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Art. 26
Ogni Autorità centrale sopperisce alle proprie spese nell’applicazione della Convenzione. L’Autorità centrale e gli altri servizi pubblici degli Stati contraenti non impongono spese per le istanze presentate in applicazione della Convenzione. Segnatamente, non possono pretendere dall’instante il pagamento delle spese processuali e ripetibili o, eventualmente, delle spese dovute alla partecipazione di un avvocato. Nondimeno possono chiedere il pagamento delle spese insorte o che potrebbero insorgere per le operazioni connesse con il ritorno del minore. Tuttavia, uno Stato contraente, avvalendosi della riserva di cui all’articolo 42, può dichiarare d’essere tenuto al pagamento delle spese di cui al capoverso precedente, dovute alla partecipazione di un avvocato o di un consulente giuridico, ovvero delle spese giudiziarie, solamente in quanto dette spese possano essere coperte dal suo sistema di patrocinio giudiziario e giuridico. L’autorità giudiziaria o amministrativa, ordinando il ritorno del minore o statuendo sul diritto di visita nell’ambito della Convenzione, può, se del caso, accollare tutte le spese necessarie sostenute dall’instante o da altri in suo nome, segnatamente le spese di viaggio, di rappresentanza giudiziaria dell’attore e di ritorno del minore, come pure tutte le spese e gli esbordi sostenuti per localizzare il minore, alla persona che ha trasferito o trattenuto il minore, o che ha impedito l’esercizio del diritto di visita. |
