so­na­li so­no rac­col­ti pres­so l'in­te­res­sa­to op­pu­re in mo­do per que­sti rav­vi­sa­bi­le, sem­pre che il pro­ce­di­men­to non ne ri­sul­ti com­pro­mes­so o sia re­so spro­por­zio­na­ta­men­te one­ro­so.

2Se non po­te­va rav­vi­sa­re di es­se­re og­get­to di una rac­col­ta di da­ti, l'in­te­res­sa­to de­ve es­ser­ne im­me­dia­ta­men­te in­for­ma­to. Si può ri­nun­cia­re all'in­for­ma­zio­ne o dif­fe­rir­la per pro­teg­ge­re in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti pre­pon­de­ran­ti.

Art. 95a Trattamento di dati personali

Quan­do trat­ta­no da­ti per­so­na­li, le au­to­ri­tà pe­na­li com­pe­ten­ti prov­ve­do­no a di­stin­gue­re nel­la mi­su­ra del pos­si­bi­le:

a.
le di­ver­se ca­te­go­rie di in­te­res­sa­ti;
b.
i da­ti per­so­na­li fon­da­ti su fat­ti da quel­li fon­da­ti su va­lu­ta­zio­ni per­so­na­li.

1 In­tro­dot­to dal n. II 3 del­la LF del 28 set. 2018 che at­tua la di­ret­ti­va (UE) 2016/680 re­la­ti­va al­la pro­te­zio­ne del­le per­so­ne fi­si­che con ri­guar­do al trat­ta­men­to dei da­ti per­so­na­li a fi­ni di pre­ven­zio­ne, in­da­gi­ne, ac­cer­ta­men­to e per­se­gui­men­to di rea­ti o ese­cu­zio­ne di san­zio­ni pe­na­li, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2019 625; FF 2017 5939).

Art. 96 Comunicazione e utilizzazione in procedimenti pendenti

1Se è pre­su­mi­bi­le che pos­sa­no for­ni­re chia­ri­men­ti es­sen­zia­li, l'au­to­ri­tà pe­na­le può co­mu­ni­ca­re i da­ti per­so­na­li re­la­ti­vi a un pro­ce­di­men­to pen­den­te af­fin­ché sia­no uti­liz­za­ti in un al­tro pro­ce­di­men­to pen­den­te.

2So­no fat­ti sal­vi:

a.
gli ar­ti­co­li 11, 13, 14 e 20 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 21 mar­zo 19971 sul­le mi­su­re per la sal­va­guar­dia del­la si­cu­rez­za in­ter­na;
b.
le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge fe­de­ra­le del 13 giu­gno 20082 sui si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne di po­li­zia del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
c.
le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge fe­de­ra­le del 7 ot­to­bre 19943 su­gli Uf­fi­ci cen­tra­li di po­li­zia giu­di­zia­ria del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.4

1 RS 120
2 RS 361
3 RS 360
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 lett. a dell'all. 2 al­la LF del 13 giu. 2008 sui si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne di po­li­zia del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2008 4989; FF 2006 4631).

Art. 97 Diritti d'informazione durante la pendenza del procedimento

Fin­tan­to che il pro­ce­di­men­to è pen­den­te, le par­ti e gli al­tri par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to han­no di­rit­to di es­se­re in­for­ma­ti sui da­ti per­so­na­li trat­ta­ti che li con­cer­no­no, con­for­me­men­te al di­rit­to lo­ro spet­tan­te di esa­mi­na­re gli at­ti.

Art. 98 Rettifica di dati

1Qua­lo­ra da­ti per­so­na­li si ri­ve­li­no ine­sat­ti, le au­to­ri­tà pe­na­li com­pe­ten­ti li ret­ti­fi­ca­no sen­za in­du­gio.

2Le au­to­ri­tà pe­na­li com­pe­ten­ti av­vi­sa­no sen­za in­du­gio dell'av­ve­nu­ta ret­ti­fi­ca l'au­to­ri­tà che ha lo­ro tra­smes­so o mes­so a di­spo­si­zio­ne ta­li da­ti o al­la qua­le li han­no co­mu­ni­ca­ti.1


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 del­la LF del 28 set. 2018 che at­tua la di­ret­ti­va (UE) 2016/680 re­la­ti­va al­la pro­te­zio­ne del­le per­so­ne fi­si­che con ri­guar­do al trat­ta­men­to dei da­ti per­so­na­li a fi­ni di pre­ven­zio­ne, in­da­gi­ne, ac­cer­ta­men­to e per­se­gui­men­to di rea­ti o ese­cu­zio­ne di san­zio­ni pe­na­li, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2019 625; FF 2017 5939).

Art. 99 Trattamento e conservazione dei dati personali dopo la chiusura del procedimento

1Chiu­so il pro­ce­di­men­to, il trat­ta­men­to dei da­ti per­so­na­li, la pro­ce­du­ra e la tu­te­la giu­ri­sdi­zio­na­le so­no ret­ti dal­le di­spo­si­zio­ni del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei Can­to­ni in ma­te­ria di pro­te­zio­ne dei da­ti.

2La du­ra­ta di con­ser­va­zio­ne dei da­ti per­so­na­li do­po la chiu­su­ra del pro­ce­di­men­to si de­ter­mi­na se­con­do l'ar­ti­co­lo 103.

3So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge fe­de­ra­le del 7 ot­to­bre 19941 su­gli Uf­fi­ci cen­tra­li di po­li­zia giu­di­zia­ria del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e del­la leg­ge fe­de­ra­le del 13 giu­gno 20082 sui si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne di po­li­zia del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, non­ché quel­le del pre­sen­te Co­di­ce re­la­ti­ve ai do­cu­men­ti se­gna­le­ti­ci e ai pro­fi­li di DNA.3


1 RS 360
2 RS 361
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 lett. a dell'all. 2 al­la LF del 13 giu. 2008 sui si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne di po­li­zia del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2008 4989; FF 2006 4631).

Sezione 9: Gestione, esame e conservazione degli atti

Art. 100 Gestione degli atti

1Per ogni cau­sa pe­na­le è co­sti­tui­to un fa­sci­co­lo. Il fa­sci­co­lo con­tie­ne:

a.
i ver­ba­li pro­ce­du­ra­li e quel­li d'in­ter­ro­ga­to­rio;
b.
gli at­ti rac­col­ti dall'au­to­ri­tà pe­na­le;
c.
gli at­ti pro­dot­ti dal­le par­ti.

2Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to prov­ve­de al­la con­ser­va­zio­ne si­ste­ma­ti­ca e al­la re­gi­stra­zio­ne con­ti­nua de­gli at­ti in un elen­co; nei ca­si sem­pli­ci può ri­nun­cia­re al­la com­pi­la­zio­ne di un elen­co.

Art. 101 Esame degli atti di un procedimento pendente

1Le par­ti pos­so­no esa­mi­na­re gli at­ti del pro­ce­di­men­to pe­na­le al più tar­di do­po il pri­mo in­ter­ro­ga­to­rio dell'im­pu­ta­to e do­po l'as­sun­zio­ne del­le al­tre pro­ve prin­ci­pa­li da par­te del pub­bli­co mi­ni­ste­ro; è fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 108.

2Al­tre au­to­ri­tà pos­so­no esa­mi­na­re gli at­ti se ne­ces­sa­rio per la trat­ta­zio­ne di pro­ce­di­men­ti ci­vi­li, pe­na­li o am­mi­ni­stra­ti­vi pen­den­ti e se non vi si op­pon­go­no in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti pre­pon­de­ran­ti.

3I ter­zi pos­so­no esa­mi­na­re gli at­ti se fan­no va­le­re un in­te­res­se scien­ti­fi­co o un al­tro in­te­res­se de­gno di pro­te­zio­ne e se non vi si op­pon­go­no in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti pre­pon­de­ran­ti.

Art. 102 Procedura in caso di domanda d'esame degli atti

1In me­ri­to all'esa­me de­gli at­ti de­ci­de chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to. Que­sti adot­ta le mi­su­re ne­ces­sa­rie per evi­ta­re abu­si e ri­tar­di e per tu­te­la­re i le­git­ti­mi in­te­res­si al man­te­ni­men­to del se­gre­to.

2Gli at­ti si esa­mi­na­no pres­so la se­de dell'au­to­ri­tà pe­na­le in­te­res­sa­ta op­pu­re, me­dian­te as­si­sten­za giu­di­zia­ria, pres­so un'al­tra au­to­ri­tà pe­na­le. Al­le al­tre au­to­ri­tà e ai pa­tro­ci­na­to­ri del­le par­ti, gli at­ti ven­go­no di nor­ma re­ca­pi­ta­ti.

3Chi ha di­rit­to di esa­mi­na­re gli at­ti può chie­de­re che glie­ne sia­no al­le­sti­te co­pie con­tro il ver­sa­men­to di un emo­lu­men­to.

Art. 103 Conservazione degli atti

1Gli at­ti so­no con­ser­va­ti al­me­no fi­no al­lo sca­de­re del ter­mi­ne di pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le e del­la pe­na.

2Fan­no ec­ce­zio­ne i do­cu­men­ti ori­gi­na­li ac­qui­si­ti al fa­sci­co­lo; es­si van­no re­sti­tui­ti con­tro ri­ce­vu­ta agli aven­ti di­rit­to ap­pe­na la de­ci­sio­ne sul­la cau­sa pe­na­le è pas­sa­ta in giu­di­ca­to.

Titolo terzo: Parti e altri partecipanti al procedimento

Capitolo 1: Disposizioni generali

Sezione 1: Definizione e statuto

Art. 104 Parti

1So­no par­ti:

a.
l'im­pu­ta­to;
b.
l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to;
c.
il pub­bli­co mi­ni­ste­ro nel­la pro­ce­du­ra di­bat­ti­men­ta­le e in quel­la di ri­cor­so.

2La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no con­fe­ri­re pie­ni o li­mi­ta­ti di­rit­ti di par­te ad al­tre au­to­ri­tà cui spet­ta la tu­te­la di in­te­res­si pub­bli­ci.

Art. 105 Altri partecipanti al procedimento

1So­no al­tri par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to:

a.
il dan­neg­gia­to;
b.
il de­nun­cian­te;
c.
il te­sti­mo­ne;
d.
la per­so­na in­for­ma­ta sui fat­ti;
e.
il pe­ri­to;
f.
il ter­zo ag­gra­va­to da at­ti pro­ce­du­ra­li.

2Le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1, se di­ret­ta­men­te le­se nei lo­ro di­rit­ti, frui­sco­no dei di­rit­ti pro­ce­du­ra­li spet­tan­ti al­le par­ti, nel­la mi­su­ra ne­ces­sa­ria al­la tu­te­la dei lo­ro in­te­res­si.

Art. 106 Capacità processuale

1Le par­ti pos­so­no com­pie­re va­li­da­men­te at­ti pro­ce­du­ra­li sol­tan­to se han­no l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li.

2Chi non ha l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li è rap­pre­sen­ta­to dal suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le.

3Chi non ha l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li ma è ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to può eser­ci­ta­re, a fian­co del rap­pre­sen­tan­te le­ga­le, i di­rit­ti pro­ce­du­ra­li di na­tu­ra emi­nen­te­men­te per­so­na­le.

Art. 107 Diritto di essere sentiti

1Le par­ti han­no il di­rit­to di es­se­re sen­ti­te; se­gna­ta­men­te, han­no il di­rit­to di:

a.
esa­mi­na­re gli at­ti;
b.
par­te­ci­pa­re agli at­ti pro­ce­du­ra­li;
c.
far ca­po a un pa­tro­ci­na­to­re;
d.
espri­mer­si sul­la cau­sa e sul­la pro­ce­du­ra;
e.
pre­sen­ta­re istan­ze pro­ba­to­rie.

2Le au­to­ri­tà pe­na­li ren­do­no at­ten­te ai lo­ro di­rit­ti le par­ti pri­ve di co­no­scen­ze giu­ri­di­che.

Art. 108 Restrizioni del diritto di essere sentiti

1Le au­to­ri­tà pe­na­li pos­so­no sot­to­por­re a re­stri­zio­ni il di­rit­to di es­se­re sen­ti­ti se:

a.
vi è il so­spet­to fon­da­to che una par­te abu­si dei suoi di­rit­ti;
b.
la re­stri­zio­ne è ne­ces­sa­ria per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za di per­so­ne op­pu­re per tu­te­la­re in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti al man­te­ni­men­to del se­gre­to.

2Re­stri­zio­ni nei con­fron­ti dei pa­tro­ci­na­to­ri so­no am­mes­se sol­tan­to se il pa­tro­ci­na­to­re stes­so ne dà mo­ti­vo.

3Le re­stri­zio­ni van­no li­mi­ta­te nel tem­po op­pu­re cir­co­scrit­te a sin­go­li at­ti pro­ce­du­ra­li.

4Se il mo­ti­vo del­la re­stri­zio­ne per­si­ste, le au­to­ri­tà pe­na­li pos­so­no fon­da­re le lo­ro de­ci­sio­ni an­che su at­ti a cui una par­te non ha avu­to ac­ces­so, ma sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui det­ta par­te sia sta­ta in­for­ma­ta del con­te­nu­to es­sen­zia­le de­gli at­ti me­de­si­mi.

5Se il mo­ti­vo del­la re­stri­zio­ne vie­ne me­no, il di­rit­to di es­se­re sen­ti­ti va ac­cor­da­to a po­ste­rio­ri in for­ma ade­gua­ta.

Sezione 2: Atti procedurali compiuti dalle parti

Art. 109 Memorie e istanze

1Le par­ti pos­so­no pre­sen­ta­re in ogni tem­po me­mo­rie e istan­ze a chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to; so­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni con­tra­rie del pre­sen­te Co­di­ce.

2Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to esa­mi­na le me­mo­rie e le istan­ze e of­fre al­le al­tre par­ti l'op­por­tu­ni­tà di pro­nun­ciar­si.

Art. 110 Forma

1Le me­mo­rie e le istan­ze pos­so­no es­se­re pre­sen­ta­te per scrit­to op­pu­re oral­men­te a ver­ba­le. Le me­mo­rie e istan­ze scrit­te van­no da­ta­te e fir­ma­te.

2Se la tra­smis­sio­ne av­vie­ne per via elet­tro­ni­ca, le me­mo­rie e le istan­ze de­vo­no re­ca­re una fir­ma elet­tro­ni­ca re­go­la­men­ta­ta qua­li­fi­ca­ta se­con­do la leg­ge del 18 mar­zo 20161 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca. Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na:

a.
il for­ma­to de­gli at­ti e dei re­la­ti­vi al­le­ga­ti;
b.
le mo­da­li­tà di tra­smis­sio­ne;
c.
le con­di­zio­ni al­le qua­li può es­se­re ri­chie­sta la tra­smis­sio­ne suc­ces­si­va di do­cu­men­ti car­ta­cei in ca­so di pro­ble­mi tec­ni­ci.2

3Per al­tro, gli at­ti pro­ce­du­ra­li non sot­to­stan­no ad al­cun re­qui­si­to for­ma­le, sem­pre che il pre­sen­te Co­di­ce non pre­ve­da al­tri­men­ti.

4Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può re­spin­ge­re me­mo­rie e istan­ze il­leg­gi­bi­li, in­com­pren­si­bi­li, scon­ve­nien­ti o ec­ces­si­va­men­te pro­lis­se; im­par­ti­sce un ter­mi­ne per rie­la­bo­rar­le, av­ver­ten­do che al­tri­men­ti non sa­ran­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne.


1 RS 943.03
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 7 dell'all. al­la L del 18 mar. 2016 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913

Capitolo 2: L'imputato

Art. 111 Definizione

1È con­si­de­ra­to im­pu­ta­to chiun­que è in­di­zia­to, in­col­pa­to o ac­cu­sa­to di un rea­to in una de­nun­cia, in una que­re­la o, da par­te di un'au­to­ri­tà pe­na­le, in un at­to pro­ce­du­ra­le.

2I di­rit­ti e gli ob­bli­ghi dell'im­pu­ta­to spet­ta­no an­che al­le per­so­ne il cui pro­ce­di­men­to è ria­per­to do­po ab­ban­do­no o do­po una sen­ten­za ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 323 o de­gli ar­ti­co­li 410-415.

Art. 112 Procedimento penale contro imprese

1Nel pro­ce­di­men­to pe­na­le con­tro un'im­pre­sa, l'im­pre­sa è rap­pre­sen­ta­ta da una so­la per­so­na, au­to­riz­za­ta a rap­pre­sen­tar­la il­li­mi­ta­ta­men­te in ma­te­ria ci­vi­le.

2Se l'im­pre­sa non de­si­gna il suo rap­pre­sen­tan­te en­tro un con­gruo ter­mi­ne, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to de­ci­de qua­le del­le per­so­ne au­to­riz­za­te a rap­pre­sen­tar­la in ma­te­ria ci­vi­le la rap­pre­sen­ta nel pro­ce­di­men­to pe­na­le.

3L'im­pre­sa de­ve de­si­gna­re un al­tro rap­pre­sen­tan­te se per il me­de­si­mo fat­to o per fat­ti con­nes­si è av­via­ta un'in­chie­sta pe­na­le nei con­fron­ti del rap­pre­sen­tan­te de­si­gna­to. Se del ca­so, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to de­si­gna per rap­pre­sen­tar­la un'al­tra per­so­na se­con­do il ca­po­ver­so 2 op­pu­re, in su­bor­di­ne, un ter­zo ido­neo.

4Se per il me­de­si­mo fat­to o per fat­ti con­nes­si si pro­ce­de se­pa­ra­ta­men­te con­tro una per­so­na fi­si­ca e con­tro un'im­pre­sa, i due pro­ce­di­men­ti pos­so­no es­se­re riu­ni­ti.

Art. 113 Posizione giuridica

1L'im­pu­ta­to non è te­nu­to a de­por­re a pro­prio ca­ri­co. Ha se­gna­ta­men­te fa­col­tà di non ri­spon­de­re e di non col­la­bo­ra­re al pro­ce­di­men­to. De­ve tut­ta­via sot­to­por­si ai prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi pre­vi­sti dal­la leg­ge.

2Se l'im­pu­ta­to ri­fiu­ta di col­la­bo­ra­re, il pro­ce­di­men­to pro­se­gue co­mun­que.

Art. 114 Capacità dibattimentale

1L'im­pu­ta­to che è fi­si­ca­men­te e men­tal­men­te in gra­do di se­gui­re il di­bat­ti­men­to è con­si­de­ra­to ido­neo al di­bat­ti­men­to.

2In ca­so di tem­po­ra­nea in­ca­pa­ci­tà di­bat­ti­men­ta­le, gli at­ti pro­ce­du­ra­li in­dif­fe­ri­bi­li so­no com­piu­ti in pre­sen­za del di­fen­so­re.

3Se l'in­ca­pa­ci­tà di­bat­ti­men­ta­le per­si­ste, il pro­ce­di­men­to pe­na­le è so­spe­so o ab­ban­do­na­to. So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li re­la­ti­ve ai pro­ce­di­men­ti nei con­fron­ti di im­pu­ta­ti pe­nal­men­te in­ca­pa­ci.

Capitolo 3: Il danneggiato, la vittima e l'accusatore privato

Sezione 1: Il danneggiato

Art. 115

1Il dan­neg­gia­to è la per­so­na i cui di­rit­ti so­no sta­ti di­ret­ta­men­te le­si dal rea­to.

2È con­si­de­ra­to ta­le in ogni ca­so chi è le­git­ti­ma­to a spor­ge­re que­re­la.

Sezione 2: La vittima

Art. 116 Definizioni

1La vit­ti­ma è il dan­neg­gia­to che a cau­sa del rea­to è sta­to di­ret­ta­men­te le­so nel­la sua in­te­gri­tà fi­si­ca, ses­sua­le o psi­chi­ca.

2I con­giun­ti del­la vit­ti­ma so­no il suo co­niu­ge, i suoi fi­gli e ge­ni­to­ri, non­ché le al­tre per­so­ne a lei uni­te da le­ga­mi ana­lo­ghi.

Art. 117 Posizione giuridica

1Al­la vit­ti­ma spet­ta­no par­ti­co­la­ri di­rit­ti, se­gna­ta­men­te:

a.
il di­rit­to al­la pro­te­zio­ne del­la per­so­na­li­tà (art. 70 cpv. 1 lett. a, 74 cpv. 4 e 152 cpv. 1);
b.
il di­rit­to di far­si ac­com­pa­gna­re da una per­so­na di fi­du­cia (art. 70 cpv. 2 e 152 cpv. 2);
c.
il di­rit­to a mi­su­re di pro­te­zio­ne (art. 152-154);
d.
la fa­col­tà di non ri­spon­de­re (art. 169 cpv. 4);
e.
il di­rit­to di es­se­re in­for­ma­ta (art. 305 e 330 cpv. 3);
f.
il di­rit­to a una com­po­si­zio­ne spe­cia­le dell'au­to­ri­tà giu­di­can­te (art. 335 cpv. 4).

2Se la vit­ti­ma ha me­no di 18 an­ni so­no inol­tre ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li ri­guar­dan­ti la pro­te­zio­ne del­la per­so­na­li­tà dei mi­no­ri, se­gna­ta­men­te quel­le con­cer­nen­ti:

a.
le re­stri­zio­ni al con­fron­to tra la vit­ti­ma e l'im­pu­ta­to (art. 154 cpv. 4);
b.
le mi­su­re spe­cia­li di pro­te­zio­ne in oc­ca­sio­ne de­gli in­ter­ro­ga­to­ri (art. 154 cpv. 2-4);
c.
l'ab­ban­do­no del pro­ce­di­men­to (art. 319 cpv. 2).

3Se fan­no va­le­re pre­te­se ci­vi­li, i con­giun­ti go­do­no de­gli stes­si di­rit­ti del­la vit­ti­ma.

Sezione 3: L'accusatore privato

Art. 118 Definizione e presupposti

1È ac­cu­sa­to­re pri­va­to il dan­neg­gia­to che di­chia­ra espres­sa­men­te di par­te­ci­pa­re al pro­ce­di­men­to pe­na­le con un'azio­ne pe­na­le o ci­vi­le.

2La que­re­la è equi­pa­ra­ta a ta­le di­chia­ra­zio­ne.

3La di­chia­ra­zio­ne va fat­ta a un'au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le al più tar­di al­la con­clu­sio­ne del­la pro­ce­du­ra pre­li­mi­na­re.

4Se il dan­neg­gia­to non ha fat­to di pro­pria ini­zia­ti­va una ta­le di­chia­ra­zio­ne, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro lo ren­de at­ten­to a que­sta pos­si­bi­li­tà do­po l'aper­tu­ra del­la pro­ce­du­ra pre­li­mi­na­re.

Art. 119 Forma e contenuto della dichiarazione

1Il dan­neg­gia­to può pre­sen­ta­re la di­chia­ra­zio­ne per scrit­to op­pu­re oral­men­te a ver­ba­le.

2Nel­la di­chia­ra­zio­ne il dan­neg­gia­to può, cu­mu­la­ti­va­men­te o al­ter­na­ti­va­men­te:

a.
chie­de­re il per­se­gui­men­to e la con­dan­na del re­spon­sa­bi­le del rea­to (azio­ne pe­na­le);
b.
far va­le­re in via ade­si­va pre­te­se di di­rit­to pri­va­to de­sun­te dal rea­to (azio­ne ci­vi­le).

Art. 120 Rinuncia e ritiro

1Il dan­neg­gia­to può in ogni tem­po di­chia­ra­re, per scrit­to op­pu­re oral­men­te a ver­ba­le, di ri­nun­cia­re ai suoi di­rit­ti. La ri­nun­cia è de­fi­ni­ti­va.

2Se non è espres­sa­men­te de­li­mi­ta­ta, la ri­nun­cia con­cer­ne sia l'azio­ne pe­na­le sia l'azio­ne ci­vi­le.

Art. 121 Aventi causa

1Se il dan­neg­gia­to muo­re sen­za aver ri­nun­cia­to ai suoi di­rit­ti pro­ces­sua­li qua­le ac­cu­sa­to­re pri­va­to, i suoi con­giun­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 110 ca­po­ver­so 1 CP1 su­ben­tra­no nei suoi di­rit­ti nell'or­di­ne del­la suc­ces­si­bi­li­tà.

2Chi su­ben­tra per leg­ge nei di­rit­ti del dan­neg­gia­to è le­git­ti­ma­to ad agi­re sol­tan­to ci­vil­men­te e di­spo­ne uni­ca­men­te dei di­rit­ti pro­ces­sua­li che con­cer­no­no di­ret­ta­men­te l'at­tua­zio­ne dell'azio­ne ci­vi­le.


1 RS 311.0

Sezione 4: Azione civile

Art. 122 Disposizioni generali

1In ve­ste di ac­cu­sa­to­re pri­va­to il dan­neg­gia­to può far va­le­re in via ade­si­va nel pro­ce­di­men­to pe­na­le pre­te­se di di­rit­to ci­vi­le de­sun­te dal rea­to.

2Il me­de­si­mo di­rit­to spet­ta ai con­giun­ti del­la vit­ti­ma, per quan­to fac­cia­no va­le­re pro­prie pre­te­se ci­vi­li nei ri­guar­di dell'im­pu­ta­to.

3L'azio­ne ci­vi­le nel pro­ce­di­men­to pe­na­le di­ven­ta pen­den­te al mo­men­to del­la di­chia­ra­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 119 ca­po­ver­so 2 let­te­ra b.

4Se ri­ti­ra l'azio­ne ci­vi­le pri­ma del di­bat­ti­men­to di pri­mo gra­do, l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to può nuo­va­men­te pro­muo­ver­la nel fo­ro ci­vi­le.

Art. 123 Quantificazione e motivazione

1La pre­te­sa fat­ta va­le­re nell'azio­ne ci­vi­le de­ve per quan­to pos­si­bi­le es­se­re quan­ti­fi­ca­ta nel­la di­chia­ra­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 119 e suc­cin­ta­men­te mo­ti­va­ta per scrit­to in­di­can­do i mez­zi di pro­va in­vo­ca­ti.

2La quan­ti­fi­ca­zio­ne e la mo­ti­va­zio­ne de­vo­no av­ve­ni­re al più tar­di in se­de di ar­rin­ga.

Art. 124 Competenza e procedura

1Il giu­di­ce in­ve­sti­to del­la cau­sa pe­na­le sta­tui­sce sul­la pre­te­sa ci­vi­le sen­za ri­guar­do al va­lo­re li­ti­gio­so.

2Al più tar­di nel­la pro­ce­du­ra di­bat­ti­men­ta­le di pri­mo gra­do, all'im­pu­ta­to è da­ta l'oc­ca­sio­ne di espri­mer­si sull'azio­ne ci­vi­le.

3Il ri­co­no­sci­men­to dell'azio­ne ci­vi­le da par­te dell'im­pu­ta­to è mes­so a ver­ba­le e men­zio­na­to nel­la de­ci­sio­ne che con­clu­de il pro­ce­di­men­to.

Art. 125 Garanzia per le pretese nei riguardi dell'accusatore privato

1Ad istan­za dell'im­pu­ta­to, l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to, pur­ché non sia vit­ti­ma ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 116, de­ve pre­sta­re ga­ran­zie per i di­spen­di pre­ve­di­bi­li cau­sa­ti dal­le sue con­clu­sio­ni su­gli aspet­ti ci­vi­li se:

a.
non ha do­mi­ci­lio o se­de in Sviz­ze­ra;
b.
ri­sul­ta in­sol­vi­bi­le, se­gna­ta­men­te se è sta­to di­chia­ra­to il fal­li­men­to nei suoi con­fron­ti, se è in cor­so una pro­ce­du­ra con­cor­da­ta­ria o se vi so­no at­te­sta­ti di ca­ren­za di be­ni;
c.
per al­tri mo­ti­vi vi è da te­me­re che le pre­te­se dell'im­pu­ta­to sia­no se­ria­men­te com­pro­mes­se o va­ni­fi­ca­te.

2Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to in giu­di­zio de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te sull'istan­za. Sta­bi­li­sce l'en­ti­tà del­la ga­ran­zia fis­san­do un ter­mi­ne per pre­star­la.

3La ga­ran­zia può es­se­re pre­sta­ta in con­tan­ti op­pu­re per il tra­mi­te di una ban­ca o as­si­cu­ra­zio­ne con sta­bi­le or­ga­niz­za­zio­ne in Sviz­ze­ra.

4Suc­ces­si­va­men­te la ga­ran­zia può es­se­re au­men­ta­ta, ri­dot­ta o sop­pres­sa.

Art. 126 Decisione

1Il giu­di­ce pro­nun­cia sull'azio­ne ci­vi­le pro­mos­sa in via ade­si­va se:

a.
di­chia­ra col­pe­vo­le l'im­pu­ta­to;
b.
as­sol­ve l'im­pu­ta­to e la fat­ti­spe­cie è ma­tu­ra per la pro­nun­cia di me­ri­to.

2L'azio­ne ci­vi­le è rin­via­ta al fo­ro ci­vi­le se:

a.
il pro­ce­di­men­to pe­na­le è ab­ban­do­na­to o con­clu­so nel­la pro­ce­du­ra del de­cre­to d'ac­cu­sa;
b.
l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to non ha suf­fi­cien­te­men­te quan­ti­fi­ca­to o mo­ti­va­to l'azio­ne;
c.
l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to non pre­sta ga­ran­zie per le pre­te­se dell'im­pu­ta­to;
d.
l'im­pu­ta­to è as­sol­to ma la fat­ti­spe­cie non è an­co­ra ma­tu­ra per la pro­nun­cia di me­ri­to.

3Qua­lo­ra il giu­di­zio com­ple­to del­le pre­te­se ci­vi­li com­por­tas­se un one­re spro­por­zio­na­to, il giu­di­ce può li­mi­tar­si a pro­nun­cia­re sul­le stes­se una de­ci­sio­ne di prin­ci­pio, rin­vian­do per il re­sto al fo­ro ci­vi­le. Per quan­to pos­si­bi­le, le pre­te­se di esi­gua en­ti­tà so­no non­di­me­no giu­di­ca­te in­te­ra­men­te in se­de pe­na­le.

4Qua­lo­ra fra i par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to vi sia­no vit­ti­me, il giu­di­ce può giu­di­ca­re dap­pri­ma sol­tan­to la col­pe­vo­lez­za e gli aspet­ti pe­na­li; in­di­pen­den­te­men­te dal va­lo­re li­ti­gio­so, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to de­ci­de in se­gui­to sull'azio­ne ci­vi­le qua­le giu­di­ce uni­co e do­po un'ul­te­rio­re udien­za di­bat­ti­men­ta­le.

Capitolo 4: Patrocinio

Sezione 1: Principi

Art. 127

1A tu­te­la dei lo­ro in­te­res­si, l'im­pu­ta­to, l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to e gli al­tri par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to pos­so­no av­va­ler­si del pa­tro­ci­nio.

2Per quan­to il pro­ce­di­men­to non ne ri­sul­ti in­de­bi­ta­men­te ri­tar­da­to, le par­ti pos­so­no far ca­po a due o più pa­tro­ci­na­to­ri. In tal ca­so ne de­si­gna­no uno qua­le rap­pre­sen­tan­te prin­ci­pa­le abi­li­ta­to a com­pie­re gli at­ti di rap­pre­sen­tan­za di­nan­zi al­le au­to­ri­tà pe­na­li e il cui do­mi­ci­lio sia l'uni­co re­ca­pi­to per le no­ti­fi­ca­zio­ni.

3En­tro i li­mi­ti di quan­to di­spo­sto dal­la leg­ge e dal­le nor­me deon­to­lo­gi­che, nel­lo stes­so pro­ce­di­men­to il pa­tro­ci­na­to­re può cu­ra­re gli in­te­res­si di più par­te­ci­pan­ti.

4Le par­ti pos­so­no de­si­gna­re qua­le pa­tro­ci­na­to­re qual­sia­si per­so­na aven­te l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li, di buo­na re­pu­ta­zio­ne e de­gna di fi­du­cia; so­no fat­te sal­ve le re­stri­zio­ni sta­bi­li­te dal di­rit­to sull'av­vo­ca­tu­ra.

5La di­fe­sa dell'im­pu­ta­to è ri­ser­va­ta agli av­vo­ca­ti au­to­riz­za­ti a rap­pre­sen­ta­re le par­ti in giu­di­zio se­con­do la leg­ge del 23 giu­gno 20001 su­gli av­vo­ca­ti; so­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni de­ro­ga­to­rie can­to­na­li con­cer­nen­ti la di­fe­sa nel­la pro­ce­du­ra pe­na­le in ma­te­ria di con­trav­ven­zio­ni.


Sezione 2: Il difensore

Art. 128 Posizione giuridica

En­tro i li­mi­ti del­la leg­ge e del­le nor­me deon­to­lo­gi­che, il di­fen­so­re è vin­co­la­to uni­ca­men­te agli in­te­res­si dell'im­pu­ta­to.

Art. 129 Difensore di fiducia

1In ogni pro­ce­di­men­to pe­na­le e in ogni fa­se del­lo stes­so l'im­pu­ta­to ha il di­rit­to di af­fi­da­re la sua di­fe­sa a un pa­tro­ci­na­to­re ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 127 ca­po­ver­so 5 (di­fen­so­re di fi­du­cia) op­pu­re, fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 130, di di­fen­der­si da sé.

2L'eser­ci­zio del­la di­fe­sa di fi­du­cia pre­sup­po­ne una pro­cu­ra scrit­ta o una di­chia­ra­zio­ne a ver­ba­le dell'im­pu­ta­to.

Art. 130 Difesa obbligatoria

L'im­pu­ta­to de­ve es­se­re di­fe­so se:

a.
la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va, com­pre­so un ar­re­sto prov­vi­so­rio, è du­ra­ta più di die­ci gior­ni;
b.1
ri­schia di su­bi­re una pe­na de­ten­ti­va su­pe­rio­re a un an­no, una mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà o l'espul­sio­ne;
c.
a cau­sa del suo sta­to fi­si­co o men­ta­le o per al­tri mo­ti­vi non è in gra­do di tu­te­la­re suf­fi­cien­te­men­te i suoi in­te­res­si pro­ces­sua­li e il rap­pre­sen­tan­te le­ga­le non è in gra­do di far­lo in sua ve­ce;
d.
il pub­bli­co mi­ni­ste­ro in­ter­vie­ne per­so­nal­men­te di­nan­zi al tri­bu­na­le di pri­mo gra­do o al tri­bu­na­le d'ap­pel­lo;
e.
si pro­ce­de con ri­to ab­bre­via­to (art. 358-362).

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 5 dell'all. al­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).

Art. 131 Garanzia della difesa obbligatoria

1Se la di­fe­sa è ob­bli­ga­to­ria, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to prov­ve­de af­fin­ché sia de­si­gna­to sen­za in­du­gio un di­fen­so­re.

2Se gli estre­mi del­la di­fe­sa ob­bli­ga­to­ria so­no pre­sen­ti già al mo­men­to dell'aper­tu­ra del­la pro­ce­du­ra pre­li­mi­na­re, la di­fe­sa dev'es­se­re as­si­cu­ra­ta do­po il pri­mo in­ter­ro­ga­to­rio da par­te del pub­bli­co mi­ni­ste­ro, ma in ogni ca­so pri­ma che sia aper­ta l'istru­zio­ne.

3Le pro­ve as­sun­te pri­ma del­la de­si­gna­zio­ne di un di­fen­so­re, ben­ché la sua pre­sen­za fos­se ma­ni­fe­sta­men­te ne­ces­sa­ria, so­no va­li­de sol­tan­to se l'im­pu­ta­to ri­nun­cia al­la lo­ro rias­sun­zio­ne.

Art. 132 Difensore d'ufficio

1Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to di­spo­ne una di­fe­sa d'uf­fi­cio se:

a.
in ca­so di di­fe­sa ob­bli­ga­to­ria:
1.
no­no­stan­te in­giun­zio­ne, l'im­pu­ta­to non de­si­gna un di­fen­so­re di fi­du­cia,
2.
il man­da­to è re­vo­ca­to al di­fen­so­re di fi­du­cia op­pu­re que­sti lo ri­met­te e l'im­pu­ta­to non de­si­gna un nuo­vo di­fen­so­re en­tro il ter­mi­ne im­par­ti­to;
b.
l'im­pu­ta­to è sprov­vi­sto dei mez­zi ne­ces­sa­ri e una sua di­fe­sa s'im­po­ne per tu­te­la­re i suoi in­te­res­si.

2Una di­fe­sa s'im­po­ne per tu­te­la­re gli in­te­res­si dell'im­pu­ta­to se­gna­ta­men­te se non si trat­ta di un ca­so ba­ga­tel­la­re e il ca­so pe­na­le pre­sen­ta in fat­to o in di­rit­to dif­fi­col­tà cui l'im­pu­ta­to non po­treb­be far fron­te da so­lo.

3Non si trat­ta co­mun­que di un ca­so ba­ga­tel­la­re se si pro­spet­ta una pe­na de­ten­ti­va su­pe­rio­re a quat­tro me­si o una pe­na pe­cu­nia­ria su­pe­rio­re a 120 ali­quo­te gior­na­lie­re.1


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 3 dell'all. al­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).

Art. 133 Designazione del difensore d'ufficio

1Il di­fen­so­re d'uf­fi­cio è de­si­gna­to da chi, nel­la re­la­ti­va fa­se pro­ce­du­ra­le, di­ri­ge il pro­ce­di­men­to.

2Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to de­si­gna il di­fen­so­re d'uf­fi­cio te­nen­do pos­si­bil­men­te con­to dei de­si­de­ri dell'im­pu­ta­to.

Art. 134 Revoca e sostituzione del difensore d'ufficio

1Se il mo­ti­vo del­la di­fe­sa d'uf­fi­cio vie­ne me­no, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to re­vo­ca il man­da­to.

2Se il rap­por­to di fi­du­cia tra l'im­pu­ta­to e il di­fen­so­re d'uf­fi­cio si de­te­rio­ra no­te­vol­men­te op­pu­re se per al­tri mo­ti­vi non è più ga­ran­ti­ta una di­fe­sa ef­fi­ca­ce, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to de­si­gna un al­tro di­fen­so­re d'uf­fi­cio.

Art. 135 Retribuzione del difensore d'ufficio

1Il di­fen­so­re d'uf­fi­cio è re­tri­bui­to se­con­do la ta­rif­fa d'av­vo­ca­tu­ra del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o del Can­to­ne in cui si svol­ge il pro­ce­di­men­to.

2Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro o l'au­to­ri­tà giu­di­can­te sta­bi­li­sce l'im­por­to del­la re­tri­bu­zio­ne al ter­mi­ne del pro­ce­di­men­to.

3In ma­te­ria di re­tri­bu­zio­ne, il di­fen­so­re d'uf­fi­cio può in­ter­por­re re­cla­mo:

a.
al­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo, con­tro la de­ci­sio­ne del pub­bli­co mi­ni­ste­ro o del tri­bu­na­le di pri­mo gra­do;
b.
al Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, con­tro la de­ci­sio­ne del­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo o del tri­bu­na­le d'ap­pel­lo can­to­na­le.

4Non ap­pe­na le sue con­di­zio­ni eco­no­mi­che glie­lo per­met­ta­no, l'im­pu­ta­to con­dan­na­to a pa­ga­re le spe­se pro­ce­du­ra­li è te­nu­to a:

a.
rim­bor­sa­re la re­tri­bu­zio­ne al­la Con­fe­de­ra­zio­ne o al Can­to­ne;
b.
ver­sa­re al di­fen­so­re la dif­fe­ren­za tra la re­tri­bu­zio­ne uf­fi­cia­le e l'ono­ra­rio in­te­gra­le.

5La pre­te­sa del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o del Can­to­ne si pre­scri­ve in die­ci an­ni dal mo­men­to in cui la de­ci­sio­ne pas­sa in giu­di­ca­to.

Sezione 3: Gratuito patrocinio per l'accusatore privato

Art. 136 Presupposti

1Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to ac­cor­da par­zial­men­te o to­tal­men­te il gra­tui­to pa­tro­ci­nio all'ac­cu­sa­to­re pri­va­to, af­fin­ché que­sti pos­sa far va­le­re le sue pre­te­se ci­vi­li, se:

a.
l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to è sprov­vi­sto dei mez­zi ne­ces­sa­ri; e
b.
l'azio­ne ci­vi­le non ap­pa­re pri­va di pro­ba­bi­li­tà di suc­ces­so.

2Il gra­tui­to pa­tro­ci­nio com­pren­de:

a.
l'eso­ne­ro da­gli an­ti­ci­pi e dal­la pre­sta­zio­ne di ga­ran­zie;
b.
l'eso­ne­ro dal­le spe­se pro­ce­du­ra­li;
c.
la de­si­gna­zio­ne di un pa­tro­ci­na­to­re, se ne­ces­sa­rio per tu­te­la­re i di­rit­ti dell'ac­cu­sa­to­re pri­va­to.

Art. 137 Designazione, revoca e sostituzione

La de­si­gna­zio­ne, la re­vo­ca e la so­sti­tu­zio­ne del pa­tro­ci­na­to­re so­no ret­te per ana­lo­gia da­gli ar­ti­co­li 133 e 134.

Art. 138 Retribuzione e onere delle spese

1La re­tri­bu­zio­ne del pa­tro­ci­na­to­re è ret­ta per ana­lo­gia dall'ar­ti­co­lo 135; è fat­ta sal­va la de­ci­sio­ne de­fi­ni­ti­va cir­ca l'one­re del­le spe­se del gra­tui­to pa­tro­ci­nio e de­gli at­ti pro­ce­du­ra­li per i qua­li si è di­spo­sto l'eso­ne­ro dall'an­ti­ci­po del­le spe­se.

2Se l'im­pu­ta­to è con­dan­na­to a ver­sa­re un'in­den­ni­tà pro­ces­sua­le all'ac­cu­sa­to­re pri­va­to, l'in­den­ni­tà è de­vo­lu­ta al­la Con­fe­de­ra­zio­ne o al Can­to­ne fi­no a con­cor­ren­za del­le spe­se per il gra­tui­to pa­tro­ci­nio.

Titolo quarto: Mezzi di prova

Capitolo 1: Disposizioni generali

Sezione 1: Raccolta e utilizzabilità delle prove

Art. 139 Principi

1Per l'ac­cer­ta­men­to del­la ve­ri­tà le au­to­ri­tà pe­na­li si av­val­go­no di tut­ti i mez­zi di pro­va le­ci­ti e ido­nei se­con­do le co­no­scen­ze scien­ti­fi­che e l'espe­rien­za.

2I fat­ti ir­ri­le­van­ti, ma­ni­fe­sti, no­ti all'au­to­ri­tà pe­na­le op­pu­re già com­pro­va­ti sot­to il pro­fi­lo giu­ri­di­co non so­no og­get­to di pro­va.

Art. 140 Metodi probatori vietati

1È vie­ta­to rac­co­glie­re pro­ve ser­ven­do­si di mez­zi coer­ci­ti­vi, vio­len­za, mi­nac­ce, pro­mes­se, in­gan­ni o mez­zi che pos­so­no pre­giu­di­ca­re le fa­col­tà men­ta­li o la li­be­ra vo­lon­tà di una per­so­na.

2L'uso di sif­fat­ti me­to­di è pu­re vie­ta­to quand'an­che l'in­te­res­sa­to vi ac­con­sen­ta.

Art. 141 Utilizzabilità delle prove acquisite illegittimamente

1Le pro­ve rac­col­te in vio­la­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 140 non pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te in al­cun ca­so. Ciò va­le an­che per le pro­ve non uti­liz­za­bi­li a te­no­re del pre­sen­te Co­di­ce.

2Le pro­ve rac­col­te dal­le au­to­ri­tà pe­na­li in mo­do pe­nal­men­te il­le­ci­to o in vio­la­zio­ne di nor­me che ne con­di­zio­na­no la va­li­di­tà non pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te, ec­cet­to che la lo­ro uti­liz­za­zio­ne sia in­di­spen­sa­bi­le per far lu­ce su gra­vi rea­ti.

3Le pro­ve rac­col­te in vio­la­zio­ne di pre­scri­zio­ni d'or­di­ne pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te.

4Le pro­ve rac­col­te esclu­si­va­men­te gra­zie a pro­ve non uti­liz­za­bi­li se­con­do il ca­po­ver­so 2 non pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te.

5I do­cu­men­ti e re­gi­stra­zio­ni con­cer­nen­ti pro­ve non uti­liz­za­bi­li so­no tol­ti dal fa­sci­co­lo, con­ser­va­ti sot­to chia­ve in se­de se­pa­ra­ta fi­no a quan­do il pro­ce­di­men­to è chiu­so con de­ci­sio­ne pas­sa­ta in giu­di­ca­to e quin­di eli­mi­na­ti.

Sezione 2: Interrogatori

Art. 142 Autorità penali competenti

1Gli in­ter­ro­ga­to­ri so­no ef­fet­tua­ti dal pub­bli­co mi­ni­ste­ro, dal­le au­to­ri­tà pe­na­li del­le con­trav­ven­zio­ni e dal giu­di­ce. La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni sta­bi­li­sco­no in che mi­su­ra i col­la­bo­ra­to­ri di que­ste au­to­ri­tà pos­so­no pro­ce­de­re es­si stes­si ad in­ter­ro­ga­to­ri.

2La po­li­zia può in­ter­ro­ga­re im­pu­ta­ti e per­so­ne in­for­ma­te sui fat­ti. La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no de­si­gna­re agen­ti di po­li­zia abi­li­ta­ti ad in­ter­ro­ga­re te­sti­mo­ni su man­da­to del pub­bli­co mi­ni­ste­ro.

Art. 143 Svolgimento dell'interrogatorio

1In una lin­gua a lui com­pren­si­bi­le, l'in­ter­ro­ga­to è dap­pri­ma:

a.
in­vi­ta­to a de­cli­na­re le sue ge­ne­ra­li­tà;
b.
in­for­ma­to sull'og­get­to del pro­ce­di­men­to pe­na­le e sul­la ve­ste in cui è sot­to­po­sto ad in­ter­ro­ga­to­rio;
c.
in­for­ma­to in mo­do com­ple­to cir­ca i suoi di­rit­ti e ob­bli­ghi.

2L'os­ser­van­za del­le di­spo­si­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1 è mes­sa a ver­ba­le.

3L'au­to­ri­tà pe­na­le può ef­fet­tua­re ul­te­rio­ri ac­cer­ta­men­ti cir­ca l'iden­ti­tà dell'in­ter­ro­ga­to.

4L'au­to­ri­tà pe­na­le in­vi­ta l'in­ter­ro­ga­to ad espri­mer­si sull'og­get­to dell'in­ter­ro­ga­to­rio.

5Con do­man­de e obie­zio­ni for­mu­la­te in mo­do chia­ro l'au­to­ri­tà pe­na­le mi­ra ad ot­te­ne­re una de­po­si­zio­ne com­ple­ta e a chia­ri­re le con­trad­di­zio­ni.

6L'in­ter­ro­ga­to de­po­ne in ba­se a quan­to ri­cor­da. Con l'ac­cor­do di chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to, può ser­vir­si di do­cu­men­ti scrit­ti; al ter­mi­ne dell'in­ter­ro­ga­to­rio que­sti do­cu­men­ti so­no ac­qui­si­ti agli at­ti.

7Chi ha di­stur­bi di elo­cu­zio­ne o di udi­to è in­ter­ro­ga­to per scrit­to o con l'aiu­to di ade­gua­ti as­si­sten­ti.

Art. 144 Interrogatorio per videoconferenza

1Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e l'au­to­ri­tà giu­di­can­te pos­so­no pro­ce­de­re a un in­ter­ro­ga­to­rio per vi­deo­con­fe­ren­za se la com­pa­ri­zio­ne per­so­na­le dell'in­ter­ro­gan­do non è pos­si­bi­le o lo è sol­tan­to con gran­de di­spen­dio.

2L'in­ter­ro­ga­to­rio è re­gi­stra­to su sup­por­to au­dio­vi­si­vo.

Art. 145 Rapporti scritti

L'au­to­ri­tà pe­na­le può in­vi­ta­re chi de­ve es­se­re o è sta­to in­ter­ro­ga­to a con­se­gna­re un rap­por­to scrit­to in ve­ce o a com­ple­men­to dell'in­ter­ro­ga­to­rio.

Art. 146 Interrogatorio di più persone e confronti

1Gli in­ter­ro­gan­di so­no sen­ti­ti se­pa­ra­ta­men­te.

2Le au­to­ri­tà pe­na­li pos­so­no met­te­re a con­fron­to di­ret­to per­so­ne, com­pre­se quel­le che han­no fa­col­tà di non ri­spon­de­re. So­no fat­ti sal­vi i di­rit­ti spe­cia­li del­la vit­ti­ma.

3Le au­to­ri­tà pe­na­li pos­so­no ob­bli­ga­re a re­sta­re sul luo­go dell'at­to pro­ce­du­ra­le le per­so­ne che al ter­mi­ne dell'in­ter­ro­ga­to­rio do­vran­no pre­su­mi­bil­men­te es­se­re po­ste a con­fron­to con al­tri.

4Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può esclu­de­re tem­po­ra­nea­men­te dall'udien­za una per­so­na se:

a.
vi è un con­flit­to di in­te­res­si; op­pu­re
b.
nel cor­so del pro­ce­di­men­to ta­le per­so­na de­ve es­se­re an­co­ra in­ter­ro­ga­ta in ve­ste di te­sti­mo­ne, di per­so­na in­for­ma­ta sui fat­ti o di pe­ri­to.

Sezione 3: Diritto di partecipare all'assunzione delle prove

Art. 147 In generale

1Le par­ti han­no il di­rit­to di pre­sen­zia­re all'as­sun­zio­ne del­le pro­ve da par­te del pub­bli­co mi­ni­ste­ro e del giu­di­ce, co­me pu­re di por­re do­man­de agli in­ter­ro­ga­ti. Il di­rit­to del di­fen­so­re di pre­sen­zia­re agli in­ter­ro­ga­to­ri di po­li­zia è ret­to dall'ar­ti­co­lo 159.

2Il di­rit­to di par­te­ci­pa­re all'as­sun­zio­ne del­le pro­ve non im­pli­ca quel­lo di ot­te­ner­ne il rin­vio.

3La par­te o il suo pa­tro­ci­na­to­re può esi­ge­re che l'as­sun­zio­ne del­le pro­ve sia ri­pe­tu­ta qua­lo­ra es­sa stes­sa, se si trat­ta di par­te sen­za pa­tro­ci­nio, o al­tri­men­ti il suo pa­tro­ci­na­to­re sia­no sta­ti im­pe­di­ti di par­te­ci­pa­re per mo­ti­vi co­gen­ti. Si può ri­nun­cia­re a ri­pe­te­re l'as­sun­zio­ne del­le pro­ve se es­sa do­ves­se com­por­ta­re one­ri spro­por­zio­na­ti e se si può te­ne­re con­to in al­tro mo­do del di­rit­to del­la par­te di es­se­re sen­ti­ta, se­gna­ta­men­te del suo di­rit­to di por­re do­man­de.

4Le pro­ve rac­col­te in vio­la­zio­ne del pre­sen­te ar­ti­co­lo non pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te a ca­ri­co del­la par­te che non era pre­sen­te.

Art. 148 Nella procedura di assistenza giudiziaria

1Se si rac­col­go­no pro­ve all'este­ro nell'am­bi­to di una pro­ce­du­ra di as­si­sten­za giu­di­zia­ria, il di­rit­to del­le par­ti di par­te­ci­pa­re all'as­sun­zio­ne del­le pro­ve è sod­di­sfat­to se le par­ti:

a.
pos­so­no for­mu­la­re do­man­de da ri­vol­ge­re all'au­to­ri­tà este­ra ri­chie­sta;
b.
a ro­ga­to­ria esple­ta­ta, pos­so­no esa­mi­na­re il ver­ba­le; e
c.
pos­so­no por­re do­man­de com­ple­ti­ve per scrit­to.

2È ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 147 ca­po­ver­so 4.

Sezione 4: Misure protettive

Art. 149 In generale

1Se vi è mo­ti­vo di ri­te­ne­re che un te­sti­mo­ne, una per­so­na in­for­ma­ta sui fat­ti, un im­pu­ta­to, un pe­ri­to o un tra­dut­to­re o in­ter­pre­te pos­sa­no, a cau­sa del lo­ro coin­vol­gi­men­to nel pro­ce­di­men­to, espor­re se stes­si o una per­so­na con cui han­no un le­ga­me ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 168 ca­po­ver­si 1-3 a un gra­ve pe­ri­co­lo per la vi­ta e l'in­te­gri­tà fi­si­ca op­pu­re a un al­tro gra­ve pre­giu­di­zio, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to adot­ta, su do­man­da o d'uf­fi­cio, ade­gua­te mi­su­re pro­tet­ti­ve.

2A tal fi­ne, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può li­mi­ta­re ade­gua­ta­men­te i di­rit­ti pro­ce­du­ra­li del­le par­ti, se­gna­ta­men­te:

a.
ga­ran­ten­do l'ano­ni­ma­to;
b.
svol­gen­do in­ter­ro­ga­to­ri sen­za la pre­sen­za del­le par­ti o a por­te chiu­se;
c.
ac­cer­tan­do le ge­ne­ra­li­tà sen­za la pre­sen­za del­le par­ti o a por­te chiu­se;
d.
mo­di­fi­can­do l'aspet­to o la vo­ce di per­so­ne da pro­teg­ge­re op­pu­re scher­man­do­le;
e.
po­nen­do re­stri­zio­ni al di­rit­to di esa­mi­na­re gli at­ti.

3Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può con­sen­ti­re al­la per­so­na da pro­teg­ge­re di far­si ac­com­pa­gna­re da un pa­tro­ci­na­to­re o da una per­so­na di fi­du­cia.

4Se si pro­ce­de all'in­ter­ro­ga­to­rio di un mi­no­re di 18 an­ni in ve­ste di te­sti­mo­ne o di per­so­na in­for­ma­ta sui fat­ti, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può inol­tre di­spor­re mi­su­re pro­tet­ti­ve se­con­do l'ar­ti­co­lo 154 ca­po­ver­si 2 e 4.

5Per tut­te le mi­su­re pro­tet­ti­ve che adot­ta, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to prov­ve­de af­fin­ché al­le par­ti sia ga­ran­ti­to il di­rit­to di es­se­re sen­ti­te e in par­ti­co­la­re af­fin­ché sia­no ga­ran­ti­ti i di­rit­ti di di­fe­sa dell'im­pu­ta­to.

6Qua­lo­ra sia sta­to ga­ran­ti­to l'ano­ni­ma­to a per­so­ne da pro­teg­ge­re, chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to adot­ta mi­su­re ap­pro­pria­te per evi­ta­re scam­bi o con­fu­sio­ni di per­so­na.

Art. 150 Garanzia dell'anonimato

1Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può ga­ran­ti­re l'ano­ni­ma­to al­la per­so­na da pro­teg­ge­re.

2Se con­ce­de la ga­ran­zia dell'ano­ni­ma­to, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro la sot­to­po­ne en­tro 30 gior­ni per ap­pro­va­zio­ne al giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi; nel­la ri­chie­sta d'ap­pro­va­zio­ne il pub­bli­co mi­ni­ste­ro pre­ci­sa tut­ti i det­ta­gli ne­ces­sa­ri al­la va­lu­ta­zio­ne del­la le­ga­li­tà del prov­ve­di­men­to. Il giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te.

3Se il giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi ne­ga l'ap­pro­va­zio­ne, le pro­ve già as­sun­te con la ga­ran­zia dell'ano­ni­ma­to non pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te.

4Una vol­ta ap­pro­va­ta o con­ces­sa, la ga­ran­zia dell'ano­ni­ma­to vin­co­la tut­te le au­to­ri­tà pe­na­li in­ve­sti­te del­la cau­sa.

5La per­so­na da pro­teg­ge­re può ri­nun­cia­re in ogni tem­po al­la ga­ran­zia dell'ano­ni­ma­to.

6Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to in giu­di­zio re­vo­ca­no la ga­ran­zia se l'esi­gen­za di pro­te­zio­ne vie­ne ma­ni­fe­sta­men­te me­no.

Art. 151 Misure per la protezione di agenti infiltrati

1Gli agen­ti in­fil­tra­ti a cui è sta­ta con­ces­sa la ga­ran­zia dell'ano­ni­ma­to han­no il di­rit­to:

a.
di man­te­ne­re se­gre­ta la lo­ro ve­ra iden­ti­tà du­ran­te l'in­te­ro pro­ce­di­men­to e do­po la sua chiu­su­ra nei ri­guar­di di chic­ches­sia, ec­cet­tua­ti i mem­bri del­le au­to­ri­tà giu­di­can­ti in­ve­sti­te del­la cau­sa;
b.
a che nes­su­na in­di­ca­zio­ne re­la­ti­va al­la lo­ro ve­ra iden­ti­tà sia ac­qui­si­ta agli at­ti.

2Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to adot­ta le ne­ces­sa­rie mi­su­re pro­tet­ti­ve.

Art. 152 Misure generali per la protezione delle vittime

1In ogni fa­se del pro­ce­di­men­to le au­to­ri­tà pe­na­li tu­te­la­no i di­rit­ti del­la per­so­na­li­tà del­la vit­ti­ma.

2In tut­ti gli at­ti pro­ce­du­ra­li la vit­ti­ma può far­si ac­com­pa­gna­re, ol­tre che dal suo pa­tro­ci­na­to­re, da una per­so­na di fi­du­cia.

3Se la vit­ti­ma lo do­man­da, le au­to­ri­tà pe­na­li le evi­ta­no di in­con­tra­re l'im­pu­ta­to. In tal ca­so, ga­ran­ti­sco­no in al­tro mo­do all'im­pu­ta­to il di­rit­to di es­se­re sen­ti­to. In par­ti­co­la­re, pos­so­no in­ter­ro­ga­re la vit­ti­ma ap­pli­can­do le mi­su­re pro­tet­ti­ve di cui all'ar­ti­co­lo 149 ca­po­ver­so 2 let­te­re b e d.

4Un con­fron­to può es­se­re or­di­na­to se:

a.
il di­rit­to dell'im­pu­ta­to di es­se­re sen­ti­to non può es­se­re ga­ran­ti­to in al­tro mo­do; op­pu­re
b.
un in­te­res­se pre­pon­de­ran­te del per­se­gui­men­to pe­na­le lo esi­ge im­pe­ra­ti­va­men­te.

Art. 153 Misure speciali per la protezione delle vittime di reati contro l'integrità sessuale

1Le vit­ti­me di rea­ti con­tro l'in­te­gri­tà ses­sua­le pos­so­no esi­ge­re che sia­no in­ter­ro­ga­te da una per­so­na del lo­ro stes­so ses­so.

2Un con­fron­to con l'im­pu­ta­to può es­se­re or­di­na­to con­tro la vo­lon­tà del­la vit­ti­ma sol­tan­to se il di­rit­to dell'im­pu­ta­to di es­se­re sen­ti­to non può es­se­re ga­ran­ti­to in al­tro mo­do.

Art. 154 Misure speciali per la protezione delle vittime minorenni

1Ai sen­si del pre­sen­te ar­ti­co­lo il ter­mi­ne mi­no­ren­ne de­si­gna la vit­ti­ma che al mo­men­to dell'in­ter­ro­ga­to­rio o del con­fron­to non ha an­co­ra com­piu­to i 18 an­ni.

2Il pri­mo in­ter­ro­ga­to­rio del mi­no­ren­ne de­ve svol­ger­si al più pre­sto pos­si­bi­le.

3L'au­to­ri­tà può esclu­de­re dal pro­ce­di­men­to la per­so­na di fi­du­cia che po­treb­be eser­ci­ta­re un in­flus­so de­ter­mi­nan­te sul mi­no­ren­ne.

4Qua­lo­ra ap­pa­ia che l'in­ter­ro­ga­to­rio o il con­fron­to po­treb­be espor­re il mi­no­ren­ne a una gra­ve pres­sio­ne psi­co­lo­gi­ca, so­no ap­pli­ca­bi­li le se­guen­ti re­go­le:

a.
un con­fron­to con l'im­pu­ta­to può es­se­re or­di­na­to sol­tan­to se il mi­no­ren­ne lo do­man­da espres­sa­men­te op­pu­re se il di­rit­to dell'im­pu­ta­to di es­se­re sen­ti­to non può es­se­re ga­ran­ti­to in al­tro mo­do;
b.
nel cor­so dell'in­te­ro pro­ce­di­men­to il mi­no­ren­ne non può di nor­ma es­se­re in­ter­ro­ga­to più di due vol­te;
c.
si pro­ce­de a un se­con­do in­ter­ro­ga­to­rio sol­tan­to se nel cor­so del pri­mo le par­ti non han­no po­tu­to eser­ci­ta­re i lo­ro di­rit­ti op­pu­re se ciò è in­di­spen­sa­bi­le nell'in­te­res­se del­le in­da­gi­ni o del mi­no­ren­ne. Per quan­to pos­si­bi­le, il se­con­do in­ter­ro­ga­to­rio è ef­fet­tua­to dal­la stes­sa per­so­na che ha svol­to il pri­mo;
d.
gli in­ter­ro­ga­to­ri so­no ef­fet­tua­ti da un fun­zio­na­rio in­qui­ren­te ap­po­si­ta­men­te for­ma­to e in pre­sen­za di uno spe­cia­li­sta. Qua­lo­ra non si pro­ce­da a un con­fron­to, gli in­ter­ro­ga­to­ri so­no re­gi­stra­ti su sup­por­to au­dio­vi­si­vo;
e.
le par­ti eser­ci­ta­no i lo­ro di­rit­ti per il tra­mi­te di chi in­ter­ro­ga;
f.
chi in­ter­ro­ga e lo spe­cia­li­sta ri­por­ta­no le lo­ro os­ser­va­zio­ni par­ti­co­la­ri in un rap­por­to.

Art. 155 Misure per la protezione di persone affette da turba psichica

1Gli in­ter­ro­ga­to­ri di per­so­ne af­fet­te da tur­ba psi­chi­ca so­no li­mi­ta­ti al­lo stret­to ne­ces­sa­rio; le au­di­zio­ni plu­ri­me van­no evi­ta­te.

2Chi di­ri­ge il pro­ce­di­men­to può in­ca­ri­ca­re dell'in­ter­ro­ga­to­rio au­to­ri­tà pe­na­li o ser­vi­zi so­cia­li spe­cia­liz­za­ti op­pu­re far ca­po a fa­mi­lia­ri, al­tre per­so­ne di fi­du­cia o pe­ri­ti.

Art. 156 Misure per la protezione di persone al di fuori del procedimento

La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pos­so­no pre­ve­de­re mi­su­re per la pro­te­zio­ne di per­so­ne al di fuo­ri del pro­ce­di­men­to.

Capitolo 2: Interrogatorio dell'imputato

Art. 157 Principio

1In tut­ti i gra­di del pro­ce­di­men­to le au­to­ri­tà pe­na­li pos­so­no in­ter­ro­ga­re l'im­pu­ta­to in me­ri­to ai fat­ti che gli so­no con­te­sta­ti.

2Le au­to­ri­tà pe­na­li of­fro­no all'im­pu­ta­to l'op­por­tu­ni­tà di espri­mer­si in mo­do cir­co­stan­zia­to su ta­li fat­ti.

Art. 158 Informazioni nel primo interrogatorio

1All'ini­zio del pri­mo in­ter­ro­ga­to­rio la po­li­zia o il pub­bli­co mi­ni­ste­ro in­for­ma­no l'im­pu­ta­to in una lin­gua a lui com­pren­si­bi­le che:

a.
è sta­ta av­via­ta una pro­ce­du­ra pre­li­mi­na­re nei suoi con­fron­ti e su qua­li rea­ti;
b.
ha fa­col­tà di non ri­spon­de­re e di non col­la­bo­ra­re;
c.
ha il di­rit­to di de­si­gna­re un di­fen­so­re o di chie­de­re se del ca­so un di­fen­so­re d'uf­fi­cio;
d.
può esi­ge­re la pre­sen­za di un tra­dut­to­re o in­ter­pre­te.

2Se le in­for­ma­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1 non so­no for­ni­te, l'in­ter­ro­ga­to­rio non può es­se­re uti­liz­za­to.

Art. 159 Interrogatori di polizia nella procedura investigativa

1In ca­so di in­ter­ro­ga­to­ri da par­te del­la po­li­zia l'im­pu­ta­to ha il di­rit­to di esi­ge­re la pre­sen­za del suo di­fen­so­re e che que­sti pos­sa a sua vol­ta por­re do­man­de.

2Se è in sta­to di ar­re­sto prov­vi­so­rio, l'in­ter­ro­ga­to ha inol­tre di­rit­to di con­fe­ri­re li­be­ra­men­te con il suo di­fen­so­re.

3Il fat­to di far va­le­re que­sto di­rit­to non con­fe­ri­sce al­cun di­rit­to al dif­fe­ri­men­to dell'in­ter­ro­ga­to­rio.

Art. 160 Interrogatorio di un imputato reo confesso

Qua­lo­ra l'im­pu­ta­to sia reo con­fes­so, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce esa­mi­na­no l'at­ten­di­bi­li­tà del­la con­fes­sio­ne e lo in­vi­ta­no a de­scri­ve­re con pre­ci­sio­ne le cir­co­stan­ze del­la fat­ti­spe­cie.

Art. 161 Esame della situazione personale nella procedura preliminare

Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro in­ter­ro­ga l'im­pu­ta­to sul­la sua si­tua­zio­ne per­so­na­le sol­tan­to qua­lo­ra si pro­spet­ti la pro­mo­zio­ne dell'ac­cu­sa o l'emis­sio­ne di un de­cre­to d'ac­cu­sa op­pu­re qua­lo­ra al­tri mo­ti­vi lo ren­da­no ne­ces­sa­rio.

A:
AHVG Bundesgesetz über die Alters- und Hinterlassenenversicherung
AHVV Verordnung über die Alters- und Hinterlassenenversicherung
AIG Bundesgesetz über die Ausländerinnen und Ausländer und über die Integration
AVIG Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung
AVO Verordnung über die Beaufsichtigung von privaten Versicherungsunternehmen
AVO-FINMA Verordnung der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht über die Beaufsichtigung von privaten Versicherungsunternehmen
AdoV Verordnung über die Adoption
ArG Bundesgesetz über die Arbeit in Industrie, Gewerbe und Handel
ArGV 1 Verordnung 1 zum Arbeitsgesetz
AsylG Asylgesetz
B:
BBG Bundesgesetzüber die Berufsbildung
BEG Bundesgesetz über Bucheffekten
BEHG Bundesgesetz über die Börsen und den Effektenhandel
BEHV Verordnung über die Börsen und den Effektenhandel
BG-HAÜ Bundesgesetz zum Haager Adoptionsübereinkommen und über Massnahmen zum Schutz des Kindes bei internationalen Adoptionen
BG-KKE Bundesgesetz über internationale Kindesentführung und die Haager Übereinkommen zum Schutz von Kindern und Erwachsenen
BGBB Bundesgesetz über das bäuerliche Bodenrecht
BGFA Bundesgesetz über die Freizügigkeit der Anwältinnen und Anwälte
BGG Bundesgesetz über das Bundesgericht
BIV-FINMA Verordnung der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht über die Insolvenz von Banken und Effektenhändlern
BPG Bundespersonalgesetz
BPR Bundesgesetz über die politischen Rechte
BV Bundesverfassung der Schweizerischen Eidgenossenschaft
BVG Bundesgesetz über die berufliche Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenvorsorge
BZG Bundesgesetz über den Bevölkerungsschutz und den Zivilschutz
BankG Bundesgesetz über die Banken und Sparkassen
BankV Verordnung über die Banken und Sparkassen
BetmG Bundesgesetz über die Betäubungsmittel und die psychotropen Stoffe
BewG Bundesgesetz über den Erwerb von Grundstücken durch Personen im Ausland
BewV Verordnung über den Erwerb von Grundstücken durch Personen im Ausland
BöB Bundesgesetz über das öffentliche Beschaffungswesen
BüG Bundesgesetz über Erwerb und Verlust des Schweizer Bürgerrechts
D:
DBG Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer
DSG Bundesgesetz über den Datenschutz
E:
EBG Eisenbahngesetz
EMRK Konvention zum Schutze der Menschenrechte und Grundfreiheiten
EOG Bundesgesetz über den Erwerbsersatz für Dienstleistende und bei Mutterschaft
EOV Verordnung zum Erwerbsersatzgesetz
EÖBV Verordnung über die elektronische öffentliche Beurkundung
F:
FHG Bundesgesetz über den eidgenössischen Finanzhaushalt
FINMAG Bundesgesetz über die Eidgenössische Finanzmarktaufsicht
FKG Bundesgesetz über die Eidgenössische Finanzkontrolle
FMedG Bundesgesetz über die medizinisch unterstützte Fortpflanzung
FZG Bundesgesetz über die Freizügigkeit in der beruflichen Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenvorsorge
FinfraG Bundesgesetz über die Finanzmarktinfrastrukturen und das Marktverhalten im Effekten- und Derivatehandel
FinfraV Verordnung über die Finanzmarktinfrastrukturen und das Marktverhalten im Effekten- und Derivatehandel
FinfraV-FINMA Verordnung der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht über die Finanzmarktinfrastrukturen und das Marktverhalten im Effekten- und Derivatehandel
FusG Bundesgesetz über Fusion, Spaltung, Umwandlung und Vermögensübertragung
G:
GBV Grundbuchverordnung
GSG Bundesgesetz über die von der Schweiz als Gaststaat gewährten Vorrechte, Immunitäten und Erleichterungen sowie finanziellen Beiträge
GUMG Bundesgesetz über genetische Untersuchungen beim Menschen
GeBüV Verordnung über die Führung und Aufbewahrung der Geschäftsbücher
GebV SchKG Gebührenverordnung zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs
GlG Bundesgesetz über die Gleichstellung von Frau und Mann
H:
HEsÜ Übereinkommen über den internationalen Schutz von Erwachsenen
HKsÜ Übereinkommen
HRegV Handelsregisterverordnung
I:
IPRG Bundesgesetz über das Internationale Privatrecht
J:
JStG Bundesgesetz über das Jugendstrafrecht
JStPO Schweizerische Jugendstrafprozessordnung
K:
KAG Bundesgesetz über die kollektiven Kapitalanlagen
KAKV-FINMA Verordnung der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht über den Konkurs von kollektiven Kapitalanlagen
KG Bundesgesetz über Kartelle und andere Wettbewerbsbeschränkungen
KKV Verordnung über die kollektiven Kapitalanlagen
KKV-FINMA Verordnung der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht über die kollektiven Kapitalanlagen
KOV Verordnung über die Geschäftsführung der Konkursämter (KOV)
KVG Bundesgesetz über die Krankenversicherung
L:
LVG Bundesgesetz über die wirtschaftliche Landesversorgung
LugÜ Übereinkommen über die gerichtliche Zuständigkeit und die Anerkennung und Vollstreckung von Entscheidungen in Zivil- und Handelssachen
M:
MSchG Bundesgesetz über den Schutz von Marken und Herkunftsangaben
MStG Militärstrafgesetz
MWSTG Bundesgesetz über die Mehrwertsteuer
MWSTV Mehrwertsteuerverordnung
O:
OAV-SchKG Verordnung betreffend die Oberaufsicht über Schuldbetreibung und Konkurs
OHG Bundesgesetz über die Hilfe an Opfer von Straftaten
OR Bundesgesetz betreffend die Ergänzung des Schweizerischen Zivilgesetzbuches (Fünfter Teil: Obligationenrecht)
P:
PAVO Verordnung über die Aufnahme von Pflegekindern
PBV Verordnung über die Bekanntgabe von Preisen
ParlG Bundesgesetz über die Bundesversammlung
PartG Bundesgesetz über die eingetragene Partnerschaft gleichgeschlechtlicher Paare
PatGG Bundesgesetz über das Bundespatentgericht
PfG Pfandbriefgesetz
PrHG Bundesgesetz über die Produktehaftpflicht
PüG Preisüberwachungsgesetz
R:
RAG Bundesgesetz über die Zulassung und Beaufsichtigung der Revisorinnen und Revisoren
S:
SVG Strassenverkehrsgesetz
SVKG Verordnung über die Sanktionen bei unzulässigen Wettbewerbsbeschränkungen
SchKG Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs
StBOG Bundesgesetz über die Organisation der Strafbehörden des Bundes
StG Bundesgesetz über die Stempelabgaben
StGB Schweizerisches Strafgesetzbuch
StHG Bundesgesetz über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden
StPO Schweizerische Strafprozessordnung
StV Verordnung über die Stempelabgaben
SuG Bundesgesetz über Finanzhilfen und Abgeltungen
U:
URG Bundesgesetz über das Urheberrecht und verwandte Schutzrechte
URV Verordnung über das Urheberrecht und verwandte Schutzrechte
UVG Bundesgesetz über die Unfallversicherung
UVV Verordnung über die Unfallversicherung
UWG Bundesgesetz gegen den unlauteren Wettbewerb
V:
VAG Bundesgesetz betreffend die Aufsicht über Versicherungsunternehmen
VASR Verordnung über die anerkannten Standards zur Rechnungslegung
VBB Verordnung über das bäuerliche Bodenrecht
VBVV Verordnung über die Vermögensverwaltung im Rahmen einer Beistandschaft oder Vormundschaft
VDSG Verordnung zum Bundesgesetz über den Datenschutz
VG Bundesgesetz über die Verantwortlichkeit des Bundes sowie seiner Behördemitglieder und Beamten
VGG Bundesgesetz über das Bundesverwaltungsgericht
VKA Verordnung über die Katastrophenhilfe im Ausland
VKV-FINMA Verordnung der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht über den Konkurs von Versicherungsunternehmen
VPAV Verordnung betreffend die Pfändung, Arrestierung und Verwertung von Versicherungsansprüchen nach dem Bundesgesetz vom 2. April 1908 über den Versicherungsvertrag
VStG Bundesgesetz über die Verrechnungssteuer
VStV Verordnung über die Verrechnungssteuer
VStrR Bundesgesetz über das Verwaltungsstrafrecht
VVAG Verordnung über die Pfändung und Verwertung von Anteilen an Gemeinschaftsvermögen
VVG Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag
VZG Verordnung des Bundesgerichts über die Zwangsverwertung von Grundstücken
VegüV Verordnung gegen übermässige Vergütungen bei börsenkotierten Aktiengesellschaften
VeÜ-ZSSV Verordnung über die elektronische Übermittlung im Rahmen von Zivil- und Strafprozessen sowie von Schuldbetreibungs- und Konkursverfahren
VwVG Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren
VüKU Verordnung über die Kontrolle von Unternehmenszusammenschlüssen
VüS Verordnung über das Strafregister
W:
WG Bundesgesetz über Waffen, Waffenzubehör und Munition
Z:
ZG Zollgesetz
ZGB Schweizerisches Zivilgesetzbuch
ZPO Schweizerische Zivilprozessordnung
ZStV Zivilstandsverordnung
ZTG Zolltarifgesetz
Ü:
ÜbZ Übereinkunft betreffend Zivilprozessrecht
ÜüAVaS Übereinkommen über die Anerkennung und Vollstreckung ausländischer Schiedssprüche
ÜüRK Übereinkommen über die Rechte des Kindes
ÜüSKZGIA Übereinkommen über den Schutz von Kindern und die Zusammenarbeit auf dem Gebiet der Internationalen Adoption
ÜüiZR Übereinkommen über den internationalen Zugang zur Rechtspflege
ÜüzAiK Übereinkommen über die zivilrechtlichen Aspekte internationaler Kindesentführung
C:
CC Code civil suisse
CEDH Convention de sauvegarde des droits de l'homme et des libertés fondamentales
CL Convention concernant la compétence judiciaire, la reconnaissance et l'exécution des décisions en matière civile et commerciale
CLaH 2000 Convention sur la protection internationale des adultes
CLaH 96 Convention
CO Loi fédérale complétant le Code civil suisse
CP Code pénal suisse
CPC Code de procédure civile
CPM Code pénal militaire
CPP Code de procédure pénale suisse
Caclid Convention sur les aspects civils de l'enlèvement international d'enfants
Cpecmdi Convention sur la protection des enfants et la coopération en matière d'adoption internationale
Cprlsaé Convention pour la reconnaissance et l'exécution des sentences arbitrales étrangères
Crdl Convention relative aux droits de l'enfant
Crpc Convention relative à la procédure civile
Cst. Constitution fédérale de la Confédération suisse
Ctflij Convention tendant à faciliter l'accès international à la justice
D:
DPA Loi fédérale sur le droit pénal administratif
DPMin Loi fédérale régissant la condition pénale des mineurs
L:
LAA Loi fédérale sur l'assurance-accidents
LACI Loi fédérale sur l'assurance-chômage obligatoire et l'indemnité en cas d'insolvabilité
LAGH Loi fédérale sur l'analyse génétique humaine
LAMal Loi fédérale sur l'assurance-maladie
LAP Loi fédérale sur l'approvisionnement économique du pays
LAPG Loi fédérale sur les allocations pour perte de gain en cas de service et de maternité
LAVI Loi fédérale sur l'aide aux victimes d'infractions
LAVS Loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants
LArm Loi fédérale sur les armes, les accessoires d'armes et les munitions
LAsi Loi sur l'asile
LB Loi fédérale sur les banques et les caisses d'épargne
LBVM Loi fédérale sur les bourses et le commerce des valeurs mobilières
LCA Loi fédérale sur le contrat d'assurance
LCD Loi fédérale contre la concurrence déloyale
LCF Loi fédérale sur le Contrôle fédéral des finances
LCR Loi fédérale sur la circulation routière
LCart Loi fédérale sur les cartels et autres restrictions à la concurrence
LCdF Loi fédérale sur les chemins de fer
LD Loi sur les douanes
LDA Loi fédérale sur le droit d'auteur et les droits voisins
LDFR Loi fédérale sur le droit foncier rural
LDIP Loi fédérale sur le droit international privé
LDP Loi fédérale sur les droits politiques
LEH Loi fédérale sur les privilèges, les immunités et les facilités, ainsi que sur les aides financières accordés par la Suisse en tant qu'Etat hôte
LEI Loi fédérale sur les étrangers et l'intégration
LEg Loi fédérale sur l'égalité entre femmes et hommes
LF-CLaH Loi fédérale relative à la Convention de La Haye sur l'adoption et aux mesures de protection de l'enfant en cas d'adoption internationale
LF-EEA Loi fédérale sur l'enlèvement international d'enfants et les Conventions de La Haye sur la protection des enfants et des adultes
LFAIE Loi fédérale sur l'acquisition d'immeubles par des personnes à l'étranger
LFC Loi sur les finances de la Confédération
LFINMA Loi sur l'Autorité fédérale de surveillance des marchés financiers
LFLP Loi fédérale sur le libre passage dans la prévoyance professionnelle vieillesse, survivants et invalidité
LFPr Loi fédérale sur la formation professionnelle
LFus Loi fédérale sur la fusion, la scission, la transformation et le transfert de patrimoine
LHID Loi fédérale sur l'harmonisation des impôts directs des cantons et des communes
LIA Loi fédérale sur l'impôt anticipé (LIA)
LIFD Loi fédérale sur l'impôt fédéral direct
LIMF Loi fédérale sur les infrastructures des marchés financiers et le comportement sur le marché en matière de négociation de valeurs mobilières et de dérivés*
LLCA Loi fédérale sur la libre circulation des avocats
LLG Loi sur l'émission de lettres de gage
LMP Loi fédérale sur les marchés publics
LN Loi fédérale sur l'acquisition et la perte de la nationalité suisse
LOAP Loi fédérale sur l'organisation des autorités pénales de la Confédération
LP Loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite
LPCC Loi fédérale sur les placements collectifs de capitaux*
LPD Loi fédérale sur la protection des données
LPM Loi fédérale sur la protection des marques et des indications de provenance
LPMA Loi fédérale sur la procréation médicalement assistée*
LPP Loi fédérale sur la prévoyance professionnelle vieillesse, survivants et invalidité
LPPCi Loi fédérale sur la protection de la population et sur la protection civile
LParl Loisur l'Assemblée fédérale
LPart Loi fédérale sur le partenariat enregistré entre personnes du même sexe
LPers Loi sur le personnel de la Confédération
LRCF Loi fédérale sur la responsabilité de la Confédération, des membres de ses autorités et de ses fonctionnaires
LRFP Loi fédérale sur la responsabilité du fait des produits
LSA Loi fédérale sur la surveillance des entreprises d'assurance
LSPr Loi fédérale concernant la surveillance des prix
LSR Loi fédérale sur l'agrément et la surveillance des réviseurs
LStup Loi fédérale sur les stupéfiants et les substances psychotropes
LSu Loi fédérale sur les aides financières et les indemnités
LT Loi fédérale sur les droits de timbre
LTAF Loi sur le Tribunal administratif fédéral
LTF Loi sur le Tribunal fédéral
LTFB Loi<em></em>sur le Tribunal fédéral des brevets
LTI Loi fédérale sur les titres intermédiés
LTVA Loi fédérale régissant la taxe sur la valeur ajoutée
LTaD Loi sur le tarif des douanes
LTr Loi fédérale sur le travail dans l'industrie, l'artisanat et le commerce
O:
OAAE Ordonnance sur l'acte authentique électronique
OACata Ordonnance sur l'aide en cas de catastrophe à l'étranger
OAIE Ordonnance sur l'acquisition d'immeubles par des personnes à l'étranger
OAOF Ordonnance sur l'administration des offices de faillite
OAdo Ordonnance sur l'adoption
OB Ordonnance sur les banques et les caisses d'épargne
OBVM Ordonnance sur les bourses et le commerce des valeurs mobilières
OCEl-PCPP Ordonnance sur la communication électronique dans le cadre de procédures civiles et pénales et de procédures en matière de poursuite pour dettes et de faillite
ODAu Ordonnance sur le droit d'auteur et les droits voisins
ODFR Ordonnance sur le droit foncier rural
OEC Ordonnance sur l'état civil
OELP Ordonnance sur les émoluments perçus en application de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite
OFA-FINMA Ordonnance de l'Autorité fédérale de surveillance des marchés financiers sur la faillite des entreprises d'assurance
OFPC-FINMA Ordonnance de l'Autorité fédérale de surveillance des marchés financiers sur la faillite de placements collectifs de capitaux
OGPCT Ordonnance sur la gestion du patrimoine dans le cadre d'une curatelle ou d'une tutelle
OHS-LP Ordonnance relative à la haute surveillance en matière de poursuite et de faillite
OIA Ordonnance sur l'impôt anticipé
OIB-FINMA Ordonnance de l'Autorité fédérale de surveillance des marchés financiers sur l'insolvabilité des banques et des négociants en valeurs mobilières
OIMF Ordonnance sur les infrastructures des marchés financiers et le comportement sur le marché en matière de négociation de valeurs mobilières et de dérivés
OIMF-FINMA Ordonnance
OIP Ordonnance sur l'indication des prix
OLAA Ordonnance sur l'assurance-accidents
OLPD Ordonnance relative à la loi fédérale sur la protection des données
OLT 1 Ordonnance 1 relative à la loi sur le travail
ONCR Ordonnance sur les normes comptables reconnues
OPC Ordonnance concernant la saisie et la réalisation de parts de communautés
OPC-FINMA Ordonnance de l'Autorité fédérale de surveillance des marchés financiers sur les placements collectifs de capitaux
OPCC Ordonnance sur les placements collectifs de capitaux
OPE Ordonnance sur le placement d'enfants
ORAb Ordonnance contre les rémunérations abusives dans les sociétés anonymes cotées en bourse
ORC Ordonnance sur le registre du commerce
ORF Ordonnance sur le registre foncier
ORFI Ordonnance du Tribunal fédéral sur la réalisation forcée des immeubles
OS Ordonnance sur la surveillance des entreprises d'assurance privées
OS LCart Ordonnance sur les sanctions en cas de restrictions illicites à la concurrence
OS-FINMA Ordonnance de l'Autorité fédérale de surveillance des marchés financiers sur la surveillance des entreprises d'assurance privées
OSAss Ordonnance concernant la saisie, le séquestre et la réalisation des droits découlant d'assurances d'après la loi fédérale du 2 avril 1908 sur le contrat d'assurance
OT Ordonnance sur les droits de timbre
OTVA Ordonnance régissant la taxe sur la valeur ajoutée
Occd Ordonnance sur le contrôle des concentrations d'entreprises
Ocj Ordonnance sur le casier judiciaire
Olico Ordonnance concernant la tenue et la conservation des livres de comptes
P:
PA Loi fédérale sur la procédure administrative
PPMin Loi fédérale sur la procédure pénale applicable aux mineurs
R:
RAPG Règlement sur les allocations pour perte de gain
RAVS Règlement sur l'assurance-vieillesse et survivants
C:
C Convenzione
CC Codice civile svizzero
CEDU Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
CLug Convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale
CO Legge federale di complemento del Codice civile svizzero
CP Codice penale svizzero
CPC Codice di diritto processuale civile svizzero
CPM Codice penale militare
CPP Codice di diritto processuale penale svizzero
Ccrldsae Convenzione concernente il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze arbitrali estere
Cdf Convenzione sui diritti del fanciullo
Cost. Costituzione federale della Confederazione Svizzera
Crapc Convenzione relativa alla procedura civile
Csacrim Convenzione sugli aspetti civili del rapimento internazionale di minori
Cspida Convenzione sulla protezione internazionale degli adulti
Cspmscmai Convenzione sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale
Cvfliag Convenzione volta a facilitare l'accesso internazionale alla giustizia
D:
DPA Legge federale sul diritto penale amministrativo
DPMin Legge federale sul diritto penale minorile
L:
LADI Legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza
LAFE Legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero
LAID Legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni
LAINF Legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni
LAMal Legge federale sull'assicurazione malattie
LAP Legge federale sull'approvvigionamento economico del Paese
LAPub Legge federale sugli acquisti pubblici
LAV Legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati
LAVS Legge federale su l'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti
LArm Legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni
LAsi Legge sull'asilo
LBCR Legge federale sulle banche e le casse di risparmio
LBVM Legge federale sulle borse e il commercio di valori mobiliari
LCA Legge federale sul contratto d'assicurazione
LCF Legge federale sul controllo federale delle finanze
LCSl Legge federale contro la concorrenza sleale
LCStr Legge federale sulla circolazione stradale
LCart Legge federale sui cartelli e altre limitazioni della concorrenza
LCit Legge federale su l'acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera
LD Legge sulle dogane
LDA Legge federale sul diritto d'autore e sui diritti di protezione affini
LDFR Legge federale sul diritto fondiario rurale
LDIP Legge federale sul diritto internazionale privato
LDP Legge federale sui diritti politici
LEF Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento
LEGU Legge federale sugli esami genetici sull'essere umano
LF-CAA Legge federale relativa alla Convenzione dell'Aia sull'adozione e a provvedimenti per la protezione del minore nelle adozioni internazionali
LF-RMA Legge federale sul rapimento internazionale dei minori e sulle Convenzioni dell'Aia sulla protezione dei minori e degli adulti
LFC Legge federale sulle finanze della Confederazione
LFINMA Legge federale concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari
LFLP Legge federale sul libero passaggio nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità
LFPr Legge federale sulla formazione professionale
LFus Legge federale sulla fusione, la scissione, la trasformazione e il trasferimento di patrimonio
LICol Legge federale sugli investimenti collettivi di capitale
LIFD Legge federale sull'imposta federale diretta
LIP Legge federale sull'imposta preventiva
LIPG Legge federale sulle indennità di perdita di guadagno per chi presta servizio e in caso di maternità
LIVA Legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto
LInFi Legge federale sulle infrastrutture del mercato finanziario e il comportamento sul mercato nel commercio di valori mobiliari e derivati
LL Legge federale sul lavoro nell'industria, nell'artigianato e nel commercio
LLCA Legge federale sulla libera circolazione degli avvocati
LOAP Legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione
LOF Legge sulle obbligazioni fondiarie
LPAM Legge federale concernente la procreazione con assistenza medica
LPD Legge federale sulla protezione dei dati
LPM Legge federale sulla protezione dei marchi e delle indicazioni di provenienza
LPP Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità
LPPC Legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile
LPar Legge federale sulla parità dei sessi
LParl Legge federale sull'Assemblea federale
LPers Legge sul personale federale
LRDP Legge federale sulla responsabilità per danno da prodotti
LResp Legge federale su la responsabilità della Confederazione, dei membri delle autorità federali e dei funzionari federali
LSA Legge federale sulla sorveglianza delle imprese di assicurazione
LSO Legge federale sui privilegi, le immunità e le facilitazioni, nonché sugli aiuti finanziari accordati dalla Svizzera quale Stato ospite
LSPr Legge federale sulla sorveglianza dei prezzi
LSR Legge federalesull'abilitazione e la sorveglianza dei revisori
LStrI Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione
LStup Legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope
LSu Legge federale sugli aiuti finanziari e le indennità
LTAF Legge sul Tribunale amministrativo federale
LTB Legge federale sulle tasse di bollo
LTCo Legge federale sui titoli contabili
LTD Legge sulla tariffa delle dogane
LTF Legge sul Tribunale federale
LTFB Legge sul Tribunale federale dei brevetti
LUD Legge federale sull'unione domestica registrata di coppie omosessuali
Lferr Legge federale sulle ferrovie
O:
OABCT Ordinanza sull'amministrazione di beni nell'ambito di una curatela o di una tutela
OACata Ordinanza sull'aiuto in caso di catastrofe all'estero
OAFE Ordinanza sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero
OAINF Ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni
OAMin Ordinanza sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione
OAPuE Ordinanza sugli atti pubblici in forma elettronica
OAV-LEF Ordinanza concernente l'alta vigilanza sulla esecuzione e sul fallimento
OAVS Ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti
OAdoz Ordinanza sull'adozione
OBCR Ordinanza sulle banche e le casse di risparmio
OBVM Ordinanza sulle borse e il commercio di valori mobiliari
OCE-PCPE Ordinanza sulla comunicazione per via elettronica nell'ambito di procedimenti civili e penali nonché di procedure d'esecuzione e fallimento
ODAu Ordinanza sul diritto d'autore e sui diritti di protezione affini
ODFR Ordinanza sul diritto fondiario rurale
ODiC Ordinanza concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione
OFA-FINMA Ordinanza dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sul fallimento delle imprese di assicurazione
OFICol-FINMA Ordinanza dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sul fallimento degli investimenti collettivi di capitale
OIB-FINMA Ordinanza dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sull'insolvenza di banche e commercianti di valori mobiliari
OICol Ordinanza sugli investimenti collettivi di capitale
OICol-FINMA Ordinanza dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sugli investimenti collettivi di capitale
OIP Ordinanza sull'indicazione dei prezzi
OIPG Ordinanza sulle indennità di perdita di guadagno
OIPrev Ordinanza sull'imposta preventiva
OIVA Ordinanza concernente l'imposta sul valore aggiunto
OInFi Ordinanza sulle infrastrutture del mercato finanziario e il comportamento sul mercato nel commercio di valori mobiliari e derivati
OInFi-FINMA Ordinanza
OLL 1 Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro
OLPD Ordinanza relativa alla legge federale sulla protezione dei dati
ONCR Ordinanza sulle norme contabili riconosciute
ORC Ordinanza sul registro di commercio
ORF Ordinanza sul registro fondiario
OReSA Ordinanza contro le retribuzioni abusive nelle società anonime quotate in borsa
OS Ordinanza sulla sorveglianza delle imprese di assicurazione private
OS LCart Ordinanza sulle sanzioni in caso di limitazioni illecite della concorrenza
OS-FINMA