With big laws like OR and ZGB this can take up to 30 seconds

Ordinanza
concernente la riduzione dei rischi nell’utilizzazione
di determinate sostanze, preparati e oggetti
particolarmente pericolosi
(Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici,
ORRPChim)

del 18 maggio 2005 (Stato 1° giugno 2021)

Il Consiglio federale svizzero,

visti gli articoli 2 capoverso 4, 19, 22 capoverso 2, 24, 38, 39 capoverso 2, 44 capoverso 2, 45 capoversi 2 e 5 e 46 capoverso 1 della legge del 15 dicembre 20001 sui prodotti chimici (LPChim);
visti gli articoli 27 capoverso 2, 29, 30a, 30b, 30c capoverso 3, 30d, 32abis, 38 capoverso 3, 39 capoversi 1 e 1bis, 41 capoverso 3, 44 capoversi 2 e 3, 46 capoversi 2 e 3, 48 capoverso 2 e 63 capoverso 2 della legge del 7 ottobre 19832 sulla protezione dell’ambiente (LPAmb);
visti gli articoli 9 capoverso 2 lettera c, 27 capoverso 2 e 48 capoverso 2 della legge federale del 24 gennaio 19913 sulla protezione delle acque;
visto l’articolo 15 capoversi 4 e 5 della legge del 20 giugno 20144 sulle derrate alimentari;
in esecuzione della legge federale del 6 ottobre 19955 sugli ostacoli tecnici al commercio,6

ordina:

1 RS 813.1

2 RS 814.01

3 RS 814.20

4 RS 817.0

5 RS 946.51

6 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 25 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 5963).

Capitolo 1: Disposizioni generali

Art. 1 Oggetto e campo d’applicazione  

1 La pre­sen­te or­di­nan­za:

a.
vie­ta o li­mi­ta l’uti­liz­za­zio­ne di so­stan­ze, pre­pa­ra­ti e og­get­ti par­ti­co­lar­men­te pe­ri­co­lo­si di­sci­pli­na­ti ne­gli al­le­ga­ti;
b.
di­sci­pli­na i pre­sup­po­sti per­so­na­li e la com­pe­ten­za spe­ci­fi­ca per l’uti­liz­za­zio­ne di so­stan­ze, pre­pa­ra­ti e og­get­ti par­ti­co­lar­men­te pe­ri­co­lo­si.

2 Fat­te sal­ve le pre­scri­zio­ni spe­ci­fi­che del­la pre­sen­te or­di­nan­za in ma­te­ria di smal­ti­men­to, al­le so­stan­ze, ai pre­pa­ra­ti e agli og­get­ti con­si­de­ra­ti ri­fiu­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 7 ca­po­ver­so 6 LPAmb si ap­pli­ca­no:

a.7
l’or­di­nan­za del 4 di­cem­bre 20158 sui ri­fiu­ti;
b.9
l’or­di­nan­za del 22 giu­gno 200510 sul traf­fi­co di ri­fiu­ti; e
c.11
l’or­di­nan­za del 14 gen­na­io 199812 con­cer­nen­te la re­sti­tu­zio­ne, la ri­pre­sa e lo smal­ti­men­to de­gli ap­pa­rec­chi elet­tri­ci ed elet­tro­ni­ci.

3 La pre­sen­te or­di­nan­za non si ap­pli­ca:

a.
al tra­spor­to di so­stan­ze, pre­pa­ra­ti e og­get­ti su stra­da, per fer­ro­via, per via na­vi­ga­bi­le o ae­rea e at­tra­ver­so im­pian­ti di tra­spor­to in con­dot­ta;
b.13
al tran­si­to di so­stan­ze, pre­pa­ra­ti e og­get­ti sot­to vi­gi­lan­za do­ga­na­le, pur­ché du­ran­te ta­le tran­si­to non ven­ga­no trat­ta­ti o tra­sfor­ma­ti.

7 Nuo­vo te­sto giu­sta dall’all. 6 n. 11 dell’O del 4 dic. 2015 sui ri­fiu­ti, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5699).

8 RS 814.600

9 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. 3 n. II 8 dell’O del 22 giu. 2005 sul traf­fi­co dei ri­fiu­ti, in vi­go­re dal 1° gen. 2006 (RU 20054199).

10 RS 814.610

11 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 ott. 2017, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 5963).

12 RS 814.620

13 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. 4 n. 45 dell’O del 1° nov. 2006 sul­le do­ga­ne, in vi­go­re dal 1° mag. 2007 (RU 20071469).

Art. 2 Definizioni  

Fat­te sal­ve le de­fi­ni­zio­ni spe­ci­fi­che con­te­nu­te ne­gli al­le­ga­ti, nel­la pre­sen­te or­di­nan­za si in­ten­de per:14

a.
fab­bri­can­te: ogni per­so­na fi­si­ca o giu­ri­di­ca che fab­bri­ca, ot­tie­ne o im­por­ta so­stan­ze, pre­pa­ra­ti o og­get­ti a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le o com­mer­cia­le; è inol­tre con­si­de­ra­to fab­bri­can­te chi ac­qui­sta so­stan­ze, pre­pa­ra­ti o og­get­ti in Sviz­ze­ra e li for­ni­sce a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le o com­mer­cia­le, sen­za mo­di­fi­car­ne la com­po­si­zio­ne con il pro­prio no­me com­mer­cia­le o per un al­tro im­pie­go; chi fa fab­bri­ca­re a ter­zi in Sviz­ze­ra una so­stan­za, un pre­pa­ra­to o un og­get­to è con­si­de­ra­to il fab­bri­can­te esclu­si­vo, pur­ché ab­bia il do­mi­ci­lio o la se­de in Sviz­ze­ra;
b.
com­mer­cian­te: ogni per­so­na fi­si­ca o giu­ri­di­ca che ac­qui­si­sce so­stan­ze, pre­pa­ra­ti o og­get­ti in Sviz­ze­ra e li for­ni­sce a ti­to­lo com­mer­cia­le sen­za mo­di­fi­car­ne la com­po­si­zio­ne.

14 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2012, in vi­go­re dal 1° dic. 2012 (RU 2012 6161).

Capitolo 2: Utilizzazione di sostanze, preparati e oggetti

Sezione 1: Limitazioni, divieti e autorizzazioni eccezionali

Art. 3  

1 Le li­mi­ta­zio­ni e i di­vie­ti di uti­liz­za­zio­ne di de­ter­mi­na­te so­stan­ze e di de­ter­mi­na­ti pre­pa­ra­ti e og­get­ti, co­me pu­re le re­la­ti­ve au­to­riz­za­zio­ni ec­ce­zio­na­li, so­no di­sci­pli­na­ti ne­gli al­le­ga­ti.

2 Le au­to­riz­za­zio­ni ec­ce­zio­na­li se­con­do gli al­le­ga­ti ven­go­no con­ces­se sol­tan­to a per­so­ne con do­mi­ci­lio o se­de in Sviz­ze­ra.

Sezione 2: Autorizzazioni d’impiego

Art. 4 Impieghi soggetti ad autorizzazione 15  

Per i se­guen­ti im­pie­ghi è ne­ces­sa­ria lʼau­to­riz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà sot­toin­di­ca­te:

Im­pie­go

Au­to­ri­tà che ri­la­scia lʼau­to­riz­za­zio­ne

a.
lʼim­pie­go a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le o com­mer­cia­le di pro­dot­ti fi­to­sa­ni­ta­ri per la lot­ta con­tro i ro­di­to­ri (ro­den­ti­ci­di) a li­vel­lo in­te­ra­zien­da­le o con lʼu­so di mac­chi­ne
au­to­ri­tà can­to­na­le; per im­pie­ghi re­gio­na­li e trans­re­gio­na­li, dʼin­te­sa con lʼUf­fi­cio fe­de­ra­le del­la si­cu­rez­za ali­men­ta­re e di ve­te­ri­na­ria (USAV), lʼUf­fi­cio fe­de­ra­le del­lʼa­gri­col­tu­ra (UFAG) e lʼUf­fi­cio fe­de­ra­le del­lʼam­bien­te (UFAM)
b.16 lo spruz­za­men­to e lo spar­gi­men­to di pro­dot­ti fi­to­sa­ni­ta­ri, bio­ci­di e con­ci­mi dall’aria
Uf­fi­cio fe­de­ra­le dell’avia­zio­ne ci­vi­le d’in­te­sa con l’Uf­fi­cio fe­de­ra­le del­la sa­ni­tà pub­bli­ca (UF­SP), l’USAV, l’UFAG, la Se­gre­te­ria di Sta­to dell’eco­no­mia (SE­CO) e l’UFAM
c.
lʼim­pie­go di pro­dot­ti fi­to­sa­ni­ta­ri e di con­ci­mi nel bo­sco se es­si non so­no in­clu­si in unʼau­to­riz­za­zio­ne se­con­do le let­te­re a o b
au­to­ri­tà can­to­na­le

15 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 6 dell’O del 4 set. 2013 (Rior­ga­niz­za­zio­ne del set­to­re del­la si­cu­rez­za ali­men­ta­re e del­la ve­te­ri­na­ria), in vi­go­re dal 1° gen. 2014 (RU 20133041).

16 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

Art. 4a Impieghi non soggetti ad autorizzazione 17  

Un’au­to­riz­za­zio­ne per l’im­pie­go se­con­do l’ar­ti­co­lo 4 let­te­ra b non è ne­ces­sa­ria per lo spar­gi­men­to di or­ga­ni­smi con un ae­ro­mo­bi­le sen­za oc­cu­pan­ti.

17 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

Art. 5 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione  

1 Un’au­to­riz­za­zio­ne per l’im­pie­go se­con­do l’ar­ti­co­lo 4 let­te­re a op­pu­re c è con­ces­sa quan­do non c’è da te­me­re che l’im­pie­go pre­vi­sto met­ta in pe­ri­co­lo l’am­bien­te. Es­sa è di du­ra­ta li­mi­ta­ta e va­le per uno spa­zio geo­gra­fi­co li­mi­ta­to.18

1bis Un’au­to­riz­za­zio­ne per l’im­pie­go se­con­do l’ar­ti­co­lo 4 let­te­ra b è di du­ra­ta li­mi­ta­ta e va­li­da per uno spa­zio geo­gra­fi­co li­mi­ta­to ed è con­ces­sa sol­tan­to se per l’im­pie­go pre­vi­sto:

a.
lo spar­gi­men­to da ter­ra non è pra­ti­ca­bi­le op­pu­re lo spar­gi­men­to dall’aria por­ta van­tag­gi per la pro­te­zio­ne del­la sa­lu­te del­le per­so­ne o dell’am­bien­te;
b.
l’im­pre­sa di tra­spor­to ae­reo im­pie­ga ae­ro­mo­bi­li ed equi­pag­gia­men­ti do­ta­ti del­la mi­glio­re tec­no­lo­gia di­spo­ni­bi­le per la pro­te­zio­ne del­la sa­lu­te del­le per­so­ne e dell’am­bien­te;
c.
non vi è da te­me­re al­cun pe­ri­co­lo per la sa­lu­te del­le per­so­ne e l’am­bien­te.19

2 Le au­to­riz­za­zio­ni d’im­pie­go ven­go­no con­ces­se sol­tan­to a per­so­ne con do­mi­ci­lio o se­de in Sviz­ze­ra, in uno Sta­to mem­bro dell’Unio­ne eu­ro­pea (UE) o in uno Sta­to mem­bro dell’As­so­cia­zio­ne eu­ro­pea di li­be­ro scam­bio (AELS).

18 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

19 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

Art. 6 Coordinamento 20  

Quan­do il ri­la­scio dell’au­to­riz­za­zio­ne com­pe­te ad un’au­to­ri­tà fe­de­ra­le, pri­ma di de­ci­de­re es­sa con­sul­ta l’au­to­ri­tà del Can­to­ne in­te­res­sa­to in par­ti­co­la­re per chia­ri­re se que­st’ul­ti­ma ri­tie­ne che sia­no sod­di­sfat­ti i pre­sup­po­sti per l’au­to­riz­za­zio­ne e qua­li di­spo­si­zio­ni ac­ces­so­rie oc­cor­re pre­ve­de­re in un’even­tua­le au­to­riz­za­zio­ne. L’au­to­ri­tà fe­de­ra­le co­mu­ni­ca la pro­pria de­ci­sio­ne all’au­to­ri­tà del Can­to­ne.

20 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

Sezione 3: Autorizzazioni speciali

Art. 7 Utilizzazioni di sostanze e preparati soggette ad autorizzazione  

1 Le se­guen­ti at­ti­vi­tà pos­so­no es­se­re eser­ci­ta­te a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le o com­mer­cia­le sol­tan­to da per­so­ne fi­si­che che di­spon­go­no di un’ap­po­si­ta au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le o sot­to la lo­ro di­re­zio­ne:

a.
l’im­pie­go di:
1.
pro­dot­ti fi­to­sa­ni­ta­ri,
2.
an­ti­pa­ras­si­ta­ri per con­to di ter­zi,
3.
pro­dot­ti per la di­sin­fe­zio­ne dell’ac­qua nel­le pi­sci­ne pub­bli­che,
4.
pro­dot­ti per la pro­te­zio­ne del le­gno;
b.21
l’uti­liz­za­zio­ne di pro­dot­ti re­fri­ge­ran­ti:
1.
nel­la fab­bri­ca­zio­ne, nel mon­tag­gio, nel­la ma­nu­ten­zio­ne e nel­lo smal­ti­men­to di ap­pa­rec­chi o im­pian­ti che ser­vo­no per la re­fri­ge­ra­zio­ne, la cli­ma­tiz­za­zio­ne o la pro­du­zio­ne di ca­lo­re,
2.
nel­lo smal­ti­men­to di pro­dot­ti re­fri­ge­ran­ti.

2 La lot­ta an­ti­pa­ras­si­ta­ria con fu­mi­gan­ti può es­se­re ef­fet­tua­ta sol­tan­to da per­so­ne fi­si­che che di­spon­go­no di un’ap­po­si­ta au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le.

3 Il Di­par­ti­men­to com­pe­ten­te di­sci­pli­na i det­ta­gli del­le au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li. Può pre­ve­de­re de­ro­ghe all’ob­bli­go di au­to­riz­za­zio­ne e una li­mi­ta­zio­ne tem­po­ra­le per le au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li con­cer­nen­ti la lot­ta an­ti­pa­ras­si­ta­ria con fu­mi­gan­ti. Nell’am­bi­to di ta­le re­go­la­men­ta­zio­ne tie­ne con­to de­gli obiet­ti­vi di pro­te­zio­ne.

21 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2012, in vi­go­re dal 1° dic. 2012 (RU 2012 6161).

Art. 8 Attestazione delle competenze specifiche  

1 Un’au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le è ri­la­scia­ta a chi ha di­mo­stra­to, nell’am­bi­to di un esa­me pro­fes­sio­na­le, di pos­se­de­re le co­no­scen­ze ne­ces­sa­rie per la pro­pria at­ti­vi­tà per quan­to ri­guar­da:

a.
le no­zio­ni fon­da­men­ta­li dell’eco­lo­gia e del­la tos­si­co­lo­gia;
b.
la le­gi­sla­zio­ne in ma­te­ria di pro­te­zio­ne dell’am­bien­te, del­la sa­lu­te e dei la­vo­ra­to­ri;
c.
le mi­su­re per la pro­te­zio­ne dell’am­bien­te e del­la sa­lu­te;
d.
la com­pa­ti­bi­li­tà am­bien­ta­le non­ché l’im­pie­go e lo smal­ti­men­to cor­ret­ti del­le so­stan­ze, dei pre­pa­ra­ti e de­gli og­get­ti;
e.
gli ap­pa­rec­chi e il lo­ro uso cor­ret­to.

2 Le cor­ri­spon­den­ti au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li ri­la­scia­te in Sta­ti mem­bri dell’UE e dell’AELS so­no equi­pa­ra­te a quel­le emes­se in Sviz­ze­ra.

3 Il Di­par­ti­men­to com­pe­ten­te o l’or­ga­no da es­so de­si­gna­to de­ci­de, su do­man­da di una scuo­la o di un’isti­tu­zio­ne di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le se un de­ter­mi­na­to di­plo­ma può es­se­re con­si­de­ra­to equi­va­len­te a un’au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le.

4 Il Di­par­ti­men­to com­pe­ten­te sta­bi­li­sce qua­le or­ga­no, e a qua­li con­di­zio­ni, ri­co­no­sce l’espe­rien­za pro­fes­sio­na­le co­me equi­va­len­te a un’au­to­riz­za­zio­ne pro­fes­sio­na­le.

5 Gli ar­ti­co­li 9–11 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia:

a.
al­le au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li ri­la­scia­te in Sta­ti mem­bri dell’UE e dell’AELS (cpv. 2);
b.
ai di­plo­mi con­si­de­ra­ti equi­va­len­ti a un’au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le (cpv. 3);
c.
all’espe­rien­za pro­fes­sio­na­le ri­co­no­sciu­ta co­me equi­va­len­te a un’au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le (cpv. 4).
Art. 9 Campo d’applicazione locale  

Le au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li so­no va­li­de in tut­ta la Sviz­ze­ra.

Art. 10 Obbligo di perfezionamento  

Chi pos­sie­de un’au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le e svol­ge un’at­ti­vi­tà cor­ri­spon­den­te ha l’ob­bli­go di in­for­mar­si re­go­lar­men­te sul­la mi­glio­re pra­ti­ca pro­fes­sio­na­le e di per­fe­zio­nar­si.

Art. 11 Sanzioni  

1 Se il ti­to­la­re di un’au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le con­trav­vie­ne in­ten­zio­nal­men­te o per ri­pe­tu­ta ne­gli­gen­za al­le pre­scri­zio­ni pre­vi­ste dal­la le­gi­sla­zio­ne in ma­te­ria di pro­te­zio­ne dell’am­bien­te, del­la sa­lu­te e dei la­vo­ra­to­ri per quan­to ri­guar­da il cam­po d’ap­pli­ca­zio­ne del­la sua au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le, l’au­to­ri­tà can­to­na­le può, con un’ap­po­si­ta de­ci­sio­ne:

a.
esi­ge­re che il ti­to­la­re dell’au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le fre­quen­ti un cor­so o so­sten­ga un esa­me pro­fes­sio­na­le; o
b.
re­vo­ca­re l’au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le per un pe­rio­do li­mi­ta­to o de­fi­ni­ti­va­men­te.

2 L’au­to­ri­tà can­to­na­le co­mu­ni­ca le sue de­ci­sio­ni all’uf­fi­cio fe­de­ra­le com­pe­ten­te.

Art. 12 Competenze  

1 Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’am­bien­te, dei tra­spor­ti, dell’ener­gia e del­le co­mu­ni­ca­zio­ni (DA­TEC) è com­pe­ten­te per le au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li se­con­do l’ar­ti­co­lo 7 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a nu­me­ri 1 e 4 e let­te­ra b.

2 Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’in­ter­no è com­pe­ten­te per le au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li se­con­do l’ar­ti­co­lo 7 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a nu­me­ri 2 e 3 e ca­po­ver­so 2.

3 Il Di­par­ti­men­to de­fi­ni­sce:

a.
il con­te­nu­to, l’am­piez­za e la pro­ce­du­ra de­gli esa­mi pro­fes­sio­na­li;
b.
gli ob­bli­ghi di do­cu­men­ta­zio­ne de­gli or­ga­ni d’esa­me.

4 Il Di­par­ti­men­to o l’or­ga­no da es­so de­si­gna­to de­fi­ni­sce gli or­ga­ni re­spon­sa­bi­li de­gli esa­mi e del ri­la­scio del­le au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li.

5 Il DA­TEC of­fre pos­si­bi­li­tà di pre­pa­ra­zio­ne agli esa­mi pro­fes­sio­na­li nell’am­bi­to del­la sua sfe­ra di com­pe­ten­za.

Capitolo 3: Esecuzione

Art. 13 Cantoni  

I Can­to­ni vi­gi­la­no sul ri­spet­to del­le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te or­di­nan­za, sal­vo nei ca­si in cui le com­pe­ten­ze so­no di­sci­pli­na­te di­ver­sa­men­te.

Art. 14 Confederazione  

Al­la Con­fe­de­ra­zio­ne com­pe­to­no:

a.22
i com­pi­ti a es­sa at­tri­bui­ti ne­gli ar­ti­co­li 4, 7–12 (au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li) e 19;
b.
la con­ces­sio­ne di au­to­riz­za­zio­ni se­con­do gli al­le­ga­ti;
c.
l’ese­cu­zio­ne del­le di­spo­si­zio­ni sull’im­por­ta­zio­ne e l’espor­ta­zio­ne;
d.
l’ese­cu­zio­ne del­le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti so­stan­ze, pre­pa­ra­ti e og­get­ti che ser­vo­no al­la di­fe­sa na­zio­na­le.

22 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2012, in vi­go­re dal 1° dic. 2012 (RU 2012 6161).

Art. 15 Delega di compiti e competenze a terzi  

1 I com­pe­ten­ti ser­vi­zi fe­de­ra­li pos­so­no de­le­ga­re, in par­te o in­te­gral­men­te, i com­pi­ti e le com­pe­ten­ze con­fe­ri­ti lo­ro dal­la pre­sen­te or­di­nan­za a en­ti di di­rit­to pub­bli­co o a pri­va­ti ido­nei.

2 Per quan­to con­cer­ne l’ese­cu­zio­ne del­le di­spo­si­zio­ni re­la­ti­ve al­la pro­te­zio­ne del­la sa­lu­te, la de­le­ga è li­mi­ta­ta agli ar­ti­co­li 7–12 (au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li) e al­le at­ti­vi­tà d’in­for­ma­zio­ne di cui all’ar­ti­co­lo 28 LP­Chim.

Art. 16 Disposizioni esecutive particolari  

1 Per i di­spo­si­ti­vi me­di­ci l’ese­cu­zio­ne è ret­ta dall’or­di­nan­za del 17 ot­to­bre 200123 re­la­ti­va ai di­spo­si­ti­vi me­di­ci.

2 Per le so­stan­ze, i pre­pa­ra­ti e gli og­get­ti con­nes­si a im­pian­ti e at­ti­vi­tà che ser­vo­no al­la di­fe­sa na­zio­na­le l’ese­cu­zio­ne è ret­ta dall’ar­ti­co­lo 82 dell’or­di­nan­za del 5 giu­gno 201524 sui pro­dot­ti chi­mi­ci (OP­Chim).25

3 Per i con­ci­mi l’ese­cu­zio­ne è inol­tre ret­ta, a ti­to­lo sup­ple­men­ta­re, dal­le pre­scri­zio­ni ese­cu­ti­ve dell’or­di­nan­za del 10 gen­na­io 200126 sui con­ci­mi.

23 RS 812.213

24 RS 813.11

25 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

26 RS 916.171

Art. 17 Sorveglianza dell’importazione e dell’esportazione  

1 Gli uf­fi­ci do­ga­na­li con­trol­la­no, su do­man­da dell’UF­SP, dell’UFAG o dell’UFAM, se le so­stan­ze, i pre­pa­ra­ti o gli og­get­ti cor­ri­spon­do­no al­le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te or­di­nan­za.

2 Se so­spet­ta­no un’in­fra­zio­ne, gli uf­fi­ci do­ga­na­li so­no au­to­riz­za­ti a trat­te­ne­re la mer­ce al­la fron­tie­ra e a con­sul­ta­re le al­tre au­to­ri­tà ese­cu­ti­ve ai sen­si del­la pre­sen­te or­di­nan­za. Que­ste ul­ti­me si fan­no ca­ri­co de­gli ul­te­rio­ri ac­cer­ta­men­ti e adot­ta­no le mi­su­re ne­ces­sa­rie.

Art. 18 Controlli  

1 Le au­to­ri­tà ese­cu­ti­ve can­to­na­li con­trol­la­no le so­stan­ze, i pre­pa­ra­ti e gli og­get­ti che si tro­va­no sul mer­ca­to, pre­le­van­do cam­pio­ni o su do­man­da dell’UF­SP, dell’UFAG, dell’UFAM o del­la SE­CO, pres­so fab­bri­can­ti, com­mer­cian­ti e uti­liz­za­to­ri pro­fes­sio­na­li o com­mer­cia­li. Es­se ve­ri­fi­ca­no se le so­stan­ze, i pre­pa­ra­ti e gli og­get­ti cor­ri­spon­do­no al­le di­spo­si­zio­ni de­gli al­le­ga­ti, se­gna­ta­men­te per quan­to ri­guar­da la lo­ro com­po­si­zio­ne, l’eti­chet­ta­tu­ra e le re­la­ti­ve in­for­ma­zio­ni da­te agli ac­qui­ren­ti.27

2 Con­trol­la­no inol­tre se l’uti­liz­za­zio­ne del­le so­stan­ze, dei pre­pa­ra­ti e de­gli og­get­ti è con­for­me al­le pre­scri­zio­ni del­la pre­sen­te or­di­nan­za.

3 Se le so­stan­ze, i pre­pa­ra­ti o gli og­get­ti con­trol­la­ti o la lo­ro uti­liz­za­zio­ne dan­no adi­to a con­te­sta­zio­ni, l’au­to­ri­tà in­ca­ri­ca­ta del con­trol­lo ne in­for­ma le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti per le de­ci­sio­ni in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 19. Se que­ste ul­ti­me so­no au­to­ri­tà can­to­na­li, l’au­to­ri­tà in­ca­ri­ca­ta del con­trol­lo in­for­ma inol­tre lʼUF­SP, lʼU­FAM e la SE­CO co­me pu­re l’USAV e l’UFAG in ca­so di con­te­sta­zio­ni ri­guar­dan­ti pro­dot­ti fi­to­sa­ni­ta­ri e l’UFAG in ca­so di con­te­sta­zio­ni ri­guar­dan­ti con­ci­mi.28

27 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

28 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

Art. 19 Decisioni in base ai controlli  

Se da un con­trol­lo ri­sul­ta che so­no sta­te vio­la­te del­le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te or­di­nan­za, l’au­to­ri­tà fe­de­ra­le o l’au­to­ri­tà del Can­to­ne nel qua­le il fab­bri­can­te, il com­mer­cian­te o l’uti­liz­za­to­re ha il do­mi­ci­lio o la se­de de­ci­de le mi­su­re del ca­so.

Art. 20 Consulenza tecnica per l’impiego di concimi e prodotti fitosanitari  

1 I Can­to­ni prov­ve­do­no af­fin­ché sia of­fer­ta una con­su­len­za tec­ni­ca per l’im­pie­go dei con­ci­mi e dei pro­dot­ti fi­to­sa­ni­ta­ri; es­si ne ga­ran­ti­sco­no il fi­nan­zia­men­to.

2 Pos­so­no di­spor­re che le per­so­ne che im­pie­ga­no a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le o com­mer­cia­le con­ci­mi o pro­dot­ti fi­to­sa­ni­ta­ri in zo­ne in­qui­na­te deb­ba­no:

a.
ri­cor­re­re a tal fi­ne al­la con­su­len­za tec­ni­ca;
b.
met­te­re a di­spo­si­zio­ne i da­ti azien­da­li ne­ces­sa­ri a det­ta con­su­len­za.
Art. 21 Carattere confidenziale dei dati e scambio di dati 29  

Il ca­rat­te­re con­fi­den­zia­le dei da­ti e lo scam­bio di da­ti fra le au­to­ri­tà ese­cu­ti­ve e con l’este­ro so­no ret­ti da­gli ar­ti­co­li 73–76 OP­Chim30.

29 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° lug. 2015, in vi­go­re dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

30 RS 813.11

Art. 22 Emolumenti  

L’ob­bli­go di pa­ga­re gli emo­lu­men­ti e il cal­co­lo de­gli stes­si per at­ti am­mi­ni­stra­ti­vi del­le au­to­ri­tà ese­cu­ti­ve fe­de­ra­li se­con­do la pre­sen­te or­di­nan­za so­no ret­ti dall’or­di­nan­za del 18 mag­gio 200531 su­gli emo­lu­men­ti per l’ese­cu­zio­ne del­la le­gi­sla­zio­ne in ma­te­ria di pro­dot­ti chi­mi­ci da par­te del­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li.

Capitolo 4: Disposizioni finali

Art. 23 Disposizioni transitorie  

1 Le di­spo­si­zio­ni tran­si­to­rie re­la­ti­ve al­le au­to­riz­za­zio­ni spe­cia­li se­con­do gli ar­ti­co­li 7–12 so­no ema­na­te dal Di­par­ti­men­to com­pe­ten­te.

2 Le au­to­riz­za­zio­ni ec­ce­zio­na­li con­ces­se in ba­se all’or­di­nan­za del 9 giu­gno 198632 sul­le so­stan­ze re­sta­no va­li­de fi­no al­lo sca­de­re del ter­mi­ne pre­vi­sto.

3 Le do­man­de di au­to­riz­za­zio­ni ec­ce­zio­na­li an­co­ra in so­spe­so al mo­men­to dell’en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te or­di­nan­za so­no giu­di­ca­te in ba­se al­la pre­sen­te or­di­nan­za.

32 [RU 1986 1254, 1988 911, 1989 2702420, 1991 19812653, 1992 3641749, 1994 678, 1995 1491art. 440 n. 2 4425 all. 1 n. II 14 5505, 1997 697, 1998 20092863all. 5 n. 3, 1999 3913622045all. 2 n. 3, 2000 703n. II 9 1949 art. 22 cpv. 2, 2001 522all. n. 2 1758 3294 n. II 6, 2003 94013455421n. II 2, 2004 32094037n I 7. RU 2005 2695n. I 1]

Art. 24 Entrata in vigore  

La pre­sen­te or­di­nan­za en­tra in vi­go­re il 1° ago­sto 2005.

Allegati 33

33 Aggiornato dal n. I dell’O del 1° lug. 2015 (RU 20152367) e del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

1 Disposizioni per determinate sostanze

1.1 Inquinanti organici persistenti

1.2 Sostanze organiche alogenate

1.3 Idrocarburi clorurati alifatici

1.4 Sostanze che impoveriscono lo strato di ozono

1.5 Sostanze stabili nell’aria

1.6 Amianto

1.7 Mercurio

1.8 Octilfenolo, nonilfenolo e loro etossilati

1.9 Sostanze con effetti ignifughi

1.10 Sostanze cancerogene, mutagene e pericolose per la riproduzione

1.11 Sostanze liquide pericolose

1.12 Benzene e omologhi

1.13 Nitroaromatici, ammine aromatiche e coloranti azoici

1.14 Composti organostannici

1.15 Catrami

1.16 Sostanze per- e polifluoroalchiliche

1.17 Sostanze di cui all’allegato XIV del regolamento (CE) n. 1907/2006

1.18 Ftalati

2 Disposizioni per gruppi di preparati e oggetti

2.1 Detersivi per tessili

2.2 Prodotti di pulizia, disodorizzanti e cosmetici

2.3 Solventi

2.4 Biocidi

2.5 Prodotti fitosanitari

2.6 Concimi

2.7 Prodotti disgelanti

2.8 Pitture e lacche

2.9 Materie plastiche, loro monomeri e additivi

2.10 Prodotti refrigeranti

2.11 Prodotti estinguenti

2.12 Confezioni aerosol

2.13 Additivi per combustibili

2.14 Condensatori e trasformatori

2.15 Pile

2.16 Disposizioni particolari concernenti i metalli

2.17 Materiali legnosi

2.18 Apparecchiature elettriche ed elettroniche

Allegato 1

Disposizioni per determinate sostanze

Allegato 1.1 34

34 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 1 dell’O del 1° lug. 2015 (RU 20152367). Aggiornato dai n. I delle O del 25 ott. 2017 (RU 2017 5963), del 17 apr. 2019 (RU 2019 1495) e dalla correzione del 23 giu. 2020 (RU 2020 2547).

(art. 3)

Inquinanti organici persistenti

1 Divieti

1 Sono vietati la fabbricazione, l’immissione sul mercato, l’importazione a scopi privati e l’impiego di:

a.
inquinanti organici persistenti di cui al numero 3;
b.
sostanze e preparati che contengono inquinanti organici persistenti di cui al numero 3 non solo come impurità inevitabile.

2 Gli oggetti nuovi non possono essere immessi sul mercato se essi o i loro componenti contengono inquinanti organici persistenti di cui al numero 3 non solo come impurità inevitabile.

3 Per l’acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati (PFOS) si applica l’alle­gato 1.16.

4 Per le apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono esabromobifenile o difenileteri bromati si applica l’allegato 2.18.

5 Per il decabromodifeniletere si applica l’allegato 1.9 numeri 2 e 4.

2 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 1 non si applicano:

a.
alla fabbricazione, all’immissione sul mercato e all’impiego a scopi di analisi e di ricerca;
b.
agli oli e ai grassi lubrificanti se il loro contenuto in massa di bifenili policlorati non supera lo 0,0001 per cento (1 mg/kg).

1bis I divieti di cui al numero 1 capoverso 1 lettera b non si applicano alle sostanze e ai preparati se:

a.
il loro contenuto in massa di alcani C10–C13, cloro- non supera l’1 per cento;
b.
il loro contenuto in massa di difenileteri bromati secondo il numero 3 lettera d non supera per ciascuno lo 0,001 per cento (10 mg/kg).

2 I divieti di cui al numero 1 capoversi 1 lettera c e 2 non si applicano alle sostanze, ai preparati, agli oggetti e ai loro componenti se:

a.
il loro contenuto in massa di alcani C10–C13, cloro- non supera lo 0,15 per cento;
b.
il loro contenuto in massa di tetra-, penta-, esa- e eptabromodifeniletere secondo il numero 3 lettera d non supera per ciascuno lo 0,001 per cento (10 mg/kg).

3 I divieti di cui al numero 1 capoversi 1 lettera b e 2 non si applicano inoltre ai preparati e agli oggetti fabbricati parzialmente o totalmente con materiali riciclati o con materiali di scarto preparati per il riutilizzo, se il rispettivo contenuto in massa di tetra-, penta-, esa- e eptabromodifeniletere secondo il numero 3 lettera d non supera per ciascuno lo 0,1 per cento.

3 Elenco degli inquinanti organici persistenti vietati

a.
Alifati alogenati
esaclorobutadiene (n. CAS 87-68-3);
alcani C10–C13, cloro- (n. CAS 85535-84-8);
acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati (PFOS);
esaclorocicloesano (HCH, tutti gli isomeri);
esabromociclododecani (HBCDD, isomeri dei numeri CAS 25637-99-4, 3194-55-6, 134237-50-6, 134237-51-7 e 134237-52-8);
aldrina (n. CAS 309-00-2);
clordano (n. CAS 57-74-9);
clorodecone (kepone, n. CAS 143-50-0);
dieldrina (n. CAS 60-57-1);
endosulfano (n. CAS 115-29-7) e
i suoi isomeri (n. CAS 959-98-8 e n. CAS 33213-65-9);
endrina (n. CAS 72-20-8);
eptacloro (n. CAS 76-44-8) ed
eptacloro epossido (n. CAS 1024-57-3);
mirex (n. CAS 2385-85-5);
toxafene (n. CAS 8001-35-2).
b.
Benzeni alogenati
pentaclorobenzene (n. CAS 608-93-5);
esaclorobenzene (n. CAS 118-74-1).
c.
Bifenili e naftaline alogenati
bifenili policlorurati (n. CAS 1336-36-3 e altri);
esabromobifenile (n. CAS 36355-01-8);
naftaline policlorurate con formula C10HnCl8–n con≤ n ≤ 7.
d.
Difenileteri bromati
tetrabromodifeniletere con formula C12H6Br4O;
pentabromodifeniletere con formula C12H5Br5O;
esabromodifeniletere con formula C12H4Br6O;
eptabromodifeniletere con formula C12H3Br7O;
decabromodifeniletere con formula C12Br10O.
e.
Diclorodifeniltricloroetano (DDT).

4 Disposizioni transitorie

1 I divieti di cui al numero 1 capoverso 1 lettera b nonché capoverso 2 entrano in vigore il 1° marzo 2016 per:

a.
l’immissione sul mercato e l’impiego di polistirene espansibile contenente HBCDD, per la fabbricazione di pannelli isolanti destinati all’impiego dentro e fuori gli edifici;
b.
la prima immissione sul mercato di pannelli isolanti in polistirene espanso contenente HBCDD, per l’impiego all’interno e all’esterno di edifici;
c.
la prima immissione sul mercato di pannelli isolanti in polistirene estruso contenente HBCDD, per l’impiego all’interno e all’esterno di edifici.

2 Il divieto di cui al numero 1 capoverso 2 non si applica ai pannelli isolanti di polistirene espanso o estruso per l’impiego all’interno e all’esterno di edifici se i pannelli isolanti sono fabbricati con sezioni contenenti HBCDD che risultano dalla lavorazione dentro e fuori gli edifici di pannelli isolanti nuovi.

3 Su domanda motivata, l’UFAMpuò concedere deroghe temporanee ai divieti di cui al capoverso 1 lettere a e b se il richiedente può dimostrare che per i preparati o gli oggetti non è effettivamente possibile acquistare un sostituto senza HBCDD. Le deroghe sono valide al massimo fino al 1° marzo 2018.

Allegato 1.2 35

35 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 1 dell’O del 1° lug. 2015, in vigore dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

(art. 3)

Sostanze organiche alogenate

1 Divieti

1 Sono vietati la fabbricazione, l’immissione sul mercato, l’importazione per scopi privati e l’impiego di:

a.
sostanze organiche alogenate di cui al numero 3;
b.
sostanze e preparati che contengono sostanze organiche alogenate di cui al numero 3 non solo come impurità inevitabile.

2 Non possono essere immessi sul mercato nuovi prodotti tessili e in pelle, se essi o i loro componenti contengono sostanze organiche alogenate di cui al numero 3 let­tere a–e non solo come impurità inevitabile.

3 Non possono essere immessi sul mercato nuovi oggetti, se essi o i loro componenti contengono sostanze di cui al numero 3 lettera f oppure g non solo come impurità inevitabile.

4 Per i bifenili e le naftaline clorurati nonché per l’esabromobifenile si applica l’allegato 1.1.

5 Per le apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono ottabromodifeniletere si applica l’allegato 2.18.

2 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 1 non si applicano:

a.
alla fabbricazione, all’immissione sul mercato e all’utilizzazione a scopi di analisi e di ricerca;
b.
a bifenili, terfenili e naftaline monoalogenati e dialogenati nonché ai pre­parati che contengono simili sostanze, nella misura in cui sono impiegati esclusivamente quali prodotti intermedi di sintesi e sono contenuti nei prodotti finali solo come impurità inevitabile;
c.
agli oli e ai grassi lubrificanti ottenuti da oli esausti se il loro contenuto in massa di bifenili alogenati non supera lo 0,0001 per cento (1 mg/kg);
d.
alla fabbricazione di 1,2,4-triclorobenzene nonché di sostanze e preparati­ che contengono 1,2,4-triclorobenzene;
e.
all’immissione sul mercato e all’impiego di 1,2,4-triclorobenzene nonché di sostanze e preparati che contengono 1,2,4-triclorobenzene, come:
1.
prodotti intermedi di sintesi, segnatamente per la fabbricazione di 1,3,5-trinitro-2,4,6-triaminobenzene,
2.
solventi di processo in sistemi chiusi per reazioni di clorurazione;
f.
all’immissione sul mercato e all’impiego di sostanze e preparati con un contenuto in massa di al massimo lo 0,1 per cento di 1,2,4-triclorobenzene.

2 Il divieto di cui al numero 1 capoverso 2 non si applica all’importazione di nuovi prodotti tessili e in pelle se sono solo ulteriormente lavorati o diversamente imballati in Svizzera e riesportati nella loro totalità.

3 In relazione alla sostanza menzionata al numero 3 lettera g, il divieto di cui al numero 1 capoverso 3 non si applica all’immissione sul mercato di oggetti se il loro contenuto in massa di ottabromodifeniletere non supera lo 0,1 per cento.

3 Elenco delle sostanze organiche alogenate vietate

a.
Sistemi aliciclici policiclici
isodrina (n. CAS 465-73-6);
kelevan (n. CAS 4234-79-1);
strobane (n. CAS 8001-50-1);
telodrina (n. CAS 297-78-9).
b.
Composti simili al DDT
diclorodifenildicloroetilene (DDE);
diclorodifenildicloroetano (DDD);
metossicloro (n. CAS 72-43-5);
pertano (n. CAS 72-56-0);
dicofol (n. CAS 115-32-2).
c.
Quintozene(n. CAS 82-68-8).
d.
Fenoli policlorurati e loro derivati
pentaclorofenolo (PCP n. CAS 87-86-5), i suoi sali e i composti pentaclorofenossici;
tetraclorofenoli (TeCP), i loro sali e i composti ­tetraclorofenossici.
c.
Bifenili, terfenili e naftaline alogenati
bifenili alogenati con formula C12HnX10-n;
X = alogeno, 0 ≤ n ≤ 9;
terfenili alogenati con formula C18HnX14-n;
X = alogeno, 0 ≤ n ≤ 13;
naftaline alogenate con formula C10HnX8-n;
X = alogeno, 0 ≤ n ≤ 7.
f.
Diarilalcani alogenati
monometiltetraclorodifenilmetano (n. CAS 76253-60-6);
monometildiclorodifenilmetano;
monometildibromodifenilmetano (n. CAS 99688-47-8).
g.
Ottabromodifeniletere con formula bruta C12H2Br8O.
h.
Acidi grassi triclorofenossici e loro derivati
2,4,5-acido 2,4,5-triclorofenossiacetico (n. CAS 93-76-5), i suoi sali e i composti 2,4,5 fenossiacetilici;
acido 2-(2,4,5 triclorofenossi)propionico (n. CAS 93-72-1), i suoi sali e i composti 2-(2,4,5-triclorofenossi)propionici.
i.
1,2,4-triclorobenzene(n. CAS 120-82-1).

Allegato 1.3 36

36 Aggiornato dall’all. 2 n. II 2 dell’O del 23 nov. 2005 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (RU 2005 5451), dal n. I 6 dell’O del 10 dic. 2010 (RU 2011 113) e dal n. I dell’O del 25 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 5963).

(art. 3)

Idrocarburi clorurati alifatici

1 Divieti

1 Sono vietati l’immissione sul mercato e l’impiego delle seguenti sostanze:

a.
cloroformio (n. CAS 67-66-3);
b.
1,1,2-tricloroetano (n. CAS 79-00-5);
c.
1,1,2,2-tetracloroetano (n. CAS 79-34-5);
d.
1,1,1,2-tetracloroetano (n. CAS 630-20-6);
e.
pentacloroetano (n. CAS 76-01-7);
f.
1,1-dicloroetilene (n. CAS 75-35-4).

2 Sono inoltre vietati l’immissione sul mercato e l’impiego di sostanze e preparati in cui il contenuto in massa delle sostanze contemplate al capoverso 1 è pari o superiore allo 0,1 per cento.

3 È vietato l’impiego di esacloroetano (n. CAS 67-72-1) per la fabbricazione o la lavorazione di metalli non ferrosi.

2 Deroghe

1 I divieti secondo il numero 1 capoversi 1 e 2 non si applicano ai:

a.
ai farmaci;
b.
prodotti cosmetici che in virtù dell’articolo 54 capoversi 2–5 e 7 dell’ordi­nanza del 16 dicembre 201637 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso possono contenere le sostanze di cui al numero 1 capoverso 1;
c.
alle sostanze e ai preparati per impieghi in sistemi chiusi nell’ambito di procedure industriali;
d.
alle sostanze e ai preparati per scopi di analisi e ricerca.

2 L’UFAM, d’intesa con la SECO e con l’UFSP, può, su domanda motivata, concedere deroghe temporanee ai divieti di cui al numero 1 capoversi 1 e 2 per l’impiego di cloroformio, se:

a.
secondo lo stato della tecnica per l’impiego in questione non esistono alternative al cloroformio; e
b.
la quantità di cloroformio impiegata non supera quella necessaria per lo scopo perseguito, ma al massimo 20 litri all’anno.

3 Etichettatura particolare

1 L’imballaggio di sostanze e preparati di cui al numero 2 lettera c deve essere provvisto della seguente indicazione: «Destinato all’uso esclusivo in impianti industriali».

2 L’etichetta deve essere scritta in almeno due lingue ufficiali, ben leggibile e duratura.

Allegato 1.4 38

38 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Sostanze che impoveriscono lo strato di ozono

1 Definizioni

1 Sono considerati sostanze che impoveriscono lo strato di ozono:

a.
tutti i clorofluorocarburi completamente alogenati con fino a tre atomi di carbonio (CFC), come:
1.
il triclorofluorometano (CFC 11),
2.
il diclorofluorometano (CFC 12),
3.
il tetraclorodifluoroetano (CFC 112),
4.
il triclorotrifluoroetano (CFC 113),
5.
il diclorotetrafluoroetano (CFC 114),
6.
il cloropentafluoroetano (CFC 115);
b.
tutti i clorofluorocarburi parzialmente alogenati con fino a tre atomi di carbonio (HCFC), come:
1.
il clorodifluorometano (HCFC 22),
2.
il diclorotrifluoroetano (HCFC 123),
3.
il diclorofluoroetano (HCFC 141),
4.
il clorodifluoroetano (HCFC 142);
c.
tutti i fluorocarburi bromati completamente alogenati con fino a tre atomi di carbonio (halon), come:
1.
il bromoclorodifluorometano (halon 1211),
2.
il bromotrifluorometano (halon 1301),
3.
il dibromotetrafluoroetano (halon 2402);
d.
tutti i fluorocarburi bromati parzialmente alogenati con fino a tre atomi di carbonio (HBFC);
e.
il 1,1,1-tricloretano (n. CAS 71-55-6);
f.
il tetracloruro di carbonio (n. CAS 56-23-5);
g.
il monobromometano (n. CAS 74-83-9);
h.
il bromoclorometano (n. CAS 74-97-5).

2 Sono equiparati alle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono i preparati con sostanze di cui al capoverso 1, sempre che si trovino in contenitori che servono esclusivamente al trasporto o allo stoccaggio di tali preparati.

3 Sono considerate sostanze rigenerate che impoveriscono lo strato di ozono le sostanze prodotte riciclando sostanze che impoveriscono lo strato di ozono senza che ne sia modificata la composizione chimica.

2 Fabbricazione

2.1 Divieto

È vietata la fabbricazione di sostanze che impoveriscono lo strato di ozono.

2.2 Deroga

In deroga al divieto di cui al numero 2.1 è autorizzata la fabbricazione di sostanze rigenerate che impoveriscono lo strato di ozono.

3 Immissione sul mercato

3.1 Divieto

È vietata l’immissione sul mercato di preparati e oggetti che:

a.
contengono sostanze che impoveriscono lo strato di ozono;
b.
sono stati fabbricati con sostanze che impoveriscono lo strato di ozono e sono elencati in uno degli allegati del Protocollo di Montreal del 16 settembre 198739 sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono (Proto­collo di Montreal).

3.2 Deroghe

Il divieto di cui al numero 3.1 non si applica all’immissione sul mercato di:

a.
preparati e oggetti per la cui fabbricazione o manutenzione possono essere impiegate sostanze che impoveriscono lo strato di ozono secondo il numero 6.2 o a seguito di un’autorizzazione eccezionale secondo il numero 6.3.1 capoverso 1;
b.
preparati e oggetti che possono essere immessi sul mercato secondo le disposizioni degli allegati 2.10 e 2.11 e, se sono importati, la cui importazione avviene da Stati che si attengono alle disposizioni approvate dalla Svizzera del Protocollo di Montreal e delle sue modifiche del 29 giugno 199040, 25 novembre 199241, 17 settembre 199742 e 3 dicembre 199943;
c.
preparati che secondo il numero 1 capoverso 2 sono equiparati alle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono.

3.3 Importazione di sostanze

3.3.1 Obbligo di autorizzazione

Chi intende importare o stoccare in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale sostanze che impoveriscono lo strato di ozono secondo il numero 1 capoverso 1 necessita di un’autorizzazione d’importazione dell’UFAM.

3.3.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

1 Un’autorizzazione d’importazione è rilasciata su domanda se:

a.
le sostanze che impoveriscono lo strato di ozono destinate all’importazione sono previste per un impiego autorizzato secondo il numero 6.2 o se il previsto utilizzatore dispone di un’autorizzazione eccezionale secondo il numero 6.3.1 capoverso 1; e
b.
le sostanze che impoveriscono lo strato di ozono destinate all’importazione sono importate da Stati che si attengono alle disposizioni del Protocollo di Montreal approvate dalla Svizzera.

2 Per le sostanze di cui al numero 1 capoverso 1, l’autorizzazione d’importazione viene inoltre concessa soltanto limitatamente alle quantità approvate e agli impieghi approvati dalle Parti contraenti del Protocollo di Montreal.

3.3.3 Principi

1 L’autorizzazione d’importazione è concessa quale autorizzazione generale d’importazione.

2 Un’autorizzazione generale d’importazione autorizza il suo titolare a importare da determinati esportatori esteri determinate quantità di sostanze che impoveriscono lo strato di ozono. Essa è personale e non trasferibile.

3 L’UFAM informa i Cantoni e l’Amministrazione federale delle dogane in merito alla concessione e alla revoca di autorizzazioni generali d’importazione.

3.3.4 Domanda

1 Nella domanda devono figurare le seguenti indicazioni:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
i nomi e gli indirizzi degli esportatori esteri;
c.
per ogni sostanza da importare:
1.
il nome chimico secondo una nomenclatura internazionale riconosciuta,
2.
la voce tariffale secondo gli allegati della legge del 9 ottobre 198644 sulla tariffa delle dogane (LTD),
3.
la quantità prevista in chilogrammi per anno civile,
4.
i tipi d’impiego.

2 L’UFAM può esigere ulteriori dati sulla provenienza e sulla destinazione delle sostanze.

3.3.5 Decisione

1 L’UFAM decide sulla domanda completa entro due mesi.

2 Un’autorizzazione generale d’importazione è rilasciata per un periodo massimo di 18 mesi e scade di volta in volta alla fine dell’anno civile; essa è munita di un numero.

3.3.6 Obblighi al momento dell’importazione e del conferimento in un deposito

1 La persona soggetta all’obbligo di dichiarazione di cui all’articolo 26 della legge del 18 marzo 200545 sulle dogane (LD) deve indicare nella dichiarazione doganale il numero dell’autorizzazione generale d’importazione.

2 Su richiesta dell’ufficio doganale la persona soggetta all’obbligo di dichiarazione deve presentare una copia dell’autorizzazione d’importazione secondo il numero 3.3.5 capoverso 1.

3 In caso di stoccaggio in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale, il depositario o il depositante devono indicare il numero dell’autorizzazione d’importazione in un inventario di tutte le merci depositate.

4 Esportazione

4.1 Divieto

È vietata l’esportazione di oggetti il cui uso richiede sostanze che impoveriscono lo strato di ozono secondo il numero 1 capoverso 1 lettere a, c–f e h.

4.2 Autorizzazione d’esportazione

4.2.1 Obbligo di autorizzazione

Chi intende esportare sostanze che impoveriscono lo strato di ozono secondo il numero 1 capoverso 1 con un peso lordo superiore a 20 kg necessita di un’autorizza­zione d’esportazione dell’UFAM:

a.
per esportare tali sostanze; oppure
b.
per trasportarle da un deposito di merci di gran consumo o da un deposito franco doganale in un altro Stato.

4.2.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

Un’autorizzazione d’esportazione è rilasciata su domanda se l’esportazione è effettuata verso Stati che si attengono alle disposizioni del Protocollo di Montreal approvate dalla Svizzera.

4.2.3 Principi

1 L’autorizzazione d’esportazione è rilasciata quale autorizzazione singola d’esporta­zione.

2 L’autorizzazione singola d’esportazione autorizza il titolare a esportare un’unica volta determinate quantità di sostanze che impoveriscono lo strato di ozono verso un determinato importatore straniero di uno Stato che si attiene alle disposizioni del Protocollo di Montreal approvate dalla Svizzera. Essa è personale e non trasferibile.

3 L’UFAM informa i Cantoni e l’Amministrazione federale delle dogane in merito alla concessione e alla revoca di autorizzazioni d’esportazione.

4.2.4 Domanda

1 Nella domanda devono figurare le seguenti indicazioni:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
il nome e l’indirizzo dell’importatore estero;
c.
per ogni sostanza da esportare:
1.
il nome chimico secondo una nomenclatura internazionale riconosciuta,
2.
la voce tariffale secondo gli allegati della LTD,
3.
il nome e l’indirizzo del detentore precedente,
4.
la quantità prevista in chilogrammi, suddivisa per anno civile, importatore e Paese destinatario.

2 L’UFAM può esigere ulteriori dati sulla provenienza e sulla destinazione delle sostanze.

4.2.5 Decisione

1 L’UFAM decide sulla domanda completa entro due mesi.

2 L’autorizzazione d’esportazione è rilasciata per un periodo massimo di 12 mesi; essa è munita di un numero.

4.2.6 Obblighi al momento dell’esportazione e del trasferimento da un deposito

1 La persona soggetta all’obbligo di dichiarazione di cui all’articolo 26 LD deve indicare nella dichiarazione doganale il numero dell’autorizzazione d’esportazione.

2 Al momento della dichiarazione doganale, la persona soggetta all’obbligo di dichiarazione deve esibire una copia dell’autorizzazione d’esportazione.

3 In caso di trasferimento da un deposito doganale aperto, un deposito di merci di gran consumo o un deposito franco doganale, il depositario o il depositante devono indicare il numero dell’autorizzazione d’esportazione in un inventario di tutte le merci depositate.

5 Obbligo di notifica concernente l’importazione e l’esportazione

5.1 Principi

1 Chi importa o esporta sostanze che impoveriscono lo strato di ozono secondo il numero 1 capoverso 1 o preparati che impoveriscono lo strato di ozono secondo il numero 1 capoverso 2 deve notificare all’UFAM entro il 31 marzo di ogni anno le quantità importate o esportate nell’anno precedente.

2 Le notifiche devono essere suddivise per sostanze e tipi d’impiego.

5.2 Deroghe

L’obbligo di notifica di cui al numero 5.1 capoverso 1 non si applica allo stoccaggio in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale né al trasporto da uno di tali depositi all’estero.

6 Impiego

6.1 Divieto

È vietato l’impiego di sostanze che impoveriscono lo strato di ozono.

6.2 Deroghe

1 Il divieto di cui al numero 6.1 non si applica all’impiego di sostanze che impoveriscono lo strato di ozono nella fabbricazione di preparati o oggetti che, secondo le disposizioni degli allegati 2.10 e 2.11, possono essere immessi sul mercato o importati per scopi privati.

2 Se, secondo lo stato della tecnica, non esistono sostanze alternative a quelle che impoveriscono lo strato di ozono o preparati e oggetti alternativi a quelli fabbricati con tali sostanze, il divieto di cui al numero 6.1 non si applica quando le sostanze che impoveriscono lo strato di ozono vengono impiegate:

a.
come prodotti intermedi in vista della successiva trasformazione chimica completa;
b.
per gli scopi di ricerca e di analisi autorizzati secondo la decisione XXVI/5 delle Parti contraenti del Protocollo di Montreal46.

46 Il testo di questa decisione è disponibile sul sito Internet www.ozone.unep.org > Les Traités > Le Protocole de Montréal > Décisions adoptées par les réunions des Parties au Protocole de Montréal > Vingt-sixième réunion des Parties > Décision XXVI/5.

6.3 Autorizzazioni eccezionali

6.3.1 Principi

1 Su domanda motivata, l’UFAM può concedere deroghe temporanee per altri impieghi di sostanze che impoveriscono lo strato di ozono.

2 Esso informa i Cantoni in merito alla concessione e alla revoca di autorizzazioni eccezionali.

6.3.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

Un’autorizzazione eccezionale può essere rilasciata se:

a.
secondo lo stato della tecnica non esistono sostanze alternative a quelle che impoveriscono lo strato di ozono o preparati e oggetti alternativi a quelli fabbricati con tali sostanze; e
b.
le sostanze che impoveriscono lo stato di ozono non vengono impiegate in quantità superiori a quella necessaria per lo scopo perseguito.

6.3.3 Domanda

1 Nella domanda devono figurare:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
il nome chimico della sostanza secondo una nomenclatura internazionale riconosciuta;
c.
la scheda di dati di sicurezza della sostanza;
d.
il nome e l’indirizzo del fornitore della sostanza;
e.
le indicazioni sull’impiego previsto, comprese le quantità da impiegare e smaltire annualmente;
f.
il tipo di smaltimento previsto;
g.
la descrizione delle misure volte a prevenire o a ridurre le emissioni della sostanza in questione durante il suo intero ciclo di vita;
h.
una descrizione delle attività di ricerca e sviluppo svolte al fine di rinunciare all’uso della sostanza in questione.

2 L’UFAM può esigere ulteriori indicazioni sulla sostanza in questione e sul suo impiego previsto.

3 Le domande di cui al numero 6.3.3 capoverso 1 devono essere presentate almeno 14 mesi prima dell’inizio dell’anno civile nel quale è previsto l’impiego.

6.3.4 Decisione

L’UFAM decide in merito alle domande complete entro due mesi dalla ricezione della decisione della Conferenza delle Parti del Protocollo di Montreal concernente la quantità di una determinata sostanza che può essere impiegata per un determinato periodo.

7 Disposizione transitoria

I preparati e gli oggetti che sono fabbricati con sostanze che impoveriscono lo strato di ozono e che sono elencati in uno degli allegati del Protocollo di Montreal (n. 3.1 lett. b) possono essere immessi sul mercato ancora per un anno dopo l’entrata in vigore del relativo allegato del Protocollo di Montreal.

Allegato 1.5 47

47 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Sostanze stabili nell’aria

1 Definizioni

1 Sono considerati sostanze stabili nell’aria:

a.
i fluorocarburi parzialmente alogenati secondo l’allegato F del Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono48;
b
gli altri composti organici fluorurati49 con una pressione di vapore di almeno 0,1 mbar a 20° C oppure con un punto di ebollizione di al massimo 240° C a 1013,25 mbar e il cui periodo di permanenza medio nell’atmosfera è di almeno 2 anni;
c.
l’esafluoruro di zolfo (n. CAS 2551-62-4);
d.
il trifluoruro di azoto (n. CAS 7783-54-2).

2 Sono equiparati a sostanze stabili nell’aria i preparati contenenti sostanze secondo il capoverso 1, sempre che si trovino in contenitori che servono esclusivamente al trasporto o allo stoccaggio di tali preparati.

3 Sono considerate sostanze rigenerate stabili nell’aria le sostanze prodotte riciclando sostanze stabili nell’aria senza che ne sia modificata la composizione chimica.

48 RS 0.814.021

49 L’elenco degli altri composti organici fluorurati più usati è disponibile sul sito www.bafu.admin.ch > Prodotti chimici > Informazioni per gli specialisti > Disposizioni e procedure > Sostanze stabili nell’aria.

2 Sostanze stabili nell’aria che impoveriscono lo strato di ozono

Per le sostanze stabili nell’aria che impoveriscono lo strato di ozono si applica l’allegato 1.4.

3 Fabbricazione

3.1 Divieto

È vietata la fabbricazione di fluorocarburi parzialmente alogenati di cui al numero 1 lettera a.

3.2 Deroga

Il divieto di cui al numero 3.1 non si applica alla fabbricazione di fluorocarburi parzialmente alogenati rigenerati.

4 Immissione sul mercato

4.1 Divieto

È vietata l’immissione sul mercato di preparati e oggetti che contengono sostanze stabili nell’aria.

4.2 Deroghe

Fatto salvo il numero 8 capoverso 1, il divieto di cui al numero 4.1 non si applica all’immissione sul mercato di:

a.
preparati e oggetti per la fabbricazione o manutenzione dei quali l’impiego di sostanze stabili nell’aria è autorizzato in virtù del numero 6.2 o di un’autorizzazione eccezionale secondo il numero 6.3.1 capoverso 1;
b.
preparati e oggetti che possono essere immessi sul mercato secondo le disposizioni degli allegati 2.3, 2.9, 2.10, 2.11 e 2.12; e
c.
preparati che secondo il numero 1 capoverso 2 sono equiparati alle sostanze stabili nell’aria.

4.3 Importazione di sostanze

4.3.1 Obbligo di autorizzazione

Chi intende importare o stoccare in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale fluorocarburi parzialmente alogenati di cui al numero 1 capoverso 1 lettera a necessita di un’autorizzazione dell’UFAM.

4.3.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

Fatto salvo il numero 8 capoverso 1, un’autorizzazione d’importazione è concessa su domanda se i fluorocarburi parzialmente alogenati destinati all’importazione sono previsti per un impiego autorizzato secondo il numero 6.2 o se il previsto utilizzatore dispone di un’autorizzazione eccezionale secondo il numero 6.3.1 capoverso 1.

4.3.3 Principi

1 L’autorizzazione d’importazione è concessa quale autorizzazione generale d’importazione.

2 Un’autorizzazione generale d’importazione autorizza il suo titolare a importare da determinati esportatori esteri determinate quantità di fluorocarburi parzialmente alogenati. Essa è personale e non trasferibile.

3 L’UFAM informa i Cantoni e l’Amministrazione federale delle dogane in merito alla concessione e alla revoca di autorizzazioni generali d’importazione.

4.3.4 Domanda

1 Nella domanda devono figurare le seguenti indicazioni:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
i nomi e gli indirizzi degli esportatori esteri;
c.
per ogni sostanza da importare:
1.
il nome chimico secondo una nomenclatura internazionale riconosciuta,
2.
la voce tariffale secondo gli allegati della legge del 9 ottobre 198650 sulla tariffa delle dogane (LTD),
3.
la quantità prevista in chilogrammi per ciascun anno civile,
4.
la sua qualità (nuova, usata, rigenerata),
5.
i tipi d’impiego.

2 L’UFAM può esigere ulteriori dati sulla provenienza e sulla destinazione delle sostanze.

4.3.5 Decisione

1 L’UFAM decide sulla domanda completa entro due mesi.

2 Un’autorizzazione generale d’importazione è rilasciata per un periodo massimo di 18 mesi e scade di volta in volta alla fine di un anno civile; essa è munita di un numero.

4.3.6 Obblighi al momento dell’importazione e del conferimento in un deposito

1 La persona soggetta all’obbligo di dichiarazione secondo l’articolo 26 della legge del 18 marzo 200551 sulle dogane (LD) deve indicare nella dichiarazione doganale il numero dell’autorizzazione generale d’importazione.

2 Su richiesta dell’ufficio doganale la persona soggetta all’obbligo di dichiarazione deve presentare una copia dell’autorizzazione d’importazione.

3 In caso di stoccaggio in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale, il depositario o il depositante devono indicare il numero dell’autorizzazione d’importazione in un inventario di tutte le merci depositate.

5 Esportazione

5.1 Obbligo di autorizzazione

Chi intende esportare fluorocarburi parzialmente alogenati secondo il numero 1 capo­verso 1 lettera a con un peso lordo superiore a 20 kg necessita di un’autoriz­zazione d’esportazione dell’UFAM:

a.
per esportare tali sostanze; oppure
b.
per trasportarle da un deposito doganale aperto, da un deposito di merci di gran consumo o da un deposito franco doganale in un altro Stato.

5.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

L’autorizzazione d’esportazione è concessa se il richiedente presenta una domanda completa secondo il numero 5.4.

5.3 Principi

1 L’autorizzazione d’esportazione è concessa quale autorizzazione singola d’esportazione.

2 L’autorizzazione singola d’esportazione autorizza il titolare a esportare un’unica volta determinate quantità di fluorocarburi parzialmente alogenati. Essa è personale e non trasferibile.

3 L’UFAM informa i Cantoni e l’Amministrazione federale delle dogane in merito alla concessione e alla revoca di autorizzazioni d’esportazione.

5.4 Domanda

Nella domanda devono figurare:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
il nome e l’indirizzo dell’importatore estero;
c.
per ogni sostanza da esportare:
1.
il nome chimico secondo una nomenclatura internazionale riconosciuta,
2.
la voce tariffale secondo gli allegati della LTD,
3.
il nome e l’indirizzo del detentore precedente,
4.
la quantità prevista in chilogrammi, suddivisa per anno civile, importatore e Paese destinatario,
5.
la sua qualità (nuova, usata, rigenerata).

5.5 Decisione

1 L’UFAM decide sulla domanda completa entro due mesi.

2 L’autorizzazione d’esportazione è rilasciata per un periodo massimo di 12 mesi; essa è munita di un numero.

5.6 Obblighi al momento dell’esportazione e del trasferimento da un deposito

1 La persona soggetta all’obbligo di dichiarazione di cui all’articolo 26 LD deve indicare nella dichiarazione doganale il numero dell’autorizzazione d’esportazione.

2 Al momento della dichiarazione doganale, la persona soggetta all’obbligo di dichiarazione deve esibire una copia dell’autorizzazione d’esportazione.

3 In caso di trasferimento da un deposito doganale aperto, un deposito di merci di gran consumo o un deposito franco doganale, il depositario o il depositante devono indicare il numero dell’autorizzazione d’esportazione in un inventario di tutte le merci depositate.

6 Impiego

6.1 Divieto

È vietato l’impiego di sostanze stabili nell’aria.

6.2 Deroghe

1 Fatto salvo il capoverso 3, il divieto di cui al numero 6.1 non si applica all’impiego di sostanze stabili nell’aria:

a.
per la fabbricazione di preparati e oggetti che possono essere immessi sul mercato o importati per scopi privati secondo le disposizioni degli allegati 2.3, 2.9, 2.10, 2.11 e 2.12;
b.
per la fabbricazione di semiconduttori se le emissioni costituiscono al massimo il 5 per cento della quantità di sostanze impiegate;
c.
quale prodotto intermedio in vista della trasformazione chimica completa se le emissioni costituiscono al massimo lo 0,5 per cento della quantità di sostanze impiegate;
d.
come fluidi per il trasferimento di calore o isolanti per le macchine saldatrici e per i bagni di prova e di taratura;
e.
per scopi di ricerca e di analisi.

2 Fatto salvo il capoverso 3, il divieto di cui al numero 6.1 non si applica inoltre all’impiego di esafluoruro di zolfo:

a.
per la fabbricazione della parte sottoposta ad alta tensione di acceleratori di particelle i cui compartimenti a gas sono costantemente monitorati o ermeticamente chiusi, segnatamente apparecchi per esami radiografici, microscopi elettronici e acceleratori industriali di particelle per la produzione di materie plastiche;
b.
per la fabbricazione di relais in miniatura;
c.
per la fabbricazione di impianti elettrici di erogazione con tensione nominale secondo la Commissione elettrotecnica internazionale (CEI) superiore a 1 kV e i cui compartimenti a gas sono costantemente monitorati o ermeticamente chiusi in conformità alla norma SN EN 62271-1:200852;
d.
per la manutenzione e il funzionamento di apparecchi e impianti che secondo le lettere a–c possono contenere esafluoruro di zolfo.

3 Le deroghe di cui ai capoversi 1 e 2 si applicano soltanto se:

a.
secondo lo stato della tecnica non esistono sostanze alternative a quelle stabili nell’aria o preparati e oggetti alternativi a quelli fabbricati con tali sostanze o che le contengono;
b.
la quantità e il potenziale di effetto serra delle sostanze stabili nell’aria impiegate non superano i livelli necessari, secondo lo stato della tecnica, per raggiungere lo scopo perseguito; e
c.
le emissioni di sostanze stabili nell’aria durante l’intero ciclo di vita dell’impiego previsto sono mantenute al livello più basso possibile.

52 Questa norma può essere consultata gratuitamente o ottenuta dietro pagamento presso l’Associazione svizzera di normalizzione (SNV), Sulzerallee 70, 8404Winterthur; www.snv.ch.

6.3 Autorizzazioni eccezionali

6.3.1 Principi

1 Su domanda motivata, l’UFAM può concedere deroghe temporanee per altri impieghi di sostanze stabili nell’aria.

2 Esso informa i Cantoni in merito alla concessione e alla revoca di autorizzazioni eccezionali.

6.3.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

Un’autorizzazione eccezionale può essere rilasciata se:

a.
secondo lo stato della tecnica non esistono sostanze alternative a quelle stabili nell’aria o preparati e oggetti alternativi a quelli fabbricati con tali sostanze o che le contengono;
b.
la quantità e il potenziale di effetto serra delle sostanze stabili nell’aria impiegate non superano i livelli necessari, secondo lo stato della tecnica, per raggiungere lo scopo perseguito; e
c.
le emissioni di sostanze stabili nell’aria durante l’intero ciclo di vita dell’impiego previsto sono mantenute al livello più basso possibile.

6.3.3 Domanda

Nella domanda devono figurare:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
il nome chimico della sostanza secondo una nomenclatura internazionale riconosciuta;
c.
la scheda di dati di sicurezza della sostanza;
d.
il nome e l’indirizzo del fornitore della sostanza;
e.
le indicazioni sull’impiego previsto, comprese le quantità da impiegare e smaltire annualmente;
f.
il tipo di smaltimento previsto;
g.
la descrizione delle misure volte a prevenire o a ridurre le emissioni della sostanza in questione durante il suo intero ciclo di vita;
h.
una descrizione delle attività di ricerca e sviluppo svolte al fine di rinunciare all’uso della sostanza in questione.

7 Obbligo di notifica

7.1 Obbligo di notifica concernente l’importazione e l’esportazione

7.1.1 Principi

1 Chi importa o esporta sostanze stabili nell’aria di cui al numero 1 capoverso 1 o preparati stabili nell’aria di cui al numero 1 capoverso 2, deve notificare all’UFAM entro il 31 marzo di ogni anno le quantità importate o esportate nell’anno prece­dente.

2 Le notifiche devono essere suddivise per sostanze e tipi d’impiego.

7.1.2 Deroghe

L’obbligo di notifica di cui al numero 7.1.1 capoverso 1 non si applica:

a.
allo stoccaggio in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale né al trasporto da uno di tali depositi all’estero;
b.
agli importatori e agli esportatori che hanno firmato un accordo settoriale ai sensi dell’articolo 41aLPAmb se tale accordo settoriale garantisce che l’UFAM venga informato.

7.2 Obbligo di notifica per apparecchi e impianti che contengono esafluoruro di zolfo

7.2.1 Principio

1 Chi mette in esercizio o fuori esercizio un apparecchio o un impianto contenente oltre 1 kg di esafluoruro di zolfo deve notificarlo all’UFAM.

2 Nella notifica devono figurare le seguenti indicazioni:

a.
il tipo di apparecchio o d’impianto e la sua ubicazione;
b.
la quantità di esafluoruro di zolfo contenuto in detto apparecchio o impianto;
c.
la data della messa in esercizio o della messa fuori esercizio;
d.
in caso di messa fuori esercizio: il destinatario dell’esafluoruro di zolfo.

7.2.2 Deroghe

1 L’obbligo di notifica di cui al numero 7.2.1 capoverso 1 non si applica ai firmatari di un accordo settoriale ai sensi dell’articolo 41a LPAmb concernente l’esafluoruro di zolfo, se tale accordo settoriale garantisce che l’UFAM venga informato.

2 Non devono essere notificati:

a.
gli apparecchi e gli impianti contenenti oltre 1 kg di esafluoruro di zolfo in sistemi di pressione chiusi ermeticamente secondo la norma SN EN 62271-1:200853, se un firmatario di un accordo settoriale si fa carico dell’obbligo di notifica;
b.
gli apparecchi e gli impianti che servono alla difesa nazionale.

53 Questa norma può essere consultata gratuitamente o ottenuta dietro pagamento presso l’Associazione svizzera di normalizzione (SNV), Sulzerallee 70, 8404Winterthur; www.snv.ch.

7.3 Comunicazione di dati da parte dell’UFAM

L’UFAM è responsabile per la comunicazione dei dati secondo l’articolo 7 capo­verso 3 del Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono.

8 Etichettatura particolare

1 Il fabbricante può immettere sul mercato contenitori che contengono o conterranno sostanze stabili nell’aria elencate nell’allegato I del regolamento (UE) n. 517/201454 e impianti di distribuzione contenenti esafluoruro di zolfo o preparati contenenti esafluoruro di zolfo soltanto se sono provvisti di etichette con i seguenti dati:

a.
la dicitura: «Contiene gas fluorurati a effetto serra»;
b.
le designazioni chimiche abbreviate delle sostanze stabili nell’aria che sono o saranno contenute nei contenitori o impianti, utilizzando la nomenclatura industriale riconosciuta per il campo di applicazione in questione;
c.
le quantità di sostanze in kg e in tonnellate di CO2 equivalenti nonché il potenziale di effetto serra delle sostanze.

2 Il fabbricante di apparecchi o di impianti non menzionati nel capoverso 1, contenenti oltre 1 kg di esafluoruro di zolfo, deve segnalare sugli apparecchi o sugli impianti la presenza di questa sostanza e indicarne la quantità contenuta in detti apparecchi o

impianti.

3 L’etichetta secondo i capoversi 1 e 2 deve essere scritta almeno in due lingue ufficiali, in modo visibile, ben leggibile e indelebile.

54 Regolamento (UE) n. 517/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, sui gas fluorurati a effetto serra e che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006, versione secondo GU L 150 del 20.5. 2014, pag. 195.

9 Obbligo di diligenza per i processi di trasformazione chimica

Chi dispone processi di trasformazione chimica che possono generare come sottoprodotto sostanze stabili nell’aria, può emettere al massimo lo 0,5 per cento di sostanze stabili nell’aria rispetto alla quantità di sostanza di partenza impiegata.

10 Disposizione transitoria

Per i contenitori con sostanze stabili nell’aria elencate nell’allegato A del Protocollo di Kyoto dell’11 dicembre 199755 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Protocollo di Kyoto) e gli impianti di distribuzione contenenti esafluoruro di zolfo o preparati contenenti esafluoruro di zolfo, fino al 31 maggio 2020 è ammessa anche un’etichettatura secondo il numero 5 ORRPChim nella versione del 10 dicembre 201056.

Allegato 1.6 57

57 Aggiornato dal n. I dell’O del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Amianto

1 Definizioni

1 Sono considerate amianto le fibre minerali naturali di:

a.
actinolite (n. CAS 77536-66-4);
b.
amosite (n. CAS 12172-73-5);
c.
antofillite (n. CAS 77536-67-5);
d.
crisotile (n. CAS 12001-29-5);
e.
crocidolite (n. CAS 12001-28-4);
f.
tremolite (n. CAS 77536-68-6).

2 Sono considerati preparati contenenti amianto quelli che contengono amianto non solo come impurità inevitabile.

3 Sono considerati oggetti contenenti amianto quelli che contengono amianto non solo come impurità inevitabile nonché gli apparecchi e gli impianti quali veicoli, macchine e apparecchiature costruiti con componenti contenenti amianto.

2 Divieti

Sono vietati:

a.
l’impiego di amianto;
b.
l’immissione sul mercato di preparati e oggetti contenenti amianto;
c.
l’esportazione di preparati e oggetti contenenti amianto;
d.
l’impiego di preparati e oggetti contenenti amianto.

3 Deroghe

1 Su domanda motivata, l’UFAM può accordare, d’intesa con l’UFSP, deroghe ai divieti di cui al numero 2 lettere a e b se:

a.
secondo lo stato della tecnica non esiste una sostanza alternativa all’amianto e non si usa più amianto di quello necessario per l’impiego al quale il preparato o l’oggetto è destinato;
b.
a causa delle particolari caratteristiche costruttive si possono impiegare soltanto pezzi di ricambio contenenti amianto; oppure
c.
per ragioni estetiche non può essere preso in considerazione alcun materiale sostitutivo privo di amianto per lavori puntuali di riparazione e restauro in edifici esistenti e monumenti.

2 Su domanda motivata, l’UFAM può accordare, d’intesa con l’UFSP, deroghe al divieto di cui al numero 2 lettera b per apparecchi e impianti costruiti con componenti contenenti amianto se:

a.
erano in esercizio prima del 1° marzo 1990; e
b.
contengono solo piccole quantità di amianto e soltanto in forma legata.

3 Su domanda motivata, l’UFAM può accordare, d’intesa con l’UFSP, una deroga al divieto di cui al numero 2 lettera c per apparecchi e impianti costruiti con componenti contenenti amianto se le quantità di amianto contenute sono minime e solo in forma legata.

4 Il divieto di cui al numero 2 lettera d non si applica all’impiego di preparati e oggetti contenenti amianto per uno scopo per il quale è stata consentita l’immissione sul mercato secondo i capoversi 1 o 2 oppure l’esportazione secondo il capoverso 3.

4 Etichettatura particolare

1 Il fabbricante può immettere sul mercato amianto soltanto se l’imballaggio è contrassegnato con:

a.
il nome del fabbricante;
b.
un’indicazione dei pericoli per l’uomo e per l’ambiente e delle misure protettive, redatta in almeno due lingue ufficiali e conforme al modello seguente:

Testa

H = almeno 5 cm

B = almeno 2,5 cm

h1 = 40 per cento di H

h2 = 60 per cento di H

Campo:

testa:

«a» bianco su fondo nero

campo:

testo nero o bianco su fondo rosso

2 Il fabbricante deve apporre le indicazioni di cui al capoverso 1 anche su preparati e oggetti contenenti amianto. Se le indicazioni sono stampate direttamente sul preparato o sull’oggetto, per la testa e la colonna è sufficiente un solo colore, purché si distingua nettamente dallo sfondo. In questo caso le colonne con il testo possono anche essere disposte, sotto un’unica testa, una accanto all’altra o una sotto l’altra.

3 Per quanto concerne gli oggetti, il fabbricante deve apporre bene in vista sui componenti che contengono amianto le indicazioni di cui al capoverso 1.

4 Se, per motivi validi, non è possibile etichettare il preparato o l’oggetto secondo le disposizioni dei capoversi 1–3, l’UFAM, su domanda motivata e, d’intesa con l’UFSP, accorda una deroga temporanea. Esige inoltre che le necessarie indicazioni vengano trasmesse al destinatario in un’altra forma altrettanto chiara.

5 Obbligo di informazione

Se durante l’impiego di preparati o oggetti contenenti amianto possono formarsi polveri fini, il fabbricante deve mettere a disposizione dell’utilizzatore in forma scritta le seguenti informazioni:

a.
l’avviso che un impiego non conforme comporta il pericolo di malattie polmonari e un maggior rischio cancerogeno; e
b.
raccomandazioni sulle misure protettive necessarie.

6 Disposizioni transitorie

1 Il divieto di cui al numero 2 lettera d non si applica agli impieghi di oggetti e preparati contenenti amianto già esistenti prima del 1° giugno 2019.

2 Il divieto di cui al numero 2 lettera a non si applica fino al 30 giugno 2025 all’impiego di amianto nella fabbricazione di diaframmi per impianti di elettrolisi esistenti.

3 I divieti di cui al numero 2 lettere b, c e d non si applicano fino al 30 giugno 2025 ai diaframmi contenenti amianto destinati all’impiego in impianti di elettrolisi esistenti.

Allegato 1.7 58

58 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 25 ott. 2017 (RU 2017 5963). Aggiornato dal n. I dell’O del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Mercurio

1 Immissione sul mercato

1.1 Divieti

1 È vietata l’immissione sul mercato dei seguenti composti di mercurio e dei preparati contenenti tali composti di mercurio se il loro contenuto in massa di mercurio è pari o superiore allo 0,01 per cento:

a.
acetato di fenilmercurio (n. CAS 62-38-4);
b.
propionato di fenilmercurio (n. CAS 103-27-5);
c.
2-etilesanoato di fenilmercurio (n. CAS 13302-00-6);
d.
ottanoato di fenilmercurio (n. CAS 13864-38-5);
e.
neodecanoato di fenilmercurio (n. CAS 26545-49-3);
f.
altri composti di mercurio diversi da quelli menzionati nelle lettere a–e, se sono destinati alla fabbricazione di poliuretani.

2 È vietata l’immissione sul mercato:

a.
di termometri per la misurazione della temperatura corporea e altri strumenti di misurazione contenenti mercurio (n. CAS 7439-97-6) e destinati al grande pubblico;
b.
dei seguenti strumenti di misurazione contenenti mercurio (n. CAS 7439-97-6) o il cui impiego richiede l’uso di mercurio e destinati all’uso professionale o commerciale:
1.
barometri,
2.
igrometri,
3.
manometri,
4.
sfigmomanometri,
5.
estensimetri per l’uso in pletismografi,
6.
tensiometri,
7.
termometri e altre applicazioni termometriche non elettriche,
8.
picnometri,
9.
strumenti per la determinazione del punto di rammollimento;
c.
di interruttori e relè contenenti mercurio (n. CAS 7439-97-6);
d.
dei seguenti tipi di prodotti contenenti composti di mercurio:
1.
prodotti fitosanitari,
2.
biocidi secondo l’articolo 1a dell’ordinanza del 18 maggio 200559 sui biocidi (OBioc),
3.
pitture e lacche,
4.
prodotti cosmetici che, in virtù dell’articolo 54 capoversi 4 e 7 dell’ordinanza del 16 dicembre 201660 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso, non possono contenere composti di mercurio quali conservanti in prodotti per gli occhi,
5.
antisettici topici;
e.
preparati e oggetti contenenti mercurio (n. CAS 7439-97-6) o composti di mercurio destinati a un’utilizzazione ignota prima del 1° gennaio 2018.

3 È inoltre vietata l’immissione sul mercato di oggetti se essi o i loro componenti contengono composti di mercurio di cui al capoverso 1 e il contenuto in massa di mercurio negli oggetti o nei loro componenti è pari o superiore allo 0,01 per cento.

4 Per l’immissione sul mercato di pile, imballaggi e componenti di imballaggi, veicoli e loro materiali e componenti, materiali legnosi nonché di apparecchiature elettriche ed elettroniche e dei loro pezzi di ricambio si applicano gli allegati 2.15-2.18.

1.2 Deroghe

1 I divieti di immissione sul mercato di composti di mercurio di cui al numero 1.1 capoverso 1 e di oggetti di cui al numero 1.1 capoverso 3 non si applicano all’immissione sul mercato per scopi di analisi e ricerca.

2 Il divieto di immissione sul mercato di strumenti di misurazione di cui al numero 1.1 capoverso 2 lettera a non si applica agli apparecchi che il 1° settembre 2015 superavano i 50 anni d’età e sono considerati oggetti d’antiquariato o beni culturali.

3 I divieti di immissione sul mercato di strumenti di misurazione di cui al numero 1.1 capoverso 2 lettera b non si applicano:

a.
agli sfigmomanometri impiegati come standard di riferimento per la convalida di sfigmomanometri esenti da mercurio;
b.
ai termometri destinati esclusivamente all’esecuzione di verifiche basate su norme che prescrivono l’impiego di termometri a mercurio;
c.
alle celle a punto triplo impiegate per la calibrazione di termometri a resistenza di platino;
d.
agli apparecchi che il 1° settembre 2015 superavano i 50 anni d’età e sono considerati oggetti d’antiquariato o beni culturali;
e.
agli apparecchi che sono esposti al pubblico per scopi culturali e storici.

4 Il divieto di immissione sul mercato di cui al numero 1.1 capoverso 2 lettera c non si applica agli interruttori e ai relè:

a.
destinati a essere utilizzati come componenti o pezzi di ricambio per apparecchiature che sono necessarie per la tutela degli interessi di sicurezza essenziali della Svizzera, compresi armi, munizioni e materiale bellico per scopi militari;
b.
destinati a essere utilizzati come componenti o pezzi di ricambio per apparecchiature che, secondo l’allegato 2.18 numero 3, possono comprendere interruttori e relè contenenti mercurio;
c.
destinati a essere utilizzati per altre apparecchiature non menzionate alla lettera b, che sono state o saranno immesse sul mercato secondo l’allegato 2.18 numero 8 capoversi 1 e 4;
d.
destinati a essere utilizzati come pezzi di ricambio per gli oggetti, le apparecchiature, gli utensili di grandi dimensioni, gli impianti di grandi dimensioni, i mezzi di trasporto, le macchine, i pannelli fotovoltaici e gli organi a canne di cui all’articolo 2 paragrafo 4 lettere b−k della direttiva 2011/65/UE61.

5 Il divieto di immissione sul mercato di biocidi di cui al numero 1.1 capoverso 2 lettera d numero 2 non si applica agli scopi di ricerca e di sviluppo.

6 Il divieto di immissione sul mercato di cui al numero 1.1 capoverso 2 lettera e non si applica:

a.
ai preparati e agli oggetti contenenti mercurio che sono necessari per la tutela degli interessi di sicurezza essenziali della Svizzera, compresi armi, munizioni e materiale bellico per scopi militari;
b.
ai preparati e agli oggetti contenenti mercurio per l’impiego nello spazio;
c.
ai preparati contenenti mercurio per l’impiego come sostanze ausiliarie nei processi di fabbricazione industriali, la cui utilizzazione è stata autorizzata secondo il numero 3.2.1 capoverso 1.

61 Direttiva 2011/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2011, sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, GU L 174 del 1.7.2011, pag. 88, modificata da ultimo dalla direttiva (UE) 2017/2102, GU L 305 del 21.11.2017, pag. 8.

1.3 Deroghe con autorizzazione

1.3.1 Principio

L’UFAM, d’intesa con l’UFSP, può, su domanda, autorizzare deroghe temporanee al divieto di cui al numero 1.1 capoverso 2 lettera e.

1.3.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

È rilasciata un’autorizzazione eccezionale se:

a.
per motivi tecnici non è possibile un impiego del preparato o dell’oggetto senza mercurio o l’impiego del preparato o dell’oggetto senza mercurio non è finanziariamente sostenibile da un’impresa media ed economicamente sana del settore in questione; ed
b.
è fornita la prova che l’impiego del preparato contenente mercurio o dell’oggetto contenente mercurio non comporta alcun rischio considerevole per la salute umana e l’ambiente.

1.3.3 Domanda

Nella domanda devono figurare almeno:

a.
indicazioni sullo scopo a cui il preparato contenente mercurio o l’oggetto contenente mercurio è destinato e sulla funzione del mercurio o del composto di mercurio;
b.
indicazioni sul contenuto in massa del mercurio o sull’identità e sul contenuto in massa del composto di mercurio nel preparato o nell’oggetto;
c.
indicazioni sulla quantità annua prevista del preparato o sul peso complessivo degli oggetti che si intendono immettere sul mercato;
d.
una valutazione dei rischi per la salute umana e per l’ambiente legati all’impiego del preparato o dell’oggetto nonché indicazioni sulle necessarie misure di protezione;
e.
un’analisi se sussiste il presupposto di cui al numero 1.3.2 lettera a;
f.
una descrizione delle attività di ricerca e di sviluppo svolte al fine di rinunciare all’impiego di mercurio nel preparato o nell’oggetto.

1.4 Importazione

1.4.1 Obbligo di autorizzazione

1 Necessita di un’autorizzazione dell’UFAM chi intende importare a scopi professionali o commerciali:

a.
mercurio (n. CAS 7439-97-6);
b.
un preparato con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento;
c.
un composto di mercurio non menzionato al numero 1.1 capoverso 1;
d.
una lega di mercurio.

2 Necessita di un’autorizzazione d’importazione secondo il capoverso 1 chi intende stoccare le sostanze e i preparati ivi menzionati o altri composti di mercurio in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale.

1.4.2 Deroga

Non necessita di un’autorizzazione chi importa:

a.
mercurio (n. CAS 7439-97-6) o un preparato con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento da uno Stato Parte62 della Convenzione del 10 ottobre 201363 sul mercurio (Convenzione di Minamata), se la sostanza o il preparato è destinato a scopi di analisi e ricerca;
b.
un composto di mercurio o una lega di mercurio se la sostanza o il preparato è destinato a scopi di analisi e ricerca;
c.
una sostanza menzionata alla lettera a o b oppure un preparato ivi menzionato per essere utilizzato quale sostanza, o in un preparato o in un oggetto, se la sostanza, il preparato o l’oggetto è destinato a scopi di analisi e di ricerca.

62 La lista delle Parti è pubblicata sul sito Internet dell’UFAM:> Prodotti chimici > Disposizioni e procedure.

63 RS 0.814.82

1.4.3 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

Un’autorizzazione d’importazione è rilasciata su domanda se:

a.
la sostanza o il preparato destinati all’importazione sono previsti per un impiego autorizzato secondo il numero 3;
b.
l’importatore conferma che la sostanza o il preparato destinati all’impor­ta­zione non sono destinati a essere riesportati in forma chimica modificata o meno;
c.
nel caso in cui il Paese di esportazione non è Parte della Convenzione di Minamata, all’UFAM è presentata una certificazione del Paese di esportazione secondo la quale il mercurio (n. CAS 7439-97-6) o il preparato con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento destinato all’esportazione non proviene né dall’estrazione primaria di mercurio né da un’industria che produce cloro-alcali.

1.4.4 Domanda

Nella domanda devono figurare almeno:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
il nome e l’indirizzo dell’esportatore estero;
c.
per ogni sostanza e ogni preparato da importare:
1.
il nome chimico secondo una nomenclatura internazionale riconosciuta,
2.
la voce tariffale secondo gli allegati della legge del 9 ottobre 198664 sulla tariffa delle dogane (LTD),
3.
il tipo d’impiego,
4.
la quantità prevista per l’importazione in chilogrammi,
5.
la conferma di cui al numero 1.4.3 lettera b;
d.
la certificazione di cui al numero 1.4.3 lettera c.

1.4.5 Decisione

1 L’UFAM decide entro 30 giorni dalla ricezione della documentazione richiesta. Attribuisce un numero all’autorizzazione d’importazione.

2 Un’autorizzazione d’importazione è rilasciata per un periodo limitato a un massimo di 12 mesi.

1.4.6 Obblighi al momento dell’importazione e del conferimento in un deposito

1 La persona soggetta all’obbligo di dichiarazione di cui all’articolo 26 della legge del 18 marzo 200565 sulle dogane (LD) deve indicare nella dichiarazione doganale:

a.
che l’importazione di mercurio (n. CAS 7439-97-6), di un preparato con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento, di un composto di mercurio o di una lega di mercurio è soggetta ad autorizzazione secondo il presente allegato;
b.
il numero dell’autorizzazione d’importazione.

2 Su domanda dell’ufficio doganale la persona soggetta all’obbligo di dichiarazione deve presentare una copia dell’autorizzazione d’importazione secondo il presente allegato.

3 In caso di stoccaggio in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale, il depositario o il depositante devono indicare il numero dell’autorizzazione d’importazione in un inventario di tutte le merci depositate.

1.4.7 Obbligo di conservazione

Il detentore dell’autorizzazione d’importazione deve conservarla per un periodo di cinque anni.

1.5 Obbligo di notifica

1 Chi importa mercurio (n. CAS 7439-97-6), un preparato con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento, un composto di mercurio o una lega di mercurio e, secondo il numero 1.4.2, non necessita di un’autorizzazione d’importazione, deve comunicare all’UFAM ogni anno entro il 30 aprile le quantità importate l’anno precedente, suddivise per sostanze e preparati.

2 Chi fornisce per la prima volta mercurio proveniente da rifiuti trattati in Svizzera o un composto di mercurio proveniente da rifiuti trattati in Svizzera deve comunicare all’UFAM ogni anno entro il 30 aprile le quantità fornite l’anno precedente, suddivise per sostanze e per il nome e l’indirizzo dei destinatari.

2 Esportazione

2.1 Divieti

È vietata l’esportazione di strumenti di misurazione, interruttori e relè che non possono essere immessi sul mercato.

2.2 Autorizzazione d’esportazione

2.2.1 Obbligo di autorizzazione

Chi intende esportare mercurio (n. CAS 7439-97-6) o preparati con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento destinati all’uso professionale o commerciale, o intende trasferirli in un altro Paese da un deposito doganale aperto, da un deposito di merci di gran consumo o da un deposito franco doganale, necessita di un’autorizzazione dell’UFAM.

2.2.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

1 Un’autorizzazione d’esportazione è rilasciata su domanda se il mercurio (n. CAS 7439-97-6) o i preparati con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento sono destinati, nel Paese di importazione, a scopi di analisi e ricerca e se all’UFAM è stata presentata una certificazione del Paese di importazione che approva tale importazione.

2 Se l’esportazione è destinata a un Paese che non è Parte66 della Convenzione di Minamata, l’autorizzazione d’esportazione è rilasciata solo se è presentata all’UFAM una certificazione del Paese di importazione, secondo la quale quest’ultimo ha definito misure volte a proteggere la salute umana e l’ambiente per la manipolazione del mercurio.

66 La lista delle Parti è pubblicata sul sito Internet dell’UFAM:> Prodotti chimici >> Disposizioni e procedure.

2.2.3 Domanda

Nella domanda devono figurare almeno:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
i nomi e gli indirizzi degli importatori esteri, suddivisi per Paesi destinatari;
c.
la quantità prevista per l’esportazione in chilogrammi, per importatore e Paese destinatario;
d.
la data prevista per la prima esportazione, indicata per Paese destinatario;
e.
la conferma che il mercurio (n. CAS 7439-97-6) o i preparati con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento sono esportati a scopi di analisi e ricerca;
f.
le certificazioni di cui al numero 2.2.2 capoversi 1 e 2.

2.2.4 Decisione

1 L’UFAM decide entro 30 giorni dalla ricezione della documentazione richiesta. Attribuisce un numero all’autorizzazione d’esportazione.

2 L’autorizzazione d’esportazione è rilasciata per un periodo massimo di 12 mesi e scade di volta in volta al termine dell’anno civile.

2.2.5 Obblighi in caso di esportazione

1 La persona soggetta all’obbligo di dichiarazione di cui all’articolo 26 della LD deve indicare nella dichiarazione doganale:

a.
che l’esportazione di mercurio (n. CAS 7439-97-6) o di un preparato con un contenuto in massa di mercurio pari o superiore al 95 per cento è soggetta ad autorizzazione secondo il presente allegato;
b.
il numero dell’autorizzazione d’esportazione.

2 Su domanda dell’ufficio doganale la persona soggetta all’obbligo di dichiarazione deve presentare una copia dell’autorizzazione d’esportazione secondo il presente allegato.

3 Nel caso di uno stoccaggio in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale, il depositario o il depositante deve indicare il numero dell’autorizzazione d’esportazione in un inventario di tutte le merci depositate.

2.2.6 Obbligo di conservazione

L’esportatore deve conservare l’autorizzazione d’esportazione per un periodo di cinque anni.

3 Impiego

3.1 Divieti

È vietato l’impiego di:

a.
mercurio (n. CAS 7439-97-6), composti di mercurio e preparati mercuriali per la fabbricazione di:
1.
sostanze, preparati e oggetti contenenti mercurio, nella misura in cui, conformemente ai numeri 1.1 capoversi 1–3, 1.2 e 1.3, non possono essere immessi sul mercato,
2.
pile con un tenore di mercurio superiore a 5 mg per kg e loro componenti;
b.
amalgama dentale, se per ragioni mediche è possibile preferire un altro materiale da otturazione;
c.
mercurio (n. CAS 7439-97-6), composti di mercurio e preparati mercuriali come sostanze ausiliarie in processi di fabbricazione industriali.

3.2 Deroghe

3.2.1 Principio

1 Se il mercurio (n. CAS 7439-97-6), il composto di mercurio o il preparato mercuriale non è destinato all’elettrolisi cloroalcalina o alla fabbricazione di acetaldeide, cloruro di vinile, metilato o etilato di sodio o potassio, su domanda l’UFAM può, d’intesa con l’UFSP, autorizzare deroghe temporanee al divieto di cui al numero 3.1 lettera c.

2 È considerata autorizzazione concessa ai sensi del capoverso 1 un’autorizzazione basata sul numero 2.2 capoverso 1 del presente allegato nella versione del 1° luglio 201567.

3.2.2 Presupposti per il rilascio dell’autorizzazione

È concessa una deroga se:

a.
per motivi tecnici non è possibile utilizzare sostanze ausiliarie esenti da mercurio o l’impiego di queste sostanze ausiliarie non è finanziariamente sostenibile da un’impresa media ed economicamente sana del settore in questione; e
b.
la quantità di emissioni di mercurio nell’ambiente è ridotta al minimo e sono adottate le necessarie misure volte a proteggere la salute umana e l’ambiente.

3.2.3 Domanda

Nella domanda devono figurare almeno:

a.
l’identità della sostanza ausiliaria contenente mercurio e indicazioni sull’impiego per il quale si chiede l’omologazione della sostanza ausiliaria;
b.
un bilancio del mercurio comprendente indicazioni in merito alla permanenza del mercurio nell’ambiente e nei rifiuti;
c.
una valutazione dei rischi per la salute umana e per l’ambiente legati all’impiego della sostanza ausiliaria nonché indicazioni sulle necessarie misure di protezione;
d.
un’analisi se è soddisfatto il presupposto di cui al numero 3.2.2 lettera a;
e.
una descrizione delle attività di ricerca e di sviluppo svolte al fine di rinunciare all’impiego di sostanze contenenti mercurio.

4 Disposizioni transitorie

4.1 Immissione sul mercato

1 I divieti di cui al numero 1.1 capoversi 1 lettere a–e e 3 non si applicano ai composti di mercurio nonché ai preparati e agli oggetti contenenti composti di mercurio di cui al numero 1.1 capoverso 1 lettere a–e immessi sul mercato per la prima volta prima del 10 ottobre 2017.

2 I divieti di cui al numero 1.1 capoversi 1 lettera f e 3 non si applicano ai composti di mercurio nonché ai preparati e agli oggetti contenenti composti di mercurio di cui al numero 1.1 capoverso 1 lettera f immessi sul mercato per la prima volta prima del 1° gennaio 2018.

3 Il divieto di cui al numero 1.1 capoverso 2 lettera b non si applica all’immissione sul mercato di sfigmomanometri destinati ad analisi epidemiologiche non ancora concluse al 1° settembre 2015.

4.2 Esportazione

1 In deroga ai numeri 2.2.1–2.2.2, su domanda l’UFAM autorizza l’esportazione di mercurio (n. CAS 7439-97-6) importato prima del 1° gennaio 2018 o ottenuto in Svizzera da rifiuti contenenti mercurio per le utilizzazioni seguenti fino alle date ivi indicate, se gli è presentata una certificazione del Paese di importazione, che approva l’importazione:

Utilizzazione

Data

Fabbricazione di lampade a scarica

31 dicembre 2020

Manutenzione di saldatrici a rulli che funzionano con teste contenenti mercurio

31 dicembre 2020

Fabbricazione di capsule di amalgama dentale

31 dicembre 2027

2 Se l’esportazione è destinata a un Paese che non è Parte68 della Convezione di Minamata, l’autorizzazione d’esportazione è rilasciata solo se è presentata all’UFAM una certificazione del Paese di importazione, secondo la quale quest’ultimo ha definito misure volte a proteggere la salute umana e l’ambiente per la manipolazione del mercurio.

3 Nella domanda devono figurare almeno:

a.
il nome e l’indirizzo del richiedente;
b.
il nome e l’indirizzo dell’importatore estero;
c.
il tipo d’impiego;
d.
la quantità prevista per l’esportazione in chilogrammi;
e.
una dichiarazione scritta del destinatario, nella quale egli si impegna a utilizzare il mercurio (n. CAS 7439-97-6) per uno degli impieghi menzionati al capoverso 1;
f.
le certificazioni di cui ai capoversi 1 e 2.

4 Per la decisione, gli obblighi in caso di esportazione e l’obbligo di conservare i documenti si applicano i numeri 2.2.4–2.2.6.

5 Il DATEC può prorogare il termine per la fabbricazione di capsule di amalgama dentale indicato nel capoverso 1. Nel concedere la proroga tiene conto della domanda di mercurio per l’uso nell’amalgama dentale nelle Parti alla Convenzione di Minamata, dei provvedimenti volti a ridurre il rilascio di mercurio derivante dall’uso di amalgama dentale adottati dalle Parti nonché dello stato dell’attuazione dell’abbandono dell’uso di amalgama dentale nell’Unione europea.

68 La lista delle Parti è pubblicata sul sito Internet dell’UFAM:> Prodotti chimici >> Disposizioni e procedure.

4.3 Utilizzazione

Una richiesta basata sul numero 2.2 capoverso 1 conformemente al diritto previgente viene valutata secondo il diritto previgente.

Allegato 1.8 69

69 Aggiornato dall’all. 2 n. II 2 dell’O del 23 nov. 2005 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (RU 2005 5451), dal n. I delle O del 25 ott. 2017 (RU 2017 5963) e del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Octilfenolo, nonilfenolo e loro etossilati

1 Divieti

1 È vietata l’immissione sul mercato dei seguenti tipi di prodotto se il loro contenuto in massa di octilfenolo (formula bruta C14H22O), nonilfenolo (formula bruta C15H24O) o dei loro etossilati è pari o superiore allo 0,1 per cento:

a.
detersivi per tessili secondo l’allegato 2.1;
b.
prodotti di pulizia secondo l’allegato 2.2;
c.
cosmetici secondo l’articolo 53 dell’ordinanza del 16 dicembre 201670 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso;
d.
prodotti per la lavorazione dei tessili;
e.
prodotti per la lavorazione della pelle;
f.
prodotti per la lavorazione dei metalli;
g.
mezzi ausiliari per la produzione di cellulosa e di carta;
h.
grasso da mungitura che contiene queste sostanze come emulsionanti;
i.
biocidi e prodotti fitosanitari che contengono tali sostanze come sostanze ausiliarie per la loro formulazione.

2 È vietato l’impiego di octilfenolo, nonilfenolo e loro etossilati a scopi per i quali sono impiegati i tipi di prodotti di cui al capoverso 1.

3 È vietata l’immissione sul mercato di fibre tessili lavabili nonché di prodotti tessili semilavorati e lavorati come fibre, filati, tessuti, pannelli a maglia, prodotti tessili per interni, accessori o abbigliamento se il loro contenuto in massa di etossilati di nonilfenolo è pari o superiore allo 0,01 per cento rispetto alla componente tessile.

2 Deroghe

I divieti di cui al numero 1 non si applicano:

a.
agli spermicidi;
b.
ai prodotti per la lavorazione dei tessili e del cuoio se:
1.
durante i trattamenti non vengono liberati nelle acque di scarico etossilati di octilfenolo o di nonilfenolo, oppure
2.
in impianti per trattamenti speciali come la sgrassatura di pelli di pecora la frazione organica è eliminata completamente dall’acqua di processo prima del trattamento biologico delle acque di scarico;
c.
ai prodotti per la lavorazione dei metalli destinati all’impiego in sistemi controllati e chiusi nei quali il liquido detergente è riciclato o incenerito;
d.
alle fibre tessili e ai prodotti tessili semilavorati e lavorati se il superamento del valore limite di cui al numero 1 capoverso 3 è riconducibile al riciclaggio di prodotti tessili e se gli etossilati di nonilfenolo non sono aggiunti durante il processo di fabbricazione.

3 Disposizioni transitorie

1 Gli etossilati di octilfenolo e di nonilfenolo possono essere immessi sul mercato come sostanze ausiliarie per la formulazione nei biocidi o nei prodotti fitosanitari la

cui immissione sul mercato è stata autorizzata prima del 1° agosto 2005 ancora fino allo scadere della durata di validità di tale autorizzazione.

2 Gli etossilati di octilfenolo e di nonilfenolo possono essere impiegati come sostanze ausiliarie per la formulazione nei biocidi o nei prodotti fitosanitari conformemente al capoverso 1.

3 Il divieto di cui al n. 1 capoverso 3 non si applica alle fibre tessili e ai prodotti tessili semilavorati e lavorati contenenti etossilati di nonilfenolo immessi sul mercato per la prima volta prima del 1° giugno 2022.

Allegato 1.9 71

71 Aggiornato dal n. II cpv. 3 dell’O del 7 nov. 2012 (RU 2012 6161) e dal n. I dell’O del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° dic. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Sostanze con effetti ignifughi

1 Composti organofosforici

1.1 Definizione

Sono considerati composti organofosforici con effetti ignifughi:

a.
tris-(2,3 dibromopropil)fosfato (n. CAS 126-72-7);
b.
tris-(aziridinil)-fosfinossido (n. CAS 545-55-1).

1.2 Divieto

I prodotti tessili che contengono sostanze secondo il numero 1.1 e che sono destinati a essere portati direttamente o indirettamente sul corpo (abiti, parrucche, costumi di carnevale, ecc.) o all’arredamento e al rivestimento di locali (lenzuola, tovaglie, tappezzeria per mobili, tappeti, tende, ecc.) non possono essere immessi sul mercato dal fabbricante.

2 Decabromodifeniletere

2.1 Definizioni

1 Per aeromobile ai sensi del numero 4 lettera a, numeri 1 e 3 si intende:

a.
un aeromobile civile che è stato prodotto conformemente a un certificato di omologazione rilasciato conformemente al regolamento (UE) 2018/113972 o a un’approvazione del progetto rilasciata conformemente alle disposizioni nazionali di uno Stato parte della Convenzione del 7 dicembre 194473 relativa all’aviazione civile internazionale dell’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale (OACI) o per il quale è stato rilasciato un certificato di aeronavigabilità da uno Stato parte dell’OACI conformemente all’allegato 8 della Convenzione74;
b.
un aeromobile militare.

2 Per veicolo a motore ai sensi del numero 4 lettera a numeri 2 e 4 si intende un veicolo che rientra nelle classi M, N o O secondo l’allegato II parte A punto 1 della direttiva 2007/46/CE75.

72 Regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE) n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive 2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91 del Consiglio, GU L 212 del 22.8.2018, pag. 1.

73 RS 0.748.0

74 L’elenco degli Stati è disponibile su Internet all’indirizzo www.icao.int > Au sujet de l’OACI > Liste – États membres de l’OACI.

75 Direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che istituisce un quadro per l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli (direttiva quadro), GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1; modificata da ultimo dal regolamento (UE) 2017/1347, modificato dalla GU L 192 del 24.7.2017, pag. 1.

2.2 Divieti

1 Sono vietati la fabbricazione, l’immissione sul mercato e l’uso di decabromodifenil-etere (DecaBDE, n. CAS 1163-19-5) e di sostanze e preparati contenenti decaBDE, se non come impurità inevitabile.

2 I nuovi oggetti non possono essere immessi sul mercato se essi o parti di essi contengono DecaBDE non solo come impurità inevitabile.

3 L’allegato 2.18 si applica alle apparecchiature elettriche ed elettroniche contenenti DecaBDE.

3 Sali di ammonio inorganici76

76 In vigore dal 1° gen. 2021 (RU 2019 1495).

3.1 Divieto

1 I materiali isolanti in cellulosa in forma sfusa e gli oggetti contenenti materiali isolanti in cellulosa non possono essere immessi sul mercato o impiegati se contengono sali di ammonio inorganici, a meno che l’emissione di ammoniaca derivante dai materiali isolanti in cellulosa misurata in una camera di saggio nelle condizioni di prova di cui al capoverso 2 non produca una concentrazione inferiore a 3 ppm in volume (2,12 mg/m3).

2 La conformità con il valore limite di emissione di cui al capoverso 1 è dimostrata conformemente alla norma SN EN 16516: 201777, con i seguenti criteri:

a.
la durata della prova è di almeno 14 giorni;
b.
l’emissione di gas di ammoniaca è misurata almeno una volta al giorno per l’intera durata della prova;
c.
il valore limite di emissione indicato nel capoverso 1 non è raggiunto né superato in nessuna delle misurazioni effettuate durante la prova;
d.
l’umidità relativa è del 90 per cento;
e.
è utilizzato un metodo appropriato per misurare l’emissione di gas di ammoniaca;
f.
il tasso di carico, espresso in spessore e densità, è registrato durante il campionamento dei materiali o degli oggetti isolanti in cellulosa da sottoporre a prova.

77 La norma può essere consultata gratuitamente o ottenuta dietro pagamento presso l’Associazione svizzera di normalizzione (SNV), Sulzerallee 70, 8404Winterthur; www.snv.ch.

3.2 Deroga

Il numero 3.1 capoverso 1 non si applica al materiale isolante in cellulosa in forma sfusa utilizzato per la fabbricazione di un oggetto per il quale viene dimostrato il rispetto del valore limite di emissione per l’ammoniaca di 3 ppm secondo il numero 2.1 capoverso 2.

3.3 Etichettatura particolare

Chi immette sul mercato materiale isolante in cellulosa in forma sfusa contenente sali di ammonio inorganici deve fornire agli acquirenti informazioni sul tasso di carico massimo consentito mediante un’etichetta o un’altra indicazione scritta equivalente.

3.4 Osservazione delle indicazioni del responsabile dell’immissione sul mercato

Chi utilizza materiale isolante in cellulosa contenente sali di ammonio inorganici non può superare il tasso di carico massimo consentito comunicato da chi ha immesso sul mercato il prodotto.

4 Disposizioni transitorie

I divieti di cui al numero 2.2 capoversi 1 e 2 non si applicano per:

a.
l’immissione sul mercato dei seguenti articoli contenenti DecaBDE:
1.
aeromobili costruiti prima del 2 marzo 2027, se l’omologazione dell’aeromobile è stata concessa prima del 1° dicembre 2022,
2.
veicoli a motore prodotti prima del 1° dicembre 2019,
3.
componenti per la costruzione di aeromobili che possono essere immessi sul mercato conformemente al numero 1 e componenti per la riparazione e la manutenzione di tali aeromobili,
4.
componenti per la riparazione e la manutenzione dei veicoli a motore che possono essere immessi sul mercato conformemente al numero 2, a condizione che i componenti siano destinati ai seguenti usi:
gruppo motopropulsore e attrezzature sotto il cofano motore
sistemi di alimentazione del carburante
dispositivi pirotecnici ed elementi associati
applicazioni di sospensione
parti in plastica rinforzata e tessili
attrezzatura sotto il cruscotto
apparecchiature elettriche ed elettroniche
applicazioni interne;
b.
la fabbricazione, l’immissione sul mercato e l’uso di decaBDE e di sostanze e preparati contenenti decaBDE per:
1.
finalità di analisi e di ricerca,
2.
la fabbricazione di componenti per veicoli che possono essere immessi sul mercato conformemente alla lettera a numeri 3 e 4.

Allegato 1.10 78

78 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 dell’O del 7 nov. 2012 (RU 2012 6161). Aggiornato dal n. I dell’O del 25 ott. 2017 (RU 2017 5963), del 17 apr. 2019 (RU 2019 1495), dall’all. n. 2 dell’O del 18 nov. 2020 (RU 2020 5125) e dal n. I dell’O dell’UFSP del 1° feb. 2021, in vigore dal 1° mar. 2021 (RU 2021 70).

(art. 3)

Sostanze cancerogene, mutagene o pericolose per la riproduzione

1 Divieto

1 Le sostanze cancerogene, mutagene o pericolose per la riproduzione di cui all’allegato XVII appendici 1–6 del regolamento (CE) n. 1907/2006 (regolamento EU-REACH)79 nonché le sostanze e i preparati che contengono sostanze di questo tipo non possono essere forniti al grande pubblico se il loro contenuto in massa supera il valore soglia determinante di cui all’allegato I punto 1.1.2.2 del regolamento (CE) n. 1272/200880.

2 L’UFSP, d’intesa con l’UFAM e con la SECO, adegua il capoverso 1 alle modifiche dell’allegato XVII appendici 1–6 del regolamento (CE) n. 1907/2006.

3 È vietato l’impiego di carta termica con un contenuto in massa di bisfenolo A (n. CAS 80-05-7) o bisfenolo S (n. CAS 80-09-1) dello 0,02 per cento o superiore.

79 Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE, GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1; modificato da ultimo dal regolamento (UE) 2020/2096, GU L 425 del 16.12.2020, pag. 3.

80 Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006, GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1; modificato da ultimo dal regolamento delegato (UE) 2018/1182, GU L 261 dell’11.8.2020 pag. 2.

2 Deroghe

1 Il divieto di cui al numero 1 capoverso 1 non si applica a:

a.
farmaci;
b.
colori per la pittura artistica, fatto salvo l’allegato 1.17;
c.
carburanti per motori;
d.
prodotti derivati da oli minerali utilizzati come combustibili in impianti di combustione mobili o fissi e come combustibili in sistemi chiusi;
e.
sostanze di cui all’allegato XVII appendice 11 colonna 1 del regolamento (CE) n. 1907/200681 con le applicazioni ivi elencate alla colonna 2 ed eventuali limitazioni.

1bis Il divieto di cui al numero 1 capoverso 3 non si applica alla carta termica utilizzata per applicazioni speciali che richiedono specifiche tecniche aggiuntive. Tra queste rientrano in particolare le applicazioni:

a.
applicazioni nel settore medico e dei laboratori;
b.
etichette autoadesive;
c.
biglietti d’entrata e titoli di trasporto con funzionalità aggiuntive.

2 L’UFSP, d’intesa con l’UFAM e con la SECO, adegua il capoverso 1 lettera e alle modifiche dell’allegato XVII appendice 11 del regolamento (CE) n. 1907/2006.

3 Per le sostanze cancerogene, mutagene e pericolose per la riproduzione contenute in prodotti cosmetici si applica l’ordinanza del 16 dicembre 201682 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso.

81 Cfr. nota al n. 1 cpv. 1.

82 RS 817.02

3 Etichettatura particolare

1 L’imballaggio di sostanze e preparati che rientrano nel divieto di cui al numero 1 deve recare la seguente indicazione: «A uso esclusivamente commerciale».

2 L’etichetta deve essere scritta in almeno due lingue ufficiali, in modo visibile, leggibile e indelebile.

4 Disposizione transitoria della modifica del 1° febbraio 2021

Le seguenti sostanze che in virtù del regolamento (UE) 2020/209683 sono ora elencate nell’allegato XVII appendici 1–6 del regolamento EU-REACH nonché le sostanze e i preparati che contengono sostanze di questo tipo possono essere forniti al grande pubblico fino alle seguenti date:

a.
fino al 4 luglio 2021: le sostanze pirocatecolo (CAS 120-80-9), acetaldeide (CAS 75-07-0), spirodiclofen (CAS 148477-71-8), 2-benzil-2-dimetilammino-4′-morfolinobutirofenone (CAS 119313-12-1), propiconazolo (CAS 60207-90-1) e 1-vinilimidazolo (CAS 1072-63-5);
b.
fino al 30 settembre 2021: tutte le sostanze non contemplate dalla lettera a.

83 Regolamento (UE) 2020/2096 della Commissione, del 15 dicembre 2020, recante modifica dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), per quanto riguarda le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR), i dispositivi disciplinati dal regolamento (UE) 2017/745 del Parlamento europeo e del Consiglio, gli inquinanti organici persistenti, determinate sostanze o miscele liquide, il nonilfenolo e i metodi di prova per i coloranti azoici, versione della GU L 425 del 16.12.2020, pag. 3.

Allegato 1.11 84

84 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 dell’O del 7 nov. 2012 (RU 2012 6161). Aggiornato dal n. I dell’O del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Sostanze liquide pericolose

1 Definizione

Sono considerati sostanze o preparati liquidi pericolosi i preparati liquidi con una delle caratteristiche di cui all’articolo 2 paragrafo 2 della direttiva 1999/45/CE85 e le sostanze e i preparati liquidi che soddisfano i criteri relativi a una delle seguenti classi o categorie di pericolo di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1272/200886:

a.
classi di pericolo 2.1–2.4, 2.6, 2.7, 2.8 tipi A e B, 2.9, 2.10, 2.12, 2.13 categorie 1 e 2, 2.14 categorie 1 e 2, 2.15 tipi A–F;
b.
classi di pericolo 3.1–3.6, 3.7 con effetti nocivi sulla funzione sessuale e la fertilità o sullo sviluppo, 3.8 con effetti diversi dagli effetti narcotici, 3.9 e 3.10;
c.
classe di pericolo 4.1;
d.
classe di pericolo 5.1.

85 Direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 1999, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi, GU L 200 del 30.7.1999, pag. 1; modificata l’ultima volta dal regolamento (CE) n. 1272/2008, GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1. I testi degli atti giuridici dell’UE citati nel presente allegato possono essere consultati all’indirizzo http://eur-lex.europa.eu/.

86 Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006, GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1; modificato l’ultima volta dal regolamento (UE) n. 618/2012, GU L 179 dell’11.7.2012, pag. 3.

2 Divieti

1 È vietata l’immissione sul mercato di sostanze e preparati liquidi pericolosi in:

a.
oggetti per la decorazione che producono effetti di luce e colore per mezzo di cambiamento di fase;
b.
giochi scherzosi;
c.
giochi o oggetti che, oltre all’uso prestabilito, fungono anche da decora­zione.

2 Non devono contenere né coloranti, eccetto per motivi fiscali, né sostanze odorose le sostanze e i preparati liquidi pericolosi:

a.
che sono classificati come pericolosi se inalati e contrassegnati con la frase R 65 secondo l’allegato III della direttiva 67/548/CEE87 o con la frase H304 secondo l’allegato III del regolamento (CE) n. 1272/200888; e
b.
che possono essere impiegati come combustibile in lampade ornamentali (oli lampanti) e sono destinati al grande pubblico.

87 Direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose, GU L 196 del 16.8.1967, pag. 1; modificata l’ultima volta dalla direttiva 2009/2/CE, GU L 11 del 16.1.2009, pag. 6.

88 Cfr. nota al n. 1.

3 Etichettatura particolare

1 Gli oli lampanti etichettati con la frase R 65 o H304 e destinati al grande pubblico devono recare l’indicazione seguente sull’imballaggio: «Le lampade riempite con questo liquido sono da conservare lontano dalla portata dei bambini. Ingerire dell’olio, anche se in piccola quantità, o succhiare lo stoppino può causare lesioni polmonari potenzialmente fatali».

2 Gli accendifuoco liquidi etichettati con la frase R 65 o H304 e destinati al grande pubblico devono recare l’indicazione seguente sull’imballaggio: «Anche un solo sorso di accendifuoco può causare lesioni polmonari potenzialmente fatali».

3 L’etichetta deve essere scritta in almeno due lingue ufficiali, ben leggibile e indelebile.

4 Imballaggio particolare

1 Gli oli lampanti e gli accendifuoco liquidi che riportano la frase di rischio R 65 o H304 e sono destinati al grande pubblico devono essere imballati in un recipiente nero e opaco, con una capacità non superiore a un litro.

2 Le lampade a olio decorative destinate al grande pubblico possono essere immesse sul mercato solo se conformi alle norma SN EN 14059:200289.

89 Questa norma può essere consultata gratuitamente o ottenuta dietro pagamento presso l’Associazione svizzera di normalizzione (SNV), Sulzerstrasse 70, 8404Winterthur; www.snv.ch.

Allegato 1.12 90

90 Nuovo testo giusta il n. I 2 dell’O del 15 dic. 2006, in vigore dal 1° mar. 2007 (RU 2007111).

(art. 3)

Benzene e omologhi

1 Benzene

1.1 Divieti

1 Sono vietati l’immissione sul mercato e l’impiego di benzene (n. CAS 71-43-2).

2 Sono inoltre vietati l’immissione sul mercato e l’impiego di sostanze e preparati con un contenuto in massa di benzene pari o superiore allo 0,1 per cento.

1.2 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 1.1 non si applicano quando devono essere impiegati benzene nonché sostanze e preparati che contengono benzene:

a.
in sistemi chiusi nell’ambito di processi industriali;
b.
a scopi di analisi e di ricerca.

2 Per le benzine sono fatte salve le disposizioni dell’ordinanza del 16 dicembre 198591 contro l’inquinamento atmosferico.

2 Toluene92

92 In vigore dal 1° set. 2008 (RU 2007111).

Sono vietati l’immissione sul mercato e l’impiego di toluene (n. CAS 108-88-3) e preparati con un contenuto in massa pari o superiore allo 0,1 per cento di toluene in colle e vernici spray destinate alla vendita al pubblico.

Allegato 1.13 93

93 Aggiornato dall’all. 2 n. II 2 dell’O del 23 nov. 2005 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (RU 2005 5451) e dal n. I dell’O del 25 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 5963).

(art. 3)

Nitroaromatici, ammine aromatiche e coloranti azoici

1 Definizione

È considerato colorante blu il colorante azoico con i seguenti componenti:

a.
disodio-(6-(4-anisidino)-3-sulfonato-2-(3,5-dinitro-2-ossidofenilazo)-1-naftolato)(1-(5-cloro-2-ossidofenilazo)-2-naftolato)cromato(1-)
(formula bruta C39H23ClCrN7O12S.2Na; n. CAS 118685-33-9); e
b.
trisodio bis(6-(4-anisidino)-3-sulfonato-2-(3,5-dinitro-2-ossidofenilazo)-1-naftolato)cromato(1-) (formula bruta C46H30CrN10O20S2.3Na).

2 Divieti

1 Sono vietati l’immissione sul mercato e l’impiego delle seguenti sostanze:

a.
2-naftilamina (n. CAS 91-59-8) e i suoi sali;
b.
4-aminobifenile (n. CAS 92-67-1) e i suoi sali;
c.
benzidina (n. CAS 92-87-5) e i suoi sali;
d.
4-nitrobifenile (n. CAS 92-93-3).
2 Sono inoltre vietati l’immissione sul mercato e l’impiego di sostanze e preparati con un contenuto in massa di sostanze di cui al paragrafo 1 pari o superiore allo 0,1 per cento.

3 Il colorante blu come pure le sostanze e i preparati con un contenuto in massa di colorante blu pari o superiore allo 0,1 per cento non possono essere immessi sul mercato o impiegati per colorare prodotti tessili o in pelle.

3 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 2 capoversi 1 e 2 non si applicano all’immissione sul mercato e all’impiego a scopi di analisi e di ricerca.

2 Per i coloranti azoici impiegati in prodotti tessili e in pelle e che possono emettere sostanze di cui al numero 2 capoverso 1 o altre ammine aromatiche si applica l’articolo 64 capoverso 2 dell’ordinanza del 16 dicembre 201694 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso.

4 Disposizione transitoria

I divieti di cui al numero 2 capoverso 3 entrano in vigore il 1° agosto 2006.

Allegato 1.14 95

95 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 dell’O del 7 nov. 2012 (RU 2012 6161). Aggiornato dal n. II cpv. 2 dell’O del 1° lug. 2015 (RU 20152367) e dal n. I dell’O del 25 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 5963).

(art. 3)

Composti organostannici

1 Composti organostannici disostituiti

1.1 Definizioni

1 Sono considerati preparati con composti di dibutilstagno o di diottilstagno i preparati contenenti questi composti e il cui contenuto in massa di stagno è pari o supe­riore allo 0,1 per cento.

2 Sono considerati oggetti con composti di dibutilstagno o di diottilstagno gli oggetti contenenti questi composti e il cui contenuto in massa di stagno, nell’oggetto intero o in parte di esso, è pari o superiore allo 0,1 per cento.

1.2 Divieti

È vietata l’immissione sul mercato di:

a.
preparati e oggetti contenenti composti di dibutilstagno e destinati al grande pubblico;
b.
preparati e oggetti contenenti composti di diottilstagno e destinati al grande pubblico per i seguenti impieghi:
1.
stampi a una e due componenti vulcanizzati a temperatura ambiente (stampi RTV-2),
2.
rivestimenti per pareti e pavimenti.

1.3 Relazione con l’ordinanza del 16 dicembre 2016 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso96

Si applica l’ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso per i materiali tessili, i prodotti di pelletteria e altri oggetti che contengono composti di diottilstagno e destinati a entrare in contatto con il corpo umano, nonché per i materiali e gli oggetti contenenti composti di dibutilstagno e destinati a entrare in contatto con le derrate alimentari nell’ambito della fabbrica­zione, dell’impiego o dell’imballaggio delle stesse.

2 Composti organostannici trisostituiti

2.1 Definizioni

1 Sono considerati prodotti di protezione:

a.
i biocidi per la protezione dell’acqua non potabile dall’infestazione di organismi nocivi in ambito industriale, commerciale o comunale;
b.
i biocidi appartenenti al tipo di prodotto 6 (preservanti per prodotti in sca­tola) di cui all’allegato 10 OBioc97;
c.
i biocidi appartenenti al tipo di prodotto 7 (preservanti per pellicole) di cui all’allegato 10 OBioc.

2 Le vernici antivegetative sono biocidi appartenenti al tipo di prodotto 21 di cui all’allegato 10 OBioc.

3 Sono considerati oggetti con composti organostannici trisostituiti gli oggetti contenenti questi composti e in cui il contenuto in massa di stagno, negli oggetti interi o in parti di essi, è pari o superiore allo 0,1 per cento.

2.2 Divieti

Sono vietati:

a.
l’immissione sul mercato e l’impiego, in pitture e lacche nonché per l’acqua non potabile, di prodotti di protezione contenenti composti trialchilici o triarilici dello stagno;
b.
l’immissione sul mercato e l’impiego di vernici antivegetative contenenti stagno;
c.
la fabbricazione e l’immissione sul mercato di oggetti contenenti composti organostannici trisostituiti.

2.3 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 2.2 lettere a e b non si applicano agli scopi di ricerca e sviluppo.

2 I divieti di cui al numero 2.2 lettera a non si applicano alle pitture e alle lacche in cui i composti trialchilici o triarilici dello stagno sono legati chimicamente.

3 Di-µ-ossi-di-n-butilstannio-idrossiborano (DBB)

3.1 Divieti

1 Sono vietati l’immissione sul mercato e l’impiego di di-µ-ossi-di-n-butilstannio-idrossiborano (DBB, n. CAS 75113-37-0).

2 Sono inoltre vietati l’immissione sul mercato e l’impiego di sostanze e preparati con un contenuto in massa di DBB pari o superiore allo 0,1 per cento.

3.2 Deroghe

I divieti di cui al numero 3.1 non si applicano:

a.
all’immissione sul mercato e all’impiego a scopi di analisi e di ricerca;
b.
quando da processi di lavorazione risultano oggetti con un contenuto in massa di DBB inferiore allo 0,1 per cento.

4 Disposizioni transitorie

1 Il divieto di cui al numero 1.2 lettera a non si applica a oggetti contenenti composti di dibutilstagno immessi sul mercato per la prima volta prima del 1° giugno 2013.

2 I seguenti preparati e oggetti contenenti composti di dibutilstagno possono ancora essere immessi sul mercato fino al 1° gennaio 2015:

a.
sigillanti mono e bicomponenti vulcanizzanti a temperatura ambiente (sigillanti RTV-1 e RTV-2);
b.
adesivi;
c.
pitture e rivestimenti contenenti composti di dibutilstagno come catalizzatori se sono applicati su oggetti;
d.
profili in cloruro di polivinile (PVC) flessibile, monoestrusi o coestrusi con PVC rigido;
e.
tessuti rivestiti con PVC contenenti composti di dibutilstagno come stabilizzanti se destinati ad applicazioni esterne;
f.
tubi, grondaie e guarnizioni esterne per l’acqua piovana, nonché materiale di copertura per tetti e facciate.

3 Il divieto di cui al numero 1.2 lettera b non si applica a stampi RTV-2 contenenti composti di diottilstagno e rivestimenti per pareti e pavimenti, immessi sul mercato per la prima volta prima del 1° giugno 2013.

4 Il divieto di immissione sul mercato di cui al numero 2.2 lettera c non si applica a oggetti contenenti composti organostannici trisostituiti immessi sul mercato per la prima volta prima del 1° giugno 2013.

Allegato 1.15 98

98 Introdotto dal n. I 4 dell’O del 10 dic. 2010, in vigore dal 1° dic. 2012 (RU 2011 113).

(art. 3)

Catrami

1 Definizioni

1 Sono considerati catramosi i preparati seguenti se essi, a causa del loro tenore in componenti catramosi, superano i valori limite seguenti relativi agli idrocarburi aromatici policiclici (PAH):

Preparati

Valore limite

Leganti per la produzione di rivestimenti come strati di fondazione, portanti, leganti e di copertura

100 mg/kg99

Preparati per il trattamento in superficie di rivestimenti

100 mg/kg11

Sigillanti per le commessure dei rivestimenti

100 mg/kg11

Pitture e lacche

100 mg/kg11

2 Sono considerati piattelli contenenti catrame gli oggetti che servono quale bersaglio aereo per il tiro sportivo e che contengono più di 30 mg di PAH per chilo­grammo100.

99 Valore limite addizionato per i seguenti PAH: Naftalina (n. CAS 91-20-3), Acenaftilene (208-96-8), Acenaftene (83-32-9), Fluorene (86-73-7), Fenantrene (85-01-8), Antracene (120-12-7), Fluorantene (206-44-0), Pirene (129-00-0), Benzo[a]antracene (56-55-3), Crisene (218-01-9), Benzo[b]fluorantene (205-99-2), Benzo[k]fluorantene (207-08-9), Benzo[a]pirene (50-32-8), Indeno[1,2,3-cd]pirene (193-39-5), Dibenzo[a,h]antracene (53-70-3) e Benzo[g,h,i]perilene (191-24-2).

100 Valore limite addizionato per i seguenti PAH: Naftalina (n. CAS 91-20-3), Acenaftilene (208-96-8), Acenaftene (83-32-9), Fluorene (86-73-7), Fenantrene (85-01-8), Antracene (120-12-7), Fluorantene (206-44-0), Pirene (129-00-0), Benzo[a]antracene (56-55-3), Crisene (218-01-9), Benzo[b]fluorantene (205-99-2), Benzo[k]fluorantene (207-08-9), Benzo[a]pirene (50-32-8), Indeno[1,2,3-cd]pirene (193-39-5), Dibenzo[a,h]antracene (53-70-3) e Benzo[g,h,i]perilene (191-24-2).

2 Divieti

E vietata:

a.
l’immissione sul mercato di preparati catramosi per il trattamento in super­ficie di rivestimenti;
b.
l’immissione sul mercato di sigillanti catramosi per commessure di rivestimenti;
c.
la produzione di rivestimenti come strati di fondazione, portanti, leganti e di copertura, con leganti contenenti catrame;
d.
l’immissione sul mercato di piattelli contenenti catrame;
e.
l’immissione sul mercato di pitture e lacche contenenti catrame.

3 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 2 non si applicano se la Commissione Europea ha rilasciato autorizzazioni secondo l’articolo 60 capoverso 1 del regolamento (CE) n. 1907/2006101.

2 Su richiesta motivata, l’UFAM d’intesa con l’UFSP e la SECO può concedere deroghe temporanee ai divieti di cui al numero 2 lettere a–c ed e se:

a.
secondo lo stato della tecnica per l’impiego in questione non esistono alternative ai preparati contenenti catrame;
b.
la quantità di preparati contenenti catrame impiegata non supera quella necessaria per lo scopo perseguito; e
c.
il rischio per la salute e per l’ambiente è limitato a sufficienza.

101 Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE, GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1; modificata dal regolamento (CE) n. 453/2010 della Commissione del 20 maggio 2010, GU L 133 del 31.5.2010, pag. 1. I testi degli atti giuridici dell’UE citati nel presente allegato possono essere consultati all’indirizzo www.cheminfo.ch.

Allegato 1.16 102

102 Introdotto dal n. I 4 dell’O del 10 dic. 2010 (RU 2011 113). Aggiornato dal n. II cpv. 3 dell’O del 7 nov. 2012 (RU 2012 6161) e dal n. I dell’O del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Sostanze per- e polifluoroalchiliche

1 Acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati

1.1 Definizioni

Sono considerati acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati (PFOS) le sostanze con la formula bruta C8F17SO2X dove X significa OH, sale metallico [OM+], alogenuro, ammide, e altri derivati compresi i polimeri.

1.2 Divieti

1 Sono vietati la fabbricazione, l’immissione sul mercato e l’impiego di PFOS nonché di sostanze e preparati con un contenuto in massa di PFOS pari o superiore allo 0,001 per cento.

2 È vietata l’immissione sul mercato di nuovi oggetti e di loro componenti, se superano i seguenti valori:

a.
un contenuto in massa di PFOS superiore allo 0,1 per cento calcolato in relazione alla massa dei diversi componenti strutturali e microstrutturali che contengono PFOS; oppure
b.
nel caso di tessili o altri materiali rivestiti, più di 1 µg PFOS per metro quadrato del materiale rivestito.

1.3 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 1.2 non si applicano alla fabbricazione, all’immissione sul mercato e all’utilizzazione a scopi di analisi e di ricerca.

2 I divieti di cui al numero 2 non si applicano inoltre ai seguenti prodotti né alle sostanze né ai preparati necessari per la loro fabbricazione:

a.
fotoresist o i rivestimenti antiriflesso utilizzati per processi fotolitografici;
b.
rivestimenti fotografici, applicati a pellicole, carte o lastre di stampa;
c.
abbattitori di nebbie per la cromatura dura (con CrVI) a carattere non decorativo in sistemi a ciclo chiuso nei quali le emissioni di PFOS nell’ambiente sono limitate al minimo.

1.4 Obbligo di notifica

1 Chi utilizza PFOS come pure sostanze e preparati che contengono PFOS per un impiego autorizzato secondo il numero 1.3 capoverso 2, deve notificare all’UFAM entro il 30 aprile di ogni anno per l’anno precedente:

a.
il nome della sostanza o del preparato e il nome del fornitore;
b.
la quantità di PFOS utilizzata, in kg;
c.
le informazioni sullo scopo dell’utilizzazione dei PFOS;
d.
le quantità di PFOS emesse nell’ambiente nel quadro dell’utilizzazione, in kg;
e.
le indicazioni sulle possibilità di rinunciare all’utilizzazione dei PFOS.

2 I detentori di schiume antincendio immesse sul mercato prima del 1° agosto 2011 (n. 5), devono notificare entro il 30 aprile di ogni anno all’UFAM la quantità, in kg, di schiuma antincendio contenente PFOS a loro disposizione il 31 dicembre dell’anno precedente. La prima notifica deve fornire anche il nome della schiuma antincendio, del fabbricante come pure le indicazioni in suo possesso sul contenuto di massa di PFOS della schiuma antincendio.

2 Acido perfluoroottanoico e sostanze correlate103

103 In vigore dal 1° giu. 2021 (RU 2019 1495).

2.1 Definizioni

1 Sono considerate sostanze correlate dell’acido perfluoroottanoico (PFOA, n. CAS 335-67-1), compresi i suoi sali e polimeri, le sostanze aventi, come uno degli elementi strutturali, un gruppo perfluoroeptil lineare o ramificato con la formula C7F15 direttamente collegato a un altro atomo di carbonio e le sostanze aventi, come uno degli elementi strutturali, un gruppo perfluoroottil lineare o ramificato con la formula C8F17.

2 Il capoverso 1 non si applica:

a.
alle sostanze con formula bruta C8F17X, dove X sta per: F, Cl o Br;
b.
all’acido perfluorononanoico (n. CAS 375-95-1), ai suoi sali e ai suoi derivati con l’elemento strutturale C8F17(CO)OX, dove X sta per: qualsiasi gruppo;
c.
agli altri composti fluorurati con l’elemento strutturale C8F17(CF2)X, dove X sta per: qualsiasi gruppo.

2.2 Rapporto con il PFOS

Per la fabbricazione, l’immissione sul mercato e l’impiego di PFOS come pure di preparati e oggetti contenenti PFOS si applica il numero 1.

2.3 Divieti

1 Sono vietati la fabbricazione, l’immissione sul mercato e l’impiego di:

a.
PFOA, i suoi sali e le sostanze correlate al PFOA,
b.
sostanze e preparati, se superano i seguenti valori:
1.
un contenuto in massa di PFOA e suoi sali dello 0,0000025 per cento (25 ppb), o
2.
un contenuto in massa di una sostanza correlata al PFOA o della somma di sostanze correlate al PFOA dello 0,0001 per cento (1000 ppb).

2 È vietata l’immissione sul mercato di oggetti e loro componenti, se superano i seguenti valori:

a.
un contenuto in massa di PFOA e suoi sali dello 0,0000025 per cento (25 ppb); o
b.
un contenuto in massa di una sostanza correlata al PFOA o della somma di sostanze correlate al PFOA dello 0,0001 per cento (1000 ppb).

2.4 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 2.3 capoverso 1 non si applicano:

a.
alla fabbricazione e all’impiego di una sostanza fluoro-sostituita con un numero di atomi di carbonio pari o inferiore a sei, se:
1.
contiene PFOA, suoi sali e sostanze correlate al PFOA come sottoprodotti inevitabili,
2.
è utilizzata come sostanza intermedia,
3.
durante l’uso di questa sostanza le emissioni di PFOA, dei suoi sali e delle sostanze correlate al PFOA sono evitate o, se ciò non è possibile, sono ridotte al minimo secondo lo stato della tecnica;
b.
all’immissione sul mercato di una sostanza fluoro-sostituita che secondo la lettera a può essere fabbricata e usata per l’impiego come sostanza intermedia;
c.
all’impiego di una sostanza isolata correlata al PFOA nel processo di fabbricazione di una sostanza fluoro-sostituita secondo la lettera a per trasformarla in una sostanza non correlata al PFOA, purché durante il processo le emissioni della sostanza correlata al PFOA siano evitate o, se ciò non è possibile, siano ridotte al minimo secondo lo stato della tecnica;
d.
all’immissione sul mercato di una sostanza correlata al PFOA che può essere impiegata secondo la lettera c per trasformarla in una sostanza non correlata al PFOA.

2 I divieti di cui al numero 2.3 capoversi 1 e 2 non si applicano ai seguenti oggetti né alle sostanze né ai preparati necessari per la loro fabbricazione:

a.
semiconduttori prodotti tramite un processo fotolitografico e semiconduttori composti prodotti tramite un processo di incisione, come tali o come componenti di oggetti;
b.
rivestimenti fotografici applicati a pellicole, carta o lastre di stampa;
c.
dispositivi medici impiantabili e loro componenti.

3 I divieti di cui al numero 2.3 capoversi 1 e 2 non si applicano inoltre per gli impieghi a scopo di analisi e ricerca.

3 Fluoroalchilsilanoli e loro derivati104

104 In vigore dal 1° dic. 2020 (RU 2019 1495).

3.1 Definizioni

1 Sono considerati fluoroalchilsilanoli e loro derivati le sostanze con l’elemento strutturale C6F13(C2H4)Si(OH)n(OX)3-n con 0 ≤ n ≤ 3, dove X sta per: qualsiasi gruppo alchilico.

2 Le confezioni aerosol, gli spray a pompa e gli atomizzatori sono considerati come confezioni spray.

3.2 Divieti

1 È vietata la fornitura al grande pubblico di preparati contenenti solventi organici in confezioni spray con un contenuto in massa di fluoroalchilsilanoli e loro derivati pari o superiore allo 0,0000002 per cento (2 ppb).

2 Il divieto di cui al capoverso 1 si applica anche ai preparati destinati alla ricarica delle confezioni spray.

3.3 Etichettatura particolare

1 Sull’imballaggio di preparati che rientrano nel divieto di cui al numero 4.2 devono figurare le seguenti diciture: «Solo per utilizzatori professionali» e «Pericolo di morte per inalazione».

2 Le diciture devono essere scritte almeno in due lingue ufficiali, in modo ben leggibile e indelebile.

4 Disposizioni transitorie105

105 In vigore dal 1° giu. 2021 (RU 2019 1495).

1 I divieti di cui al numero 2.3 capoversi 1 e 2 non si applicano:

a.
ai seguenti oggetti immessi sul mercato per la prima volta prima delle date menzionate nonché alle sostanze e ai preparati necessari per la fabbricazione di questi oggetti:

Prodotto

Data

Apparecchiature utilizzate per la fabbricazione di semiconduttori

1° giugno 2023

Stampati contenenti inchiostri da stampa in lattice

1° giugno 2023

Tessili per la sicurezza sul lavoro

1° giugno 2024

Membrane destinate all’uso in tessuti medicali, filtraggio nel trattamento delle acque, processi di produzione e trattamento degli effluenti nonché oggetti con tali membrane

1° giugno 2024

Oggetti contenenti nanorivestimenti al plasma

1° giugno 2024

Dispositivi medici non impiantabili e loro componenti

4 luglio 2032

b.
a tutti gli altri oggetti immessi sul mercato per la prima volta prima del 1° giugno 2021.

2 I divieti di cui al n. 2.3 capoverso 1 non si applicano all’impiego di schiume antincendio immesse per la prima volta sul mercato prima del 1° giugno 2021.

3 I divieti di cui al numero 2.3 capoverso 1 non si applicano fino al 1° giugno 2024 per:

a.
la fabbricazione di politetrafluoroetilene (PTFE) se:
1.
determinate proprietà molecolari sono ottenute mediante trattamento con radiazioni elettromagnetiche ad alta energia con una dose assorbita di 25-400 chilogray,
2.
il PFOA, i suoi sali o i suoi precursori sono sottoprodotti inevitabili del trattamento di cui al capoverso 1 e il cui contenuto totale in massa non supera lo 0,0001 % (1 ppm);
b.
l’immissione sul mercato del PTFE che può essere prodotto conformemente alla lettera a al fine di eliminare il PFOA, i suoi sali e i precursori del PFOA;
c.
l’uso di PTFE prodotto conformemente alla lettera a e immesso sul mercato conformemente alla lettera b del presente capoverso se le emissioni di PFOA, dei suoi sali e dei precursori di PFOA sono evitate conformemente allo stato della tecnica o, se ciò non è possibile, ridotte al minimo.

Allegato 1.17 106

106 Introdotto dal n. II cpv. 1 dell’O del 7 nov. 2012 (RU 2012 6161). Aggiornato dal n. II cpv. 2 dell’O del 1° lug. 2015 (RU 20152367), dai n. I delle O dell’UFAM del 27 ott. 2016 (RU 2016 4051), del 10 gen. 2017 (RU 2017 173), del 27 set. 2018 (RU 2018 3519), dalla correzione del 26 feb. 2019 (RU 2019 759), dal n. I dell’O del 17 apr. 2019 (RU 2019 1495) e dal n. I dell’O dell’UFAM del 29 set. 2020, in vigore dal 1° nov. 2020 (RU 2020 4315).

(art. 3)

Sostanze di cui all’allegato XIV del regolamento (CE) n. 1907/2006 107107

107 Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE, GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1; modificato da ultimo dal regolamento (UE) 2020/171, GU L 35 del 7.2.2020, pag. 1.

1 Divieti

L’immissione sul mercato per l’impiego delle sostanze elencate al numero 5 e dei preparati contenenti tali sostanze, nonché il loro impiego a titolo professionale o commerciale sono vietati, fatte salve le deroghe di cui al numero 2 e di cui all’elenco del numero 5.

2 Deroghe

1 I divieti di cui al numero 1 non si applicano all’impiego:

a.
come prodotto intermedio secondo l’articolo 2 capoverso 2 lettera j OPChim108;
b.
nei farmaci;
c.
nelle derrate alimentari e negli alimenti per animali;
d.
nei prodotti fitosanitari;
e.
nei biocidi;
f.
come carburanti per motori;
g.
nei prodotti derivati da oli minerali utilizzati come combustibili in impianti di combustione mobili o fissi e come combustibili in sistemi chiusi;
h.
in prodotti cosmetici, se la sostanza è stata inclusa nell’elenco di cui al numero 5 esclusivamente per le seguenti proprietà intrinseche: «cancerogena», «mutagena», «pericolosa per la riproduzione» o «avente altri effetti gravi sulla salute umana»;
i.
in materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con derrate alimentari, se la sostanza è stata inclusa nell’elenco di cui al numero 5 esclusivamente per le seguenti proprietà intrinseche: «cancerogena», «mutagena», «pericolosa per la riproduzione» o «avente altri effetti gravi sulla salute umana»;
j.
nell’ambito della ricerca e dello sviluppo scientifici;
k.
di sostanze presenti in preparati la cui concentrazione è inferiore allo 0,1 per cento in massa e incluse nell’elenco di cui al numero 5 sulla base dell’articolo 57 lettere d, e o f del regolamento (CE) n. 1907/2006109;
l.
di sostanze presenti in preparati la cui concentrazione è inferiore ai valori soglia di cui all’allegato I punto 1.1.2.2 del regolamento (CE) n. 1272/2008110 che determinano la classificazione del preparato come pericoloso e incluse nell’elenco di cui al numero 5 non sulla base dell’articolo 57 lettere d, e o f del regolamento (CE) n. 1907/2006.

2 Un divieto ai sensi del numero 1 non si applica inoltre:

a.
se la Commissione europea, in virtù dell’articolo 60 paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1907/2006, ha rilasciato autorizzazioni e la sostanza è immessa sul mercato e impiegata in conformità alle autorizzazioni dell’UE; oppure
b.
per gli impieghi di una determinata sostanza per i quali è stata inoltrata, entro i termini prestabiliti, una domanda di autorizzazione secondo l’arti­colo 62 del regolamento (CE) n. 1907/2006, su cui finora non è stata presa una decisione.

3 Conformemente all’articolo 77 OPChim, su richiesta dell’organo di notifica l’importatore deve presentare il fascicolo relativo all’autorizzazione inoltrato all’Agenzia europea per le sostanze chimiche, nella misura in cui possa procurarselo con un onere sopportabile.

4 D’intesa con l’UFAM, l’UFSP e la SECO, l’organo di notifica può, su domanda motivata, concedere altre deroghe temporanee ai divieti di cui al numero 1 rilasciando un numero (numero del permesso), se:

a.
il richiedente mette a disposizione le informazioni secondo l’articolo 62 paragrafi 4–6 del regolamento (CE) n. 1907/2006 adeguando l’analisi sociologica alle condizioni vigenti in Svizzera; e
b.
i requisiti per il rilascio di un’autorizzazione secondo l’articolo 60 paragra­fi 2–10 del regolamento (CE) n. 1907/2006 sono soddisfatti per analogia.

4bis D’intesa con gli organi di valutazione dell’UFAM, dell’UFSP e della SECO, l’organo di notifica può rinunciare, ove appropriato, a presentare determinate informazioni ai sensi del capoverso 4.

5 Le domande secondo il capoverso 4 devono essere inoltrate almeno 18 mesi prima della scadenza del periodo transitorio di cui al numero 5 capoverso 1. L’ufficio di notifica concede una proroga adeguata del termine se al più tardi 18 mesi dalla scadenza del termine del periodo transitorio può essere reso verosimile che la documentazione necessaria non può essere prodotta nel rispetto del termine.

6 Per gli impieghi per cui la Commissione europea ha rifiutato l’autorizzazione in virtù dell’articolo 60 capoverso 1 del regolamento (CE) n. 1907/2006, può ancora essere inoltrata una domanda secondo il capoverso 4 entro un termine di 3 mesi da tale rifiuto. Oltre alla documentazione secondo il capoverso 4 lettera a, alla domanda devono essere allegati:

a.
la domanda di autorizzazione iniziale inoltrata alla Commissione europea;
b.
la decisione negativa della Commissione europea.

7 Finché non è stata presa una decisione su una domanda secondo il capoverso 4, gli impieghi richiesti per la sostanza in questione nonché per i preparati contenenti tale sostanza sono autorizzate, in deroga al numero 1.

8 L’organo di notifica pubblica, nel rispetto dell’articolo 73 OPChim, nel suo sito Internet informazioni sugli impieghi previsti delle sostanze e fissa un termine entro il quale gli ambienti interessati possono comunicare informazioni su sostanze o tecnologie alternative.

9 Esso tiene un elenco pubblico, in forma elettronica, delle autorizzazioni di cui al capoverso 4. L’elenco contiene le seguenti informazioni:

a.
il nome o la ragione sociale del titolare dell’autorizzazione;
b.
il numero dell’autorizzazione;
c.
il nome della sostanza conformemente al numero 5 capoverso 1 colonna «Sostanza»;
d.
il nome commerciale della sostanza o del preparato;
e.
l’impiego per il quale è stata rilasciata l’autorizzazione;
f.
la durata e le disposizioni accessorie dell’autorizzazione.

108 RS 813.11

109 Cfr. nota a piè di pagina relativa al titolo del presente allegato.

110 Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006, GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1; modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 2015/491, GU L 78 del 24.3.2015, pag. 12.

3 Obbligo di notifica

1 Chi si procura da un fabbricante o da un commerciante una sostanza elencata al numero 5 capoverso 1 o un preparato contenente una di queste sostanze e li impiega a titolo professionale o commerciale, deve notificare all’organo di notifica, entro tre mesi dalla prima fornitura, il tipo di impiego e il numero di autorizzazione o il numero dell’autorizzazione UE della sostanza.

1bis Chi utilizza un composto di cromo(VI) di cui al numero 5 capoverso 1 numeri 16–18 in un processo il cui prodotto finale non contiene cromo in forma esavalente notifica annualmente all’organo di notifica entro il 31 marzo dell’anno civile precedente:

a.
il nome e l’indirizzo dell’utilizzatore;
b.
il nome e il numero CAS del composto di cromo(VI) o il nome del preparato contenente il composto di cromo(VI) e il suo contenuto in massa;
c.
la quantità del composto o del preparato di cromo(VI) utilizzato nell’anno civile precedente;
d.
il luogo di utilizzo;
e.
il processo in cui viene utilizzato il composto di cromo(VI).

2 L’organo di notifica tiene un registro delle notifiche di cui ai capoversi 1 e 1bis.

4 ...

5 Elenco delle sostanze di cui al numero 1 e disposizioni transitorie

1 Il numero 1 si applica alle sostanze elencate qui di seguito con le disposizioni previste nelle colonne «Periodo di transizione», «Impieghi o categorie di impiego esentati» e «Periodi di revisione».

N° di registrazione

Sostanza

Proprietà intrinseche alla base dei divieti

Periodo di transizione

Impieghi o categorie di impiego esentati

Periodi di revisione

1.

5-ter-butil-2,4,6-trinitro-m-xilene (muschio xilene)
n. CE 201-329-4
n. CAS 81-15-2

vPvB

21 agosto
2014

2.

4,4’-diaminodi­fenilmetano (MDA)

n. CE 202-974-4
n. CAS 101-77-9

Cancerogeno
(categoria 1B)

21 agosto
2014

3.

...

4.

Bis(2-etilesil) ftalato

(DEHP)

n. CE 204-211-0

n. CAS 117-81-7

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

21 febbraio 2015

Usi nel confezionamento primario dei medicinali di cui al regolamento (CE) n. 726/ 2004111, alla direttiva 2001/82/ CE112 e/o alla diret­tiva 2001/83/ CE113

5.

Benzil-butil-ftalato (BBP)
n. CE 201-622-7
n. CAS 85-68-7

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

21 febbraio 2015

Usi nel confezionamento primario dei medicinali di cui al regolamento (CE)
n. 726/2004, alla direttiva 2001/82/CE e/o alla direttiva 2001/83/CE

6.

Dibutil ftalato (DBP)
n. CE 201-557-4
n. CAS 84-74-2

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

21 febbraio 2015

Usi nel confezionamento primario dei medicinali di cui al regolamento (CE)
n. 726/2004, alla direttiva 2001/82/CE e/o alla direttiva 2001/83/CE

7.

Diisobutil ftalato (DIBP)

n. CE 201-553-2
n. CAS 84-69-5

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

21 febbraio 2015

8.

Diarsenico triossido
n. CE 215-481-4
n. CAS 1327-53-3

Cancerogeno
(categoria 1A)

21 maggio
2015

9.

Pentaossido di diarsenico n. CE 215-116-9
n. CAS 1303-28-2

Cancerogeno
(categoria 1A)

21 maggio
2015

10.

Cromato di piombo
n. CE 231-846-0
n. CAS 7758-97-6

Cancerogeno
(categoria 1B)
Tossico per la riproduzione (categoria 1A)

21 maggio
2015

11.

Giallo di piombo
solfo-cromato
(colorante CI Pigment Yellow 34)
n. CE 215-693-7
n. CAS 1344-37-2

Cancerogeno
(categoria 1B)
Tossico per la riproduzione (categoria 1A)

21 maggio
2015

12.

Piombo cromato molibdato solfato
rosso (colorante CI Pigment Red 104)
n. CE 235-759-9
n. CAS 12656-85-8

Cancerogeno
(categoria 1B)
Tossico per la riproduzione (categoria 1A)

21 maggio
2015

13.

Fosfato di tris(2-cloroetile) (TCEP)
n. CE 204-118-5
n. CAS 115-96-8

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

21 agosto
2015

14.

2,4-dinitrotoluene
(2,4 DNT)
n. CE 204-450-0
n. CAS 121-14-2

Cancerogeno
(categoria 1B)

21 agosto
2015

15.

Tricloroetilene
n. CE 201-167-4
n. CAS 79-01-6

Cancerogeno

(categoria 1B)

1° dicembre 2019

16.

Triossido di cromo n. CE 215‑607-8 n. CAS 1333-82-0

Cancerogeno (categoria 1A) Mutageno (categoria 1B)

1° giugno
2021

Uso in processi nei quali non risultano prodotti finali con cromo esavalente

17.

Acidi generati dal triossido di cromo e relativi oligomeri

Gruppo contenente:

Acido cromico n. CE 231-801-5 n. CAS 7738-94-5

Acido dicromico n. CE 236-881-5 n. CAS 13530-68-2

Oligomeri dell’acido cromico e dell’acido dicromico n. CE non ancora assegnato n. CAS non ancora assegnato

Cancerogeno (categoria 1B)

1° giugno
2021

Uso in processi nei quali non risultano prodotti finali con cromo esavalente

18.

Dicromato di sodio n. CE 234-190-3 n. CAS 7789-12-0 10588-01-9

Cancerogeno (categoria 1B) Mutageno (categoria 1B) Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

1° giugno
2021

Uso in processi nei quali non risultano prodotti finali con cromo esavalente

19.

Dicromato di potassio n. CE 231-906-6 n. CAS 7778-50-9

Cancerogeno (categoria 1B) Mutageno (categoria 1B) Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

1° giugno
2021

20.

Dicromato di ammonio
n. CE 232-143-1 n. CAS 7789-09-5

Cancerogeno (categoria 1B) Mutageno (categoria 1B) Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

1° giugno
2021

21.

Cromato di potassio n. CE 232-140-5 n. CAS 7789-00-6

Cancerogeno (categoria 1B) Mutageno (categoria 1B)

1° giugno
2021

22.

Cromato di sodio n. CE 231-889-5 n. CAS 7775-11-3

Cancerogeno (categoria 1B) Mutageno (categoria 1B) Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

1° giugno
2021

23.

Formaldeide, prodotti di reazione oligome­rica con anilina (MDA tecnico) n. CE: 500-036-1 n. CAS: 25214-70-4

Cancerogeno (categoria 1B)

1° novembre 2021

24.

Acido arsenico n. CE 231-901-9 n. CAS 7778-39-4

Cancerogeno (categoria 1A)

1° novembre 2021

25.

Bis(2-metossietil)

etere

(diglime) n. CE 203‑924-4 n. CAS 111-96-6

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

1°novembre 2021

26.

1,2-dicloroetano
(EDC) n. CE 203‑458‑1 n. CAS 107-06-2

Cancerogeno (categoria 1B)

1° febbraio 2022

27.

2,2'-dicloro-4,4'-metilendianilina (MOCA) n. CE 202 918-9 n. CAS 101-14-4

Cancerogeno (categoria 1B)

1° febbraio 2022

N. di registrazione

Sostanza

Proprietà intrinseche alla base dei divieti

Periodo di transizione

Impieghi o categorie di impiego esentati

Periodi di revisione

28.

Tris(cromato) di dicromo n. CE 246‑356-2 n. CAS 24613-89-6

Cancerogeno (categoria 1B)

1°aprile 2023

29.

Cromato di stronzio n. CE 232-142-6 n. CAS 7789-06-2

Cancerogeno (categoria 1B)

1° aprile 2023

30.

Idrossiottaosso­dizincatodicromato di potassio n. CE 234‑329-8 n. CAS 11103-86-9

Cancerogeno (categoria 1A)

1° aprile 2023

31.

Ottaidrossocromato di pentazinco n. CE 256-418-0 n. CAS 49663-84-5

Cancerogeno (categoria 1A)

1° aprile 2023

32.

1-Bromopropano (n-bromuro di propile) n. CE: 203-445-0 n. CAS: 106-94-5

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

33.

Diisopentilftalato n. CE 210-088-4 n. CAS 605-50-5

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

34.

Acido 1,2-
benzendicarbossilico, esteri alchilici di-C6- 8-ramificati, ricchi di C7
n. CE 276-158-1
n. CAS 71888-89-6

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

35.

Acido 1,2-
benzenedicarbossilico, esteri alchilici di-C7- 11-ramificati e lineari

n. CE 271-084-6
n. CAS 68515-42-4

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

36.

Acido 1,2-
benzendicarbossilico, dipentilestere, ramificato e lineare
n. CE 284-032-2 n. CAS 84777-06-0

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

37.

Ftalato di bis(2-metossietile) n. CE 204-212-6 n. CAS 117-82-8

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

N. di registrazione

Sostanza

Proprietà intrinseche alla base dei divieti

Periodo di transizione

Impieghi o categorie di impiego esentati

Periodi di revisione

38.

Dipentilftalato n. CE 205-017-9 n. CAS 131-18-0

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

39.

N-pentilisopentilftalato
n. CE —
n. CAS 776297-69-9

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

40.

Olio di antracene
n. CE 292-602-7
n. CAS 90640-80-5

Cancerogeno (categoria 1B), se il contenuto di benzo[a]pirene supera lo 0,005 %,
PBT, vPvB

2 febbraio 2024

41.

Pece, catrame di carbone, alta temperatura.
n. CE 266-028-2
n. CAS 65996-93-2

Cancerogeno (categoria 1B),
PBT, vPvB

2 febbraio 2024

42.

4-(1,1,3,3-
tetrametilbutil)fenolo, etossilato [che comprende sostanze ben definite e sostanze UVCB, polimeri e omologhi]
n. CE —
n. CAS —

Proprietà di interferenza con il sistema endocrino

2 maggio 2024

43.

4-nonilfenolo, ramificato e lineare, etossilato [sostanze con catena alchilica lineare e/o ramificata C9 legata covalentemente in posizione 4 al fenolo, etossilato che coprono sostanze UVCB e ben definite, polimeri e omologhi, che includono qualsiasi isomero e/o combinazioni di isomeri]
n. CE —
n. CAS —

Proprietà di interferenza con il sistema endocrino

2 maggio 2024

44.

Acido 1,2-
benzendicarbossilico, diesil estere, ramificato e lineare
n. CE 271-093-5
n. CAS 68515-50-4

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

45.

Ftalato di diesile
n. CE 201-559-5
n. CAS 84-75-3

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

46.

Acido 1,2-
benzendicarbossilico, esteri alchilici di-C6-10; acido 1,2-benzendicarbossilico, diesteri misti decilici ed esilici e ottilici con una concentrazione ≥ 0,3 % di ftalato di diesile (n. CE 201-559-5)
n. CE 271-094-0; 272-013-1
n. CAS 68515-51-5; 68648-93-1

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 novembre 2023

47.

Fosfato di trixilile
n. CE 246-677-8
n. CAS 25155-23-1

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 febbraio 2024


48.

Perborato di sodio; acido perborico, sale di sodio
n. CE 239-172-9;
234-390-0
n. CAS —

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 febbraio 2024

49.

Perossometaborato di sodio
n. CE 231-556-4
n. CAS 7632-04-4

Tossico per la riproduzione (categoria 1B)

2 febbraio 2024

50.

5-sec-butil-2-(2,4-dimetilcicloes-3-en-1-il)-5- metil-1,3-diossano [1], 5-sec-butil-2-(4,6-dimetilcicloes-3-en-1-il)-5-metil-1,3-diossano [2] (comprendenti qualsiasi singolo stereoisomero di [1] e [2] o qualsiasi combinazione degli stessi)
n. CE —
n. CAS —

vPvB

2 maggio 2024

N. di registrazione

Sostanza

Proprietà intrinseche alla base dei divieti

Periodo di transizione

Impieghi o categorie di impiego esentati

Periodi di revisione

51.

2-(2H-benzotriazol-2-il)-4,6-diterzpentilfenolo
(UV-328)
n. CE 247-384-8
n. CAS 25973-55-1

PBT, vPvB

2 agosto 2024

52.

2,4-di-terz-butil-6-
(5-clorobenzotriazol-2-il) fenolo
(UV-327)
n. CE 223-383-8
n. CAS 3864-99-1

vPvB

2 agosto 2024

53.

2-(2H-benzotriazol-
2-il)-4-(terz-butil)-6-(sec- butil)fenolo
(UV-350)
n. CE 253-037-1
n. CAS 36437-37-3

vPvB

2 agosto 2024

54.

2-benzotriazol-2-il-
4,6-di-terz-butilfenolo (UV-320)
n. CE 223-346-6
n. CAS 3846-71-7

PBT, vPvB

2 agosto 2024

1bis Per le sostanze di cui ai numeri di registrazione 4­–­7, 10–12, nonché 14 e 15 è inoltre fissato un periodo di transizione fino al 1° maggio 2021 per gli impieghi seguenti:

a.
produzione di un pezzo di ricambio destinato alla riparazione di un oggetto quando la sostanza interessata è o è stata impiegata nella produzione dell’oggetto, il cui funzionamento non è possibile senza l’impiego di questo pezzo di ricambio;
b.
riparazione di un oggetto quando la sostanza interessata è o è stata impiegata nella produzione dell’oggetto, la cui riparazione è possibile soltanto con l’impiego di questa sostanza.

1ter Per le sostanze di cui ai numeri di registrazione 32­–46 è inoltre fissato un periodo di transizione fino al 2 luglio 2026 per gli impieghi seguenti:

a.
produzione di un pezzo di ricambio destinato alla riparazione di un oggetto quando la sostanza interessata è o è stata impiegata nella produzione dell’oggetto, il cui funzionamento non è possibile senza l’impiego di questo pezzo di ricambio;
b.
riparazione di un oggetto quando la sostanza interessata è o è stata impiegata nella produzione dell’oggetto, la cui riparazione è possibile soltanto con l’impiego di questa sostanza.

2 L’UFAM, d’intesa con l’UFSP e la SECO, adegua le disposizioni di cui al capoverso 1. Nel far questo tiene conto delle modifiche dell’allegato XIV al regolamento (CE) n. 1907/2006114 e delle registrazioni nell’allegato 3 OPChim.

111 Regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l’autorizzazione e la sorve­glianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l’agenzia europea per i medicinali, GU L 136 del 30.4.2004, pag.1; modificato da ultimo dal regolamento (UE) 1027/2012, GU L 316 del 14.11.2012, pag. 38.

112 Direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari, GU L 311 del 28.11.2001, pag. 1, modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 596/2009, GU L 188 del 18.7.2009, pag. 14.

113 Direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67; modificata da ultimo dalla direttiva (UE) 2017/745, GU L 117 del 5.5.2017, pag. 1.

114 Cfr. nota a piè di pagina relativa al titolo di questo all.

Allegato 1.18 115

115 Introdotto dal n. I dell’O del 17 apr. 2019, in vigore dal 1° giu. 2019 (RU 2019 1495).

(art. 3)

Ftalati

1 Definizioni

1 Sono considerati ftalati:

a.
il bis-(2-etilesil)ftalato (DEHP; n. CAS 117-81-7);
b.
il dibutilftalato (DBP; n. CAS 84-74-2);
c.
il diisobutilftalato (DIBP; n. CAS 84-69-5);
d.
il benzilbutilftalato (BBP; n. CAS 85-68-7).

2 Un oggetto è considerato contenente ftalato se esso, o una sua parte, presenta nel materiale plastificante un contenuto in massa di ftalati pari o superiore allo 0,1 per cento.

3 I seguenti materiali omogenei sono considerati come contenenti plastificanti:

a.
tutte le materie plastiche ad eccezione della gomma siliconica e dei rivestimenti in lattice naturale;
b.
rivestimenti superficiali, rivestimenti antiscivolo, involucri, strati adesivi, modelli stampati;
c.
adesivi, sigillanti, inchiostri e vernici.

4 Si ha un contatto prolungato con la pelle delle persone per un periodo prolungato se, in condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili, la pelle è in contatto con un oggetto contenente ftalato per un periodo ininterrotto di 10 minuti al giorno o per complessivi 30 minuti al giorno.

5 Per aeromobile civile ai sensi dell’articolo 5 lettera a numeri 1 e 3 si intende:

a.
un aeromobile civile prodotto conformemente a un certificato di omologazione rilasciato a norma del regolamento (UE) n. 2018/1139116 o a un’appro­va­zione del progetto rilasciata a norma delle disposizioni nazionali di uno Stato parte della Convenzione del 7 dicembre 1944117 relativa all’aviazione civile internazionale dell’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (OACI), o per il quale è stato rilasciato un certificato di aeronavigabilità da uno Stato parte dell’OACI a norma dell’allegato 8 della Convenzione118.
b.
un aeromobile militare.

6 Un veicolo a motore è definito come un veicolo che rientra nelle categorie M, N o O di cui all’allegato II, parte A punto 1 della direttiva 2007/46/CE119.

116 Regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, recante regole comuni nel settore dell’aviazione civile e che istituisce un’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE) n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive 2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91 del Consiglio, modificato dalla GU L 212 del 22.8.2018, pag. 1.

117 RS 0.748.0

118 L’elenco degli Stati è disponibile sul sito Internet dell’OACI www.icao.int > Au sujet de l’OACI > Liste – États membres de l’OACI.

119 Direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che istituisce un quadro per l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli (direttiva quadro), GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1; modificata da ultimo dal regolamento (UE) 2017/1347, GU L 192 del 24.7.2017, pag. 1.

2 Divieti

1 L’immissione sul mercato di oggetti contenenti ftalato è vietata.

2 Per l’immissione sul mercato di apparecchiature elettriche ed elettroniche contenenti ftalati si applica l’allegato 2.18.

3 Relazione con l’ordinanza del 16 dicembre 2016 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (ODerr)120

Per l’immissione sul mercato di materiali e oggetti, giocattoli e oggetti d’uso per lattanti e bambini piccoli si applica l’ODerr.

4 Deroghe

1 Il divieto di cui al numero 2 capoverso 1 non si applica:

a.
agli strumenti di misurazione da laboratorio e ai loro componenti;
b.
al confezionamento primario dei medicinali contemplati dal regolamento (CE) n. 726/2004121, dalla direttiva 2001/82/CE122 e/o dalla direttiva 2001/83/CE123;
c.
ai dispositivi medici che sottostanno all’ordinanza del 17 ottobre 2011124 relativa ai dispositivi medici nonché ai componenti per tali prodotti;
d.
agli oggetti destinati esclusivamente a uso industriale o agricolo o per uso esterno, a condizione che nessun materiale contenente ftalati entri in contatto con la mucosa umana o entri in contatto prolungato con la pelle umana.

121 Regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che istituisce procedure comunitarie per l’autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e veterinario, e che istituisce l’agenzia europea per i medicinali GU L 136 del 30.4.2004, pag.1; modificato da ultimo dal regolamento (EU) 1027/2012, GU L 316 del 14.11.2012, pag. 38.

122 Direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari, GU L 311 del 28.11.2001, pag. 1, modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 596/2009, GU L 188 del 18.7.2009, pag. 14.

123 Direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, GU L 311 del 28.11.2001, pag. 67; modificata da ultimo dalla direttiva (UE) 2017/745, GU L 117 del 5.5.2017, pag. 1.

124 RS 812.213

5 Disposizioni transitorie

Il divieto di cui al numero 2 capoverso 1 non si applica:

a.
all’immissione sul mercato dei seguenti oggetti contenenti ftalato:
1.
aeromobili militari che sono stati fabbricati prima del 7 gennaio 2024,
2.
veicoli a motore immessi per la prima volta sul mercato in Svizzera o in uno Stato membro dell’Unione europea (UE) o dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) prima del 7 gennaio 2024,
3.
componenti per la costruzione di aeromobili che possono essere immessi sul mercato secondo il numero 1 e componenti per la riparazione e la manutenzione di tali aeromobili, qualora tali componenti siano essenziali per la sicurezza e l’aeronavigabilità dell’aeromobile,
4.
componenti per la fabbricazione di veicoli a motore che possono essere immessi sul mercato conformemente al numero 2 e componenti per la riparazione e la manutenzione di tali autoveicoli, qualora tali componenti siano indispensabili per il corretto funzionamento degli autoveicoli;
b.
a tutti gli altri oggetti contenenti ftalato immessi sul mercato per la prima volta prima del 7 luglio 2020.

Allegato 2

Disposizioni per gruppi di preparati e oggetti

Allegato 2.1 125

125 Aggiornato dal n. I 3 dell’O del 15 dic. 2006 (RU 2007111), dal n. I dell’O del 13 feb. 2008 (RU 2008561), dal n. 2 dell’all. all’ O del 14 gen. 2009 (RU 2009 401) e dal n. II cpv. 2 dell’O del 1° lug. 2015, in vigore dal 1° set. 2015 (RU 20152367).

(art. 3)

Detersivi per tessili

1 Definizione

1 I detersivi per tessili sono prodotti di lavatura e prodotti ausiliari di lavatura per tessili che vengono eliminati insieme alle acque di scarico. Comprendono in particolare:

a.
i detersivi per il prelavaggio e i detersivi combinati;
b.
i detersivi per capi fini e i detersivi speciali;
c.
gli addolcitori d’acqua;
d.
i prodotti per il pretrattamento;
e.
gli sbiancanti e i decoloranti;
f.
gli ammorbidenti.

2 Non sono considerati detersivi per tessili i prodotti usati in processi speciali di lavatura e pulizia nella fabbricazione e lavorazione dei tessili.

3 Per ingrediente si intende qualsiasi sostanza chimica, di origine artificiale o naturale, aggiunta intenzionalmente al detersivo. Ai fini del presente allegato, un profumo, un olio eterico o un colorante è considerato alla stregua di un singolo ingrediente se non contiene sostanze odorose allergeniche di cui al numero 3 capoverso 4.

2 Divieti

1 I detersivi per tessili non possono essere fabbricati per uso privato o immessi sul mercato se contengono:

a.
composti organici alogenati liquidi quali il diclorometano (n. CAS 75-09-2), il tricloroetilene (n. CAS 79-01-6), il tetracloroetilene (n. CAS 127-18-4);
b.
fosfati;
c.
più dello 0,5 per cento in massa di acido etilendiamminotetraacetico (EDTA; n. CAS 60-00-4), acido propilendiamminotetraacetico (PDTA; n. CAS 1939-36-2) o i loro sali nonché i composti da essi derivati;
d.
più dello 0,5 per cento in massa di fosforo;
e.
tensioattivi anionici o non anionici la cui biodegradabilità primaria sia inferiore all’80 per cento;
f.
tensioattivi cationici o anfoteri la cui biodegradabilità primaria è inferiore all’80 per cento;
g.
tensioattivi la cui biodegradabilità finale sia inferiore al 60 per cento (mineralizzazione) o al 70 per cento (riduzione di carbonio organico disciolto);
h.
tensioattivi compresi nell’elenco di cui all’allegato VI del regolamento (CE) n. 648/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004126, sui detergenti:

Nome (Nomenclatura IUPAC127)

N. EINECS o
N. ELINCS

N. CAS

Limitazioni

2 L’UFAM adegua le disposizioni di cui al capoverso 1 lettera h alle modifiche del regolamento (CE) n. 648/2004.

3 I metodi di verifica e di analisi sono disciplinati dagli allegati II, III e VIII del regolamento (CE) n. 648/2004.

126 GU L 104 dell’8/4/2004, p. 1, modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 907/2006 della Commissione, del 20 giugno 2006 (GU L 168 del 21/6/2006, p. 5). I testi degli atti giuridici dell’UE citati nel presente allegato possono essere ordinati contro pagamento presso l’Organo di notifica per i prodotti chimici, 3003 Berna, possono essere visionati gratuitamente oppure consultati al seguente sito Internet: www.cheminfo.ch

127 International Union of Pure and Applied Chemistry.

3 Etichettatura particolare

1 Per i detersivi per tessili deve essere indicata la presenza delle seguenti sostanze se il loro contenuto in massa è superiore allo 0,2 per cento:

a.
fosfonati;
b.
tensioattivi anionici;
c.
tensioattivi non ionici;
d.
tensioattivi cationici;
e.
tensioattivi anfoteri;
f.
sbiancanti a base di ossigeno;
g.
sbiancanti a base di cloro;
h.
idrocarburi aromatici;
i.
idrocarburi alifatici;
j.
EDTA (n. CAS 60-00-4) e i suoi sali;
k.
acido nitrilotriacetico (NTA, n. CAS 139-13-9) e i suoi sali;
l.
saponi;
m.
zeoliti;
n.
policarbossilati.

2 Il contenuto in massa delle sostanze di cui al capoverso 1 deve essere espresso con uno dei seguenti valori percentuali:

inferiore al 5 per cento,
pari o superiore al 5 per cento, ma inferiore al 15 per cento,
pari o superiore al 15 per cento, ma inferiore al 30 per cento,
pari o superiore al 30 per cento.

3 Indipendentemente dalla loro concentrazione e senza indicazioni sul loro contenuto in massa devono sempre essere dichiarati come tali:

a.
gli enzimi;
b.
i conservanti;
c.
i disinfettanti;
d.
gli sbiancanti ottici;
e.
le sostanze odorose.

3bis Se esiste una definizione INCI128, i conservanti devono essere indicati secondo tale definizione.

4 Se sostanze odorose allergeniche riportate con i numeri di riferimento 45, 67 oppure da 69 a 92 nella colonna a dell’elenco di cui all’allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009129 sono aggiunte in concentrazione superiore allo 0,01 per cento del peso, esse devono essere indicate secondo la nomenclatura contemplata nel regolamento.

4bis Per i detersivi per tessili occorre indicare il nome del prodotto nonché il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del fabbricante. Se il detersivo per tessili è importato da uno Stato membro dello SEE è possibile indicare il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del responsabile per la prima immissione sul mercato nello SEE. Ciò non si applica all’importazione di detersivi per tessili pericolosi ai sensi dell’articolo 3 OPChim130 che sono destinati al grande pubblico.

5 Per i detersivi per tessili devono essere indicati l’indirizzo postale, l’indirizzo e‑mail, se disponibile, e il numero di telefono ai quali si può richiedere la scheda dei dati relativi agli ingredienti di cui al numero 5.

6 Le indicazioni sono da apporre sull’imballaggio. Se il detersivo per tessili è fornito per un impiego professionale o commerciale, le stesse indicazioni possono essere comunicate in un’altra forma appropriata (ad es. mediante schede tecniche dei dati o schede dei dati di sicurezza).

7 L’etichetta deve essere scritta in almeno una lingua ufficiale, essere ben leggibile e duratura.

128 International Nomenclature of Cosmetic Ingredients.

129 Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici, GU L 342 del 22.12.2009, pag. 59; modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 358/2014, GU L 107 del 10.4.2014, pag. 5.

130 RS 813.11

4 Istruzioni per l’uso

1 Nelle istruzioni per l’uso dei detersivi forniti al grande pubblico, il dosaggio deve essere indicato in unità SI (millilitri o grammi).

2 Un dosaggio dipendente dalla durezza dell’acqua deve essere adeguato alle gradazioni di durezza totale, ovvero dolce, media (25° df = 2.5 mmol CaCO3/l) e dura.

5 Scheda dei dati relativi agli ingredienti

1 Su domanda, i fabbricanti che immettono sul mercato detersivi per tessili forniscono all’organo di notifica (art. 77 OPChim) e all’autorità cantonale competente per l’esecuzione secondo l’articolo 13 una scheda dei dati relativi agli ingredienti.

2 Su domanda, inoltre, i fabbricanti devono fornire immediatamente e gratuitamente, per scopi medici, la scheda dei dati relativi agli ingredienti ai medici e al loro personale ausiliario, i quali sono vincolati al segreto professionale.

3 I medici e il loro personale ausiliario secondo il capoverso 2 devono trattare in modo confidenziale i dati loro forniti e possono utilizzarli esclusivamente per scopi medici.

4 La scheda dei dati relativi agli ingredienti deve contenere le seguenti indicazioni:

a.
nome del detersivo;
b.
il nome del fabbricante o della persona responsabile dell’immissione sul mercato nello SEE secondo l’articolo 2 punto 10 del regolamento (CE) n. 648/2004;
c.
tutti gli ingredienti in ordine decrescente in funzione del loro contenuto in peso, secondo la suddivisione seguente:
pari o superiore al 10 per cento,
pari o superiore all’1 per cento, ma inferiore al 10 per cento,
pari o superiore allo 0,1 per cento, ma inferiore all’1 per cento,
inferiore allo 0,1 per cento;
d.
per ogni ingrediente devono essere indicate la denominazione chimica o IUPAC, il numero CAS e, se disponibili, la definizione INCI