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Legge sull’asilo

del 26 giugno 1998 (Stato 1° gennaio 2021)

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera,

visto l’articolo 121 capoverso 1 della Costituzione federale1;2 visto il messaggio del Consiglio federale del 4 dicembre 19953,

decreta:

Capitolo 1: Principi

Art. 1 Oggetto

La pre­sen­te leg­ge de­fi­ni­sce:

a.
la con­ces­sio­ne dell’asi­lo e lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti in Sviz­ze­ra;
b.
la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria ac­cor­da­ta in Sviz­ze­ra al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non­ché il lo­ro ri­tor­no.
Art. 2 Asilo

1La Sviz­ze­ra, su do­man­da, ac­cor­da asi­lo ai ri­fu­gia­ti se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te leg­ge.

2L’asi­lo com­pren­de la pro­te­zio­ne e lo sta­tu­to ac­cor­da­ti a per­so­ne in Sviz­ze­ra in ra­gio­ne del­la lo­ro qua­li­tà di ri­fu­gia­ti. Es­so com­pren­de il di­rit­to di ri­sie­de­re in Sviz­ze­ra.

Art. 3 Definizione del termine «rifugiato»

1So­no ri­fu­gia­ti le per­so­ne che, nel Pae­se di ori­gi­ne o di ul­ti­ma re­si­den­za, so­no espo­ste a se­ri pre­giu­di­zi a cau­sa del­la lo­ro raz­za, re­li­gio­ne, na­zio­na­li­tà, ap­par­te­nen­za a un de­ter­mi­na­to grup­po so­cia­le o per le lo­ro opi­nio­ni po­li­ti­che, ov­ve­ro han­no fon­da­to ti­mo­re di es­se­re espo­ste a ta­li pre­giu­di­zi.

2So­no pre­giu­di­zi se­ri se­gna­ta­men­te l’espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo del­la vi­ta, dell’in­te­gri­tà fi­si­ca o del­la li­ber­tà, non­ché le mi­su­re che com­por­ta­no una pres­sio­ne psi­chi­ca in­sop­por­ta­bi­le. Oc­cor­re te­ne­re con­to dei mo­ti­vi di fu­ga spe­ci­fi­ci del­la con­di­zio­ne fem­mi­ni­le.

3Non so­no ri­fu­gia­ti le per­so­ne che so­no espo­ste a se­ri pre­giu­di­zi o han­no fon­da­to ti­mo­re di es­ser­vi espo­ste per aver ri­fiu­ta­to di pre­sta­re ser­vi­zio mi­li­ta­re o per aver di­ser­ta­to. È fat­to sal­vo il ri­spet­to del­la Con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19511 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.2

4Non so­no ri­fu­gia­ti le per­so­ne che fan­no va­le­re mo­ti­vi sor­ti a cau­sa del lo­ro com­por­ta­men­to do­po la par­ten­za dal lo­ro Pae­se d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za e che non so­no l’espres­sio­ne o la con­ti­nua­zio­ne di una con­vin­zio­ne o di un orien­ta­men­to già ivi esi­sten­te. Ri­man­go­no sal­ve le di­spo­si­zio­ni del­la Con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19513 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.4


1 RS0.142.30
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 28 set. 2012 (Mo­di­fi­che ur­gen­ti del­la leg­ge sull’asi­lo) (RU 2012 5359; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
3 RS 0.142.30
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 4 Protezione provvisoria

La Sviz­ze­ra può ac­cor­da­re prov­vi­so­ria­men­te pro­te­zio­ne a per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne espo­ste a un pe­ri­co­lo ge­ne­ra­le gra­ve, in par­ti­co­la­re du­ran­te una guer­ra o una guer­ra ci­vi­le e in si­tua­zio­ni di vio­len­za ge­ne­ra­liz­za­ta.

Art. 5 Divieto di respingimento

1Nes­su­no può es­se­re co­stret­to in al­cun mo­do a re­car­si in un Pae­se do­ve la sua vi­ta, la sua in­te­gri­tà fi­si­ca o la sua li­ber­tà sa­reb­be­ro mi­nac­cia­te per uno dei mo­ti­vi men­zio­na­ti nell’ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 1, o dal qua­le ri­schie­reb­be d’es­se­re co­stret­to a re­car­si in un Pae­se di tal ge­ne­re.

2Il di­vie­to di re­spin­gi­men­to non può es­se­re fat­to va­le­re quan­do vi sia­no se­ri mo­ti­vi per pre­su­me­re che l’in­te­res­sa­to com­pro­met­ta la si­cu­rez­za del­la Sviz­ze­ra o, es­sen­do sta­to con­dan­na­to con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to per un cri­mi­ne o de­lit­to par­ti­co­lar­men­te gra­ve, deb­ba es­se­re con­si­de­ra­to di pe­ri­co­lo pub­bli­co.

Art. 6 Norme procedurali

Le pro­ce­du­re so­no ret­te dal­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19682 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va (PA), dal­la leg­ge del 17 giu­gno 20053 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le e dal­la leg­ge del 17 giu­gno 20054 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, in quan­to la pre­sen­te leg­ge non pre­ve­da al­tri­men­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 RS172.021
3 RS173.32
4 RS173.110

Capitolo 2: Richiedenti l’asilo

Sezione 1: Disposizioni generali

Art. 6a Autorità competente

1La Se­gre­te­ria di Sta­to del­la mi­gra­zio­ne (SEM)2 de­ci­de sul­la con­ces­sio­ne o sul ri­fiu­to dell’asi­lo e sull’al­lon­ta­na­men­to dal­la Sviz­ze­ra.

2Ol­tre agli Sta­ti dell’UE e dell’AELS, il Con­si­glio fe­de­ra­le de­si­gna:3

a.
co­me Sta­ti d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za si­cu­ri, gli Sta­ti in cui, se­con­do i suoi ac­cer­ta­men­ti, non vi è pe­ri­co­lo di per­se­cu­zio­ni;
b.
co­me Sta­ti ter­zi si­cu­ri, gli Sta­ti in cui, se­con­do i suoi ac­cer­ta­men­ti, vi è una pro­te­zio­ne ef­fet­ti­va dal re­spin­gi­men­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 1.

3Il Con­si­glio fe­de­ra­le ve­ri­fi­ca pe­rio­di­ca­men­te le de­ci­sio­ni di cui al ca­po­ver­so 2.

4Pri­ma di ap­por­tar­vi mo­di­fi­che, ma al­me­no una vol­ta all’an­no, il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne per con­sul­ta­zio­ne al­le com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri com­pe­ten­ti l’elen­co de­gli Sta­ti si­cu­ri di cui al ca­po­ver­so 2 let­te­ra a.4


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 La de­si­gna­zio­ne dell’uni­tà am­mi­ni­stra­ti­va è sta­ta adat­ta­ta in ap­pli­ca­zio­ne dell’art. 16 cpv. 3 dell’O del 17 nov. 2004 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li (RU 2004 4937), con ef­fet­to dal 1° gen. 2015. Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 del­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d’in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).

Art. 7 Prova della qualità di rifugiato

1Chiun­que do­man­da asi­lo de­ve pro­va­re o per lo me­no ren­de­re ve­ro­si­mi­le la sua qua­li­tà di ri­fu­gia­to.

2La qua­li­tà di ri­fu­gia­to è re­sa ve­ro­si­mi­le se l’au­to­ri­tà la ri­tie­ne da­ta con una pro­ba­bi­li­tà pre­pon­de­ran­te.

3So­no in­ve­ro­si­mi­li in par­ti­co­la­re le al­le­ga­zio­ni che su pun­ti im­por­tan­ti so­no trop­po po­co fon­da­te o con­trad­dit­to­rie, non cor­ri­spon­do­no ai fat­ti o si ba­sa­no in mo­do de­ter­mi­nan­te su mez­zi di pro­va fal­si o fal­si­fi­ca­ti.

Art. 8 Obbligo di collaborare

1Il ri­chie­den­te l’asi­lo è te­nu­to a col­la­bo­ra­re all’ac­cer­ta­men­to dei fat­ti. De­ve in par­ti­co­la­re:

a.
di­chia­ra­re le sue ge­ne­ra­li­tà;
b.1
con­se­gna­re i do­cu­men­ti di viag­gio e d’iden­ti­tà;
c.
in­di­ca­re, in oc­ca­sio­ne dell’au­di­zio­ne, le ra­gio­ni del­la sua do­man­da d’asi­lo;
d.
de­si­gna­re in mo­do com­ple­to even­tua­li mez­zi di pro­va e for­nir­li im­me­dia­ta­men­te op­pu­re ado­pe­rar­si per pro­cu­rar­se­li en­tro un ter­mi­ne ade­gua­to, sem­pre che sia ra­gio­ne­vo­le esi­ger­lo;
e.2
col­la­bo­ra­re al ri­le­va­men­to dei da­ti bio­me­tri­ci;
f.3
sot­to­por­si a un esa­me me­di­co or­di­na­to dal­la SEM (art. 26a).

2Si può esi­ge­re dal ri­chie­den­te che fac­cia tra­dur­re in una lin­gua uf­fi­cia­le sviz­ze­ra i do­cu­men­ti re­dat­ti in una lin­gua stra­nie­ra.

3Nel cor­so del pro­ce­di­men­to, il ri­chie­den­te che sog­gior­na in Sviz­ze­ra de­ve te­ner­si a di­spo­si­zio­ne del­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li. De­ve co­mu­ni­ca­re im­me­dia­ta­men­te al­le au­to­ri­tà del Can­to­ne o del Co­mu­ne (au­to­ri­tà can­to­na­le) com­pe­ten­ti se­con­do il di­rit­to can­to­na­le il suo in­di­riz­zo e ogni mu­ta­men­to del­lo stes­so.

3bisIl ri­chie­den­te che sen­za un va­li­do mo­ti­vo vio­la il suo ob­bli­go di col­la­bo­ra­re o non si tie­ne a di­spo­si­zio­ne del­le au­to­ri­tà pre­po­ste all’asi­lo per più di 20 gior­ni ri­nun­cia di fat­to al­la con­ti­nua­zio­ne del pro­ce­di­men­to. Lo stes­so va­le per il ri­chie­den­te che sen­za un va­li­do mo­ti­vo non si tie­ne a di­spo­si­zio­ne del­le au­to­ri­tà pre­po­ste all’asi­lo in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne per più di cin­que gior­ni. La do­man­da è stral­cia­ta in en­tram­bi i ca­si sen­za for­ma­li­tà. Una nuo­va do­man­da può es­se­re pre­sen­ta­ta al più pre­sto do­po tre an­ni. È fat­to sal­vo il ri­spet­to del­la Con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19514 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.5

4In ca­so di de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va d’al­lon­ta­na­men­to, il ri­chie­den­te è te­nu­to a col­la­bo­ra­re all’ot­te­ni­men­to di do­cu­men­ti di viag­gio va­li­di.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
3 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 RS 0.142.30
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 9 Perquisizione

1L’au­to­ri­tà com­pe­ten­te può per­qui­si­re un ri­chie­den­te col­lo­ca­to in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne1 o in un al­log­gio pri­va­to o col­let­ti­vo, in­sie­me agli og­get­ti che egli por­ta con sé, al­lo sco­po di ri­cer­ca­re do­cu­men­ti di viag­gio e d’iden­ti­tà, non­ché og­get­ti pe­ri­co­lo­si, dro­ga e be­ni di dub­bia pro­ve­nien­za.2

2Il ri­chie­den­te può es­se­re per­qui­si­to sol­tan­to da una per­so­na del­lo stes­so ses­so.


1 Nuo­va espr. giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 10 Messa al sicuro e confisca di documenti

1La SEM met­te agli at­ti i do­cu­men­ti di viag­gio e d’iden­ti­tà dei ri­chie­den­ti.1

2Le au­to­ri­tà e i ser­vi­zi am­mi­ni­stra­ti­vi met­to­no al si­cu­ro, a de­sti­na­zio­ne del­la SEM, i do­cu­men­ti di viag­gio e d’iden­ti­tà o qual­sia­si al­tro do­cu­men­to che pos­sa for­ni­re in­di­ca­zio­ni sull’iden­ti­tà del­le per­so­ne che han­no pre­sen­ta­to una do­man­da d’asi­lo in Sviz­ze­ra. Ai ri­fu­gia­ti ri­co­no­sciu­ti si ap­pli­ca il ca­po­ver­so 5.2

3L’au­to­ri­tà o il ser­vi­zio am­mi­ni­stra­ti­vo che met­te al si­cu­ro do­cu­men­ti ai sen­si del ca­po­ver­so 2 e ne ve­ri­fi­ca l’au­ten­ti­ci­tà de­ve co­mu­ni­ca­re al­la SEM il ri­sul­ta­to di ta­le ve­ri­fi­ca.

4La SEM o l’istan­za di ri­cor­so pos­so­no con­fi­sca­re o met­te­re al si­cu­ro, a de­sti­na­zio­ne dell’aven­te di­rit­to, do­cu­men­ti fal­si o fal­si­fi­ca­ti non­ché do­cu­men­ti au­ten­ti­ci che so­no sta­ti uti­liz­za­ti abu­si­va­men­te.

5I pas­sa­por­ti o do­cu­men­ti d’iden­ti­tà ri­la­scia­ti dal­lo Sta­to d’ori­gi­ne ai ri­fu­gia­ti ri­co­no­sciu­ti in Sviz­ze­ra so­no mes­si al si­cu­ro, a de­sti­na­zio­ne del­la SEM.3


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 11 Procedura d’assunzione delle prove

Il ri­chie­den­te non può espri­me­re un pre­av­vi­so sul­la de­ci­sio­ne dell’au­to­ri­tà di pro­ce­de­re a un’as­sun­zio­ne di pro­ve per l’ac­cer­ta­men­to dei fat­ti.

Art. 12 Notificazione e recapito in caso di soggiorno in un Cantone

1La no­ti­fi­ca­zio­ne di una de­ci­sio­ne o il re­ca­pi­to di una co­mu­ni­ca­zio­ne all’ul­ti­mo in­di­riz­zo del ri­chie­den­te o a quel­lo del suo pro­cu­ra­to­re co­no­sciu­to dal­le au­to­ri­tà è giu­ri­di­ca­men­te ef­fi­ca­ce al­lo sca­de­re del ter­mi­ne or­di­na­rio di ri­ti­ro di set­te gior­ni an­che se il ri­chie­den­te o il suo pro­cu­ra­to­re ne ha co­no­scen­za sol­tan­to più tar­di sul­la ba­se di una con­ven­zio­ne spe­cia­le con la Po­sta sviz­ze­ra op­pu­re nel ca­so in cui l’in­vio ri­tor­ni al mit­ten­te co­me non re­ca­pi­ta­bi­le.

2Se il ri­chie­den­te è rap­pre­sen­ta­to da più pro­cu­ra­to­ri sen­za che que­sti ab­bia­no in­di­ca­to un re­ca­pi­to co­mu­ne, l’au­to­ri­tà no­ti­fi­ca le de­ci­sio­ni o re­ca­pi­ta le co­mu­ni­ca­zio­ni al pro­cu­ra­to­re de­si­gna­to per pri­mo dal ri­chie­den­te.

3Ove giu­sti­fi­ca­to, le de­ci­sio­ni pos­so­no es­se­re no­ti­fi­ca­te oral­men­te e mo­ti­va­te som­ma­ria­men­te. La no­ti­fi­ca­zio­ne ora­le e la re­la­ti­va mo­ti­va­zio­ne de­vo­no es­se­re mes­se a ver­ba­le. Il ri­chie­den­te o il suo pro­cu­ra­to­re ne ri­ce­ve un estrat­to.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 12a Notificazione e recapito nei centri della Confederazione

1Nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne le de­ci­sio­ni so­no no­ti­fi­ca­te e le co­mu­ni­ca­zio­ni re­ca­pi­ta­te di per­so­na. Se il ri­chie­den­te l’asi­lo è en­tra­to in clan­de­sti­ni­tà, la no­ti­fi­ca­zio­ne e il re­ca­pi­to so­no ef­fet­tua­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 12.

2Se al ri­chie­den­te l’asi­lo è sta­to as­se­gna­to un rap­pre­sen­tan­te le­ga­le, le de­ci­sio­ni so­no no­ti­fi­ca­te e le co­mu­ni­ca­zio­ni re­ca­pi­ta­te al for­ni­to­re di pre­sta­zio­ni in­ca­ri­ca­to del­la rap­pre­sen­tan­za le­ga­le. Il gior­no stes­so del­la ri­ce­zio­ne del­la de­ci­sio­ne o del­la co­mu­ni­ca­zio­ne, que­st’ul­ti­mo in­for­ma il rap­pre­sen­tan­te le­ga­le de­si­gna­to.

3Se al ri­chie­den­te l’asi­lo non è sta­to as­se­gna­to al­cun rap­pre­sen­tan­te le­ga­le, le de­ci­sio­ni so­no no­ti­fi­ca­te e le co­mu­ni­ca­zio­ni re­ca­pi­ta­te al ri­chie­den­te stes­so. Un pro­cu­ra­to­re de­si­gna­to dal ri­chie­den­te l’asi­lo è in­for­ma­to sen­za in­du­gio dell’av­ve­nu­ta no­ti­fi­ca­zio­ne o dell’av­ve­nu­to re­ca­pi­to.

4La no­ti­fi­ca­zio­ne ora­le e la mo­ti­va­zio­ne som­ma­ria so­no di­sci­pli­na­te dall’ar­ti­co­lo 12 ca­po­ver­so 3.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 13 Notificazione e recapito nell’ambito della procedura all’aeroporto e in casi urgenti

1Le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti pos­so­no no­ti­fi­ca­re al­la per­so­na che pre­sen­ta la do­man­da d’asi­lo al­la fron­tie­ra o a un po­sto di con­trol­lo di un ae­ro­por­to sviz­ze­ro (art. 21–23) an­che de­ci­sio­ni fir­ma­te, tra­smes­se per te­le­fax. La per­so­na in­te­res­sa­ta de­ve con­fer­mar­ne il ri­ce­vi­men­to per scrit­to; al­tri­men­ti l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te re­gi­stra co­me av­ve­nu­ta la con­se­gna. Non è ap­pli­ca­bi­le l’ar­ti­co­lo 11 ca­po­ver­so 3 PA2. La no­ti­fi­ca­zio­ne è co­mu­ni­ca­ta al pro­cu­ra­to­re.

2Al­la pro­ce­du­ra all’ae­ro­por­to si ap­pli­ca per ana­lo­gia l’ar­ti­co­lo 12a.

3In al­tri ca­si ur­gen­ti, la SEM può au­to­riz­za­re un’au­to­ri­tà can­to­na­le, una mis­sio­ne di­plo­ma­ti­ca sviz­ze­ra o un po­sto con­so­la­re all’este­ro (rap­pre­sen­tan­za sviz­ze­ra) a no­ti­fi­ca­re de­ci­sio­ni fir­ma­te tra­smes­se per te­le­fax.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 RS 172.021

Art. 14 Relazione con la procedura prevista dalla legislazione sugli stranieri

1Dal­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da d’asi­lo fi­no al­la par­ten­za dal­la Sviz­ze­ra in se­gui­to a un or­di­ne di al­lon­ta­na­men­to pas­sa­to in giu­di­ca­to, do­po il ri­ti­ro del­la do­man­da d’asi­lo o fi­no a quan­do sia or­di­na­ta una mi­su­ra so­sti­tu­ti­va nel ca­so l’ese­cu­zio­ne non sia pos­si­bi­le, il ri­chie­den­te l’asi­lo non può av­via­re una pro­ce­du­ra per il ri­la­scio di un per­mes­so di di­mo­ra se­con­do la le­gi­sla­zio­ne su­gli stra­nie­ri, a me­no che non ab­bia di­rit­to al per­mes­so me­de­si­mo.

2Con il be­ne­sta­re del­la SEM il Can­to­ne può ri­la­scia­re un per­mes­so di di­mo­ra a una per­so­na at­tri­bui­ta­gli se­con­do la pre­sen­te leg­ge se:2

a.
l’in­te­res­sa­to si tro­va in Sviz­ze­ra da al­me­no cin­que an­ni dal­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da d’asi­lo;
b.
il luo­go di sog­gior­no dell’in­te­res­sa­to era sem­pre no­to al­le au­to­ri­tà;
c.
si è in pre­sen­za di un gra­ve ca­so di ri­go­re per­so­na­le in con­si­de­ra­zio­ne del gra­do di in­te­gra­zio­ne dell’in­te­res­sa­to; e
d.3
non sus­si­sto­no mo­ti­vi di re­vo­ca se­con­do l’ar­ti­co­lo 62 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 16 di­cem­bre 20054 su­gli stra­nie­ri e la lo­ro in­te­gra­zio­ne (LStrI)5.

3Se in­ten­de fa­re uso di ta­le pos­si­bi­li­tà, il Can­to­ne ne av­vi­sa sen­za in­du­gio la SEM.

4L’in­te­res­sa­to ha qua­li­tà di par­te sol­tan­to nel­la pro­ce­du­ra di be­ne­sta­re del­la SEM.

5Le pro­ce­du­re già pen­den­ti in vi­sta del ri­la­scio di un per­mes­so di di­mo­ra di­ven­ta­no sen­za og­get­to con l’inol­tro del­la do­man­da d’asi­lo.

6I per­mes­si di di­mo­ra già ri­la­scia­ti ri­man­go­no va­li­di e pos­so­no es­se­re pro­ro­ga­ti con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni del­la le­gi­sla­zio­ne su­gli stra­nie­ri.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4745; FF 2002 6087).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. IV 4 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
4 RS 142.20
5 Il ti­to­lo è sta­to adat­ta­to in ap­pli­ca­zio­ne dell’art. 12 cpv. 2 del­la LF del 18 giu. 2004 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li (RS 170.512), con ef­fet­to dal 1° gen. 2019. Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.

Art. 15 Servizi intercantonali

I Can­to­ni pos­so­no isti­tui­re ser­vi­zi in­ter­can­to­na­li per l’adem­pi­men­to di com­pi­ti at­tri­bui­ti lo­ro dal­la pre­sen­te leg­ge, se­gna­ta­men­te per le au­di­zio­ni, la pre­pa­ra­zio­ne del­le de­ci­sio­ni e l’ese­cu­zio­ne de­gli al­lon­ta­na­men­ti.

Art. 16 Lingua della procedura

1Le istan­ze al­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li pos­so­no es­se­re inol­tra­te in qual­si­vo­glia lin­gua uf­fi­cia­le sviz­ze­ra. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re che le istan­ze di ri­chie­den­ti l’asi­lo rap­pre­sen­ta­ti da un pro­cu­ra­to­re sia­no de­po­si­ta­te nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne nel­la lin­gua uf­fi­cia­le del Can­to­ne d’ubi­ca­zio­ne del cen­tro.1

2Le de­ci­sio­ni o le de­ci­sio­ni in­ci­den­ta­li del­la SEM so­no no­ti­fi­ca­te nel­la lin­gua uf­fi­cia­le del luo­go di re­si­den­za del ri­chie­den­te.2

3La SEM può de­ro­ga­re al­la di­spo­si­zio­ne di cui al ca­po­ver­so 2 se:

a.
il ri­chie­den­te l’asi­lo o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le par­la un’al­tra lin­gua uf­fi­cia­le;
b.
in con­si­de­ra­zio­ne del nu­me­ro di do­man­de pre­sen­ta­te o del­la si­tua­zio­ne a li­vel­lo del per­so­na­le, ciò è ne­ces­sa­rio per un di­sbri­go ef­fi­cien­te e tem­pe­sti­vo del­le do­man­de;
c.
il ri­chie­den­te l’asi­lo è at­tri­bui­to da un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne a un Can­to­ne con un’al­tra lin­gua uf­fi­cia­le.3

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 17 Disposizioni procedurali particolari

1La di­spo­si­zio­ne del­la leg­ge del 20 di­cem­bre 19681 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va con­cer­nen­te la so­spen­sio­ne dei ter­mi­ni non si ap­pli­ca al­la pro­ce­du­ra d’asi­lo.

2Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na di­spo­si­zio­ni com­ple­men­ta­ri in me­ri­to al­la pro­ce­du­ra d’asi­lo se­gna­ta­men­te per te­ne­re con­to del­la si­tua­zio­ne par­ti­co­la­re del­le don­ne e dei mi­no­ri.

2bisLe do­man­de d’asi­lo di ri­chie­den­ti mi­no­ren­ni non ac­com­pa­gna­ti so­no trat­ta­te con prio­ri­tà.2

3Per la du­ra­ta del­la pro­ce­du­ra gli in­te­res­si dei ri­chie­den­ti l’asi­lo mi­no­ren­ni non ac­com­pa­gna­ti so­no di­fe­si:

a.
nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e all’ae­ro­por­to, dal rap­pre­sen­tan­te le­ga­le as­se­gna­to, in qua­li­tà di per­so­na di fi­du­cia; que­sti ga­ran­ti­sce il coor­di­na­men­to con le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà can­to­na­li;
b.
do­po l’at­tri­bu­zio­ne a un Can­to­ne, dal­la per­so­na di fi­du­cia de­si­gna­ta sen­za in­du­gio dal­le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà can­to­na­li.3

3bisSe sus­si­sto­no in­di­zi che un ri­chie­den­te se­di­cen­te mi­no­ren­ne ha già rag­giun­to la mag­gio­re età, la SEM può di­spor­re una pe­ri­zia vol­ta ad ac­cer­tar­ne l’ef­fet­ti­va età.4

4...5

5Se è sta­ta or­di­na­ta l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to, la SEM fa per­ve­ni­re gli at­ti pro­ce­du­ra­li al ri­chie­den­te l’asi­lo o al suo pro­cu­ra­to­re con­tem­po­ra­nea­men­te al­la no­ti­fi­ca­zio­ne del­la de­ci­sio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 23 ca­po­ver­so 1, 31a o 111c.6

6Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce il ruo­lo, le com­pe­ten­ze e le man­sio­ni del­la per­so­na di fi­du­cia.7


1 RS 172.021
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005 (RU 2006 4745; FF 2002 6087). Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
7 In­tro­dot­to dall’all. n. I 2 del DF del 26 set. 2014 (Re­ce­pi­men­to del re­go­la­men­to [UE] n. 604/2013 che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l’esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1841; FF 2014 2411).

Art. 17a Emolumenti per prestazioni

La SEM può fat­tu­ra­re a ter­zi emo­lu­men­ti e spe­se per pre­sta­zio­ni a lo­ro fa­vo­re.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 17b

1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 2005 (RU 2006 4745 4767; FF 2002 6087). Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Sezione 2: Domanda d’asilo ed entrata in Svizzera

Art. 18 Domanda d’asilo

È con­si­de­ra­ta do­man­da d’asi­lo ogni di­chia­ra­zio­ne con cui una per­so­na ma­ni­fe­sta di vo­ler ot­te­ne­re dal­la Sviz­ze­ra una pro­te­zio­ne con­tro le per­se­cu­zio­ni.

Art. 19 Deposito della domanda

1La do­man­da d’asi­lo de­ve es­se­re de­po­si­ta­ta al po­sto di con­trol­lo di un ae­ro­por­to sviz­ze­ro op­pu­re, all’at­to dell’en­tra­ta in Sviz­ze­ra, pres­so un pas­sag­gio di fron­tie­ra aper­to o in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 24a ca­po­ver­so 3.

2Può de­po­si­ta­re una do­man­da so­lo chi si tro­va al­la fron­tie­ra sviz­ze­ra o sul ter­ri­to­rio sviz­ze­ro.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 20

1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 21 Domanda d’asilo presentata alla frontiera o dopo l’intercettazione nei pressi della frontiera in occasione dell’entrata illegale o all’interno del Paese

1Le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti as­se­gna­no a un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne le per­so­ne che pre­sen­ta­no una do­man­da d’asi­lo al­la fron­tie­ra o do­po l’in­ter­cet­ta­zio­ne nei pres­si del­la fron­tie­ra in oc­ca­sio­ne dell’en­tra­ta il­le­ga­le o all’in­ter­no del Pae­se. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 24a ca­po­ver­so 3.2

2La SEM ve­ri­fi­ca la pro­pria com­pe­ten­za a svol­ge­re la pro­ce­du­ra d’asi­lo te­nen­do con­to del­le di­spo­si­zio­ni de­gli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no.

3Gli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no so­no elen­ca­ti nell’al­le­ga­to 1.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d’as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 22 Procedura all’aeroporto

1L’au­to­ri­tà com­pe­ten­te ri­le­va le ge­ne­ra­li­tà del­le per­so­ne che pre­sen­ta­no una do­man­da d’asi­lo in un ae­ro­por­to sviz­ze­ro, le fo­to­gra­fa e ne al­le­sti­sce sche­de dat­ti­lo­sco­pi­che. Può ri­le­va­re al­tri da­ti bio­me­tri­ci e in­ter­ro­gar­le som­ma­ria­men­te sull’iti­ne­ra­rio se­gui­to e sui mo­ti­vi che le han­no in­dot­te a la­scia­re il lo­ro Pae­se.2

1bisLa SEM ve­ri­fi­ca la pro­pria com­pe­ten­za a svol­ge­re la pro­ce­du­ra d’asi­lo te­nen­do con­to del­le di­spo­si­zio­ni de­gli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no.3

1terLa SEM au­to­riz­za l’en­tra­ta se la Sviz­ze­ra è com­pe­ten­te per lo svol­gi­men­to del­la pro­ce­du­ra d’asi­lo in vir­tù del re­go­la­men­to (UE) n. 604/20134 e:5

a.
nel Pae­se dal qua­le è di­ret­ta­men­te giun­to in Sviz­ze­ra, il ri­chie­den­te l’asi­lo sem­bra espo­sto a pe­ri­co­lo per uno dei mo­ti­vi enu­me­ra­ti dall’ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 1 o mi­nac­cia­to di trat­ta­men­to inu­ma­no; op­pu­re
b.
il ri­chie­den­te ren­de ve­ro­si­mi­le che il Pae­se dal qua­le è di­ret­ta­men­te giun­to in Sviz­ze­ra lo co­strin­ge­reb­be, vio­lan­do il prin­ci­pio del non re­spin­gi­men­to, a re­car­si in un Pae­se nel qua­le sem­bra es­se­re espo­sto a pe­ri­co­lo.6

2L’en­tra­ta in Sviz­ze­ra è ri­fiu­ta­ta prov­vi­so­ria­men­te se i prov­ve­di­men­ti di cui al ca­po­ver­so 1 e la ve­ri­fi­ca di cui al ca­po­ver­so 1bis non per­met­to­no di de­ter­mi­na­re im­me­dia­ta­men­te se so­no adem­pi­te le con­di­zio­ni per l’ot­te­ni­men­to di un’au­to­riz­za­zio­ne d’en­tra­ta se­con­do il ca­po­ver­so 1ter.7

2bisPer evi­ta­re ca­si di ri­go­re per­so­na­le, il Con­si­glio fe­de­ra­le può de­ci­de­re in qua­li al­tri ca­si l’en­tra­ta in Sviz­ze­ra è au­to­riz­za­ta.8

3Nel mo­men­to in cui gli ri­fiu­ta l’en­tra­ta, la SEM as­se­gna al ri­chie­den­te un luo­go di sog­gior­no e gli for­ni­sce un al­log­gio ade­gua­to. Le spe­se dell’al­log­gio so­no a ca­ri­co del­la SEM. I ge­sto­ri di ae­ro­por­ti so­no re­spon­sa­bi­li dell’ap­pron­ta­men­to di al­log­gi a bas­so co­sto.9

3bisAl ri­chie­den­te l’asi­lo che pre­sen­ta una do­man­da d’asi­lo in un ae­ro­por­to sviz­ze­ro, la Con­fe­de­ra­zio­ne ga­ran­ti­sce una con­su­len­za e una rap­pre­sen­tan­za le­ga­le gra­tui­te per ana­lo­gia con gli ar­ti­co­li 102f–102k.10

4La de­ci­sio­ne re­la­ti­va al ri­fiu­to dell’en­tra­ta e all’as­se­gna­zio­ne di un luo­go di sog­gior­no è no­ti­fi­ca­ta al ri­chie­den­te, in­di­can­do i ri­me­di giu­ri­di­ci, en­tro due gior­ni dal de­po­si­to del­la do­man­da. Pri­ma del­la de­ci­sio­ne, al ri­chie­den­te è con­ces­so il di­rit­to di es­se­re sen­ti­to.11

5Il ri­chie­den­te può es­se­re trat­te­nu­to, al mas­si­mo per 60 gior­ni, all’ae­ro­por­to o ec­ce­zio­nal­men­te in un al­tro luo­go ade­gua­to. Pas­sa­ta in giu­di­ca­to una de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to, può es­se­re in­car­ce­ra­to in vi­sta del rin­vio coat­to.

6La SEM può in se­gui­to at­tri­bui­re il ri­chie­den­te a un Can­to­ne o a un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Ne­gli al­tri ca­si, l’ul­te­rio­re pro­ce­du­ra all’ae­ro­por­to è ret­ta da­gli ar­ti­co­li 23, 29, 36 e 37.12


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d’as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
3 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 del­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d’as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
4 Re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 del Par­la­men­to eu­ro­peo e del Con­si­glio, del 26 giu. 2013, che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l’esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le pre­sen­ta­ta in uno de­gli Sta­ti mem­bri da un cit­ta­di­no di un pae­se ter­zo o da un apo­li­de (ri­fu­sio­ne), ver­sio­ne del­la GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31.
5 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. I 2 del DF del 26 set. 2014 (Re­ce­pi­men­to del re­go­la­men­to [UE] n. 604/2013 che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l’esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1841; FF 2014 2411).
6 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 del­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d’as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d’as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
8 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 del­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d’as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).
9 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del te­sto.
10 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
11 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
12 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 23 Decisioni all’aeroporto

1Se non au­to­riz­za l’en­tra­ta in Sviz­ze­ra, la SEM può non en­tra­re nel me­ri­to del­la do­man­da d’asi­lo o re­spin­ger­la.2

2La de­ci­sio­ne è no­ti­fi­ca­ta en­tro 20 gior­ni dal­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da. Se la pro­ce­du­ra si pro­trae ol­tre ta­le pe­rio­do, la SEM at­tri­bui­sce il ri­chie­den­te a un Can­to­ne o a un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.3


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Sezione 2a: Centri della Confederazione

Art. 24 Centri della Confederazione

1La Con­fe­de­ra­zio­ne isti­tui­sce cen­tri ge­sti­ti dal­la SEM. Al ri­guar­do tie­ne con­to dei prin­ci­pi dell’ade­gua­tez­za e dell’eco­no­mi­ci­tà.

2Coin­vol­ge tem­pe­sti­va­men­te i Can­to­ni e i Co­mu­ni nell’isti­tu­zio­ne dei cen­tri.

3I ri­chie­den­ti l’asi­lo so­no al­log­gia­ti in cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne a par­ti­re dal de­po­si­to del­la do­man­da d’asi­lo:

a.
nel­la pro­ce­du­ra ce­le­re, fi­no al­la con­ces­sio­ne dell’asi­lo, fi­no al­la de­ci­sio­ne d’am­mis­sio­ne prov­vi­so­ria o fi­no al­la par­ten­za;
b.
nel­la pro­ce­du­ra Du­bli­no, fi­no al­la par­ten­za;
c.
nel­la pro­ce­du­ra am­plia­ta, fi­no all’at­tri­bu­zio­ne al Can­to­ne.

4Il sog­gior­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne du­ra al mas­si­mo 140 gior­ni. Al­la sca­den­za del­la du­ra­ta mas­si­ma del sog­gior­no il ri­chie­den­te l’asi­lo è at­tri­bui­to a un Can­to­ne.

5La du­ra­ta mas­si­ma può es­se­re ade­gua­ta­men­te pro­lun­ga­ta se ciò con­sen­te di con­clu­de­re ra­pi­da­men­te la pro­ce­du­ra d’asi­lo o di ese­gui­re l’al­lon­ta­na­men­to. Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce i det­ta­gli re­la­ti­vi al pro­lun­ga­men­to del­la du­ra­ta mas­si­ma di sog­gior­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.

6L’at­tri­bu­zio­ne a un Can­to­ne può es­se­re de­ci­sa an­che pri­ma del­lo sca­de­re del­la du­ra­ta mas­si­ma di sog­gior­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in par­ti­co­la­re in ca­so di au­men­to ra­pi­do e si­gni­fi­ca­ti­vo del­le do­man­de d’asi­lo. La ri­par­ti­zio­ne e l’at­tri­bu­zio­ne so­no ret­te dall’ar­ti­co­lo 27.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 24a Centri speciali

1I ri­chie­den­ti l’asi­lo che com­pro­met­to­no con­si­de­re­vol­men­te la si­cu­rez­za e l’or­di­ne pub­bli­ci o che con il lo­ro com­por­ta­men­to di­stur­ba­no con­si­de­re­vol­men­te l’eser­ci­zio e la si­cu­rez­za dei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne so­no col­lo­ca­ti in cen­tri spe­cia­li isti­tui­ti e ge­sti­ti dal­la SEM o dal­le au­to­ri­tà can­to­na­li. La col­lo­ca­zio­ne in un cen­tro spe­cia­le può es­se­re ac­com­pa­gna­ta da un’as­se­gna­zio­ne di un luo­go di sog­gior­no o da un di­vie­to di ac­ce­de­re a un da­to ter­ri­to­rio ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 74 ca­po­ver­so 1bis LStrI2; la pro­ce­du­ra è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 74 ca­po­ver­si 2 e 3 LStrI.

2Nei cen­tri spe­cia­li pos­so­no, al­le stes­se con­di­zio­ni, es­se­re col­lo­ca­ti ri­chie­den­ti l’asi­lo at­tri­bui­ti a un Can­to­ne. La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni par­te­ci­pa­no al­le spe­se dei cen­tri pro­por­zio­nal­men­te all’uso che ne fan­no.

3Nei cen­tri spe­cia­li si pos­so­no ef­fet­tua­re le stes­se pro­ce­du­re svol­te nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di cui all’ar­ti­co­lo 24; è ec­cet­tua­to il de­po­si­to di una do­man­da d’asi­lo.

4Le do­man­de d’asi­lo pre­sen­ta­te da per­so­ne col­lo­ca­te nei cen­tri spe­cia­li so­no trat­ta­te prio­ri­ta­ria­men­te ed even­ta­li de­ci­sio­ni di al­lon­ta­na­men­to ese­gui­te prio­ri­ta­ria­men­te.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 RS 142.20

Art. 24b Esercizio dei centri

1La SEM può in­ca­ri­ca­re ter­zi di svol­ge­re com­pi­ti te­si a ga­ran­ti­re l’eser­ci­zio dei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. I ter­zi in­ca­ri­ca­ti sot­to­stan­no al­lo stes­so ob­bli­go del se­gre­to che vin­co­la il per­so­na­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.

2Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le di giu­sti­zia e po­li­zia (DFGP) ema­na di­spo­si­zio­ni al fi­ne di as­si­cu­ra­re una pro­ce­du­ra ra­pi­da e un eser­ci­zio or­di­na­to dei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 24c Utilizzo provvisorio di edifici e infrastrutture militari della Confederazione

1Se le esi­sten­ti strut­tu­re di al­log­gio non so­no suf­fi­cien­ti, gli edi­fi­ci e le in­fra­strut­tu­re mi­li­ta­ri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne pos­so­no es­se­re uti­liz­za­ti sen­za au­to­riz­za­zio­ne can­to­na­le o co­mu­na­le e sen­za pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni per l’al­log­gio di ri­chie­den­ti o per lo svol­gi­men­to di pro­ce­du­re d’asi­lo per al mas­si­mo tre an­ni, se il cam­bia­men­to di de­sti­na­zio­ne non ri­chie­de prov­ve­di­men­ti edi­li­zi ri­le­van­ti e non av­vie­ne al­cu­na mo­di­fi­ca es­sen­zia­le in re­la­zio­ne all’oc­cu­pa­zio­ne dell’in­fra­strut­tu­ra o dell’edi­fi­cio.

2Non so­no prov­ve­di­men­ti edi­li­zi ri­le­van­ti ai sen­si del ca­po­ver­so 1 in par­ti­co­la­re:

a.
i la­vo­ri usua­li di ma­nu­ten­zio­ne agli edi­fi­ci e al­le in­fra­strut­tu­re;
b.
le tra­sfor­ma­zio­ni edi­li­zie di esi­gua en­ti­tà;
c.
le in­stal­la­zio­ni di im­por­tan­za se­con­da­ria qua­li gli im­pian­ti sa­ni­ta­ri o i rac­cor­di idrau­li­ci ed elet­tri­ci;
d.
le co­stru­zio­ni mo­bi­lia­ri.

3Gli edi­fi­ci o le in­fra­strut­tu­re di cui al ca­po­ver­so 1 pos­so­no es­se­re riu­ti­liz­za­ti al più pre­sto do­po un’in­ter­ru­zio­ne di due an­ni, sal­vo che il Can­to­ne e il Co­mu­ne d’ubi­ca­zio­ne ac­cet­ti­no di ri­nun­cia­re a un’in­ter­ru­zio­ne; so­no fat­te sal­ve le cir­co­stan­ze ec­ce­zio­na­li di cui all’ar­ti­co­lo 55.

4Do­po aver­li con­sul­ta­ti, la Con­fe­de­ra­zio­ne an­nun­cia il cam­bia­men­to di de­sti­na­zio­ne al Can­to­ne e al Co­mu­ne d’ubi­ca­zio­ne al più tar­di 60 gior­ni pri­ma del­la mes­sa in eser­ci­zio dell’al­log­gio.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 3101, 2017 6171; FF 2014 6917).

Art. 24d Centri d’alloggio cantonali e comunali

1I ri­chie­den­ti l’asi­lo pos­so­no es­se­re al­log­gia­ti in cen­tri ge­sti­ti da un Can­to­ne o da un Co­mu­ne se non so­no di­spo­ni­bi­li po­sti suf­fi­cien­ti nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di cui all’ar­ti­co­lo 24. Per l’al­log­gio nei cen­tri co­mu­na­li è ne­ces­sa­rio il con­sen­so del Can­to­ne d’ubi­ca­zio­ne.

2Il Can­to­ne o il Co­mu­ne d’ubi­ca­zio­ne:

a.
ga­ran­ti­sce un al­log­gio, un’as­si­sten­za e un’oc­cu­pa­zio­ne ade­gua­ti;
b.
con­ce­de l’aiu­to so­cia­le o il soc­cor­so d’emer­gen­za;
c.
ga­ran­ti­sce l’as­si­sten­za me­di­ca e l’istru­zio­ne sco­la­sti­ca di ba­se per i bam­bi­ni;
d.
adot­ta i prov­ve­di­men­ti di si­cu­rez­za ne­ces­sa­ri per ga­ran­ti­re un eser­ci­zio or­di­na­to.

3Il Can­to­ne o il Co­mu­ne d’ubi­ca­zio­ne può de­le­ga­re a ter­zi l’adem­pi­men­to di tut­ti o par­te dei com­pi­ti di cui al ca­po­ver­so 2.

4La con­ces­sio­ne dell’aiu­to so­cia­le e del soc­cor­so d’emer­gen­za è ret­ta dal di­rit­to can­to­na­le.

5Sul­la ba­se di un ac­cor­do, la Con­fe­de­ra­zio­ne ver­sa al Can­to­ne o al Co­mu­ne d’ubi­ca­zio­ne sus­si­di fe­de­ra­li per l’in­den­niz­zo del­le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve, del­le spe­se per il per­so­na­le e di al­tre spe­se so­ste­nu­te nell’adem­pi­men­to dei com­pi­ti di cui al ca­po­ver­so 2. L’in­den­niz­zo è fis­sa­to a ti­to­lo for­fet­ta­rio. Ec­ce­zio­nal­men­te, i sus­si­di pos­so­no es­se­re fis­sa­ti in fun­zio­ne del­le spe­se ef­fet­ti­ve, in par­ti­co­la­re per l’in­den­niz­zo di spe­se uni­che.

6Le ri­ma­nen­ti di­spo­si­zio­ni vi­gen­ti per i cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia an­che ai cen­tri can­to­na­li e co­mu­na­li. Nei cen­tri di cui al ca­po­ver­so 1 si pos­so­no ef­fet­tua­re le stes­se pro­ce­du­re svol­te nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di cui all’ar­ti­co­lo 24.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 24e Misure complementari

La Con­fe­de­ra­zio­ne e i Can­to­ni pren­do­no prov­ve­di­men­ti al fi­ne di po­ter rea­gi­re tem­pe­sti­va­men­te al­le flut­tua­zio­ni del nu­me­ro del­le do­man­de d’asi­lo con le ne­ces­sa­rie ri­sor­se, in par­ti­co­la­re per quan­to con­cer­ne l’al­log­gio, il per­so­na­le e il fi­nan­zia­men­to, o con al­tre mi­su­re.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Sezione 3: Procedura di prima istanza

Art. 25

1 Abro­ga­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 25a

1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012 (RU 2013 4375; FF 2010 3889, 2011 6503). Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 26 Fase preparatoria

1Con la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da d’asi­lo ini­zia la fa­se pre­pa­ra­to­ria. Que­sta du­ra al mas­si­mo die­ci gior­ni nel­la pro­ce­du­ra Du­bli­no e al mas­si­mo 21 gior­ni nel­le al­tre pro­ce­du­re.

2Du­ran­te la fa­se pre­pa­ra­to­ria la SEM ri­le­va le ge­ne­ra­li­tà del ri­chie­den­te e di nor­ma al­le­sti­sce sche­de dat­ti­lo­sco­pi­che e fo­to­gra­fie. Può ri­le­va­re al­tri da­ti bio­me­tri­ci, di­spor­re una pe­ri­zia vol­ta ad ac­cer­ta­re l’età (art. 17 cpv. 3bis), ve­ri­fi­ca­re mez­zi di pro­va, do­cu­men­ti di viag­gio e d’iden­ti­tà, non­ché svol­ge­re ac­cer­ta­men­ti spe­ci­fi­ci sul­la pro­ve­nien­za e sull’iden­ti­tà del ri­chie­den­te.

3La SEM in­for­ma il ri­chie­den­te dei suoi di­rit­ti e do­ve­ri nel­la pro­ce­du­ra d’asi­lo. Può in­ter­ro­gar­lo sul­la sua iden­ti­tà, sull’iti­ne­ra­rio se­gui­to e som­ma­ria­men­te sui mo­ti­vi che lo han­no in­dot­to a la­scia­re il suo Pae­se. La SEM può in­ter­ro­ga­re il ri­chie­den­te su un even­tua­le traf­fi­co di mi­gran­ti a sco­po di lu­cro. Ac­cer­ta con il ri­chie­den­te se la do­man­da d’asi­lo è suf­fi­cien­te­men­te mo­ti­va­ta. Se que­sta con­di­zio­ne non è adem­piu­ta e il ri­chie­den­te ri­ti­ra la do­man­da, que­sta è stral­cia­ta sen­za for­ma­li­tà ed è av­via­ta la pro­ce­du­ra per il ri­tor­no.

4Du­ran­te la fa­se pre­pa­ra­to­ria so­no ef­fet­tua­ti il con­fron­to dei da­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 102abis ca­po­ver­si 2–3 e la ve­ri­fi­ca del­le im­pron­te di­gi­ta­li se­con­do l’ar­ti­co­lo 102ater ca­po­ver­so 1 ed è pre­sen­ta­ta la do­man­da di pre­sa o ri­pre­sa in ca­ri­co al com­pe­ten­te Sta­to vin­co­la­to da un Ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no.

5La SEM può in­ca­ri­ca­re ter­zi di svol­ge­re i com­pi­ti di cui al ca­po­ver­so 2. I ter­zi in­ca­ri­ca­ti sot­to­stan­no al­lo stes­so ob­bli­go del se­gre­to che vin­co­la il per­so­na­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 26a Accertamento medico

1I ri­chie­den­ti l’asi­lo de­vo­no far va­le­re i pro­ble­mi di sa­lu­te ri­le­van­ti per la pro­ce­du­ra d’asi­lo e di al­lon­ta­na­men­to, a lo­ro già no­ti al mo­men­to del­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da d’asi­lo, im­me­dia­ta­men­te do­po la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da, ma al più tar­di du­ran­te l’au­di­zio­ne sui mo­ti­vi d’asi­lo se­con­do l’ar­ti­co­lo 36 ca­po­ver­so 2 o al mo­men­to del­la con­ces­sio­ne del di­rit­to di es­se­re sen­ti­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 36 ca­po­ver­so 1.

2Per le al­le­ga­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1 la SEM de­si­gna lo spe­cia­li­sta com­pe­ten­te per l’esa­me me­di­co. L’ar­ti­co­lo 82a si ap­pli­ca per ana­lo­gia. La SEM può de­le­ga­re a ter­zi i com­pi­ti me­di­ci ne­ces­sa­ri.

3I pro­ble­mi di sa­lu­te fat­ti va­le­re suc­ces­si­va­men­te o ri­scon­tra­ti da un al­tro spe­cia­li­sta pos­so­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne nel­la pro­ce­du­ra d’asi­lo e d’al­lon­ta­na­men­to se so­no pro­va­ti. In via ec­ce­zio­na­le può es­se­re suf­fi­cien­te che sia­no re­si ve­ro­si­mi­li se il ri­tar­do è giu­sti­fi­ca­to da mo­ti­vi scu­sa­bi­li o se in un ca­so spe­ci­fi­co non può es­se­re for­ni­ta una pro­va per mo­ti­vi me­di­ci. La SEM può far ca­po a un me­di­co di fi­du­cia.


1 Ori­gi­na­rio art. 26bis. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del te­sto.

Art. 26b Procedura Dublino

La pro­ce­du­ra in vi­sta di una de­ci­sio­ne di cui all’ar­ti­co­lo 31a ca­po­ver­so 1 let­te­ra b ha ini­zio con la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da a uno Sta­to Du­bli­no di pren­de­re o ri­pren­de­re in ca­ri­co il ri­chie­den­te l’asi­lo. Du­ra fi­no al tra­sfe­ri­men­to nel­lo Sta­to Du­bli­no com­pe­ten­te o fi­no al­la sua in­ter­ru­zio­ne e al­la de­ci­sio­ne re­la­ti­va al­lo svol­gi­men­to di una pro­ce­du­ra ce­le­re o am­plia­ta.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 26c Procedura celere

Al ter­mi­ne del­la fa­se pre­pa­ra­to­ria ini­zia im­me­dia­ta­men­te la pro­ce­du­ra ce­le­re con l’au­di­zio­ne sui mo­ti­vi d’asi­lo o la con­ces­sio­ne del di­rit­to di es­se­re sen­ti­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 36. Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce le sin­go­le fa­si pro­ce­du­ra­li.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 26d Procedura ampliata

Se dall’au­di­zio­ne del ri­chie­den­te sui mo­ti­vi d’asi­lo ri­sul­ta che non è pos­si­bi­le pro­nun­cia­re una de­ci­sio­ne nel qua­dro del­la pro­ce­du­ra ce­le­re, se­gna­ta­men­te per­ché so­no ne­ces­sa­ri ac­cer­ta­men­ti sup­ple­men­ta­ri, la do­man­da d’asi­lo è trat­ta­ta nel qua­dro del­la pro­ce­du­ra am­plia­ta e il ri­chie­den­te at­tri­bui­to a un Can­to­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 27.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 27 Ripartizione e attribuzione ai Cantoni

1I Can­to­ni s’in­ten­do­no cir­ca la ri­par­ti­zio­ne dei ri­chie­den­ti.

1bisNel­la ri­par­ti­zio­ne dei ri­chie­den­ti l’asi­lo si tie­ne con­to in mo­do ade­gua­to del­le pre­sta­zio­ni par­ti­co­la­ri for­ni­te dai Can­to­ni in cui è ubi­ca­to un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o un ae­ro­por­to.2

2Se i Can­to­ni non rie­sco­no a in­ten­der­si, il Con­si­glio fe­de­ra­le, do­po aver­li con­sul­ta­ti, sta­bi­li­sce con un’or­di­nan­za i cri­te­ri di ri­par­ti­zio­ne.

3La SEM ri­par­ti­sce i ri­chie­den­ti fra i Can­to­ni (Can­to­ni d’at­tri­bu­zio­ne).3 Tie­ne con­to de­gli in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne dei Can­to­ni e dei ri­chie­den­ti. La de­ci­sio­ne d’at­tri­bu­zio­ne può es­se­re im­pu­gna­ta sol­tan­to per vio­la­zio­ne del prin­ci­pio dell’uni­tà del­la fa­mi­glia.

4Non so­no at­tri­bui­te ai Can­to­ni le per­so­ne per le qua­li è sta­ta or­di­na­ta l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to e per le qua­li la de­ci­sio­ne sull’asi­lo è pas­sa­ta in giu­di­ca­to in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o la cui do­man­da d’asi­lo è sta­ta stral­cia­ta in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.4


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1633; FF 2003 4857).
4 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003 (RU 2004 1633; FF 2003 4857). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 28 Assegnazione di un luogo di soggiorno e di un alloggio

1La SEM o le au­to­ri­tà can­to­na­li pos­so­no as­se­gna­re al ri­chie­den­te un luo­go di sog­gior­no.

2Es­si pos­so­no as­se­gnar­gli un al­log­gio e, in par­ti­co­la­re, col­lo­car­lo in un al­log­gio col­let­ti­vo. I Can­to­ni ne ga­ran­ti­sco­no un eser­ci­zio or­di­na­to; pos­so­no ema­na­re per­ti­nen­ti di­spo­si­zio­ni e pren­de­re prov­ve­di­men­ti.1


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 29 Audizione sui motivi d’asilo

1La SEM pro­ce­de all’au­di­zio­ne del ri­chie­den­te sui mo­ti­vi d’asi­lo; l’au­di­zio­ne si svol­ge nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.

1bisSe ne­ces­sa­rio, la SEM fa ca­po a un in­ter­pre­te.

2Il ri­chie­den­te può inol­tre far­si ac­com­pa­gna­re, a sue spe­se, da una per­so­na e da un in­ter­pre­te di sua scel­ta che non sia­no es­si stes­si ri­chie­den­ti l’asi­lo.

3L’au­di­zio­ne è mes­sa a ver­ba­le. Il ver­ba­le de­ve es­se­re fir­ma­to dai par­te­ci­pan­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 29a Collaborazione all’accertamento dei fatti

Il Con­si­glio fe­de­ra­le può con­clu­de­re con Sta­ti ter­zi e or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li ac­cor­di con­cer­nen­ti la col­la­bo­ra­zio­ne all’ac­cer­ta­men­to dei fat­ti. Può in par­ti­co­la­re con­clu­de­re ac­cor­di con­cer­nen­ti lo scam­bio re­ci­pro­co di in­for­ma­zio­ni per ac­cer­ta­re nel­lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za i mo­ti­vi di fu­ga di un ri­chie­den­te, l’iti­ne­ra­rio se­gui­to e il sog­gior­no in uno Sta­to ter­zo.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 30

1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 31 Preparazione delle decisioni da parte dei Cantoni

D’in­te­sa con i Can­to­ni, il DFGP può de­ci­de­re che gli im­pie­ga­ti del­le au­to­ri­tà can­to­na­li pre­pa­ri­no de­ci­sio­ni sot­to la di­re­zio­ne del­la SEM e a sua de­sti­na­zio­ne.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 31a Decisioni della SEM

1Di nor­ma la SEM non en­tra nel me­ri­to del­la do­man­da d’asi­lo se il ri­chie­den­te:

a.
può ri­tor­na­re in uno Sta­to ter­zo si­cu­ro se­con­do l’ar­ti­co­lo 6a ca­po­ver­so 2 let­te­ra b nel qua­le ave­va sog­gior­na­to pre­ce­den­te­men­te;
b.
può par­ti­re al­la vol­ta di uno Sta­to ter­zo cui com­pe­te, in vir­tù di un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le, l’ese­cu­zio­ne del­la pro­ce­du­ra d’asi­lo e d’al­lon­ta­na­men­to;
c.
può ri­tor­na­re in uno Sta­to ter­zo nel qua­le ave­va sog­gior­na­to pre­ce­den­te­men­te;
d.
può re­car­si in uno Sta­to ter­zo per il qua­le pos­sie­de un vi­sto e in cui può chie­de­re pro­te­zio­ne;
e.
può re­car­si in uno Sta­to ter­zo nel qua­le vi­vo­no suoi pa­ren­ti pros­si­mi o per­so­ne con cui in­trat­tie­ne rap­por­ti stret­ti;
f.2
può es­se­re al­lon­ta­na­to nel suo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za se­con­do l’ar­ti­co­lo 31b.

2Il ca­po­ver­so 1 let­te­re c–e non si ap­pli­ca se vi so­no in­di­zi che, nel sin­go­lo ca­so, nel­lo Sta­to ter­zo non vi sia una pro­te­zio­ne ef­fet­ti­va dal re­spin­gi­men­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 1.

3La SEM non en­tra nel me­ri­to del­la do­man­da se non so­no sod­di­sfat­te le con­di­zio­ni di cui all’ar­ti­co­lo 18. Que­sta di­spo­si­zio­ne si ap­pli­ca se­gna­ta­men­te se la do­man­da d’asi­lo è pre­sen­ta­ta esclu­si­va­men­te per mo­ti­vi eco­no­mi­ci o me­di­ci.

4Ne­gli al­tri ca­si, la SEM re­spin­ge la do­man­da d’asi­lo se non è sta­ta di­mo­stra­ta o re­sa ve­ro­si­mi­le la qua­li­tà di ri­fu­gia­to o se sus­si­ste un mo­ti­vo d’esclu­sio­ne ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 53 e 54.3


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 26 set. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1871; FF 2014 2935).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 31b Riconoscimento delle decisioni in materia di asilo e di allontanamento degli Stati Dublino

1Il ri­chie­den­te og­get­to di una de­ci­sio­ne ne­ga­ti­va in ma­te­ria di asi­lo e di una de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to, pre­se da uno Sta­to vin­co­la­to da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no (Sta­to Du­bli­no), può es­se­re al­lon­ta­na­to di­ret­ta­men­te nel suo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za, con­for­me­men­te al­le con­di­zio­ni del­la di­ret­ti­va 2001/40/CE2, se:

a.
lo Sta­to Du­bli­no com­pe­ten­te non ese­gue per lun­go tem­po al­lon­ta­na­men­ti ver­so lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za del ri­chie­den­te; e
b.
ve­ro­si­mil­men­te l’al­lon­ta­na­men­to dal­la Sviz­ze­ra può es­se­re ese­gui­to ce­ler­men­te.

2Il CEM sol­le­ci­ta pres­so le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti del­lo Sta­to Du­bli­no in­te­res­sa­to le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie per l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to e pren­de gli ac­cor­di del ca­so.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 26 set. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1871; FF 2014 2935).
2 Di­ret­ti­va 2001/40/CE del Con­si­glio, del 28 mag. 2001, re­la­ti­va al ri­co­no­sci­men­to re­ci­pro­co del­le de­ci­sio­ni di al­lon­ta­na­men­to dei cit­ta­di­ni di pae­si ter­zi, GU L 149 del 2.6.2001, pag. 34.

Art. 32 a 35

1 Abro­ga­ti dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 35a Ripresa della procedura d’asilo nell’ambito della procedura Dublino

Se in vir­tù del re­go­la­men­to (UE) n. 604/20132 l’esa­me del­la do­man­da d’asi­lo spet­ta al­la Sviz­ze­ra, la pro­ce­du­ra d’asi­lo è ri­pre­sa, an­che se la do­man­da è sta­ta pre­ce­den­te­men­te stral­cia­ta.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005 (RU 2006 4745; FF 2002 6087). Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. I 2 del DF del 26 set. 2014 (Re­ce­pi­men­to del re­go­la­men­to [UE] n. 604/2013 che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l’esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1841; FF 2014 2411).
2 Cfr. no­ta a piè di pa­gi­na re­la­ti­va all’art. 22 cpv. 1ter.

Art. 36 Procedura prima delle decisioni

1In ca­so di de­ci­sio­ne di non en­tra­ta nel me­ri­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 31a ca­po­ver­so 1, al ri­chie­den­te è con­ces­so il di­rit­to di es­se­re sen­ti­to. Lo stes­so va­le se il ri­chie­den­te:

a.
in­gan­na le au­to­ri­tà sul­la pro­pria iden­ti­tà e l’in­gan­no è sta­bi­li­to dai ri­sul­ta­ti dell’esa­me dat­ti­lo­sco­pi­co o da al­tri mez­zi di pro­va;
b.
ba­sa la sua do­man­da in mo­do de­ter­mi­nan­te su mez­zi di pro­va fal­si o fal­si­fi­ca­ti;
c.
si ren­de col­pe­vo­le di un’al­tra vio­la­zio­ne gra­ve del suo ob­bli­go di col­la­bo­ra­re.

2Ne­gli al­tri ca­si ha luo­go un’au­di­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 29.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 37 Termini procedurali di prima istanza

1Nel­la pro­ce­du­ra Du­bli­no (art. 26b) le de­ci­sio­ni de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­te en­tro tre gior­ni la­vo­ra­ti­vi dall’ap­pro­va­zio­ne da par­te del­lo Sta­to Du­bli­no in­te­res­sa­to dal­la do­man­da di tra­sfe­ri­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 21 e 23 del re­go­la­men­to (UE) n. 604/20132.

2Nel­la pro­ce­du­ra ce­le­re (art. 26c) le de­ci­sio­ni de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­te en­tro ot­to gior­ni la­vo­ra­ti­vi dal­la con­clu­sio­ne del­la fa­se pre­pa­ra­to­ria.

3Se sus­si­sto­no mo­ti­vi va­li­di e qua­lo­ra si pos­sa pre­ve­de­re che la de­ci­sio­ne sa­rà pre­sa nel cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, i ter­mi­ni di cui ai ca­po­ver­si 1 e 2 pos­so­no es­se­re su­pe­ra­ti di al­cu­ni gior­ni.

4Nel­la pro­ce­du­ra am­plia­ta (art. 26d) le de­ci­sio­ni de­vo­no es­se­re pre­se en­tro due me­si dal­la con­clu­sio­ne del­la fa­se pre­pa­ra­to­ria.

5Nei ca­si ri­ma­nen­ti le de­ci­sio­ni di non en­tra­ta nel me­ri­to de­vo­no es­se­re pre­se en­tro cin­que gior­ni la­vo­ra­ti­vi e le al­tre de­ci­sio­ni en­tro die­ci gior­ni la­vo­ra­ti­vi dal de­po­si­to del­la do­man­da.

6Se il ri­chie­den­te è in­car­ce­ra­to in vi­sta d’estra­di­zio­ne su ri­chie­sta del­lo Sta­to da cui cer­ca pro­te­zio­ne in Sviz­ze­ra, la SEM de­ci­de sen­za in­du­gio e in via prio­ri­ta­ria. Lo stes­so va­le an­che se nei suoi con­fron­ti è sta­ta pro­nun­cia­ta l’espul­sio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 66a o 66abis del Co­di­ce pe­na­le (CP)3 o l’ar­ti­co­lo 49a o 49abis del Co­di­ce pe­na­le mi­li­ta­re del 13 giu­gno 1927 (CPM)4.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta i n. I e IV 2 per i cpv. 4 e 6 del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 Re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 del Par­la­men­to eu­ro­peo e del Con­si­glio, del 26 giu­gno 2013, che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l’esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le pre­sen­ta­ta in uno de­gli Sta­ti mem­bri da un cit­ta­di­no di un pae­se ter­zo o da un apo­li­de (ri­fu­sio­ne), GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31.
3 RS 311.0
4 RS 321.0

Art. 37a Motivazione

La de­ci­sio­ne di non en­tra­ta nel me­ri­to è mo­ti­va­ta som­ma­ria­men­te.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 37b Strategia della SEM per il trattamento delle domande

La SEM sta­bi­li­sce in una stra­te­gia qua­li do­man­de d’asi­lo so­no trat­ta­te prio­ri­ta­ria­men­te. Al ri­guar­do tie­ne con­to in par­ti­co­la­re dei ter­mi­ni le­ga­li di trat­ta­men­to, del­la si­tua­zio­ne ne­gli Sta­ti di pro­ve­nien­za, del­la fon­da­tez­za o del­la non fon­da­tez­za ma­ni­fe­sta del­le do­man­de, non­ché del com­por­ta­men­to del ri­chie­den­te.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 38

1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 39 Concessione della protezione provvisoria

Se dal­le in­for­ma­zio­ni rac­col­te nel cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o dall’au­di­zio­ne sui mo­ti­vi d’asi­lo emer­ge ma­ni­fe­sta­men­te che il ri­chie­den­te fa par­te di un grup­po di per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne di cui all’ar­ti­co­lo 66, gli è ac­cor­da­ta la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 40 Rigetto senza ulteriori chiarimenti

1Se in ba­se all’au­di­zio­ne sui mo­ti­vi d’asi­lo ri­sul­ta evi­den­te che il ri­chie­den­te non è in gra­do di pro­va­re o di ren­de­re ve­ro­si­mi­le di pos­se­de­re qua­li­tà di ri­fu­gia­to e se nes­sun mo­ti­vo si op­po­ne all’al­lon­ta­na­men­to dal­la Sviz­ze­ra, la do­man­da è re­spin­ta sen­za pro­ce­de­re a ul­te­rio­ri chia­ri­men­ti.

2La de­ci­sio­ne dev’es­se­re mo­ti­va­ta al­me­no som­ma­ria­men­te.1


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 41

1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 41a Coordinamento con la procedura d’estradizione

Se con­tro il ri­chie­den­te è pen­den­te una do­man­da d’estra­di­zio­ne ai sen­si del­la leg­ge del 20 mar­zo 19812 sull’as­si­sten­za in ma­te­ria pe­na­le, la SEM de­ci­de sul­la do­man­da d’asi­lo te­nen­do con­to de­gli at­ti del­la pro­ce­du­ra d’estra­di­zio­ne.


1 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 1° ott. 2010 sul coor­di­na­men­to tra la pro­ce­du­ra d’asi­lo e la pro­ce­du­ra d’estra­di­zio­ne, in vi­go­re dal 1° apr. 2011 (RU 2011 925; FF 2010 1295).
2 RS 351.1

Sezione 4: Statuto del richiedente durante la procedura d’asilo

Art. 42 Soggiorno durante la procedura d’asilo

Chi ha pre­sen­ta­to una do­man­da d’asi­lo in Sviz­ze­ra è au­to­riz­za­to a sog­gior­nar­vi fi­no a con­clu­sio­ne del­la pro­ce­du­ra.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 43 Autorizzazione d’esercitare un’attività lucrativa

1Du­ran­te il sog­gior­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne i ri­chie­den­ti non han­no il di­rit­to di eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.1

1bisLe ul­te­rio­ri con­di­zio­ni d’am­mis­sio­ne per eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va so­no ret­te dal­la LStrI2.3

2L’au­to­riz­za­zio­ne d’eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va si estin­gue con lo spi­ra­re del ter­mi­ne di par­ten­za fis­sa­to al­lor­quan­do la pro­ce­du­ra d’asi­lo ter­mi­na con una de­ci­sio­ne ne­ga­ti­va pas­sa­ta in giu­di­ca­to, an­che se il ri­chie­den­te si è av­val­so di un mez­zo d’im­pu­gna­zio­ne straor­di­na­rio e l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to è sta­ta so­spe­sa. Se la SEM pro­lun­ga il ter­mi­ne di par­ten­za nell’am­bi­to del­la pro­ce­du­ra or­di­na­ria, può con­ti­nua­re a es­se­re au­to­riz­za­ta un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va. Du­ran­te una pro­ce­du­ra di cui all’ar­ti­co­lo 111c non so­no ri­la­scia­te au­to­riz­za­zio­ni d’eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.4

3D’in­te­sa con il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’eco­no­mia, del­la for­ma­zio­ne e del­la ri­cer­ca, il DFGP può au­to­riz­za­re i Can­to­ni a pro­ro­ga­re l’au­to­riz­za­zio­ne d’eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va per de­ter­mi­na­te ca­te­go­rie di per­so­ne ol­tre lo sca­de­re del ter­mi­ne di par­ten­za, sem­pre che cir­co­stan­ze spe­cia­li lo giu­sti­fi­chi­no. Que­sta di­spo­si­zio­ne si ap­pli­ca per ana­lo­gia an­che al­la pro­ce­du­ra d’asi­lo di cui all’ar­ti­co­lo 111c.5

3bisPer de­ter­mi­na­ti grup­pi di ri­chie­den­ti, il Con­si­glio fe­de­ra­le può ema­na­re un di­vie­to tem­po­ra­neo di la­vo­ro.6

4I ri­chie­den­ti au­to­riz­za­ti a eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni di po­li­zia de­gli stra­nie­ri o che par­te­ci­pa­no a pro­gram­mi d’oc­cu­pa­zio­ne non sot­to­stan­no al di­vie­to di la­vo­ra­re.7


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
2 RS 142.20
3 In­tro­dot­to dall’all. n. II 1 del­la LF del 16 dic. 2005 su­gli stra­nie­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 54372008 5405; FF 2002 3327).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del te­sto.
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Sezione 5: Esecuzione dell’allontanamento e misure sostitutive

Art. 44 Allontanamento e ammissione provvisoria

Se re­spin­ge la do­man­da d’asi­lo o non en­tra nel me­ri­to, la SEM pro­nun­cia, di nor­ma, l’al­lon­ta­na­men­to dal­la Sviz­ze­ra e ne or­di­na l’ese­cu­zio­ne; tie­ne pe­rò con­to del prin­ci­pio dell’uni­tà del­la fa­mi­glia. All’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to si ap­pli­ca­no inol­tre gli ar­ti­co­li 83 e 84 LStrI2.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
2 RS 142.20

Art. 44a

1 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003 (RU 2004 1633; FF 2003 4857). Abro­ga­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 45 Decisione d’allontanamento

1La de­ci­sio­ne d’al­lon­ta­na­men­to in­di­ca:

a.
l’ob­bli­go del ri­chie­den­te di la­scia­re la Sviz­ze­ra;
b.
la da­ta en­tro la qua­le egli de­ve ave­re ab­ban­do­na­to la Sviz­ze­ra; se è sta­ta or­di­na­ta l’am­mis­sio­ne prov­vi­so­ria, il ter­mi­ne di par­ten­za è fis­sa­to al mo­men­to del­la re­vo­ca di ta­le mi­su­ra;
c.2
i mez­zi coer­ci­ti­vi;
d.
se del ca­so, i Pae­si ver­so i qua­li il ri­chie­den­te non può es­se­re al­lon­ta­na­to;
e.
se del ca­so, la mi­su­ra so­sti­tu­ti­va dell’ese­cu­zio­ne;
f.
il Can­to­ne com­pe­ten­te per l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to o del­la mi­su­ra so­sti­tu­ti­va.

2Con la de­ci­sio­ne d’al­lon­ta­na­men­to è im­par­ti­to un ter­mi­ne di par­ten­za ade­gua­to, com­pre­so tra set­te e 30 gior­ni. Nel ca­so di de­ci­sio­ni pre­se nel­la pro­ce­du­ra ce­le­re, il ter­mi­ne di par­ten­za è di set­te gior­ni. Nel­la pro­ce­du­ra am­plia­ta il ter­mi­ne è com­pre­so tra set­te e 30 gior­ni.3

2bisSe cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri qua­li la si­tua­zio­ne fa­mi­lia­re, pro­ble­mi di sa­lu­te o la lun­ga du­ra­ta del sog­gior­no lo esi­go­no, è im­par­ti­to un ter­mi­ne di par­ten­za più lun­go o è pro­ro­ga­to il ter­mi­ne di par­ten­za ini­zial­men­te im­par­ti­to.4

3Se il ri­chie­den­te è al­lon­ta­na­to in ba­se agli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no5, l’al­lon­ta­na­men­to è im­me­dia­ta­men­te ese­cu­ti­vo o può es­se­re im­par­ti­to un ter­mi­ne di par­ten­za in­fe­rio­re a set­te gior­ni.6

4Al ri­chie­den­te è con­se­gna­to un fo­glio in­for­ma­ti­vo con­te­nen­te spie­ga­zio­ni cir­ca la de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to.7


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 2 n. 2 del DF del 18 giu. 2010 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro lo scam­bio di no­te tra la Sviz­ze­ra e la CE con­cer­nen­te il re­ce­pi­men­to del­la di­ret­ti­va CE sul rim­pa­trio (di­ret­ti­va 2008/115/CE), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5925; FF 2009 7737).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
5 Ta­li Acc. so­no elen­ca­ti nell’all. 1.
6 In­tro­dot­to dall’art. 2 n. 2 del DF del 18 giu. 2010 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro lo scam­bio di no­te tra la Sviz­ze­ra e la CE con­cer­nen­te il re­ce­pi­men­to del­la di­ret­ti­va CE sul rim­pa­trio (di­ret­ti­va 2008/115/CE), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5925; FF 2009 7737).
7 In­tro­dot­to dall’art. 2 n. 2 del DF del 18 giu. 2010 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro lo scam­bio di no­te tra la Sviz­ze­ra e la CE con­cer­nen­te il re­ce­pi­men­to del­la di­ret­ti­va CE sul rim­pa­trio (di­ret­ti­va 2008/115/CE), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5925; FF 2009 7737).

Art. 46 Esecuzione da parte dei Cantoni

1Il Can­to­ne di at­tri­bu­zio­ne è te­nu­to a ese­gui­re la de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to.1

1bisDu­ran­te il sog­gior­no di un ri­chie­den­te l’asi­lo in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to com­pe­te al Can­to­ne d’ubi­ca­zio­ne. Per le per­so­ne di cui all’ar­ti­co­lo 27 ca­po­ver­so 4 l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to com­pe­te al Can­to­ne d’ubi­ca­zio­ne an­che do­po il lo­ro sog­gior­no in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re che a cau­sa di cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri sia com­pe­ten­te un Can­to­ne di­ver­so da quel­lo d’ubi­ca­zio­ne.2

1terIn ca­so di do­man­da mul­ti­pla ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 111c, l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to e la con­ces­sio­ne del soc­cor­so d’emer­gen­za spet­ta­no al Can­to­ne com­pe­ten­te per la pre­ce­den­te pro­ce­du­ra d’asi­lo e d’al­lon­ta­na­men­to.3

2Se per ra­gio­ni tec­ni­che l’al­lon­ta­na­men­to non può es­se­re ese­gui­to, il Can­to­ne do­man­da al­la SEM di or­di­na­re l’am­mis­sio­ne prov­vi­so­ria.4

3La SEM vi­gi­la sull’ese­cu­zio­ne e al­le­sti­sce con­giun­ta­men­te ai Can­to­ni un mo­ni­to­rag­gio dell’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to.5


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1633; FF 2003 4857).
2 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2003 sul pro­gram­ma di sgra­vio 2003 (RU 2004 1633; FF 2003 4857). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).

Art. 47 Luogo di soggiorno sconosciuto

Se il ri­chie­den­te al­lon­ta­na­to si sot­trae all’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to dis­si­mu­lan­do il luo­go di sog­gior­no, il Can­to­ne o la SEM pos­so­no or­di­nar­ne l’iscri­zio­ne nel si­ste­ma di ri­cer­ca del­la po­li­zia.

Art. 48 Collaborazione tra i Cantoni

Se il ri­chie­den­te al­lon­ta­na­to non si tro­va nel Can­to­ne in­ca­ri­ca­to dell’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to, il Can­to­ne di sog­gior­no de­ve, a ri­chie­sta, for­ni­re as­si­sten­za am­mi­ni­stra­ti­va. Ta­le as­si­sten­za con­si­ste se­gna­ta­men­te nel­la con­se­gna del ri­chie­den­te al Can­to­ne com­pe­ten­te per ese­gui­re l’al­lon­ta­na­men­to o nell’ese­cu­zio­ne di­ret­ta dell’al­lon­ta­na­men­to.

Capitolo 3: Concessione dell’asilo e statuto dei rifugiati

Sezione 1: Concessione dell’asilo

Art. 49 Principio

L’asi­lo è ac­cor­da­to al­le per­so­ne che han­no qua­li­tà di ri­fu­gia­to e se non vi so­no mo­ti­vi d’esclu­sio­ne.

Art. 50 Secondo asilo

L’asi­lo può es­se­re ac­cor­da­to a un ri­fu­gia­to che è sta­to am­mes­so in un al­tro Sta­to, se sog­gior­na in Sviz­ze­ra le­gal­men­te e sen­za in­ter­ru­zio­ne da al­me­no due an­ni.

Art. 51 Asilo accordato a famiglie

1I co­niu­gi di ri­fu­gia­ti e i lo­ro fi­gli mi­no­ren­ni so­no ri­co­no­sciu­ti co­me ri­fu­gia­ti e ot­ten­go­no l’asi­lo, sem­pre che non vi si op­pon­ga­no cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri.1

1bisSe nell’am­bi­to del­la pro­ce­du­ra d’asi­lo ri­le­va in­di­zi di una cau­sa di nul­li­tà con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 105 nu­me­ro 5 o 6 del Co­di­ce ci­vi­le2 (CC), la SEM ne in­for­ma l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te se­con­do l’ar­ti­co­lo 106 CC. La pro­ce­du­ra è so­spe­sa fi­no al­la de­ci­sio­ne di que­st’au­to­ri­tà. Se l’au­to­ri­tà pro­muo­ve un’azio­ne, la pro­ce­du­ra è so­spe­sa si­no al pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la re­la­ti­va sen­ten­za.3

2...4

3I fi­gli na­ti in Sviz­ze­ra da ge­ni­to­ri ri­fu­gia­ti so­no an­ch’es­si ri­co­no­sciu­ti co­me ri­fu­gia­ti sem­pre­ché non vi si op­pon­ga­no cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri.5

4Se gli aven­ti di­rit­to di cui al ca­po­ver­so 1 so­no sta­ti se­pa­ra­ti in se­gui­to al­la fu­ga e si tro­va­no all’este­ro, oc­cor­re au­to­riz­zar­ne, su do­man­da, l’en­tra­ta in Sviz­ze­ra.6

5...7


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).
2 RS 210
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).
4 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
7 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4745; FF 2002 6087).

Art. 52 ...

1...1

2...2


1 Abro­ga­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 53 Indegnità

Non è con­ces­so asi­lo al ri­fu­gia­to:

a.
che ne sem­bri in­de­gno per ave­re com­mes­so at­ti ri­pren­si­bi­li;
b.
che ab­bia at­ten­ta­to al­la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na del­la Sviz­ze­ra o la com­pro­met­ta; o
c.
nei con­fron­ti del qua­le sia sta­ta or­di­na­ta l’espul­sio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP2 o dell’ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM3.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell’art. 121 cpv. 3–6 Co­st. sull’espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
2 RS311.0
3 RS321.0

Art. 54 Motivi soggettivi insorti dopo la fuga

Non è con­ces­so asi­lo al ri­chie­den­te che è di­ve­nu­to ri­fu­gia­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 3 sol­tan­to con la par­ten­za dal Pae­se d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za op­pu­re in ra­gio­ne del com­por­ta­men­to do­po la par­ten­za.

Art. 55 Circostanze eccezionali

1In pe­rio­do di gra­ve ten­sio­ne in­ter­na­zio­na­le, in ca­so di con­flit­to ar­ma­to nel qua­le la Sviz­ze­ra non è coin­vol­ta o in ca­so di af­flus­so straor­di­na­rio, in tem­po di pa­ce, di per­so­ne in cer­ca di asi­lo, la Sviz­ze­ra ac­cor­da asi­lo ai ri­fu­gia­ti fin quan­do le cir­co­stan­ze lo con­sen­to­no.

2Il Con­si­glio fe­de­ra­le pren­de le mi­su­re ne­ces­sa­rie. Può, de­ro­gan­do al­la leg­ge, di­sci­pli­na­re re­strit­ti­va­men­te le con­di­zio­ni per la con­ces­sio­ne dell’asi­lo e lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti ed ema­na­re spe­cia­li di­spo­si­zio­ni pro­ce­du­ra­li. Es­so ri­fe­ri­sce im­me­dia­ta­men­te all’As­sem­blea fe­de­ra­le.

3Se l’ac­co­gli­men­to du­ra­tu­ro di ri­fu­gia­ti su­pe­ra le pos­si­bi­li­tà del­la Sviz­ze­ra, l’asi­lo può es­se­re con­ces­so an­che so­lo a ti­to­lo tem­po­ra­neo, fin quan­do le per­so­ne ac­col­te pos­so­no re­car­si in un al­tro Pae­se.

4Se si an­nun­cia un flus­so im­por­tan­te di ri­fu­gia­ti ver­so la Sviz­ze­ra, il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­cer­ca una col­la­bo­ra­zio­ne in­ter­na­zio­na­le ra­pi­da ed ef­fi­ca­ce in me­ri­to al­la lo­ro ri­par­ti­zio­ne.

Sezione 2: Asilo per gruppi di rifugiati

Art. 56 Decisione

1L’asi­lo è ac­cor­da­to a grup­pi im­por­tan­ti di ri­fu­gia­ti con una de­ci­sio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le. Qua­lo­ra si trat­ti di pic­co­li grup­pi, la de­ci­sio­ne spet­ta al DFGP.

2La SEM de­si­gna i ri­fu­gia­ti che fan­no par­te di un ta­le grup­po.

Art. 57 Ripartizione e prima integrazione

1La ri­par­ti­zio­ne dei ri­fu­gia­ti tra i Can­to­ni è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 27.

2Nell’am­bi­to del­la lo­ro pri­ma in­te­gra­zio­ne, la Con­fe­de­ra­zio­ne può as­se­gna­re a grup­pi di ri­fu­gia­ti un al­log­gio tem­po­ra­neo, in par­ti­co­la­re col­lo­can­do­li in un cen­tro di pri­ma in­te­gra­zio­ne.

Sezione 3: Statuto dei rifugiati

Art. 58 Principio

Lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti in Sviz­ze­ra è ret­to dal­la le­gi­sla­zio­ne su­gli stra­nie­ri, in quan­to non sia­no ap­pli­ca­bi­li di­spo­si­zio­ni par­ti­co­la­ri, se­gna­ta­men­te quel­le del­la pre­sen­te leg­ge o del­la con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19511 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.


Art. 59 Effetti

Le per­so­ne cui la Sviz­ze­ra ha ac­cor­da­to asi­lo o che adem­pio­no la qua­li­tà di ri­fu­gia­to so­no, ri­guar­do a tut­te le au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li, con­si­de­ra­te ri­fu­gia­ti ai sen­si del­la pre­sen­te leg­ge e del­la Con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19512 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell’art. 121 cpv. 3–6 Co­st. sull’espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
2 RS0.142.30

Art. 60 Disciplinamento delle condizioni di residenza

1Le per­so­ne a cui la Sviz­ze­ra ha ac­cor­da­to asi­lo han­no di­rit­to a un per­mes­so di di­mo­ra nel Can­to­ne in cui ri­sie­do­no le­gal­men­te.

2Il ri­la­scio del per­mes­so di do­mi­ci­lio è ret­to dall’ar­ti­co­lo 34 LStrI1.2


1 RS 142.20
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 61 Attività lucrativa

1Le per­so­ne a cui la Sviz­ze­ra ha ac­cor­da­to asi­lo o che so­no sta­te am­mes­se prov­vi­so­ria­men­te co­me ri­fu­gia­ti non­ché i ri­fu­gia­ti nei con­fron­ti dei qua­li è sta­ta or­di­na­ta, con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to, l’espul­sio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP2 o dell’ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM3, so­no au­to­riz­za­ti a eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in tut­ta la Sviz­ze­ra, se so­no os­ser­va­te le con­di­zio­ni di la­vo­ro e di sa­la­rio usua­li nel­la lo­ca­li­tà, nel­la pro­fes­sio­ne e nel set­to­re (art. 22 LStrI4).5

2Il da­to­re di la­vo­ro no­ti­fi­ca pre­via­men­te all’au­to­ri­tà com­pe­ten­te per il luo­go di la­vo­ro de­si­gna­ta dal Can­to­ne l’ini­zio e la fi­ne dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va co­me pu­re il cam­bia­men­to d’im­pie­go. La pro­ce­du­ra di no­ti­fi­ca è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 85a ca­po­ver­si 2–6 LStrI.

3Il ca­po­ver­so 2 non si ap­pli­ca ai ri­fu­gia­ti ri­co­no­sciu­ti ti­to­la­ri di un per­mes­so di do­mi­ci­lio.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 16 dic. 2016 (In­te­gra­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2017 6521, 2018 3171; FF 2013 2045, 2016 2471).
2 RS 311.0
3 RS 321.0
4 RS 142.20
5 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d’in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).

Art. 62 Esami per le professioni mediche

Le per­so­ne a cui la Sviz­ze­ra ha ac­cor­da­to asi­lo so­no am­mes­se agli esa­mi fe­de­ra­li per le pro­fes­sio­ni me­di­che; il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’in­ter­no de­ter­mi­na le con­di­zio­ni.

Sezione 4: Fine dell’asilo

Art. 63 Revoca

1La SEM re­vo­ca l’asi­lo o di­sco­no­sce la qua­li­tà di ri­fu­gia­to:

a.
se lo stra­nie­ro ha ot­te­nu­to l’asi­lo o gli è sta­ta ri­co­no­sciu­ta la qua­li­tà di ri­fu­gia­to gra­zie a di­chia­ra­zio­ni fal­se o al­la dis­si­mu­la­zio­ne di fat­ti es­sen­zia­li;
b.
per i mo­ti­vi men­zio­na­ti nell’ar­ti­co­lo 1 se­zio­ne C nu­me­ri 1–6 del­la con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19511 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.

1bisLa SEM di­sco­no­sce la qua­li­tà di ri­fu­gia­to a chi si re­ca nel pro­prio Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za. Il di­sco­no­sci­men­to non è pro­nun­cia­to se il ri­fu­gia­to ren­de ve­ro­si­mi­le che si è vi­sto co­stret­to a re­car­si nel pro­prio Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za.2

2La SEM re­vo­ca l’asi­lo se il ri­fu­gia­to:

a.
ha at­ten­ta­to al­la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na del­la Sviz­ze­ra, la com­pro­met­te o ha com­mes­so rea­ti par­ti­co­lar­men­te ri­pren­si­bi­li;
b.
non ha ri­spet­ta­to il di­vie­to di viag­gia­re di cui all’ar­ti­co­lo 59c ca­po­ver­so 1, se­con­do pe­rio­do LStrI3.4

3La re­vo­ca dell’asi­lo o del ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to è ef­fi­ca­ce ri­spet­to a tut­te le au­to­ri­tà fe­de­ra­li e can­to­na­li.

4La re­vo­ca dell’asi­lo o del ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to non si esten­de né al co­niu­ge né ai fi­gli.5


1 RS 0.142.30
2 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 del­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d’in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).
3 RS 142.20
4 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d’in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° apr. 2020 (RU 2019 1413, 2020 881; FF 2018 1381).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).

Art. 64 Termine dell’asilo

1L’asi­lo in Sviz­ze­ra ha ter­mi­ne se:

a.1
il ri­fu­gia­to ha sog­gior­na­to per più di un an­no all’este­ro;
b.
il ri­fu­gia­to ha ot­te­nu­to asi­lo in un al­tro Pae­se o l’au­to­riz­za­zio­ne di ri­sie­der­vi du­re­vol­men­te;
c.
il ri­fu­gia­to vi ri­nun­cia;
d.2
è sta­to ese­gui­to l’al­lon­ta­na­men­to o l’espul­sio­ne;
e.3
è pas­sa­ta in giu­di­ca­to l’espul­sio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP4 o dell’ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM5.

2In cir­co­stan­ze spe­cia­li la SEM può pro­ro­ga­re il ter­mi­ne pre­vi­sto nel ca­po­ver­so 1 let­te­ra a.

3Lo sta­tu­to di ri­fu­gia­to e l’asi­lo han­no ter­mi­ne se lo stra­nie­ro ac­qui­sta la cit­ta­di­nan­za sviz­ze­ra con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 1 se­zio­ne C nu­me­ro 3 del­la con­ven­zio­ne del 28 lu­glio 19516 sul­lo sta­tu­to dei ri­fu­gia­ti.7


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 In­tro­dot­ta dall’all. n. 2 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell’art. 121 cpv. 3–6 Co­st. sull’espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
4 RS311.0
5 RS321.0
6 RS 0.142.30
7 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 65 Allontanamento o espulsione

L’al­lon­ta­na­men­to o l’espul­sio­ne di ri­fu­gia­ti so­no ret­ti dall’ar­ti­co­lo 64 LStrI2 in com­bi­na­to di­spo­sto con l’ar­ti­co­lo 63 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b e l’ar­ti­co­lo 68 LStrI. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 5.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
2 RS 142.20

Capitolo 4: Protezione provvisoria e statuto delle persone bisognose di protezione

Sezione 1: Disposizioni generali

Art. 66 Decisione di principio del Consiglio federale

1Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ci­de se e se­con­do qua­li cri­te­ri la Sviz­ze­ra ac­cor­da pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria a grup­pi di per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 4.

2Pri­ma di de­ci­de­re, con­sul­ta rap­pre­sen­tan­ti dei Can­to­ni, del­le isti­tu­zio­ni di soc­cor­so e, se del ca­so, di al­tre or­ga­niz­za­zio­ni non go­ver­na­ti­ve, non­ché l’Al­to Com­mis­sa­ria­to del­le Na­zio­ni Uni­te per i ri­fu­gia­ti.

Art. 67 Misure di politica estera

1La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, le mi­su­re e l’as­si­sten­za nel­lo Sta­to d’ori­gi­ne o nel­lo Sta­to o re­gio­ne di pro­ve­nien­za del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne de­vo­no, per quan­to pos­si­bi­le, com­ple­tar­si re­ci­pro­ca­men­te.

2La Con­fe­de­ra­zio­ne col­la­bo­ra con lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za, con al­tri Pae­si d’ac­co­glien­za e con or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li, al­lo sco­po di crea­re con­di­zio­ni pro­pi­zie a un ri­tor­no si­cu­ro.

Sezione 2: Procedura

Art. 68 Persone bisognose di protezione che si trovano all’estero

1La SEM de­fi­ni­sce più pre­ci­sa­men­te il grup­po del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne e de­ci­de chi può be­ne­fi­cia­re del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria in Sviz­ze­ra. Tie­ne con­to del prin­ci­pio dell’uni­tà del­la fa­mi­glia.

2La de­ci­sio­ne re­la­ti­va al­la con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria può es­se­re im­pu­gna­ta sol­tan­to per vio­la­zio­ne del prin­ci­pio dell’uni­tà del­la fa­mi­glia.

3... 1


1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 69 Persone bisognose di protezione che si trovano alla frontiera o in Svizzera

1Gli ar­ti­co­li 18, 19 e 21–23 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al­le do­man­de pre­sen­ta­te da per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne che si tro­va­no al­la fron­tie­ra o in Sviz­ze­ra.1

2Se non vi è espo­si­zio­ne ma­ni­fe­sta a una per­se­cu­zio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 3, la SEM de­ter­mi­na, espe­ri­to l’in­ter­ro­ga­to­rio pres­so il cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 26, chi ap­par­tie­ne a un grup­po di per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne e chi può be­ne­fi­cia­re del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria in Sviz­ze­ra. La con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria non può es­se­re im­pu­gna­ta.

3Se è ac­cor­da­ta la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, la pro­ce­du­ra d’esa­me di un’even­tua­le do­man­da di ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to è so­spe­sa.

4Se in­ten­de ri­fiu­ta­re la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, la SEM pro­se­gue sen­za in­du­gio la pro­ce­du­ra di ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to o la pro­ce­du­ra di al­lon­ta­na­men­to.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 70 Riapertura della procedura per il riconoscimento della qualità di rifugiato

Le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne che han­no pre­sen­ta­to una do­man­da per il ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to pos­so­no chie­de­re al più pre­sto cin­que an­ni do­po la de­ci­sio­ne di so­spen­sio­ne con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 69 ca­po­ver­so 3 la ria­per­tu­ra del­la pro­ce­du­ra per il ri­co­no­sci­men­to del­la qua­li­tà di ri­fu­gia­to. Al mo­men­to del­la ria­per­tu­ra di que­sta pro­ce­du­ra la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria è re­vo­ca­ta.

Art. 71 Concessione della protezione provvisoria alle famiglie

1La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria è ac­cor­da­ta an­che ai co­niu­gi del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne e ai fi­gli mi­no­ren­ni se:1

a.
chie­do­no in­sie­me la pro­te­zio­ne e non vi so­no mo­ti­vi d’esclu­sio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 73;
b.
la fa­mi­glia è sta­ta se­pa­ra­ta da av­ve­ni­men­ti ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 4 e in­ten­de riu­nir­si in Sviz­ze­ra, sem­pre che non si op­pon­ga­no cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri.

1bisSe nell’am­bi­to del­la pro­ce­du­ra per la con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria ri­le­va in­di­zi di una cau­sa di nul­li­tà con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 105 nu­me­ro 5 o 6 CC2, la SEM ne in­for­ma l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te se­con­do l’ar­ti­co­lo 106 CC. La do­man­da di ri­con­giun­gi­men­to fa­mi­lia­re è so­spe­sa fi­no al­la de­ci­sio­ne di que­st’au­to­ri­tà. Se l’au­to­ri­tà pro­muo­ve un’azio­ne, la do­man­da è so­spe­sa si­no al pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la re­la­ti­va sen­ten­za.3

2La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria è ac­cor­da­ta an­che ai fi­gli na­ti in Sviz­ze­ra.

3De­ve es­se­re au­to­riz­za­ta l’en­tra­ta in Sviz­ze­ra de­gli aven­ti di­rit­to che si tro­va­no all’este­ro.

4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na per al­tri ca­si le con­di­zio­ni per il ri­con­giun­gi­men­to fa­mi­lia­re.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).
2 RS 210
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).

Art. 72 Procedura

Per il ri­ma­nen­te, al­le pro­ce­du­re se­con­do gli ar­ti­co­li 68, 69 e 71 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del­le se­zio­ni 1, 2a e 3 del ca­pi­to­lo 2. Al­le pro­ce­du­re se­con­do gli ar­ti­co­li 69 e 71 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del ca­pi­to­lo 8.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 73 Motivi d’esclusione

La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria non è ac­cor­da­ta se la per­so­na bi­so­gno­sa di pro­te­zio­ne:

a.
adem­pie una del­le fat­ti­spe­cie di cui all’ar­ti­co­lo 53;
b.
ha at­ten­ta­to all’or­di­ne o al­la si­cu­rez­za pub­bli­ci op­pu­re li com­pro­met­te gra­ve­men­te; o
c.
è og­get­to di una de­ci­sio­ne d’espul­sio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP2 o dell’ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM3 pas­sa­ta in giu­di­ca­to.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell’art. 121 cpv. 3–6 Co­st. sull’espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
2 RS311.0
3 RS321.0

Sezione 3: Statuto

Art. 74 Disciplinamento delle condizioni di residenza

1Le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne ri­sie­do­no nel Can­to­ne al qua­le so­no sta­te at­tri­bui­te.

2Se do­po cin­que an­ni il Con­si­glio fe­de­ra­le non ha an­co­ra abro­ga­to la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne ot­ten­go­no dal Can­to­ne un per­mes­so di di­mo­ra va­li­do fi­no all’abro­ga­zio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria.

3Die­ci an­ni do­po la con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, il Can­to­ne può ac­cor­da­re lo­ro il per­mes­so di do­mi­ci­lio.

Art. 75 Autorizzazione d’esercitare un’attività lucrativa

1Du­ran­te i pri­mi tre me­si che se­guo­no l’en­tra­ta in Sviz­ze­ra, le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non han­no di­rit­to d’eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va. Tra­scor­so ta­le ter­mi­ne so­no ap­pli­ca­bi­li le con­di­zio­ni di am­mis­sio­ne per l’eser­ci­zio di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va pre­vi­ste dal­la LStrI1.2

2Il Con­si­glio fe­de­ra­le può sta­bi­li­re con­di­zio­ni più fa­vo­re­vo­li per l’eser­ci­zio di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.

3Le au­to­riz­za­zio­ni pre­e­si­sten­ti so­no man­te­nu­te.

4Le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne au­to­riz­za­te a eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni del­la po­li­zia de­gli stra­nie­ri o che par­te­ci­pa­no a pro­gram­mi di oc­cu­pa­zio­ne non sog­giac­cio­no al di­vie­to di la­vo­ra­re.3


1 RS 142.20
2 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta l’all. n. II 1 del­la LF del 16 dic. 2005 su­gli stra­nie­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 54372008 5405; FF 2002 3327).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Sezione 4: Fine della protezione provvisoria e ritorno

Art. 76 Abrogazione della protezione provvisoria e allontanamento

1Do­po aver con­sul­ta­to rap­pre­sen­tan­ti dei Can­to­ni, del­le isti­tu­zio­ni di soc­cor­so e, se del ca­so, di al­tre or­ga­niz­za­zio­ni non go­ver­na­ti­ve, l’Al­to Com­mis­sa­ria­to del­le Na­zio­ni Uni­te per i ri­fu­gia­ti e or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li, il Con­si­glio fe­de­ra­le fis­sa la da­ta dell’abro­ga­zio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria ac­cor­da­ta a cer­ti grup­pi di per­so­ne; es­so sta­tui­sce con una de­ci­sio­ne di por­ta­ta ge­ne­ra­le.

2La SEM ac­cor­da il di­rit­to d’es­se­re sen­ti­ti al­le per­so­ne toc­ca­te dal­la de­ci­sio­ne giu­sta il ca­po­ver­so 1.

3Se l’eser­ci­zio del di­rit­to d’es­se­re sen­ti­ti fa ap­pa­ri­re in­di­zi di per­se­cu­zio­ne, si pro­ce­de a un’au­di­zio­ne in ap­pli­ca­zio­ne dell’ar­ti­co­lo 29.1

4La SEM di­spo­ne l’al­lon­ta­na­men­to del­le per­so­ne toc­ca­te dal­la de­ci­sio­ne che, aven­do il di­rit­to di es­se­re sen­ti­te, non si espri­mo­no. Per l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 10 ca­po­ver­so 4 e 46–48 del­la pre­sen­te leg­ge non­ché l’ar­ti­co­lo 71 LStrI2.3

5Ai ca­po­ver­si 2–4 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del­la se­zio­ne 1a del ca­pi­to­lo 8.4


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
2 RS 142.20
3 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. II 1 del­la LF del 16 dic. 2005 su­gli stra­nie­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 54372008 5405; FF 2002 3327).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 77 Ritorno

La Con­fe­de­ra­zio­ne so­stie­ne gli sfor­zi in­ter­na­zio­na­li vol­ti a or­ga­niz­za­re il ri­tor­no.

Art. 78 Revoca

1La SEM può re­vo­ca­re la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria se:

a.
è sta­ta ot­te­nu­ta fa­cen­do fal­se di­chia­ra­zio­ni o dis­si­mu­lan­do fat­ti es­sen­zia­li;
b.
la per­so­na pro­tet­ta ha at­ten­ta­to al­la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na del­la Sviz­ze­ra, la com­pro­met­te gra­ve­men­te o ha com­mes­so at­ti ri­pren­si­bi­li;
c.
la per­so­na pro­tet­ta ha sog­gior­na­to a lun­go o ri­pe­tu­ta­men­te nel­lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za, do­po che le è sta­ta ac­cor­da­ta la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria;
d.
la per­so­na pro­tet­ta è ti­to­la­re di un’au­to­riz­za­zio­ne di sog­gior­no re­go­la­re, ri­la­scia­ta da uno Sta­to ter­zo nel qua­le può ri­tor­na­re.

2La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria non è re­vo­ca­ta se la per­so­na pro­tet­ta si re­ca nel suo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za con l’ac­cor­do del­le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti.

3La re­vo­ca del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria non si esten­de né al co­niu­ge né ai fi­gli, sal­vo se emer­ga che non sia­no bi­so­gno­si di pro­te­zio­ne.1

4Pri­ma di re­vo­ca­re la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, si pro­ce­de a un’au­di­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 29. Si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del­la se­zio­ne 1a del ca­pi­to­lo 8.2


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 79 Termine della protezione provvisoria

La pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria ha ter­mi­ne se la per­so­na pro­tet­ta:

a.
tra­sfe­ri­sce il cen­tro del­la sua vi­ta in un al­tro Pae­se;
b.
ri­nun­cia al­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria;
c.
ha ot­te­nu­to un per­mes­so di do­mi­ci­lio sul­la ba­se del­la LStrI2; o
d.
è og­get­to di una de­ci­sio­ne d’espul­sio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP3 o dell’ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM4 pas­sa­ta in giu­di­ca­to.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell’art. 121 cpv. 3–6 Co­st. sull’espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
2 RS142.20
3 RS311.0
4 RS321.0

Art. 79a Unione domestica registrata

Le di­spo­si­zio­ni dei ca­pi­to­li 3 e 4 con­cer­nen­ti i co­niu­gi si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia in ca­so di unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta di cop­pie omo­ses­sua­li.


1 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 15 giu. 2012 sul­le mi­su­re con­tro i ma­tri­mo­ni for­za­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2013 (RU 2013 1035; FF 2011 1987).

Capitolo 5: Aiuto sociale e soccorso d’emergenza

Sezione 1: Concessione dell’aiuto sociale, del soccorso d’emergenza e degli assegni per figli, nonché istruzione scolastica di base

Art. 80 Competenza nei centri della Confederazione

1La Con­fe­de­ra­zio­ne ga­ran­ti­sce aiu­to so­cia­le o soc­cor­so d’emer­gen­za al­le per­so­ne che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge e so­no al­log­gia­te in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o in un cen­tro di pri­ma in­te­gra­zio­ne per grup­pi di ri­fu­gia­ti. As­si­cu­ra, in col­la­bo­ra­zio­ne con il Can­to­ne d’ubi­ca­zio­ne, l’as­si­sten­za sa­ni­ta­ria e l’istru­zio­ne sco­la­sti­ca di ba­se. Può de­le­ga­re a ter­zi l’adem­pi­men­to di tut­ti o par­te di que­sti com­pi­ti. Gli ar­ti­co­li 81–83a si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.

2La SEM in­den­niz­za i ter­zi in­ca­ri­ca­ti, sul­la ba­se di un con­trat­to, per le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve e di per­so­na­le, non­ché per le al­tre spe­se so­ste­nu­te nell’adem­pi­men­to dei com­pi­ti di cui al ca­po­ver­so 1. L’in­den­niz­zo è fis­sa­to a ti­to­lo for­fet­ta­rio. Ec­ce­zio­nal­men­te l’in­den­niz­zo può es­se­re fis­sa­to in fun­zio­ne del­le spe­se ef­fet­ti­ve, in par­ti­co­la­re l’in­den­niz­zo di spe­se uni­che.

3La SEM può con­ve­ni­re con il Can­to­ne d’ubi­ca­zio­ne che que­st’ul­ti­mo sti­pu­li l’as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie ob­bli­ga­to­ria. La SEM rim­bor­sa a ti­to­lo for­fet­ta­rio le spe­se per i pre­mi, le ali­quo­te per­cen­tua­li e la fran­chi­gia dell’as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie.

4Il Can­to­ne d’ubi­ca­zio­ne or­ga­niz­za l’istru­zio­ne sco­la­sti­ca di ba­se per i ri­chie­den­ti l’asi­lo in età di scuo­la dell’ob­bli­go che sog­gior­na­no in un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Se ne­ces­sa­rio, l’istru­zio­ne è im­par­ti­ta nel cen­tro stes­so. La Con­fe­de­ra­zio­ne può ver­sa­re sus­si­di per l’istru­zio­ne sco­la­sti­ca di ba­se. L’in­den­niz­zo è fis­sa­to a ti­to­lo for­fet­ta­rio. Ec­ce­zio­nal­men­te l’in­den­niz­zo può es­se­re fis­sa­to in fun­zio­ne del­le spe­se ef­fet­ti­ve, in par­ti­co­la­re per l’in­den­niz­zo di spe­se uni­che.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).

Art. 80a Competenza nei Cantoni

I Can­to­ni d’at­tri­bu­zio­ne ga­ran­ti­sco­no aiu­to so­cia­le o soc­cor­so d’emer­gen­za al­le per­so­ne che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge. Ri­guar­do al­le per­so­ne che non so­no sta­te at­tri­bui­te ad al­cun Can­to­ne, il soc­cor­so d’emer­gen­za è pre­sta­to dal Can­to­ne de­si­gna­to com­pe­ten­te per l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to. I Can­to­ni pos­so­no af­fi­da­re tut­ti o par­te di que­sti com­pi­ti a ter­zi.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).

Art. 81 Diritto all’aiuto sociale o al soccorso d’emergenza

Le per­so­ne che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge e non so­no in gra­do di prov­ve­de­re al pro­prio man­te­ni­men­to ri­ce­vo­no le ne­ces­sa­rie pre­sta­zio­ni d’aiu­to so­cia­le, sem­pre­ché nes­sun ter­zo sia te­nu­to a soc­cor­rer­le in vir­tù di un ob­bli­go le­ga­le o con­trat­tua­le, non­ché, su ri­chie­sta, un soc­cor­so d’emer­gen­za.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 82 Prestazioni d’aiuto sociale e soccorso d’emergenza

1La con­ces­sio­ne di pre­sta­zio­ni d’aiu­to so­cia­le e del soc­cor­so d’emer­gen­za è ret­ta dal di­rit­to can­to­na­le. Le per­so­ne col­pi­te da una de­ci­sio­ne d’al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to e cui è sta­to im­po­sto un ter­mi­ne di par­ten­za so­no esclu­se dall’aiu­to so­cia­le.2

2Per la du­ra­ta di una pro­ce­du­ra straor­di­na­ria di ri­cor­so o di una pro­ce­du­ra d’asi­lo se­con­do l’ar­ti­co­lo 111c le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 e i ri­chie­den­ti l’asi­lo ri­ce­vo­no, su ri­chie­sta, un soc­cor­so d’emer­gen­za. Que­sta di­spo­si­zio­ne si ap­pli­ca an­che se l’ese­cu­zio­ne dell’al­lon­ta­na­men­to è so­spe­sa.3

2bisDu­ran­te una mo­ra­to­ria ge­ne­ra­le del­le de­ci­sio­ni e del­le ese­cu­zio­ni e se il DFGP lo pre­ve­de, i Can­to­ni pos­so­no con­ce­de­re aiu­to so­cia­le al­le per­so­ne di cui ai ca­po­ver­si 1 e 2. L’in­den­niz­zo è ret­to dall’ar­ti­co­lo 88 ca­po­ver­so 2.4

3Il so­ste­gno ai ri­chie­den­ti l’asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra de­ve con­si­ste­re, per quan­to pos­si­bi­le, in pre­sta­zio­ni in na­tu­ra. L’en­ti­tà del so­ste­gno è in­fe­rio­re a quan­to pre­vi­sto per le per­so­ne re­si­den­ti in Sviz­ze­ra.5

3bisNel col­lo­ca­re ri­chie­den­ti l’asi­lo mi­no­ren­ni non ac­com­pa­gna­ti, fa­mi­glie con fi­gli e per­so­ne che ne­ces­si­ta­no di as­si­sten­za oc­cor­re te­ner con­to, per quan­to pos­si­bi­le, dei lo­ro bi­so­gni par­ti­co­la­ri.6

4Il soc­cor­so d’emer­gen­za è ver­sa­to per quan­to pos­si­bi­le sot­to for­ma di pre­sta­zio­ni in na­tu­ra nei luo­ghi de­si­gna­ti dai Can­to­ni o dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne. L’en­ti­tà del so­ste­gno è in­fe­rio­re all’aiu­to so­cia­le ver­sa­to ai ri­chie­den­ti l’asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra.7

5Nel so­ste­gno ai ri­fu­gia­ti e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne che han­no di­rit­to a un per­mes­so di di­mo­ra oc­cor­re te­ne­re con­to del­la lo­ro si­tua­zio­ne par­ti­co­la­re; se­gna­ta­men­te se ne fa­ci­li­te­rà l’in­te­gra­zio­ne pro­fes­sio­na­le, so­cia­le e cul­tu­ra­le.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del te­sto.
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 82a Assicurazione malattie per richiedenti l’asilo e persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora

1Fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni se­guen­ti, l’as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie per ri­chie­den­ti l’asi­lo e per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra si con­for­ma ai prin­ci­pi del­la leg­ge fe­de­ra­le del 18 mar­zo 19942 sull’as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie (LA­Mal).

2Per i ri­chie­den­ti l’asi­lo e le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra i Can­to­ni pos­so­no li­mi­ta­re la scel­ta dell’as­si­cu­ra­to­re e de­si­gna­re uno o più as­si­cu­ra­to­ri che of­fra­no una for­ma as­si­cu­ra­ti­va par­ti­co­la­re se­con­do l’ar­ti­co­lo 41 ca­po­ver­so 4 LA­Mal.

3Per i ri­chie­den­ti l’asi­lo e le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra i Can­to­ni pos­so­no li­mi­ta­re la scel­ta dei for­ni­to­ri di pre­sta­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 36–40 LA­Mal. Pos­so­no ope­ra­re ta­le li­mi­ta­zio­ne pri­ma di de­si­gna­re un as­si­cu­ra­to­re ai sen­si del ca­po­ver­so 2.

4I Can­to­ni pos­so­no de­si­gna­re uno o più as­si­cu­ra­to­ri che of­fra­no, esclu­si­va­men­te per ri­chie­den­ti l’asi­lo e per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra, un’as­si­cu­ra­zio­ne con scel­ta li­mi­ta­ta dei for­ni­to­ri di pre­sta­zio­ni ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 41 ca­po­ver­so 4 LA­Mal.

5Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli re­la­ti­vi al­la li­mi­ta­zio­ne del­la scel­ta dei for­ni­to­ri di pre­sta­zio­ni.

6I Can­to­ni e gli as­si­cu­ra­to­ri pos­so­no con­cor­da­re la sop­pres­sio­ne del­la par­te­ci­pa­zio­ne ai co­sti de­fi­ni­ta nell’ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 2 LA­Mal.

7Il di­rit­to dei ri­chie­den­ti l’asi­lo e del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra al­la ri­du­zio­ne dei pre­mi di cui all’ar­ti­co­lo 65 LA­Mal è so­spe­so fin­tan­to che es­si per­ce­pi­sco­no, in­te­ra­men­te o in par­te, pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le. Il di­rit­to ri­na­sce nel mo­men­to in cui ta­li per­so­ne so­no ri­co­no­sciu­te co­me ri­fu­gia­ti, han­no di­rit­to a un per­mes­so di di­mo­ra in quan­to per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne o non per­ce­pi­sco­no più pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le.


1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 48232007 5575; FF 2002 6087).
2 RS 832.10

Art. 83 Limitazioni delle prestazioni di aiuto sociale

1Le pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le o le pre­sta­zio­ni ri­dot­te di cui all’ar­ti­co­lo 82 ca­po­ver­so 3 so­no ri­fiu­ta­te, ri­dot­te o sop­pres­se to­tal­men­te o par­zial­men­te se il be­ne­fi­cia­rio:2

a.
le ha ot­te­nu­te o ha ten­ta­to di ot­te­ner­le fa­cen­do di­chia­ra­zio­ni ine­sat­te o in­com­ple­te;
b.
ri­fiu­ta di in­for­ma­re il ser­vi­zio com­pe­ten­te sul­la pro­pria si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca o non l’au­to­riz­za a chie­de­re in­for­ma­zio­ni;
c.
non co­mu­ni­ca mo­di­fi­che es­sen­zia­li del­la pro­pria si­tua­zio­ne;
d.
ma­ni­fe­sta­men­te non si ado­pe­ra per mi­glio­ra­re la sua si­tua­zio­ne ri­fiu­tan­do se­gna­ta­men­te un la­vo­ro o un al­log­gio con­ve­nien­ti che gli so­no sta­ti at­tri­bui­ti;
e.
sen­za con­sul­ta­re il ser­vi­zio com­pe­ten­te, scio­glie il rap­por­to di la­vo­ro o di lo­ca­zio­ne o pro­vo­ca per sua col­pa ta­le scio­gli­men­to ag­gra­van­do co­sì la sua si­tua­zio­ne;
f.
uti­liz­za abu­si­va­men­te le pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le;
g.
non si con­for­ma agli or­di­ni del ser­vi­zio com­pe­ten­te, pur sot­to mi­nac­cia di sop­pres­sio­ne del­le pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le;
h.3
espo­ne a pe­ri­co­lo la si­cu­rez­za e l’or­di­ne pub­bli­ci;
i.4
è per­se­gui­to pe­nal­men­te o è sta­to og­get­to di una con­dan­na pe­na­le;
j.5
si ren­de col­pe­vo­le di una gra­ve vio­la­zio­ne del suo ob­bli­go di col­la­bo­ra­re, in par­ti­co­la­re non ri­ve­la la sua iden­ti­tà;
k.6
espo­ne a pe­ri­co­lo la si­cu­rez­za e l’or­di­ne non dan­do se­gui­to agli or­di­ni dei col­la­bo­ra­to­ri del­la pro­ce­du­ra o del­le isti­tu­zio­ni re­spon­sa­bi­li dell’al­log­gio.

1bisIl ca­po­ver­so 1 si ap­pli­ca ai ri­fu­gia­ti so­lo se la pa­ri­tà di trat­ta­men­to con le per­so­ne re­si­den­ti in Sviz­ze­ra è as­si­cu­ra­ta.7

2Le pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le ot­te­nu­te in­de­bi­ta­men­te de­vo­no es­se­re re­sti­tui­te in­te­gral­men­te. L’im­por­to da re­sti­tui­re può se­gna­ta­men­te es­se­re de­trat­to da fu­tu­re pre­sta­zio­ni di aiu­to so­cia­le. Il Can­to­ne fa va­le­re la pre­te­sa di re­sti­tu­zio­ne. L’ar­ti­co­lo 85 ca­po­ver­so 3 è ap­pli­ca­bi­le.8


1 Nuo­va espres­sio­ne giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
3 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
4 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
5 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
6 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
7 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
8 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 83a Presupposti per il versamento del soccorso d’emergenza

Lo stra­nie­ro è te­nu­to a col­la­bo­ra­re sia all’ese­cu­zio­ne di una de­ci­sio­ne d’al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to che ri­sul­ti am­mis­si­bi­le, ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le e pos­si­bi­le, sia al­le in­da­gi­ni vol­te a chia­ri­re se i pre­sup­po­sti del soc­cor­so d’emer­gen­za so­no adem­piu­ti.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 84 Assegni per i figli

Gli as­se­gni per i fi­gli che vi­vo­no all’este­ro so­no trat­te­nu­ti du­ran­te la pro­ce­du­ra d’asi­lo. Es­si so­no ver­sa­ti se al ri­chie­den­te è ri­co­no­sciu­ta la qua­li­tà di ri­fu­gia­to o con­ces­sa l’am­mis­sio­ne prov­vi­so­ria se­con­do l’ar­ti­co­lo 83 ca­po­ver­si 3 e 4 LStrI2.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. IV 1 del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 RS 142.20

Sezione 2: Obbligo di rimborso e contributo speciale prelevato sui valori patrimoniali

Art. 85 Obbligo di rimborso

1In quan­to ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le, le spe­se di aiu­to so­cia­le, di soc­cor­so d’emer­gen­za, di par­ten­za e di ese­cu­zio­ne non­ché i co­sti del­la pro­ce­du­ra di ri­cor­so de­vo­no es­se­re rim­bor­sa­ti.

2La Con­fe­de­ra­zio­ne fa va­le­re il di­rit­to al rim­bor­so pre­le­van­do un con­tri­bu­to spe­cia­le sui va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li (art. 86).

3Il di­rit­to al rim­bor­so del­la Con­fe­de­ra­zio­ne si pre­scri­ve in tre an­ni a con­ta­re dal gior­no in cui l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te ne ha avu­to co­no­scen­za, ma in ogni ca­so die­ci an­ni do­po la sua in­sor­gen­za.1 Ta­li cre­di­ti non frut­ta­no in­te­res­se.

4Il di­rit­to al rim­bor­so dei Can­to­ni è ret­to dal di­rit­to can­to­na­le.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 15 giu. 2018 (Re­vi­sio­ne del­la di­sci­pli­na del­la pre­scri­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2020 (RU 2018 5343; FF 2014 211).

Art. 86 Contributo speciale prelevato sui valori patrimoniali

1So­no sog­get­ti al con­tri­bu­to spe­cia­le i ri­chie­den­ti l’asi­lo, le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra e le per­so­ne og­get­to di una de­ci­sio­ne d’al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to che di­spon­go­no di va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li. Il con­tri­bu­to spe­cia­le ser­ve a co­pri­re le spe­se di cui all’ar­ti­co­lo 85 ca­po­ver­so 1 cau­sa­te da tut­te que­ste per­so­ne e dai con­giun­ti da es­se so­ste­nu­ti.

2Il con­tri­bu­to spe­cia­le è pre­le­va­to sui va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li.

3Le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti pos­so­no ri­scuo­te­re il con­tri­bu­to spe­cia­le sol­tan­to se l’in­te­res­sa­to:

a.
non può di­mo­stra­re che i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li pro­ven­go­no da red­di­ti dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va o da in­den­ni­tà per per­di­ta di gua­da­gno op­pu­re da pre­sta­zio­ni pub­bli­che di aiu­to so­cia­le;
b.
non può di­mo­stra­re la pro­ve­nien­za dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li; o
c.
può di­mo­stra­re la pro­ve­nien­za dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li, ma que­sti ul­ti­mi su­pe­ra­no l’im­por­to fis­sa­to dal Con­si­glio fe­de­ra­le.

4L’ob­bli­go del con­tri­bu­to spe­cia­le sus­si­ste al mas­si­mo per die­ci an­ni dal de­po­si­to del­la do­man­da d’asi­lo o del­la do­man­da di con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria.

5Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce l’am­mon­ta­re del con­tri­bu­to spe­cia­le e la du­ra­ta dell’ob­bli­go di ver­sar­lo.


1 Ve­di an­che la di­sp. trans. del­la mod. del 16 dic. 2016 al­la fi­ne del te­sto.

Art. 87 Dichiarazione dei valori patrimoniali e procedura in caso di partenza

1I ri­chie­den­ti l’asi­lo, le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra e le per­so­ne og­get­to di una de­ci­sio­ne di al­lon­ta­na­men­to pas­sa­ta in giu­di­ca­to so­no te­nu­ti a di­chia­ra­re i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li che non pro­ven­go­no dal red­di­to del­la lo­ro at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.

2I va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li mes­si al si­cu­ro so­no re­sti­tui­ti in­te­gral­men­te, su do­man­da, se la per­so­na in que­stio­ne la­scia, sot­to con­trol­lo, la Sviz­ze­ra en­tro set­te me­si dal de­po­si­to del­la do­man­da d’asi­lo o del­la do­man­da di con­ces­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria. La do­man­da di re­sti­tu­zio­ne de­ve es­se­re pre­sen­ta­ta pri­ma del­la par­ten­za.


1 Ve­di an­che la di­sp. trans. del­la mod. del 16 dic. 2016 al­la fi­ne del te­sto.

Capitolo 6: Sussidi federali

Art. 88 Indennizzo a titolo forfettario

1La Con­fe­de­ra­zio­ne in­den­niz­za i Can­to­ni per le spe­se de­ri­van­ti dall’ese­cu­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge ver­san­do lo­ro som­me for­fet­ta­rie. Que­ste non com­pren­do­no i sus­si­di di cui agli ar­ti­co­li 91–93b.2

2Ri­guar­do ai ri­chie­den­ti l’asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra, le som­me for­fet­ta­rie co­pro­no se­gna­ta­men­te le spe­se di aiu­to so­cia­le e l’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria del­le cu­re me­di­co-sa­ni­ta­rie e com­pren­do­no inol­tre un con­tri­bu­to al­le spe­se d’as­si­sten­za.

3Ri­guar­do ai ri­fu­gia­ti e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra e ai ri­fu­gia­ti nei con­fron­ti dei qua­li è sta­ta or­di­na­ta, con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to, l’espul­sio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 66a o 66abis CP3 o dell’ar­ti­co­lo 49a o 49abis CPM4, le som­me for­fet­ta­rie co­pro­no se­gna­ta­men­te le spe­se di aiu­to so­cia­le e com­pren­do­no inol­tre un con­tri­bu­to al­le spe­se d’as­si­sten­za e am­mi­ni­stra­ti­ve. Ta­li som­me so­no ver­sa­te per al mas­si­mo cin­que an­ni a par­ti­re dal de­po­si­to del­la do­man­da d’asi­lo.5

3bisPer le per­so­ne ac­col­te in Sviz­ze­ra nell’am­bi­to del­la con­ces­sio­ne dell’asi­lo a grup­pi di ri­fu­gia­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 56, la Con­fe­de­ra­zio­ne può ver­sa­re per più di cin­que an­ni la som­ma for­fet­ta­ria di cui al ca­po­ver­so 3, se­gna­ta­men­te se al lo­ro ar­ri­vo in Sviz­ze­ra ta­li per­so­ne so­no di­sa­bi­li o an­zia­ne.6

4Ri­guar­do al­le per­so­ne aven­ti di­rit­to uni­ca­men­te al soc­cor­so d’emer­gen­za se­con­do l’ar­ti­co­lo 82, le som­me for­fet­ta­rie con­si­sto­no in un’in­den­ni­tà per la con­ces­sio­ne del soc­cor­so d’emer­gen­za.7

5...8


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087). Ve­di an­che la di­sp. trans. del­la mod. del 16 dic. 2016 al­la fi­ne del te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
3 RS311.0
4 RS321.0
5 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell’art. 121 cpv. 3–6 Co­st. sull’espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
8 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 89 Fissazione delle somme forfettarie

1Il Con­si­glio fe­de­ra­le fis­sa le som­me for­fet­ta­rie sul­la ba­se del­le spe­se pre­ve­di­bi­li se­con­do so­lu­zio­ni fi­nan­zia­ria­men­te van­tag­gio­se.

2De­fi­ni­sce l’as­set­to del­le som­me for­fet­ta­rie, non­ché la du­ra­ta e le con­di­zio­ni per il ver­sa­men­to. Può se­gna­ta­men­te:

a.
fis­sa­re le som­me for­fet­ta­rie in fun­zio­ne del­lo sta­tu­to e del­la du­ra­ta del­la di­mo­ra;
b.
gra­dua­re le som­me for­fet­ta­rie te­nen­do con­to dei mi­no­ri o mag­gio­ri co­sti in un Can­to­ne o nell’al­tro.

3La SEM può su­bor­di­na­re il ver­sa­men­to di sin­go­le com­po­nen­ti del­le som­me for­fet­ta­rie al rag­giun­gi­men­to di obiet­ti­vi di po­li­ti­ca so­cia­le.

4Le som­me for­fet­ta­rie so­no ade­gua­te pe­rio­di­ca­men­te al rin­ca­ro e, se ne­ces­sa­rio, rie­sa­mi­na­te.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 89a Obbligo di collaborare dei beneficiari di sussidi

1La SEM può ob­bli­ga­re i Can­to­ni a ri­le­va­re e met­te­re a sua di­spo­si­zio­ne i da­ti ne­ces­sa­ri per la vi­gi­lan­za fi­nan­zia­ria, per la fis­sa­zio­ne e l’ade­gua­men­to del­le in­den­ni­tà fi­nan­zia­rie del­la Con­fe­de­ra­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 88 e 91 ca­po­ver­so 2bis del­la pre­sen­te leg­ge, non­ché gli ar­ti­co­li 55 e 87 LStrI2 op­pu­re a re­gi­strar­li nel Si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne cen­tra­le sul­la mi­gra­zio­ne (SI­MIC) del­la SEM.

2Se un Can­to­ne non adem­pie ta­le ob­bli­go, la SEM può ri­dur­re le in­den­ni­tà fi­nan­zia­rie de­sti­na­te a ta­le Can­to­ne o fis­sar­le in fun­zio­ne dei da­ti di­spo­ni­bi­li.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, in vi­go­re dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
2 RS 142.20

Art. 89b Rimborso e rinuncia al versamento di indennizzi a titolo forfettario

1La Con­fe­de­ra­zio­ne può chie­de­re il rim­bor­so de­gli in­den­niz­zi a ti­to­lo for­fet­ta­rio già ver­sa­ti di cui all’ar­ti­co­lo 88 del­la pre­sen­te leg­ge e agli ar­ti­co­li 552 e 87 LStrI3 se un Can­to­ne non adem­pie gli ob­bli­ghi in ma­te­ria d’ese­cu­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 46 del­la pre­sen­te leg­ge o li adem­pie so­lo par­zial­men­te e nien­te giu­sti­fi­ca ta­le ina­dem­pien­za.

2Se l’ina­dem­pi­men­to o l’adem­pi­men­to par­zia­le de­gli ob­bli­ghi in ma­te­ria d’ese­cu­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 46 de­ter­mi­na un pro­lun­ga­men­to del­la du­ra­ta del sog­gior­no in Sviz­ze­ra dell’in­te­res­sa­to, la Con­fe­de­ra­zio­ne può ri­nun­cia­re a ver­sa­re al Can­to­ne gli in­den­niz­zi a ti­to­lo for­fet­ta­rio di cui all’ar­ti­co­lo 88 del­la pre­sen­te leg­ge e agli ar­ti­co­li 554 e 87 LStrI per co­pri­re le spe­se cor­ri­spon­den­ti.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 3101; FF 2014 6917).
2 Ora: art. 58.
3 RS 142.20
4 Ora: art. 58.

Art. 90 Finanziamento di alloggi collettivi

1La Con­fe­de­ra­zio­ne può fi­nan­zia­re in tut­to o in par­te la co­stru­zio­ne, la tra­sfor­ma­zio­ne o l’equi­pag­gia­men­to di al­log­gi col­let­ti­vi nei qua­li le au­to­ri­tà col­lo­ca­no per­so­ne che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra sul­la ba­se del­la pre­sen­te leg­ge.

2Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na la pro­ce­du­ra e de­fi­ni­sce i det­ta­gli in ma­te­ria di pro­prie­tà e di sal­va­guar­dia del­la de­sti­na­zio­ne vin­co­la­ta de­gli edi­fi­ci.

3De­ter­mi­na in qua­le mi­su­ra il fi­nan­zia­men­to di­ret­to de­gli al­log­gi da par­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne può es­se­re com­pu­ta­to sul­le som­me for­fet­ta­rie.

Art. 91 Altri sussidi

1e 2...1

2bisLa Con­fe­de­ra­zio­ne pa­ga ai Can­to­ni un con­tri­bu­to for­fet­ta­rio al­le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve per i ri­chie­den­ti l’asi­lo e le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne non ti­to­la­ri di un per­mes­so di di­mo­ra.2

2terLa Con­fe­de­ra­zio­ne può ver­sa­re ai Can­to­ni in cui è ubi­ca­to un cen­tro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne un con­tri­bu­to for­fet­ta­rio al­le spe­se per la si­cu­rez­za.3

3Può ver­sa­re sus­si­di a isti­tu­zio­ni che pren­do­no a ca­ri­co per­so­ne trau­ma­tiz­za­te che sog­gior­na­no in Sviz­ze­ra sul­la ba­se del­la pre­sen­te leg­ge.

4...4

4bisPuò ver­sa­re sus­si­di per lo svol­gi­men­to di pro­gram­mi d’oc­cu­pa­zio­ne de­sti­na­ti a per­so­ne che sog­gior­na­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. A tal fi­ne con­clu­de con­ven­zio­ni di pre­sta­zio­ni con i Can­to­ni e i Co­mu­ni d’ubi­ca­zio­ne o con ter­zi in­ca­ri­ca­ti.5

5...6

6La Con­fe­de­ra­zio­ne rim­bor­sa ai Can­to­ni le spe­se di per­so­na­le nel­le qua­li in­cor­ro­no in oc­ca­sio­ne del­la pre­pa­ra­zio­ne del­le de­ci­sio­ni giu­sta l’ar­ti­co­lo 31.

7Può, nell’am­bi­to del­la col­la­bo­ra­zio­ne in­ter­na­zio­na­le de­fi­ni­ta dall’ar­ti­co­lo 113, ver­sa­re sus­si­di a or­ga­ni­smi che at­tua­no pro­get­ti di por­ta­ta in­ter­na­zio­na­le o a or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li.

8Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na con­di­zio­ni e pro­ce­du­ra di ver­sa­men­to e di con­teg­gio dei sus­si­di.


1 Abro­ga­ti dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 28 set. 2012 (Mo­di­fi­che ur­gen­ti del­la leg­ge sull’asi­lo) (RU 2012 5359; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
4 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° gen. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 28 set. 2012 (Mo­di­fi­che ur­gen­ti del­la leg­ge sull’asi­lo) (RU 2012 5359; FF 2010 3889, 2011 6503). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
6 Abro­ga­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 92 Spese d’entrata e partenza

1La Con­fe­de­ra­zio­ne può as­su­mer­si le spe­se oc­ca­sio­na­te dall’en­tra­ta e dal­la par­ten­za dei ri­fu­gia­ti e del­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne.

2Es­sa si as­su­me le spe­se di par­ten­za dei ri­chie­den­ti l’asi­lo, del­le per­so­ne che han­no ri­ti­ra­to la pro­pria do­man­da d’asi­lo o la cui do­man­da d’asi­lo è sta­ta re­spin­ta o di­chia­ra­ta ir­ri­ce­vi­bi­le e del­le per­so­ne da al­lon­ta­na­re do­po la re­vo­ca del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria, se ta­li per­so­ne so­no in­di­gen­ti.1

3Es­sa può ver­sa­re ai Can­to­ni con­tri­bu­ti per le spe­se in rap­por­to di­ret­to con l’or­ga­niz­za­zio­ne del­la par­ten­za.

3bisNell’am­bi­to dell’ap­pli­ca­zio­ne de­gli Ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no2, es­sa può ver­sa­re ai Can­to­ni con­tri­bu­ti per le spe­se in rap­por­to di­ret­to con il tra­sfe­ri­men­to di per­so­ne in Sviz­ze­ra.3

4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na con­di­zio­ni e pro­ce­du­ra di ver­sa­men­to e di con­teg­gio dei con­tri­bu­ti. Nel­la mi­su­ra del pos­si­bi­le, fis­sa som­me for­fet­ta­rie.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 Ta­li Acc. so­no elen­ca­ti nell’all. 1.
3 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 del­la LF del 20 giu. 2014 (Vio­la­zio­ni dell’ob­bli­go di di­li­gen­za e di co­mu­ni­ca­zio­ne del­le im­pre­se di tra­spor­to ae­reo; si­ste­mi d’in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 3023; FF 2013 2195).

Art. 93 Aiuto al ritorno e prevenzione della migrazione irregolare

1La Con­fe­de­ra­zio­ne for­ni­sce un aiu­to al ri­tor­no. A ta­le sco­po può pre­ve­de­re le mi­su­re se­guen­ti:

a.
il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­le o par­zia­le di con­sul­to­ri per il ri­tor­no;
b.
il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­le o par­zia­le di pro­get­ti in Sviz­ze­ra per il man­te­ni­men­to del­la ca­pa­ci­tà al ri­tor­no;
c.
il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­le o par­zia­le di pro­gram­mi nel Pae­se d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za o in uno Sta­to ter­zo per fa­ci­li­ta­re ed ese­gui­re il ri­tor­no, il rin­vio e la rein­te­gra­zio­ne (pro­gram­mi all’este­ro);
d.
in sin­go­li ca­si, un so­ste­gno fi­nan­zia­rio per fa­ci­li­ta­re l’in­te­gra­zio­ne o as­si­cu­ra­re l’as­si­sten­za me­di­ca per un pe­rio­do li­mi­ta­to nel Pae­se d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za o in uno Sta­to ter­zo.

2I pro­gram­mi all’este­ro pos­so­no an­che per­se­gui­re obiet­ti­vi vol­ti a con­tri­bui­re al­la pre­ven­zio­ne del­la mi­gra­zio­ne ir­re­go­la­re. So­no pro­gram­mi di pre­ven­zio­ne del­la mi­gra­zio­ne ir­re­go­la­re quel­li che con­tri­bui­sco­no a bre­ve ter­mi­ne a ri­dur­re il ri­schio di una mi­gra­zio­ne pri­ma­ria o se­con­da­ria ver­so la Sviz­ze­ra.

3Nell’am­bi­to dell’at­tua­zio­ne dell’aiu­to al ri­tor­no, la Con­fe­de­ra­zio­ne può col­la­bo­ra­re con or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li e isti­tui­re un uf­fi­cio di coor­di­na­men­to.

4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na con­di­zio­ni e pro­ce­du­ra di ver­sa­men­to e di con­teg­gio dei sus­si­di.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 93a Consulenza per il ritorno

1La Con­fe­de­ra­zio­ne pro­muo­ve il ri­tor­no vo­lon­ta­rio for­nen­do una con­su­len­za per il ri­tor­no. Que­st’ul­ti­ma si svol­ge nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e nei Can­to­ni.

2La SEM prov­ve­de a or­ga­niz­za­re con­su­len­ze re­go­la­ri nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Può af­fi­da­re que­sti com­pi­ti ai con­sul­to­ri can­to­na­li per il ri­tor­no o a ter­zi.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 93b Sussidi per la consulenza per il ritorno

1La Con­fe­de­ra­zio­ne ver­sa, sul­la ba­se di un ac­cor­do, sus­si­di ai for­ni­to­ri del­la con­su­len­za per il ri­tor­no nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne al fi­ne di in­den­niz­zar­ne le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve e di per­so­na­le per l’in­for­ma­zio­ne e la con­su­len­za dei ri­chie­den­ti l’asi­lo e del­le per­so­ne al­lon­ta­na­te. L’in­den­niz­zo è fis­sa­to a ti­to­lo for­fet­ta­rio. Ec­ce­zio­nal­men­te l’in­den­niz­zo può es­se­re fis­sa­to in fun­zio­ne del­le spe­se ef­fet­ti­ve, in par­ti­co­la­re l’in­den­niz­zo di spe­se uni­che.

2Per la con­su­len­za per il ri­tor­no of­fer­ta nei Can­to­ni il ver­sa­men­to dei sus­si­di è ret­to dall’ar­ti­co­lo 93 ca­po­ver­so 4.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 94

1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, con ef­fet­to dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 95 Vigilanza

1La Con­fe­de­ra­zio­ne ve­ri­fi­ca che i sus­si­di fe­de­ra­li sia­no uti­liz­za­ti con­for­me­men­te al di­rit­to in ma­te­ria e sia­no ef­fi­ca­ci e che i con­teg­gi sia­no al­le­sti­ti se­con­do le pre­scri­zio­ni. Può af­fi­da­re ta­li com­pi­ti an­che a ter­zi e av­va­ler­si del so­ste­gno dei ser­vi­zi can­to­na­li di con­trol­lo del­le fi­nan­ze.

2Chi ri­ce­ve sus­si­di fe­de­ra­li è te­nu­to a ri­ve­la­re la pro­pria or­ga­niz­za­zio­ne, non­ché i da­ti e le ci­fre con­cer­nen­ti spe­se e pro­ven­ti nel set­to­re dell’asi­lo.

3Il Con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze, la SEM e i ser­vi­zi can­to­na­li di con­trol­lo del­le fi­nan­ze vi­gi­la­no sul­le at­ti­vi­tà fi­nan­zia­rie con­for­me­men­te al­le lo­ro pre­scri­zio­ni. Sta­bi­li­sco­no il mo­do di pro­ce­de­re ap­pro­pria­to, coor­di­na­no le lo­ro at­ti­vi­tà e si in­for­ma­no vi­cen­de­vol­men­te in me­ri­to ai ri­sul­ta­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Capitolo 6a: Approvazione dei piani per edifici e infrastrutture della Confederazione

Sezione 1: Disposizioni generali

Art. 95a Principio

1Gli edi­fi­ci e le in­fra­strut­tu­re che ser­vo­no al­la Con­fe­de­ra­zio­ne per al­log­gia­re ri­chie­den­ti l’asi­lo o per esple­ta­re pro­ce­du­re d’asi­lo ne­ces­si­ta­no dell’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni da par­te del DFGP (au­to­ri­tà d’au­to­riz­za­zio­ne) se so­no:

a.
edi­fi­ca­ti ex no­vo;
b.
mo­di­fi­ca­ti o de­sti­na­ti a ta­le nuo­vo sco­po.

2Con l’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni so­no ri­la­scia­te tut­te le au­to­riz­za­zio­ni ne­ces­sa­rie se­con­do il di­rit­to fe­de­ra­le.

3Non è ne­ces­sa­ria al­cu­na au­to­riz­za­zio­ne o pia­no del di­rit­to can­to­na­le. Nel­la pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni e nel­la pon­de­ra­zio­ne de­gli in­te­res­si va con­si­de­ra­to il di­rit­to can­to­na­le.

4L’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni per pro­get­ti che han­no un im­pat­to no­te­vo­le sul ter­ri­to­rio e sull’am­bien­te pre­sup­po­ne fon­da­men­tal­men­te un pia­no set­to­ria­le se­con­do la leg­ge fe­de­ra­le del 22 giu­gno 19791 sul­la pia­ni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio.


1 RS700

Art. 95b Diritto d’espropriazione e diritto applicabile

1L’ac­qui­sto di fon­di per edi­fi­ci e in­fra­strut­tu­re de­sti­na­ti all’al­log­gio di ri­chie­den­ti l’asi­lo o all’esple­ta­men­to di pro­ce­du­re d’asi­lo e la co­sti­tu­zio­ne di di­rit­ti rea­li su ta­li fon­di com­pe­to­no al DFGP. Se ne­ces­sa­rio, il DFGP è au­to­riz­za­to a pro­ce­de­re all’espro­pria­zio­ne.

2La pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è ret­ta dal­la pre­sen­te leg­ge.1

3Se so­no ne­ces­sa­rie espro­pria­zio­ni, si ap­pli­ca­no inol­tre le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 giu­gno 19302 sull’espro­pria­zio­ne (LE­spr).3


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 19 giu. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4085; FF 2018 4031).
2 RS 711
3 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 del­la LF del 19 giu. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4085; FF 2018 4031).

Sezione 2: Procedura di approvazione dei piani

Art. 95c Avvio della procedura ordinaria di approvazione dei piani

La do­man­da di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni de­ve es­se­re pre­sen­ta­ta all’au­to­ri­tà com­pe­ten­te cor­re­da­ta del­la do­cu­men­ta­zio­ne ne­ces­sa­ria. Que­sta esa­mi­na la do­cu­men­ta­zio­ne e, se del ca­so, chie­de di com­ple­tar­la.

Art. 95d Picchettamento

1Pri­ma del de­po­si­to pub­bli­co del­la do­man­da, il ri­chie­den­te de­ve ren­de­re vi­si­bi­li me­dian­te pic­chet­ta­men­to e, per gli edi­fi­ci, me­dian­te l’in­di­ca­zio­ne dei pro­fi­li, le mo­di­fi­che del ter­re­no cau­sa­te da­gli edi­fi­ci e dal­le in­fra­strut­tu­re pre­vi­ste.

2Le obie­zio­ni con­tro il pic­chet­ta­men­to o l’in­di­ca­zio­ne dei pro­fi­li de­vo­no es­se­re pre­sen­ta­te im­me­dia­ta­men­te all’au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l’ap­pro­va­zio­ne, in ogni ca­so pri­ma del­la sca­den­za del ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni.

Art. 95e Consultazione, pubblicazione e deposito dei piani

1L’au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l’ap­pro­va­zio­ne tra­smet­te la do­man­da per pa­re­re ai Can­to­ni e ai Co­mu­ni in­te­res­sa­ti. L’in­te­ra pro­ce­du­ra di con­sul­ta­zio­ne du­ra tre me­si. In ca­si mo­ti­va­ti, ta­le ter­mi­ne può ec­ce­zio­nal­men­te es­se­re pro­ro­ga­to.

2La do­man­da è pub­bli­ca­ta ne­gli or­ga­ni uf­fi­cia­li di pub­bli­ca­zio­ne dei Can­to­ni e dei Co­mu­ni in­te­res­sa­ti, non­ché nel Fo­glio fe­de­ra­le e de­po­si­ta­ta pub­bli­ca­men­te du­ran­te 30 gior­ni.

3...1


1 Abro­ga­to dall’all. n. 1 del­la LF del 19 giu. 2020, con ef­fet­to dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4085; FF 2018 4031).

Art. 95f

1 Abro­ga­to dall’all. n. 1 del­la LF del 19 giu. 2020, con ef­fet­to dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4085; FF 2018 4031).

Art. 95g Opposizione

1Du­ran­te il ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni, chiun­que è par­te in vir­tù del­la PA1 può fa­re op­po­si­zio­ne pres­so l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l’ap­pro­va­zio­ne.2 Chi non fa op­po­si­zio­ne è esclu­so dal se­gui­to del­la pro­ce­du­ra.

2Du­ran­te il ter­mi­ne di de­po­si­to dei pia­ni, chiun­que è par­te in vir­tù del­la LE­spr3 può far va­le­re tut­te le istan­ze di cui all’ar­ti­co­lo 33 LE­spr.4

3I Co­mu­ni in­te­res­sa­ti tu­te­la­no i pro­pri in­te­res­si me­dian­te op­po­si­zio­ne.


1 RS 172.021
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 19 giu. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4085; FF 2018 4031).
3 RS 711
4 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 19 giu. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4085; FF 2018 4031).

Art. 95h Procedura di eliminazione delle divergenze nell’Amministrazione federale

La pro­ce­du­ra di eli­mi­na­zio­ne del­le di­ver­gen­ze nell’Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 62b del­la leg­ge del 21 mar­zo 19971 sull’or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell’Am­mi­ni­stra­zio­ne.


Art. 95i Durata di validità

1Con l’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te de­ci­de si­mul­ta­nea­men­te an­che cir­ca le op­po­si­zio­ni re­la­ti­ve al di­rit­to d’espro­pria­zio­ne.

2L’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni de­ca­de se en­tro cin­que an­ni dal pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la de­ci­sio­ne non è sta­to da­to ini­zio all’ese­cu­zio­ne del pro­get­to di co­stru­zio­ne.

3Per gra­vi mo­ti­vi, l’au­to­ri­tà d’ap­pro­va­zio­ne può pro­ro­ga­re di tre an­ni al mas­si­mo la du­ra­ta di va­li­di­tà dell’ap­pro­va­zio­ne. La pro­ro­ga è esclu­sa se la si­tua­zio­ne de­ter­mi­nan­te di fat­to o di di­rit­to si è so­stan­zial­men­te mo­di­fi­ca­ta dal pas­sag­gio in giu­di­ca­to dell’ap­pro­va­zio­ne.

Art. 95j Procedura semplificata di approvazione dei piani

1La pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è ap­pli­ca­ta a:

a.
pro­get­ti li­mi­ta­ti lo­cal­men­te e che con­cer­no­no po­chi in­te­res­sa­ti chia­ra­men­te in­di­vi­dua­bi­li;
b.
edi­fi­ci e in­fra­strut­tu­re la cui mo­di­fi­ca o il cui cam­bia­men­to di de­sti­na­zio­ne non al­te­ra in ma­nie­ra so­stan­zia­le l’aspet­to ester­no, non le­de in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne di ter­zi e ha sol­tan­to ri­per­cus­sio­ni in­si­gni­fi­can­ti sul ter­ri­to­rio e sull’am­bien­te;
c.
edi­fi­ci e in­fra­strut­tu­re che so­no ri­mos­si en­tro tre an­ni al più tar­di.

2Ai pia­ni par­ti­co­la­reg­gia­ti ba­sa­ti su un pro­get­to già ap­pro­va­to si ap­pli­ca la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta.

3L’au­to­ri­tà d’ap­pro­va­zio­ne può or­di­na­re il pic­chet­ta­men­to. La do­man­da non è né pub­bli­ca­ta né de­po­si­ta­ta pub­bli­ca­men­te. L’au­to­ri­tà d’ap­pro­va­zio­ne sot­to­po­ne il pro­get­to agli in­te­res­sa­ti, sem­pre­ché non ab­bia­no da­to pre­ce­den­te­men­te il lo­ro con­sen­so scrit­to; que­sti pos­so­no fa­re op­po­si­zio­ne en­tro 30 gior­ni. L’au­to­ri­tà d’ap­pro­va­zio­ne può chie­de­re un pa­re­re a Can­to­ni e Co­mu­ni. Im­par­ti­sce un ter­mi­ne ade­gua­to a tal fi­ne.

4Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­ce­du­ra or­di­na­ria. In ca­so di dub­bio è ese­gui­ta la pro­ce­du­ra or­di­na­ria.

Sezione 3: Procedura di conciliazione e di stima; immissione in possesso anticipata

Art. 95k

1Do­po la con­clu­sio­ne del­la pro­ce­du­ra di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni è ese­gui­ta, se ne­ces­sa­rio, la pro­ce­du­ra di con­ci­lia­zio­ne e di sti­ma di­nan­zi al­la Com­mis­sio­ne fe­de­ra­le di sti­ma (Com­mis­sio­ne di sti­ma) se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la LE­spr1.2

2...3

3Il pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne di sti­ma può, sul­la ba­se di una de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va di ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni, au­to­riz­za­re l’im­mis­sio­ne in pos­ses­so an­ti­ci­pa­ta. Si pre­su­me che, sen­za l’im­mis­sio­ne in pos­ses­so an­ti­ci­pa­ta, l’espro­prian­te su­bi­reb­be un si­gni­fi­ca­ti­vo pre­giu­di­zio. Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca l’ar­ti­co­lo 76 LE­spr.


1 RS 711
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 19 giu. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4085; FF 2018 4031).
3 Abro­ga­to dall’all. n. 1 del­la LF del 19 giu. 2020, con ef­fet­to dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4085; FF 2018 4031).

Sezione 4: Procedura di ricorso

Art. 95l

1La pro­ce­du­ra di ri­cor­so è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li sull’am­mi­ni­stra­zio­ne del­la giu­sti­zia fe­de­ra­le.

2I Can­to­ni e i Co­mu­ni in­te­res­sa­ti so­no le­git­ti­ma­ti a ri­cor­re­re.

Capitolo 7: Trattamento di dati personali

Sezione 1: Principi

Art. 96 Trattamento di dati personali

1Nel­la mi­su­ra in cui lo esi­ge il com­pi­men­to del man­da­to le­ga­le, la SEM, le au­to­ri­tà di ri­cor­so e le or­ga­niz­za­zio­ni pri­va­te in­ca­ri­ca­te di com­pi­ti in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge pos­so­no trat­ta­re o fa­re trat­ta­re da­ti per­so­na­li re­la­ti­vi a un ri­chie­den­te l’asi­lo o una per­so­na da pro­teg­ge­re e ai lo­ro con­giun­ti, com­pre­si da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne o pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 3 let­te­re c e d del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19922 sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti (LPD).

2Le au­to­ri­tà di cui al ca­po­ver­so 1 pos­so­no co­mu­ni­ca­re i da­ti ne­ces­sa­ri per la lot­ta con­tro il la­vo­ro ne­ro con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 11 e 12 del­la leg­ge del 17 giu­gno 20053 con­tro il la­vo­ro ne­ro.4


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 3 n. 2 del DF del 17 dic. 2004 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro gli Acc. bi­la­te­ra­li con l’UE per l’as­so­cia­zio­ne del­la Sviz­ze­ra al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no, in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 447 5405 art. 1 lett. a; FF 2004 5273).
2 RS 235.1
3 RS 822.41
4 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 del­la L del 17 giu. 2005 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 359; FF 2002 3243).

Art. 97 Comunicazione di dati personali allo Stato d’origine o di provenienza

1È vie­ta­to co­mu­ni­ca­re al­lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za da­ti per­so­na­li re­la­ti­vi a un ri­chie­den­te l’asi­lo, a un ri­fu­gia­to ri­co­no­sciu­to o a una per­so­na bi­so­gno­sa di pro­te­zio­ne, qua­lo­ra una ta­le co­mu­ni­ca­zio­ne met­ta in pe­ri­co­lo la per­so­na in­te­res­sa­ta o i suoi con­giun­ti. È vie­ta­to co­mu­ni­ca­re da­ti re­la­ti­vi a una do­man­da d’asi­lo.1

2L’au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l’or­ga­niz­za­zio­ne del­la par­ten­za può, al­lo sco­po di pro­cu­rar­si i do­cu­men­ti di viag­gio ne­ces­sa­ri all’ese­cu­zio­ne del­la de­ci­sio­ne d’al­lon­ta­na­men­to, pren­de­re con­tat­to con le au­to­ri­tà del­lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za se in pri­ma istan­za è sta­ta ne­ga­ta la qua­li­tà di ri­fu­gia­to.2

3In vi­sta dell’ese­cu­zio­ne di un al­lon­ta­na­men­to ver­so lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za, l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l’or­ga­niz­za­zio­ne del­la par­ten­za può co­mu­ni­ca­re al­le au­to­ri­tà este­re i da­ti se­guen­ti:

a.
ge­ne­ra­li­tà (co­gno­me, no­me, pseu­do­ni­mi, da­ta di na­sci­ta, luo­go di na­sci­ta, ses­so, cit­ta­di­nan­za, ul­ti­mo in­di­riz­zo nel­lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za) del­la per­so­na in­te­res­sa­ta e, se ne­ces­sa­rio per iden­ti­fi­car­la, dei suoi con­giun­ti;
b.
in­di­ca­zio­ni re­la­ti­ve al pas­sa­por­to o ad al­tri do­cu­men­ti d’iden­ti­tà;
c.
im­pron­te di­gi­ta­li, fo­to­gra­fie e se del ca­so al­tri da­ti bio­me­tri­ci;
d.
al­tri da­ti di do­cu­men­ti, ne­ces­sa­ri per iden­ti­fi­ca­re una per­so­na;
e.
in­di­ca­zio­ni sul­lo sta­to di sa­lu­te, in quan­to nell’in­te­res­se del­la per­so­na in­te­res­sa­ta;
f.
i da­ti ne­ces­sa­ri per ga­ran­ti­re l’en­tra­ta nel Pae­se di de­sti­na­zio­ne e per la si­cu­rez­za del per­so­na­le di scor­ta;
g.
in­di­ca­zio­ni su pro­ce­di­men­ti pe­na­li, se ne­ces­sa­rio nel ca­so con­cre­to per as­si­cu­ra­re la riam­mis­sio­ne e per sal­va­guar­da­re la si­cu­rez­za e l’or­di­ne pub­bli­ci nel­lo Sta­to d’ori­gi­ne e sem­pre­ché non ne ri­sul­ti un pe­ri­co­lo per la per­so­na in­te­res­sa­ta; l’ar­ti­co­lo 2 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 mar­zo 19813 sull’as­si­sten­za in­ter­na­zio­na­le in ma­te­ria pe­na­le si ap­pli­ca per ana­lo­gia.4

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4745; FF 2002 6087).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4745; FF 2002 6087).
3 RS 351.1
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 98 Comunicazione di dati personali a Stati terzi e a organizzazioni internazionali

1In vi­sta dell’ese­cu­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge, la SEM e le au­to­ri­tà di ri­cor­so so­no au­to­riz­za­te a co­mu­ni­ca­re da­ti per­so­na­li al­le au­to­ri­tà este­re e al­le or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li in­ca­ri­ca­te di com­pi­ti in ta­le am­bi­to, sem­pre che lo Sta­to o l’or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­na­zio­na­le in que­stio­ne ga­ran­ti­sca una pro­te­zio­ne equi­va­len­te dei da­ti tra­smes­si.

2Pos­so­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti i da­ti se­guen­ti:

a.
ge­ne­ra­li­tà (co­gno­me, no­me, pseu­do­ni­mi, da­ta di na­sci­ta, luo­go di na­sci­ta, ses­so, cit­ta­di­nan­za, ul­ti­mo in­di­riz­zo nel­lo Sta­to d’ori­gi­ne o di pro­ve­nien­za) del­la per­so­na in­te­res­sa­ta e, se ne­ces­sa­rio per iden­ti­fi­car­la, dei suoi con­giun­ti;
b.
in­di­ca­zio­ni re­la­ti­ve al pas­sa­por­to o ad al­tri do­cu­men­ti d’iden­ti­tà;
c.
im­pron­te di­gi­ta­li, fo­to­gra­fie e se del ca­so al­tri da­ti bio­me­tri­ci;
d.
al­tri da­ti di do­cu­men­ti, ne­ces­sa­ri per iden­ti­fi­ca­re una per­so­na;
e.
in­di­ca­zio­ni sul­lo sta­to di sa­lu­te, in quan­to nell’in­te­res­se del­la per­so­na in­te­res­sa­ta;
f.
i da­ti ne­ces­sa­ri per ga­ran­ti­re l’en­tra­ta nel Pae­se di de­sti­na­zio­ne e per la si­cu­rez­za del per­so­na­le di scor­ta;
g.
in­di­ca­zio­ni sui luo­ghi di sog­gior­no e gli iti­ne­ra­ri;
h.
in­di­ca­zio­ni sul­le au­to­riz­za­zio­ni di re­si­den­za e sui vi­sti ac­cor­da­ti;
i.
in­di­ca­zio­ni su una do­man­da d’asi­lo (luo­go e da­ta del de­po­si­to, sta­dio del­la pro­ce­du­ra, da­ti som­ma­ri sul te­no­re di una de­ci­sio­ne pre­sa).1

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 98a Collaborazione con le autorità preposte al perseguimento penale

La SEM o il Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le co­mu­ni­ca al­le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà pre­po­ste al per­se­gui­men­to pe­na­le le in­for­ma­zio­ni e i mez­zi di pro­va con­cer­nen­ti ri­chie­den­ti l’asi­lo se­ria­men­te so­spet­ta­ti di aver com­mes­so un cri­mi­ne con­tro il di­rit­to in­ter­na­zio­na­le, in par­ti­co­la­re un cri­mi­ne con­tro la pa­ce, un cri­mi­ne di guer­ra, un cri­mi­ne con­tro l’uma­ni­tà, ge­no­ci­dio o tor­tu­ra.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 98b Dati biometrici

1Per ac­cer­ta­re l’iden­ti­tà di ri­chie­den­ti l’asi­lo e per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti pos­so­no trat­ta­re da­ti bio­me­tri­ci.

1bisLa SEM può in­ca­ri­ca­re ter­zi del­la ri­le­va­zio­ne e va­lu­ta­zio­ne dei da­ti bio­me­tri­ci. Es­sa con­trol­la che i ter­zi in­ca­ri­ca­ti os­ser­vi­no le pre­scri­zio­ni re­la­ti­ve al­la pro­te­zio­ne dei da­ti e al­la si­cu­rez­za in­for­ma­ti­ca.2

2Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce qua­li da­ti bio­me­tri­ci pos­so­no es­se­re ri­le­va­ti e ne di­sci­pli­na l’ac­ces­so.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
2 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 del­la LF del 13 giu. 2008 (Com­ple­men­ti nel qua­dro del­la tra­spo­si­zio­ne de­gli Acc. d’as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no), in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 5407 5405 art. 2 lett. c; FF 2007 7149).

Art. 99 Esame dattiloscopico

1Ai ri­chie­den­ti l’asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne so­no ri­le­va­te le im­pron­te di tut­te le di­ta e scat­ta­te fo­to­gra­fie. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può sta­bi­li­re ec­ce­zio­ni per mi­no­ri di età in­fe­rio­re ai 14 an­ni.1

2Le im­pron­te di­gi­ta­li e le fo­to­gra­fie so­no re­gi­stra­te, sen­za le cor­ri­spon­den­ti ge­ne­ra­li­tà, in una ban­ca da­ti ge­sti­ta dall’Uf­fi­cio fe­de­ra­le di po­li­zia e dal­la SEM.2

3Le nuo­ve im­pron­te di­gi­ta­li so­no con­fron­ta­te con quel­le del­la ban­ca da­ti ge­sti­ta dall’Uf­fi­cio fe­de­ra­le di po­li­zia.3

4Se con­sta­ta una con­cor­dan­za con un’im­pron­ta di­gi­ta­le già re­gi­stra­ta, l’Uf­fi­cio fe­de­ra­le di po­li­zia ne in­for­ma la SEM, non­ché le au­to­ri­tà can­to­na­li di po­li­zia in­te­res­sa­te e il Cor­po del­le guar­die di con­fi­ne, in­di­can­do le ge­ne­ra­li­tà del­la per­so­na in­te­res­sa­ta (co­gno­me, no­me, pseu­do­ni­mi, da­ta di na­sci­ta, ses­so, nu­me­ro di ri­fe­ri­men­to, nu­me­ro per­so­na­le, cit­ta­di­nan­za, nu­me­ro di con­trol­lo del pro­ces­so e Can­to­ne di at­tri­bu­zio­ne). Per i ri­le­va­men­ti fat­ti dal­la po­li­zia si co­mu­ni­ca­no inol­tre, in for­ma ci­fra­ta, la da­ta, il luo­go e il mo­ti­vo del ri­le­va­men­to del­le im­pron­te di­gi­ta­li.4

5La SEM uti­liz­za que­ste in­di­ca­zio­ni per:

a.
ve­ri­fi­ca­re l’iden­ti­tà del­la per­so­na in­te­res­sa­ta;
b.
ve­ri­fi­ca­re se la per­so­na in­te­res­sa­ta ha già do­man­da­to asi­lo;
c.
ve­ri­fi­ca­re se esi­sto­no da­ti che con­fer­ma­no o con­trad­di­co­no le di­chia­ra­zio­ni del­la per­so­na in­te­res­sa­ta;
d.
ve­ri­fi­ca­re se esi­sto­no da­ti che in­di­ca­no che la per­so­na in­te­res­sa­ta non è de­gna di ot­te­ne­re asi­lo;
e.
fa­ci­li­ta­re l’as­si­sten­za am­mi­ni­stra­ti­va al­le au­to­ri­tà di po­li­zia.

6I da­ti per­so­na­li co­mu­ni­ca­ti se­con­do il ca­po­ver­so 4 non pos­so­no es­se­re re­si no­ti all’este­ro sen­za il con­sen­so del ti­to­la­re del­la col­le­zio­ne di da­ti. È ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia l’ar­ti­co­lo 6 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19925 sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti.

7I da­ti so­no di­strut­ti:

a.
se l’asi­lo è ac­cor­da­to;
b.
die­ci an­ni al più tar­di do­po il ri­fiu­to, il ri­ti­ro o lo stral­cio pas­sa­ti in giu­di­ca­to di una do­man­da d’asi­lo o do­po una de­ci­sio­ne di non en­tra­ta nel me­ri­to;
c.6
per le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne, al più tar­di die­ci an­ni do­po la sop­pres­sio­ne del­la pro­te­zio­ne prov­vi­so­ria.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 3 n. 2 del DF del 17 dic. 2004 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro gli Acc. bi­la­te­ra­li con l’UE per l’as­so­cia­zio­ne del­la Sviz­ze­ra al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen e Du­bli­no, in vi­go­re dal 12 dic. 2008 (RU 2008 447 5405 art. 1 lett. a; FF 2004 5273).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).
5 RS 235.1
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Sezione 1a: Sistema d’informazione per i centri della Confederazione e gli alloggi negli aeroporti

Art. 99a Principi

1La SEM ge­sti­sce un si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne per i cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e per gli al­log­gi ne­gli ae­ro­por­ti (MI­DES).

2MI­DES ser­ve:

a.
al trat­ta­men­to dei da­ti per­so­na­li re­la­ti­vi ai ri­chie­den­ti l’asi­lo e al­le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne, com­pre­si i da­ti per­so­na­li de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e i pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà se­con­do l’ar­ti­co­lo 3 let­te­re c e d del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19921 sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti; e
b.
al con­trol­lo del­le pra­ti­che, al­lo svol­gi­men­to del­la pro­ce­du­ra d’asi­lo non­ché al­la pia­ni­fi­ca­zio­ne e all’or­ga­niz­za­zio­ne dell’al­log­gio.

3MI­DES con­tie­ne i da­ti per­so­na­li se­guen­ti:

a.
da­ti re­la­ti­vi all’iden­ti­tà del­la per­so­na re­gi­stra­ta, os­sia co­gno­me, no­me, ses­so, da­ta e luo­go di na­sci­ta, cit­ta­di­nan­za, et­nia, re­li­gio­ne, sta­to ci­vi­le, in­di­riz­zo, no­mi dei ge­ni­to­ri;
b.2
ver­ba­li de­gli in­ter­ro­ga­to­ri som­ma­ri ef­fet­tua­ti nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e ne­gli ae­ro­por­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 22 ca­po­ver­so 1 e 26 ca­po­ver­so 3;
c.
da­ti bio­me­tri­ci;
d.
in­di­ca­zio­ni re­la­ti­ve all’al­log­gio;
e.
sta­dio del­la pro­ce­du­ra;
f.3
l’an­no­ta­zio­ne «ca­so me­di­co», in vi­sta del­la ri­par­ti­zio­ne dei ri­chie­den­ti l’asi­lo tra i Can­to­ni.

4I da­ti per­so­na­li di cui al ca­po­ver­so 3 let­te­re a, c, e e f so­no ri­pre­si nel SI­MIC.4

5I ri­chie­den­ti l’asi­lo e le per­so­ne bi­so­gno­se di pro­te­zio­ne de­vo­no es­se­re se­gna­ta­men­te in­for­ma­ti in me­ri­to al­le fi­na­li­tà del trat­ta­men­to dei da­ti e al­le ca­te­go­rie di de­sti­na­ta­ri dei da­ti.


1 RS 235.1
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).
3 In­tro­dot­ta dall’all. n. 1 del­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d’in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 del­la LF del 14 dic. 2018 (Nor­me pro­ce­du­ra­li e si­ste­mi d’in­for­ma­zio­ne), in vi­go­re dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1413; FF 2018 1381).

Art. 99b Trattamento dei dati in MIDES

Han­no ac­ces­so a MI­DES, in quan­to ne­ces­sa­rio all’adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti:

a.
i col­la­bo­ra­to­ri del­la SEM;
b.
le au­to­ri­tà di cui all’ar­ti­co­lo 22 ca­po­ver­so 1;
c.
i ter­zi in­ca­ri­ca­ti di cui all’ar­ti­co­lo 99c;
d.1
i col­la­bo­ra­to­ri dei cen­tri can­to­na­li o co­mu­na­li di cui all’ar­ti­co­lo 24d re­spon­sa­bi­li dell’al­log­gio e dell’as­si­sten­za ai ri­chie­den­ti l’asi­lo.

1 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 25 set. 2015, in vi­go­re dal 1° mar. 2019 (RU 2016 3101, 2018 2855; FF 2014 6917).

Art. 99c Terzi incaricati

1La SEM può au­to­riz­za­re i ter­zi in­ca­ri­ca­ti di ri­le­va­re da­ti bio­me­tri­ci, di man­te­ne­re la si­cu­rez­za o di as­si­cu­ra­re l’am­mi­ni­stra­zio­ne e l’as­si­sten­za nei cen­tri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e ne­gli al­log­gi de­gli ae­ro­por­ti a trat­ta­re in MI­DES i da­ti per­so­na­li di cui all’ar­ti­co­lo 99a ca­po­ver­so 3 let­te­re a, c e d.

2La SEM prov­ve­de af­fin­ché i ter­zi in­ca­ri­ca­ti os­ser­vi­no le pre­scri­zio­ni ap­pli­ca­bi­li in ma­te­ria di pro­te­zio­ne dei da­ti e di si­cu­rez­za in­for­ma­ti­ca.

Art. 99d Vigilanza ed esecuzione

1La SEM è re­spon­sa­bi­le del­la si­cu­rez­za di MI­DES e del­la le­ga­li­tà del trat­ta­men­to dei da­ti per­so­na­li.

2Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na:

a.
l’or­ga­niz­za­zio­ne e l’eser­ci­zio di MI­DES;
b.
il ca­ta­lo­go dei da­ti per­so­na­li da trat­ta­re;
c.
i di­rit­ti d’ac­ces­so;
d.
le mi­su­re pro­tet­ti­ve tec­ni­che e or­ga­niz­za­ti­ve con­tro il trat­ta­men­to non au­to­riz­za­to;
e.
la du­ra­ta di con­ser­va­zio­ne dei da­ti;
f.
l’ar­chi­via­zio­ne e la di­stru­zio­ne dei da­ti al­lo sca­de­re del ter­mi­ne di con­ser­va­zio­ne.

Sezione 1b: Altri sistemi d’informazione

Art. 100 Sistema d’informazione delle autorità di ricorso

1Le au­to­ri­tà di ri­cor­so ge­sti­sco­no un si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne per la re­gi­stra­zio­ne dei ri­cor­si, il con­trol­lo del­le pra­ti­che e l’al­le­sti­men­to di sta­ti­sti­che.

2Ta­li si­ste­mi pos­so­no con­te­ne­re da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà nel­la mi­su­ra ne­ces­sa­ria all’adem­pi­men­to del com­pi­to le­ga­le.

2bisI da­ti ine­sat­ti so­no ret­ti­fi­ca­ti d’uf­fi­cio. I co­sti del­la ret­ti­fi­ca pos­so­no es­se­re fat­tu­ra­ti al­la per­so­na che, vio­lan­do l’ob­bli­go di col­la­bo­ra­re, ha pro­vo­ca­to la re­gi­stra­zio­ne ine­sat­ta dei da­ti.3


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 18 n. 2 del­la LF del 20 giu. 2003 sul si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne per il set­to­re de­gli stra­nie­ri e dell’asi­lo, in vi­go­re dal 29 mag. 2006 (RU 2006 1931; FF 2002 4181).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. del­la LF del 18 giu. 2010 (Con­trol­lo di con­fi­ne au­to­ma­tiz­za­to, con­su­len­ti in ma­te­ria di do­cu­men­ti, si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne MI­DES), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5755; FF 2009 7737).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Art. 101

1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 14 dic. 2012, con ef­fet­to dal 1° feb. 2014 (RU 2013 4375 5357; FF 2010 3889, 2011 6503).

Art. 102 Sistema di informazione e di documentazione

1La SEM ge­sti­sce, in col­la­bo­ra­zio­ne con il Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, un si­ste­ma di in­for­ma­zio­ne e di do­cu­men­ta­zio­ne au­to­ma­tiz­za­to. Ta­le si­ste­ma con­tie­ne in­for­ma­zio­ni e do­cu­men­ti tec­ni­ci me­mo­riz­za­ti in di­ver­se ban­che da­ti e con­cer­nen­ti i com­pi­ti del­la SEM e del Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le. Se ne­ces­sa­rio, è pos­si­bi­le me­mo­riz­za­re an­che da­ti per­so­na­li che fi­gu­ra­no nei te­sti, se­gna­ta­men­te le ge­ne­ra­li­tà, non­ché da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà.1

2Sol­tan­to i col­la­bo­ra­to­ri del­la SEM e del Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le han­no ac­ces­so al­le ban­che da­ti che con­ten­go­no da­ti de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne e pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà.2

3L’ac­ces­so me­dian­te pro­ce­du­ra di ri­chia­mo al­le ban­che da­ti che con­ten­go­no so­prat­tut­to in­for­ma­zio­ni tec­ni­che pro­ve­nien­ti da fon­ti pub­bli­che può es­se­re ac­cor­da­to die­tro ri­chie­sta a uten­ti ester­ni.

4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli, se­gna­ta­men­te l’ac­ces­so al si­ste­ma e la pro­te­zio­ne dei da­ti per­so­na­li che vi so­no re­gi­stra­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 4 del­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197 1069; FF 2001 3764).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 4 del­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197 1069; FF 2001 3764).

Art. 102a Statistica dei beneficiari dell’aiuto sociale

Ai fi­ni del­la ge­stio­ne del­le in­den­ni­tà da ver­sa­re ai Can­to­ni, l’Uf­fi­cio fe­de­ra­le di sta­ti­sti­ca co­mu­ni­ca pe­rio­di­ca­men­te al­la SEM, in for­ma ano­ni­miz­za­ta e ag­gre­ga­ta, i da­ti con­cer­nen­ti le per­so­ne sog­get­te al­la le­gi­sla­zio­ne sull’asi­lo che ri­ce­vo­no pre­sta­zio­ni dell’aiu­to so­cia­le pub­bli­co.


1 In­tro­dot­to dal n. I del­la L del 16 dic. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2006 4745, 2007 5573; FF 2002 6087).

Sezione 2: Trattamento dei dati nell’ambito degli accordi di associazione alla normativa di Dublino

Art. 102abis Eurodac

1La SEM, in­sie­me all’uni­tà cen­tra­le del si­ste­ma Eu­ro­dac, è com­pe­ten­te nell’am­bi­to dell’ap­pli­ca­zio­ne de­gli ac­cor­di di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no1.

2La SEM tra­smet­te i se­guen­ti da­ti all’uni­tà cen­tra­le en­tro 72 ore dal­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da:

a.
il luo­go e la da­ta del­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da in Sviz­ze­ra;
b.
il ses­so del­la per­so­na ri­chie­den­te;
c.
le im­pron­te di­gi­ta­li ri­le­va­te con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 1;
d.
la da­ta del ri­le­va­men­to del­le im­pron­te di­gi­ta­li;
e.
il nu­me­ro d’iden­ti­fi­ca­zio­ne sviz­ze­ro del­le im­pron­te di­gi­ta­li;
f.
la da­ta del­la tra­smis­sio­ne dei da­ti all’uni­tà cen­tra­le;
g.
il co­di­ce d’iden­ti­fi­ca­zio­ne dell’ope­ra­to­re.2

2bisSe lo sta­to del­le di­ta dell’in­te­res­sa­to im­pe­di­sce il ri­le­va­men­to dat­ti­lo­sco­pi­co, le im­pron­te di­gi­ta­li de­vo­no es­se­re tra­smes­se all’uni­tà cen­tra­le en­tro 48 ore do­po che il ri­le­va­men­to sia nuo­va­men­te pos­si­bi­le con la qua­li­tà ri­chie­sta. Se lo sta­to di sa­lu­te dell’in­te­res­sa­to o mi­su­re adot­ta­te per mo­ti­vi di sa­lu­te pub­bli­ca im­pe­di­sco­no il ri­le­va­men­to dat­ti­lo­sco­pi­co, le im­pron­te di­gi­ta­li de­vo­no es­se­re tra­smes­se all’uni­tà cen­tra­le en­tro 48 ore do­po che il mo­ti­vo dell’im­pe­di­men­to sia ces­sa­to.3

2terSe gra­vi pro­ble­mi tec­ni­ci im­pe­di­sco­no la tra­smis­sio­ne dei da­ti, è ac­cor­da­to un ter­mi­ne sup­ple­men­ta­re di 48 ore per adot­ta­re le mi­su­re ne­ces­sa­rie al fi­ne di ga­ran­ti­re il fun­zio­na­men­to del si­ste­ma.4

2qua­terLa SEM tra­smet­te pa­ri­men­ti i se­guen­ti da­ti all’uni­tà cen­tra­le:

a.
se il ri­chie­den­te è pre­so in ca­ri­co con­for­me­men­te al re­go­la­men­to (UE) n. 604/20135, la da­ta dell’ar­ri­vo in Sviz­ze­ra;
b.
se il ri­chie­den­te è ri­pre­so in ca­ri­co con­for­me­men­te al re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013, la da­ta dell’ar­ri­vo in Sviz­ze­ra;
c.
se vi è la pro­va che un ri­chie­den­te di cui la Sviz­ze­ra è te­nu­ta a trat­ta­re la do­man­da d’asi­lo in vir­tù del re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 ha la­scia­to per al­me­no tre me­si il ter­ri­to­rio de­gli Sta­ti Du­bli­no, la da­ta del­la par­ten­za;
d.
se l’al­lon­ta­na­men­to è ese­gui­to con suc­ces­so, la da­ta dell’espul­sio­ne o del­la par­ten­za del ri­chie­den­te dal ter­ri­to­rio de­gli Sta­ti Du­bli­no;
e.
se in vir­tù del­la clau­so­la di so­vra­ni­tà del re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 la Sviz­ze­ra di­ven­ta vo­lon­ta­ria­men­te lo Sta­to Du­bli­no com­pe­ten­te per l’esa­me del­la do­man­da, la da­ta di ta­le de­ci­sio­ne.6

3I da­ti tra­smes­si so­no re­gi­stra­ti nel­la ban­ca da­ti Eu­ro­dac e con­fron­ta­ti au­to­ma­ti­ca­men­te con i da­ti che già vi si tro­va­no. Il ri­sul­ta­to del con­fron­to è co­mu­ni­ca­to al­la SEM.7

4I da­ti tra­smes­si all’uni­tà cen­tra­le so­no di­strut­ti au­to­ma­ti­ca­men­te die­ci an­ni do­po il ri­le­va­men­to del­le im­pron­te di­gi­ta­li. La SEM chie­de all’uni­tà cen­tra­le di di­strug­ger­li an­zi­tem­po non ap­pe­na vie­ne a co­no­scen­za del fat­to che uno Sta­to vin­co­la­to da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no ha nel frat­tem­po con­ces­so la cit­ta­di­nan­za a una per­so­na i cui da­ti so­no sta­ti tra­smes­si dal­la Sviz­ze­ra al­la ban­ca da­ti Eu­ro­dac.


1 Acc. del 26 ott. 2004 tra la Con­fe­de­ra­zio­ne Sviz­ze­ra e la Co­mu­ni­tà eu­ro­pea sui cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi per de­ter­mi­na­re lo Sta­to com­pe­ten­te per l’esa­me di una do­man­da di asi­lo pre­sen­ta­ta in uno de­gli Sta­ti mem­bri o in Sviz­ze­ra (RS 0.142.392.68); Prot. del 28 feb. 2008 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne del Re­gno di Da­ni­mar­ca all’Acc. di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no (RS 0.142.393.141); Acc. del 17 dic. 2004 tra la Con­fe­de­ra­zio­ne Sviz­ze­ra, la Re­pub­bli­ca d’Islan­da e il Re­gno di Nor­ve­gia sull’at­tua­zio­ne, l’ap­pli­ca­zio­ne e lo svi­lup­po dell’ac­quis di Schen­gen non­ché sui cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi per de­ter­mi­na­re lo Sta­to com­pe­ten­te per l’esa­me di una do­man­da di asi­lo pre­sen­ta­ta in Sviz­ze­ra, in Islan­da o in Nor­ve­gia (RS 0.362.32).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 del DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l’«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l’agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
3 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 del DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l’«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l’agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
4 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 del DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l’«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l’agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
5 Re­go­la­men­to (UE) n. 604/2013 del Par­la­men­to eu­ro­peo e del Con­si­glio, del 26 giu­gno 2013, che sta­bi­li­sce i cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi di de­ter­mi­na­zio­ne del­lo Sta­to mem­bro com­pe­ten­te per l’esa­me di una do­man­da di pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le pre­sen­ta­ta in uno de­gli Sta­ti mem­bri da un cit­ta­di­no di un pae­se ter­zo o da un apo­li­de (ri­fu­sio­ne), ver­sio­ne del­la GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31.
6 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 del DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l’«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l’agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 del DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l’«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l’agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).

Art. 102ater Verifica delle impronte digitali Eurodac

1Un esper­to in dat­ti­lo­sco­pia con­trol­la le im­pron­te di­gi­ta­li in ca­so di ri­sul­ta­to po­si­ti­vo del­la con­sul­ta­zio­ne Eu­ro­dac.

2La SEM de­fi­ni­sce le qua­li­fi­che di cui de­ve di­spor­re l’esper­to in dat­ti­lo­sco­pia.


1 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 del DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l’«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l’agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).

Art. 102b Comunicazione di dati personali a uno Stato vincolato da un accordo di associazione alla normativa di Dublino

La co­mu­ni­ca­zio­ne di da­ti per­so­na­li al­le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti di Sta­ti vin­co­la­ti da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no è pa­ri­fi­ca­ta al­la co­mu­ni­ca­zio­ne di da­ti per­so­na­li tra or­ga­ni fe­de­ra­li.

Art. 102c Comunicazione di dati personali a uno Stato non vincolato da un accordo di associazione a Dublino

1Da­ti per­so­na­li pos­so­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti a Sta­ti ter­zi sol­tan­to se que­sti ga­ran­ti­sco­no un ade­gua­to li­vel­lo di pro­te­zio­ne.

2Qua­lo­ra non ga­ran­ti­sca un ade­gua­to li­vel­lo di pro­te­zio­ne, al­lo Sta­to ter­zo pos­so­no, nel ca­so spe­ci­fi­co, es­se­re co­mu­ni­ca­ti da­ti per­so­na­li se:

a.
la per­so­na in­te­res­sa­ta ha, sen­za om­bra di dub­bio, da­to il suo con­sen­so; trat­tan­do­si di da­ti per­so­na­li de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne o di pro­fi­li del­la per­so­na­li­tà, il con­sen­so de­ve es­se­re espli­ci­to;
b.
la co­mu­ni­ca­zio­ne è ne­ces­sa­ria per pro­teg­ge­re la vi­ta o l’in­co­lu­mi­tà fi­si­ca del­la per­so­na in­te­res­sa­ta; o
c.
la co­mu­ni­ca­zio­ne è ne­ces­sa­ria per tu­te­la­re un in­te­res­se pub­bli­co pre­pon­de­ran­te o per ac­cer­ta­re, eser­ci­ta­re o far va­le­re un di­rit­to in giu­sti­zia.

3Ol­tre che nei ca­si in­di­ca­ti nel ca­po­ver­so 2, pos­so­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti da­ti per­so­na­li an­che quan­do, nel ca­so spe­ci­fi­co, ga­ran­zie suf­fi­cien­ti as­si­cu­ra­no una pro­te­zio­ne ade­gua­ta del­la per­so­na in­te­res­sa­ta.

4Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce la por­ta­ta del­le ga­ran­zie da pre­sta­re e le re­la­ti­ve mo­da­li­tà.

5I da­ti pro­ve­nien­ti dal­la ban­ca da­ti Eu­ro­dac non pos­so­no in nes­sun ca­so es­se­re tra­smes­si a:

a.
uno Sta­to non vin­co­la­to da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Du­bli­no;
b.
or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­na­zio­na­li;
c.
sog­get­ti di di­rit­to pri­va­to.1

1 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 del DF del 26 set. 2014 (re­ce­pi­men­to del R [UE] n. 603/2013 che isti­tui­sce l’«Eu­ro­dac» e che mo­di­fi­ca il R [UE] n. 1077/2011 che isti­tui­sce l’agen­zia IT), in vi­go­re dal 20 lug. 2015 (RU 2015 2323; FF 2014 2411).

Art. 102d

1 Abro­ga­to dal n. 2 del­la LF del 19 mar. 2010 che tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro la de­ci­sio­ne qua­dro 2008/977/GAI sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti per­so­na­li trat­ta­ti nell’am­bi­to del­la coo­pe­ra­zio­ne giu­di­zia­ria e di po­li­zia in ma­te­ria pe­na­le, con ef­fet­to dal 1° dic. 2010 (RU 2010 3387 3417; FF 2009 5873).

Art. 102e Diritto d’accesso

Il di­rit­to d’ac­ces­so è ret­to dal­le di­spo­si­zio­ni fe­de­ra­li o can­to­na­li in ma­te­ria di pro­te­zio­ne dei da­ti.1 Il de­ten­to­re del­la col­le­zio­ne di da­ti for­ni­sce inol­tre le in­for­ma­zio­ni di cui di­spo­ne sull’ori­gi­ne dei da­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 del­la LF del 19 mar. 2010 che tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro la de­ci­sio­ne qua­dro 2008/977/GAI sul­la pro­te­zio­ne dei da­ti per­so­na­li trat­ta­ti nell’am­bi­to del­la coo­pe­ra­zio­ne giu­di­zia­ria e di po­li­zia in ma­te­ria pe­na­le, in vi­go­re dal 1° dic. 2010 (RU 2010 3387 3417; FF 2009 5873).

Sezione 3: Videosorveglianza

Art. 102ebis

1Per pro­teg­ge­re i be­ni e le per­so­ne, se­gna­ta­men­te i ri­chie­den­ti l’asi­lo, i col­la­bo­ra­to­ri del­la SEM, gli ad­det­ti all’as­si­sten­za e gli ad­det­ti al­la si­cu­rez­za, la SEM può im­pie­ga­re ap­pa­rec­chi e im­pian­ti di vi­deo­sor­ve­glian­za all’in­ter­no e all’ester­no de­gli edi­fi­ci che ge­sti­sce nel qua­dro del­la pro­ce­du­ra d’asi­lo ed ef­fet­tua­re re­gi­stra­zio­ni au­dio­vi­si­ve.

2Le re­gi­stra­zio­ni au­dio­vi­si­ve so­no con­ser­va­te per quat­tro me­si pri­ma di es­se­re au­to­ma­ti­ca­men­te di­strut­te, sal­vo che sia­no ne­ces­sa­rie per un pro­ce­di­men­to pe­na­le o un’in­chie­sta am­mi­ni­stra­ti­va con­dot­ta dal­la SEM.

3Le re­gi­stra­zio­ni au­dio­vi­si­ve pos­so­no es­se­re tra­smes­se sol­tan­to al­le au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le.

4In ca­so d’in­chie­sta am­mi­ni­stra­ti­va o pe­na­le, i re­spon­sa­bi­li del­la si­cu­rez­za del­la SEM e i lo­ro su­pe­rio­ri pos­so­no con­sul­ta­re le re­gi­stra­zio­ni.

5Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na le mo­da­li­tà del­la vi­deo­sor­ve­glian­za. De­ter­mi­na se­gna­ta­men­te qua­li edi­fi­ci e par­ti di edi­fi­ci pos­so­no es­se­re sot­to­po­sti a vi­deo­sor­ve­glian­za e di­sci­pli­na co­me le re­gi­stra­zio­ni de­vo­no es­se­re con­ser­va­te, pro­tet­te da­gli abu­si e tra­smes­se al­le au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le.