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Regolamento di previdenza
della Cassa di previdenza del Settore dei PF
per i collaboratori del Settore dei PF
(RP-PF 1)

del 9 novembre 2007 (Stato 28 gennaio 2020)

L’organo paritetico della Cassa di previdenza del Settore dei PF (OP PF),

visto l’articolo 32c capoverso 3 della legge del 24 marzo 20001
sul personale federale,

decreta:

Capitolo 1: Disposizioni generali

Art. 1 Oggetto  

1 Il pre­sen­te re­go­la­men­to è par­te in­te­gran­te del con­trat­to di af­fi­lia­zio­ne del 19 ot­to­bre 20072 al­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF.

2 Es­so di­sci­pli­na l’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro le con­se­guen­ze eco­no­mi­che del­la vec­chia­ia, del de­ces­so e dell’in­va­li­di­tà nel qua­dro del­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF.

Art. 2 Campo di applicazione 3  

1 Il pre­sen­te re­go­la­men­to si ap­pli­ca al­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF (da­to­re di la­vo­ro del Con­si­glio dei PF, PFZ, PFL, IPS, FNP, LPMR, IFAD­PA), ai col­la­bo­ra­to­ri ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 1 ca­po­ver­so 1 dell’or­di­nan­za sul per­so­na­le del Set­to­re dei PF (OPers PF) e ai be­ne­fi­cia­ri di ren­di­ta di que­sta ca­te­go­ria di col­la­bo­ra­to­ri.

2 Si ap­pli­ca an­che al­le per­so­ne a cui PU­BLI­CA ero­ga pre­sta­zio­ni in se­gui­to a di­vor­zio.

3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 3 Piani previdenziali  

1 So­no pre­vi­sti tre pia­ni pre­vi­den­zia­li che, a se­con­da del li­vel­lo di fun­zio­ne ri­spet­ti­va­men­te del con­trat­to di la­vo­ro, so­no as­se­gna­ti in ma­nie­ra uni­vo­ca a ogni per­so­na im­pie­ga­ta:

a.
pia­no stan­dard: per l’as­si­cu­ra­zio­ne del­le per­so­ne im­pie­ga­te fi­no a e com­pre­so il li­vel­lo di fun­zio­ne 9 e per le per­so­ne con com­pen­so for­fet­ta­rio;
b.
pia­no per i qua­dri 1: per l’as­si­cu­ra­zio­ne del­le per­so­ne im­pie­ga­te del li­vel­lo di fun­zio­ne 10–12;
c.
pia­no per i qua­dri 2: per l’as­si­cu­ra­zio­ne del­le per­so­ne im­pie­ga­te a par­ti­re dal li­vel­lo di fun­zio­ne 13.

2 Per ognu­no di que­sti pia­ni pre­vi­den­zia­li la per­so­na as­si­cu­ra­ta può inol­tre sce­glie­re tra due pia­ni di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­ri (art. 25), in cui ver­sa­re con­tri­bu­ti di ri­spar­mio più ele­va­ti.

Art. 4 Obiettivo di prestazioni  

I mo­del­li di cal­co­lo al­la ba­se del pre­sen­te re­go­la­men­to si fon­da­no su un’età di pen­sio­na­men­to di 65 an­ni.

Art. 5 Abbreviazioni  

Le ab­bre­via­zio­ni uti­liz­za­te nel pre­sen­te re­go­la­men­to fi­gu­ra­no nell’al­le­ga­to 8.

Art. 6 Unione domestica registrata  

L’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta ai sen­si del­la LUD è equi­pa­ra­ta al ma­tri­mo­nio. Le ri­per­cus­sio­ni del­lo scio­gli­men­to giu­di­zia­le dell’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta so­no equi­pa­ra­te a quel­le del di­vor­zio.

Art. 7 Cessione e costituzione in pegno dei diritti alle prestazioni  

I di­rit­ti fon­da­ti sul pre­sen­te re­go­la­men­to non pos­so­no es­se­re ce­du­ti o co­sti­tui­ti in pe­gno pri­ma del­la lo­ro sca­den­za né tan­to me­no so­no pi­gno­ra­bi­li. So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni del ca­pi­to­lo 10 (pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni).

Art. 8 Interesse, interesse di mora  

Nel­la mi­su­ra in cui il pre­sen­te re­go­la­men­to non pre­ve­da al­tri­men­ti, i tas­si di in­te­res­se ap­pli­ca­bi­li so­no sta­bi­li­ti ogni an­no dal­la Com­mis­sio­ne del­la cas­sa. I tas­si di in­te­res­se fi­gu­ra­no nell’al­le­ga­to 1.

Art. 9 Spese amministrative, emolumenti dell’autorità di vigilanza e contributi al Fondo di garanzia LPP  

Il fi­nan­zia­men­to del­le spe­se am­mi­ni­stra­ti­ve, de­gli emo­lu­men­ti dell’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za e dei con­tri­bu­ti al Fon­do di ga­ran­zia LPP è og­get­to di una con­ven­zio­ne di af­fi­lia­zio­ne se­pa­ra­ta tra il da­to­re di la­vo­ro e PU­BLI­CA.

Art. 10 Obbligo di informazione e di comunicazione degli assicurati, dei beneficiari di rendite e dei superstiti  

1 Le per­so­ne im­pie­ga­te da as­si­cu­ra­re per la pri­ma vol­ta non­ché gli as­si­cu­ra­ti, i be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te e i lo­ro su­per­sti­ti han­no l’ob­bli­go di in­for­ma­re in ma­nie­ra ve­ri­tie­ra su tut­ti i fat­ti con­cer­nen­ti le re­la­zio­ni con PU­BLI­CA e di pre­sen­ta­re tut­ti i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri.4

2 Gli as­si­cu­ra­ti e i be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te che han­no di­rit­to a pre­sta­zio­ni di PU­BLI­CA o i lo­ro su­per­sti­ti de­vo­no in par­ti­co­la­re co­mu­ni­ca­re per scrit­to, sen­za in­du­gio:

a.
il ma­tri­mo­nio o il nuo­vo ma­tri­mo­nio, la re­gi­stra­zio­ne di un’unio­ne do­me­sti­ca ai sen­si del­la LUD op­pu­re l’ini­zio di una con­vi­ven­za, nel ca­so del di­rit­to a una ren­di­ta per co­niu­gi o con­vi­ven­ti;
b.
la con­clu­sio­ne del­la for­ma­zio­ne o il rag­giun­gi­men­to dell’abi­li­tà al la­vo­ro di un fi­glio per il qua­le sus­si­ste il di­rit­to al­la ren­di­ta per fi­gli ri­spet­ti­va­men­te per or­fa­ni ol­tre il 18° an­no di età;
c.
il de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta o del be­ne­fi­cia­rio di ren­di­ta.

3 Gli as­si­cu­ra­ti e i be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te aven­ti di­rit­to a pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà di PU­BLI­CA de­vo­no inol­tre co­mu­ni­ca­re spon­ta­nea­men­te per scrit­to e sen­za in­du­gio le pre­sta­zio­ni e i pro­ven­ti com­pu­ta­bi­li ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 77 ca­po­ver­so 1, le lo­ro mo­di­fi­che, non­ché i cam­bia­men­ti del gra­do di in­va­li­di­tà e dell’en­ti­tà del­la ren­di­ta.5

4 I di­rit­ti nei con­fron­ti di al­tre as­si­cu­ra­zio­ni o di al­tri re­spon­sa­bi­li de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti spon­ta­nea­men­te per scrit­to e sen­za in­du­gio a PU­BLI­CA.

4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 21 mar. e 16 ott. 2019, ap­pro­va­ta dal CF il 6 dic. 2019 (RU 2019 4735). Cor­re­zio­ne del 28 gen. 2020 (RU 2020 351).

5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13 e 14dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Art. 11 Conseguenze della violazione degli obblighi di informazione e di comunicazione  

1 Le per­so­ne im­pie­ga­te da as­si­cu­ra­re per la pri­ma vol­ta non­ché gli as­si­cu­ra­ti, i be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te e i lo­ro su­per­sti­ti de­vo­no com­pen­sa­re a PU­BLI­CA i co­sti del mag­gior di­spen­dio che ri­sul­ta a PU­BLI­CA da in­di­ca­zio­ni omes­se, ine­sat­te o tar­di­ve. I det­ta­gli so­no sta­bi­li­ti nel re­go­la­men­to del­le spe­se.

2 Si con­si­de­ra che gli ob­bli­ghi di in­for­ma­zio­ne e di co­mu­ni­ca­zio­ne so­no vio­la­ti quan­do l’in­for­ma­zio­ne o la co­mu­ni­ca­zio­ne non so­no for­ni­te tem­pe­sti­va­men­te o nel ca­so di un ri­fiu­to di for­ni­re in­for­ma­zio­ni o co­mu­ni­ca­zio­ni.

3 Se la per­so­na as­si­cu­ra­ta che ha pre­sen­ta­to a PU­BLI­CA una ri­chie­sta di ver­sa­men­to di pre­sta­zio­ni vio­la gli ob­bli­ghi di in­for­ma­zio­ne e di co­mu­ni­ca­zio­ne che le in­com­bo­no, PU­BLI­CA so­spen­de gli ac­cer­ta­men­ti con­cer­nen­ti il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni e de­ci­de in me­ri­to a ta­le di­rit­to sol­tan­to ad av­ve­nu­ta ri­ce­zio­ne del­le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie.

4 Se la per­so­na as­si­cu­ra­ta o il be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta che ha di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di PU­BLI­CA vio­la gli ob­bli­ghi di in­for­ma­zio­ne e di co­mu­ni­ca­zio­ne che gli in­com­bo­no, PU­BLI­CA so­spen­de il pa­ga­men­to del­le pre­sta­zio­ni fi­no ad av­ve­nu­ta ri­ce­zio­ne del­le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie.

5 Le pre­sta­zio­ni so­no in ogni ca­so pa­ga­te sol­tan­to se l’aven­te di­rit­to ha for­ni­to tut­ti i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri al­la va­lu­ta­zio­ne del di­rit­to al­la pre­sta­zio­ne. In ca­so di pre­sen­ta­zio­ne tar­di­va di que­sti do­cu­men­ti le pre­sta­zio­ni so­no pa­ga­te sen­za in­te­res­se.

Art. 12 Obbligo di informazione di PUBLICA, certificato di previdenza 6  

1 All’at­to del­la sua am­mis­sio­ne a PU­BLI­CA la per­so­na as­si­cu­ra­ta ri­ce­ve un cer­ti­fi­ca­to di pre­vi­den­za, nel qua­le fi­gu­ra­no le in­di­ca­zio­ni de­ter­mi­nan­ti per la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le dell’as­si­cu­ra­to. Que­st’ul­ti­mo ri­ce­ve al­me­no una vol­ta all’an­no un cer­ti­fi­ca­to di pre­vi­den­za.7

2PU­BLI­CA in­for­ma ade­gua­ta­men­te al­me­no una vol­ta all’an­no le per­so­ne as­si­cu­ra­te in me­ri­to al­la pro­pria or­ga­niz­za­zio­ne e al pro­prio fi­nan­zia­men­to non­ché sul­la com­po­si­zio­ne dell’or­ga­no pa­ri­te­ti­co.

6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, in vi­go­re il 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, in vi­go­re il 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

Art. 13 Obbligo di comunicazione del datore di lavoro  

1 Il da­to­re di la­vo­ro co­mu­ni­ca a PU­BLI­CA, en­tro i ter­mi­ni pre­scrit­ti, le per­so­ne im­pie­ga­te da as­si­cu­ra­re non­ché i da­ti in­di­spen­sa­bi­li per la ge­stio­ne del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, in par­ti­co­la­re lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te, il gra­do di oc­cu­pa­zio­ne, lo sta­to ci­vi­le, la da­ta del ma­tri­mo­nio co­me pu­re i da­ti ri­le­van­ti con­cer­nen­ti i fi­gli per i qua­li sus­si­ste un di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 41, 47 e 58. Il da­to­re di la­vo­ro è re­spon­sa­bi­le del­la com­ple­tez­za e dell’esat­tez­za del­le in­di­ca­zio­ni.

2 In ca­so di co­mu­ni­ca­zio­ne tar­di­va di una mo­di­fi­ca, il rap­por­to di as­si­cu­ra­zio­ne del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta è ret­ti­fi­ca­to in fun­zio­ne del mo­men­to in cui la mo­di­fi­ca si è ef­fet­ti­va­men­te ve­ri­fi­ca­ta.

Capitolo 2: Persone assicurate

Art. 14 Condizioni di ammissione nell’assicurazione  

Le per­so­ne im­pie­ga­te so­no as­si­cu­ra­te con­tro i ri­schi di de­ces­so e di in­va­li­di­tà a con­ta­re dal 1° gen­na­io suc­ces­si­vo al com­pi­men­to del 17° an­no di età. Es­se so­no an­che as­si­cu­ra­te per la vec­chia­ia a con­ta­re dal 1° gen­na­io suc­ces­si­vo al com­pi­men­to del 21° an­no di età.

Art. 15 e 168  

8 Abro­ga­ti dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 21 mar. e 16 ott. 2019, ap­pro­va­ta dal CF il 6 dic. 2019, con ef­fet­to dal 1° gen. 2020 (RU 2019 4735).

Art. 17 Persone non ammesse nell’assicurazione  

Non so­no am­mes­se nell’as­si­cu­ra­zio­ne di PU­BLI­CA le per­so­ne im­pie­ga­te:

a.
per le qua­li è sta­to co­sti­tui­to un rap­por­to di la­vo­ro a tem­po de­ter­mi­na­to di tre me­si al mas­si­mo; se il con­trat­to di la­vo­ro è pro­ro­ga­to, l’ob­bli­go di as­si­cu­ra­zio­ne ini­zia nel mo­men­to in cui è sta­ta con­ve­nu­ta la pro­ro­ga;
b.
oc­cu­pa­te sol­tan­to a ti­to­lo ac­ces­so­rio dal da­to­re di la­vo­ro del­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF e già as­si­cu­ra­te ob­bli­ga­to­ria­men­te per un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va prin­ci­pa­le op­pu­re che eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà in­di­pen­den­te a ti­to­lo di pro­fes­sio­ne prin­ci­pa­le;
c.
in­va­li­de ai sen­si del­la LAI nel­la mi­su­ra di al­me­no il 70 per cen­to;
cbis.9
che con­ti­nua­no ad es­se­re af­fi­lia­te prov­vi­so­ria­men­te all’isti­tu­to di pre­vi­den­za te­nu­to a ver­sa­re lo­ro pre­sta­zio­ni d’in­va­li­di­tà ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 26a LPP;
d.
i cui sti­pen­di an­nui so­no in­fe­rio­ri all’im­por­to mi­ni­mo con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 7 LPP;
e.
che han­no com­piu­to il 65° an­no di età; op­pu­re
f.
non at­ti­ve in Sviz­ze­ra o la cui at­ti­vi­tà nel no­stro Pae­se non pre­sen­ta pro­ba­bil­men­te un ca­rat­te­re du­re­vo­le e che so­no già suf­fi­cien­te­men­te as­si­cu­ra­te all’este­ro, se ne fan­no do­man­da.

9 In­tro­dot­ta dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 18 Fine dell’assicurazione  

1 L’as­si­cu­ra­zio­ne ter­mi­na:

a.
con la ces­sa­zio­ne del rap­por­to di la­vo­ro, sem­pre­ché a quel mo­men­to non sia ma­tu­ra­to un di­rit­to a pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà;
b.10
con il com­pi­men­to del 65° an­no di età, fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 18b;
c.11
...

2 Per quan­to con­cer­ne i ri­schi di de­ces­so e di in­va­li­di­tà la per­so­na in­te­res­sa­ta ri­ma­ne as­si­cu­ra­ta pres­so PU­BLI­CA per la du­ra­ta di un me­se dal­la ces­sa­zio­ne del rap­por­to di la­vo­ro. Le pre­sta­zio­ni cor­ri­spon­do­no a quel­le che era­no as­si­cu­ra­te al mo­men­to del­la ces­sa­zio­ne del rap­por­to di la­vo­ro. Se en­tro que­sto pe­rio­do vie­ne co­sti­tui­to un nuo­vo rap­por­to di pre­vi­den­za, la com­pe­ten­za spet­ta al nuo­vo isti­tu­to di pre­vi­den­za.

10 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar. e 10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6 e 7lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

11 Abro­ga­ta dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 31 mar. e 10 mag. 2011, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 6 e 7lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, con ef­fet­to dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 18a Mantenimento della protezione previdenziale in caso di congedo non pagato 12  

Du­ran­te un con­ge­do non pa­ga­to o par­zial­men­te pa­ga­to, la per­so­na as­si­cu­ra­ta può man­te­ne­re in tut­to o in par­te la co­per­tu­ra as­si­cu­ra­ti­va avu­ta fi­no­ra te­nen­do con­to dell’ar­ti­co­lo 29 e con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to del la­vo­ro.

12 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar. e 10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6 e 7lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 18b Mantenimento della previdenza per la vecchiaia dopo il compimento del 65° anno di età 13  

Se il rap­por­to di la­vo­ro con­ti­nua do­po il com­pi­men­to del 65° an­no di età, la pre­vi­den­za per la vec­chia­ia del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta è pro­trat­ta fi­no al­la ces­sa­zio­ne del rap­por­to di la­vo­ro, ma al mas­si­mo fi­no al com­pi­men­to dei 70 an­ni. Su ri­chie­sta del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta è pos­si­bi­le ri­nun­cia­re al man­te­ni­men­to del­la pre­vi­den­za per la vec­chia­ia.

13 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar. e 10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6 e 7lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 18c Mantenimento della previdenza in caso di riduzione dello stipendio annuo determinante 14  

1 Le per­so­ne as­si­cu­ra­te che han­no com­piu­to i 58 an­ni il cui sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te di­mi­nui­sce al mas­si­mo del­la me­tà han­no la pos­si­bi­li­tà di chie­de­re il man­te­ni­men­to to­ta­le o par­zia­le del­la lo­ro pre­vi­den­za al li­vel­lo del pre­ce­den­te gua­da­gno as­si­cu­ra­to.

2 La pre­vi­den­za può es­se­re man­te­nu­ta al li­vel­lo del pre­ce­den­te gua­da­gno as­si­cu­ra­to al mas­si­mo fi­no al­la fi­ne del rap­por­to di la­vo­ro. Es­sa ter­mi­na in ogni ca­so al più tar­di con il com­pi­men­to del 65° an­no di età.

14 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar. e 10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6 e 7lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Capitolo 3: Basi di calcolo

Art. 19 Stipendio annuo determinante  

1 Il da­to­re di la­vo­ro sta­bi­li­sce lo sti­pen­dio an­nuo del­le per­so­ne as­si­cu­ra­te de­ter­mi­nan­te per l’as­si­cu­ra­zio­ne e lo co­mu­ni­ca a PU­BLI­CA.

2 I cri­te­ri de­ci­si­vi per sta­bi­li­re lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te so­no de­fi­ni­ti dal da­to­re di la­vo­ro se­con­do prin­ci­pi uni­for­mi per ogni ca­te­go­ria di per­so­ne as­si­cu­ra­te e nell’os­ser­van­za del­le di­spo­si­zio­ni del­la LPP e del­le sue di­spo­si­zio­ni di ese­cu­zio­ne.

3 Lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te non può su­pe­ra­re il red­di­to sog­get­to ai con­tri­bu­ti AVS del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta. So­no fat­ti sal­vi gli ar­ti­co­li 18a e 18c.15

4 Il da­to­re di la­vo­ro può sta­bi­li­re an­ti­ci­pa­ta­men­te lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te sul­la ba­se de­gli ul­ti­mi sti­pen­di an­nui co­no­sciu­ti. In que­sto ca­so de­vo­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne le mo­di­fi­che già con­ve­nu­te per l’an­no in cor­so. In ca­so di for­ti flut­tua­zio­ni del gra­do di oc­cu­pa­zio­ne o dell’en­ti­tà del­lo sti­pen­dio, lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te è sta­bi­li­to for­fe­ta­ria­men­te in ba­se al­lo sti­pen­dio me­dio del per­ti­nen­te grup­po pro­fes­sio­na­le.

5 In ca­so di for­ti flut­tua­zio­ni de­gli sti­pen­di, l’ob­bli­go con­tri­bu­ti­vo è sta­bi­li­to in ba­se al­lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te se­con­do il cer­ti­fi­ca­to di sa­la­rio AVS. Fi­no al mo­men­to del con­teg­gio de­fi­ni­ti­vo il da­to­re di la­vo­ro de­ve ver­sa­re ac­con­ti di con­tri­bu­ti a PU­BLI­CA.

6 Se la per­so­na as­si­cu­ra­ta è im­pie­ga­ta da me­no di un an­no, è con­si­de­ra­to sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te lo sti­pen­dio che rea­liz­ze­reb­be in ca­so di oc­cu­pa­zio­ne du­ran­te l’an­no in­te­ro.

15 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 20 Guadagno assicurato  

1 Il gua­da­gno as­si­cu­ra­to cor­ri­spon­de al­lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te di­mi­nui­to dell’im­por­to di coor­di­na­men­to.

2 L’im­por­to di coor­di­na­men­to cor­ri­spon­de al 30 per cen­to del­lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te, ma al mas­si­mo all’im­por­to li­mi­te in­fe­rio­re di cui all’ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 LPP.

3 Nel ca­so del­le per­so­ne as­si­cu­ra­te par­zial­men­te in­va­li­de per il cal­co­lo del gua­da­gno as­si­cu­ra­to si ap­pli­ca per ana­lo­gia l’ar­ti­co­lo 21.16

4 Il gua­da­gno as­si­cu­ra­to ga­ran­ti­to im­me­dia­ta­men­te pri­ma del­la ri­du­zio­ne fun­ge da ba­se di cal­co­lo per il man­te­ni­men­to del li­vel­lo mas­si­mo di gua­da­gno as­si­cu­ra­to.17

16 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

17 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 21 Occupazione a tempo parziale 18  

Nel ca­so del­le per­so­ne as­si­cu­ra­te oc­cu­pa­te a tem­po par­zia­le lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te cor­ri­spon­de al­lo sti­pen­dio che sa­reb­be rea­liz­za­to in ca­so di oc­cu­pa­zio­ne al 100 per cen­to. Il gua­da­gno as­si­cu­ra­to cor­ri­spon­de al­lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te di­mi­nui­to dell’im­por­to di coor­di­na­men­to e con­ver­ti­to nel gra­do di oc­cu­pa­zio­ne de­ter­mi­nan­te per l’as­si­cu­ra­zio­ne.

18 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 22 Guadagno non assicurabile  

Il red­di­to con­se­gui­to pres­so un da­to­re di la­vo­ro che non fa par­te del Set­to­re dei PF o rea­liz­za­to tra­mi­te un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te non può es­se­re as­si­cu­ra­to pres­so PU­BLI­CA.

Capitolo 4: Contributi di risparmio, premio di rischio, prestazioni di uscita apportate e riscatto

Art. 23 Contributi di risparmio e premio di rischio  

Per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti di ri­spar­mio e del pre­mio di ri­schio il gua­da­gno as­si­cu­ra­to è de­ter­mi­nan­te.

Art. 24 Contributi di risparmio  

1 I con­tri­bu­ti di ri­spar­mio so­no pre­le­va­ti a con­ta­re dal 1° gen­na­io suc­ces­si­vo al com­pi­men­to del 21° an­no di età. So­no gra­dua­ti in fun­zio­ne dell’età. La som­ma dei con­tri­bu­ti di ri­spar­mio di cui al ca­po­ver­so 2 co­sti­tui­sce i ri­spet­ti­vi ac­cre­di­ti di vec­chia­ia.

2 Ai sin­go­li pia­ni pre­vi­den­zia­li si ap­pli­ca­no i se­guen­ti con­tri­bu­ti di ri­spar­mio:

a.
pia­no stan­dard per le per­so­ne im­pie­ga­te fi­no al li­vel­lo di fun­zio­ne 9 e per le per­so­ne con com­pen­so for­fet­ta­rio:

Gra­dua­zio­ne del­le età (clas­se di con­tri­bu­to)

Con­tri­bu­to di ri­spar­mio del­la per­so­na im­pie­ga­ta (%)

Con­tri­bu­to di ri­spar­mio del da­to­re di la­vo­ro (%)

To­ta­le de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia (%)

22–34

4,80

8,45

13,25

35–44

6,05

10,70

16,75

45–54

9,45

16,75

26,20

55–70

12,15

21,60

33,75

b.
pia­no per i qua­dri 1 per le per­so­ne im­pie­ga­te del li­vel­lo di fun­zio­ne 10–12:

Gra­dua­zio­ne del­le età (clas­se di con­tri­bu­to)

Con­tri­bu­to di ri­spar­mio del­la per­so­na im­pie­ga­ta (%)

Con­tri­bu­to di ri­spar­mio del da­to­re di la­vo­ro (%)

To­ta­le de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia ( )

22–34

4,80

8,45

13,25

35–44

6,05

10,70

16,75

45–54

10,50

18,60

29,10

55–70

13,15

23,45

36,60

c.
pia­no per i qua­dri 2 per le per­so­ne im­pie­ga­te a par­ti­re dal li­vel­lo di fun­zio­ne 13:

Gra­dua­zio­ne del­le età (clas­se di con­tri­bu­to)

Con­tri­bu­to di ri­spar­mio del­la per­so­na im­pie­ga­ta (%)

Con­tri­bu­to di ri­spar­mio del da­to­re di la­vo­ro (%)

To­ta­le de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia (%)

22–34

5,80

10,30

16,10

35–44

7,05

12,50

19,55

45–54

11,50

20,50

32,00

55–70

14,25

25,30

39,55.19

3 L’età per de­ter­mi­na­re i con­tri­bu­ti di ri­spar­mio e quin­di gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia cor­ri­spon­de al­la dif­fe­ren­za tra l’an­no ci­vi­le cor­ren­te e l’an­no di na­sci­ta del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta.

4 Il cam­bia­men­to del­la clas­se di con­tri­bu­to ai sen­si del ca­po­ver­so 1 è ef­fet­tua­to il 1° gen­na­io dell’an­no in cui vie­ne rag­giun­ta la clas­se di età cor­ri­spon­den­te.

19 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).

Art. 25 Piani di previdenza complementari  

1 La per­so­na as­si­cu­ra­ta può ver­sa­re con­tri­bu­ti vo­lon­ta­ri di ri­spar­mio a ti­to­lo di com­ple­men­to ai con­tri­bu­ti di ri­spar­mio di cui all’ar­ti­co­lo 24, sce­glien­do il pia­no di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­re 1 o 2.

2 Gli as­si­cu­ra­ti nel pia­no stan­dard pos­so­no op­ta­re tra i se­guen­ti pia­ni di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­ri:

Gra­dua­zio­ne del­le età (clas­se di con­tri­bu­to)

Pia­no di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­re 1 Con­tri­bu­to vo­lon­ta­rio di ri­spar­mio (%)

Pia­no di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­re 2 Con­tri­bu­to vo­lon­ta­rio di ri­spar­mio (%)

22–44

2,00

4,00

45–70

3,00

6,00.20

2bis Gli as­si­cu­ra­ti nel pia­no per i qua­dri 1 pos­so­no op­ta­re tra i se­guen­ti pia­ni di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­ri:

Gra­dua­zio­ne del­le età (clas­se di con­tri­bu­to)

Pia­no di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­re 1 Con­tri­bu­to vo­lon­ta­rio di ri­spar­mio (%)

Pia­no di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­re 2 Con­tri­bu­to vo­lon­ta­rio di ri­spar­mio (%)

22–44

2,00

4,00

45–70

3,00

5,00.21

3 Gli as­si­cu­ra­ti nel pia­no per i qua­dri 2 pos­so­no op­ta­re tra i se­guen­ti pia­ni di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­ri:

Gra­dua­zio­ne del­le età (clas­se di con­tri­bu­to)

Pia­no di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­re 1 Con­tri­bu­to vo­lon­ta­rio di ri­spar­mio (%)

Pia­no di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­re 2 Con­tri­bu­to vo­lon­ta­rio di ri­spar­mio (%)

22–44

2,00

1,50

45–70

2,00

3,50.22

4 Il da­to­re di la­vo­ro co­mu­ni­ca a PU­BLI­CA, se e qua­le pia­no di pre­vi­den­za com­ple­men­ta­re ha scel­to la per­so­na as­si­cu­ra­ta, la mo­di­fi­ca del­la sua en­ti­tà o la ri­nun­cia com­ple­ta. La mu­ta­zio­ne ha di vol­ta in vol­ta ef­fet­to dal pri­mo gior­no del me­se suc­ces­si­vo al­la co­mu­ni­ca­zio­ne.23

5 ...24

6 Il gua­da­gno as­si­cu­ra­to del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta co­sti­tui­sce la ba­se di cal­co­lo per de­ter­mi­na­re il con­tri­bu­to vo­lon­ta­rio di ri­spar­mio.

7 I con­tri­bu­ti vo­lon­ta­ri di ri­spar­mio non so­no ac­cre­di­ta­ti all’ave­re di vec­chia­ia, ma su un con­to di ri­spar­mio se­pa­ra­to (con­to del pia­no com­ple­men­ta­re). I pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti nel qua­dro del­la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni (art. 92) o i tra­sfe­ri­men­ti in se­gui­to a di­vor­zio (art. 99 cpv. 2 pri­mo pe­rio­do) ri­du­co­no in mi­su­ra pro­por­zio­na­le il con­to del pia­no com­ple­men­ta­re (con­to del PC). Per la ge­stio­ne del con­to del PC si ap­pli­ca­no le stes­se re­go­le co­me per la ge­stio­ne dell’ave­re di vec­chia­ia (art. 36). Il tas­so di in­te­res­se per i con­tri­bu­ti vo­lon­ta­ri di ri­spar­mio ri­spet­ti­va­men­te per il con­to del PC è sta­bi­li­to nell’al­le­ga­to 1.25

20 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).

21 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).

22 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).

23 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

24 Abro­ga­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, con ef­fet­to dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

25 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 26 Premio di rischio  

1 Per l’as­si­cu­ra­zio­ne dei ri­schi di de­ces­so e di in­va­li­di­tà è ri­scos­so un pre­mio di ri­schio, cal­co­la­to in per­cen­to del gua­da­gno as­si­cu­ra­to. La per­cen­tua­le è ugua­le per tut­te le età.

2 Il pre­mio di ri­schio è pa­ga­to dal­la per­so­na as­si­cu­ra­ta e dal da­to­re di la­vo­ro. La quo­ta del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta al pre­mio di ri­schio am­mon­ta, in­di­pen­den­te­men­te dal pia­no in cui è as­si­cu­ra­ta, al­lo 0,55 per cen­to del gua­da­gno as­si­cu­ra­to. Il pre­mio di ri­schio pa­ga­to dal da­to­re di la­vo­ro am­mon­ta al­me­no al­lo 0,55 per cen­to.26

26 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).

Art. 27 Pagamento dei contributi di risparmio e del premio di rischio  

1 I con­tri­bu­ti di ri­spar­mio e il pre­mio di ri­schio so­no do­vu­ti per in­te­ro dal da­to­re di la­vo­ro. Es­si de­vo­no es­se­re tra­sfe­ri­ti ogni me­se a PU­BLI­CA.

2 Il con­tri­bu­to di ri­spar­mio (art. 24 e 25) e il pre­mio di ri­schio (art. 26) del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta so­no de­dot­ti ogni me­se dal suo sti­pen­dio. Il con­tri­bu­to di ri­spar­mio ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 24 e il pre­mio di ri­schio ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 26, en­tram­bi pa­ga­ti dal­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, non­ché il con­tri­bu­to di ri­spar­mio pre­sta­to dal da­to­re di la­vo­ro fi­gu­ra­no nel­la ta­bel­la dell’al­le­ga­to 2.

3 L’ob­bli­go di pa­ga­re i con­tri­bu­ti e i pre­mi in­sor­ge con l’am­mis­sio­ne nell’as­si­cu­ra­zio­ne.

4 Es­so ter­mi­na:

a.
con il de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta;
b.
in ca­so di in­va­li­di­tà ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 53;
c.
con la ces­sa­zio­ne del rap­por­to di la­vo­ro;
d.
tut­ta­via, al più tar­di al com­pi­men­to del 65° an­no di età del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta per il pre­mio di ri­schio e del 70° an­no di età per i con­tri­bu­ti di ri­spar­mio (art. 24 e art. 25);

5 È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 28.

Art. 28 Obbligo di pagare i contributi e i premi in caso di entrata o uscita nel corso del mese, di congedo non pagato, di mantenimento della previdenza in caso di riduzione dello stipendio annuo determinante e di decesso 27  

1 È do­vu­to l’in­te­ro con­tri­bu­to men­si­le se l’am­mis­sio­ne del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta nell’as­si­cu­ra­zio­ne av­vie­ne pri­ma del 15 del me­se. Se l’am­mis­sio­ne del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta av­vie­ne il 15 del me­se o do­po, i con­tri­bu­ti so­no do­vu­ti a con­ta­re dal 1° gior­no del me­se suc­ces­si­vo.

2 Non è do­vu­to al­cun con­tri­bu­to per il me­se cor­ren­te se la per­so­na as­si­cu­ra­ta esce (ul­ti­mo gior­no del rap­por­to di la­vo­ro) pri­ma del 15 del me­se. Se l’usci­ta del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta av­vie­ne il 15 del me­se o do­po, è do­vu­to l’in­te­ro con­tri­bu­to men­si­le.

3 La nor­ma­ti­va ai sen­si dei ca­po­ver­si 1 e 2 si ap­pli­ca per ana­lo­gia in ca­so di con­ge­do non pa­ga­to (art. 29) e di man­te­ni­men­to del­la pre­vi­den­za in ca­so di ri­du­zio­ne del­lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te (art. 29a).28

4 In ca­so di de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta è do­vu­to il con­tri­bu­to per tut­to il me­se.

27 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

28 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 29 Congedo  

1 Du­ran­te un con­ge­do non pa­ga­to o un con­ge­do par­zial­men­te pa­ga­to l’as­si­cu­ra­zio­ne ri­ma­ne im­mu­ta­ta al­me­no per un me­se.

2 La per­so­na as­si­cu­ra­ta può con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne a con­ta­re dal se­con­do me­se di con­ge­do, pa­gan­do ol­tre ai pro­pri con­tri­bu­ti di ri­spar­mio e al pre­mio di ri­schio, an­che la par­te di con­tri­bu­ti di ri­spar­mio e pre­mio di ri­schio a ca­ri­co del da­to­re di la­vo­ro. Se man­tie­ne l’as­si­cu­ra­zio­ne so­lo per i ri­schi di de­ces­so e di in­va­li­di­tà, l’ave­re di vec­chia­ia e il con­to del PC so­no ri­mu­ne­ra­ti fi­no al­la fi­ne del con­ge­do (ve­di al­le­ga­to 1).

Art. 29a Contributi di risparmio e premio di rischio per il mantenimento della previdenza in caso di riduzione dello stipendio annuo determinante 29  

1 Se in ca­so di ri­du­zio­ne del­lo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te la per­so­na as­si­cu­ra­ta man­tie­ne la pre­vi­den­za di cui all’ar­ti­co­lo 18c, de­ve pa­ga­re ol­tre ai pro­pri con­tri­bu­ti di ri­spar­mio e al pre­mio di ri­schio an­che i con­tri­bu­ti di ri­spar­mio e il pre­mio di ri­schio del da­to­re di la­vo­ro per il man­te­ni­men­to del­la pre­vi­den­za al li­vel­lo del pre­ce­den­te gua­da­gno as­si­cu­ra­to (art. 24 e 26).

2Un’even­tua­le par­te­ci­pa­zio­ne fi­nan­zia­ria del da­to­re di la­vo­ro al man­te­ni­men­to del­la pre­vi­den­za av­vie­ne ai sen­si del­le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to del la­vo­ro.

29 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 30 Prestazioni di uscita apportate  

Le pre­sta­zio­ni di usci­ta di al­tri isti­tu­ti di pre­vi­den­za e gli ave­ri di isti­tu­ti di li­be­ro pas­sag­gio de­vo­no es­se­re tra­sfe­ri­ti in ca­so di am­mis­sio­ne a PU­BLI­CA. Es­si so­no in­te­gral­men­te ac­cre­di­ta­ti all’ave­re di vec­chia­ia del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta.

Art. 3130  

30 Abro­ga­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, con ef­fet­to il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 32 Riscatto – disposizioni generali 31  

1 Fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 4, il ri­scat­to del­le pre­sta­zio­ni re­go­la­men­ta­ri è pos­si­bi­le en­tro i li­mi­ti sta­bi­li­ti dal­la LPP, con­for­me­men­te all’al­le­ga­to 3. Fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 32b ca­po­ver­so 2, so­no de­ter­mi­nan­ti l’età e il gua­da­gno as­si­cu­ra­to al mo­men­to del ri­scat­to. Per le per­so­ne as­si­cu­ra­te il cui sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te è sta­bi­li­to in ba­se all’ar­ti­co­lo 19 ca­po­ver­so 4 è de­ter­mi­nan­te il gua­da­gno as­si­cu­ra­to me­dio men­si­le mol­ti­pli­ca­to per 12, cal­co­la­to al mas­si­mo su­gli ul­ti­mi 12 me­si.32

2 ...33

3 I be­ne­fi­cia­ri di pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia pos­so­no ri­scat­ta­re le pre­sta­zio­ni re­go­la­men­ta­ri sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui que­ste su­pe­ra­no la pro­te­zio­ne pre­vi­den­zia­le esi­sten­te pri­ma dell’in­sor­ge­re dell’even­to di pre­vi­den­za vec­chia­ia.34

4 I ri­scat­ti ef­fet­tua­ti do­po l’in­sor­ge­re dell’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro che ha de­ter­mi­na­to l’in­va­li­di­tà so­no rim­bor­sa­ti (art. 57 cpv. 3).

5 Se so­no sta­ti ef­fet­tua­ti pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti per la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni, i ri­scat­ti pos­so­no es­se­re ef­fet­tua­ti sol­tan­to do­po il rim­bor­so di ta­li pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti. Se l’im­por­to an­ti­ci­pa­to non può es­se­re rim­bor­sa­to con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 93 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a, i ri­scat­ti pos­so­no es­se­re ef­fet­tua­ti nel­la mi­su­ra in cui, uni­ta­men­te ai pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti, non su­pe­ri­no le pre­sta­zio­ni mas­si­me ai sen­si del pre­sen­te re­go­la­men­to.

31 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

32 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

33 Abro­ga­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, con ef­fet­to dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

34 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Art. 32a Riscatto mediante conferimento unico fino al compimento del 65° anno di età 35  

Nel qua­dro dell’ar­ti­co­lo 32 la per­so­na as­si­cu­ra­ta può li­be­ra­men­te sta­bi­li­re, en­tro 90 gior­ni dall’am­mis­sio­ne nell’as­si­cu­ra­zio­ne, l’en­ti­tà del pri­mo ri­scat­to. Tra­scor­so que­sto ter­mi­ne l’im­por­to mi­ni­mo del ri­scat­to am­mon­ta a 5000 fran­chi. Se la som­ma re­si­dua pos­si­bi­le di ri­scat­to è in­fe­rio­re a 5000 fran­chi l’in­te­ro im­por­to de­ve es­se­re pa­ga­to in un so­lo ver­sa­men­to.

35 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 32b Riscatto mediante conferimento unico dopo il compimento del 65° anno di età 36  

1Un ri­scat­to do­po il com­pi­men­to del 65° an­no di età en­tro i li­mi­ti dell’ar­ti­co­lo 32 è con­sen­ti­to, se la per­so­na as­si­cu­ra­ta:

a.
non ha ef­fet­tua­to il ri­scat­to mas­si­mo pos­si­bi­le fi­no al com­pi­men­to del 65° an­no di età; e
b.
ha man­te­nu­to la pre­vi­den­za per la vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 18bdal com­pi­men­to del 65° an­no di età.

2 Per il cal­co­lo del­la som­ma di ri­scat­to è de­ter­mi­nan­te:

a.
il gua­da­gno as­si­cu­ra­to al com­pi­men­to del 65° an­no di età;
b.
il fat­to­re (in per cen­to del gua­da­gno as­si­cu­ra­to) per l’età di 65 an­ni se­con­do l’al­le­ga­to 3; e
c.
l’ave­re di vec­chia­ia di­spo­ni­bi­le al mo­men­to del ri­scat­to.

36 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 32c37  

37 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011 (RU 2012 2091). Abro­ga­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, con ef­fet­to dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Art. 33 Aumento della rendita di vecchiaia in caso di pensionamento prima del compimento del 65° anno di età  

1 Al più pre­sto con la ri­chie­sta di pen­sio­na­men­to pri­ma del com­pi­men­to del 65° an­no di età la per­so­na as­si­cu­ra­ta può au­men­ta­re, me­dian­te ri­scat­to, la sua ren­di­ta di vec­chia­ia al mas­si­mo fi­no all’am­mon­ta­re del­la sua ren­di­ta di in­va­li­di­tà as­si­cu­ra­ta. Nel cal­co­lo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia non vie­ne te­nu­to con­to di un even­tua­le con­to del PC. Se la no­ti­fi­ca del ri­scat­to è ef­fet­tua­ta me­no di tre me­si pri­ma del pen­sio­na­men­to, i co­sti am­mi­ni­stra­ti­vi so­no fat­tu­ra­ti al­la per­so­na as­si­cu­ra­ta con­for­me­men­te al re­go­la­men­to dei co­sti.

2 Ta­le au­men­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia può av­ve­ni­re uni­ca­men­te me­dian­te un uni­co pa­ga­men­to di­ret­to.

3 Se l’im­por­to per il fi­nan­zia­men­to dell’au­men­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia per­vie­ne a PU­BLI­CA do­po il pen­sio­na­men­to del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, es­so vie­ne rim­bor­sa­to.

Capitolo 5: Misure di risanamento

Art. 34 Misure in caso di copertura insufficiente  

1 Se dal­la ve­ri­fi­ca at­tua­ria­le ri­sul­ta una co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te ai sen­si del­la LPP, l’or­ga­no pa­ri­te­ti­co at­tua mi­su­re di ri­sa­na­men­to nell’os­ser­van­za del­le di­spo­si­zio­ni le­ga­li.

2 L’or­ga­no pa­ri­te­ti­co può pre­le­va­re dal da­to­re di la­vo­ro, da­gli as­si­cu­ra­ti e, en­tro i li­mi­ti dell’ar­ti­co­lo 65d ca­po­ver­so 3 let­te­ra b LPP, dai be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te un con­tri­bu­to di ri­sa­na­men­to li­mi­ta­to, sem­pre­ché al­tre mi­su­re non con­sen­ta­no di rag­giun­ge­re l’obiet­ti­vo. Il con­tri­bu­to del da­to­re di la­vo­ro de­ve es­se­re al­me­no pa­ri al­la som­ma dei con­tri­bu­ti de­gli as­si­cu­ra­ti.

3 Il con­tri­bu­to di ri­sa­na­men­to può es­se­re pre­le­va­to sol­tan­to con il con­sen­so del da­to­re di la­vo­ro nel­la mi­su­ra in cui ser­ve a fi­nan­zia­re pre­sta­zio­ni so­vraob­bli­ga­to­rie.

4 Il con­tri­bu­to di ri­sa­na­men­to non è pre­so in con­si­de­ra­zio­ne per il cal­co­lo del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta, del­le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia, di in­va­li­di­tà e di de­ces­so.

5 In ca­so di pre­lie­vo di un con­tri­bu­to di ri­sa­na­men­to l’or­ga­no pa­ri­te­ti­co del­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF in­for­ma le per­so­ne as­si­cu­ra­te e i be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te in me­ri­to:

a.
all’ali­quo­ta o all’im­por­to;
b.
al­la du­ra­ta pre­vi­sta;
c.
al­la ri­par­ti­zio­ne tra da­to­re di la­vo­ro e as­si­cu­ra­ti;
d.
al­le mo­da­li­tà di pa­ga­men­to.

6 Se il pre­lie­vo di con­tri­bu­ti di ri­sa­na­men­to si ri­ve­la in­suf­fi­cien­te, il tas­so di in­te­res­se mi­ni­mo su­gli ave­ri di vec­chia­ia LPP può es­se­re ri­dot­to al mas­si­mo del­lo 0,5 per cen­to per la du­ra­ta del­la co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te, ma al mas­si­mo per cin­que an­ni.

7 In ca­so di co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te il da­to­re di la­vo­ro può ef­fet­tua­re ver­sa­men­ti su un con­to se­pa­ra­to di ri­ser­va dei con­tri­bu­ti del da­to­re di la­vo­ro con ri­nun­cia di uti­liz­za­zio­ne, op­pu­re tra­sfe­ri­re a que­sto con­to ri­sor­se pro­ve­nien­ti dal­la ri­ser­va or­di­na­ria dei con­tri­bu­ti del da­to­re di la­vo­ro.

8 In ca­so di co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te il ver­sa­men­to di un pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to può es­se­re li­mi­ta­to nel tem­po e nell’im­por­to op­pu­re to­tal­men­te ri­fiu­ta­to se il pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to è de­sti­na­to al rim­bor­so di mu­tui ipo­te­ca­ri. La li­mi­ta­zio­ne o il ri­fiu­to del pa­ga­men­to è pos­si­bi­le sol­tan­to per la du­ra­ta del­la co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te. L’or­ga­no pa­ri­te­ti­co de­ve co­mu­ni­ca­re la du­ra­ta e l’en­ti­tà del­la mi­su­ra al­la per­so­na as­si­cu­ra­ta al­la qua­le vie­ne li­mi­ta­to o ri­fiu­ta­to il ver­sa­men­to.

Art. 35 Pagamento dei contributi di risanamento  

1 I con­tri­bu­ti di ri­sa­na­men­to che de­vo­no es­se­re pre­sta­ti dal da­to­re di la­vo­ro e dal­le per­so­ne as­si­cu­ra­te so­no do­vu­ti per in­te­ro dal da­to­re di la­vo­ro.

2 La de­du­zio­ne del­la quo­ta di con­tri­bu­to è ef­fet­tua­ta:

a.
men­sil­men­te dal­lo sti­pen­dio del­le per­so­ne as­si­cu­ra­te;
b.
men­sil­men­te dal­la ren­di­ta dei be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te.

Capitolo 6: Prestazioni

Sezione 1: Prestazioni di vecchiaia

Art. 36 Avere di vecchiaia  

1 Per ogni per­so­na as­si­cu­ra­ta è co­sti­tui­to un ave­re in­di­vi­dua­le di vec­chia­ia.

2 L’ave­re di vec­chia­ia è com­po­sto:

a.
da­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 24;
b.
dal­le pre­sta­zio­ni di usci­ta ap­por­ta­te ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 30;
c.38
da­gli im­por­ti che so­no sta­ti ac­cre­di­ta­ti ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 1 in se­gui­to a di­vor­zio;
d.39
dai ri­scat­ti ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 32a e 32b;
dbis.40
...
dter.41
dai riac­qui­sti do­po un di­vor­zio, ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 2 ter­zo pe­rio­do;
e.
dai rim­bor­si dei pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti per la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni o dai ver­sa­men­ti pro­ve­nien­ti dal ri­ca­vo del­la rea­liz­za­zio­ne di pe­gni su ave­ri di pre­vi­den­za;
f.
da even­tua­li ac­cre­di­ti com­ple­men­ta­ri;
g.
da ri­scat­ti even­tual­men­te ef­fet­tua­ti dal da­to­re di la­vo­ro;
h.
da­gli in­te­res­si ai sen­si dell’al­le­ga­to 1.

3 So­no de­dot­ti dall’ave­re di vec­chia­ia:

a.
i pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti nel qua­dro del­la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni o pro­ve­nien­ti dal ri­ca­vo del­la rea­liz­za­zio­ne di pe­gni su ave­ri di pre­vi­den­za (art. 91);
b.42
la quo­ta di pre­sta­zio­ne di usci­ta tra­sfe­ri­ta a fa­vo­re del co­niu­ge aven­te di­rit­to in se­gui­to a di­vor­zio (art. 99 cpv. 2 pri­mo pe­rio­do );
c.43
...

4 Per l’an­no in cor­so gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia so­no con­teg­gia­ti sen­za in­te­res­se nell’ave­re di vec­chia­ia.

5 L’in­te­res­se ai sen­si dell’al­le­ga­to 1 è cal­co­la­to in fun­zio­ne del­lo sta­to dell’ave­re di vec­chia­ia al­la fi­ne dell’an­no pre­ce­den­te e ac­cre­di­ta­to all’ave­re di vec­chia­ia al­la fi­ne dell’an­no ci­vi­le in cor­so.

6 Le pre­sta­zio­ni di usci­ta ap­por­ta­te e i ri­scat­ti so­no ri­mu­ne­ra­ti pro ra­ta tem­po­ris per l’an­no in cor­so (al­le­ga­to 1). I pa­ga­men­ti di cui al ca­po­ver­so 3 so­no ri­mu­ne­ra­ti pro ra­ta tem­po­ris per l’an­no in cor­so e ri­du­co­no l’ave­re di vec­chia­ia in mi­su­ra cor­ri­spet­ti­va.

7 Se in­sor­ge il ca­so di pre­vi­den­za o la per­so­na as­si­cu­ra­ta esce dal­la cas­sa di pre­vi­den­za du­ran­te l’an­no in cor­so, l’in­te­res­se per lo stes­so an­no se­con­do l’al­le­ga­to 1 è cal­co­la­to pro ra­ta tem­po­ris in fun­zio­ne del­lo sta­to dell’ave­re di vec­chia­ia al­la fi­ne dell’an­no pre­ce­den­te.

8 Al­la fi­ne di ogni an­no l’or­ga­no pa­ri­te­ti­co sta­bi­li­sce il tas­so di in­te­res­se per la ri­mu­ne­ra­zio­ne dell’ave­re di vec­chia­ia per l’an­no suc­ces­si­vo sul­la ba­se del ri­sul­ta­to an­nua­le prov­vi­so­rio non­ché del­la si­tua­zio­ne pa­tri­mo­nia­le e di red­di­to del­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF.

38 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

39 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

40 In­tro­dot­ta dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011 (RU 2012 2091). Abro­ga­ta dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, con ef­fet­to dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

41 In­tro­dot­ta dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

42 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

43 In­tro­dot­ta dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011 (RU 2012 2091). Abro­ga­ta dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, con ef­fet­to dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Art. 37 Nascita ed estinzione del diritto a una prestazione di vecchiaia  

1 Il di­rit­to a una pre­sta­zio­ne di vec­chia­ia na­sce al più pre­sto il 1° del me­se suc­ces­si­vo al com­pi­men­to del 60° an­no di età del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, con la fi­ne del rap­por­to di la­vo­ro, e al più tar­di il 1° del me­se suc­ces­si­vo al com­pi­men­to del 70° an­no di età.

2 Es­so si estin­gue al­la fi­ne del me­se nel cor­so del qua­le il be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta de­ce­de.

3 Se ha di­rit­to a una ren­di­ta di vec­chia­ia al­la fi­ne del rap­por­to di la­vo­ro e non ha an­co­ra com­piu­to il 70° an­no di età, la per­so­na as­si­cu­ra­ta può esi­ge­re al po­sto del­la ren­di­ta di vec­chia­ia il tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta all’isti­tu­to di pre­vi­den­za del nuo­vo da­to­re di la­vo­ro. Se non ha an­co­ra com­piu­to il 65° an­no di età ed è an­nun­cia­ta all’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro la di­soc­cu­pa­zio­ne o ini­zia un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, può esi­ge­re al po­sto del­la ren­di­ta di vec­chia­ia il tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta a un isti­tu­to di li­be­ro pas­sag­gio (art. 84).44

4 La per­so­na as­si­cu­ra­ta de­ve chie­de­re per scrit­to a PU­BLI­CA il tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta al più tar­di 30 gior­ni pri­ma del­la fi­ne del rap­por­to di la­vo­ro. Se la do­man­da è ef­fet­tua­ta me­no di 30 gior­ni pri­ma del­la fi­ne del rap­por­to di la­vo­ro o do­po ta­le fi­ne, i re­la­ti­vi co­sti am­mi­ni­stra­ti­vi pos­so­no es­se­re fat­tu­ra­ti al­la per­so­na as­si­cu­ra­ta sem­pre­ché il re­go­la­men­to del­le spe­se lo pre­ve­da.

44 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 38 Pensionamento parziale  

1 Se ri­du­ce il suo gra­do di oc­cu­pa­zio­ne do­po il com­pi­men­to del 60° an­no di età, la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha di­rit­to a una pre­sta­zio­ne par­zia­le di vec­chia­ia cor­ri­spon­den­te al­la ri­du­zio­ne del gra­do di oc­cu­pa­zio­ne. Il gra­do di pen­sio­na­men­to par­zia­le cor­ri­spon­de al­la ri­du­zio­ne del gra­do di oc­cu­pa­zio­ne.

2 Do­po il com­pi­men­to del 60° an­no di età la per­so­na as­si­cu­ra­ta può chie­de­re a una o più ri­pre­se una pre­sta­zio­ne par­zia­le di vec­chia­ia.45

3 In ca­so di pen­sio­na­men­to par­zia­le, l’ave­re di vec­chia­ia non­ché un even­tua­le ave­re su un con­to del pia­no com­ple­men­ta­re (art. 25) so­no con­ver­ti­ti pro­por­zio­nal­men­te se­con­do l’ar­ti­co­lo 39 in una pre­sta­zio­ne par­zia­le di vec­chia­ia. Le quo­te re­si­due dell’ave­re di vec­chia­ia e dell’ave­re sul con­to del pia­no com­ple­men­ta­re con­ti­nua­no ad es­se­re ge­sti­te. Il gua­da­gno as­si­cu­ra­to re­si­duo è cal­co­la­to con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni sull’oc­cu­pa­zio­ne a tem­po par­zia­le (art. 21).46

4 L’ar­ti­co­lo 37 ca­po­ver­si 3 e 4 si ap­pli­ca per ana­lo­gia se al­la fi­ne del rap­por­to di la­vo­ro la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha di­rit­to a una ren­di­ta par­zia­le di vec­chia­ia e non ha an­co­ra com­piu­to il 70° an­no di età. È fat­to sal­vo il man­te­ni­men­to del­la pre­vi­den­za di cui all’ar­ti­co­lo 18c.47

45 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

46 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

47 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 39 Rendita di vecchiaia  

1 Fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 40, la pre­sta­zio­ne di vec­chia­ia è ver­sa­ta co­me ren­di­ta.

2 L’im­por­to del­la ren­di­ta an­nua­le di vec­chia­ia è sta­bi­li­to in fun­zio­ne dell’ave­re di vec­chia­ia esi­sten­te al mo­men­to del pen­sio­na­men­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 36, au­men­ta­to di un even­tua­le ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC (art. 25) e mol­ti­pli­ca­to per il tas­so di con­ver­sio­ne de­ter­mi­nan­te per l’età di pen­sio­na­men­to al mo­men­to del pen­sio­na­men­to se­con­do l’al­le­ga­to 4; in ca­so di di­vor­zio è fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­si 4 e 5.48

3 Il tas­so di con­ver­sio­ne è sta­bi­li­to con pre­ci­sio­ne men­si­le.

48 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 40 Prelievo di capitale  

1 All’at­to del pen­sio­na­men­to, la per­so­na as­si­cu­ra­ta può pre­le­va­re, sot­to for­ma di li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le uni­ca, fi­no al 50 per cen­to del­la som­ma dell’ave­re di vec­chia­ia se­con­do l’ar­ti­co­lo 36 non­ché del­la som­ma di un even­tua­le ave­re de­ri­van­te dal con­to del PC (art. 25). Se la co­mu­ni­ca­zio­ne del pre­lie­vo di ca­pi­ta­le è ef­fet­tua­ta me­no di tre me­si pri­ma del pen­sio­na­men­to, i co­sti am­mi­ni­stra­ti­vi so­no fat­tu­ra­ti al­la per­so­na as­si­cu­ra­ta con­for­me­men­te al re­go­la­men­to del­le spe­se. La li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le è ver­sa­ta ad av­ve­nu­to pa­ga­men­to dei co­sti am­mi­ni­stra­ti­vi.

2 Se al mo­men­to del pen­sio­na­men­to la per­so­na as­si­cu­ra­ta de­si­de­ra pre­le­va­re, sot­to for­ma di li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le uni­ca, più del 50 per cen­to di cui al ca­po­ver­so 1, la co­mu­ni­ca­zio­ne di ta­le pre­lie­vo di ca­pi­ta­le de­ve per­ve­ni­re per scrit­to a PU­BLI­CA al più tar­di un an­no pri­ma del pen­sio­na­men­to. L’im­por­to mas­si­mo pos­si­bi­le del­la li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le è pa­ri al 100 per cen­to dell’ave­re esi­sten­te se­con­do il ca­po­ver­so 1 al mo­men­to del pen­sio­na­men­to. La co­mu­ni­ca­zio­ne del pre­lie­vo di ca­pi­ta­le può es­se­re re­vo­ca­ta fi­no a un an­no pri­ma del pen­sio­na­men­to.49

2bis Se il rap­por­to di la­vo­ro di una per­so­na as­si­cu­ra­ta che può per­ce­pi­re una li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le è sciol­to dal da­to­re di la­vo­ro, sen­za che que­sta ne ab­bia col­pa, la stes­sa può co­mu­ni­ca­re il pre­lie­vo di ca­pi­ta­le o l’uni­ca mo­di­fi­ca di un pre­lie­vo di ca­pi­ta­le già co­mu­ni­ca­to fi­no al pen­sio­na­men­to. Per il pa­ga­men­to dei co­sti am­mi­ni­stra­ti­vi si ap­pli­ca per ana­lo­gia il ca­po­ver­so 1.50

3 Nel ca­so de­gli as­si­cu­ra­ti co­niu­ga­ti il pre­lie­vo di una li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le pre­sup­po­ne il con­sen­so scrit­to del co­niu­ge, con fir­ma au­ten­ti­ca­ta. In­ve­ce di fa­re au­ten­ti­ca­re la fir­ma, il co­niu­ge può fir­ma­re per­so­nal­men­te pres­so PU­BLI­CA la di­chia­ra­zio­ne di con­sen­so, pre­sen­tan­do un do­cu­men­to uf­fi­cia­le di iden­ti­tà.

4 Fat­ta sal­va la ren­di­ta tran­si­to­ria, la ren­di­ta di vec­chia­ia e le re­la­ti­ve al­tre pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­te so­no ri­dot­te in mi­su­ra cor­ri­spon­den­te al­la li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le ot­te­nu­ta.

5 Se so­no sta­ti ef­fet­tua­ti ri­scat­ti (art. 32, 32a, 32b e 33), nel cor­so dei tre an­ni suc­ces­si­vi le pre­sta­zio­ni che ne ri­sul­ta­no non pos­so­no es­se­re ri­ti­ra­te dal­la pre­vi­den­za sot­to for­ma di ca­pi­ta­le. So­no esclu­si da que­sta li­mi­ta­zio­ne i riac­qui­sti in ca­so di di­vor­zio se­con­do l’ar­ti­co­lo 22d LFLP.51

49 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

50 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

51 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Art. 41 Diritto alla rendita per figli del beneficiario di una rendita di vecchiaia  

1 I be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te di vec­chia­ia han­no di­rit­to a una ren­di­ta per ogni fi­glio che avreb­be di­rit­to a una ren­di­ta per or­fa­ni nel ca­so del lo­ro de­ces­so.

2 Per i fi­gli in for­ma­zio­ne do­po il com­pi­men­to del 18° an­no di età de­ve es­se­re for­ni­ta spon­ta­nea­men­te ogni an­no la pro­va del­la for­ma­zio­ne. In as­sen­za di que­sta pro­va il ver­sa­men­to del­la ren­di­ta per fi­gli del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia è so­spe­so.

Art. 42 Entità della rendita per figli del beneficiario di una rendita di vecchiaia 52  

La ren­di­ta per fi­gli del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia am­mon­ta a un se­sto del­la ren­di­ta di vec­chia­ia cor­ren­te; in ca­so di di­vor­zio è fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 6 pri­mo pe­rio­do .

52 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Sezione 2: Prestazioni per superstiti

Art. 43 Principio  

1 Il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni per su­per­sti­ti sus­si­ste se la per­so­na de­fun­ta:

a.
era as­si­cu­ra­ta pres­so PU­BLI­CA quan­do si ve­ri­fi­cò il de­ces­so o al­lor­ché in­sor­se l’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro la cui cau­sa ha por­ta­to al­la mor­te (art 18 lett. a LPP);
b.
in se­gui­to a un’in­fer­mi­tà con­ge­ni­ta pre­sen­ta­va un’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro com­pre­sa fra il 20 e il 40 per cen­to all’ini­zio dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va ed era as­si­cu­ra­ta al­lor­ché l’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro la cui cau­sa ha por­ta­to al­la mor­te si è ag­gra­va­ta rag­giun­gen­do al­me­no il 40 per cen­to (art. 18 lett. b LPP);
c.
è di­ven­ta­ta in­va­li­da quan­do era an­co­ra mi­no­ren­ne (art. 8 cpv. 2 LP­GA), pre­sen­ta­va un’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro com­pre­sa fra il 20 e il 40 per cen­to all’ini­zio dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va ed era as­si­cu­ra­ta al­lor­ché l’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro la cui cau­sa ha por­ta­to al­la mor­te si è ag­gra­va­ta rag­giun­gen­do al­me­no il 40 per cen­to (art. 18 lett. c LPP); op­pu­re
d.
ri­ce­ve­va una ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà da PU­BLI­CA quan­do si ve­ri­fi­cò il de­ces­so (art. 18 lett. d LPP).

2 Un even­tua­le ave­re an­co­ra di­spo­ni­bi­le pro­ve­nien­te dal con­to del PC (art. 25) è in ogni ca­so ver­sa­to co­me li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le se­con­do l’or­di­ne se­guen­te:

a.
al co­niu­ge su­per­sti­te;
b.
ai fi­gli che han­no di­rit­to al­la ren­di­ta per or­fa­ni;
c.
al­le per­so­ne fi­si­che che era­no as­si­sti­te in mi­su­ra con­si­de­re­vo­le dal­la per­so­na de­fun­ta o al­la per­so­na che ha inin­ter­rot­ta­men­te con­vis­su­to con lei ne­gli ul­ti­mi cin­que an­ni pri­ma del de­ces­so o che de­ve prov­ve­de­re al man­te­ni­men­to di uno o più fi­gli co­mu­ni;
d.
ai fi­gli che non han­no di­rit­to al­la ren­di­ta per or­fa­ni;
e.
ai ge­ni­to­ri;
f.
ai fra­tel­li e so­rel­le;
g.
agli ere­di le­git­ti­mi, esclu­si gli en­ti pub­bli­ci.

3 La li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le spet­ta in par­ti ugua­li a più aven­ti di­rit­to del­lo stes­so grup­po di be­ne­fi­cia­ri.

Art. 44 Diritto alla rendita per coniugi  

1 Al de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta o del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà il co­niu­ge su­per­sti­te ha di­rit­to a una ren­di­ta per co­niu­gi se:

a.
de­ve prov­ve­de­re al man­te­ni­men­to di al­me­no un fi­glio;
b.
ha com­piu­to il 40° an­no di età ed era co­niu­ga­to da al­me­no due an­ni con la per­so­na de­fun­ta; op­pu­re
c.
per­ce­pi­sce una ren­di­ta in­te­ra ai sen­si del­la LAI o avrà di­rit­to a una ta­le ren­di­ta en­tro due an­ni dal de­ces­so del co­niu­ge.

2 Se non adem­pie nes­su­na di que­ste con­di­zio­ni, il co­niu­ge su­per­sti­te ha di­rit­to a una li­qui­da­zio­ne uni­ca pa­ri a tre ren­di­te an­nue per co­niu­gi, ma al­me­no all’en­ti­tà del ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so di cui all’ar­ti­co­lo 50. Se na­sce un di­rit­to al­la ren­di­ta per co­niu­gi do­po che il co­niu­ge su­per­sti­te ha ri­ce­vu­to la li­qui­da­zio­ne, ta­le li­qui­da­zio­ne è com­pu­ta­ta nel­la ren­di­ta per co­niu­gi.

3 Il di­rit­to al­la ren­di­ta per co­niu­gi na­sce con il de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, ma al più pre­sto il gior­no suc­ces­si­vo a quel­lo in cui ces­sa il di­rit­to del­la per­so­na de­fun­ta al­lo sti­pen­dio, al go­di­men­to ul­te­rio­re del­lo sti­pen­dio, al­la ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà.

4 Il di­rit­to si estin­gue in ca­so di nuo­vo ma­tri­mo­nio o di de­ces­so.

5 Il co­niu­ge di­vor­zia­to è equi­pa­ra­to al ve­do­vo per quan­to ri­guar­da il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1 se:

a.
il ma­tri­mo­nio è du­ra­to al­me­no die­ci an­ni; e
b.53
in se­gui­to a di­vor­zio gli è sta­ta as­se­gna­ta una ren­di­ta ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 124e ca­po­ver­so 1 op­pu­re 126 ca­po­ver­so 1 CC.

5bis Il di­rit­to del co­niu­ge di­vor­zia­to di cui al ca­po­ver­so 5 sus­si­ste fin­tan­to­ché sa­reb­be do­vu­ta la ren­di­ta as­se­gna­ta in se­gui­to a di­vor­zio.54

6 L’en­ti­tà del­la ren­di­ta per co­niu­gi per il co­niu­ge di­vor­zia­to è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 46 ca­po­ver­so 3.

7 Il co­niu­ge di­vor­zia­to non ha di­rit­to a una li­qui­da­zio­ne uni­ca di cui al ca­po­ver­so 2.

53 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

54 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 45 Diritto alla rendita per conviventi  

1 Al de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta o del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà, il con­vi­ven­te su­per­sti­te ha di­rit­to a una cor­ri­spon­den­te ren­di­ta se non per­ce­pi­sce nes­su­na ren­di­ta per co­niu­gi o nes­su­na ren­di­ta cor­ren­te per con­vi­ven­ti da un isti­tu­to del se­con­do pi­la­stro in vir­tù di un al­tro ca­so di pre­vi­den­za e se:

a.
ha com­piu­to il 40° an­no di età e ha inin­ter­rot­ta­men­te con­vis­su­to con la per­so­na as­si­cu­ra­ta al­me­no ne­gli ul­ti­mi cin­que an­ni pri­ma del de­ces­so; op­pu­re
b.
de­ve prov­ve­de­re al man­te­ni­men­to di uno o più fi­gli co­mu­ni aven­ti di­rit­to al­la ren­di­ta per or­fa­ni con­for­me­men­te al pre­sen­te re­go­la­men­to.

2 Il di­rit­to al­la ren­di­ta per con­vi­ven­ti sus­si­ste sol­tan­to se la con­vi­ven­za è sta­ta co­mu­ni­ca­ta per scrit­to a PU­BLI­CA sot­to for­ma di con­trat­to di con­vi­ven­za. Ta­le con­trat­to, de­bi­ta­men­te fir­ma­to da en­tram­bi i con­vi­ven­ti, de­ve es­se­re inol­tra­to a PU­BLI­CA in ori­gi­na­le quan­do en­tram­bi so­no an­co­ra in vi­ta.

3 La con­vi­ven­za ai sen­si del­la pre­sen­te di­spo­si­zio­ne è un’unio­ne do­me­sti­ca ana­lo­ga al ma­tri­mo­nio di per­so­ne non co­niu­ga­te, di ses­so di­ver­so o iden­ti­co, sen­za le­ga­mi di pa­ren­te­la, la cui unio­ne non è re­gi­stra­ta se­con­do la leg­ge sull’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta. Per con­vi­ven­za si in­ten­de an­che un’unio­ne do­me­sti­ca ana­lo­ga al ma­tri­mo­nio di per­so­ne af­fi­ni, tra le qua­li non sus­si­ste al­cun im­pe­di­men­to al ma­tri­mo­nio.

4 Il di­rit­to al­la ren­di­ta per con­vi­ven­ti na­sce con il de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, al più pre­sto il gior­no suc­ces­si­vo a quel­lo in cui ces­sa il di­rit­to dell’as­si­cu­ra­to de­fun­to al­lo sti­pen­dio, al go­di­men­to ul­te­rio­re del­lo sti­pen­dio, al­la ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà. Il di­rit­to de­ve es­se­re fat­to va­le­re al più tar­di en­tro sei me­si dal de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta.

5 La du­ra­ta del­la con­vi­ven­za è com­pu­ta­ta in quel­la del ma­tri­mo­nio suc­ces­si­vo con­for­me­men­te al­le con­di­zio­ni del di­rit­to al­la ren­di­ta per co­niu­gi di cui all’ar­ti­co­lo 44 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b, pur­ché il con­trat­to, de­bi­ta­men­te fir­ma­to da en­tram­bi i con­vi­ven­ti, sia inol­tra­to a PU­BLI­CA in ori­gi­na­le quan­do en­tram­bi so­no an­co­ra in vi­ta.

6 La le­git­ti­ma­zio­ne al di­rit­to è ve­ri­fi­ca­ta sol­tan­to al mo­men­to in cui es­so vie­ne fat­to va­le­re. Su ri­chie­sta di PU­BLI­CA il con­vi­ven­te su­per­sti­te de­ve for­ni­re le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie. Ne fan­no se­gna­ta­men­te par­te:

a.
la pro­va del Co­mu­ne di do­mi­ci­lio con la qua­le si at­te­sta il do­mi­ci­lio co­mu­ne nel cor­so de­gli ul­ti­mi cin­que an­ni pre­ce­den­ti il de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta op­pu­re la pro­va che ne­gli ul­ti­mi cin­que an­ni pre­ce­den­ti il de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta sus­si­ste­va un’eco­no­mia do­me­sti­ca co­mu­ne;
b.
la con­fer­ma del­lo sta­to ci­vi­le di en­tram­bi i con­vi­ven­ti;
c.
in­for­ma­zio­ni con­cer­nen­ti i fi­gli co­mu­ni;
d.
ul­te­rio­ri do­cu­men­ti co­me sen­ten­ze di di­vor­zio o de­ci­sio­ni in ma­te­ria di ren­di­ta.

7 Il di­rit­to si estin­gue:

a.
in ca­so di ma­tri­mo­nio, di ini­zio di una con­vi­ven­za ai sen­si del pre­sen­te ar­ti­co­lo o di de­ces­so del con­vi­ven­te su­per­sti­te;
b.
se il con­vi­ven­te su­per­sti­te ha di­rit­to a una ren­di­ta per co­niu­gi in se­gui­to al de­ces­so del suo co­niu­ge di­vor­zia­to.

8 Se l’ac­cer­ta­men­to del­le con­di­zio­ni al di­rit­to su­sci­ta dub­bi, se­gna­ta­men­te se ven­go­no fat­ti va­le­re si­mul­ta­nea­men­te di­rit­ti in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 49 (ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so), PU­BLI­CA può ero­ga­re le pre­sta­zio­ni sol­tan­to quan­do gli ac­cer­ta­men­ti so­no ul­ti­ma­ti. Non è do­vu­to un in­te­res­se per l’ero­ga­zio­ne po­sti­ci­pa­ta del­le pre­sta­zio­ni.

Art. 46 Entità della rendita per coniugi o conviventi  

1 Le ren­di­te per co­niu­gi o con­vi­ven­ti am­mon­ta­no:

a.
al de­ces­so di una per­so­na as­si­cu­ra­ta che non ha an­co­ra com­piu­to i 65 an­ni di età: a due ter­zi del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà as­si­cu­ra­ta;
b.
al de­ces­so di un be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà: a due ter­zi del­la ren­di­ta di vec­chia­ia cor­ren­te o del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà as­si­cu­ra­ta;
c.
al de­ces­so di una per­so­na as­si­cu­ra­ta che ha com­piu­to i 65 an­ni di età: a due ter­zi del­la ren­di­ta di vec­chia­ia ac­qui­si­ta al mo­men­to del de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, cal­co­la­ta in ba­se all’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 36.

2 Se il co­niu­ge ri­spet­ti­va­men­te il con­vi­ven­te su­per­sti­te è più gio­va­ne del­la per­so­na de­fun­ta di ol­tre 15 an­ni e se il ma­tri­mo­nio o la con­vi­ven­za è du­ra­to me­no di 5 an­ni e se il su­per­sti­te non de­ve prov­ve­de­re al so­sten­ta­men­to di al­me­no un fi­glio, la ren­di­ta è ri­dot­ta del due per cen­to per ogni an­no in­te­ro o ini­zia­to ri­spet­to al qua­le il su­per­sti­te aven­te di­rit­to è più gio­va­ne del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta di ol­tre 15 an­ni.

3 La ren­di­ta per co­niu­gi se­con­do l’ar­ti­co­lo 44 ca­po­ver­so 5 cor­ri­spon­de all’im­por­to del­la ren­di­ta per co­niu­gi ai sen­si del­la LPP (pre­sta­zio­ne mi­ni­ma LPP).

4 La ren­di­ta è ri­dot­ta nel­la mi­su­ra in cui, som­ma­ta al­le pre­sta­zio­ni per su­per­sti­ti dell’AVS, su­pe­ra l’im­por­to del­le pre­te­se de­ri­van­ti dal­la sen­ten­za di di­vor­zio. Le ren­di­te per su­per­sti­ti dell’AVS so­no con­teg­gia­te sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui que­ste su­pe­ra­no un pro­prio di­rit­to a una ren­di­ta di in­va­li­di­tà dell’AI o una ren­di­ta di vec­chia­ia dell’AVS.55

55 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 47 Diritto alla rendita per orfani  

1 I fi­gli di un as­si­cu­ra­to de­fun­to o di un be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà de­fun­to han­no di­rit­to a una ren­di­ta per or­fa­ni.

2 Il di­rit­to al­la ren­di­ta per or­fa­ni na­sce il gior­no suc­ces­si­vo a quel­lo in cui ces­sa il di­rit­to dell’as­si­cu­ra­to de­fun­to al­lo sti­pen­dio, al go­di­men­to ul­te­rio­re del­lo sti­pen­dio, al­la ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà.

3 Il di­rit­to al­la ren­di­ta per or­fa­ni si estin­gue quan­do l’or­fa­no muo­re o com­pie il 18° an­no di età. Es­so sus­si­ste tut­ta­via, ma al mas­si­mo si­no al com­pi­men­to del 25° an­no di età, fin­tan­to che l’or­fa­no:

a.
è a ti­ro­ci­nio o agli stu­di;
b.
è in­ca­pa­ce di gua­da­gna­re per­ché in­va­li­do per al­me­no il 70 per cen­to.

4 Per i fi­gli in for­ma­zio­ne do­po il com­pi­men­to del 18° an­no di età de­ve es­se­re for­ni­ta spon­ta­nea­men­te ogni an­no la pro­va del­la for­ma­zio­ne. In as­sen­za di que­sta pro­va il ver­sa­men­to del­la ren­di­ta per or­fa­ni è so­spe­so.

5 Il di­rit­to al­la ren­di­ta per or­fa­ni com­pe­te an­che ai fi­gli in af­fi­da­men­to e ai fi­glia­stri al cui so­sten­ta­men­to la per­so­na as­si­cu­ra­ta do­ve­va prov­ve­de­re.

Art. 48 Entità della rendita per orfani  

1 La ren­di­ta per or­fa­ni am­mon­ta:

a.
al de­ces­so di una per­so­na as­si­cu­ra­ta che non ha an­co­ra com­piu­to i 65 an­ni di età: a un se­sto del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà as­si­cu­ra­ta;
b.56
al de­ces­so di un be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà: a un se­sto del­la ren­di­ta di vec­chia­ia cor­ren­te o del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà as­si­cu­ra­ta; in ca­so di di­vor­zio è fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 6 se­con­do pe­rio­do;
c.
al de­ces­so di una per­so­na as­si­cu­ra­ta che ha com­piu­to i 65 an­ni di età: a un se­sto del­la ren­di­ta di vec­chia­ia ac­qui­si­ta al mo­men­to del de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, cal­co­la­ta in ba­se all’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 36.

2 Gli or­fa­ni di pa­dre e ma­dre han­no di­rit­to a una dop­pia ren­di­ta per or­fa­ni.

56 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 49 Diritto al capitale garantito in caso di decesso  

1 Qua­lo­ra al de­ces­so di una per­so­na as­si­cu­ra­ta non sus­si­sta al­cun di­rit­to ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 44 e 45, PU­BLI­CA ver­sa un ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so. A pre­scin­de­re dal di­rit­to del­le suc­ces­sio­ni, so­no aven­ti di­rit­to nell’or­di­ne se­guen­te:

a.
le per­so­ne fi­si­che che era­no as­si­sti­te in mi­su­ra con­si­de­re­vo­le dal­la per­so­na as­si­cu­ra­ta;
b.57
la per­so­na che ha inin­ter­rot­ta­men­te con­vis­su­to con la per­so­na as­si­cu­ra­ta ne­gli ul­ti­mi cin­que an­ni pri­ma del de­ces­so o che de­ve prov­ve­de­re al man­te­ni­men­to di uno o più fi­gli co­mu­ni, sem­pre­ché adem­pia le con­di­zio­ni del di­rit­to di cui all’ar­ti­co­lo 45 ca­po­ver­si 2 e 3;
c.
i fi­gli del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta;
d.
i ge­ni­to­ri.

2 Non so­no aven­ti di­rit­to le per­so­ne ai sen­si del ca­po­ver­so 1 let­te­re a e b che per­ce­pi­sco­no una ren­di­ta per co­niu­gi o con­vi­ven­ti da un al­tro isti­tu­to di pre­vi­den­za.

3 Il ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so spet­ta in par­ti ugua­li a più aven­ti di­rit­to del­lo stes­so grup­po di be­ne­fi­cia­ri.

4 Se en­tro il ter­mi­ne di un an­no dal de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta non è fat­to va­le­re al­cun di­rit­to, il ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so è de­vo­lu­to a PU­BLI­CA.

57 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 50 Entità del capitale garantito in caso di decesso  

Il ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so de­sti­na­to agli aven­ti di­rit­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 49 ca­po­ver­so 1 cor­ri­spon­de al­la me­tà dell’ave­re di vec­chia­ia al mo­men­to del de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, ma al mi­ni­mo all’im­por­to di due ren­di­te an­nua­li per co­niu­gi con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 46 ca­po­ver­so 1. Il ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so è di­mi­nui­to del va­lo­re in con­tan­ti di un’even­tua­le ren­di­ta per or­fa­ni (art. 47 segg.).

Sezione 3: Prestazioni di invalidità

Art. 51 Invalidità  

1 ...58

2 Ha di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà la per­so­na as­si­cu­ra­ta che:

a.
ai sen­si dell’AI, è in­va­li­da per al­me­no il 40 per cen­to ed era as­si­cu­ra­ta pres­so PU­BLI­CA al mo­men­to in cui è sor­ta l’in­ca­pa­ci­tà di la­vo­ro la cui cau­sa ha por­ta­to all’in­va­li­di­tà (art. 23 lett. a LPP);
b.
in se­gui­to a un’in­fer­mi­tà con­ge­ni­ta pre­sen­ta­va un’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro com­pre­sa fra il 20 e il 40 per cen­to all’ini­zio dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va ed era as­si­cu­ra­ta al­lor­ché l’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro la cui cau­sa ha por­ta­to all’in­va­li­di­tà si è ag­gra­va­ta rag­giun­gen­do al­me­no il 40 per cen­to (art. 23 lett. b LPP); op­pu­re
c.
è di­ven­ta­ta in­va­li­da quan­do era mi­no­ren­ne (art. 8 cpv. 2 LP­GA), pre­sen­ta­va un’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro com­pre­sa fra il 20 e il 40 per cen­to all’ini­zio dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va ed era as­si­cu­ra­ta al­lor­ché l’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro la cui cau­sa ha por­ta­to all’in­va­li­di­tà si è ag­gra­va­ta rag­giun­gen­do al­me­no il 40 per cen­to (art. 23 lett. c LPP).

3 È con­si­de­ra­ta in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro qual­sia­si in­ca­pa­ci­tà, to­ta­le o par­zia­le, de­ri­van­te da un dan­no al­la sa­lu­te fi­si­ca, men­ta­le o psi­chi­ca, di com­pie­re un la­vo­ro ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le nel­la pro­fes­sio­ne o nel cam­po di at­ti­vi­tà abi­tua­le. In ca­so di in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro di lun­ga du­ra­ta pos­so­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne an­che le man­sio­ni esi­gi­bi­li in un’al­tra pro­fes­sio­ne o cam­po di at­ti­vi­tà (art. 6 LP­GA).

4 In ca­so di pen­sio­na­men­to pri­ma del com­pi­men­to del 65° an­no di età il di­rit­to al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà è da­to uni­ca­men­te se l’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro che ha por­ta­to all’in­va­li­di­tà è in­sor­ta pri­ma del pen­sio­na­men­to.

58 Abro­ga­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, con ef­fet­to dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 52 Nascita del diritto e inizio del pagamento 59  

1 Per la na­sci­ta del di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia le per­ti­nen­ti di­spo­si­zio­ni del­la LAI (art. 26 cpv. 1 LPP).

2 Il pa­ga­men­to del­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà pre­sup­po­ne una de­ci­sio­ne dell’AI pas­sa­ta in giu­di­ca­to. Es­so ini­zia al­la ces­sa­zio­ne del di­rit­to del­la per­so­na in­va­li­da al­la con­ti­nua­zio­ne del ver­sa­men­to del­lo sti­pen­dio da par­te del da­to­re di la­vo­ro.

59 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 52a Estinzione del diritto 60  

Il di­rit­to del be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta al­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà si estin­gue:

a.
in ca­so di de­ces­so; op­pu­re
b.
nel­la mi­su­ra in cui egli re­cu­pe­ra la ca­pa­ci­tà al gua­da­gno, fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 52b ca­po­ver­si 1 e 2.

60 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 52b Diritto in caso di riduzione o soppressione della rendita AI 61  

1 Se la ren­di­ta AI è ri­dot­ta o sop­pres­sa in se­gui­to all’ab­bas­sa­men­to del gra­do di in­va­li­di­tà, il be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta con­ti­nua per tre an­ni ad es­se­re as­si­cu­ra­to, al­le stes­se con­di­zio­ni, sem­pre che pri­ma del­la ri­du­zio­ne o del­la sop­pres­sio­ne del­la ren­di­ta AI egli ab­bia par­te­ci­pa­to ai prov­ve­di­men­ti di rein­te­gra­zio­ne o che la ren­di­ta AI gli sia sta­ta ri­dot­ta o sop­pres­sa in se­gui­to al­la ri­pre­sa dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va o dell’au­men­to del gra­do di oc­cu­pa­zio­ne (art. 26a cpv. 1 LPP).

2 La pro­te­zio­ne as­si­cu­ra­ti­va e il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni con­ti­nua­no a sus­si­ste­re, fin­tan­to che il be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta per­ce­pi­sce una pre­sta­zio­ne tran­si­to­ria se­con­do l’ar­ti­co­lo 32 LAI, an­che se il ter­mi­ne di tre an­ni di cui al ca­po­ver­so 1 non è an­co­ra tra­scor­so (art. 26a cpv. 2 LPP).

3 Per il pe­rio­do in cui il rap­por­to di as­si­cu­ra­zio­ne e il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni con­ti­nua­no a sus­si­ste­re, la ren­di­ta di in­va­li­di­tà vie­ne ri­dot­ta fi­no a con­cor­ren­za dell’im­por­to cor­ri­spon­den­te al gra­do di in­va­li­di­tà ri­dot­to, tut­ta­via so­lo nel­la mi­su­ra in cui ta­le ri­du­zio­ne è com­pen­sa­ta da un red­di­to sup­ple­men­ta­re del be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta (art. 26a cpv. 3 LPP).

4 Se una ren­di­ta dell’AI è ri­dot­ta o sop­pres­sa sul­la ba­se di un rie­sa­me ai sen­si del­la let­te­ra a del­le di­spo­si­zio­ni fi­na­li del­la mo­di­fi­ca del 18 mar­zo 2011 del­la LAI, il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà si ri­du­ce o estin­gue nel mo­men­to in cui il be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta non per­ce­pi­sce al­cu­na ren­di­ta dell’AI o ta­le ren­di­ta è ri­dot­ta.

61 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 53 Esenzione dal pagamento dei contributi di risparmio e del premio di rischio 62  

Fin­tan­to che il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà sus­si­ste, la per­so­na as­si­cu­ra­ta e il da­to­re di la­vo­ro so­no esen­ta­ti dal pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti di ri­spar­mio se­con­do l’ar­ti­co­lo 24 e del pre­mio di ri­schio se­con­do l’ar­ti­co­lo 26 in mi­su­ra cor­ri­spon­den­te al di­rit­to al­la ren­di­ta. L’esen­zio­ne dal pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti di ri­spar­mio è da­ta so­la­men­te in con­si­de­ra­zio­ne dell’ar­ti­co­lo 54.

62 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 54 Avere di vecchiaia di una persona invalida  

1 L’ave­re di vec­chia­ia di una per­so­na in­va­li­da è ri­par­ti­to in una par­te at­ti­va e in una par­te pas­si­va cor­ri­spon­den­ti al di­rit­to al­la ren­di­ta.

2 In vi­sta di un rein­se­ri­men­to la par­te pas­si­va dell’ave­re di vec­chia­ia del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta è au­men­ta­ta in ra­gio­ne de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 24 che le sa­reb­be­ro sta­ti ac­cor­da­ti se non fos­se di­ve­nu­ta in­va­li­da; è de­ter­mi­nan­te in que­sto ca­so il gua­da­gno as­si­cu­ra­to al mo­men­to in cui è su­ben­tra­ta l’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro che ha por­ta­to all’in­va­li­di­tà. Even­tua­li com­pen­sa­zio­ni del rin­ca­ro fi­no al­la na­sci­ta del di­rit­to al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà so­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne.

3 In ca­so di rein­se­ri­men­to la pre­sta­zio­ne di usci­ta cor­ri­spon­de al­la par­te dell’ave­re di vec­chia­ia co­sti­tui­to se­con­do il ca­po­ver­so 2 che di­vie­ne nuo­va­men­te at­ti­va con l’estin­zio­ne del di­rit­to al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà; in ca­so di di­vor­zio è fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 3 pri­mo pe­rio­do.63

63 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 55 Trattamento dell’avere proveniente dal conto del PC (art. 25) in caso di invalidità  

1 In ca­so di in­va­li­di­tà par­zia­le l’aven­te di­rit­to può di­spor­re nei se­guen­ti mo­di dell’ave­re ac­cu­mu­la­to con il con­to del PC (art. 25):

a.
con­ser­var­lo a fa­vo­re di un suc­ces­si­vo au­men­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia (art. 39 cpv. 2); op­pu­re
b.
ri­scuo­te­re la par­te cor­ri­spon­den­te al di­rit­to al­la ren­di­ta par­zia­le co­me li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le.

2 In ca­so di in­va­li­di­tà to­ta­le l’ave­re ac­cu­mu­la­to è ver­sa­to co­me li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le.

3 In ca­so di de­ces­so l’ave­re ac­cu­mu­la­to è ver­sa­to con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 43 ca­po­ver­so 2.

Art. 56 Entità del diritto a una rendita di invalidità  

La per­so­na in­va­li­da ha di­rit­to:

a.
a un quar­to del­la ren­di­ta nel ca­so di un’in­va­li­di­tà di al­me­no il 40 per cen­to ai sen­si del­la LAI;
b.
al­la me­tà del­la ren­di­ta nel ca­so di un’in­va­li­di­tà di al­me­no il 50 per cen­to ai sen­si del­la LAI;
c.
ai tre quar­ti del­la ren­di­ta nel ca­so di un’in­va­li­di­tà di al­me­no il 60 per cen­to ai sen­si del­la LAI;
d.
all’in­te­ra ren­di­ta di in­va­li­di­tà nel ca­so di un’in­va­li­di­tà di al­me­no il 70 per cen­to ai sen­si del­la LAI.
Art. 57 Calcolo della rendita di invalidità  

1 L’in­te­ra ren­di­ta di in­va­li­di­tà è cal­co­la­ta se­con­do il tas­so di con­ver­sio­ne ap­pli­ca­bi­le all’età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to AVS (al­le­ga­to 4). Fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 3 in ca­so di di­vor­zio, so­no com­pu­ta­ti co­me ave­re di vec­chia­ia:64

a.
l’ave­re di vec­chia­ia se­con­do l’ar­ti­co­lo 36 che la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha ac­qui­si­to fi­no al­la na­sci­ta del di­rit­to al­la pre­sta­zio­ne di in­va­li­di­tà;
b.65
la som­ma de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia se­con­do l’ar­ti­co­lo 24 a con­ta­re dal­la na­sci­ta del di­rit­to al­la pre­sta­zio­ne di in­va­li­di­tà fi­no al com­pi­men­to del 65° an­no di età; è de­ter­mi­nan­te ai fi­ni dell’en­ti­tà de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia il gua­da­gno as­si­cu­ra­to al mo­men­to dell’in­sor­ge­re dell’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro che ha por­ta­to all’in­va­li­di­tà. Even­tua­li com­pen­sa­zio­ni del rin­ca­ro fi­no al­la na­sci­ta del di­rit­to al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà non so­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne; e
c.
l’in­te­res­se del due per cen­to per an­no a par­ti­re dall’età di 53 an­ni sui ri­spet­ti­vi con­tri­bu­ti con­for­me­men­te al­le let­te­re a e b a con­ta­re dal­la na­sci­ta del di­rit­to al­la pre­sta­zio­ne di in­va­li­di­tà fi­no al­la fi­ne dell’an­no ci­vi­le in cui la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha com­piu­to il 64° an­no di età.

2 In ba­se al­la sti­ma (pro­ie­zio­ne) di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­ra c, l’età per de­ter­mi­na­re la ri­mu­ne­ra­zio­ne cor­ri­spon­de al­la dif­fe­ren­za tra l’an­no ci­vi­le cor­ren­te e l’an­no di na­sci­ta del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta. Si ap­pli­ca l’ar­ti­co­lo 36 ca­po­ver­si 4 e 5.

3 Nel cal­co­lo dell’ave­re di vec­chia­ia se­con­do il ca­po­ver­so 1 non so­no pre­si in con­si­de­ra­zio­ne i ri­scat­ti ef­fet­tua­ti e gli ave­ri tra­sfe­ri­ti da con­ti o po­liz­ze esi­sten­ti di li­be­ro pas­sag­gio do­po l’in­sor­ge­re dell’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro che ha por­ta­to all’in­va­li­di­tà. Ta­li ri­scat­ti e ver­sa­men­ti so­no rim­bor­sa­ti.66

4 Se il di­rit­to a una ren­di­ta di in­va­li­di­tà na­sce nel cor­so di un con­ge­do non pa­ga­to o di un con­ge­do par­zial­men­te pa­ga­to, l’ul­ti­mo gua­da­gno as­si­cu­ra­to pri­ma dell’ini­zio del con­ge­do è de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà.

5 Per il cal­co­lo del­le ren­di­te per su­per­sti­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 46 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a e 48 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a so­no de­ter­mi­nan­ti il gua­da­gno as­si­cu­ra­to e l’ave­re di vec­chia­ia al mo­men­to del de­ces­so op­pu­re dell’in­sor­ge­re dell’in­ca­pa­ci­tà al la­vo­ro la cui cau­sa ha por­ta­to al­la mor­te.

64 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

65 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, in vi­go­re il 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

66 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, in vi­go­re il 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

Art. 58 Diritto alla rendita per figli del beneficiario di una rendita di invalidità  

1 I be­ne­fi­cia­ri di una ren­di­ta di in­va­li­di­tà han­no di­rit­to a una ren­di­ta per ogni fi­glio che avreb­be di­rit­to a una ren­di­ta per or­fa­ni nel ca­so del lo­ro de­ces­so.

2 Per i fi­gli in for­ma­zio­ne do­po il com­pi­men­to del 18° an­no di età de­ve es­se­re for­ni­ta spon­ta­nea­men­te ogni an­no la pro­va del­la for­ma­zio­ne. In as­sen­za di que­sta pro­va il ver­sa­men­to del­la ren­di­ta per fi­gli del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di in­va­li­di­tà è so­spe­so.

Art. 59 Entità della rendita per figli del beneficiario di una rendita di invalidità 67  

La ren­di­ta per fi­gli del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di in­va­li­di­tà am­mon­ta a un se­sto del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà; in ca­so di di­vor­zio è fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 6 pri­mo pe­rio­do.

67 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Capitolo 7: Rendita transitoria, invalidità professionale e piano sociale

Sezione 1: Rendita transitoria

Art. 60 Diritto  

1 I be­ne­fi­cia­ri di una ren­di­ta di vec­chia­ia han­no di­rit­to a una ren­di­ta tran­si­to­ria dall’ini­zio del­la ren­di­ta di vec­chia­ia fi­no all’età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to AVS.

2 La per­so­na as­si­cu­ra­ta de­ve co­mu­ni­ca­re a PU­BLI­CA, al più tar­di tre me­si pri­ma dell’ini­zio del­la ri­scos­sio­ne del­la ren­di­ta di vec­chia­ia, se in­ten­de per­ce­pi­re una ren­di­ta tran­si­to­ria in­te­ra, una mez­za ren­di­ta tran­si­to­ria o nes­su­na ren­di­ta tran­si­to­ria.

3 Il da­to­re di la­vo­ro e la per­so­na as­si­cu­ra­ta de­vo­no ac­cre­di­ta­re a PU­BLI­CA, al più tar­di pri­ma dell’ini­zio del di­rit­to al­la ren­di­ta, le lo­ro quo­te di fi­nan­zia­men­to del­la ren­di­ta tran­si­to­ria ef­fet­ti­va­men­te ri­chie­sta, sta­bi­li­te dal­le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to del la­vo­ro.

4 La per­so­na as­si­cu­ra­ta co­mu­ni­ca a PU­BLI­CA, al più tar­di tre me­si pri­ma del­la ri­scos­sio­ne del­la ren­di­ta tran­si­to­ria, se­con­do qua­li dei prin­ci­pi di cal­co­lo se­guen­ti in­ten­de fi­nan­zia­re la pro­pria quo­ta:68

a.
con una ri­du­zio­ne a vi­ta im­me­dia­ta del­la ren­di­ta di vec­chia­ia al­la qua­le ha di­rit­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 39 (al­le­ga­to 5, ta­bel­la 1); op­pu­re
b.
con una ri­du­zio­ne a vi­ta, a con­ta­re dal rag­giun­gi­men­to dell’età AVS, del­la ren­di­ta di vec­chia­ia e del­le pre­sta­zio­ni ad es­sa con­nes­se, al­le qua­li ha di­rit­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 39 (al­le­ga­to 6, ci­fra I, ta­bel­la 1); op­pu­re
c.
con il ri­scat­to del­la ri­du­zio­ne (al­le­ga­to 5, ta­bel­la 2).

4bis Se la co­mu­ni­ca­zio­ne del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta per­vie­ne a PU­BLI­CA me­no di tre me­si pri­ma del­la ri­scos­sio­ne del­la ren­di­ta tran­si­to­ria, i co­sti am­mi­ni­stra­ti­vi so­no fat­tu­ra­ti al­la per­so­na as­si­cu­ra­ta con­for­me­men­te al re­go­la­men­to del­le spe­se.69

5 In ca­so di de­ces­so pri­ma del rag­giun­gi­men­to dell’età AVS di un be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta che ha op­ta­to a fa­vo­re del fi­nan­zia­men­to se­con­do il ca­po­ver­so 4 let­te­ra b, le pre­sta­zio­ni per su­per­sti­ti so­no ri­dot­te sot­to il pro­fi­lo at­tua­ria­le (al­le­ga­to 6, nu­me­ro II).

6 Chi per­ce­pi­sce la ren­di­ta di vec­chia­ia co­me ca­pi­ta­le può esi­ge­re la ren­di­ta tran­si­to­ria sol­tan­to se ri­scat­ta la ri­du­zio­ne ai sen­si del ca­po­ver­so 4 let­te­ra c.

68 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

69 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 61 Entità della rendita transitoria  

1 La ren­di­ta tran­si­to­ria cor­ri­spon­de all’im­por­to mas­si­mo del­la mez­za ren­di­ta o del­la ren­di­ta in­te­ra AVS, pon­de­ra­ta in fun­zio­ne del gra­do me­dio di oc­cu­pa­zio­ne.

2 Il da­to­re di la­vo­ro co­mu­ni­ca a PU­BLI­CA il gra­do me­dio di oc­cu­pa­zio­ne tre me­si pri­ma dell’usci­ta per mo­ti­vi di età del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta.

Sezione 2: Prestazione di invalidità professionale

Art. 62 Diritto  

1 In ca­so di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha di­rit­to a una pre­sta­zio­ne di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le se:

a.
ha com­piu­to il 50° an­no di età;
b.
una de­ci­sio­ne dell’AI che esclu­de il di­rit­to a una ren­di­ta o che pre­ve­de sol­tan­to una ren­di­ta par­zia­le pas­sa in giu­di­ca­to; e
c.
i prov­ve­di­men­ti di in­te­gra­zio­ne so­no sta­ti in­frut­tuo­si sen­za che vi fos­se col­pa del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta.

2 È da­ta in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le in­te­gra­le se per mo­ti­vi di sa­lu­te una per­so­na as­si­cu­ra­ta non è più in gra­do di eser­ci­ta­re l’at­ti­vi­tà eser­ci­ta­ta fi­no­ra o un’al­tra at­ti­vi­tà ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le e se in vir­tù del­la de­ci­sio­ne dell’AI non ha di­rit­to a una ren­di­ta.

3 È da­ta in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le par­zia­le se per mo­ti­vi di sa­lu­te una per­so­na as­si­cu­ra­ta:

a.
non è più in gra­do di eser­ci­ta­re l’at­ti­vi­tà eser­ci­ta­ta fi­no­ra o un’al­tra at­ti­vi­tà ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le e se in vir­tù del­la de­ci­sio­ne dell’AI ha di­rit­to a una ren­di­ta par­zia­le; op­pu­re
b.
è so­lo par­zial­men­te in gra­do di eser­ci­ta­re l’at­ti­vi­tà eser­ci­ta­ta fi­no­ra o un’al­tra at­ti­vi­tà ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le e se in vir­tù del­la de­ci­sio­ne dell’AI non ha al­cun di­rit­to a una ren­di­ta, op­pu­re sol­tan­to il di­rit­to a una ren­di­ta par­zia­le che non su­pe­ri il gra­do di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le se­con­do l’ar­ti­co­lo 63 ca­po­ver­so 6.

4 La pre­sen­za di un’in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le è con­sta­ta­ta dal ser­vi­zio me­di­co ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 47 OPers PF su ri­chie­sta del da­to­re di la­vo­ro.

5 Il ser­vi­zio me­di­co si espri­me in me­ri­to al mo­men­to in cui è su­ben­tra­ta l’in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le in­te­gra­le o par­zia­le. La sua de­ci­sio­ne è de­ter­mi­nan­te per la fis­sa­zio­ne del­la na­sci­ta del di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni in se­gui­to a in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le.

6 Il di­rit­to al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le si estin­gue con il de­ces­so del be­ne­fi­cia­rio di ren­di­ta, ma al più tar­di e nel­la mi­su­ra in cui la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha di­rit­to a una ren­di­ta dell’AI o nel­la mi­su­ra in cui, se­con­do le con­sta­ta­zio­ni del ser­vi­zio me­di­co, non sus­si­ste più al­cu­na in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le.

7 Il di­rit­to al­la ren­di­ta AI di so­sti­tu­zio­ne si estin­gue con il de­ces­so del be­ne­fi­cia­rio di ren­di­ta, ma al più tar­di e nel­la mi­su­ra in cui ha di­rit­to a una ren­di­ta AI o AVS o nel­la mi­su­ra in cui, se­con­do le con­sta­ta­zio­ni del ser­vi­zio me­di­co, non sus­si­ste più al­cu­na in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le. Se l’AI ver­sa re­troat­ti­va­men­te le sue ren­di­te, le ren­di­te AI di so­sti­tu­zio­ne ver­sa­te in ec­ces­so de­vo­no es­se­re re­sti­tui­te a PU­BLI­CA (art. 63 cpv. 1 lett. b).

8 I be­ne­fi­cia­ri di pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le han­no di­rit­to a una ren­di­ta per fi­gli com­ple­men­ta­re al­la ren­di­ta per in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le per ogni fi­glio che avreb­be di­rit­to a una ren­di­ta per or­fa­ni nel ca­so del lo­ro de­ces­so (art. 47). Il di­rit­to a una ren­di­ta per fi­gli na­sce si­mul­ta­nea­men­te al di­rit­to al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le. Es­so si estin­gue con la sop­pres­sio­ne del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le o se le con­di­zio­ni ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 47 ca­po­ver­so 3 non so­no più adem­piu­te. L’ar­ti­co­lo 47 ca­po­ver­so 4 si ap­pli­ca an­che al­le ren­di­te per fi­gli com­ple­men­ta­ri al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le.

9 Gli ar­ti­co­li 53 e 54 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al di­rit­to all’esen­zio­ne dai con­tri­bu­ti e dal pre­mio in fun­zio­ne del gra­do di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le (art. 63 cpv. 6) e al­la co­sti­tu­zio­ne dell’ave­re di vec­chia­ia del­la per­so­na con in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le.

10Il da­to­re di la­vo­ro tra­sfe­ri­sce a PU­BLI­CA il ca­pi­ta­le di co­per­tu­ra ne­ces­sa­rio per il fi­nan­zia­men­to del­le pre­sta­zio­ni in se­gui­to a in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le.

Art. 63 Genere e entità delle prestazioni di invalidità professionale  

1 La pre­sta­zio­ne di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le si com­po­ne di:

a.
una ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le;
b.
una ren­di­ta AI di so­sti­tu­zio­ne.

2 La ren­di­ta an­nua­le in­te­ra di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le cor­ri­spon­de al­la ren­di­ta an­nua­le in­te­ra di in­va­li­di­tà ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 56.

3 La ren­di­ta an­nua­le in­te­ra AI di so­sti­tu­zio­ne cor­ri­spon­de all’im­por­to mas­si­mo del­la ren­di­ta in­te­ra AVS, pon­de­ra­to in fun­zio­ne del gra­do me­dio di oc­cu­pa­zio­ne. I da­to­ri di la­vo­ro co­mu­ni­ca­no a PU­BLI­CA il gra­do me­dio di oc­cu­pa­zio­ne.

4 La ren­di­ta in­te­ra per fi­gli com­ple­men­ta­re al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le cor­ri­spon­de a un se­sto del­la ren­di­ta in­te­ra di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le; in ca­so di di­vor­zio è fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 6 pri­mo pe­rio­do.70

5 Il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le sus­si­ste in mi­su­ra pa­ri al gra­do di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le.

6 Il gra­do di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le cor­ri­spon­de al­la dif­fe­ren­za tra il gua­da­gno as­si­cu­ra­to pri­ma e il gua­da­gno as­si­cu­ra­to do­po che è su­ben­tra­to il dan­no al­la sa­lu­te e so­no sta­te ese­gui­te mi­su­re me­di­che o prov­ve­di­men­ti di in­te­gra­zio­ne pro­fes­sio­na­le; si tie­ne con­to di un’even­tua­le ren­di­ta par­zia­le as­se­gna­ta dall’AI.

70 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Sezione 3: Prestazioni del piano sociale

Art.64  

Se il da­to­re di la­vo­ro scio­glie il rap­por­to di la­vo­ro con una per­so­na as­si­cu­ra­ta che ha com­piu­to il 58° an­no di età, sen­za che que­sta ne ab­bia col­pa, è da­to di­rit­to a una ren­di­ta di vec­chia­ia a vi­ta e a una ren­di­ta tran­si­to­ria ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 61, fi­nan­zia­ta dal da­to­re di la­vo­ro. L’en­ti­tà del­la ren­di­ta di vec­chia­ia è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 63 ca­po­ver­so 2. L’ar­ti­co­lo 62 ca­po­ver­so 10 si ap­pli­ca per ana­lo­gia al fi­nan­zia­men­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia e del­la ren­di­ta tran­si­to­ria.

Capitolo 8: Disposizioni comuni concernenti le prestazioni

Art. 65 Limitazione dei diritti  

1 I di­rit­ti che van­no ol­tre il pre­sen­te re­go­la­men­to, in par­ti­co­la­re i di­rit­ti a ri­sor­se non vin­co­la­te del­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF o di PU­BLI­CA, non pos­so­no es­se­re fat­ti va­le­re nell’am­bi­to dell’as­si­cu­ra­zio­ne se­con­do il pre­sen­te re­go­la­men­to. So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni sul­la li­qui­da­zio­ne par­zia­le.

2 In ca­so di usci­ta di una par­te dei de­sti­na­ta­ri dal­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF (art. 32f LPers) la pro­ce­du­ra non­ché i di­rit­ti del­le per­so­ne as­si­cu­ra­te e dei be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te so­no ret­ti dal­le di­spo­si­zio­ni le­ga­li e dal re­go­la­men­to di li­qui­da­zio­ne par­zia­le.

Art. 66 Erogazione delle prestazioni come liquidazione in capitale  

1 Al po­sto del­le ren­di­te PU­BLI­CA ero­ga una li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le sta­bi­li­ta se­con­do le ba­si at­tua­ria­li di PU­BLI­CA ogni vol­ta che:

a.
la ren­di­ta di vec­chia­ia è in­fe­rio­re al 10 per cen­to o la ren­di­ta per fi­gli del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia è in­fe­rio­re al 2 per cen­to dell’im­por­to mi­ni­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 34 LA­VS;
b.
la ren­di­ta per co­niu­gi o la ren­di­ta per con­vi­ven­ti è in­fe­rio­re al 6 per cen­to o la ren­di­ta per or­fa­ni è in­fe­rio­re al 2 per cen­to dell’im­por­to mi­ni­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 34 LA­VS;
c.
la ren­di­ta di in­va­li­di­tà o la ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le è in­fe­rio­re al 10 per cen­to o la ren­di­ta per fi­gli del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di in­va­li­di­tà è in­fe­rio­re al 2 per cen­to dell’im­por­to mi­ni­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 34 LA­VS.

2 Con il pa­ga­men­to del ca­pi­ta­le si estin­guo­no tut­ti gli al­tri di­rit­ti del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta o dei suoi su­per­sti­ti nei con­fron­ti di PU­BLI­CA, in par­ti­co­la­re i di­rit­ti a even­tua­li fu­tu­ri ade­gua­men­ti le­ga­li o vo­lon­ta­ri all’evo­lu­zio­ne dei prez­zi non­ché al­la ren­di­ta per fi­gli del be­ne­fi­cia­rio di una ren­di­ta di vec­chia­ia o di in­va­li­di­tà.

Art. 67 Rapporto con le prestazioni legali  

Se per la per­so­na as­si­cu­ra­ta ob­bli­ga­to­ria­men­te in vir­tù del­la LPP le pre­sta­zio­ni se­con­do il pre­sen­te re­go­la­men­to so­no in­fe­rio­ri al­le pre­sta­zio­ni se­con­do la LPP, so­no ver­sa­te que­ste ul­ti­me pre­sta­zio­ni.

Art. 68 Prestazioni dopo l’uscita da PUBLICA  

1 Se PU­BLI­CA ri­ma­ne com­pe­ten­te per il ca­so di pre­vi­den­za do­po l’usci­ta dal­la stes­sa, le pre­sta­zio­ni so­no ret­te dal­le di­spo­si­zio­ni re­go­la­men­ta­ri va­li­de al mo­men­to del­la na­sci­ta del di­rit­to.

2 Se le con­di­zio­ni del­la pre­sta­zio­ne mu­ta­no do­po la pri­ma as­se­gna­zio­ne del­la stes­sa, i di­rit­ti al­le pre­sta­zio­ni so­no va­lu­ta­ti in fun­zio­ne del­le di­spo­si­zio­ni va­li­de al mo­men­to del­la nuo­va va­lu­ta­zio­ne del di­rit­to.

Art. 69 Obbligo di prestazione anticipata di PUBLICA  

Se PU­BLI­CA è te­nu­ta a for­ni­re una pre­sta­zio­ne an­ti­ci­pa­ta per­ché l’isti­tu­to di pre­vi­den­za al qua­le com­pe­te la for­ni­tu­ra del­la pre­sta­zio­ne non è an­co­ra sta­to de­si­gna­to e per­ché l’aven­te di­rit­to era as­si­cu­ra­to da ul­ti­mo pres­so PU­BLI­CA (art. 26 cpv. 4 LPP), il di­rit­to è li­mi­ta­to al­le pre­sta­zio­ni mi­ni­me LPP. Se ri­sul­ta a po­ste­rio­ri che PU­BLI­CA non era te­nu­ta a for­ni­re la pre­sta­zio­ne, gli im­por­ti an­ti­ci­pa­ti so­no re­cla­ma­ti con in­te­res­se all’isti­tu­to di pre­vi­den­za te­nu­to a for­ni­re la pre­sta­zio­ne.

Art. 70 Pagamento delle prestazioni  

1 Le pre­sta­zio­ni di PU­BLI­CA so­no ver­sa­te sul con­to ban­ca­rio o po­sta­le de­si­gna­to dall’aven­te di­rit­to. Tut­ti i ver­sa­men­ti so­no ef­fet­tua­ti esclu­si­va­men­te su un uni­co con­to. I co­sti do­vu­ti al ver­sa­men­to del­le pre­sta­zio­ni su un con­to este­ro pos­so­no es­se­re ad­dos­sa­ti al­la per­so­na as­si­cu­ra­ta. Il ver­sa­men­to vie­ne ef­fet­tua­to in ogni ca­so in fran­chi sviz­ze­ri.

2 Le pre­sta­zio­ni ri­cor­ren­ti di PU­BLI­CA so­no tra­sfe­ri­te nel cor­so dei pri­mi die­ci gior­ni del me­se.

3 Le pre­sta­zio­ni sot­to for­ma di li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le so­no pa­ga­te en­tro 30 gior­ni dal­la na­sci­ta del di­rit­to al­la pre­sta­zio­ne.

4 La pre­sta­zio­ne è ver­sa­ta in­te­gral­men­te per il me­se in cui na­sce o si estin­gue il di­rit­to.

Art. 71 Rettifica di prestazioni  

1 PU­BLI­CA prov­ve­de al­la ret­ti­fi­ca se ri­sul­ta a po­ste­rio­ri che una pre­sta­zio­ne è sta­ta fis­sa­ta in ma­nie­ra ine­sat­ta.

2 Se ha for­ni­to una pre­sta­zio­ne di ren­di­ta trop­po bas­sa, PU­BLI­CA pro­ce­de im­me­dia­ta­men­te al pa­ga­men­to del­le pre­sta­zio­ni ar­re­tra­te in se­gui­to al­la ret­ti­fi­ca sen­za in­te­res­se. Se PU­BLI­CA è po­sta in mo­ra, pa­ga gli in­te­res­si di mo­ra se­con­do l’al­le­ga­to 1.71

71 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

Art. 72 Restituzione delle prestazioni ricevute indebitamente  

1 Chiun­que ac­cet­ta da PU­BLI­CA una pre­sta­zio­ne al­la qua­le non ha di­rit­to de­ve re­sti­tuir­la con in­te­res­se (al­le­ga­to 1).

2 Nei ca­si di ri­go­re o per mo­ti­vi di eco­no­mia am­mi­ni­stra­ti­va PU­BLI­CA può ri­nun­cia­re in tut­to o in par­te a chie­de­re la re­sti­tu­zio­ne. La Com­mis­sio­ne del­la Cas­sa di­sci­pli­na i det­ta­gli in un re­go­la­men­to per i ca­si di ri­go­re.

Art. 73 Prescrizione  

1 La pre­scri­zio­ne dei di­rit­ti al­le pre­sta­zio­ni è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 41 LPP.

2 La pre­scri­zio­ne dei di­rit­ti di re­sti­tu­zio­ne è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 35a LPP.

Art. 74 Certificato di vita  

1 PU­BLI­CA può vin­co­la­re il pa­ga­men­to del­la pre­sta­zio­ne di ren­di­ta a un cer­ti­fi­ca­to di vi­ta.

2 Gli aven­ti di­rit­to con do­mi­ci­lio all’este­ro ri­ce­vo­no ogni an­no un for­mu­la­rio cor­ri­spon­den­te. Se que­sto non è rin­via­to in­te­ra­men­te com­pi­la­to a PU­BLI­CA en­tro il ter­mi­ne im­par­ti­to, il pa­ga­men­to del­la ren­di­ta è so­spe­so sen­za al­tra co­mu­ni­ca­zio­ne.

Art. 75 Adeguamento all’evoluzione dei prezzi  

Le ren­di­te di vec­chia­ia, per su­per­sti­ti e di in­va­li­di­tà so­no ade­gua­te all’evo­lu­zio­ne dei prez­zi en­tro i li­mi­ti del­le pos­si­bi­li­tà fi­nan­zia­rie del­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF. L’or­ga­no pa­ri­te­ti­co de­ci­de ogni an­no se e in qua­le mi­su­ra le ren­di­te so­no ade­gua­te. La de­ci­sio­ne è spie­ga­ta nel rap­por­to an­nua­le.

Art. 76 Riduzione, revoca, rifiuto di prestazioni di rischio  

1 PU­BLI­CA può ri­dur­re le sue pre­sta­zio­ni in ma­nie­ra cor­ri­spon­den­te se l’AVS/AI ri­du­ce, re­vo­ca o ri­fiu­ta una pre­sta­zio­ne per­ché l’aven­te di­rit­to ha pro­vo­ca­to il de­ces­so o l’in­va­li­di­tà per col­pa gra­ve o si è op­po­sta a un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne dell’AI.

2 Nei ca­si di ri­go­re si può ri­nun­cia­re in tut­to o in par­te al­la ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni. La Com­mis­sio­ne del­la Cas­sa di­sci­pli­na i det­ta­gli in un re­go­la­men­to per i ca­si di ri­go­re.

Art. 77 Sovraindennizzo 72  

1 Per il cal­co­lo del so­vrain­den­niz­zo si ap­pli­ca­no gli ar­ti­co­li 34a LPP, 24, 24a e 25 OPP 2. In de­ro­ga all’ar­ti­co­lo 34a ca­po­ver­so 1 LPP, le pre­sta­zio­ni per su­per­sti­ti, di in­va­li­di­tà e di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le di PU­BLI­CA uni­ta­men­te al­le al­tre pre­sta­zio­ni di me­de­si­mo ge­ne­re e de­sti­na­zio­ne non­ché a ul­te­rio­ri pro­ven­ti com­pu­ta­bi­li non pos­so­no su­pe­ra­re il 100 per cen­to del gua­da­gno pre­su­mi­bil­men­te per­so.

2 Si tie­ne con­to glo­bal­men­te del­le pre­sta­zio­ni per su­per­sti­ti di PU­BLI­CA e de­gli al­tri pro­ven­ti dei su­per­sti­ti com­pu­ta­bi­li a ti­to­lo com­ple­men­ta­re ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 24 OPP 2. Le li­qui­da­zio­ni uni­che in ca­pi­ta­le so­no con­ver­ti­te in ren­di­te equi­va­len­ti dal pro­fi­lo at­tua­ria­le. La ri­du­zio­ne è ef­fet­tua­ta in ma­nie­ra pro­por­zio­na­le sul­le sin­go­le ren­di­te.

3 La quo­ta di pre­sta­zio­ni non pa­ga­te a mo­ti­vo del so­vrain­den­niz­zo è de­vo­lu­ta al­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF.

4 Nei ca­si di ri­go­re PU­BLI­CA può ri­nun­cia­re in tut­to o in par­te al­la ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni. La Com­mis­sio­ne del­la Cas­sa di­sci­pli­na i det­ta­gli in un re­go­la­men­to per i ca­si di ri­go­re.

72 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Art. 78 Diritti nei confronti di terzi responsabili  

Al mo­men­to dell’even­to as­si­cu­ra­to PU­BLI­CA su­ben­tra, fi­no a con­cor­ren­za del­le pre­sta­zio­ni re­go­la­men­ta­ri, nei di­rit­ti del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, dei suoi su­per­sti­ti o di al­tri be­ne­fi­cia­ri ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 49 nei con­fron­ti di ter­zi re­spon­sa­bi­li di det­to even­to.

Art. 79 Prestazioni volontarie nei casi di rigore  

1 In spe­cia­li ca­si di ri­go­re la Com­mis­sio­ne del­la cas­sa può, su ri­chie­sta mo­ti­va­ta del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta e dei be­ne­fi­cia­ri di ren­di­ta, ac­cor­da­re l’ero­ga­zio­ne di una pre­sta­zio­ne non espres­sa­men­te pre­vi­sta dal pre­sen­te re­go­la­men­to, ma cor­ri­spon­den­te al­lo sco­po pre­vi­den­zia­le di PU­BLI­CA.

2 La Com­mis­sio­ne del­la Cas­sa di­sci­pli­na in un re­go­la­men­to per i ca­si di ri­go­re i det­ta­gli con­cer­nen­ti la de­fi­ni­zio­ne del ca­so di ri­go­re, l’en­ti­tà e la du­ra­ta del­la pre­sta­zio­ne.

Capitolo 9: Prestazioni di uscita

Art. 80 Diritto in caso di cessazione del rapporto di lavoro prima del 1° gennaio successivo al compimento del 21° anno di età  

Non è da­to di­rit­to a una pre­sta­zio­ne di usci­ta se il rap­por­to di la­vo­ro di una per­so­na as­si­cu­ra­ta ces­sa pri­ma del 1° gen­na­io suc­ces­si­vo al com­pi­men­to del 21° an­no di età, sal­vo se la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha ap­por­ta­to una pre­sta­zio­ne di usci­ta a PU­BLI­CA. In que­sto ca­so la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha di­rit­to al­la pre­sta­zio­ne di usci­ta ap­por­ta­ta, com­pre­so l’in­te­res­se (al­le­ga­to 1).

Art. 81 Diritto in caso di cessazione completa del rapporto di lavoro prima del compimento del 60° anno di età  

1 La per­so­na as­si­cu­ra­ta ha di­rit­to a una pre­sta­zio­ne di usci­ta se ces­sa com­ple­ta­men­te il rap­por­to di la­vo­ro pri­ma del com­pi­men­to del 60° an­no di età, sen­za che su­ben­tri un even­to di pre­vi­den­za.

2 Nel ca­so di una per­so­na par­zial­men­te in­va­li­da il di­rit­to è li­mi­ta­to al­la pre­sta­zio­ne di usci­ta sul­la par­te at­ti­va dell’as­si­cu­ra­zio­ne.

Art. 82 Forma di conservazione della protezione previdenziale  

1 La pre­sta­zio­ne di usci­ta del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta è tra­sfe­ri­ta all’isti­tu­to di pre­vi­den­za del nuo­vo da­to­re di la­vo­ro se la per­so­na as­si­cu­ra­ta con­clu­de un nuo­vo rap­por­to di la­vo­ro pri­ma del com­pi­men­to del 60° an­no di età.

2 Non ap­pe­na è a co­no­scen­za dell’usci­ta del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, PU­BLI­CA la in­vi­ta a for­nir­le le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie al tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta.

3 PU­BLI­CA in­for­ma gli as­si­cu­ra­ti che non con­clu­do­no un nuo­vo rap­por­to di la­vo­ro in me­ri­to al­le pos­si­bi­li­tà di con­ser­va­re la pro­te­zio­ne pre­vi­den­zia­le ed esi­ge da par­te lo­ro le in­for­ma­zio­ni cor­ri­spon­den­ti. Gli as­si­cu­ra­ti de­vo­no co­mu­ni­ca­re a PU­BLI­CA in qua­le for­ma am­mes­sa (po­liz­za di li­be­ro pas­sag­gio o con­to di li­be­ro pas­sag­gio) in­ten­do­no con­ser­va­re la lo­ro pro­te­zio­ne pre­vi­den­zia­le. La lo­ro pre­sta­zio­ne di usci­ta può es­se­re tra­sfe­ri­ta al mas­si­mo a due isti­tu­ti di li­be­ro pas­sag­gio.

4 In as­sen­za di co­mu­ni­ca­zio­ne da par­te del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, PU­BLI­CA tra­sfe­ri­sce la pre­sta­zio­ne di usci­ta al­la fon­da­zio­ne dell’isti­tu­to col­let­to­re, al più pre­sto do­po un ter­mi­ne di sei me­si e al più tar­di do­po due an­ni.

5 La ri­mu­ne­ra­zio­ne del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 2 ca­po­ver­si 3 e 4 LFLP (al­le­ga­to 1).

6 Se la per­so­na as­si­cu­ra­ta ri­du­ce il suo gra­do di oc­cu­pa­zio­ne sen­za che su­ben­tri un even­to di pre­vi­den­za, la to­ta­li­tà dell’ave­re di vec­chia­ia ri­spar­mia­to fi­no a quel mo­men­to ri­ma­ne pres­so PU­BLI­CA. Tut­ta­via, se la per­so­na as­si­cu­ra­ta av­via un nuo­vo rap­por­to di la­vo­ro, en­tro il ter­mi­ne di tre me­si dal­la ri­du­zio­ne del gra­do di oc­cu­pa­zio­ne può fa­re va­le­re per scrit­to il tra­sfe­ri­men­to del­la quo­ta di ave­re di vec­chia­ia cor­ri­spon­den­te a ta­le ri­du­zio­ne all’isti­tu­to di pre­vi­den­za del nuo­vo da­to­re di la­vo­ro.

Art. 83 Pagamento in contanti  

1 La per­so­na as­si­cu­ra­ta può esi­ge­re il pa­ga­men­to in con­tan­ti del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta se:

a.
la­scia de­fi­ni­ti­va­men­te la Sviz­ze­ra e non si sta­bi­li­sce nel Prin­ci­pa­to del Lie­ch­ten­stein; è fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 4;
b.
ini­zia un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te e non sot­to­stà più al­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le ob­bli­ga­to­ria; op­pu­re
c.
la pre­sta­zio­ne di usci­ta è in­fe­rio­re al con­tri­bu­to an­nuo che ha ver­sa­to.

2 La per­so­na uscen­te da PU­BLI­CA de­ve for­ni­re la pro­va dell’esi­sten­za di un mo­ti­vo di pa­ga­men­to in con­tan­ti. De­ve in par­ti­co­la­re esi­bi­re:

a.
una con­fer­ma del con­trol­lo de­gli abi­tan­ti in ca­so di par­ten­za de­fi­ni­ti­va dal­la Sviz­ze­ra;
b.
una con­fer­ma del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne AVS in ca­so di ini­zio di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te.

3 In ca­so di dub­bio PU­BLI­CA può esi­ge­re ul­te­rio­ri pro­ve.

4 La per­so­na as­si­cu­ra­ta non può esi­ge­re un pa­ga­men­to in con­tan­ti pa­ri all’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 15 LPP, ac­qui­si­to fi­no al mo­men­to dell’usci­ta da PU­BLI­CA, se tra­sfe­ri­sce il pro­prio do­mi­ci­lio in uno Sta­to mem­bro dell’Unio­ne eu­ro­pea, in Islan­da o in Nor­ve­gia e sot­to­stà ul­te­rior­men­te in det­to Sta­to all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria per la vec­chia­ia e dei ri­schi di de­ces­so e di in­va­li­di­tà.

5 La per­so­na as­si­cu­ra­ta non può esi­ge­re il pa­ga­men­to in con­tan­ti pa­ri all’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 15 LPP, ac­qui­si­to fi­no al mo­men­to dell’usci­ta da PU­BLI­CA, se tra­sfe­ri­sce il pro­prio do­mi­ci­lio nel Prin­ci­pa­to del Lie­ch­ten­stein e vi ini­zia un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te.

6 Nel ca­so de­gli as­si­cu­ra­ti co­niu­ga­ti il pa­ga­men­to in con­tan­ti del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta pre­sup­po­ne il con­sen­so scrit­to del co­niu­ge, con fir­ma au­ten­ti­ca­ta. In­ve­ce di fa­re au­ten­ti­ca­re la fir­ma, il co­niu­ge può fir­ma­re per­so­nal­men­te pres­so PU­BLI­CA la di­chia­ra­zio­ne di con­sen­so, pre­stan­do un do­cu­men­to uf­fi­cia­le di iden­ti­tà.

7 So­no fat­te sal­ve even­tua­li li­mi­ta­zio­ni le­ga­li di pa­ga­men­to se ne­gli ul­ti­mi tre an­ni pre­ce­den­ti il pa­ga­men­to in con­tan­ti la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha ef­fet­tua­to un ri­scat­to per mi­glio­ra­re la pro­pria pro­te­zio­ne pre­vi­den­zia­le.

Art. 84 Diritto in caso di cessazione intera o parziale del rapporto di lavoro dopo il compimento del 60° anno di età 73  

1 Se, per mo­ti­vi di­ver­si dal de­ces­so e dall’in­va­li­di­tà, il rap­por­to di la­vo­ro di una per­so­na as­si­cu­ra­ta ces­sa in­te­ra­men­te o par­zial­men­te do­po il com­pi­men­to del 60° an­no di età e pri­ma del com­pi­men­to del 65° an­no di età (art. 37 cpv. 3 e 38 cpv. 4), la per­so­na as­si­cu­ra­ta può op­ta­re tra:

a.
il tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta all’isti­tu­to di pre­vi­den­za del nuo­vo da­to­re di la­vo­ro;
abis.74
il tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta a un isti­tu­to di li­be­ro pas­sag­gio, se è an­nun­cia­ta all’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro la di­soc­cu­pa­zio­ne o ini­zia un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te; op­pu­re
b.
il pre­lie­vo del­le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia.

2Le per­so­ne as­si­cu­ra­te che han­no com­piu­to il 65° an­no di età pos­so­no chie­de­re il tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­ra a so­lo se so­no am­mes­se nell’as­si­cu­ra­zio­ne se­con­do il re­go­la­men­to dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za del nuo­vo da­to­re di la­vo­ro e se man­ten­go­no la pre­vi­den­za ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 33b LPP.75

73 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

74 In­tro­dot­ta dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

75 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 84a Diritto in caso di riduzione dello stipendio annuo determinante dopo il compimento del 60° anno di età 76  

Se per mo­ti­vi di­ver­si dall’in­va­li­di­tà il suo sti­pen­dio an­nuo de­ter­mi­nan­te si ri­du­ce do­po il com­pi­men­to del 60° an­no di età, la per­so­na as­si­cu­ra­ta può op­ta­re, ol­tre al­le pos­si­bi­li­tà di cui all’ar­ti­co­lo 84, tra:

a.
il man­te­ni­men­to pres­so PU­BLI­CA dell’ave­re di vec­chia­ia ri­spar­mia­to fi­no a quel mo­men­to;
b.
il man­te­ni­men­to del­la pre­vi­den­za se­con­do le con­di­zio­ni dell’ar­ti­co­lo 18c.

76 In­tro­dot­to dall’all. del­la Dec. dell’OP PF del 25 nov. 2013, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 26 set. 2013 e dal CF l’8 ott. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3407).

Art. 85 Calcolo  

1 La pre­sta­zio­ne di usci­ta è cal­co­la­ta in ba­se all’ar­ti­co­lo 15 LFLP (di­rit­ti nel pri­ma­to dei con­tri­bu­ti) e cor­ri­spon­de all’im­por­to dell’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 36 esi­sten­te al mo­men­to del­la ces­sa­zio­ne del rap­por­to di la­vo­ro più un even­tua­le ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC (art. 25). In ogni ca­so è da­to al­me­no di­rit­to al­la pre­sta­zio­ne di usci­ta se­con­do l’ar­ti­co­lo 17 LFLP o all’ave­re di vec­chia­ia se­con­do l’ar­ti­co­lo 15 LPP, qua­lo­ra que­st’ul­ti­mo su­pe­ri la pre­sta­zio­ne di usci­ta se­con­do l’ar­ti­co­lo 17 LFLP.

2 De­du­zio­ne fat­ta dei pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti per la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni, del ri­ca­vo del­la rea­liz­za­zio­ne di pe­gni su ave­ri di pre­vi­den­za e dei pa­ga­men­ti in se­gui­to a di­vor­zio, l’im­por­to mi­ni­mo ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 17 LFLP si com­po­ne del­la som­ma:77

a.
del­le pre­sta­zio­ni di usci­ta por­ta­te con sé e dei ri­scat­ti ef­fet­tua­ti dal­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, en­tram­bi con in­te­res­se;
b.78
dei con­tri­bu­ti di ri­spar­mio ver­sa­ti du­ran­te il pe­rio­do di con­tri­bu­zio­ne dal­la per­so­na as­si­cu­ra­ta (art. 24 e 25) con in­te­res­se e au­men­ta­ti del quat­tro per cen­to per an­no di età a con­ta­re dal 20° an­no di età, ma al mas­si­mo del 100 per cen­to; è fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 5;
c.
gli even­tua­li ri­scat­ti ef­fet­tua­ti dal da­to­re di la­vo­ro ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 87, con in­te­res­se.

2bis ...79

3 Il tas­so di in­te­res­se per la ri­mu­ne­ra­zio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 2 è ret­to dal­la LFLP. Per la du­ra­ta di una co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te es­so può es­se­re ri­dot­to al tas­so con cui vie­ne ri­mu­ne­ra­to l’ave­re di vec­chia­ia.80

4Non so­no com­pu­ta­ti (art. 17 cpv. 2 lett. f LFLP) i con­tri­bu­ti even­tual­men­te pre­le­va­ti per col­ma­re la co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te (art. 34).81

5 Per i con­tri­bu­ti di ri­spar­mio che la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha pa­ga­to al po­sto del da­to­re di la­vo­ro in ca­so di con­ge­do non pa­ga­to di cui all’ar­ti­co­lo 18a o di man­te­ni­men­to del­la pre­vi­den­za di cui all’ar­ti­co­lo 18c, non vie­ne cal­co­la­to un sup­ple­men­to ai sen­si del ca­po­ver­so 2 let­te­ra b.82

77 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, in vi­go­re il 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

78 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, in vi­go­re il 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

79 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011 (RU 2012 2091). Abro­ga­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, con ef­fet­to dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

80 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

81 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

82 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011 (RU 2012 2091). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, in vi­go­re il 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

Art. 86 Rettifica delle prestazioni di uscita  

Se PU­BLI­CA ha for­ni­to una pre­sta­zio­ne di usci­ta trop­po bas­sa, l’in­te­res­se su­gli ar­re­tra­ti è ret­to dall’ar­ti­co­lo 7 LFLP (al­le­ga­to 1).

Art. 87 Partecipazione del datore di lavoro al riscatto  

1 Se il da­to­re di la­vo­ro ha par­te­ci­pa­to al ri­scat­to del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta, l’im­por­to cor­ri­spon­den­te è de­dot­to dal­la pre­sta­zio­ne di usci­ta.

2 La de­du­zio­ne si ri­du­ce per ogni an­no di con­tri­bu­zio­ne a con­ta­re dal pa­ga­men­to del­la par­te­ci­pa­zio­ne del da­to­re di la­vo­ro nel­la mi­su­ra di un de­ci­mo dell’im­por­to as­sun­to dal da­to­re di la­vo­ro. La par­te non uti­liz­za­ta è de­vo­lu­ta a un con­to di ri­ser­ve di con­tri­bu­ti del da­to­re di la­vo­ro.

Art. 88 Informazioni in caso di libero passaggio  

In ca­so di li­be­ro pas­sag­gio la per­so­na as­si­cu­ra­ta e il nuo­vo isti­tu­to di pre­vi­den­za o di li­be­ro pas­sag­gio o la fon­da­zio­ne dell’isti­tu­to col­let­to­re ri­ce­vo­no le se­guen­ti in­for­ma­zio­ni da PU­BLI­CA:

a.
l’en­ti­tà dell’ave­re di vec­chia­ia se­con­do l’ar­ti­co­lo 36;
b.
l’en­ti­tà dell’im­por­to mi­ni­mo se­con­do l’ar­ti­co­lo 85 ca­po­ver­so 2 (art. 17 LFLP);
c.
l’en­ti­tà dell’ave­re di vec­chia­ia se­con­do l’ar­ti­co­lo 15 LPP;
d.83
in­for­ma­zio­ni con­cer­nen­ti i pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti per la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni se­con­do gli ar­ti­co­li 91–97;
e.
in­for­ma­zio­ni con­cer­nen­ti la co­sti­tu­zio­ne in pe­gno del di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di pre­vi­den­za ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 91 e 94;
f.84
se del ca­so l’en­ti­tà dell’ave­re di vec­chia­ia al com­pi­men­to del 50° an­no di età;
g.
se del ca­so l’en­ti­tà dell’ave­re di vec­chia­ia in ca­so di ma­tri­mo­nio o al 1° gen­na­io 1995;
h.85
in­for­ma­zio­ni con­cer­nen­ti i con­tri­bu­ti che so­no sta­ti tra­sfe­ri­ti in se­gui­to a di­vor­zio se­con­do l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 1.

83 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

84 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

85 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 89 Conservazione della protezione previdenziale in casi particolari  

PU­BLI­CA ef­fet­tua in ogni ca­so il con­teg­gio co­me nel ca­so del li­be­ro pas­sag­gio se la per­so­na as­si­cu­ra­ta pas­sa dal­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF a un’al­tra cas­sa di pre­vi­den­za di PU­BLI­CA.

Art. 90 Restituzione della prestazione di uscita a PUBLICA  

1 Se PU­BLI­CA de­ve for­ni­re pre­sta­zio­ni ai su­per­sti­ti o pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà do­po ave­re tra­sfe­ri­to la pre­sta­zio­ne di usci­ta a un nuo­vo isti­tu­to di pre­vi­den­za o a un isti­tu­to di li­be­ro pas­sag­gio, ta­le pre­sta­zio­ne di usci­ta le de­ve es­se­re re­sti­tui­ta con in­te­res­se nel­la mi­su­ra in cui è ne­ces­sa­ria al pa­ga­men­to del­le pre­sta­zio­ni ai su­per­sti­ti o del­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà.

2 Se la pre­sta­zio­ne di usci­ta è sta­ta pa­ga­ta a una per­so­na in­va­li­da o ai suoi su­per­sti­ti, l’en­ti­tà del­le pre­sta­zio­ni ai su­per­sti­ti o del­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà è cal­co­la­ta in ba­se al­la pre­sta­zio­ne di usci­ta re­sti­tui­ta.

Capitolo 10: Promozione della proprietà d’abitazioni

Art. 91 Prelievo anticipato e costituzione in pegno  

1 Per fi­nan­zia­re la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni ad uso pro­prio ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 1–4 OP­PA, la per­so­na as­si­cu­ra­ta può ef­fet­tua­re il pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to di pre­sta­zio­ni di PU­BLI­CA pri­ma del­la lo­ro sca­den­za op­pu­re co­sti­tui­re in pe­gno il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni di pre­vi­den­za o an­co­ra co­sti­tui­re in pe­gno un im­por­to pa­ri all’en­ti­tà del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta.

2 PU­BLI­CA può pre­le­va­re emo­lu­men­ti am­mi­ni­stra­ti­vi sui pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti e la co­sti­tu­zio­ne in pe­gno per il fi­nan­zia­men­to del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni. Es­si so­no sta­bi­li­ti nel re­go­la­men­to dei co­sti e co­mu­ni­ca­ti pre­li­mi­nar­men­te al­la per­so­na as­si­cu­ra­ta su sua ri­chie­sta.

Art. 92 Prelievo anticipato  

1 Le ri­chie­ste di pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to per il fi­nan­zia­men­to del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni ad uso pro­prio so­no trat­ta­te nell’or­di­ne del­la lo­ro ri­ce­zio­ne.

2 L’im­por­to mi­ni­mo del pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to am­mon­ta a 20 000 fran­chi. Ta­le im­por­to mi­ni­mo non si ap­pli­ca all’ac­qui­sto di quo­te di par­te­ci­pa­zio­ne a coo­pe­ra­ti­ve di co­stru­zio­ne e di par­te­ci­pa­zio­ni ana­lo­ghe.

3 Il pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to può es­se­re fat­to va­le­re ogni cin­que an­ni fi­no al com­pi­men­to del 62° an­no di età. Se pri­ma dell’am­mis­sio­ne a PU­BLI­CA la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha ef­fet­tua­to un pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to pres­so un al­tro isti­tu­to di pre­vi­den­za, gli an­ni tra­scor­si da quel mo­men­to de­vo­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne.86

4 La per­so­na as­si­cu­ra­ta può ef­fet­tua­re fi­no al 50° an­no di età un pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to pa­ri all’en­ti­tà del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta.

5 La per­so­na as­si­cu­ra­ta che ha su­pe­ra­to l’età di 50 an­ni può ef­fet­tua­re al mas­si­mo un pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to pa­ri al mag­gio­re di en­tram­bi gli im­por­ti se­guen­ti:

a.
l’im­por­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta at­te­sta­ta al com­pi­men­to del 50° an­no di età, au­men­ta­to dei rim­bor­si ef­fet­tua­ti dal com­pi­men­to del 50° an­no di età e di­mi­nui­to dell’im­por­to dei pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti o del­le rea­liz­za­zio­ni di pe­gni de­sti­na­ti al­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni dal com­pi­men­to del 50° an­no di età;
b.
la me­tà del­la dif­fe­ren­za tra la pre­sta­zio­ne di usci­ta al mo­men­to del pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to e la pre­sta­zio­ne di li­be­ro pas­sag­gio già de­sti­na­ta a quel mo­men­to al­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni.

6 Nel ca­so del­le per­so­ne as­si­cu­ra­te co­niu­ga­te il pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to pre­sup­po­ne il con­sen­so scrit­to del co­niu­ge. PU­BLI­CA può esi­ge­re l’au­ten­ti­ca­zio­ne del­la fir­ma. In­ve­ce di fa­re au­ten­ti­ca­re la fir­ma, il co­niu­ge può fir­ma­re per­so­nal­men­te pres­so PU­BLI­CA la di­chia­ra­zio­ne di con­sen­so, pre­sen­tan­do un do­cu­men­to uf­fi­cia­le di iden­ti­tà.

7 Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca­no le cor­ri­spon­den­ti di­spo­si­zio­ni le­ga­li sul­la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni me­dian­te i fon­di del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le.

86 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 93 Rimborso  

1 L’im­por­to pre­le­va­to an­ti­ci­pa­ta­men­te de­ve es­se­re rim­bor­sa­to se:

a.
la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni è alie­na­ta;
b.
sul­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni so­no con­ces­si di­rit­ti eco­no­mi­ca­men­te equi­va­len­ti a un’alie­na­zio­ne; op­pu­re
c.
al de­ces­so del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta non è esi­gi­bi­le nes­su­na pre­sta­zio­ne di pre­vi­den­za.

2 L’im­por­to pre­le­va­to an­ti­ci­pa­ta­men­te può es­se­re rim­bor­sa­to fi­no:

a.87
al com­pi­men­to del 62° an­no di età;
b.
al ve­ri­fi­car­si di un al­tro ca­so di pre­vi­den­za; op­pu­re
c.
al pa­ga­men­to in con­tan­ti del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta.

3 Se la per­so­na as­si­cu­ra­ta rim­bor­sa il pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to, l’im­por­to cor­ri­spon­den­te è ac­cre­di­ta­to con va­lu­ta esat­ta all’ave­re di vec­chia­ia se­con­do l’ar­ti­co­lo 36 ca­po­ver­so 2 let­te­ra e. L’im­por­to mi­ni­mo del rim­bor­so è di 10 000 fran­chi. Se il sal­do del pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to non an­co­ra re­sti­tui­to è in­fe­rio­re all’im­por­to mi­ni­mo, il rim­bor­so de­ve es­se­re ef­fet­tua­to in una ra­ta uni­ca.88

87 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

88 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Art. 94 Costituzione in pegno  

1 La co­sti­tu­zio­ne in pe­gno de­ve es­se­re co­mu­ni­ca­ta per scrit­to a PU­BLI­CA.

2 L’im­por­to mas­si­mo co­sti­tui­bi­le in pe­gno cor­ri­spon­de all’im­por­to mas­si­mo che può es­se­re pre­le­va­to an­ti­ci­pa­ta­men­te.

3 Il con­sen­so scrit­to del cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio è ne­ces­sa­rio, sem­pre che sia in­te­res­sa­ta la som­ma co­sti­tui­ta in pe­gno, per:

a.
il pa­ga­men­to in con­tan­ti del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta;
b.
il pa­ga­men­to del­la pre­sta­zio­ne di pre­vi­den­za;
c.
il tra­sfe­ri­men­to, in se­gui­to a di­vor­zio, di una par­te del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta all’isti­tu­to di pre­vi­den­za del co­niu­ge del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta.

4 Se il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio ri­fiu­ta il suo con­sen­so PU­BLI­CA de­ve ga­ran­ti­re l’im­por­to cor­ri­spon­den­te.

5 Se la per­so­na as­si­cu­ra­ta cam­bia isti­tu­to di pre­vi­den­za PU­BLI­CA de­ve co­mu­ni­ca­re al cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio il de­sti­na­ta­rio e l’en­ti­tà del tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta.

6 Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca­no le cor­ri­spon­den­ti di­spo­si­zio­ni le­ga­li sul­la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni me­dian­te i fon­di del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le.

Art. 95 Documenti da presentare  

Se in­ten­de ot­te­ne­re un pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to o ef­fet­tua­re una co­sti­tu­zio­ne in pe­gno, la per­so­na as­si­cu­ra­ta de­ve pre­sen­ta­re a PU­BLI­CA i do­cu­men­ti con­trat­tua­li re­la­ti­vi all’ac­qui­sto o al­la co­stru­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni o all’am­mor­ta­men­to dei mu­tui ipo­te­ca­ri, il re­go­la­men­to ri­spet­ti­va­men­te il con­trat­to di lo­ca­zio­ne o di mu­tuo in ca­so di ac­qui­sto di quo­te di par­te­ci­pa­zio­ne a coo­pe­ra­ti­ve di co­stru­zio­ne e i do­cu­men­ti cor­ri­spon­den­ti nel ca­so di par­te­ci­pa­zio­ni ana­lo­ghe.

Art. 96 Pagamento  

1 PU­BLI­CA pa­ga l’im­por­to del pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to en­tro sei me­si dal mo­men­to in cui la per­so­na as­si­cu­ra­ta ha fat­to va­le­re la sua pre­te­sa.

2 PU­BLI­CA pa­ga l’im­por­to del pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to die­tro pre­sen­ta­zio­ne dei do­cu­men­ti cor­ri­spon­den­ti e d’in­te­sa con la per­so­na as­si­cu­ra­ta, di­ret­ta­men­te al ven­di­to­re, al co­strut­to­re, al mu­tuan­te o agli aven­ti di­rit­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 1 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b OP­PA.

3 Il ca­po­ver­so 2 si ap­pli­ca per ana­lo­gia al pa­ga­men­to in se­gui­to al­la rea­liz­za­zio­ne del pe­gno co­sti­tui­to sul­la pre­sta­zio­ne di pre­vi­den­za.

4 Se, per mo­ti­vi di li­qui­di­tà, il pa­ga­men­to non è pos­si­bi­le o non può es­se­re ra­gio­ne­vol­men­te pre­te­so en­tro sei me­si, PU­BLI­CA sta­bi­li­sce un or­di­ne di prio­ri­tà che de­ve es­se­re re­so no­to all’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.

Art. 97 Effetti sul diritto previdenziale 89  

1 In ca­so di pa­ga­men­to di un pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to o di rea­liz­za­zio­ne di un pe­gno, un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC e, se ne­ces­sa­rio, l’ave­re di vec­chia­ia so­no di­mi­nui­ti nel­la mi­su­ra dell’im­por­to in que­stio­ne e le pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­te so­no ri­dot­te in ma­nie­ra cor­ri­spon­den­te. L’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si del­la LPP è ri­dot­to nel­la me­de­si­ma pro­por­zio­ne co­me la som­ma dell’ave­re di vec­chia­ia e di un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC.90

2 Per evi­ta­re di­mi­nu­zio­ni del­la pro­te­zio­ne pre­vi­den­zia­le con­se­cu­ti­ve a una ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni in ca­so di de­ces­so e di in­va­li­di­tà, PU­BLI­CA in­for­ma la per­so­na as­si­cu­ra­ta in me­ri­to al­le pos­si­bi­li­tà di con­clu­de­re un’as­si­cu­ra­zio­ne di ri­schio pres­so un’as­si­cu­ra­zio­ne pri­va­ta.

3 Se la per­so­na as­si­cu­ra­ta rim­bor­sa il pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to o il pa­ga­men­to do­vu­to al­la rea­liz­za­zio­ne di un pe­gno, l’im­por­to cor­ri­spon­den­te è ac­cre­di­ta­to con va­lu­ta esat­ta in ma­nie­ra cor­ri­spon­den­te al­la ri­du­zio­ne di cui al ca­po­ver­so 1. L’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si del­la LPP vie­ne au­men­ta­to nel­la stes­sa pro­por­zio­ne del­la ri­du­zio­ne di cui al ca­po­ver­so 1.91

89 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

90 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

91 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Capitolo 11: Divorzio

Art. 98 Conguaglio della previdenza 92  

Le per­ti­nen­ti di­spo­si­zio­ni del CC, del CPC, del­la LPP, del­la LFLP e le re­la­ti­ve di­spo­si­zio­ni di ese­cu­zio­ne si ap­pli­ca­no al con­gua­glio del­la pre­vi­den­za in ca­so di di­vor­zio.

92 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 99 Effetti sul diritto previdenziale 93  

1 In se­gui­to a di­vor­zio, la quo­ta del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta o la par­te di ren­di­ta con­ver­ti­ta in una ren­di­ta vi­ta­li­zia o in ca­pi­ta­le tra­sfe­ri­ta a fa­vo­re di una per­so­na as­si­cu­ra­ta è ac­cre­di­ta­ta all’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si del­la LPP e all’ave­re di vec­chia­ia se­con­do il pre­sen­te re­go­la­men­to, pro­por­zio­nal­men­te al­la quo­ta pre­le­va­ta dal­la pre­vi­den­za del co­niu­ge de­bi­to­re.

2 In se­gui­to a di­vor­zio, la quo­ta di pre­sta­zio­ne di usci­ta tra­sfe­ri­ta a ca­ri­co di una per­so­na as­si­cu­ra­ta è de­dot­ta da un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC e, se ne­ces­sa­rio, dall’ave­re di vec­chia­ia. L’ave­re di vec­chia­ia ai sen­si del­la LPP è ri­dot­to nel­la me­de­si­ma pro­por­zio­ne co­me la som­ma dell’ave­re di vec­chia­ia e di un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC. La per­so­na as­si­cu­ra­ta può ef­fet­tua­re un riac­qui­sto nel­la mi­su­ra del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta tra­sfe­ri­ta; in ca­so di riac­qui­sto l’ave­re di vec­chia­ia se­con­do la LPP vie­ne au­men­ta­to nel­la me­de­si­ma pro­por­zio­ne del­la ri­du­zio­ne ef­fet­tua­ta. È ap­pli­ca­bi­le l’ar­ti­co­lo 32 ca­po­ver­so 4.94

3 Se in se­gui­to a di­vor­zio una quo­ta di pre­sta­zio­ne di usci­ta di una per­so­na as­si­cu­ra­ta e in­va­li­da è tra­sfe­ri­ta a fa­vo­re del co­niu­ge aven­te di­rit­to, ta­le tra­sfe­ri­men­to com­por­ta una ri­du­zio­ne del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta. Que­sta ri­du­zio­ne è cal­co­la­ta ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 54 ca­po­ver­so 3. La ri­du­zio­ne del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà del­la per­so­na de­bi­tri­ce è cal­co­la­ta ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 19 ca­po­ver­si 2 e 3 OPP 2. Il pre­sen­te ca­po­ver­so si ap­pli­ca per ana­lo­gia al­le per­so­ne con in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le.

4 Se in se­gui­to a di­vor­zio una par­te di ren­di­ta con­ver­ti­ta in una ren­di­ta vi­ta­li­zia o in ca­pi­ta­le è tra­sfe­ri­ta a fa­vo­re del co­niu­ge aven­te di­rit­to, ta­le tra­sfe­ri­men­to com­por­ta una ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni di PU­BLI­CA dell’ob­bli­ga­to. La quo­ta di ren­di­ta tra­sfe­ri­ta non rien­tra nel­la ren­di­ta di vec­chia­ia cor­ren­te op­pu­re è de­dot­ta dal­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà as­si­cu­ra­ta ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 46 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b o dell’ar­ti­co­lo 48 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b. Non dà inol­tre di­rit­to al­la per­so­na aven­te di­rit­to a ul­te­rio­ri pre­sta­zio­ni di PU­BLI­CA. Pri­ma del pri­mo tra­sfe­ri­men­to del­la ren­di­ta an­nua a un isti­tu­to di pre­vi­den­za o di li­be­ro pas­sag­gio, la per­so­na aven­te di­rit­to può con­ve­ni­re con PU­BLI­CA che la par­te di ren­di­ta sia ver­sa­ta sot­to for­ma di ca­pi­ta­le.

5 Se du­ran­te la pro­ce­du­ra di di­vor­zio si ve­ri­fi­ca il ca­so di pre­vi­den­za vec­chia­ia, PU­BLI­CA ri­du­ce le pre­sta­zio­ni ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 90 OLP.

6 Il di­rit­to a una ren­di­ta per fi­gli del­la per­so­na be­ne­fi­cia­ria di una ren­di­ta di vec­chia­ia o in­va­li­di­tà op­pu­re a una ren­di­ta per fi­gli com­ple­men­ta­re al­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le che sus­si­ste al mo­men­to del pro­mo­vi­men­to del­la pro­ce­du­ra di di­vor­zio non è pre­giu­di­ca­to dal con­gua­glio del­la pre­vi­den­za. Se una ren­di­ta per i fi­gli è ri­ma­sta in­tat­ta, la ren­di­ta per or­fa­ni è cal­co­la­ta sul­le stes­se ba­si.

93 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

94 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Capitolo 12: Contenzioso

Art. 100  

1 Il giu­di­zio del­le con­tro­ver­sie tra PU­BLI­CA, i da­to­ri di la­vo­ro e gli aven­ti di­rit­to com­pe­te ai tri­bu­na­li de­si­gna­ti dai Can­to­ni ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 73 LPP. Ta­li tri­bu­na­li so­no pu­re com­pe­ten­ti per giu­di­ca­re le con­tro­ver­sie se­con­do l’ar­ti­co­lo 73 ca­po­ver­so 1 let­te­re a–d LPP.

2 Il fo­ro è nel­la se­de o nel do­mi­ci­lio sviz­ze­ri del con­ve­nu­to o nel luo­go dell’azien­da pres­so la qua­le la per­so­na as­si­cu­ra­ta era im­pie­ga­ta.

3 Le de­ci­sio­ni dei tri­bu­na­li can­to­na­li pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te con ri­cor­so al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le (art. 86 cpv. 1 lett. d LTF).

Capitolo 13: Disposizioni finali

Sezione 1: Disposizioni transitorie

Art. 10195  

95 Abro­ga­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, con ef­fet­to dal 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 102 Prestazioni assicurative secondo il diritto previgente  

1 Tut­te le ren­di­te, i sup­ple­men­ti fis­si, le ren­di­te tran­si­to­rie e le ren­di­te AI di so­sti­tu­zio­ne, fon­da­ti sul di­rit­to pre­vi­gen­te, so­no tra­sfe­ri­ti per lo stes­so im­por­to.96

2 La ri­du­zio­ne del­le ren­di­te di vec­chia­ia con­se­cu­ti­ve all’ot­te­ni­men­to di una ren­di­ta tran­si­to­ria se­con­do il di­rit­to pre­vi­gen­te è ret­ta dal di­rit­to pre­vi­gen­te (al­le­ga­to 7).

3 Le ren­di­te as­se­gna­te in se­gui­to al­la ces­sa­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 32 de­gli Sta­tu­ti del­la CFA e dell’ar­ti­co­lo 43 de­gli Sta­tu­ti del­la CPC so­no con­ver­ti­te in ren­di­te di vec­chia­ia di ugua­le en­ti­tà al rag­giun­gi­men­to dell’età or­di­na­ria dell’AVS.97

4 Il pre­sen­te re­go­la­men­to si ap­pli­ca al­le ren­di­te fon­da­te sul di­rit­to pre­vi­gen­te e tra­sfe­ri­te ai sen­si del ca­po­ver­so 1 per quan­to con­cer­ne:

a.
l’ade­gua­men­to del­le ren­di­te all’evo­lu­zio­ne dei prez­zi (art. 75);
b.
le ren­di­te per su­per­sti­ti in­sor­te do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to, ma che si ri­fe­ri­sco­no a pre­sta­zio­ni fon­da­te sul di­rit­to pre­vi­gen­te (art. 43–48);
c.
la fi­ne del di­rit­to al­le ren­di­te per su­per­sti­ti (art. 44 cpv. 4, 45 cpv. 7 e 47 cpv. 3 e 4);
d.
la ri­scos­sio­ne di even­tua­li con­tri­bu­ti di ri­sa­na­men­to (art. 34 e 35);
e.
il cal­co­lo del so­vrain­den­niz­zo (art. 77):
1.
in ca­so di de­ces­so del be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta,
2.
al rag­giun­gi­men­to dell’età or­di­na­ria AVS da par­te del be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta, op­pu­re
3.
in ca­so di nuo­vo cal­co­lo del di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni da par­te dell’as­si­cu­ra­zio­ne mi­li­ta­re, dell’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni o di un’al­tra as­si­cu­ra­zio­ne so­cia­le.98

96 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

97 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

98 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 103 Supplemento fisso, rendita transitoria e rendita AI di sostituzione secondo il diritto previgente  

1 Il di­rit­to al sup­ple­men­to fis­so e al­la ren­di­ta tran­si­to­ria fon­da­to sul di­rit­to pre­vi­gen­te si estin­gue:

a.
quan­do il be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta de­ce­de, ma al più tar­di quan­do rag­giun­ge l’età or­di­na­ria AVS;
b.
quan­do il co­niu­ge del be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta de­ce­de, ma al più tar­di quan­do rag­giun­ge l’età or­di­na­ria AVS op­pu­re in ca­so di di­vor­zio, sem­pre­ché il be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta per­ce­pi­sca un sup­ple­men­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 29 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b nu­me­ro 3 de­gli Sta­tu­ti del­la CFA o ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 40 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b nu­me­ro 3 de­gli Sta­tu­ti del­la CPC; op­pu­re
c.
quan­do, con ef­fet­to a con­ta­re dall’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to, è as­se­gna­ta per la pri­ma vol­ta una ren­di­ta AI o il di­rit­to a una ren­di­ta AI è mo­di­fi­ca­to op­pu­re il gra­do di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le è au­men­ta­to o ri­dot­to in ba­se al­le con­sta­ta­zio­ni del ser­vi­zio me­di­co.

2 Se il di­rit­to a un sup­ple­men­to fis­so si estin­gue se­con­do il ca­po­ver­so 1 let­te­ra c, la per­so­na che per­ce­pi­sce una ren­di­ta di in­va­li­di­tà in­sor­ta pri­ma del 1° giu­gno 2003 ha di­rit­to a una ren­di­ta AI di so­sti­tu­zio­ne ai sen­si del pre­sen­te re­go­la­men­to, cor­ri­spon­den­te al gra­do di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le an­co­ra esi­sten­te. Ciò si ap­pli­ca an­che quan­do la per­so­na non ave­va al­cun di­rit­to a un sup­ple­men­to fis­so e il di­rit­to a una ren­di­ta AI è sta­to ri­dot­to per la pri­ma vol­ta con ef­fet­to a con­ta­re dall’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to.99

3 Se il gra­do di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le è ri­dot­to in se­gui­to a una de­ci­sio­ne dell’AI o del ser­vi­zio me­di­co100, con ef­fet­to a con­ta­re dall’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to, l’en­ti­tà del­la ren­di­ta AI di so­sti­tu­zio­ne fon­da­ta sul di­rit­to pre­vi­gen­te è ri­dot­ta in ma­nie­ra cor­ri­spon­den­te al­la ri­du­zio­ne del gra­do di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le.101

4 Il di­rit­to al­la ren­di­ta AI di so­sti­tu­zio­ne fon­da­to sul di­rit­to pre­vi­gen­te si estin­gue quan­do il be­ne­fi­cia­rio del­la ren­di­ta de­ce­de, ma al più tar­di quan­do rag­giun­ge l’età or­di­na­ria AVS.

99 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

100 Nuo­va espr. gius il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.

101 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 104 Trasferimento di rendite di invalidità  

1 Le ren­di­te di in­va­li­di­tà il cui di­rit­to è sor­to pri­ma del 1° giu­gno 2003 e le ren­di­te di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le di PU­BLI­CA il cui di­rit­to è sor­to pri­ma dell’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to so­no tra­sfe­ri­te a ren­di­te di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le di pa­ri im­por­to.

2 Le ren­di­te di in­va­li­di­tà di PU­BLI­CA il cui di­rit­to è sor­to pri­ma dell’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to so­no tra­sfe­ri­te a ren­di­te di in­va­li­di­tà di pa­ri im­por­to.

3 Il pre­sen­te re­go­la­men­to si ap­pli­ca al­le esi­gen­ze (art. 62 e 51) e all’en­ti­tà (art. 62 e 56) del di­rit­to al­la ren­di­ta nel ca­so del­le ren­di­te di in­va­li­di­tà e di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le ai sen­si dei ca­po­ver­si 1 e 2. Es­so si ap­pli­ca pa­ri­men­ti all’ini­zio (art. 62 e 52) e al cal­co­lo (art. 63 e 57) del di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni in se­gui­to all’au­men­to del gra­do di in­va­li­di­tà o di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le, sem­pre­ché ta­le au­men­to ab­bia ef­fet­to do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to.102

4 Per le ren­di­te di in­va­li­di­tà o di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le ai sen­si dei ca­po­ver­si 1 e 2 si ap­pli­ca il pre­sen­te re­go­la­men­to all’estin­zio­ne del di­rit­to al­la ren­di­ta (art. 62 cpv. 6 e 52a).103

5 Se il di­rit­to a una ren­di­ta di in­va­li­di­tà o di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le ai sen­si dei ca­po­ver­si 1 e 2 è ri­dot­to in se­gui­to a una de­ci­sio­ne dell’AI o del ser­vi­zio me­di­co con ef­fet­to a con­ta­re dall’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to, l’en­ti­tà del­la ren­di­ta è ri­dot­ta in ma­nie­ra cor­ri­spon­den­te al­la ri­du­zio­ne del di­rit­to al­la ren­di­ta. L’en­ti­tà del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà in­sor­ta pri­ma del 1° giu­gno 2003 ri­ma­ne im­mu­ta­ta se, con ef­fet­to a con­ta­re dall’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to, l’AI as­se­gna per la pri­ma vol­ta una ren­di­ta o vie­ne mo­di­fi­ca­to per la pri­ma vol­ta il di­rit­to al­la ren­di­ta.104

102 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

103 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 mar. 2012, ap­pro­va­ta dal CF il 15 mar. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2013 993).

104 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 105 Reinserimento di beneficiari di rendite di invalidità trasferite 105  

Se una per­so­na be­ne­fi­cia­ria di una ren­di­ta di in­va­li­di­tà in­sor­ta pri­ma del 1° giu­gno 2003 o di una ren­di­ta di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le di PU­BLI­CA o di una ren­di­ta di in­va­li­di­tà di PU­BLI­CA (art. 104 cpv. 1 o 2) in­sor­ta pri­ma del 1° lu­glio 2008 è rein­se­ri­ta con ef­fet­to a par­ti­re dall’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to, una pre­sta­zio­ne di usci­ta se­con­do l’ar­ti­co­lo 46 OC­PC 1 o l’ar­ti­co­lo 27 ca­po­ver­so 3 OC­PC 2 vie­ne cal­co­la­ta per il gior­no pre­ce­den­te l’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to. Per il cal­co­lo del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta (art. 54 cpv. 3) que­sto im­por­to è pre­so in con­si­de­ra­zio­ne nell’ave­re di vec­chia­ia ac­cu­mu­la­to dall’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 54 ca­po­ver­so 2.

105 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 106106  

106 Abro­ga­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, con ef­fet­to dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

Art. 107 Garanzia secondo l’articolo 25 della legge su PUBLICA  

1 La ga­ran­zia pre­sup­po­ne che en­tro la na­sci­ta del di­rit­to al­la ren­di­ta i con­tri­bu­ti re­go­la­men­ta­ri di ri­spar­mio del da­to­re di la­vo­ro e del­la per­so­na im­pie­ga­ta sia­no sta­ti ver­sa­ti per in­te­ro e cor­ri­spon­den­te­men­te al gra­do di oc­cu­pa­zio­ne il gior­no pre­ce­den­te l’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to.

2 ...107

3 I ri­scat­ti, i rim­bor­si di pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti per la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni o i con­fe­ri­men­ti in se­gui­to a di­vor­zio ef­fet­tua­ti do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to non in­fluen­za­no il di­rit­to al­la ga­ran­zia.

4 I pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti per la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d'abi­ta­zio­ni, i ri­ca­vi pro­ve­nien­ti dal­la rea­liz­za­zio­ne di pe­gni su­gli ave­ri di pre­vi­den­za e i pa­ga­men­ti in se­gui­to a di­vor­zio, ot­te­nu­ti do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del pre­sen­te re­go­la­men­to, de­ter­mi­na­no una ri­du­zio­ne at­tua­ria­le del di­rit­to al­la ga­ran­zia.

5 In ca­so di ri­du­zio­ne dell’ave­re di vec­chia­ia del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta per i mo­ti­vi di cui al ca­po­ver­so 4 e di re­sti­tu­zio­ne o di riac­qui­sto in­te­gra­li pri­ma del pen­sio­na­men­to, il di­rit­to ini­zia­le al­la ga­ran­zia è ri­pri­sti­na­to. Nel ca­so con­tra­rio è ef­fet­tua­ta una ri­du­zio­ne at­tua­ria­le del di­rit­to ori­gi­na­le al­la ga­ran­zia in mi­su­ra pa­ri al­la man­ca­ta re­sti­tu­zio­ne o al man­ca­to riac­qui­sto.108

107 Abro­ga­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 24 set. 2018, ap­pro­va­ta dal CF il 30 nov. 2018, con ef­fet­to dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4751).

108 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

Art. 107a Disposizioni transitorie relative alle modifiche del 31 marzo 2011 e del 10 maggio 2011 109  

1 La ri­du­zio­ne a vi­ta a par­ti­re dal rag­giun­gi­men­to dell’età AVS del­le ren­di­te di vec­chia­ia in­sor­te tra il 1° lu­glio 2008 e l’en­tra­ta in vi­go­re del­le mo­di­fi­che del 31 mar­zo 2011 e del 10 mag­gio 2011, do­vu­ta all’ot­te­ni­men­to di una ren­di­ta tran­si­to­ria, è ret­ta per ana­lo­gia dall’ar­ti­co­lo 102 ca­po­ver­so 2.

2 La ri­du­zio­ne del­le ren­di­te per su­per­sti­ti in­sor­te do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del­le mo­di­fi­che del 31 mar­zo 2011 e del 10 mag­gio 2011 è ret­ta per ana­lo­gia dall’ar­ti­co­lo 102 ca­po­ver­so 4 let­te­ra b, se la per­so­na che be­ne­fi­cia di una ren­di­ta di vec­chia­ia in­sor­ta tra il 1° lu­glio 2008 e l’en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te mo­di­fi­ca de­ce­de pri­ma del rag­giun­gi­men­to dell’età AVS.

109 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, ap­pro­va­te dal Con­si­glio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2091).

Art. 107b Disposizioni transitorie della modifica del 25 novembre 2013 110  

1 La ri­du­zio­ne a vi­ta a par­ti­re dal rag­giun­gi­men­to dell’età AVS del­le ren­di­te di vec­chia­ia in­sor­te tra il 1° lu­glio 2012 e l’en­tra­ta in vi­go­re del­le mo­di­fi­che del 25 no­vem­bre 2013, do­vu­ta all’ot­te­ni­men­to di una ren­di­ta tran­si­to­ria, è ret­ta per ana­lo­gia dall’ar­ti­co­lo 102 ca­po­ver­so 2.

2 La ri­du­zio­ne del­le ren­di­te per su­per­sti­ti in­sor­te do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del­le mo­di­fi­che del 25 no­vem­bre 2013 è ret­ta per ana­lo­gia dall’ar­ti­co­lo 102 ca­po­ver­so 4 let­te­ra b, se la per­so­na che be­ne­fi­cia di una ren­di­ta di vec­chia­ia in­sor­ta tra il 1° lu­glio 2012 e l’en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te mo­di­fi­ca de­ce­de pri­ma del rag­giun­gi­men­to dell’età AVS.

110 In­tro­dot­to dall’all. al­la Dec. dell’OP PF del 25 nov. 2013, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 26 set. 2013 e dal CF l’8 ott. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3407).

Art. 107c Disposizioni transitorie della modifica del 1° dicembre 2016 111  

1 I co­niu­gi di­vor­zia­ti a cui è sta­ta as­se­gna­ta pri­ma dell’en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 1° di­cem­bre 2016 una ren­di­ta o una li­qui­da­zio­ne in ca­pi­ta­le in­ve­ce di una ren­di­ta vi­ta­li­zia in se­gui­to a di­vor­zio han­no di­rit­to a una ren­di­ta per su­per­sti­ti se­con­do il di­rit­to pre­vi­gen­te.

2 In se­gui­to a di­vor­zio, la quo­ta del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta o la par­te di ren­di­ta con­ver­ti­ta in una ren­di­ta vi­ta­li­zia o in ca­pi­ta­le tra­sfe­ri­ta a fa­vo­re di una per­so­na as­si­cu­ra­ta do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te mo­di­fi­ca non in­fluen­za il di­rit­to al­la ga­ran­zia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 107.

3 In se­gui­to a di­vor­zio, la quo­ta del­la pre­sta­zio­ne di usci­ta tra­sfe­ri­ta do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te mo­di­fi­ca a fa­vo­re del co­niu­ge aven­te di­rit­to de­ter­mi­na una ri­du­zio­ne at­tua­ria­le del di­rit­to al­la ga­ran­zia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 107.

4 Per le ren­di­te in­sor­te pri­ma del 1° lu­glio 2008 e tra­sfe­ri­te per lo stes­so im­por­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 102 ca­po­ver­so 1, al­la ri­du­zio­ne del­la pre­sta­zio­ne d’usci­ta e del­le pre­sta­zio­ni in se­gui­to a di­vor­zio si ap­pli­ca l’ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­si 3–5. La ri­du­zio­ne di ta­li ren­di­te si cal­co­la in fun­zio­ne del­le ba­si tec­ni­che vi­gen­ti al mo­men­to del pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la sen­ten­za di di­vor­zio.112

111 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 1° dic. 2016, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 7 dic. 2016 e dal CF il 10 mag. 2017, in vi­go­re il 1° gen. 2017 (RU 2017 3291).

112 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Art.107d Disposizioni transitorie della modifica del 30 novembre 2017: adeguamento dei parametri tecnici con effetto dal 1° gennaio 2019 – Garanzia nominale dei diritti acquisiti sulla rendita di vecchiaia 113  

1 Le per­so­ne as­si­cu­ra­te che in da­ta 31 di­cem­bre 2018 han­no al­me­no 60 an­ni han­no di­rit­to in ca­so di pen­sio­na­men­to a una ren­di­ta di vec­chia­ia cor­ri­spon­den­te al­me­no al­la ren­di­ta di vec­chia­ia al­la qua­le avreb­be­ro avu­to di­rit­to se fos­se­ro an­da­ti in pen­sio­ne il 31 di­cem­bre 2018, sen­za ade­gua­men­to dei pa­ra­me­tri tec­ni­ci.

2 Se a par­ti­re dal 1° gen­na­io 2019 l’ave­re di vec­chia­ia o un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC è ri­dot­to, in par­ti­co­la­re in ca­so di ri­scos­sio­ne del­le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia sot­to for­ma di li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le, di pen­sio­na­men­to par­zia­le di vec­chia­ia, di ri­scos­sio­ne del­le pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà par­zia­le o in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le par­zia­le, o in ca­so di pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti e di ver­sa­men­ti pro­ve­nien­ti dal ri­ca­vo del­la rea­liz­za­zio­ne di pe­gni op­pu­re in se­gui­to a di­vor­zio o scio­gli­men­to giu­di­zia­le dell’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, la ga­ran­zia di cui al ca­po­ver­so 1 vie­ne me­no. La ga­ran­zia de­ca­de al­tre­sì in ca­so di usci­ta dal­la cas­sa di pre­vi­den­za do­po il 1° gen­na­io 2019.

113 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).

Art.107e Disposizioni transitorie della modifica del 30 novembre 2017: adeguamento dei parametri tecnici con effetto dal 1° gennaio 2019 – Rivalutazione della rendita di vecchiaia, di invalidità o per superstiti 114  

1 Per at­te­nua­re le con­se­guen­ze dell’en­tra­ta in vi­go­re il 1° gen­na­io 2019 dei nuo­vi pa­ra­me­tri tec­ni­ci, gli ave­ri di vec­chia­ia e gli ave­ri pro­ve­nien­ti dal con­to del PC del­le per­so­ne che so­no as­si­cu­ra­te inin­ter­rot­ta­men­te dal 1° gen­na­io 2018 al 31 di­cem­bre 2018 nel­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF e che il 31 di­cem­bre 2018 han­no al­me­no 60 an­ni ven­go­no ri­va­lu­ta­ti con­for­me­men­te ai ca­po­ver­si 2-5.

2 La ri­va­lu­ta­zio­ne av­vie­ne sol­tan­to al mo­men­to del pen­sio­na­men­to e sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui vie­ne per­ce­pi­ta una ren­di­ta di vec­chia­ia.

3 Per la ri­va­lu­ta­zio­ne so­no de­ter­mi­nan­ti:

a.
l’ave­re di vec­chia­ia e un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC, di­spo­ni­bi­li il 31 di­cem­bre 2018 in se­no al­la Cas­sa di pre­vi­den­za del Set­to­re dei PF, de­dot­ti i ri­scat­ti, i riac­qui­sti in se­gui­to a di­vor­zio o scio­gli­men­to giu­di­zia­le dell’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta non­ché i rim­bor­si di pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti ef­fet­tua­ti nel qua­dro del­la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni e i ver­sa­men­ti de­ri­van­ti dal­la rea­liz­za­zio­ne di pe­gni ef­fet­tua­ti dal 1° gen­na­io 2016; e
b.
l’età del­la per­so­na as­si­cu­ra­ta in da­ta 31 di­cem­bre 2018.

4 La se­guen­te ta­bel­la co­sti­tui­sce la ba­se per la ri­va­lu­ta­zio­ne (in­ter­po­la­zio­ne men­si­le):

Età in da­ta 31 di­cem­bre 2018

Ri­va­lu­ta­zio­ne in %

Uo­mi­ni

Don­ne

70

10,07 %

10,07 %

69

10,24 %

10,24 %

68

10,39 %

10,39 %

67

10,74 %

10,74 %

66

11,07 %

11,07 %

65

11,00 %

11,00 %

64

11,00 %

11,00 %

63

10,41 %

11,00 %

62

9,63 %

10,41 %

61

8,64 %

9,63 %

60

7,07 %

8,06 %

5 Se l’ave­re di vec­chia­ia o un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC vie­ne ri­dot­to do­po il 31 di­cem­bre 2018 a cau­sa dell’ot­te­ni­men­to del­le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia sot­to for­ma di li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le, in se­gui­to a pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti e ver­sa­men­ti de­ri­van­ti dal­la rea­liz­za­zio­ne di pe­gni nel qua­dro del­la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni op­pu­re a cau­sa di pa­ga­men­ti in se­gui­to a di­vor­zio o scio­gli­men­to giu­di­zia­le dell’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta op­pu­re se il ver­sa­men­to di un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC av­vie­ne sot­to for­ma di li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 55 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b, la ri­va­lu­ta­zio­ne è ri­dot­ta pro­por­zio­nal­men­te.

6 Se il di­rit­to a una ren­di­ta di in­va­li­di­tà o di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le sor­ge do­po il 31 di­cem­bre 2018, la ri­va­lu­ta­zio­ne vie­ne ef­fet­tua­ta con­for­me­men­te ai ca­po­ver­si 1 e 3–5 sul­la par­te dell’ave­re di vec­chia­ia di­spo­ni­bi­le al 31 di­cem­bre 2018 e de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo del­la ren­di­ta di in­va­li­di­tà o di in­va­li­di­tà pro­fes­sio­na­le. In ca­so di un ave­re pro­ve­nien­te dal con­to del PC di­spo­ni­bi­le al 31 di­cem­bre 2018, la ri­va­lu­ta­zio­ne vie­ne ef­fet­tua­ta ai sen­si dei ca­po­ver­si 1 e 3–5, se ta­le ave­re è con­ser­va­to a fa­vo­re di un fu­tu­ro au­men­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 55 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a.

7 Se una per­so­na as­si­cu­ra­ta de­ce­de do­po il 31 di­cem­bre 2018, la ri­va­lu­ta­zio­ne vie­ne ef­fet­tua­ta con­for­me­men­te ai ca­po­ver­si 1 e 3–5 sull’ave­re di vec­chia­ia di­spo­ni­bi­le in da­ta 31 di­cem­bre 2018 per il cal­co­lo del­la ren­di­ta per su­per­sti­ti. Se la ren­di­ta per co­niu­gi o la ren­di­ta per con­vi­ven­ti è per­ce­pi­ta in­te­ra­men­te o par­zial­men­te sot­to for­ma di li­qui­da­zio­ne uni­ca in ca­pi­ta­le, la ri­va­lu­ta­zio­ne è ri­dot­ta pro­por­zio­nal­men­te.

114 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).

Art.107f Disposizioni transitorie della modifica del 30 novembre 2017 115  

1 La ri­du­zio­ne a vi­ta a par­ti­re dal rag­giun­gi­men­to dell’età AVS del­le ren­di­te di vec­chia­ia in­sor­te tra il 1° gen­na­io 2015 e l’en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 30 no­vem­bre 2017, do­vu­ta all’ot­te­ni­men­to di una ren­di­ta tran­si­to­ria, è ret­ta per ana­lo­gia dall’ar­ti­co­lo 102 ca­po­ver­so 2.

2 La ri­du­zio­ne del­le ren­di­te per su­per­sti­ti in­sor­te do­po l’en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 30 no­vem­bre 2017 è ret­ta per ana­lo­gia dall’ar­ti­co­lo 102 ca­po­ver­so 4 let­te­ra b, se la per­so­na che be­ne­fi­cia di una ren­di­ta di vec­chia­ia in­sor­ta tra il 1° gen­na­io 2015 e l’en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te mo­di­fi­ca de­ce­de pri­ma del rag­giun­gi­men­to dell’età AVS.

115 In­tro­dot­to dal n. I del­la Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, ap­pro­va­ta dal Con­si­glio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).

Art. 107g Disposizione transitoria della modifica del 16 ottobre 2019 116  

Con l’en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 16 ot­to­bre 2019 le ri­ser­ve re­la­ti­ve al­lo sta­to di sa­lu­te esi­sten­ti de­ca­do­no.

116 In­tro­dot­to dal n. I del­le Dec. dell’OP PF del 21 mar./16 ott. 2019, ap­pro­va­te dal CF il 6 dic. 2019 e in vi­go­re dal 1° gen. 2020 (RU 2019 4735).

Sezione 2: Entrata in vigore

Art.108  

1 Il pre­sen­te re­go­la­men­to di pre­vi­den­za en­tra in vi­go­re uni­ta­men­te al con­trat­to di af­fi­lia­zio­ne.

2 Le mo­di­fi­che del re­go­la­men­to di pre­vi­den­za co­sti­tui­sco­no una mo­di­fi­ca del con­trat­to di af­fi­lia­zio­ne. La lo­ro va­li­di­tà è su­bor­di­na­ta al con­sen­so del­la par­te con­traen­te al con­trat­to di af­fi­lia­zio­ne e dell’or­ga­no pa­ri­te­ti­co non­ché all’ap­pro­va­zio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le.

Allegato 1 117

117 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 della Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, approvata dal Consiglio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vigore dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

(art. 8)

Interessi

Stato 2017118

Art. 24 e 36

Rimunerazione degli accrediti di vecchiaia e dell’avere di vecchiaia

1,00 %

Art. 25

Rimunerazione dei contributi volontari di risparmio (conto del PC)

1,00 %

Art. 29

Rimunerazione dell’avere di vecchiaia in caso di congedo non pagato

1,00 %

Art. 71

Interesse di mora in caso di pagamenti di prestazioni arretrate

2,00 %

Art. 72

Interesse in caso di restituzione,

1,00 %

Interesse di mora in caso di restituzione

2,00 %

Art. 80

Rimunerazione delle prestazioni di uscita apportate in caso di cessazione del rapporto di lavoro prima del 1° gennaio successivo al compimento del 21° anno di età

1,00 %

Art. 82 e 85

Rimunerazione di prestazioni di uscita

1,00 %, in caso di pagamento tardivo +1,00 %

Art. 85

Rimunerazione ai sensi dell’articolo 17 LFLP

1,00 % (fatto salvo l’art. 85 cpv. 3)

Art. 86

Pagamento di prestazioni di uscita arretrate

2,00 %

Art. 90

Interesse in caso di restituzione di prestazioni di uscita

1,00 %

Nel 2017 l’interesse minimo LPP ammonta a: 1,00 %.

118 Gli interessi attuali sono disponibili sul sito di PUBLICA.

Allegato 1a 119

119 Introdotto dal n. II cpv. 3 delle Dec. dell’OP PF del 31 mar./10 mag. 2011, approvate dal Consiglio dei PF il 6/7 lug. 2011 e dal CF il 19 ott. 2011 (RU 2012 2091). Abrogato dal n. II cpv. 1 della Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, approvata dal Consiglio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, con effetto dal 1° mag. 2018 (RU 2018 2465).

Allegato 2 120

120 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 della Dec. dell’OP PF del 30 nov. 2017, approvata dal Consiglio dei PF il 13/14 dic. 2017 e dal CF il 25 apr. 2018, in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2465).