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Titolo settimo: Del sorgere della filiazione 224

224Nuovo testo giusta il n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Capo primo: Disposizioni generali 225

225Nuovo testo giusta il n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 252226  

A. Sor­ge­re del­la fi­lia­zio­ne in ge­ne­re

 

1 Il rap­por­to di fi­lia­zio­ne sor­ge, fra la ma­dre ed il fi­glio, con la na­sci­ta.

2 Fra l’al­tro ge­ni­to­re e il fi­glio, ri­sul­ta dal ma­tri­mo­nio con la ma­dre op­pu­re, se pre­vi­sto dal­la leg­ge, è sta­bi­li­to per ri­co­no­sci­men­to o per sen­ten­za del giu­di­ce.227

3 Inol­tre, il rap­por­to di fi­lia­zio­ne sor­ge con l’ado­zio­ne.

226Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

227 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 dic. 2020 (Ma­tri­mo­nio per tut­ti), in vi­go­re dal 1° lug. 2022 (RU 2021 747; FF 20197151, 2020 1135).

Art. 253228  

B. …

 

228Abro­ga­to dall’all. n. 2 del­la L del 24 mar. 2000 sul fo­ro, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 20002355; FF 19992427).

Art. 254229  
 

229Abro­ga­to dall’all. 1 n. II 3 del Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).

Capo secondo: Della genitorialità del marito o della moglie 230

230Nuovo testo giusta il n. I della LF del 18 dic. 2020 (Matrimonio per tutti), in vigore dal 1° lug. 2022 (RU 2021 747; FF 20197151, 2020 1135).

Art. 255232  

A. Pre­sun­zio­ne

I. Del­la ge­ni­to­ria­li­tà del ma­ri­to

 

1 Il ma­ri­to è pre­sun­to es­se­re il pa­dre del fi­glio na­to du­ran­te il ma­tri­mo­nio.

2 Se muo­re, il ma­ri­to è pre­sun­to es­se­re il pa­dre del fi­glio na­to en­tro tre­cen­to gior­ni dal­la sua mor­te op­pu­re, in ca­so di na­sci­ta più tar­di­va, se è pro­va­ta l’an­te­rio­ri­tà del con­ce­pi­men­to ri­spet­to al­la mor­te.

3 Se è di­chia­ra­to scom­par­so, il ma­ri­to è pre­sun­to es­se­re il pa­dre del fi­glio na­to en­tro tre­cen­to gior­ni dal mo­men­to del pe­ri­co­lo di mor­te o dell’ul­ti­ma no­ti­zia.

232Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

Art. 255a233  

II. Del­la ge­ni­to­ria­li­tà del­la mo­glie

 

1 Se al mo­men­to del­la na­sci­ta del fi­glio la ma­dre è spo­sa­ta con una don­na, e se il fi­glio è sta­to con­ce­pi­to me­dian­te do­no di sper­ma­to­zoi se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge del 18 di­cem­bre 1998234 sul­la me­di­ci­na del­la pro­crea­zio­ne, que­sta è con­si­de­ra­ta lal­tro ge­ni­to­re.

2 Se muo­re o è di­chia­ra­ta scom­par­sa, la mo­glie del­la ma­dre è con­si­de­ra­ta es­se­re l’al­tro ge­ni­to­re se l’in­se­mi­na­zio­ne ha avu­to luo­go pri­ma del suo de­ces­so o del pe­ri­co­lo di mor­te o dell’ul­ti­ma no­ti­zia.

233In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 dic. 2020 (Ma­tri­mo­nio per tut­ti), in vi­go­re dal 1° lug. 2022 (RU 2021 747; FF 20197151, 2020 1135).

234 RS 810.11

Art. 256236  

B. Con­te­sta­zio­ne del­la ge­ni­to­ria­li­tà del ma­ri­to

I. Di­rit­to all’azio­ne

 

1 La pre­sun­zio­ne di pa­ter­ni­tà può es­se­re con­te­sta­ta giu­di­zial­men­te:

1.
dal ma­ri­to;
2.
dal fi­glio, se la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca dei co­niu­gi è ces­sa­ta du­ran­te la sua mi­no­re età.

2 L’azio­ne del ma­ri­to è di­ret­ta con­tro il fi­glio e la ma­dre, quel­la del fi­glio con­tro il ma­ri­to e la ma­dre.

3 L’azio­ne è im­pro­po­ni­bi­le per il ma­ri­to che ha con­sen­ti­to al con­ce­pi­men­to da par­te di un ter­zo. Ri­guar­do il di­rit­to di con­te­sta­zio­ne del fi­glio è fat­ta sal­va la leg­ge del 18 di­cem­bre 1998237 sul­la me­di­ci­na del­la pro­crea­zio­ne.238

236Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

237 RS 810.11

238 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 39 del­la LF del 18 dic. 1998 sul­la me­di­ci­na del­la pro­crea­zio­ne, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 20003055; FF 1996III 189).

Art. 256a239  

II. Mo­ti­vo

1. Con­ce­pi­men­to nel ma­tri­mo­nio

 

1 Se il fi­glio è sta­to con­ce­pi­to du­ran­te il ma­tri­mo­nio, l’at­to­re de­ve di­mo­stra­re che il ma­ri­to non è il pa­dre.

2 Si pre­su­me con­ce­pi­to du­ran­te il ma­tri­mo­nio il fi­glio na­to non pri­ma di cen­tot­tan­ta gior­ni dal­la ce­le­bra­zio­ne del ma­tri­mo­nio e non ol­tre tre­cen­to gior­ni dal­lo scio­gli­men­to di que­st’ul­ti­mo per cau­sa di mor­te.240

239In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

240 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

Art. 256b241  

2. Con­ce­pi­men­to pri­ma del ma­tri­mo­nio o du­ran­te la so­spen­sio­ne del­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca

 

1 Se il fi­glio è sta­to con­ce­pi­to pri­ma del­la ce­le­bra­zio­ne del ma­tri­mo­nio o in un mo­men­to in cui la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca era so­spe­sa, la con­te­sta­zio­ne non dev’es­se­re ul­te­rior­men­te mo­ti­va­ta.

2 La pa­ter­ni­tà del ma­ri­to è tut­ta­via pre­sun­ta an­che in que­sto ca­so quan­do sia re­so ve­ro­si­mi­le ch’egli ab­bia avu­to con­cu­bi­to con la ma­dre al tem­po del con­ce­pi­men­to.

241In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 256c242  

III. Ter­mi­ne

 

1 Il ma­ri­to può pro­por­re l’azio­ne en­tro un an­no dac­ché eb­be no­ti­zia del­la na­sci­ta e dell’esclu­sa sua pa­ter­ni­tà, o del con­cu­bi­to di un ter­zo con la ma­dre al tem­po del con­ce­pi­men­to, in ogni ca­so pe­rò en­tro cin­que an­ni dal­la na­sci­ta.


2 L’azio­ne del fi­glio può es­se­re pro­po­sta al più tar­di un an­no do­po la rag­giun­ta mag­gio­re età.

3 Sca­du­to il ter­mi­ne, la con­te­sta­zio­ne è am­mes­sa se il ri­tar­do è scu­sa­to da gra­vi mo­ti­vi.

242In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 257243  

C. Du­pli­ce pre­sun­zio­ne

 

1 Se il fi­glio è na­to nei tre­cen­to gior­ni suc­ces­si­vi al­lo scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio per cau­sa di mor­te e la ma­dre è nel frat­tem­po pas­sa­ta a nuo­ve noz­ze, il pre­sun­to pa­dre è il se­con­do ma­ri­to.244

2 Se que­sta pre­sun­zio­ne è in­fir­ma­ta, si ha per pa­dre il pri­mo ma­ri­to.

243Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

244 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

Art. 258245  

D. Azio­ne dei ge­ni­to­ri

 

1 L’azio­ne di con­te­sta­zio­ne può es­se­re pro­po­sta dal pa­dre o dal­la ma­dre del ma­ri­to mor­to o di­ve­nu­to in­ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to pri­ma del­la sca­den­za del ter­mi­ne per pro­por­la.

2 Le di­spo­si­zio­ni sul­la con­te­sta­zio­ne da par­te del ma­ri­to si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.

3 Il ter­mi­ne an­nua­le per pro­por­re l’azio­ne de­cor­re al più pre­sto dal mo­men­to in cui si è avu­to co­no­scen­za del­la mor­te o dell’in­ca­pa­ci­tà di di­scer­ni­men­to del ma­ri­to.

245Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 259246  

E. Ma­tri­mo­nio dei ge­ni­to­ri

 

1 Se i ge­ni­to­ri si uni­sco­no in ma­tri­mo­nio, ai fi­gli pre­na­ti s’ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni sui fi­gli na­ti du­ran­te il ma­tri­mo­nio, to­sto che la pa­ter­ni­tà del ma­ri­to sia sta­ta sta­bi­li­ta per ri­co­no­sci­men­to o per sen­ten­za del giu­di­ce.

2 Il ri­co­no­sci­men­to può es­se­re con­te­sta­to:

1.
dal­la ma­dre;
2.
dal fi­glio o, do­po la sua mor­te, dai suoi di­scen­den­ti, se la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca dei co­niu­gi è ces­sa­ta du­ran­te la sua mi­no­re età o il ri­co­no­sci­men­to è sta­to pro­nun­cia­to sol­tan­to do­po il com­pi­men­to del suo do­di­ce­si­mo an­no d’età;
3.
dal Co­mu­ne di ori­gi­ne o di do­mi­ci­lio del ma­ri­to;
4.
dal ma­ri­to.

3 Le di­spo­si­zio­ni sul­la con­te­sta­zio­ne del ri­co­no­sci­men­to so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.

246Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Capo terzo: Del riconoscimento e della sentenza di paternità 247

247Nuovo testo giusta il n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 260248  

A. Ri­co­no­sci­men­to

I. Con­di­zio­ni e for­ma

 

1 Se il rap­por­to di fi­lia­zio­ne esi­ste sol­tan­to nei con­fron­ti del­la ma­dre, il pa­dre può ri­co­no­sce­re il fi­glio.

2 Se l’au­to­re del ri­co­no­sci­men­to è mi­no­ren­ne o sot­to cu­ra­te­la ge­ne­ra­le o se l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti l’ha or­di­na­to, oc­cor­re il con­sen­so del rap­pre­sen­tan­te le­ga­le.249

3 Il ri­co­no­sci­men­to av­vie­ne me­dian­te di­chia­ra­zio­ne da­van­ti all’uf­fi­cia­le di sta­to ci­vi­le o per te­sta­men­to o, se è pen­den­te un’azio­ne d’ac­cer­ta­men­to del­la pa­ter­ni­tà, da­van­ti al giu­di­ce.

248Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

249 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 260a250  

II. Con­te­sta­zio­ne

1. Di­rit­to all’azio­ne

 

1 Il ri­co­no­sci­men­to può es­se­re con­te­sta­to da­van­ti al giu­di­ce da ogni in­te­res­sa­to, se­gna­ta­men­te dal­la ma­dre, dal fi­glio e, do­po la sua mor­te, dai suoi di­scen­den­ti, non­ché dal Co­mu­ne di ori­gi­ne o di do­mi­ci­lio dell’au­to­re del ri­co­no­sci­men­to.

2 L’au­to­re del ri­co­no­sci­men­to può pro­por­re l’azio­ne sol­tan­to se ha ri­co­no­sciu­to il fi­glio sot­to l’in­flus­so di una mi­nac­cia di gra­ve ed im­mi­nen­te pe­ri­co­lo per la vi­ta, la sa­lu­te, l’ono­re o il pa­tri­mo­nio pro­prio o di una per­so­na a lui in­ti­ma­men­te le­ga­ta ov­ve­ro tro­van­do­si in er­ro­re cir­ca la sua pa­ter­ni­tà.

3 L’azio­ne è di­ret­ta con­tro l’au­to­re del ri­co­no­sci­men­to e il fi­glio, sem­pre­ché es­si non sia­no at­to­ri.

250In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 260b251  

2. Mo­ti­vo

 

1 L’at­to­re de­ve di­mo­stra­re che l’au­to­re del ri­co­no­sci­men­to non è il pa­dre.

2 Ma­dre e fi­glio de­vo­no tut­ta­via ad­dur­re que­sta pro­va sol­tan­to se l’au­to­re del ri­co­no­sci­men­to ren­de ve­ro­si­mi­le di aver avu­to con­cu­bi­to con la ma­dre al tem­po del con­ce­pi­men­to.

251In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 260c252  

3. Ter­mi­ne

 

1 L’at­to­re de­ve pro­por­re l’azio­ne en­tro un an­no da quan­do eb­be co­no­scen­za del ri­co­no­sci­men­to e del fat­to che l’au­to­re di es­so non è il pa­dre o che un ter­zo ha avu­to con­cu­bi­to con la ma­dre al tem­po del con­ce­pi­men­to, ov­ve­ro dal­la sco­per­ta dell’er­ro­re o dal­la ces­sa­zio­ne del­la mi­nac­cia, in ogni ca­so pe­rò en­tro cin­que an­ni dal ri­co­no­sci­men­to.

2 Tut­ta­via, l’azio­ne del fi­glio può es­se­re pro­po­sta fi­no a un an­no do­po la rag­giun­ta mag­gio­re età.

3 Sca­du­to il ter­mi­ne, la con­te­sta­zio­ne è am­mes­sa se il ri­tar­do è giu­sti­fi­ca­to da gra­vi mo­ti­vi.

252In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 261253  

B. Azio­ne di pa­ter­ni­tà

I. Di­rit­to all’azio­ne

 

1 Tan­to la ma­dre quan­to il fi­glio pos­so­no pro­por­re l’azio­ne d’ac­cer­ta­men­to del­la fi­lia­zio­ne pa­ter­na.

2 L’azio­ne è di­ret­ta con­tro il pa­dre o, do­po la sua mor­te e nell’or­di­ne qui da­to, con­tro i suoi di­scen­den­ti, ge­ni­to­ri o fra­tel­li e so­rel­le ov­ve­ro, se que­sti man­ca­no, con­tro l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te del suo ul­ti­mo do­mi­ci­lio.

3 Se il pa­dre è mor­to, sua mo­glie, a sal­va­guar­dia dei pro­pri in­te­res­si, è in­for­ma­ta dal giu­di­ce che l’azio­ne è sta­ta pro­po­sta.

253Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 262254  

II. Pre­sun­zio­ne

 

1 La pa­ter­ni­tà è pre­sun­ta quan­do il con­ve­nu­to ha avu­to con­cu­bi­to con la ma­dre nel tem­po dal tre­cen­te­si­mo al cen­tot­tan­te­si­mo gior­no pri­ma del­la na­sci­ta.

2 Que­sta pre­sun­zio­ne va­le an­che se il fi­glio è sta­to con­ce­pi­to in­nan­zi il tre­cen­te­si­mo gior­no o do­po il cen­tot­tan­te­si­mo gior­no pri­ma del­la na­sci­ta e il con­ve­nu­to ha avu­to con­cu­bi­to con la ma­dre al tem­po del con­ce­pi­men­to.

3 La pre­sun­zio­ne ca­de se il con­ve­nu­to di­mo­stra che la sua pa­ter­ni­tà è esclu­sa o me­no ve­ro­si­mi­le di quel­la al­trui.

254Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 263255  

III. Ter­mi­ne

 

1 L’azio­ne può es­se­re pro­po­sta pri­ma o do­po il par­to, ma al più tar­di:

1.
dal­la ma­dre, en­tro un an­no dal­la na­sci­ta;
2.
dal fi­glio, en­tro un an­no dal­la rag­giun­ta mag­gio­re età.

2 Se già esi­ste rap­por­to di fi­lia­zio­ne con un al­tro uo­mo, l’azio­ne può es­se­re in ogni ca­so pro­po­sta en­tro un an­no dal gior­no dell’estin­zio­ne di ta­le rap­por­to.

3 Sca­du­to il ter­mi­ne, l’azio­ne è am­mes­sa se il ri­tar­do è scu­sa­to da gra­vi mo­ti­vi.

255Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Capo quarto : Dell’adozione 256257

256Originario capo terzo.

257Nuovo testo giusta il n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 264258  

A. Ado­zio­ne di mi­no­ren­ni

I. Con­di­zio­ni ge­ne­ra­li

 

1 Il mi­no­ren­ne può es­se­re adot­ta­to quan­do gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne ab­bia­no prov­ve­du­to al­la sua cu­ra ed edu­ca­zio­ne du­ran­te al­me­no un an­no e l’in­sie­me del­le cir­co­stan­ze con­sen­ta di pre­ve­de­re che il vin­co­lo di fi­lia­zio­ne ser­vi­rà al suo be­ne, sen­za pre­giu­di­ca­re, in mo­do non equo, al­tri fi­gli de­gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne.

2 Un’ado­zio­ne è pos­si­bi­le sol­tan­to se, con­si­de­ra­ta la lo­ro età e si­tua­zio­ne per­so­na­le, gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne so­no in gra­do di prov­ve­de­re ai bi­so­gni del mi­no­ren­ne pre­su­mi­bil­men­te si­no al rag­giun­gi­men­to del­la mag­gio­re età.

258Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 264a259  

II. Ado­zio­ne con­giun­ta

 

1 I co­niu­gi pos­so­no adot­ta­re con­giun­ta­men­te un mi­no­ren­ne se vi­vo­no in co­mu­nio­ne do­me­sti­ca da al­me­no tre an­ni e se en­tram­bi han­no al­me­no 28 an­ni.

2 È pos­si­bi­le de­ro­ga­re all’età mi­ni­ma se è ne­ces­sa­rio per tu­te­la­re il be­ne del mi­no­ren­ne. I co­niu­gi de­vo­no mo­ti­va­re la ri­chie­sta di una de­ro­ga.

259In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972 (RU 1972 2653; FF 1971 1185). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 264b260  

III. Ado­zio­ne sin­go­la

 

1 Una per­so­na non co­niu­ga­ta e non vin­co­la­ta da un’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta può adot­ta­re da so­la un mi­no­ren­ne se ha al­me­no 28 an­ni.

2 Una per­so­na co­niu­ga­ta di al­me­no 28 an­ni può adot­ta­re da so­la un mi­no­ren­ne se il co­niu­ge è du­re­vol­men­te in­ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to o è, da ol­tre due an­ni, as­sen­te con igno­ta di­mo­ra, op­pu­re se vi è se­pa­ra­zio­ne giu­di­zia­le pro­nun­cia­ta da ol­tre tre an­ni.

3 Una per­so­na di al­me­no 28 an­ni vin­co­la­ta da un’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta può adot­ta­re da so­la un mi­no­ren­ne se il part­ner re­gi­stra­to è du­re­vol­men­te in­ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to o è, da ol­tre due an­ni, as­sen­te con igno­ta di­mo­ra.

4 È pos­si­bi­le de­ro­ga­re all’età mi­ni­ma se è ne­ces­sa­rio per tu­te­la­re il be­ne del mi­no­ren­ne. L’aspi­ran­te all’ado­zio­ne de­ve mo­ti­va­re la ri­chie­sta di una de­ro­ga.

260In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 264c261  

IV. Ado­zio­ne del fi­glia­stro

 

1 Una per­so­na può adot­ta­re il fi­glio del:

1.
co­niu­ge;
2.
part­ner re­gi­stra­to;
3.
con­vi­ven­te di fat­to.

2 La cop­pia de­ve vi­ve­re in co­mu­nio­ne do­me­sti­ca da al­me­no tre an­ni.

3 I con­vi­ven­ti di fat­to non pos­so­no es­se­re né co­niu­ga­ti né vin­co­la­ti da un’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta.

261 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 264d262  

V. Dif­fe­ren­za d’età

 

1 La dif­fe­ren­za d’età tra l’adot­tan­do e gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne non può es­se­re né in­fe­rio­re a 16 an­ni né su­pe­rio­re a 45 an­ni.

2 So­no pos­si­bi­li de­ro­ghe se è ne­ces­sa­rio per tu­te­la­re il be­ne dell’adot­tan­do. Gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne de­vo­no mo­ti­va­re la ri­chie­sta di una de­ro­ga.

262 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 265263  

VI. Con­sen­so dell’adot­tan­do e dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri

 

1 Se l’adot­tan­do è ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to, il suo con­sen­so è ne­ces­sa­rio per­ché pos­sa es­se­re adot­ta­to.

2 Se è sot­to tu­te­la o cu­ra­te­la, è ne­ces­sa­rio il con­sen­so dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri, quand’an­che l’adot­tan­do sia ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to.

263Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 265a265  

VII. Con­sen­so dei ge­ni­to­ri

1. For­ma

 

1 Per l’ado­zio­ne è ri­chie­sto il con­sen­so del pa­dre e del­la ma­dre dell’adot­tan­do.

2 Il con­sen­so dev’es­se­re da­to, oral­men­te o per scrit­to, all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri266 del do­mi­ci­lio o del­la di­mo­ra dei ge­ni­to­ri o dell’adot­tan­do e re­gi­stra­to a ver­ba­le.

3 È va­li­do an­che ove non in­di­cas­se gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne o que­sti non fos­se­ro an­co­ra de­si­gna­ti.267

265In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

266 Nuo­va espr. giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.

267 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 265b268  

2. Ter­mi­ni

 

1 Il con­sen­so non può es­se­re da­to pri­ma di sei set­ti­ma­ne dal­la na­sci­ta dell’adot­tan­do.

2 Può es­se­re re­vo­ca­to en­tro sei set­ti­ma­ne dal­la ri­ce­zio­ne.

3 Se rin­no­va­to do­po la re­vo­ca è de­fi­ni­ti­vo.

268In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973(RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

Art. 265c269  

3. Astra­zio­ne

a. Con­di­zio­ni

 

Si può pre­scin­de­re dal con­sen­so di un ge­ni­to­re se que­sti è sco­no­sciu­to, as­sen­te da lun­go tem­po con igno­ta di­mo­ra op­pu­re du­re­vol­men­te in­ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to.

269In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 265d270  

b. De­ci­sio­ne

 

1 Se il mi­no­ren­ne è af­fi­da­to in vi­sta dell’ado­zio­ne agli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne e fa di­fet­to il con­sen­so di uno dei ge­ni­to­ri, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri del do­mi­ci­lio del mi­no­ren­ne de­ci­de, a ri­chie­sta del tu­to­re o del cu­ra­to­re, di un uf­fi­cio per il col­lo­ca­men­to op­pu­re de­gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne e, di re­go­la, pri­ma dell’af­fi­da­men­to, se si pos­sa pre­scin­de­re da ta­le con­sen­so.271

2 Ne­gli al­tri ca­si, la de­ci­sio­ne è pre­sa al mo­men­to dell’ado­zio­ne.

3 ...272

270In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

271 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

272 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), con ef­fet­to dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 266273  

B. Ado­zio­ne di mag­gio­ren­ni

 

1 Una per­so­na mag­gio­ren­ne può es­se­re adot­ta­ta se:

1.
è du­re­vol­men­te bi­so­gno­sa di aiu­to per in­fer­mi­tà fi­si­ca, men­ta­le o psi­chi­ca e gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne han­no prov­ve­du­to al­la sua cu­ra per al­me­no un an­no;
2.
du­ran­te la sua mi­no­re età, gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne han­no prov­ve­du­to, per al­me­no un an­no, al­la sua cu­ra ed edu­ca­zio­ne; o
3.
esi­sto­no al­tri mo­ti­vi gra­vi ed es­sa ha vis­su­to, per al­me­no un an­no, in co­mu­nio­ne do­me­sti­ca con gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne.

2 Per al­tro si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni sull’ado­zio­ne dei mi­no­ren­ni; è ec­cet­tua­ta la di­spo­si­zio­ne sul con­sen­so dei ge­ni­to­ri.

273Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 267274  

C. Ef­fet­ti

I. In ge­ne­ra­le

 

1 L’adot­ta­to ac­qui­sta lo sta­to giu­ri­di­co di fi­glio dell’adot­tan­te.

2 I vin­co­li di fi­lia­zio­ne an­te­rio­ri so­no sciol­ti.

3 Il vin­co­lo di fi­lia­zio­ne non è sciol­to nei ri­guar­di del:

1.
co­niu­ge dell’adot­tan­te;
2.
part­ner re­gi­stra­to dell’adot­tan­te;
3.
con­vi­ven­te di fat­to dell’adot­tan­te.

274Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 267a275  

II. No­me

 

1 In ca­so di ado­zio­ne con­giun­ta o di ado­zio­ne sin­go­la può es­se­re da­to all’adot­ta­to mi­no­ren­ne, per mo­ti­vi de­gni di ri­spet­to, un nuo­vo pre­no­me. Pri­ma del cam­bia­men­to del pre­no­me, il mi­no­ren­ne è sen­ti­to per­so­nal­men­te e ap­pro­pria­ta­men­te dall’au­to­ri­tà com­pe­ten­te o da un ter­zo in­ca­ri­ca­to, ec­cet­to che la sua età o al­tri mo­ti­vi gra­vi vi si op­pon­ga­no. Se il mi­no­ren­ne ha al­me­no 12 an­ni è ne­ces­sa­rio il suo con­sen­so.

2 Il co­gno­me dell’adot­ta­to mi­no­ren­ne è ret­to dal­le di­spo­si­zio­ni su­gli ef­fet­ti del­la fi­lia­zio­ne. Ta­li di­spo­si­zio­ni si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia se il mi­no­ren­ne è adot­ta­to dal part­ner re­gi­stra­to del­la ma­dre o del pa­dre.

3 L’au­to­ri­tà com­pe­ten­te può, per mo­ti­vi de­gni di ri­spet­to, au­to­riz­za­re un adot­tan­do mag­gio­ren­ne a con­ser­va­re il co­gno­me pre­ce­den­te.

4 Il cam­bia­men­to del co­gno­me di un adot­tan­do mag­gio­ren­ne non ha ri­per­cus­sio­ni sul co­gno­me di ter­zi che de­ri­vi dal co­gno­me pre­ce­den­te dell’adot­tan­do, a me­no che es­si ac­con­sen­ta­no espres­sa­men­te a un cam­bia­men­to del co­gno­me.

275In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 267b276  

III. Cit­ta­di­nan­za

 

La cit­ta­di­nan­za dell’adot­ta­to mi­no­ren­ne è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni su­gli ef­fet­ti del­la fi­lia­zio­ne.

276 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268277  

D. Pro­ce­du­ra

I. In ge­ne­ra­le

 

1 L’ado­zio­ne è pro­nun­cia­ta dall’au­to­ri­tà can­to­na­le com­pe­ten­te del do­mi­ci­lio dei ge­ni­to­ri adot­ti­vi.

2 Le con­di­zio­ni di ado­zio­ne de­vo­no es­se­re adem­piu­te già al mo­men­to del­la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da.278

3 Pre­sen­ta­ta la do­man­da, il so­prav­ve­ni­re del­la mor­te o dell’in­ca­pa­ci­tà di di­scer­ni­men­to dell’adot­tan­te non è di osta­co­lo all’ado­zio­ne, pur­ché sia­no an­co­ra adem­piu­te le al­tre con­di­zio­ni.279

4 Se l’adot­tan­do di­ven­ta mag­gio­ren­ne do­po la pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da, ri­man­go­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni sull’ado­zio­ne di mi­no­ren­ni se le per­ti­nen­ti con­di­zio­ni era­no pre­ce­den­te­men­te adem­piu­te.280

5 La de­ci­sio­ne di ado­zio­ne con­tie­ne tut­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per l’iscri­zio­ne del pre­no­me, del co­gno­me e del­la cit­ta­di­nan­za dell’adot­ta­to nel re­gi­stro del­lo sta­to ci­vi­le.281

277Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

278 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

279 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

280 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

281 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268a282  

II. Istrut­to­ria

 

1 L’ado­zio­ne può es­se­re pro­nun­cia­ta so­lo do­po istrut­to­ria sul­le cir­co­stan­ze es­sen­zia­li, even­tual­men­te con la col­la­bo­ra­zio­ne di pe­ri­ti.

2 Oc­cor­re spe­cial­men­te in­da­ga­re sul­la per­so­na­li­tà e la sa­lu­te de­gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne e dell’adot­tan­do, la com­pa­ti­bi­li­tà dei sog­get­ti, l’ido­nei­tà ad edu­ca­re il fi­glio, la si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca, i mo­ti­vi e le con­di­zio­ni fa­mi­lia­ri de­gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne, co­me pu­re sul de­cor­so dei rap­por­ti d’as­si­sten­za.283

3 ...284

282In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

283 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

284 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), con ef­fet­to dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268abis285  

III. Au­di­zio­ne dell’adot­tan­do

 

1 L’adot­tan­do è per­so­nal­men­te e ap­pro­pria­ta­me­ne sen­ti­to dall’au­to­ri­tà can­to­na­le cui com­pe­te la pro­ce­du­ra d’ado­zio­ne o da un ter­zo in­ca­ri­ca­to, ec­cet­to che la sua età o al­tri mo­ti­vi gra­vi vi si op­pon­ga­no.

2 L’au­di­zio­ne è mes­sa a ver­ba­le.

3 L’adot­tan­do ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to può in­ter­por­re re­cla­mo con­tro la ne­ga­ta au­di­zio­ne.

285 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268ater286  

IV. Rap­pre­sen­tan­za dell’adot­tan­do

 

1 Se ne­ces­sa­rio, l’au­to­ri­tà can­to­na­le cui com­pe­te la pro­ce­du­ra d’ado­zio­ne or­di­na che l’adot­tan­do sia rap­pre­sen­ta­to da un esper­to in que­stio­ni as­si­sten­zia­li e giu­ri­di­che.

2 La rap­pre­sen­tan­za è or­di­na­ta in ogni ca­so se l’adot­tan­do ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to la chie­de.

3 L’adot­tan­do ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to può in­ter­por­re re­cla­mo con­tro il di­nie­go di isti­tui­re la rap­pre­sen­tan­za.

286 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268aquater287  

V. Con­si­de­ra­zio­ne dell’at­teg­gia­men­to dei con­giun­ti

 

1 Va te­nu­to con­to dell’at­teg­gia­men­to dei di­scen­den­ti de­gli aspi­ran­ti all’ado­zio­ne.

2 Pri­ma dell’ado­zio­ne di un mag­gio­ren­ne va con­si­de­ra­to an­che l’at­teg­gia­men­to:

1.
del co­niu­ge o del part­ner re­gi­stra­to dell’adot­tan­do;
2.
dei ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci dell’adot­tan­do; e
3.
dei di­scen­den­ti dell’adot­tan­do, ec­cet­to che la lo­ro età o al­tri mo­ti­vi gra­vi vi si op­pon­ga­no.

3 La de­ci­sio­ne di ado­zio­ne è, per quan­to pos­si­bi­le, co­mu­ni­ca­ta a ta­li per­so­ne.

287 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268b288  

Dbis. Se­gre­to dell’ado­zio­ne

 

1 L’adot­ta­to e i ge­ni­to­ri adot­ti­vi han­no di­rit­to al ri­spet­to del se­gre­to dell’ado­zio­ne.

2 Le in­for­ma­zio­ni at­te a iden­ti­fi­ca­re il mi­no­ren­ne adot­ta­to o i suoi ge­ni­to­ri adot­ti­vi pos­so­no es­se­re re­se no­te ai ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci sol­tan­to se l’adot­ta­to è ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to e se i ge­ni­to­ri adot­ti­vi e l’adot­ta­to vi han­no ac­con­sen­ti­to.

3 Le in­for­ma­zio­ni at­te a iden­ti­fi­ca­re l’adot­ta­to mag­gio­ren­ne pos­so­no es­se­re re­se no­te ai ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci e ai lo­ro di­scen­den­ti di­ret­ti sol­tan­to se l’adot­ta­to vi ha ac­con­sen­ti­to.

288In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268c289  

Dter. In­for­ma­zio­ne cir­ca l’ado­zio­ne, i ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci e i lo­ro di­scen­den­ti

 

1 I ge­ni­to­ri adot­ti­vi in­for­ma­no l’adot­ta­to cir­ca la sua ado­zio­ne te­nen­do con­to del­la sua età e del suo gra­do di ma­tu­ri­tà.

2 L’adot­ta­to mi­no­ren­ne ha di­rit­to di es­se­re in­for­ma­to sui suoi ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci, pur­ché le in­for­ma­zio­ni non per­met­ta­no di iden­ti­fi­car­li. Gli so­no for­ni­te in­for­ma­zio­ni at­te a iden­ti­fi­car­li sol­tan­to se di­mo­stra un in­te­res­se de­gno di pro­te­zio­ne.

3 L’adot­ta­to mag­gio­ren­ne può in ogni tem­po chie­de­re che gli sia­no re­se no­te l’iden­ti­tà dei suoi ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci e al­tre in­for­ma­zio­ni su di es­si. Può inol­tre chie­de­re che gli sia­no for­ni­te in­for­ma­zio­ni sui di­scen­den­ti di­ret­ti dei suoi ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci, se que­sti so­no mag­gio­ren­ni e vi han­no ac­con­sen­ti­to.

289 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 del­la LF del 22 giu. 2001 re­la­ti­va al­la Con­ven­zio­ne dell’Aia sull’ado­zio­ne e a prov­ve­di­men­ti per la pro­te­zio­ne del mi­no­re nel­le ado­zio­ni in­ter­na­zio­na­li (RU 20023988; FF 19994799). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268d290  

Dqua­ter. Ser­vi­zio can­to­na­le pre­po­sto all’in­for­ma­zio­ne e ser­vi­zi di ri­cer­ca

 

1 Le in­for­ma­zio­ni cir­ca i ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci e i lo­ro di­scen­den­ti di­ret­ti o l’adot­ta­to so­no for­ni­te dall’au­to­ri­tà can­to­na­le cui com­pe­te la pro­ce­du­ra d’ado­zio­ne.

2 L’au­to­ri­tà can­to­na­le in­for­ma in me­ri­to al­la do­man­da d’in­for­ma­zio­ne le per­so­ne og­get­to di ta­le do­man­da e, se ne­ces­sa­rio, ri­chie­de il lo­ro con­sen­so a es­se­re con­tat­ta­te dal ri­chie­den­te. Può af­fi­da­re ta­li com­pi­ti a un ser­vi­zio spe­cia­liz­za­to nel­la ri­cer­ca di per­so­ne.

3 Se le per­so­ne og­get­to del­la do­man­da d’in­for­ma­zio­ne ri­fiu­ta­no di sta­bi­li­re un con­tat­to per­so­na­le, l’au­to­ri­tà can­to­na­le o il ser­vi­zio in­ca­ri­ca­to del­le ri­cer­che ne in­for­ma i ri­chie­den­ti e li ren­de at­ten­ti sui di­rit­ti del­la per­so­na­li­tà del­le per­so­ne og­get­to del­la do­man­da d’in­for­ma­zio­ne.

4 I Can­to­ni de­si­gna­no un uf­fi­cio in­ca­ri­ca­to di con­si­glia­re i ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci, i lo­ro di­scen­den­ti di­ret­ti o l’adot­ta­to che ne fac­cia­no ri­chie­sta.

290 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 268e291  

Dquin­quies. Re­la­zio­ni per­so­na­li con i ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci

 

1 I ge­ni­to­ri adot­ti­vi e i ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci pos­so­no con­ve­ni­re che ai se­con­di sia con­ces­so il di­rit­to di in­trat­te­ne­re ade­gua­te re­la­zio­ni per­so­na­li con l’adot­ta­to mi­no­ren­ne. Ta­le con­ven­zio­ne e le sue even­tua­li mo­di­fi­che so­no sot­to­po­ste per ap­pro­va­zio­ne all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri del do­mi­ci­lio dell’adot­ta­to. Pri­ma di de­ci­de­re, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri o un ter­zo in­ca­ri­ca­to sen­te per­so­nal­men­te e ap­pro­pria­ta­men­te l’adot­ta­to, ec­cet­to che la sua età o al­tri mo­ti­vi gra­vi vi si op­pon­ga­no. Se l’adot­ta­to è ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to è ne­ces­sa­rio il suo con­sen­so al­la con­ven­zio­ne.

2 Se il be­ne dell’adot­ta­to è mi­nac­cia­to o vi è di­sac­cor­do cir­ca l’at­tua­zio­ne del­la con­ven­zio­ne, de­ci­de l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.

3 L’adot­ta­to può ri­fiu­ta­re in ogni tem­po il con­tat­to con i ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci. Con­tro la sua vo­lon­tà i ge­ni­to­ri adot­ti­vi non pos­so­no nep­pu­re for­ni­re in­for­ma­zio­ni ai ge­ni­to­ri bio­lo­gi­ci.

291 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 269292  

E. Con­te­sta­zio­ne

I. Mo­ti­vi

1. Man­can­za del con­sen­so

 

1 L’ado­zio­ne può es­se­re con­te­sta­ta giu­di­zial­men­te da chi, sen­za mo­ti­vo le­ga­le, non fu ri­chie­sto del con­sen­so, pur­ché il be­ne del fi­glio non ri­sul­ti se­ria­men­te com­pro­mes­so.

2 L’azio­ne non è da­ta ai ge­ni­to­ri, qua­lo­ra pos­sa­no ri­cor­re­re al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le con­tro la de­ci­sio­ne.

292Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

Art. 269a293  

2. Al­tri vi­zi

 

1 L’ado­zio­ne in­fi­cia­ta d’al­tri vi­zi gra­vi può es­se­re con­te­sta­ta da ogni in­te­res­sa­to, spe­cial­men­te dal Co­mu­ne d’ori­gi­ne o di do­mi­ci­lio.

2 L’azio­ne è tut­ta­via esclu­sa, se il vi­zio è sta­to nel frat­tem­po eli­mi­na­to, op­pu­re se con­cer­ne sol­tan­to pre­scri­zio­ni di pro­ce­du­ra.

293In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

Art. 269b294  

II. Ter­mi­ne

 

L’azio­ne de­ve es­se­re pro­po­sta en­tro sei me­si dal mo­men­to in cui fu co­no­sciu­to il mo­ti­vo del­la con­te­sta­zio­ne e, in ogni ca­so, en­tro due an­ni dall’ado­zio­ne.

294In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

Art. 269c295  

F. Col­lo­ca­men­to in vi­sta d’ado­zio­ne

 

1 La Con­fe­de­ra­zio­ne eser­ci­ta la vi­gi­lan­za sul col­lo­ca­men­to de­gli adot­tan­di.

2 Chi si oc­cu­pa di que­sti col­lo­ca­men­ti a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le o in re­la­zio­ne al­la sua pro­fes­sio­ne de­ve ave­re un’au­to­riz­za­zio­ne; è fat­to sal­vo il col­lo­ca­men­to da par­te dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.296

3 Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na le nor­me ese­cu­ti­ve e di­sci­pli­na il con­cor­so dell’au­to­ri­tà can­to­na­le com­pe­ten­te in ma­te­ria di col­lo­ca­men­to in vi­sta d’ado­zio­ne, nell’ac­cer­ta­men­to del­le con­di­zio­ni per l’au­to­riz­za­zio­ne e nel­la vi­gi­lan­za.

4297

295In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 30 giu. 1972 (FF 1971 II 85). Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 del­la LF del 22 giu. 2001 re­la­ti­va al­la Con­ven­zio­ne dell’Aia sull’ado­zio­ne e a prov­ve­di­men­ti per la pro­te­zio­ne del mi­no­re nel­le ado­zio­ni in­ter­na­zio­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023988; FF 19994799).

296 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

297 Abro­ga­to dall’all. n. 15 del­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 20062197; FF 2001 3764).

Titolo ottavo: Degli effetti della filiazione 298

298Nuovo testo giusta il n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Capo primo: Della comunione dei figli coi genitori 299

299Introdotto dal n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 270300  

A. Co­gno­me

I. Fi­glio di ge­ni­to­ri co­niu­ga­ti

 

1 Se i ge­ni­to­ri so­no uni­ti in ma­tri­mo­nio e por­ta­no co­gno­mi di­ver­si, il fi­glio ne as­su­me il co­gno­me da ce­li­be o nu­bi­le da es­si scel­to per i fi­gli co­mu­ni in oc­ca­sio­ne del ma­tri­mo­nio.

2 En­tro un an­no dal­la na­sci­ta del pri­mo fi­glio, i ge­ni­to­ri pos­so­no chie­de­re con­giun­ta­men­te che il fi­glio por­ti il co­gno­me da ce­li­be o nu­bi­le dell’al­tro ge­ni­to­re.

3 Se i ge­ni­to­ri por­ta­no un co­gno­me co­niu­ga­le, il fi­glio as­su­me ta­le co­gno­me.

300Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Co­gno­me e cit­ta­di­nan­za), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 2569; FF 2009 65776585).

Art. 270a301  

II. Fi­glio di ge­ni­to­ri non co­niu­ga­ti

 

1 Se l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le spet­ta a un so­lo ge­ni­to­re, il fi­glio ne as­su­me il co­gno­me da nu­bi­le o da ce­li­be. Se l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le è eser­ci­ta­ta con­giun­ta­men­te, i ge­ni­to­ri sta­bi­li­sco­no se il fi­glio por­te­rà il co­gno­me da nu­bi­le del­la ma­dre o il co­gno­me da ce­li­be del pa­dre.

2 Se l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta è isti­tui­ta do­po la na­sci­ta del pri­mo fi­glio, en­tro un an­no dal­la sua isti­tu­zio­ne i ge­ni­to­ri pos­so­no di­chia­ra­re all’uf­fi­cia­le del­lo sta­to ci­vi­le che il fi­glio por­te­rà il co­gno­me da nu­bi­le o da ce­li­be dell’al­tro ge­ni­to­re. La di­chia­ra­zio­ne va­le per tut­ti i fi­gli co­mu­ni, a pre­scin­de­re dall’at­tri­bu­zio­ne dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le.

3 Se l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le non spet­ta ad al­cu­no dei ge­ni­to­ri, il fi­glio as­su­me il co­gno­me da nu­bi­le del­la ma­dre.

4 Le mo­di­fi­che dell’at­tri­bu­zio­ne dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le non han­no ri­per­cus­sio­ni sul co­gno­me. So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni sul cam­bia­men­to del no­me.


301 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Co­gno­me e cit­ta­di­nan­za) (RU 2012 2569; FF 2009 65776585). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 270b302  

III. Con­sen­so del fi­glio

 

Il co­gno­me del fi­glio che ha com­piu­to il do­di­ce­si­mo an­no di età può es­se­re cam­bia­to sol­tan­to con il suo con­sen­so.

302 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Co­gno­me e cit­ta­di­nan­za), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 2569; FF 2009 65776585).

Art. 271303  

B. Cit­ta­di­nan­za

 

1 Il fi­glio ac­qui­sta la cit­ta­di­nan­za can­to­na­le e l’at­ti­nen­za co­mu­na­le del ge­ni­to­re di cui por­ta il co­gno­me.

2 Se as­su­me il co­gno­me dell’al­tro ge­ni­to­re, il fi­glio mi­no­ren­ne ne ac­qui­sta an­che la cit­ta­di­nan­za can­to­na­le e l’at­ti­nen­za co­mu­na­le, in luo­go e ve­ce di quel­le an­te­rio­ri.

303Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Co­gno­me e cit­ta­di­nan­za), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 2569; FF 2009 65776585).

Art. 272304  

C. Do­ve­ri vi­cen­de­vo­li

 

I ge­ni­to­ri ed i fi­gli si de­vo­no vi­cen­de­vol­men­te l’as­si­sten­za, i ri­guar­di e il ri­spet­to che il be­ne del­la co­mu­nio­ne ri­chie­de.

304Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 273305  

D. Re­la­zio­ni per­so­na­li

I. Ge­ni­to­ri e fi­glio

1. Prin­ci­pio

 

1 I ge­ni­to­ri che non so­no de­ten­to­ri dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le o del­la cu­sto­dia non­ché il fi­glio mi­no­ren­ne han­no re­ci­pro­ca­men­te il di­rit­to di con­ser­va­re le re­la­zio­ni per­so­na­li in­di­ca­te dal­le cir­co­stan­ze.

2 Se l’eser­ci­zio o il man­ca­to eser­ci­zio del­le re­la­zio­ni per­so­na­li è pre­giu­di­zie­vo­le al fi­glio, op­pu­re al­tri mo­ti­vi lo esi­go­no, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri può ri­chia­ma­re ai lo­ro do­ve­ri i ge­ni­to­ri, gli af­fi­lian­ti o il fi­glio e da­re lo­ro istru­zio­ni.

3 Il pa­dre o la ma­dre può esi­ge­re che il suo di­rit­to all’eser­ci­zio del­le re­la­zio­ni per­so­na­li sia re­go­la­to.

305Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

Art. 274306  

2. Li­mi­ti

 

1 Pa­dre e ma­dre de­vo­no aste­ner­si da tut­to ciò che al­te­ri i rap­por­ti del fi­glio con l’al­tro ge­ni­to­re o in­tral­ci il com­pi­to dell’edu­ca­to­re.


2 Il di­rit­to al­le re­la­zio­ni per­so­na­li può es­se­re ne­ga­to o re­vo­ca­to se pre­giu­di­ca il be­ne del fi­glio, se i ge­ni­to­ri se ne so­no av­val­si in vio­la­zio­ne dei lo­ro do­ve­ri o non si so­no cu­ra­ti se­ria­men­te del fi­glio, ov­ve­ro per al­tri gra­vi mo­ti­vi.

3 Se i ge­ni­to­ri han­no ac­con­sen­ti­to all’ado­zio­ne del fi­glio o se si può pre­scin­de­re da ta­le con­sen­so, il di­rit­to al­le re­la­zio­ni per­so­na­li si estin­gue ap­pe­na il fi­glio sia col­lo­ca­to in vi­sta d’ado­zio­ne.

306Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 274a307  

II. Ter­zi

 

1 In cir­co­stan­ze straor­di­na­rie, il di­rit­to al­le re­la­zio­ni per­so­na­li può es­se­re con­fe­ri­to an­che a al­tre per­so­ne, se­gna­ta­men­te a pa­ren­ti, in quan­to ciò ser­va al be­ne del fi­glio.

2 I li­mi­ti del di­rit­to di vi­si­ta po­sti ai ge­ni­to­ri vi­go­no per ana­lo­gia.

307In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 275308  

III. Com­pe­ten­za

 

1 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri del do­mi­ci­lio del fi­glio è com­pe­ten­te per le mi­su­re in me­ri­to al­le re­la­zio­ni per­so­na­li; è pu­re com­pe­ten­te l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri del luo­go di di­mo­ra del fi­glio se que­st’ul­ti­ma ha già pre­so o pren­de mi­su­re a pro­te­zio­ne del fi­glio.

2 Se de­ci­de in me­ri­to all’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, al­la cu­sto­dia o al con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to se­con­do le di­spo­si­zio­ni sul di­vor­zio e a tu­te­la dell’unio­ne co­niu­ga­le, il giu­di­ce di­sci­pli­na an­che le re­la­zio­ni per­so­na­li.309

3 Se non so­no sta­te an­co­ra pre­se mi­su­re cir­ca il di­rit­to del pa­dre e del­la ma­dre, le re­la­zio­ni per­so­na­li non pos­so­no es­se­re eser­ci­ta­te con­tro la vo­lon­tà del­la per­so­na cui com­pe­te l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le o la cu­sto­dia.

308Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

309 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 275a310  

E. In­for­ma­zio­ne e schia­ri­men­ti

 

1 I ge­ni­to­ri sen­za au­to­ri­tà pa­ren­ta­le de­vo­no es­se­re in­for­ma­ti su­gli av­ve­ni­men­ti par­ti­co­la­ri so­prag­giun­ti nel­la vi­ta del fi­glio e de­vo­no es­se­re sen­ti­ti pri­ma di de­ci­sio­ni im­por­tan­ti per lo svi­lup­po del fi­glio.


2 Es­si, al­la stre­gua del de­ten­to­re dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, pos­so­no chie­de­re ai ter­zi che par­te­ci­pa­no al­le cu­re del fi­glio, se­gna­ta­men­te ai do­cen­ti e ai me­di­ci, in­for­ma­zio­ni sul­lo sta­to e sul­lo svi­lup­po di co­stui.

3 Le di­spo­si­zio­ni sui li­mi­ti del di­rit­to al­le re­la­zio­ni per­so­na­li e sul­la com­pe­ten­za si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.

310 In­tro­dot­to dal n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

Capo secondo: Del mantenimento da parte dei genitori 311

311Introdotto dal n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 276313  

A. In ge­ne­re

I. Og­get­to e esten­sio­ne

 

1 Il man­te­ni­men­to con­si­ste nel­la cu­ra, nell’edu­ca­zio­ne e in pre­sta­zio­ni pe­cu­nia­rie.314

2 I ge­ni­to­ri prov­ve­do­no in co­mu­ne, cia­scu­no nel­la mi­su­ra del­le sue for­ze, al de­bi­to man­te­ni­men­to del fi­glio e as­su­mo­no in par­ti­co­la­re le spe­se di cu­ra, di edu­ca­zio­ne, di for­ma­zio­ne e del­le mi­su­re pre­se a sua tu­te­la.315

3 I ge­ni­to­ri so­no li­be­ra­ti dall’ob­bli­go di man­te­ni­men­to nel­la mi­su­ra in cui si pos­sa ra­gio­ne­vol­men­te pre­ten­de­re che il fi­glio vi prov­ve­da da sé con il pro­ven­to del suo la­vo­ro o con al­tri mez­zi.

313Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

314 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

315 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 276a316  

II. Prio­ri­tà dell’ob­bli­go di man­te­ni­men­to nei con­fron­ti del fi­glio mi­no­ren­ne

 

1 L’ob­bli­go di man­te­ni­men­to nei con­fron­ti del fi­glio mi­no­ren­ne pre­va­le su­gli al­tri ob­bli­ghi di man­te­ni­men­to del di­rit­to di fa­mi­glia.

2 In ca­si mo­ti­va­ti, il giu­di­ce può de­ro­ga­re a que­sta re­go­la, in par­ti­co­la­re per non pe­na­liz­za­re il fi­glio mag­gio­ren­ne aven­te di­rit­to al man­te­ni­men­to.

316 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 277317  

B. Du­ra­ta

 

1 L’ob­bli­go di man­te­ni­men­to du­ra fi­no al­la mag­gio­re età del fi­glio.

2 Se, rag­giun­ta la mag­gio­re età, il fi­glio non ha an­co­ra una for­ma­zio­ne ap­pro­pria­ta, i ge­ni­to­ri, per quan­to si pos­sa ra­gio­ne­vol­men­te pre­ten­de­re da lo­ro da­to l’in­sie­me del­le cir­co­stan­ze, de­vo­no con­ti­nua­re a prov­ve­de­re al suo man­te­ni­men­to fi­no al mo­men­to in cui una si­mi­le for­ma­zio­ne pos­sa nor­mal­men­te con­clu­der­si.318

317Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

318Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 7 ott. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1996 (RU 1995 1126; FF 1993 I 921).

Art. 278319  

C. Ge­ni­to­ri co­niu­ga­ti

 

1 Du­ran­te il ma­tri­mo­nio, i ge­ni­to­ri sop­por­ta­no le spe­se del man­te­ni­men­to del fi­glio se­con­do le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to ma­tri­mo­nia­le.

2 I co­niu­gi si de­vo­no vi­cen­de­vol­men­te ade­gua­ta as­si­sten­za nell’adem­pi­men­to dell’ob­bli­go ver­so i fi­gli na­ti pri­ma del ma­tri­mo­nio.

319Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 279321  

D.

I. Di­rit­to

 

1 Il fi­glio può pro­por­re azio­ne con­tro il pa­dre o la ma­dre o con­tro am­be­due per chie­de­re il man­te­ni­men­to fu­tu­ro e quel­lo per l’an­no pre­ce­den­te l’azio­ne.

2 e 3322

321Nuo­vo te­sto il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

322 Abro­ga­ti dall’all. n. 2 del­la L del 24 mar. 2000 sul fo­ro, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 20002355; FF 19992427).

Art. 280a284323  

II e III …

 

323Abro­ga­ti dall’all. 1 n. II 3 del Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).

Art. 285324  

IV. Com­mi­su­ra­zio­ne del con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to

1. Con­tri­bu­to dei ge­ni­to­ri

 

1 Il con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to de­ve es­se­re com­mi­su­ra­to ai bi­so­gni del fi­glio, al­la si­tua­zio­ne so­cia­le e al­le pos­si­bi­li­tà dei ge­ni­to­ri; si tie­ne inol­tre con­to del­la so­stan­za e dei red­di­ti del fi­glio.

2 Il con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to ser­ve an­che a ga­ran­ti­re la cu­ra del fi­glio da par­te dei ge­ni­to­ri o di ter­zi.

3 Il con­tri­bu­to è pa­ga­to an­ti­ci­pa­ta­men­te. Il giu­di­ce fis­sa le sca­den­ze del pa­ga­men­to.

324Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 285a325  

2. Al­tre pre­sta­zio­ni de­sti­na­te al man­te­ni­men­to del fi­glio

 

1 Gli as­se­gni fa­mi­lia­ri ver­sa­ti al ge­ni­to­re te­nu­to al man­te­ni­men­to so­no pa­ga­ti in ag­giun­ta al con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to.

2 Sal­vo di­ver­sa di­spo­si­zio­ne del giu­di­ce, le ren­di­te del­le as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li e ana­lo­ghe pre­sta­zio­ni de­sti­na­te al man­te­ni­men­to del fi­glio, spet­tan­ti al ge­ni­to­re te­nu­to al man­te­ni­men­to, so­no pa­ga­te in ag­giun­ta al con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to.

3 Il ge­ni­to­re te­nu­to al man­te­ni­men­to che, per mo­ti­vi d’età o d’in­va­li­di­tà, ri­ce­va suc­ces­si­va­men­te ren­di­te del­le as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li o ana­lo­ghe pre­sta­zio­ni de­sti­na­te al man­te­ni­men­to del fi­glio, che so­sti­tui­sco­no il red­di­to di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, de­ve pa­ga­re ta­li im­por­ti al fi­glio; il pre­ce­den­te con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to va di­mi­nui­to per leg­ge dell’im­por­to di ta­li nuo­ve pre­sta­zio­ni.

325 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 286327  

V. Mo­di­fi­ca­zio­ne del­le cir­co­stan­ze

1. In ge­ne­re

 

1 Il giu­di­ce può or­di­na­re che il con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to sia senz’al­tro au­men­ta­to o ri­dot­to in ca­so di de­ter­mi­na­te mo­di­fi­ca­zio­ni dei bi­so­gni del fi­glio, del­le pos­si­bi­li­tà dei ge­ni­to­ri o del co­sto del­la vi­ta.328

2 Se le cir­co­stan­ze sia­no no­te­vol­men­te mu­ta­te, il giu­di­ce, ad istan­za di un ge­ni­to­re o del fi­glio, mo­di­fi­ca o to­glie il con­tri­bu­to.

3 Il giu­di­ce può ob­bli­ga­re i ge­ni­to­ri a ver­sa­re un con­tri­bu­to spe­cia­le al­lor­ché lo ri­chie­da­no bi­so­gni straor­di­na­ri e im­pre­vi­sti del fi­glio.329

327Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

328 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

329 In­tro­dot­to dal n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

Art. 286a330  

2. Ca­si di am­man­co

 

1 Se in un con­trat­to di man­te­ni­men­to ap­pro­va­to o in una de­ci­sio­ne è sta­bi­li­to che non è sta­to pos­si­bi­le fis­sa­re un con­tri­bu­to suf­fi­cien­te ad as­si­cu­ra­re il de­bi­to man­te­ni­men­to del fi­glio e se la si­tua­zio­ne del ge­ni­to­re te­nu­to al man­te­ni­men­to è da al­lo­ra mi­glio­ra­ta in mo­do straor­di­na­rio, il fi­glio ha il di­rit­to di esi­ge­re che ta­le ge­ni­to­re ver­si gli im­por­ti man­can­ti per co­pri­re il de­bi­to man­te­ni­men­to de­gli ul­ti­mi cin­que an­ni nei qua­li il con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to era do­vu­to.

2 Ta­le di­rit­to de­ve es­se­re fat­to va­le­re en­tro un an­no dal mo­men­to in cui si vie­ne a co­no­scen­za del mi­glio­ra­men­to straor­di­na­rio del­la si­tua­zio­ne del ge­ni­to­re te­nu­to al man­te­ni­men­to.

3 Ta­le di­rit­to pas­sa, con i di­rit­ti ad es­so con­nes­si, all’al­tro ge­ni­to­re o all’en­te pub­bli­co, in quan­to ab­bia prov­ve­du­to a ver­sa­re l’im­por­to man­can­te per co­pri­re il de­bi­to man­te­ni­men­to del fi­glio.

330 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 287331  

E. Con­trat­ti cir­ca l’ob­bli­go di man­te­ni­men­to

I. Pre­sta­zio­ni pe­rio­di­che

 

1 I con­trat­ti cir­ca l’ob­bli­go di man­te­ni­men­to vin­co­la­no il fi­glio sol­tan­to se ap­pro­va­ti dall’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.

2 I con­tri­bu­ti di man­te­ni­men­to con­trat­tual­men­te sta­bi­li­ti pos­so­no es­se­re mo­di­fi­ca­ti, sal­vo sti­pu­la­zio­ne con­tra­ria ap­pro­va­ta dall’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.332

3 Se il con­trat­to è con­clu­so in una pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria, l’ap­pro­va­zio­ne è di com­pe­ten­za del giu­di­ce.

331Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

332 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 287a333  

II. Con­te­nu­to del con­trat­to di man­te­ni­men­to

 

Il con­trat­to che fis­sa i con­tri­bu­ti di man­te­ni­men­to de­ve men­zio­na­re:

a.
qua­li ele­men­ti del red­di­to e del­la so­stan­za di cia­scun ge­ni­to­re e di cia­scun fi­glio so­no sta­ti pre­si in con­si­de­ra­zio­ne per il cal­co­lo;
b.
qua­le im­por­to è as­se­gna­to a cia­scun fi­glio;
c.
qua­le im­por­to man­ca per co­pri­re il de­bi­to man­te­ni­men­to di cia­scun fi­glio;
d.
se e in qua­le mi­su­ra i con­tri­bu­ti di man­te­ni­men­to de­vo­no es­se­re adat­ta­ti al­le va­ria­zio­ni del co­sto del­la vi­ta.

333 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 288335  

III. Ta­ci­ta­zio­ne

 

1 La ta­ci­ta­zio­ne del­la pre­te­sa di man­te­ni­men­to con un ver­sa­men­to uni­co può es­se­re con­ve­nu­ta se l’in­te­res­se del fi­glio la giu­sti­fi­ca.

2 Ta­le con­ven­zio­ne vin­co­la il fi­glio sol­tan­to se:

1.
sia sta­ta ap­pro­va­ta dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri, o dal giu­di­ce se con­clu­sa in una pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria, e
2.
la som­ma a ti­to­lo di ta­ci­ta­zio­ne sia sta­ta pa­ga­ta all’uf­fi­cio de­si­gna­to.

335Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 289336  

F. Adem­pi­men­to

I. Cre­di­to­re

 

1 Sal­vo di­ver­sa di­spo­si­zio­ne del giu­di­ce, i con­tri­bu­ti di man­te­ni­men­to spet­ta­no al fi­glio e, per la du­ra­ta del­la mi­no­re età, so­no ver­sa­ti al suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le op­pu­re al de­ten­to­re del­la cu­sto­dia.337

2 Tut­ta­via, la pre­te­sa si tra­smet­te con tut­ti i di­rit­ti all’en­te pub­bli­co che prov­ve­da al man­te­ni­men­to.

336Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

337 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 290338  

II. Ese­cu­zio­ne

1. Aiu­to all’in­cas­so

 

1 Se il pa­dre o la ma­dre non adem­pie l’ob­bli­go di man­te­ni­men­to, un uf­fi­cio spe­cia­liz­za­to de­si­gna­to dal di­rit­to can­to­na­le aiu­ta in ma­nie­ra ade­gua­ta e gra­tui­ta­men­te il fi­glio o l’al­tro ge­ni­to­re che ne fac­cia ri­chie­sta a ot­te­ne­re l’ese­cu­zio­ne del­la pre­te­sa di man­te­ni­men­to.

2 Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce le pre­sta­zio­ni di aiu­to all’in­cas­so..

338Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 291339  

2. Dif­fi­da ai de­bi­to­ri

 

Se i ge­ni­to­ri tra­scu­ra­no i pro­pri do­ve­ri ver­so il fi­glio, il giu­di­ce può or­di­na­re ai lo­ro de­bi­to­ri che fac­cia­no i pa­ga­men­ti del tut­to o in par­te nel­le ma­ni del rap­pre­sen­tan­te le­ga­le del fi­glio.

339Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 292340  

III. Ga­ran­zie

 

Se i ge­ni­to­ri tra­scu­ra­no osti­na­ta­men­te il lo­ro ob­bli­go di man­te­ni­men­to o se vi è mo­ti­vo di cre­de­re ch’es­si fac­cia­no pre­pa­ra­ti­vi di fu­ga, dis­si­pi­no o dis­si­mu­li­no il pro­prio pa­tri­mo­nio, il giu­di­ce può ob­bli­gar­li a for­ni­re ade­gua­te ga­ran­zie per i con­tri­bu­ti fu­tu­ri.

340Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 293341  

G. Di­rit­to pub­bli­co

 

1 Il di­rit­to pub­bli­co sta­bi­li­sce chi deb­ba sop­por­ta­re le spe­se del man­te­ni­men­to in quan­to ec­ce­da­no i mez­zi dei ge­ni­to­ri e dei fi­gli, ri­ser­va­to l’ob­bli­go di as­si­sten­za tra i pa­ren­ti.

2 Inol­tre, il di­rit­to pub­bli­co di­sci­pli­na il pa­ga­men­to di an­ti­ci­pa­zio­ni quan­do i ge­ni­to­ri non sod­di­sfac­cia­no al lo­ro ob­bli­go di man­te­ni­men­to del fi­glio.

341Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 294342  

H. Ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti

 

1 I ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti han­no di­rit­to a un con­gruo com­pen­so per le cu­re pre­sta­te, sal­vo de­ro­ghe con­ve­nu­te o ri­sul­tan­ti con chia­rez­za dal­le cir­co­stan­ze.

2 La gra­tui­tà è pre­sun­ta ove trat­ta­si di fi­gli di stret­ti pa­ren­ti o di fi­gli ac­col­ti in vi­sta d’ado­zio­ne.

342Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 295343  

J. Azio­ne del­la don­na nu­bi­le

 

1 La ma­dre può, en­tro un an­no dal­la na­sci­ta del fi­glio, con­ve­nir­ne il pa­dre o i suoi ere­di chie­den­do la ri­fu­sio­ne:344

1.
del­le spe­se di par­to;
2.
del­le spe­se di man­te­ni­men­to per al­me­no quat­tro set­ti­ma­ne pri­ma e per al­me­no ot­to set­ti­ma­ne do­po la na­sci­ta;
3.
del­le al­tre spe­se ne­ces­sa­rie a cau­sa del­la gra­vi­dan­za o del par­to, in­clu­so il pri­mo cor­re­do per il fi­glio.

2 In ca­so di fi­ne pre­ma­tu­ra del­la gra­vi­dan­za, il giu­di­ce può, per mo­ti­vi di equi­tà, ac­cor­da­re in tut­to o in par­te la ri­fu­sio­ne del­le spe­se cor­ri­spon­den­ti.

3 Pre­sta­zio­ni di ter­zi, spet­tan­ti al­la ma­dre per leg­ge o per con­trat­to, so­no da im­pu­ta­re in quan­to le cir­co­stan­ze lo giu­sti­fi­chi­no.

343Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

344 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all.1 n. II 3 del Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).

Capo terzo: Dell’autorità parentale 345

345Introdotto dal n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 296346  

A. Prin­ci­pi

 

1 L’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le è vol­ta a ga­ran­ti­re il be­ne del fi­glio.

2 Fin­ché mi­no­ren­ni, i fi­gli so­no sog­get­ti all’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta del pa­dre e del­la ma­dre.

3 I ge­ni­to­ri mi­no­ren­ni o sot­to cu­ra­te­la ge­ne­ra­le non han­no au­to­ri­tà pa­ren­ta­le. Rag­giun­ta la mag­gio­re età, ot­ten­go­no l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le. Se vie­ne re­vo­ca­ta la cu­ra­te­la ge­ne­ra­le, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri de­ci­de in me­ri­to all’at­tri­bu­zio­ne dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­for­me­men­te al be­ne del fi­glio.

346 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 297347  

Abis. Mor­te di un ge­ni­to­re

 

1 Se era eser­ci­ta­ta con­giun­ta­men­te, al­la mor­te di un ge­ni­to­re l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le spet­ta al ge­ni­to­re su­per­sti­te.

2 Se muo­re il ge­ni­to­re che de­te­ne­va l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le esclu­si­va, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri tra­sfe­ri­sce l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le al ge­ni­to­re su­per­sti­te op­pu­re no­mi­na un tu­to­re, sce­glien­do la so­lu­zio­ne più adat­ta a tu­te­la­re il be­ne del fi­glio.

347 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 298348  

Ater. Di­vor­zio e al­tre pro­ce­du­re ma­tri­mo­nia­li

 

1 Nell’am­bi­to di una pro­ce­du­ra di di­vor­zio o di una pro­ce­du­ra a tu­te­la dell’unio­ne co­niu­ga­le il giu­di­ce at­tri­bui­sce l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le esclu­si­va a uno dei ge­ni­to­ri se è ne­ces­sa­rio per tu­te­la­re il be­ne del fi­glio.

2 Può an­che li­mi­tar­si a di­sci­pli­na­re la cu­sto­dia, le re­la­zio­ni per­so­na­li o la par­te­ci­pa­zio­ne di cia­scun ge­ni­to­re al­la cu­ra del fi­glio, se non vi so­no pro­spet­ti­ve di un ac­cor­do in me­ri­to tra i ge­ni­to­ri.

2bis Per de­ci­de­re sul­la cu­sto­dia, sul­le re­la­zio­ni per­so­na­li o sul­la par­te­ci­pa­zio­ne al­la cu­ra, il giu­di­ce tie­ne con­to del di­rit­to del fi­glio a in­trat­te­ne­re re­go­lar­men­te re­la­zio­ni per­so­na­li con en­tram­bi i ge­ni­to­ri.349

2ter In ca­so di eser­ci­zio con­giun­to dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, ad istan­za di uno dei ge­ni­to­ri o del fi­glio il giu­di­ce va­lu­ta se, per il be­ne del fi­glio, sia op­por­tu­no di­spor­re la cu­sto­dia al­ter­na­ta.350

3 In­vi­ta l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri a no­mi­na­re un tu­to­re se né la ma­dre né il pa­dre so­no ido­nei ad as­su­me­re l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le.

348 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

349 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

350 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 298a351  

Aqua­ter. Ri­co­no­sci­men­to e sen­ten­za di pa­ter­ni­tà

I. Di­chia­ra­zio­ne co­mu­ne dei ge­ni­to­ri

 

1 Se i ge­ni­to­ri non so­no uni­ti in ma­tri­mo­nio e il pa­dre ri­co­no­sce il fi­glio o se il rap­por­to di fi­lia­zio­ne è sta­bi­li­to per sen­ten­za e al mo­men­to del­la pro­nun­cia l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta non è sta­ta an­co­ra di­spo­sta, l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta vie­ne isti­tui­ta sul­la ba­se di una di­chia­ra­zio­ne co­mu­ne dei ge­ni­to­ri.

2 In ta­le di­chia­ra­zio­ne i ge­ni­to­ri con­fer­ma­no di:

1.
es­se­re di­spo­sti ad as­su­mer­si con­giun­ta­men­te la re­spon­sa­bi­li­tà del fi­glio; e
2.
es­ser­si ac­cor­da­ti in me­ri­to al­la cu­sto­dia, al­le re­la­zio­ni per­so­na­li o al­la par­te­ci­pa­zio­ne al­la cu­ra del fi­glio e al suo con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to.

3 Pri­ma di ri­la­scia­re la di­chia­ra­zio­ne, i ge­ni­to­ri pos­so­no va­ler­si del­la con­su­len­za dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.

4 La di­chia­ra­zio­ne va in­di­riz­za­ta all’uf­fi­cio del­lo sta­to ci­vi­le se i ge­ni­to­ri la ri­la­scia­no con­te­stual­men­te al ri­co­no­sci­men­to del fi­glio. Se la ri­la­scia­no suc­ces­si­va­men­te, la in­di­riz­za­no all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri del do­mi­ci­lio del fi­glio.

5 Fin­tan­to che non sia sta­ta pre­sen­ta­ta la di­chia­ra­zio­ne, l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le spet­ta esclu­si­va­men­te al­la ma­dre.

351 In­tro­dot­to dal n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 298b352  

II. De­ci­sio­ne dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri

 

1 Se uno dei ge­ni­to­ri si ri­fiu­ta di ri­la­scia­re la di­chia­ra­zio­ne co­mu­ne, l’al­tro può ri­vol­ger­si all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri del do­mi­ci­lio del fi­glio.

2 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri di­spo­ne l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta sem­pre­ché, per tu­te­la­re il be­ne del fi­glio, non si im­pon­ga di man­te­ne­re l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le esclu­si­va del­la ma­dre o di tra­sfe­rir­la al pa­dre.

3 Con­te­stual­men­te al­la de­ci­sio­ne sull’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri di­sci­pli­na an­che le al­tre que­stio­ni li­ti­gio­se. È fat­ta sal­va l’azio­ne di man­te­ni­men­to di­nan­zi al giu­di­ce com­pe­ten­te; in tal ca­so il giu­di­ce de­ci­de an­che in me­ri­to all’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le e al­le al­tre que­stio­ni ri­guar­dan­ti i fi­gli.353

3bis Per de­ci­de­re sul­la cu­sto­dia, sul­le re­la­zio­ni per­so­na­li o sul­la par­te­ci­pa­zio­ne al­la cu­ra, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri tie­ne con­to del di­rit­to del fi­glio a in­trat­te­ne­re re­go­lar­men­te re­la­zio­ni per­so­na­li con en­tram­bi i ge­ni­to­ri.354

3ter In ca­so di eser­ci­zio con­giun­to dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, ad istan­za di uno dei ge­ni­to­ri o del fi­glio l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri va­lu­ta se, per il be­ne del fi­glio, sia op­por­tu­no di­spor­re la cu­sto­dia al­ter­na­ta.355

4 Se la ma­dre è mi­no­ren­ne o sot­to cu­ra­te­la ge­ne­ra­le, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri tra­sfe­ri­sce l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le al pa­dre o no­mi­na un tu­to­re, sce­glien­do la so­lu­zio­ne più adat­ta a tu­te­la­re il be­ne del fi­glio.

352 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

353 Nuo­vo te­sto del se­con­do per. giu­sta il n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

354 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

355 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 298c356  

III. Azio­ne di pa­ter­ni­tà

 

Se ac­co­glie un’azio­ne di pa­ter­ni­tà, il giu­di­ce di­spo­ne l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta sem­pre­ché, per tu­te­la­re il be­ne del fi­glio, non si im­pon­ga di man­te­ne­re l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le esclu­si­va del­la ma­dre o di tra­sfe­rir­la al pa­dre.

356 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 298d357  

IV. Mo­di­fi­ca­zio­ne del­le cir­co­stan­ze

 

1 A istan­za di un ge­ni­to­re, del fi­glio o d’uf­fi­cio, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri mo­di­fi­ca l’at­tri­bu­zio­ne dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le se fat­ti nuo­vi im­por­tan­ti lo esi­go­no per tu­te­la­re il be­ne del fi­glio.

2 Può an­che li­mi­tar­si a di­sci­pli­na­re la cu­sto­dia, le re­la­zio­ni per­so­na­li o la par­te­ci­pa­zio­ne di cia­scun ge­ni­to­re al­la cu­ra del fi­glio.

3 È fat­ta sal­va l’azio­ne di mo­di­fi­ca del con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to di­nan­zi al giu­di­ce com­pe­ten­te; in tal ca­so il giu­di­ce de­ci­de se ne­ces­sa­rio an­che in me­ri­to all’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le e al­le al­tre que­stio­ni ri­guar­dan­ti i fi­gli.358


357 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

358 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

Art. 298e359  

Aquin­quies. Mo­di­fi­ca­zio­ne del­le cir­co­stan­ze do­po l’ado­zio­ne del fi­glia­stro del con­vi­ven­te di fat­to

 

Se una per­so­na ha adot­ta­to il fi­glio del con­vi­ven­te di fat­to e si ve­ri­fi­ca­no fat­ti nuo­vi im­por­tan­ti, si ap­pli­ca per ana­lo­gia la di­spo­si­zio­ne sul­la mo­di­fi­ca­zio­ne del­le cir­co­stan­ze in ca­so di ri­co­no­sci­men­to e sen­ten­za di pa­ter­ni­tà.

359 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2016 (Ado­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3699; FF 2015793).

Art. 299361  

Ase­xies. Pa­tri­gno e ma­tri­gna

 

Ogni co­niu­ge de­ve all’al­tro ade­gua­ta as­si­sten­za nell’eser­ci­zio dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le ver­so i di lui fi­gli e rap­pre­sen­tar­lo ove le cir­co­stan­ze lo ri­chie­da­no.

361Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 300363  

Asep­ties. Ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti

 

1 I ter­zi cui è af­fi­da­ta la cu­ra di un fi­glio rap­pre­sen­ta­no i ge­ni­to­ri nell’eser­ci­zio dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, per quan­to ciò sia in­di­ca­to per il de­bi­to adem­pi­men­to del lo­ro com­pi­to e ri­ser­va­te mi­su­re di­ver­se.

2 I ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti de­vo­no es­se­re udi­ti pri­ma di ogni de­ci­sio­ne im­por­tan­te.

363Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 301364  

B. Con­te­nu­to

I. In ge­ne­re

 

1 I ge­ni­to­ri, in con­si­de­ra­zio­ne del be­ne del fi­glio, ne di­ri­go­no le cu­re e l’edu­ca­zio­ne e, ri­ser­va­ta la sua ca­pa­ci­tà, pren­do­no le de­ci­sio­ni ne­ces­sa­rie.

1bis Il ge­ni­to­re che ha la cu­ra del fi­glio può de­ci­de­re au­to­no­ma­men­te se:

1.
si trat­ta di af­fa­ri quo­ti­dia­ni o ur­gen­ti;
2.
il di­spen­dio ri­chie­sto per rag­giun­ge­re l’al­tro ge­ni­to­re non ri­sul­ta ra­gio­ne­vo­le.365


2 Il fi­glio de­ve ob­be­dien­za ai ge­ni­to­ri; i ge­ni­to­ri con­sen­to­no al fi­glio, cor­ri­spon­den­te­men­te al­la sua ma­tu­ri­tà, di or­ga­niz­za­re li­be­ra­men­te la sua vi­ta e, in af­fa­ri im­por­tan­ti, ten­go­no quan­to pos­si­bi­le con­to del­la sua opi­nio­ne.

3 Il fi­glio non può ab­ban­do­na­re la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca sen­za il con­sen­so dei ge­ni­to­ri; non può nem­me­no es­ser lo­ro tol­to sen­za cau­sa le­git­ti­ma.

4 I ge­ni­to­ri scel­go­no il pre­no­me del fi­glio.

364Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

365 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 301a366  

II. De­ter­mi­na­zio­ne del luo­go di di­mo­ra

 

1 L’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le in­clu­de il di­rit­to di de­ter­mi­na­re il luo­go di di­mo­ra del fi­glio.

2 Se i ge­ni­to­ri eser­ci­ta­no l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta­men­te, un ge­ni­to­re può mo­di­fi­ca­re il luo­go di di­mo­ra del fi­glio sol­tan­to con il con­sen­so dell’al­tro ge­ni­to­re op­pu­re per de­ci­sio­ne del giu­di­ce o dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri, qua­lo­ra:

a.
il nuo­vo luo­go di di­mo­ra si tro­vi all’este­ro; o
b.
la mo­di­fi­ca del luo­go di di­mo­ra ab­bia ri­per­cus­sio­ni ri­le­van­ti sull’eser­ci­zio dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le da par­te dell’al­tro ge­ni­to­re e sul­le re­la­zio­ni per­so­na­li.

3 Il ge­ni­to­re che de­tie­ne l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le esclu­si­va in­for­ma tem­pe­sti­va­men­te l’al­tro ge­ni­to­re se in­ten­de mo­di­fi­ca­re il luo­go di di­mo­ra del fi­glio.

4 Il ge­ni­to­re che in­ten­de cam­bia­re il pro­prio do­mi­ci­lio ha lo stes­so ob­bli­go di in­for­ma­zio­ne.

5 Se ne­ces­sa­rio, i ge­ni­to­ri si ac­cor­da­no, con­for­me­men­te al be­ne del fi­glio, in me­ri­to a una mo­di­fi­ca dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, del­la cu­sto­dia, del­le re­la­zio­ni per­so­na­li e del con­tri­bu­to di man­te­ni­men­to. Se non rag­giun­go­no un ac­cor­do, de­ci­de il giu­di­ce o l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.

366In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 302368  

III. Edu­ca­zio­ne

 

1 I ge­ni­to­ri de­vo­no edu­ca­re il fi­glio se­con­do la lo­ro con­di­zio­ne, pro­muo­ven­do­ne e pro­teg­gen­do­ne lo svi­lup­po fi­si­co, in­tel­let­tua­le e mo­ra­le.

2 Es­si de­vo­no pro­cu­ra­re al fi­glio, par­ti­co­lar­men­te se in­fer­mo di cor­po o di men­te, un’ap­pro­pria­ta istru­zio­ne ge­ne­ra­le e pro­fes­sio­na­le, con­for­me quan­to pos­si­bi­le al­le sue at­ti­tu­di­ni e in­cli­na­zio­ni.

3 A tal fi­ne, es­si de­vo­no coo­pe­ra­re ap­pro­pria­ta­men­te con la scuo­la e, ove le cir­co­stan­ze lo ri­chie­da­no, con le isti­tu­zio­ni pub­bli­che e d’uti­li­tà pub­bli­ca per l’aiu­to al­la gio­ven­tù.

368Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 303370  

IV. Edu­ca­zio­ne re­li­gio­sa

 

1 I ge­ni­to­ri di­spon­go­no dell’edu­ca­zio­ne re­li­gio­sa.

2 Ogni con­ven­zio­ne che li­mi­ti que­sto di­rit­to è nul­la.

3 Il fi­glio che ha com­piu­to il se­di­ce­si­mo an­no di età de­ci­de li­be­ra­men­te cir­ca la pro­pria con­fes­sio­ne re­li­gio­sa.

370Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 304372  

V. Rap­pre­sen­tan­za

1. Ver­so i ter­zi

a. In ge­ne­re

 

1 I ge­ni­to­ri rap­pre­sen­ta­no per leg­ge il fi­glio ver­so i ter­zi, nel­la mi­su­ra dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le che lo­ro com­pe­te.

2 Se am­be­due i ge­ni­to­ri so­no de­ten­to­ri dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, i ter­zi di buo­na fe­de pos­so­no pre­su­me­re che cia­scun ge­ni­to­re agi­sca con il con­sen­so dell’al­tro.373

3 I ge­ni­to­ri non pos­so­no, in rap­pre­sen­tan­za del fi­glio, con­trar­re fi­de­ius­sio­ni, co­sti­tui­re fon­da­zio­ni né fa­re do­na­zio­ni, fat­ti sal­vi i re­ga­li d’uso.374


372Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

373 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

374 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 305376  

b. Sta­to giu­ri­di­co del fi­glio

 

1 Il fi­glio ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to e sot­to au­to­ri­tà pa­ren­ta­le può, nei li­mi­ti po­sti dal di­rit­to del­le per­so­ne, ac­qui­sta­re di­rit­ti e con­trar­re ob­bli­ga­zio­ni con at­ti pro­pri, non­ché eser­ci­ta­re di­rit­ti stret­ta­men­te per­so­na­li.377

2 La so­stan­za del fi­glio ri­spon­de per le co­stui ob­bli­ga­zio­ni sen­za ri­guar­do ai di­rit­ti dei ge­ni­to­ri sul­la me­de­si­ma.

376Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

377 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 306378  

2. Nei rap­por­ti in­ter­ni del­la co­mu­nio­ne

 

1 Il fi­glio sot­to l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le e ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to può agi­re per la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca col con­sen­so dei ge­ni­to­ri, e in tal ca­so non ob­bli­ga se stes­so, ma i ge­ni­to­ri.

2 Se i ge­ni­to­ri so­no im­pe­di­ti di agi­re o i lo­ro in­te­res­si in un af­fa­re so­no in col­li­sio­ne con quel­li del fi­glio, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri no­mi­na un cu­ra­to­re o prov­ve­de es­sa stes­sa all’af­fa­re.379

3 In ca­so di col­li­sio­ne di in­te­res­si, i po­te­ri dei ge­ni­to­ri de­ca­do­no per leg­ge nell’af­fa­re di cui si trat­ta.380

378Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

379 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

380 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 307381  

C. Pro­te­zio­ne del fi­glio

I. Mi­su­re op­por­tu­ne

 

1 Se il be­ne del fi­glio è mi­nac­cia­to e i ge­ni­to­ri non vi ri­me­dia­no o non so­no in gra­do di ri­me­diar­vi, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri or­di­na le mi­su­re op­por­tu­ne per la pro­te­zio­ne del fi­glio.

2 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri vi è pa­ri­men­ti te­nu­ta ri­guar­do ai fi­gli col­lo­ca­ti pres­so ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti o vi­ven­ti al­tri­men­ti fuo­ri del­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca dei ge­ni­to­ri.


3 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri può se­gna­ta­men­te am­mo­ni­re i ge­ni­to­ri, gli af­fi­lian­ti od il fi­glio, im­par­ti­re lo­ro istru­zio­ni per la cu­ra, l’edu­ca­zio­ne o l’istru­zio­ne e de­si­gna­re una per­so­na o un uf­fi­cio ido­neo che ab­bia di­rit­to di con­trol­lo e in­for­ma­zio­ne.

381Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 308383  

II. Cu­ra­te­la

 

1 Se le cir­co­stan­ze lo ri­chie­do­no, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri no­mi­na al fi­glio un cu­ra­to­re, per­ché con­si­gli ed aiu­ti i ge­ni­to­ri nel­la cu­ra del fi­glio.

2 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri può con­fe­ri­re al cu­ra­to­re spe­cia­li po­te­ri, se­gna­ta­men­te la rap­pre­sen­tan­za del fi­glio per l’ac­cer­ta­men­to del­la pa­ter­ni­tà, per sal­va­guar­dar­ne il di­rit­to al man­te­ni­men­to o di­rit­ti d’al­tra na­tu­ra e la vi­gi­lan­za del­le re­la­zio­ni per­so­na­li.384

3 L’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le può es­se­re cor­ri­spon­den­te­men­te li­mi­ta­ta.

383Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

384 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 309385  
 

385Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), con ef­fet­to dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 310387  

III. Pri­va­zio­ne del di­rit­to di de­ter­mi­na­re il luo­go di di­mo­ra

 

1 Quan­do il fi­glio non pos­sa es­se­re al­tri­men­ti sot­trat­to al pe­ri­co­lo, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri de­ve to­glier­lo al­la cu­sto­dia dei ge­ni­to­ri, o dei ter­zi pres­so cui egli si tro­va, e ri­co­ve­rar­lo con­ve­nien­te­men­te.

2 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri, ad istan­za dei ge­ni­to­ri o del fi­glio, pren­de la stes­sa mi­su­ra nel ca­so in cui le re­la­zio­ni sia­no co­sì gra­ve­men­te tur­ba­te che non si pos­sa più esi­ge­re ra­gio­ne­vol­men­te la con­vi­ven­za ul­te­rio­re e, se­con­do le cir­co­stan­ze, non si pos­sa ri­me­dia­re al­tri­men­ti.

3 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri può vie­ta­re ai ge­ni­to­ri di ri­pren­de­re il fi­glio vis­su­to per lun­go tem­po pres­so ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti qua­lo­ra il suo svi­lup­po pos­sa es­ser­ne se­ria­men­te pre­giu­di­ca­to.


387Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 311389  

IV. Pri­va­zio­ne dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le

1. D’uf­fi­cio

 

1 Se al­tre mi­su­re per la pro­te­zio­ne del fi­glio so­no ri­ma­ste in­frut­tuo­se o sem­bra­no a prio­ri in­suf­fi­cien­ti, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri pri­va i ge­ni­to­ri dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le:390

1.391
quan­do per ine­spe­rien­za, ma­lat­tia, in­fer­mi­tà, as­sen­za, vio­len­za o ana­lo­ghi mo­ti­vi non so­no in gra­do di eser­ci­tar­la de­bi­ta­men­te;
2.
quan­do non si so­no cu­ra­ti se­ria­men­te del fi­glio o han­no vio­la­to gra­ve­men­te i lo­ro do­ve­ri nei suoi con­fron­ti.

2 Quan­do l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le sia tol­ta ad en­tram­bi i ge­ni­to­ri, si pro­ce­de al­la no­mi­na di un tu­to­re.

3 Sal­vo espli­ci­ta di­spo­si­zio­ne con­tra­ria, la pri­va­zio­ne dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le va­le an­che ri­guar­do ai fi­gli na­sci­tu­ri.

389Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

390 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

391 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Au­to­ri­tà pa­ren­ta­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 357; FF 2011 8025).

Art. 312393  

2. Col con­sen­so dei ge­ni­to­ri

 

L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri pri­va i ge­ni­to­ri dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le:394

1.
quan­do ne fac­cia­no ri­chie­sta per mo­ti­vi gra­vi;
2.
quan­do ab­bia­no da­to il con­sen­so ad un’ado­zio­ne fu­tu­ra del fi­glio da par­te di ter­zi non de­si­gna­ti.

393Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

394 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 313395  

V. Mo­di­fi­ca­zio­ne del­le cir­co­stan­ze

 

1 In ca­so di mo­di­fi­ca­zio­ne del­le cir­co­stan­ze, le mi­su­re pre­se per pro­teg­ge­re il fi­glio so­no adat­ta­te al­la nuo­va si­tua­zio­ne.

2 In nes­sun ca­so può far­si luo­go al ri­pri­sti­no dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le pri­ma d’un an­no dal­la pri­va­zio­ne.396

395Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

396Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II del­la LF del 6 ott. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1981 (RU 1980 31; FF 1977 III 1).

Art. 314397  

VI. Pro­ce­du­ra

1. In ge­ne­re

 

1 Le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­ce­du­ra da­van­ti all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.

2 Nei ca­si ido­nei l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri può in­giun­ge­re ai ge­ni­to­ri di ten­ta­re una me­dia­zio­ne.

3 Se isti­tui­sce una cu­ra­te­la, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri sta­bi­li­sce nel di­spo­si­ti­vo del­la de­ci­sio­ne i com­pi­ti del cu­ra­to­re e le even­tua­li re­stri­zio­ni dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le.

397Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 314a398  

2. Au­di­zio­ne del fi­glio

 

1 Il fi­glio è sen­ti­to per­so­nal­men­te e in ma­nie­ra ade­gua­ta dall’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri o da un ter­zo in­ca­ri­ca­to, ec­cet­to che la sua età o al­tri mo­ti­vi gra­vi vi si op­pon­ga­no.

2 Nel ver­ba­le dell’au­di­zio­ne so­no re­gi­stra­te sol­tan­to le ri­sul­tan­ze es­sen­zia­li per la de­ci­sio­ne. I ge­ni­to­ri ven­go­no in­for­ma­ti su ta­li ri­sul­tan­ze.

3 Il fi­glio ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to può in­ter­por­re re­cla­mo con­tro la ne­ga­ta au­di­zio­ne.

398In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 6 ott. 1978 (RU 1980 31; FF 1977 III 1). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 314abis399  

3. Rap­pre­sen­tan­za del fi­glio

 

1 Se ne­ces­sa­rio, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri or­di­na che il fi­glio sia rap­pre­sen­ta­to da un cu­ra­to­re, esper­to in que­stio­ni as­si­sten­zia­li e giu­ri­di­che.

2 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri esa­mi­na se oc­cor­ra di­spor­re una rap­pre­sen­tan­za in par­ti­co­la­re nei se­guen­ti ca­si:

1.
il pro­ce­di­men­to con­cer­ne il ri­co­ve­ro del fi­glio;
2.
gli in­te­res­sa­ti pro­pon­go­no con­clu­sio­ni dif­fe­ren­ti in me­ri­to all’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le o a que­stio­ni im­por­tan­ti con­cer­nen­ti le re­la­zio­ni per­so­na­li.
3 Il cu­ra­to­re del fi­glio può pro­por­re con­clu­sio­ni e pre­sen­ta­re im­pu­gna­zio­ni.

399In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 314b400  

4. Ri­co­ve­ro in un isti­tu­to chiu­so o in una cli­ni­ca psi­chia­tri­ca

 

1 Nel ca­so in cui il fi­glio deb­ba es­se­re ri­co­ve­ra­to in un isti­tu­to chiu­so o in una cli­ni­ca psi­chia­tri­ca, si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­te­zio­ne de­gli adul­ti re­la­ti­ve al ri­co­ve­ro a sco­po di as­si­sten­za.

2 Se è ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to, il fi­glio può adi­re da sé il giu­di­ce.

400In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 314c401  

5. Di­rit­ti di av­vi­so

 

1 Quan­do l’in­te­gri­tà fi­si­ca, psi­chi­ca o ses­sua­le di un mi­no­ren­ne pa­re mi­nac­cia­ta, chiun­que può av­vi­sar­ne l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.

2 Se l’av­vi­so è nell’in­te­res­se del mi­no­ren­ne, an­che le per­so­ne vin­co­la­te dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le se­con­do il Co­di­ce pe­na­le402 pos­so­no av­vi­sa­re l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri. La pre­sen­te di­spo­si­zio­ne non si ap­pli­ca agli au­si­lia­ri vin­co­la­ti dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le se­con­do il Co­di­ce pe­na­le.

401 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 dic. 2017 (Pro­te­zio­ne dei mi­no­ren­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2947; FF 2015 2751).

402 RS 311.0

Art. 314d403  

6. Ob­bli­ghi di av­vi­so

 

1 Sal­vo che sia­no vin­co­la­te dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le se­con­do il Co­di­ce pe­na­le404, le se­guen­ti per­so­ne so­no te­nu­te ad av­vi­sa­re l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri se vi so­no in­di­zi con­cre­ti che l’in­te­gri­tà fi­si­ca, psi­chi­ca o ses­sua­le di un mi­no­ren­ne è mi­nac­cia­ta ed es­se non pos­so­no ri­me­diar­vi nell’am­bi­to del­la lo­ro at­ti­vi­tà:

1.
i pro­fes­sio­ni­sti dei set­to­ri del­la me­di­ci­na, del­la psi­co­lo­gia, del­le cu­re, dell’ac­cu­di­men­to, dell’edu­ca­zio­ne, del­la for­ma­zio­ne, del­la con­su­len­za so­cia­le, del­la re­li­gio­ne e del­lo sport che nel­la lo­ro at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le so­no re­go­lar­men­te in con­tat­to con mi­no­ren­ni;
2.
le per­so­ne che ap­pren­do­no nel­lo svol­gi­men­to di un’at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le che un mi­no­ren­ne ver­sa in ta­li con­di­zio­ni.

2 Adem­pie l’ob­bli­go di av­vi­so pu­re chi av­vi­sa il pro­prio su­pe­rio­re.

3 I Can­to­ni pos­so­no pre­ve­de­re ul­te­rio­ri ob­bli­ghi di av­vi­so.

403 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 dic. 2017 (Pro­te­zio­ne dei mi­no­ren­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2947; FF 2015 2751).

404 RS 311.0

Art. 314e405  

7. Col­la­bo­ra­zio­ne e as­si­sten­za am­mi­ni­stra­ti­va

 

1 Le per­so­ne che par­te­ci­pa­no al pro­ce­di­men­to e i ter­zi so­no te­nu­ti a col­la­bo­ra­re all’ac­cer­ta­men­to dei fat­ti. L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri pren­de le di­spo­si­zio­ni ne­ces­sa­rie per la sal­va­guar­dia di in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne. Se ne­ces­sa­rio, or­di­na l’ese­cu­zio­ne coat­ti­va dell’ob­bli­go di col­la­bo­ra­re.

2 Le per­so­ne vin­co­la­te dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le se­con­do il Co­di­ce pe­na­le406 pos­so­no col­la­bo­ra­re sen­za far­si pre­via­men­te li­be­ra­re dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le. La pre­sen­te di­spo­si­zio­ne non si ap­pli­ca agli au­si­lia­ri vin­co­la­ti dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le se­con­do il Co­di­ce pe­na­le.

3 Le per­so­ne vin­co­la­te dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le se­con­do il Co­di­ce pe­na­le so­no te­nu­te a col­la­bo­ra­re se so­no sta­te au­to­riz­za­te a far­lo dal ti­to­la­re del se­gre­to o se, su ri­chie­sta dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri, l’au­to­ri­tà su­pe­rio­re o l’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za le ha li­be­ra­te dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 13 del­la leg­ge del 23 giu­gno 2000407 su­gli av­vo­ca­ti.

4 Le au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­ve e giu­di­zia­rie con­se­gna­no gli at­ti ne­ces­sa­ri, fan­no rap­por­to e for­ni­sco­no in­for­ma­zio­ni, sem­pre che non vi si op­pon­ga­no in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne.

405 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 dic. 2017 (Pro­te­zio­ne dei mi­no­ren­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2947; FF 2015 2751).

406 RS 311.0

407 RS 935.61

Art. 315409  

VII. Com­pe­ten­za

1. In ge­ne­re

 

1 Le mi­su­re per la pro­te­zio­ne del fi­glio so­no or­di­na­te dall’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri del do­mi­ci­lio del fi­glio.410

2 Se il fi­glio vi­ve pres­so ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti o al­tri­men­ti fuo­ri dal­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca dei ge­ni­to­ri, ov­ve­ro se vi è pe­ri­co­lo nel ri­tar­do, so­no pu­re com­pe­ten­ti le au­to­ri­tà del luo­go di di­mo­ra del fi­glio.

3 L’au­to­ri­tà del luo­go di di­mo­ra che or­di­na una mi­su­ra per la pro­te­zio­ne del fi­glio ne in­for­ma l’au­to­ri­tà del do­mi­ci­lio.

409Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

410 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 315a411  

2. Nel­la pro­ce­du­ra ma­tri­mo­nia­le

a. Com­pe­ten­za del giu­di­ce

 

1 Se è chia­ma­to a de­ci­de­re sul­le re­la­zio­ni per­so­na­li dei ge­ni­to­ri con i fi­gli, il giu­di­ce com­pe­ten­te per il di­vor­zio o la tu­te­la dell’unio­ne co­niu­ga­le pren­de an­che le mi­su­re ne­ces­sa­rie per pro­teg­ge­re il fi­glio e ne af­fi­da l’ese­cu­zio­ne all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.412

2 Il giu­di­ce può an­che ade­gua­re al­le nuo­ve cir­co­stan­ze le mi­su­re di pro­te­zio­ne del fi­glio che so­no già sta­te pre­se.

3 Spet­ta tut­ta­via all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri:413

1.
con­ti­nua­re una pro­ce­du­ra di pro­te­zio­ne del fi­glio in­tro­dot­ta pri­ma del­la pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria;
2.
or­di­na­re le mi­su­re im­me­dia­ta­men­te ne­ces­sa­rie al­la pro­te­zio­ne del fi­glio, quan­do sia pre­ve­di­bi­le che il giu­di­ce non pos­sa pren­der­le tem­pe­sti­va­men­te.

411In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976 (RU 1977 237; FF 1974 II 1). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

412 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

413 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 315b414  

b. Mo­di­fi­ca di mi­su­re giu­di­zia­rie

 

1 Il giu­di­ce è com­pe­ten­te a mo­di­fi­ca­re le mi­su­re giu­di­zia­rie re­la­ti­ve all’at­tri­bu­zio­ne e al­la pro­te­zio­ne del fi­glio:

1.
du­ran­te la pro­ce­du­ra di di­vor­zio;
2.
nel­la pro­ce­du­ra di mo­di­fi­ca del­la sen­ten­za di di­vor­zio, se­con­do le nor­me di­sci­pli­nan­ti il di­vor­zio;
3.
nel­la pro­ce­du­ra di mo­di­fi­ca del­le mi­su­re a tu­te­la dell’unio­ne co­niu­ga­le; le di­spo­si­zio­ni sul di­vor­zio so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.

2 Ne­gli al­tri ca­si è com­pe­ten­te l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri.415

414 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

415 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 316416  

VIII. Vi­gi­lan­za su­gli af­fi­lia­ti

 

1 L’af­fi­lian­te ab­bi­so­gna di un’au­to­riz­za­zio­ne dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri o di un al­tro uf­fi­cio del suo do­mi­ci­lio de­si­gna­to dal di­rit­to can­to­na­le e sog­gia­ce al­la lo­ro vi­gi­lan­za.

1bis Se un af­fi­lian­do vie­ne ac­col­to a sco­po di fu­tu­ra ado­zio­ne, è com­pe­ten­te un’uni­ca au­to­ri­tà can­to­na­le.417

2 Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na nor­me ese­cu­ti­ve.

416Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

417 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 del­la LF del 22 giu. 2001 re­la­ti­va al­la Con­ven­zio­ne dell’Aia sull’ado­zio­ne e a prov­ve­di­men­ti per la pro­te­zio­ne del mi­no­re nel­le ado­zio­ni in­ter­na­zio­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023988; FF 19994799).

Art. 317418  

IX. Coo­pe­ra­zio­ne dell’aiu­to al­la gio­ven­tù

 

I Can­to­ni as­si­cu­ra­no con ap­pro­pria­te pre­scri­zio­ni l’ac­con­cia coo­pe­ra­zio­ne fra au­to­ri­tà ed uf­fi­ci nel cam­po del­la pro­te­zio­ne dell’in­fan­zia se­con­do il di­rit­to ci­vi­le, in quel­lo del di­rit­to pe­na­le per gli ado­le­scen­ti ed in ge­ne­re dell’aiu­to al­la gio­ven­tù.

418Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Capo quarto: Della sostanza del figlio 419

419Introdotto dal n. I 1 della LF del 25 giu. 1976, in vigore dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 318420  

A. Am­mi­ni­stra­zio­ne

 

1 I ge­ni­to­ri han­no il di­rit­to e il do­ve­re di am­mi­ni­stra­re la so­stan­za del fi­glio fin­ché è sog­get­to al­la lo­ro au­to­ri­tà.

2 Se muo­re uno dei ge­ni­to­ri, il ge­ni­to­re su­per­sti­te de­ve con­se­gna­re all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri un in­ven­ta­rio del­la so­stan­za del fi­glio.421

3 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri, se lo ri­tie­ne op­por­tu­no vi­sti il ge­ne­re e l’im­por­tan­za del­la so­stan­za del fi­glio e le con­di­zio­ni per­so­na­li dei ge­ni­to­ri, or­di­na la com­pi­la­zio­ne di un in­ven­ta­rio o la con­se­gna pe­rio­di­ca di con­ti e rap­por­ti.422

420Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

421 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

422 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 319423  

B. Im­pie­go dei red­di­ti

 

1 I ge­ni­to­ri pos­so­no im­pie­ga­re i red­di­ti del­la so­stan­za del fi­glio per il suo man­te­ni­men­to, la sua edu­ca­zio­ne e istru­zio­ne e, in quan­to l’equi­tà lo ri­chie­da, an­che per i bi­so­gni dell’eco­no­mia do­me­sti­ca.

2 L’avan­zo spet­ta al­la so­stan­za del fi­glio.

423Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 320424  

C. Pre­le­va­men­to sul­la so­stan­za del fi­glio

 

1 Ver­sa­men­ti a ta­ci­ta­zio­ne, ri­sar­ci­men­ti e ana­lo­ghe pre­sta­zio­ni pos­so­no es­se­re ado­pe­ra­ti per il man­te­ni­men­to del fi­glio, in ra­te cor­ri­spon­den­ti ai bi­so­gni cor­ren­ti.

2 Se ne­ces­sa­rio per prov­ve­de­re al­le spe­se di man­te­ni­men­to, edu­ca­zio­ne o istru­zio­ne, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri può per­met­te­re ai ge­ni­to­ri di at­tin­ge­re in mi­su­ra de­ter­mi­na­ta an­che al­la ri­ma­nen­te so­stan­za del fi­glio.

424Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 321425  

D. Be­ni li­be­ri

I. Li­be­ra­li­tà

 

1 I ge­ni­to­ri non pos­so­no ado­pe­ra­re i red­di­ti del­la so­stan­za che il fi­glio ha ri­ce­vu­to sot­to que­sta espres­sa con­di­zio­ne o che gli fu da­ta per­ché frut­ti in­te­res­se a suo fa­vo­re, o co­me li­bret­to di ri­spar­mio.

2 L’am­mi­ni­stra­zio­ne di que­sti be­ni da par­te dei ge­ni­to­ri può es­se­re esclu­sa sol­tan­to se espres­sa­men­te sta­bi­li­to all’at­to del­la li­be­ra­li­tà.

425Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 322426  

II. Por­zio­ne le­git­ti­ma

 

1 Per di­spo­si­zio­ne a cau­sa di mor­te, an­che la por­zio­ne le­git­ti­ma del fi­glio può es­se­re esclu­sa dall’am­mi­ni­stra­zio­ne pa­ren­ta­le.

2 Se il di­spo­nen­te af­fi­da l’am­mi­ni­stra­zio­ne a un ter­zo, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri può esi­ge­re ren­di­con­ti e rap­por­ti pe­rio­di­ci.

426Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 323427  

III. Pro­ven­to del la­vo­ro, as­se­gno pro­fes­sio­na­le

 

1 Il fi­glio ha l’am­mi­ni­stra­zio­ne e il go­di­men­to di ciò che gua­da­gna col pro­prio la­vo­ro e di quan­to gli an­ti­ci­pa­no i ge­ni­to­ri sul­la sua so­stan­za per l’eser­ci­zio del me­stie­re o del­la pro­fes­sio­ne.

2 I ge­ni­to­ri pos­so­no esi­ge­re dal fi­glio che vi­ve con es­si in eco­no­mia do­me­sti­ca un ade­gua­to con­tri­bu­to per il suo man­te­ni­men­to.

427Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 324428  

E. Pro­te­zio­ne del­la so­stan­za del fi­glio

I. Mi­su­re op­por­tu­ne

 

1 Se la di­li­gen­te am­mi­ni­stra­zio­ne non è suf­fi­cien­te­men­te ga­ran­ti­ta, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri or­di­na le mi­su­re op­por­tu­ne per la pro­te­zio­ne del­la so­stan­za del fi­glio.

2 Es­sa può se­gna­ta­men­te da­re istru­zio­ni per l’am­mi­ni­stra­zio­ne e, se i rap­por­ti e i ren­di­con­ti pe­rio­di­ci non ba­sta­no, or­di­na­re il de­po­si­to o la pre­sta­zio­ne di ga­ran­zie.

3 Le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­te­zio­ne del fi­glio s’ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al­la pro­ce­du­ra e al­la com­pe­ten­za.

428Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 325429  

II. Pri­va­zio­ne dell’am­mi­ni­stra­zio­ne

 

1 Quan­do la so­stan­za del fi­glio non pos­sa es­se­re al­tri­men­ti sot­trat­ta al pe­ri­co­lo, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri ne af­fi­da l’am­mi­ni­stra­zio­ne a un cu­ra­to­re.

2 L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri pren­de la stes­sa mi­su­ra an­che in ca­so di pe­ri­co­lo per la so­stan­za del fi­glio non am­mi­ni­stra­ta dai ge­ni­to­ri.

3 Se v’è da te­me­re che i red­di­ti o le par­ti del­la so­stan­za del fi­glio de­sti­na­te all’uso o li­be­ra­te non sa­ran­no im­pie­ga­te con­for­me­men­te al­la de­sti­na­zio­ne, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri può pa­ri­men­ti af­fi­dar­ne l’am­mi­ni­stra­zio­ne a un cu­ra­to­re.

429Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 326430  

F. Fi­ne dell’am­mi­ni­stra­zio­ne

I. Re­sti­tu­zio­ne

 

Ces­san­do l’au­to­ri­tà o l’am­mi­ni­stra­zio­ne pa­ren­ta­le, i ge­ni­to­ri de­vo­no con­se­gna­re la so­stan­za al fi­glio di­ve­nu­to mag­gio­ren­ne o al suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le sul­la scor­ta di un ren­di­con­to.

430Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 327431  

II. Re­spon­sa­bi­li­tà

 

1 I ge­ni­to­ri so­no re­spon­sa­bi­li per la re­sti­tu­zio­ne co­me un man­da­ta­rio.

2 Di quan­to fu da lo­ro alie­na­to in buo­na fe­de de­vo­no re­sti­tui­re il prez­zo ri­ca­va­to.

3 Non de­vo­no al­cun ri­sar­ci­men­to per ciò che aves­se­ro con­su­ma­to per il fi­glio o l’eco­no­mia do­me­sti­ca nei li­mi­ti dei lo­ro di­rit­ti.

431Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Capo quinto: Dei minorenni sotto tutela432

432 Introdotto dal n. I 2 della LF del 19 dic. 2008 (Protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione), in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 327a  

A. Prin­ci­pio

 

L’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri no­mi­na un tu­to­re al mi­no­ren­ne che non è sot­to au­to­ri­tà pa­ren­ta­le.

Art. 327b  

B. Sta­to giu­ri­di­co

I. Del mi­no­ren­ne

 

Il mi­no­ren­ne sot­to tu­te­la ha lo stes­so sta­to giu­ri­di­co del mi­no­ren­ne sot­to au­to­ri­tà pa­ren­ta­le.

Art. 327c  

II. Del tu­to­re

 

1 Al tu­to­re com­pe­to­no gli stes­si di­rit­ti dei ge­ni­to­ri.

2 So­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, se­gna­ta­men­te quel­le re­la­ti­ve al­la no­mi­na del cu­ra­to­re, all’eser­ci­zio del­la cu­ra­te­la e al con­cor­so dell’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti.

3 Se il mi­no­ren­ne de­ve es­se­re ri­co­ve­ra­to in un isti­tu­to chiu­so o in una cli­ni­ca psi­chia­tri­ca, so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni sul­la pro­te­zio­ne de­gli adul­ti re­la­ti­ve al ri­co­ve­ro a sco­po di as­si­sten­za.

Titolo nono: Della comunione di famiglia

Capo primo: Dell’assistenza tra i parenti

Art. 328433  

A. Per­so­ne ob­bli­ga­te

 

1 Chi vi­ve in con­di­zio­ni agia­te è te­nu­to a soc­cor­re­re i pa­ren­ti in li­nea ascen­den­te e di­scen­den­te quan­do sen­za di ciò es­si ca­des­se­ro nel bi­so­gno.

2 È fat­to sal­vo l’ob­bli­go di man­te­ni­men­to dei ge­ni­to­ri e del co­niu­ge o del part­ner re­gi­stra­to.434


433Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

434 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 8 del­la L del 18 giu. 2004 sull’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 20055685; FF 20031165).

Art. 329  

B. Og­get­to e mo­do dell’azio­ne

 

1 L’azio­ne di as­si­sten­za è pro­po­sta con­tro gli ob­bli­ga­ti, se­con­do l’or­di­ne dei lo­ro di­rit­ti ere­di­ta­ri, ed ha per og­get­to le pre­sta­zio­ni ne­ces­sa­rie al man­te­ni­men­to dell’istan­te, com­pa­ti­bil­men­te con le con­di­zio­ni dell’ob­bli­ga­to.

1bis L’azio­ne di as­si­sten­za non può es­se­re pro­po­sta se la si­tua­zio­ne di bi­so­gno è do­vu­ta a una li­mi­ta­zio­ne dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va al fi­ne di pren­der­si cu­ra dei pro­pri fi­gli.436

2 Se, per cir­co­stan­ze spe­cia­li, ap­pa­ia ini­quo esi­ge­re le pre­sta­zio­ni dall’ob­bli­ga­to, il giu­di­ce può li­mi­ta­re o to­glie­re l’ob­bli­go as­si­sten­zia­le.437

3 Le di­spo­si­zio­ni sull’azio­ne di man­te­ni­men­to del fi­glio e sul­la tra­smis­sio­ne del suo di­rit­to all’en­te pub­bli­co si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.438

436 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 20 mar. 2015 (Man­te­ni­men­to del fi­glio), in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2015 4299; FF 2014 489).

437Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

438Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 25 giu. 1976, in vi­go­re dal 1° gen. 1978 (RU 1977 237; FF 1974 II 1).

Art. 330  

C. As­si­sten­za di tro­va­tel­li

 

1 I tro­va­tel­li so­no as­si­sti­ti dal Co­mu­ne nel qua­le so­no in­cor­po­ra­ti.

2 Se poi è sta­bi­li­ta la di­scen­den­za di un tro­va­tel­lo, que­sto Co­mu­ne può ri­pe­te­re il rim­bor­so del­le spe­se ca­gio­na­te dal man­te­ni­men­to con­tro i pa­ren­ti ob­bli­ga­ti, ed in ul­ti­ma li­nea con­tro l’en­te pub­bli­co te­nu­to all’as­si­sten­za.

Capo secondo: Della potestà domestica

Art. 331  

A. Con­di­zio­ni

 

1 Quan­do le per­so­ne che in vir­tù di leg­ge o di con­trat­to o di con­sue­tu­di­ne vi­vo­no in co­mu­nio­ne do­me­sti­ca ab­bia­no un ca­po, que­sto eser­ci­ta la po­te­stà do­me­sti­ca.

2 La po­te­stà do­me­sti­ca si esten­de su tut­te le per­so­ne che pren­do­no par­te all’eco­no­mia co­mu­ne qua­li pa­ren­ti od af­fi­ni, op­pu­re in vir­tù di un rap­por­to di la­vo­ro qua­li la­vo­ra­to­ri od in qua­li­tà ana­lo­ga439.440

439RU 1973 642

440Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 3 del­la LF del 30 giu. 1972, in vi­go­re dal 1° apr. 1973 (RU 1972 2653; FF 1971 II 85).

Art. 332  

B. Ef­fet­ti

I. Or­di­ne in­ter­no e cu­ra

 

1 I mem­bri del­la co­mu­nio­ne de­vo­no con­for­mar­si al­la re­go­la di ca­sa, la qua­le do­vrà te­ner con­to de­gli in­te­res­si di tut­ti lo­ro, se­con­do equi­tà.

2 In ispe­cie dev’es­se­re con­ces­sa ai con­vi­ven­ti la li­ber­tà ne­ces­sa­ria per la lo­ro edu­ca­zio­ne, per l’eser­ci­zio del­la pro­fes­sio­ne e per l’adem­pi­men­to del­le pra­ti­che re­li­gio­se.

3 Il ca­po fa­mi­glia de­ve ve­glia­re al­la cu­sto­dia ed al­la si­cu­rez­za del­le co­se ap­por­ta­te dai mem­bri del­la co­mu­nio­ne con quel­la cu­ra che usa nel­le co­se pro­prie.

Art. 333  

II. Re­spon­sa­bi­li­tà

 

1 Il ca­po di fa­mi­glia è re­spon­sa­bi­le del dan­no ca­gio­na­to da un mem­bro del­la co­mu­nio­ne mi­no­ren­ne o af­fet­to da di­sa­bi­li­tà men­ta­le o tur­ba psi­chi­ca o sot­to cu­ra­te­la ge­ne­ra­le, in quan­to non pos­sa di­mo­stra­re di ave­re ado­pe­ra­to nel­la vi­gi­lan­za la di­li­gen­za or­di­na­ria e ri­chie­sta dal­le cir­co­stan­ze.441

2 Il ca­po di fa­mi­glia de­ve prov­ve­de­re af­fin­ché un mem­bro del­la co­mu­nio­ne af­fet­to da di­sa­bi­li­tà men­ta­le o da tur­ba psi­chi­ca non espon­ga sé stes­so o al­tri a pe­ri­co­lo o dan­no.442

3 Ove oc­cor­ra, si ri­vol­ge­rà all’au­to­ri­tà com­pe­ten­te per i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri.

441 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

442 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).

Art. 334443  

III. Cre­di­to dei fi­gli e de­gli abia­ti­ci

1. Con­di­zio­ni

 

1 I fi­gli mag­gio­ren­ni o gli abia­ti­ci che, con­vi­ven­do coi ge­ni­to­ri o con gli avi, han­no con­fe­ri­to al­la co­mu­nio­ne il lo­ro la­vo­ro od i lo­ro gua­da­gni, pos­so­no chie­de­re un’equa in­den­ni­tà.

2 In ca­so di con­te­sta­zio­ne, il giu­di­ce de­ci­de cir­ca l’am­mon­ta­re e la ga­ran­zia dell’in­den­ni­tà, il ge­ne­re e il mo­do del pa­ga­men­to.

443Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 6 ott. 1972, in vi­go­re dal 15 feb. 1973 (RU 1973 99; FF 1970 I 601, 1971 I 543).

Art. 334bis444  

2. Pro­ce­du­ra

 

1 L’in­den­ni­tà spet­tan­te ai fi­gli o agli abia­ti­ci può es­se­re fat­ta va­le­re al­la mor­te del de­bi­to­re.

2 Può es­se­re fat­ta va­le­re vi­ven­te il de­bi­to­re se con­tro que­sto è ese­gui­to un pi­gno­ra­men­to o di­chia­ra­to il fal­li­men­to, se è sciol­ta la co­mu­nio­ne o se l’azien­da pas­sa in al­tre ma­ni.

3 L’in­den­ni­tà non è sog­get­ta a pre­scri­zio­ni ma dev’es­se­re fat­ta va­le­re al più tar­di al mo­men­to del­la di­vi­sio­ne dell’ere­di­tà del de­bi­to­re.

444In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 6 ott. 1972, in vi­go­re dal 15 feb. 1973 (RU 1973 99; FF 1970 I 601, 1971 I 543).

Capo terzo: Dei beni di famiglia

Art. 335  

A.Fon­da­zio­ni di fa­mi­glia

 

1 Pos­so­no es­se­re eret­te del­le fon­da­zio­ni di fa­mi­glia se­con­do le nor­me del di­rit­to del­le per­so­ne o del di­rit­to suc­ces­so­rio, nel sen­so che si pos­so­no de­di­ca­re dei be­ni a be­ne­fi­cio di una fa­mi­glia per le spe­se di edu­ca­zio­ne, do­ta­zio­ne od as­si­sten­za dei suoi mem­bri o per al­tro si­mi­le fi­ne.

2 L’ere­zio­ne di fe­de­com­mes­si di fa­mi­glia non è più per­mes­sa.

Art. 336  

B. In­di­vi­sio­ne

I. Co­sti­tu­zio­ne

1. Fa­col­tà

 

Una so­stan­za può es­se­re de­di­ca­ta a be­ne­fi­cio di una fa­mi­glia, se dei pa­ren­ti la­scia­no in­di­vi­sa una ere­di­tà o par­te di es­sa, o met­to­no in­sie­me al­tri be­ni per for­ma­re un’in­di­vi­sio­ne.

Art. 337  

2. For­ma

 

Il con­trat­to per co­sti­tui­re un’in­di­vi­sio­ne ri­chie­de per la sua va­li­di­tà l’at­to pub­bli­co fir­ma­to da tut­ti i mem­bri o dai lo­ro rap­pre­sen­tan­ti.

Art. 338  

II. Du­ra­ta

 

1 L’in­di­vi­sio­ne può es­se­re sti­pu­la­ta a tem­po de­ter­mi­na­to o in­de­ter­mi­na­to.

2 Se con­chiu­sa a tem­po in­de­ter­mi­na­to, ognu­no dei par­te­ci­pan­ti può da­re la di­sdet­ta con un pre­av­vi­so di sei me­si.

3 Quan­do trat­ti­si di un’azien­da agri­co­la, la di­sdet­ta può es­se­re da­ta so­lo per il ter­mi­ne pri­ma­ve­ri­le od au­tun­na­le, con­for­me all’uso del luo­go.

Art. 339  

III. Ef­fet­ti

1. Mo­do

 

1 L’in­di­vi­sio­ne ob­bli­ga i suoi mem­bri ad una co­mu­ne at­ti­vi­tà eco­no­mi­ca.

2 Sal­vo pat­to con­tra­rio, tut­ti vi par­te­ci­pa­no in egual mi­su­ra.

3 Du­ran­te l’in­di­vi­sio­ne es­si non pos­so­no do­man­da­re la di­vi­sio­ne del­la so­stan­za co­mu­ne né di­spor­re del­le lo­ro par­ti.

Art. 340  

2. Di­re­zio­ne e rap­pre­sen­tan­za

a. In ge­ne­re

 

1 Gli in­te­res­si dell’in­di­vi­sio­ne so­no ge­ri­ti in co­mu­ne da tut­ti i par­te­ci­pan­ti.

2 Ognu­no di es­si può fa­re da so­lo gli at­ti del­la or­di­na­ria am­mi­ni­stra­zio­ne.

Art. 341  

b. De­le­ga­zio­ne ad un ca­po

 

1 I par­te­ci­pan­ti pos­so­no de­si­gna­re uno di es­si qua­le ca­po dell’in­di­vi­sio­ne.

2 Que­sti rap­pre­sen­ta l’in­di­vi­sio­ne in tut­ti gli in­te­res­si che la con­cer­no­no, e ne di­ri­ge l’at­ti­vi­tà eco­no­mi­ca.

3 L’esclu­sio­ne de­gli al­tri dal di­rit­to di rap­pre­sen­tan­za è op­po­ni­bi­le ai ter­zi di buo­na fe­de so­lo quan­do il rap­pre­sen­tan­te sia iscrit­to nel re­gi­stro di com­mer­cio.

Art. 342  

3. Be­ni co­mu­ni e be­ni ri­ser­va­ti

 

1 Tut­to ciò che ap­par­tie­ne all’ere­di­tà in­di­vi­sa ri­ma­ne pro­prie­tà co­mu­ne di tut­ti i par­te­ci­pan­ti.

2 I par­te­ci­pan­ti so­no so­li­dal­men­te re­spon­sa­bi­li per i de­bi­ti.

3 Sal­vo pat­to con­tra­rio, è pro­prie­tà ri­ser­va­ta di ogni par­te­ci­pan­te ciò che egli pos­se­de­va all’in­fuo­ri dei be­ni co­mu­ni e ciò che ac­qui­sta pri­va­ta­men­te du­ran­te l’in­di­vi­sio­ne, per ere­di­tà o per al­tro ti­to­lo gra­tui­to.

Art. 343  

IV. Scio­gli­men­to

1. Cau­se

 

L’in­di­vi­sio­ne si scio­glie:

1.
per con­ven­zio­ne o di­sdet­ta;
2.
per la de­cor­ren­za del ter­mi­ne per il qua­le era co­sti­tui­ta, in quan­to non sia con­ti­nua­ta per ta­ci­to con­sen­so;
3.
in ca­so di rea­liz­za­zio­ne del­la quo­ta pi­gno­ra­ta di un par­te­ci­pan­te;
4.
in ca­so di fal­li­men­to di uno dei par­te­ci­pan­ti;
5.
a ri­chie­sta di uno dei par­te­ci­pan­ti, per mo­ti­vi gra­vi.
Art. 344  

2. Di­sdet­ta, in­sol­ven­za, ma­tri­mo­nio

 

1 Nei ca­si di di­sdet­ta o di fal­li­men­to di un par­te­ci­pan­te o di rea­liz­za­zio­ne del­la sua quo­ta a se­gui­to di pi­gno­ra­men­to, gli al­tri par­te­ci­pan­ti pos­so­no con­ti­nua­re la co­mu­nio­ne ta­ci­tan­do il sor­ten­te o i suoi cre­di­to­ri.

2 In ca­so di ma­tri­mo­nio, un par­te­ci­pan­te può chie­de­re la li­qui­da­zio­ne dei suoi di­rit­ti an­che sen­za di­sdet­ta.

Art. 345  

3. Mor­te di un par­te­ci­pan­te

 

1 Mo­ren­do un par­te­ci­pan­te, i suoi ere­di non ap­par­te­nen­ti all’in­di­vi­sio­ne pos­so­no pre­ten­de­re so­lo la li­qui­da­zio­ne dei lo­ro di­rit­ti.

2 Se gli ere­di so­no suoi di­scen­den­ti, es­si pos­so­no, col con­sen­so de­gli al­tri par­te­ci­pan­ti, pren­de­re il po­sto del de­fun­to nel­la co­mu­nio­ne.

Art. 346  

4. Nor­me per la di­vi­sio­ne

 

1 La di­vi­sio­ne dei be­ni co­mu­ni, o la ta­ci­ta­zio­ne dei di­rit­ti di un par­te­ci­pan­te, av­vie­ne se­con­do la si­tua­zio­ne pa­tri­mo­nia­le del mo­men­to in cui si è ve­ri­fi­ca­ta la cau­sa di scio­gli­men­to.

2 La sua ese­cu­zio­ne non può es­se­re do­man­da­ta in­tem­pe­sti­va­men­te.

Art. 347  

V. Com­par­te­ci­pa­zio­ne

1. De­fi­ni­zio­ne

 

1 I par­te­ci­pan­ti pos­so­no ri­met­te­re la ge­stio­ne dell’azien­da e la rap­pre­sen­tan­za ad uno di es­si con l’ob­bli­go di cor­ri­spon­de­re agli al­tri una quo­ta an­nua del gua­da­gno net­to.

2 Sal­vo pat­to con­tra­rio, que­sta quo­ta è fis­sa­ta equa­men­te, se­con­do la ren­di­ta me­dia dei be­ni co­mu­ni per un suf­fi­cien­te pe­rio­do di tem­po, avu­to ri­guar­do al­le pre­sta­zio­ni dell’as­sun­to­re.

Art. 348  

2. Spe­cia­li mo­ti­vi di scio­gli­men­to

 

1 Se l’as­sun­to­re non ge­ri­sce de­bi­ta­men­te l’azien­da o non adem­pie le sue pre­sta­zio­ni ver­so i par­te­ci­pan­ti, l’in­di­vi­sio­ne può es­se­re di­sciol­ta.

2 Qua­lun­que par­te­ci­pan­te può, per gra­vi mo­ti­vi, chie­de­re al giu­di­ce di es­se­re am­mes­so nell’azien­da in­sie­me con l’as­sun­to­re, avu­to ri­guar­do al­le pre­scri­zio­ni re­la­ti­ve al­le di­vi­sio­ni ere­di­ta­rie.

3 Del re­sto la com­par­te­ci­pa­zio­ne è sog­get­ta al­le re­go­le ge­ne­ra­li del­la in­di­vi­sio­ne.

Art. 349 a358445  
 

445 Abro­ga­ti dal n. I 4 del­la LF del 26 giu. 1998, con ef­fet­to dal 1° gen. 2000 (RU 1999 1118; FF 1996 I 1).

Art. 359446  
 

446 Abro­ga­to dal n. II 21 del­la LF del 15 dic. 1989 con­cer­nen­te l’ap­pro­va­zio­ne di at­ti le­gi­sla­ti­vi dei Can­to­ni da par­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, con ef­fet­to dal 1° feb. 1991 (RU 1991 362; FF 1988 II 1149).

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