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Ordinanza
sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti
(OAVS)1

del 31 ottobre 1947 (Stato 1° luglio 2021)

1Nuovo tit. giusta il n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972, in vigore dal 1° gen. 1973 (RU 1972 2338). Secondo la medesima disp. i tit. marg. sono stati accentrati.

Il Consiglio federale svizzero,

visto l’articolo 81 della legge federale del 6 ottobre 20002 sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA);
visto l’articolo 154 capoverso 2 della legge federale del 20 dicembre 19463
sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS),4

ordina:

2 RS 830.1

3 RS 831.10

4 Nuovo testo giusta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vigore dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

Capo primo: Persone assicurate

A. Assoggettamento5

5Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

Art. 1 Cittadini svizzeri che lavorano all’estero al servizio di un’organizzazione internazionale 6  

Il Co­mi­ta­to in­ter­na­zio­na­le del­la Cro­ce Ros­sa è un’or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­na­zio­na­le con­si­de­ra­ta da­to­re di la­vo­ro ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 1a ca­po­ver­so 1 let­te­ra c nu­me­ro 2 LA­VS ma so­lo nel­la mi­su­ra pre­vi­sta all’ar­ti­co­lo 12a dell’Ac­cor­do del 19 mar­zo 19937 tra il Con­si­glio fe­de­ra­le sviz­ze­ro e il Co­mi­ta­to in­ter­na­zio­na­le del­la Cro­ce Ros­sa per de­ter­mi­na­re lo sta­tu­to giu­ri­di­co del Co­mi­ta­to in Sviz­ze­ra.

6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 nov. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 20205437).

7 RS 0.192.122.50

Art. 1a Cittadini svizzeri che lavorano all’estero al servizio di un’organizzazione privata di assistenza  

1 Si in­ten­do­no per or­ga­niz­za­zio­ni pri­va­te di as­si­sten­za so­ste­nu­te in mo­do so­stan­zia­le dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 1a ca­po­ver­so 1 let­te­ra c nu­me­ro 3 LA­VS, le or­ga­niz­za­zio­ni con le qua­li esi­ste una re­la­zio­ne con­trat­tua­le re­go­la­re co­me un con­trat­to di pro­gram­ma o che ri­ce­vo­no sus­si­di re­go­la­ri dal­la Di­re­zio­ne del­lo svi­lup­po e del­la Coo­pe­ra­zio­ne (DSC), com­pre­se quel­le so­ste­nu­te tra­mi­te UNI­TE8.9

2 L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le del­le as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li (Uf­fi­cio fe­de­ra­le) al­le­sti­sce in col­la­bo­ra­zio­ne con la DSC la li­sta del­le or­ga­niz­za­zio­ni in­te­res­sa­te.

8 As­so­cia­zio­ne Sviz­ze­ra per lo scam­bio di per­so­ne nel­la coo­pe­ra­zio­ne in­ter­na­zio­na­le.

9 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

B. Esenzioni dall’assicurazione 10

10 Introdotto dal n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

Art. 1b Stranieri con privilegi diplomatici 11  

So­no con­si­de­ra­ti stra­nie­ri che frui­sco­no di im­mu­ni­tà e pri­vi­le­gi ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 1a ca­po­ver­so 2 let­te­ra a LA­VS:12

a.13
i mem­bri del per­so­na­le del­le mis­sio­ni di­plo­ma­ti­che, del­le mis­sio­ni per­ma­nen­ti o al­tre rap­pre­sen­tan­ze pres­so or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­go­ver­na­ti­ve e del­le mis­sio­ni spe­cia­li di cui all’ar­ti­co­lo 2 del­la leg­ge del 22 giu­gno 200714 sul­lo Sta­to ospi­te, non­ché i mem­bri del­le lo­ro fa­mi­glie sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va;
b.15
i mem­bri del per­so­na­le di car­rie­ra dei po­sti con­so­la­ri, non­ché i mem­bri del­le lo­ro fa­mi­glie sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va;
c.16
le per­so­ne be­ne­fi­cia­rie di cui all’ar­ti­co­lo 2 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a del­la leg­ge del 22 giu­gno 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, non­ché i mem­bri del­le lo­ro fa­mi­glie sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, se ta­li per­so­ne be­ne­fi­cia­rie so­no chia­ma­te in ve­ste uf­fi­cia­le pres­so un’or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­go­ver­na­ti­va, un’isti­tu­zio­ne in­ter­na­zio­na­le, un se­gre­ta­ria­to o al­tro or­ga­no isti­tui­to da un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le, una com­mis­sio­ne in­di­pen­den­te, un tri­bu­na­le in­ter­na­zio­na­le, un tri­bu­na­le ar­bi­tra­le o un al­tro or­ga­ni­smo in­ter­na­zio­na­le ai sen­si del­la leg­ge sul­lo Sta­to ospi­te;
d.17
il per­so­na­le di IA­TA18 e SI­TA19, non­ché i mem­bri del­le lo­ro fa­mi­glie sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.

11Ori­gi­na­rio art. 1. Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 16 set. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2579).

12 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

13 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).

14 RS 192.12

15 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).

16 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).

17 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 13 giu. 2000, in vi­go­re dal 1° lug. 2000 (RU 2000 1765).

18 Or­ga­niz­za­zio­ne In­ter­na­zio­na­le dell’Avia­zio­ne Ci­vi­le.

19 So­cié­té in­ter­na­tio­na­le de té­lé­com­mu­ni­ca­tion aé­ro­nau­ti­que.

Art. 2 Periodo di tempo relativamente breve 20  

Per at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va eser­ci­ta­ta per un pe­rio­do di tem­po re­la­ti­va­men­te bre­ve ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 1a ca­po­ver­so 2 let­te­ra c LA­VS s’in­ten­de un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va eser­ci­ta­ta du­ran­te al mas­si­mo tre me­si con­se­cu­ti­vi per an­no ci­vi­le.

20Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 3 Persone che partecipano ad un’assicurazione statale estera per la vecchiaia e per i superstiti  

1 Le per­so­ne che par­te­ci­pa­no ad un’as­si­cu­ra­zio­ne sta­ta­le este­ra per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti, per le qua­li l’as­sog­get­ta­men­to all’as­si­cu­ra­zio­ne giu­sta la leg­ge fe­de­ra­le co­sti­tui­sce un dop­pio one­re che non si po­treb­be equa­men­te im­por­re, de­vo­no es­se­re esen­ta­te, a ri­chie­sta mo­ti­va­ta, dall’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te.

2 ...21

21Abro­ga­to dal n. I del DCF del 30 dic. 1953, con ef­fet­to dal 1° gen. 1954 (RU 1954 110).

Art. 422  

22 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 30 set. 2009, con ef­fet­to dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5183).

C. Adesione all’assicurazione 23

23 Originario tit. B. Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

I. Persone occupate all’estero da un datore di lavoro in Svizzera24

24Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 5 Diritto di continuare l’assicurazione  

Le per­so­ne che la­vo­ra­no all’este­ro per un da­to­re di la­vo­ro in Sviz­ze­ra pos­so­no con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne se es­se so­no sta­te as­si­cu­ra­te al­me­no du­ran­te cin­que an­ni con­se­cu­ti­vi im­me­dia­ta­men­te pri­ma:

a.
dell’ini­zio dell’at­ti­vi­tà all’este­ro; o
b.
del ter­mi­ne del pe­rio­do di at­ti­vi­tà all’este­ro am­mes­so da una con­ven­zio­ne in­ter­na­zio­na­le.
Art. 5a Richiesta 25  

Per con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne oc­cor­re pre­sen­ta­re al­la com­pe­ten­te cas­sa di com­pen­sa-zio­ne una ri­chie­sta in for­ma scrit­ta o tra­mi­te un si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne pre­vi­sto nell’am­bi­to dell’as­sog­get­ta­men­to as­si­cu­ra­ti­vo.

25Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 ott. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4057).

Art. 5b Inizio dell’assicurazione  

1 L’as­si­cu­ra­zio­ne è con­ti­nua­ta sen­za in­ter­ru­zio­ne, se la ri­chie­sta è de­po­si­ta­ta en­tro un ter­mi­ne di sei me­si a con­ta­re dal gior­no in cui le con­di­zio­ni dell’ar­ti­co­lo 5 so­no sod­di­sfat­te.

2 Do­po la sca­den­za del ter­mi­ne non è più pos­si­bi­le con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne.

Art. 5c Fine dell’assicurazione  

1 La­vo­ra­to­ri e da­to­ri di la­vo­ro pos­so­no, con re­ci­pro­ca in­te­sa e ri­spet­tan­do un ter­mi­ne di 30 gior­ni, re­ce­de­re dall’as­si­cu­ra­zio­ne per la fi­ne di un me­se ci­vi­le.

2 Quan­do il la­vo­ra­to­re cam­bia il da­to­re di la­vo­ro, l’as­si­cu­ra­zio­ne fi­ni­sce. Quan­do il la­vo­ra­to­re cam­bia il da­to­re di la­vo­ro in Sviz­ze­ra, l’as­si­cu­ra­zio­ne con­ti­nua se en­tro sei me­si dall’ini­zio del la­vo­ro è pre­sen­ta­ta una ri­chie­sta in for­ma scrit­ta o tra­mi­te un si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne pre­vi­sto nell’am­bi­to dell’as­sog­get­ta­men­to as­si­cu­ra­ti­vo.26

26Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 ott. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4057).

II. Persone domiciliate in Svizzera che non sono assicurate in base a una convenzione internazionale 27

27 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

Art. 5d Condizioni d’adesione  

Le per­so­ne do­mi­ci­lia­te in Sviz­ze­ra che non so­no as­si­cu­ra­te in ba­se a una con­ven­zio­ne in­ter­na­zio­na­le pos­so­no ade­ri­re all’as­si­cu­ra­zio­ne.28 L’ade­sio­ne de­ve es­se­re di­chia­ra­ta pres­so la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne del Can­to­ne di do­mi­ci­lio.

28 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

Art. 5e Inizio dell’assicurazione  

1 Se la di­chia­ra­zio­ne di ade­sio­ne è de­po­si­ta­ta en­tro un ter­mi­ne di sei me­si, l’as­si­cu­ra­zio­ne co­min­cia il gior­no in cui la con­ven­zio­ne in­ter­na­zio­na­le ha ef­fet­to.

2 Se la di­chia­ra­zio­ne d’ade­sio­ne è de­po­si­ta­ta più tar­di, l’as­si­cu­ra­zio­ne co­min­cia il pri­mo gior­no del me­se che se­gue quel­lo del de­po­si­to del­la di­chia­ra­zio­ne.

Art. 5f Fine dell’assicurazione  

1 Gli as­si­cu­ra­ti pos­so­no re­ce­de­re dall’as­si­cu­ra­zio­ne per la fi­ne di un me­se ci­vi­le, con un pre­av­vi­so di 30 gior­ni.

2 Se, no­no­stan­te dif­fi­da, l’as­si­cu­ra­to non adem­pie i suoi ob­bli­ghi, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne gli in­ti­ma una se­con­da dif­fi­da e gli im­par­ti­sce un ter­mi­ne sup­ple­men­ta­re di 30 gior­ni com­mi­nan­do­gli l’esclu­sio­ne. Al­la sca­den­za del ter­mi­ne inu­ti­liz­za­to, l’as­si­cu­ra­to è esclu­so dall’as­si­cu­ra­zio­ne.29

29 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

III. Studenti senza attività lucrativa domiciliati all’estero30

30 Introdotto dal n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

Art. 5g Diritto alla continuazione dell’assicurazione  

Gli stu­den­ti sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va do­mi­ci­lia­ti all’este­ro pos­so­no con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne se so­no sta­ti as­si­cu­ra­ti du­ran­te al­me­no cin­que an­ni con­se­cu­ti­vi im­me­dia­ta­men­te pri­ma dell’ini­zio del­la lo­ro for­ma­zio­ne all’este­ro.

Art. 5h Inizio dell’assicurazione  

1 L’as­si­cu­ra­zio­ne è con­ti­nua­ta sen­za in­ter­ru­zio­ne se la ri­chie­sta è de­po­si­ta­ta en­tro sei me­si a con­ta­re dall’ini­zio del­la for­ma­zio­ne all’este­ro.

2 Do­po la sca­den­za del ter­mi­ne, non è più pos­si­bi­le con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne.

Art. 5i Fine dell’assicurazione  

1 Gli as­si­cu­ra­ti pos­so­no re­ce­de­re dall’as­si­cu­ra­zio­ne per fi­ne di un me­se ci­vi­le, con un pre­av­vi­so di 30 gior­ni.

2 L’as­si­cu­ra­to che non ver­sa in­te­ra­men­te il suo con­tri­bu­to an­nuo en­tro il 31 di­cem­bre dell’an­no ci­vi­le è esclu­so con ef­fet­to re­troat­ti­vo dall’as­si­cu­ra­zio­ne. Lo stes­so va­le per l’as­si­cu­ra­to che non inol­tra al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, en­tro il 31 di­cem­bre suc­ces­si­vo, i do­cu­men­ti giu­sti­fi­ca­ti­vi ri­chie­sti. Pri­ma del­la sca­den­za del ter­mi­ne, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne no­ti­fi­ca per rac­co­man­da­ta all’as­si­cu­ra­to una dif­fi­da con la com­mi­na­to­ria dell’esclu­sio­ne.

IV. Persone senza attività lucrativa che accompagnano all’estero il loro coniuge assicurato31

31 Introdotto dal n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

Art. 5j Inizio dell’assicurazione  

1 L’as­si­cu­ra­zio­ne è con­ti­nua­ta sen­za in­ter­ru­zio­ne se la di­chia­ra­zio­ne di ade­sio­ne è de­po­si­ta­ta en­tro sei me­si dal­la par­ten­za all’este­ro.

2 Se la di­chia­ra­zio­ne è de­po­si­ta­ta più tar­di, l’as­si­cu­ra­zio­ne co­min­cia il pri­mo gior­no che se­gue quel­lo del de­po­si­to del­la di­chia­ra­zio­ne.

Art. 5k Fine dell’assicurazione  

L’ar­ti­co­lo 5i si ap­pli­ca per ana­lo­gia al­le per­so­ne sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va che ac­com­pa­gna­no all’este­ro il lo­ro co­niu­ge as­si­cu­ra­to.

Capo secondo: Contributi 32

32Il termine «contributo» è stato sostituito al termine «quota» (n. II cpv. 1 della LF del 19 giu. 1959 che mod. la LF su l’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, in vigore dal 1° gen. 1960 – RU 1959 872875).

A. Contributi degli assicurati che esercitano un’attività lucrativa

Art. 6 Nozioni del reddito da un’attività lucrativa  

1 Con ri­ser­va del­le ec­ce­zio­ni in­di­ca­te espres­sa­men­te nel­le di­spo­si­zio­ni che se­guo­no, il red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va com­pren­de qual­sia­si red­di­to in de­na­ro o in na­tu­ra con­se­gui­to nel­la Sviz­ze­ra o all’este­ro con l’eser­ci­zio di un’at­ti­vi­tà, in­clu­si i gua­da­gni ac­ces­so­ri.

2 Non so­no con­si­de­ra­ti red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va:

a.33
il sol­do mi­li­ta­re, l’in­den­ni­tà di fun­zio­ne nel­la pro­te­zio­ne ci­vi­le, l’im­por­to per le pic­co­le spe­se per­so­na­li ver­sa­to nel ser­vi­zio ci­vi­le, il sol­do dei pom­pie­ri di mi­li­zia esen­te da im­po­sta ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 24 let­te­ra fbis del­la leg­ge fe­de­ra­le del 14 di­cem­bre 199034 sull’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta (LI­FD) e le in­den­ni­tà ana­lo­ghe al sol­do nei cor­si per mo­ni­to­ri di gio­va­ni ti­ra­to­ri;
b.35
le pre­sta­zio­ni di as­si­cu­ra­zio­ne in ca­so d’in­for­tu­nio, ma­lat­tia o in­va­li­di­tà, ec­cet­tua­te le in­den­ni­tà gior­na­lie­re giu­sta l’ar­ti­co­lo 25 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 195936 sull’as­si­cu­ra­zio­ne per l’in­va­li­di­tà (LAI) e l’ar­ti­co­lo 29 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 199237 sull’as­si­cu­ra­zio­ne mi­li­ta­re;
c.38
...
d.39
...
e.40
...
f.41
gli as­se­gni fa­mi­lia­ri ac­cor­da­ti co­me as­se­gni per i fi­gli, la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, l’eco­no­mia do­me­sti­ca, il ma­tri­mo­nio e la na­sci­ta, nell’am­bi­to de­gli usi lo­ca­li o pro­fes­sio­na­li;
g.42
le pre­sta­zio­ni per la for­ma­zio­ne e il per­fe­zio­na­men­to; se ver­sa­te dal da­to­re di la­vo­ro, so­no tut­ta­via esclu­se dal red­di­to da at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va sol­tan­to se la for­ma­zio­ne o il per­fe­zio­na­men­to so­no stret­ta­men­te le­ga­ti all’at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le del be­ne­fi­cia­rio;
h.43
le pre­sta­zio­ni re­go­la­men­ta­ri di isti­tu­zio­ni di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le se il be­ne­fi­cia­rio può pre­ten­der­le per­so­nal­men­te all’in­sor­gen­za dell’even­to as­si­cu­ra­to o al­lo scio­gli­men­to dell’isti­tu­zio­ne di pre­vi­den­za;
i. e k.44...45

33Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 21 set. 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 20126329).

34 RS 642.11

35Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 set. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2004 (RU 2003 3683).

36 RS 831.20

37 RS 833.1

38Abro­ga­ta dal n. I dell’O del 15 ott. 2014, con ef­fet­to dal 1° gen. 2015 (RU 20143331).

39Abro­ga­ta dal n. I dell’O del 31 ago. 1992, con ef­fet­to dal 1° gen. 1993 (RU 1992 1830).

40Abro­ga­ta dal n. I dell’O del 29 giu. 1983, con ef­fet­to dal 1° gen. 1984 (RU 1983 903).

41Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 143 dell’O del 20 dic. 1982 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 1984 (RU 1983 38).

42 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

43 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

44 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 27 mag. 1981, in vi­go­re dal 1° lug. 1981 (RU 1981 538).

45 Abro­ga­te dal n. I dell’O del 18 set. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 6bis46  

46 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 27 mag. 1981 (RU 1981 538). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 18 set. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 6ter Reddito lucrativo realizzato all’estero 47  

So­no ec­cet­tua­ti dal cal­co­lo dei con­tri­bu­ti i red­di­ti d’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va che per­ven­go­no a una per­so­na do­mi­ci­lia­ta nel­la Sviz­ze­ra:

a.48
co­me pro­prie­ta­rio o so­cio di azien­de o di sta­bi­li­men­ti con se­de in uno Sta­to con il qua­le la Sviz­ze­ra non ha con­clu­so una con­ven­zio­ne di si­cu­rez­za so­cia­le;
b.49
co­me or­ga­no di una per­so­na giu­ri­di­ca con se­de in uno Sta­to con il qua­le la Sviz­ze­ra non ha con­clu­so una con­ven­zio­ne di si­cu­rez­za so­cia­le, o
c.50
che pa­ga l’im­po­sta se­con­do il di­spen­dio giu­sta l’ar­ti­co­lo 14 LI­FD51.

47Ori­gi­na­rio art. 6bis. In­tro­dot­to dal n. I 2 dell’O dell’11 ott. 1972, in vi­go­re dal 1° gen. 1974 (RU 1972 2338).

48 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vi­go­re dal 1° giu. 2002 (RU 2002 1351).

49 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vi­go­re dal 1° giu. 2002 (RU 2002 1351).

50Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).

51RS 642.11

Art. 6quater Contributi dovuti dagli assicurati dopo il 64° o il 65° anno di età 52  

1 I con­tri­bu­ti del­le per­so­ne eser­ci­tan­ti un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va di­pen­den­te do­po il com­pi­men­to dei 64 an­ni, se di ses­so fem­mi­ni­le, o dei 65 an­ni, se di ses­so ma­schi­le, so­no ri­scos­si dal da­to­re di la­vo­ro sol­tan­to sul­la par­te del red­di­to ec­ce­den­te 1400 fran­chi men­si­li o 16 800 fran­chi l’an­no.

2 I con­tri­bu­ti del­le per­so­ne eser­ci­tan­ti un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te che han­no com­piu­to i 64 an­ni, se di ses­so fem­mi­ni­le, o i 65 an­ni, se di ses­so ma­schi­le, so­no per­ce­pi­ti sol­tan­to sul­la par­te del red­di­to ec­ce­den­te 16 800 fran­chi l’an­no.

52Ori­gi­na­rio art. 6ter. In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 23 nov. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2006 (RU 2005 5631).

I. Contributi previsti sul reddito proveniente da un’attività dipendente

Art. 7 Salario
determinante. Elementi
 

Il sa­la­rio de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti com­pren­de in par­ti­co­la­re:53

a.
il sa­la­rio a tem­po, il sa­la­rio a fat­tu­ra (a cot­ti­mo) e a pre­mi, com­pre­se le in­den­ni­tà per le ore di la­vo­ro sup­ple­men­ta­re, per il la­vo­ro not­tur­no e per le sup­plen­ze;
b.54
le in­den­ni­tà di re­si­den­za e di rin­ca­ro;
c.55
le gra­ti­fi­ca­zio­ni e i pre­mi di fe­del­tà e di pro­du­zio­ne;
cbis.56
i van­tag­gi va­lu­ta­bi­li in de­na­ro de­ri­van­ti dal­le par­te­ci­pa­zio­ni di col­la­bo­ra­to­re; per la de­ter­mi­na­zio­ne del mo­men­to del­la ri­scos­sio­ne dei con­tri­bu­ti e del va­lo­re si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sull’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta;
d.57
i red­di­ti de­gli ac­co­man­dan­ti de­ri­van­ti da un rap­por­to di ser­vi­zio con la so­cie­tà in ac­co­man­di­ta; le par­te­ci­pa­zio­ni dei sa­la­ria­ti58 agli uti­li, nel­la mi­su­ra in cui ta­li pro­ven­ti ec­ce­do­no l’in­te­res­se di un ca­pi­ta­le even­tual­men­te in­ve­sti­to;
e.
le man­ce, qua­lo­ra es­se co­sti­tui­sca­no un ele­men­to im­por­tan­te del­la re­tri­bu­zio­ne del la­vo­ro;
f.
le pre­sta­zio­ni in na­tu­ra re­go­la­ri;
g.
le prov­vi­gio­ni e le com­mis­sio­ni;
h.59
i tan­tiè­mes, le in­den­ni­tà fis­se e i get­to­ni di pre­sen­za ai mem­bri dell’am­mi­ni­stra­zio­ne e de­gli or­ga­ni di­ret­ti­vi del­le per­so­ne giu­ri­di­che;
i.
il red­di­to dei mem­bri del­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li, can­to­na­li e co­mu­na­li;
k.
le spor­tu­le e le in­den­ni­tà fis­se ri­ce­vu­te da as­si­cu­ra­ti la cui at­ti­vi­tà è di­sci­pli­na­ta dal di­rit­to pub­bli­co; so­no ri­ser­va­te le di­spo­si­zio­ni can­to­na­li con­tra­rie;
l.
le ri­mu­ne­ra­zio­ni dei li­be­ri do­cen­ti e de­gli al­tri in­se­gnan­ti re­tri­bui­ti in mo­do ana­lo­go;
m.60
le pre­sta­zio­ni dei da­to­ri di la­vo­ro per la per­di­ta di sa­la­rio su­bi­ta a cau­sa d’in­for­tu­nio o di ma­lat­tia;
n.
le pre­sta­zio­ni ese­gui­te dai da­to­ri di la­vo­ro per com­pen­sa­re la per­di­ta di sa­la­rio su­bì­ta a cau­sa di ser­vi­zio mi­li­ta­re;
o.
le in­den­ni­tà di va­can­za o per i gior­ni fe­sti­vi;
p.61
le pre­sta­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro ri­sul­tan­ti dall’as­sun­zio­ne del pa­ga­men­to del con­tri­bu­to do­vu­to dal sa­la­ria­to all’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà, all’or­di­na­men­to del­le in­den­ni­tà di per­di­ta di gua­da­gno e all’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro la di­soc­cu­pa­zio­ne co­me pu­re del pa­ga­men­to del­le im­po­ste; è ec­cet­tua­ta l’as­sun­zio­ne del pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti do­vu­ti dal sa­la­ria­to sui red­di­ti in na­tu­ra e sui sa­la­ri glo­ba­li;
q.62
le pre­sta­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro al ter­mi­ne del rap­por­to di la­vo­ro, per quan­to non sia­no esclu­se dal sa­la­rio de­ter­mi­nan­te con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 8bis o 8ter. Le ren­di­te so­no con­ver­ti­te in ca­pi­ta­le. L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le al­le­sti­sce a tal fi­ne ta­vo­le vin­co­lan­ti.

53 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

54Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972, in vi­go­re dal 1° gen. 1973 (RU 1972 2338).

55Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 21 set. 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 20126329).

56In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 21 set. 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 20126329).

57Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 1974, in vi­go­re dal 1° gen. 1976 (RU 1974 1594).

58Nuo­va de­no­mi­na­zio­ne giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420). Di ta­le mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.

59Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 16 set. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2579).

60Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 30 dic. 1953, in vi­go­re dal 1° gen. 1954 (RU 1954 110).

61In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125).

62In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 27 mag. 1981 (RU 1981 538). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125).

Art. 8 Salario
determinante. Eccezioni
63  

Non so­no com­pre­si nel sa­la­rio de­ter­mi­nan­te:

a.
i con­tri­bu­ti re­go­la­men­ta­ri ver­sa­ti dal da­to­re di la­vo­ro a isti­tu­ti di pre­vi­den­za che adem­pio­no le con­di­zio­ni per l’esen­zio­ne fi­sca­le con­for­me­men­te al­la LI­FD64;
b.
i con­tri­bu­ti ver­sa­ti dal da­to­re la­vo­ro agli as­si­cu­ra­to­ri ma­lat­tia e in­for­tu­ni dei lo­ro sa­la­ria­ti e al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne per la ge­stio­ne de­gli as­se­gni fa­mi­lia­ri, nel­la mi­su­ra in cui tut­ti i sa­la­ria­ti frui­sca­no del­lo stes­so trat­ta­men­to;
c.
le sov­ven­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro in ca­so di mor­te di pa­ren­ti dei sa­la­ria­ti, quel­le per i su­per­sti­ti di que­sti ul­ti­mi, i re­ga­li per giu­bi­lei dell’azien­da, fi­dan­za­men­to, ma­tri­mo­nio e su­pe­ra­men­to di esa­mi pro­fes­sio­na­li;
d.
le pre­sta­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro per le spe­se me­di­che, far­ma­ceu­ti­che, di ospe­da­le e di cu­ra, nel­la mi­su­ra in cui non sia­no co­per­te dall’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria del­le cu­re me­di­co-sa­ni­ta­rie (art. 25–31 del­la LF del 18 mar. 199465 sull’as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie, LA­Mal) e tut­ti i sa­la­ria­ti frui­s­ca­no del­lo stes­so trat­ta­men­to.

63Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 16 set. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2758).

64RS 642.11

65RS 832.10

Art. 8bis Prestazioni sociali in caso di previdenza professionale insufficiente 66  

Nel ca­so di pre­sta­zio­ni ver­sa­te dal da­to­re di la­vo­ro al ter­mi­ne di un rap­por­to di la­vo­ro plu­rien­na­le, dal sa­la­rio de­ter­mi­na­te è esclu­so, per ogni an­no in cui il sa­la­ria­to non era as­si­cu­ra­to nel­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, un im­por­to pa­ri al­la me­tà del­la ren­di­ta mi­ni­ma di vec­chia­ia men­si­le vi­gen­te al mo­men­to del ver­sa­men­to.

66In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 mag. 1957 (RU 1957 422). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Art. 8ter Prestazioni sociali in caso di licenziamento per motivi aziendali 67  

1 Le pre­sta­zio­ni ver­sa­te dal da­to­re di la­vo­ro in ca­so di li­cen­zia­men­to per mo­ti­vi azien­da­li so­no esclu­se dal sa­la­rio de­ter­mi­nan­te fi­no a con­cor­ren­za di un im­por­to pa­ri a quat­tro vol­te e mez­za la ren­di­ta mas­si­ma di vec­chia­ia an­nua.68

2 So­no con­si­de­ra­ti mo­ti­vi azien­da­li la chiu­su­ra, la fu­sio­ne e la ri­strut­tu­ra­zio­ne di un’azien­da. Si ha una ri­strut­tu­ra­zio­ne azien­da­le:

a.
quan­do so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni di cui all’ar­ti­co­lo 53b ca­po­ver­so 1 let­te­ra a o b del­la leg­ge fe­de­ra­le del 25 giu­gno 198269 sul­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà per la li­qui­da­zio­ne par­zia­le di un isti­tu­to di pre­vi­den­za che at­tua la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le ob­bli­ga­to­ria; op­pu­re
b.
in ca­so di li­cen­zia­men­to col­let­ti­vo di­sci­pli­na­to da un pia­no so­cia­le.

67 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 18 set. 2000 (RU 2000 2629). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

68 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 15 ott. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 20143331).

69 RS 831.40

Art. 8quater Prestazioni versate in casi di rigore 70  

1 Le pre­sta­zio­ni di as­si­sten­za straor­di­na­rie ver­sa­te dal da­to­re di la­vo­ro per at­te­nua­re una si­tua­zio­ne di gra­ve dif­fi­col­tà fi­nan­zia­ria del sa­la­ria­to do­vu­ta a mo­ti­vi fa­mi­lia­ri, pro­fes­sio­na­li, di sa­lu­te o di al­tro ti­po so­no esclu­se dal sa­la­rio de­ter­mi­nan­te.

2 Vi è una si­tua­zio­ne di gra­ve dif­fi­col­tà fi­nan­zia­ria quan­do la co­per­tu­ra del fab­bi­so­gno vi­ta­le non è ga­ran­ti­ta.

3 Il da­to­re di la­vo­ro e il sa­la­ria­to de­vo­no for­ni­re al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne tut­te le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie per va­lu­ta­re la si­tua­zio­ne di gra­ve dif­fi­col­tà fi­nan­zia­ria.

70 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 15 ott. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 20143331).

Art. 9 Spese generali 71  

1 So­no spe­se ge­ne­ra­li quel­le cui il sa­la­ria­to de­ve far fron­te nell’am­bi­to del­la pro­pria at­ti­vi­tà.72 Le in­den­ni­tà per spe­se ge­ne­ra­li non rien­tra­no nel sa­la­rio de­ter­mi­nan­te.73

2 Non fan­no par­te del­le spe­se ge­ne­ra­li le in­den­ni­tà pe­rio­di­che per gli spo­sta­men­ti del sa­la­ria­to dal luo­go di do­mi­ci­lio al luo­go di la­vo­ro abi­tua­le e per i pa­sti usua­li pre­si a do­mi­ci­lio o sul luo­go di la­vo­ro abi­tua­le; ta­li in­den­ni­tà rien­tra­no di nor­ma nel sa­la­rio de­ter­mi­nan­te.

3 ...74

71Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 16 set. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2758).

72 Cor­re­zio­ne del 5 set. 2017 (RU 2017 4813).

73 Per. in­tro­dot­to dal n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

74 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 26 set. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

Art. 1075  

75Abro­ga­to dal n. I dell’O del 26 set. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).

Art. 11 Vitto e alloggio 76  

1 Il vit­to e l’al­log­gio dei la­vo­ra­to­ri oc­cu­pa­ti nell’azien­da e del per­so­na­le do­me­sti­co so­no va­lu­ta­ti 33 fran­chi il gior­no. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 14.

2 Se il da­to­re di la­vo­ro non dà vit­to e al­log­gio com­ple­to, l’im­por­to to­ta­le è ri­par­ti­to co­me se­gue:

fr.

co­la­zio­ne

3.50

pran­zo

10.—

ce­na

8.—

al­log­gio

11.50

76Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 22 set. 2006, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4141).

Art. 1277  

77Abro­ga­to dal n. I dell’O del 26 set. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).

Art. 13 Reddito in natura di altra specie 78  

Le pre­sta­zio­ni in na­tu­ra di al­tra spe­cie so­no va­lu­ta­te, ca­so per ca­so, dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne se­con­do le cir­co­stan­ze.

78Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 4 lug. 1961, in vi­go­re dal 1° gen. 1962 (RU 1961 517).

Art. 14 Membri della famiglia del capo azienda che lavorano con lui 79  

1 Di re­go­la, i con­tri­bu­ti dei mem­bri del­la fa­mi­glia del ca­po azien­da che la­vo­ra­no con lui so­no fis­sa­ti in ba­se al red­di­to in de­na­ro e in na­tu­ra. È ri­ser­va­to l’ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 3 LA­VS.

2 Il red­di­to in na­tu­ra dei mem­bri del­la fa­mi­glia del ca­po azien­da che la­vo­ra­no con lui so­no fis­sa­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 11 e 13.

3 Nel­la mi­su­ra in cui i red­di­ti in con­tan­ti e in na­tu­ra dei mem­bri del­la fa­mi­glia che la­vo­ra­no con l’eser­cen­te agri­co­lo non rag­giun­ga­no gli im­por­ti qui ap­pres­so, i con­tri­bu­ti so­no cal­co­la­ti in ba­se al sa­la­rio men­si­le glo­ba­le se­guen­te:80

a.
2070 fran­chi per i mem­bri del­la fa­mi­glia che non so­no co­niu­ga­ti;
b.
3060 fran­chi per i fa­mi­lia­ri co­niu­ga­ti; se am­be­due i co­niu­gi la­vo­ra­no a tem­po pie­no nell’azien­da, l’im­por­to fis­sa­to al­la let­te­ra a fa sta­to per ognu­no di es­si.

79Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 22 set. 2006, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4141).

80 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 15 Mance 81  

1 e 2 ...82

3 Le man­ce ver­sa­te ai sa­la­ria­ti d’im­pre­se di tra­spor­to van­no cal­co­la­te nel sa­la­rio de­ter­mi­nan­te sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui so­no as­sog­get­ta­te ai con­tri­bu­ti do­vu­ti all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria con­tro gli in­for­tu­ni.

81Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

82Abro­ga­ti dal n. I dell’O del 7 dic. 1981, con ef­fet­to dal 1° gen. 1982 (RU 1981 2042).

Art. 16 Contributi dei lavoratori i cui datori di lavoro non sono tenuti a pagare i contributi 83  

Per la fis­sa­zio­ne e la de­ter­mi­na­zio­ne dei con­tri­bu­ti si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 22–27. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 6 ca­po­ver­so 2 LA­VS.

83Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 1982 (RU 2011 4759).

II. Contributi prelevati sul reddito proveniente da un’attività indipen­dente

1. In generale

Art. 17 Nozione di reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente 84  

So­no con­si­de­ra­ti red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 1 LA­VS tut­ti i red­di­ti con­se­gui­ti in pro­prio da un’azien­da com­mer­cia­le, in­du­stria­le, ar­ti­gia­na­le, agri­co­la o sil­vi­co­la, dall’eser­ci­zio di una pro­fes­sio­ne li­be­ra­le o da qual­sia­si al­tra at­ti­vi­tà com­pre­si gli uti­li in ca­pi­ta­le e gli uti­li rea­liz­za­ti con il tra­sfe­ri­men­to di ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li giu­sta l’ar­ti­co­lo 18 ca­po­ver­so 2 LI­FD85 e gli uti­li con­se­gui­ti con l’alie­na­zio­ne di fon­di agri­co­li e sil­vi­co­li giu­sta l’ar­ti­co­lo 18 ca­po­ver­so 4 LI­FD, ec­cet­to i red­di­ti da par­te­ci­pa­zio­ni di­chia­ra­ti qua­li so­stan­za com­mer­cia­le giu­sta l’ar­ti­co­lo 18 ca­po­ver­so 2 LI­FD.

84Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

85 RS 642.11

Art. 18 Deduzioni dal reddito 86  

1 Per di­stin­gue­re e de­ter­mi­na­re le de­du­zio­ni am­mes­se in con­for­mi­tà dell’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­re a–e LA­VS, so­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni in ma­te­ria di im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta.

1bis Le per­di­te com­mer­cia­li se­con­do l’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­ra c LA­VS pos­so­no es­se­re de­dot­te, se so­no sta­te su­bi­te e al­li­bra­te nell’an­no di con­tri­bu­zio­ne cor­ri­spon­den­te e in quel­lo im­me­dia­ta­men­te pre­ce­den­te.87

2 Il tas­so d’in­te­res­se di cui all’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­ra f LA­VS equi­va­le al ren­di­men­to me­dio an­nuo dei pre­sti­ti in fran­chi sviz­ze­ri dei de­bi­to­ri sviz­ze­ri che non so­no en­ti pub­bli­ci, con­for­me­men­te al­la sta­ti­sti­ca del­la Ban­ca na­zio­na­le sviz­ze­ra, ar­ro­ton­da­to al mez­zo pun­to per­cen­tua­le su­pe­rio­re o in­fe­rio­re. Il ca­pi­ta­le pro­prio è ar­ro­ton­da­to al mul­ti­plo di 1000 fran­chi im­me­dia­ta­men­te su­pe­rio­re.88

86 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

87 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

88 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 19 Reddito di poco conto proveniente da attività indipendenti esercitate a titolo accessorio 89  

Se il red­di­to pro­ve­nien­te da at­ti­vi­tà in­di­pen­den­ti eser­ci­ta­te a ti­to­lo ac­ces­so­rio non su­pe­ra 2300 fran­chi per an­no ci­vi­le, il con­tri­bu­to è per­ce­pi­to sol­tan­to a ri­chie­sta dell’as­si­cu­ra­to.

89Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

Art. 20 Persone tenute a pagare i contributi  

1 I con­tri­bu­ti pre­le­va­ti sul red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te con­se­gui­to in un’azien­da de­vo­no es­se­re pa­ga­ti dal pro­prie­ta­rio e, in ca­so di af­fit­to o di usu­frut­to, dall’af­fit­tua­rio o dall’usu­frut­tua­rio. In ca­so di dub­bio, de­ve ver­sa­re i con­tri­bu­ti chi è te­nu­to a pa­ga­re le im­po­ste sul red­di­to en­tran­te in li­nea di con­to o, se que­st’ul­ti­mo non è sog­get­to all’im­po­sta, chi con­du­ce l’azien­da per con­to pro­prio.

2 ...90

3 I mem­bri di so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo, di so­cie­tà in ac­co­man­di­ta e di al­tre so­cie­tà di per­so­ne, che per­se­guo­no uno sco­po lu­cra­ti­vo e non han­no per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca, de­vo­no pa­ga­re i con­tri­bu­ti sul­la lo­ro par­te del red­di­to del­la col­let­ti­vi­tà.91

90Abro­ga­to dal n. I del DCF del 10 mag. 1957, con ef­fet­to dal 1° gen. 1957 (RU 1957 422).

91Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 13 set. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1996 (RU 1995 4376).

Art. 21 Tavola scalare dei contributi per le persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente 92  

1 Se il red­di­to con­se­gui­to con un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te am­mon­ta al­me­no a 9600 fran­chi an­nui, ma è in­fe­rio­re a 57 400 fran­chi an­nui, i con­tri­bu­ti so­no cal­co­la­ti co­me se­gue:

Red­di­to an­nuo dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va

Tas­so del con­tri­bu­to in per­cen­tua­le del red­di­to dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va

di al­me­no fr.

ma in­fe­rio­re a fr.

9 600

17 400

4,35

17 400

21 400

4,45

21 400

23 800

4,55

23 800

26 200

4,65

26 200

28 600

4,75

28 600

31 000

4,85

31 000

33 400

5,05

33 400

35 800

5,25

35 800

38 200

5,45

38 200

40 600

5,65

40 600

43 000

5,85

43 000

45 400

6,05

45 400

47 800

6,35

47 800

50 200

6,65

50 200

52 600

6,95

52 600

55 000

7,25

55 000

57 400

7,55

2 Se il red­di­to com­pu­ta­bi­le ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 6qua­ter è in­fe­rio­re a 9600 fran­chi, l’as­si­cu­ra­to de­ve pa­ga­re un con­tri­bu­to del 4,35 per cen­to.

92 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 14 ott. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 20204605).

2. Fissazione e determinazione dei contributi 93

93 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 22 Anno di contribuzione e calcolo dei contributi nel tempo 94  

1 I con­tri­bu­ti so­no fis­sa­ti per cia­scun an­no di con­tri­bu­zio­ne. Per an­no di con­tri­bu­zio­ne si in­ten­de l’an­no ci­vi­le.

2 Per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­nan­ti il red­di­to se­con­do il ri­sul­ta­to dell’eser­ci­zio com­mer­cia­le chiu­so nell’an­no di con­tri­bu­zio­ne e il ca­pi­ta­le pro­prio in­ve­sti­to nell’azien­da al­la fi­ne dell’eser­ci­zio com­mer­cia­le.95

3 Se l’eser­ci­zio com­mer­cia­le non cor­ri­spon­de all’an­no di con­tri­bu­zio­ne, il red­di­to non è ri­par­ti­to su­gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 4.96

4 Se in un an­no di con­tri­bu­zio­ne non si è pro­ce­du­to al­la chiu­su­ra dei con­ti, il red­di­to dell’eser­ci­zio com­mer­cia­le va ri­par­ti­to su­gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne con­for­me­men­te al­la sua du­ra­ta.

5 Il red­di­to non è con­ver­ti­to in red­di­to an­nuo.97

94 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

95 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

96 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

97 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

Art. 23 Determinazione del reddito e del capitale proprio 98  

1 Le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li sta­bi­li­sco­no il red­di­to de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti in ba­se al­la tas­sa­zio­ne dell’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta, pas­sa­ta in giu­di­ca­to, e il ca­pi­ta­le pro­prio in­ve­sti­to nell’azien­da in ba­se al­la cor­ri­spon­den­te tas­sa­zio­ne dell’im­po­sta can­to­na­le, pas­sa­ta in giu­di­ca­to e ade­gua­ta ai va­lo­ri di ri­par­ti­zio­ne in­ter­can­to­na­li.99

2 In di­fet­to di una tas­sa­zio­ne dell’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta pas­sa­ta in giu­di­ca­to, gli ele­men­ti fi­sca­li de­ter­mi­nan­ti so­no de­sun­ti dal­la tas­sa­zio­ne dell’im­po­sta can­to­na­le sul red­di­to e, in man­can­za di es­sa, dal­la di­chia­ra­zio­ne con­trol­la­ta d’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta.100

3 Nei ca­si di pro­ce­du­ra per sot­tra­zio­ne d’im­po­sta, i ca­po­ver­si 1 e 2 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.101

4 Le in­di­ca­zio­ni for­ni­te dal­le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li so­no vin­co­lan­ti per le cas­se di com­pen­sa­zio­ne.

5 Se le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li non pos­so­no co­mu­ni­ca­re il red­di­to, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne de­vo­no va­lu­ta­re il red­di­to de­ter­mi­nan­te per sta­bi­li­re il con­tri­bu­to e il ca­pi­ta­le pro­prio in­ve­sti­to nell’azien­da fon­dan­do­si sui da­ti a lo­ro di­spo­si­zio­ne. Gli as­si­cu­ra­ti de­vo­no da­re le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne e, se ri­chie­sto, pre­sen­ta­re i giu­sti­fi­ca­ti­vi.102

98Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 19 nov. 1965, in vi­go­re dal 1° gen. 1966 (RU 1965 1019).

99Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).

100 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

101 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 22 set. 2006, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4141).

102 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 24 Contributi d’acconto 103  

1 Nell’an­no di con­tri­bu­zio­ne cor­ren­te, le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti de­vo­no pa­ga­re con­tri­bu­ti d’ac­con­to a sca­den­ze pe­rio­di­che.

2 Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne sta­bi­li­sco­no i con­tri­bu­ti d’ac­con­to sul­la ba­se del red­di­to pre­su­mi­bi­le dell’an­no di con­tri­bu­zio­ne. Pos­so­no fon­dar­si sul red­di­to de­ter­mi­nan­te per l’ul­ti­ma de­ci­sio­ne di fis­sa­zio­ne dei con­tri­bu­ti, sal­vo che la per­so­na te­nu­ta a pa­ga­re i con­tri­bu­ti ren­da ve­ro­si­mi­le che det­to red­di­to non cor­ri­spon­de ma­ni­fe­sta­men­te al red­di­to pre­su­mi­bi­le.

3 Se du­ran­te o do­po l’an­no di con­tri­bu­zio­ne ri­sul­ta che il red­di­to di­ver­ge so­stan­zial­men­te dal red­di­to pre­su­mi­bi­le, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne ade­gua­no i con­tri­bu­ti d’ac­con­to.

4 Le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti de­vo­no da­re al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per la fis­sa­zio­ne dei con­tri­bu­ti d’ac­con­to, pre­sen­ta­re, se ri­chie­sto, i giu­sti­fi­ca­ti­vi e se­gna­la­re le di­ver­gen­ze so­stan­zia­li dal red­di­to pre­su­mi­bi­le.

5 Se en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to non ven­go­no da­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie, non ven­go­no pre­sen­ta­ti i giu­sti­fi­ca­ti­vi o non ven­go­no pa­ga­ti i con­tri­bu­ti d’ac­con­to, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne fis­sa­no i con­tri­bu­ti d’ac­con­to do­vu­ti in una de­ci­sio­ne.

103 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 25 Fissazione e compensazione 104  

1 Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne fis­sa­no i con­tri­bu­ti do­vu­ti per l’an­no di con­tri­bu­zio­ne in una de­ci­sio­ne e pro­ce­do­no al­la com­pen­sa­zio­ne con i con­tri­bu­ti d’ac­con­to pa­ga­ti.

2 I con­tri­bu­ti non ver­sa­ti da­gli as­si­cu­ra­ti van­no pa­ga­ti en­tro 30 gior­ni a con­ta­re dal­la fat­tu­ra­zio­ne.

3 Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne de­vo­no re­sti­tui­re o com­pen­sa­re i con­tri­bu­ti non do­vu­ti.

104 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 26105  

105Abro­ga­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 27 Comunicazione delle autorità fiscali 106  

1 Per le per­so­ne eser­ci­tan­ti un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te a es­se af­fi­lia­te, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne do­man­da­no al­le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie al cal­co­lo dei con­tri­bu­ti. L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le ema­na di­ret­ti­ve in me­ri­to al­le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie e al­la pro­ce­du­ra di no­ti­fi­ca.107

2 Le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li tra­smet­to­no man ma­no le in­di­ca­zio­ni per ogni an­no fi­sca­le al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne.

3 L’au­to­ri­tà fi­sca­le can­to­na­le che non ha ri­ce­vu­to nes­su­na do­man­da di co­mu­ni­ca­zio­ne per una per­so­na eser­ci­tan­te un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te il cui red­di­to può es­se­re sta­bi­li­to con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 23 tra­smet­te spon­ta­nea­men­te gli ele­men­ti di cal­co­lo al­la cas­sa can­to­na­le di com­pen­sa­zio­ne. Que­sta li inol­tra, ove oc­cor­ra, al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te.

4 Per ogni per­so­na eser­ci­tan­te un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, le au­to­ri­tà fi­sca­li che tra­smet­to­no le co­mu­ni­ca­zio­ni at­tra­ver­so la piat­ta­for­ma in­for­ma­ti­ca e di co­mu­ni­ca­zio­ne cen­tra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne Se­dex ri­ce­vo­no per ogni an­no di con­tri­bu­zio­ne un’in­den­ni­tà di 7 fran­chi pre­le­va­ta dal Fon­do di com­pen­sa­zio­ne dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti. L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le cal­co­la le in­den­ni­tà per le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li in­te­res­sa­te.108

106 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

107 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

108 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

B. Contributi delle persone che non esercitano un’attività lucrativa 109

109Tit. che precedeva l’art. 27 e posposto giusta il n. II cpv. 2 del DCF del 19 nov. 1965, in vigore dal 1° gen. 1966 (RU 1965 1019).

Art. 28 Calcolo dei contributi 110  

1 Per le per­so­ne che non eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va e per le qua­li non è pre­vi­sto il con­tri­bu­to mi­ni­mo an­nuo di 413 fran­chi (art. 10 cpv. 2 LA­VS), i con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­na­ti in ba­se al­la so­stan­za e al red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta. Le ren­di­te giu­sta gli ar­ti­co­li 36 e 39 LAI111 non rien­tra­no nel red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta. I con­tri­bu­ti so­no cal­co­la­ti nel mo­do se­guen­te:

So­stan­za o red­di­to an­nuo con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta mol­ti­pli­ca­to per 20

Fran­chi

Con­tri­bu­to an­nuo


Fran­chi

Sup­ple­men­to per ogni 50 000 fran­chi di so­stan­za o di red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta mol­ti­pli­ca­to per 20

me­no di

300 000

413

300 000

435

87

1 750 000

2 958

130,50

8 550 000 e ol­tre

20 650

– .112

2 Se la per­so­na che non eser­ci­ta un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va di­spo­ne con­tem­po­ra­nea­men­te di so­stan­za e di una ren­di­ta, l’im­por­to an­nuo del­la ren­di­ta mol­ti­pli­ca­to per 20 va ad­di­zio­na­to al­la so­stan­za.

3 Per il cal­co­lo del con­tri­bu­to, la so­stan­za e l’im­por­to del red­di­to an­nuo con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta mol­ti­pli­ca­to per 20 de­vo­no es­se­re ar­ro­ton­da­ti ai 50 000 fran­chi in­fe­rio­ri.113

4 Se una per­so­na co­niu­ga­ta de­ve pa­ga­re con­tri­bu­ti co­me per­so­na sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, i suoi con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­na­ti in ba­se al­la me­tà del­la so­stan­za e del red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta dei co­niu­gi. Que­sta di­spo­si­zio­ne si ap­pli­ca an­che a tut­to l’an­no ci­vi­le in cui è sta­to con­clu­so il ma­tri­mo­nio. Per tut­to l’an­no ci­vi­le du­ran­te il qua­le è sta­to pro­nun­cia­to il di­vor­zio, i con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­na­ti se­con­do il ca­po­ver­so 1. Que­st’ul­ti­mo si ap­pli­ca pu­re al pe­rio­do suc­ces­si­vo al de­ces­so del co­niu­ge.114

4bis ...115

5 I co­niu­gi sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, i cui con­tri­bu­ti non so­no con­si­de­ra­ti pa­ga­ti (art. 3 cpv. 3 LA­VS), de­vo­no an­nun­ciar­si pres­so la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te.116

6 Gli as­si­cu­ra­ti che ri­ce­vo­no pre­sta­zio­ni in vir­tù del­la leg­ge fe­de­ra­le del 6 ot­to­bre 2006117 sul­le pre­sta­zio­ni com­ple­men­ta­ri all’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà o del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 2020118 sul­le pre­sta­zio­ni tran­si­to­rie per i di­soc­cu­pa­ti an­zia­ni ver­sa­no il con­tri­bu­to mi­ni­mo.119

110Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 giu. 1985, in vi­go­re dal 1° gen. 1986 (RU 1985 913).

111 RS 831.20

112 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 14 ott. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 20204605).

113 RU 2000 701

114In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995 (RU 1996 668, 2000 701). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 20 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3337).

115 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 20 set. 2002 (RU 2002 3337). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 19 ott. 2011, con ef­fet­to dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

116In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

117 RS 831.30

118 RS 837.2

119 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 set. 2010 (RU 2010 4573). Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 dell’O dell’11 giu. 2021 sul­le pre­sta­zio­ni tran­si­to­rie per i di­soc­cu­pa­ti an­zia­ni, in vi­go­re dal 1° lug. 2021 (RU 2021 376).

Art. 28bis Persone la cui attività lucrativa non è durevolmente esercitata a tempo pieno 120  

1 Le per­so­ne la cui at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va non è eser­ci­ta­ta du­re­vol­men­te a tem­po pie­no pa­ga­no i con­tri­bu­ti co­me se fos­se­ro sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va se, nel cor­so di un an­no ci­vi­le, i con­tri­bu­ti pa­ga­ti a ti­to­lo di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, ag­giun­ti a quel­li del da­to­re di la­vo­ro, non rag­giun­go­no al­me­no la me­tà del con­tri­bu­to do­vu­to giu­sta l’ar­ti­co­lo 28. I lo­ro con­tri­bu­ti pa­ga­ti sul red­di­to di121 una at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va de­vo­no in tut­ti i ca­si rag­giun­ge­re il con­tri­bu­to mi­ni­mo se­con­do l’ar­ti­co­lo 28.

2 Se l’as­si­cu­ra­to è as­sog­get­ta­to co­me per­so­na sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, è ap­pli­ca­bi­le l’ar­ti­co­lo 30.

120In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 giu. 1985, in vi­go­re dal 1° gen. 1986 (RU 1985 913).

121RU 1985 1449

Art. 29 Anno di contribuzione e basi di calcolo 122  

1 I con­tri­bu­ti so­no fis­sa­ti per cia­scun an­no di con­tri­bu­zio­ne. Per an­no di con­tri­bu­zio­ne si in­ten­de l’an­no ci­vi­le.

2 I con­tri­bu­ti so­no cal­co­la­ti sul red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta du­ran­te l’an­no di con­tri­bu­zio­ne e sul­la so­stan­za al 31 di­cem­bre. Il red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta non è con­ver­ti­to in red­di­to an­nuo. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 6.123

3 Le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li sta­bi­li­sco­no la so­stan­za de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti in ba­se al­la cor­ri­spon­den­te tas­sa­zio­ne can­to­na­le pas­sa­ta in giu­di­ca­to. Ten­go­no con­to dei va­lo­ri di ri­par­to in­ter­can­to­na­li.

4 La de­ter­mi­na­zio­ne del red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta in­com­be al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne, che si av­val­go­no del­la col­la­bo­ra­zio­ne del­le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li.

5 L’im­por­to del­le spe­se sti­ma­to per il cal­co­lo dell’im­po­sta se­con­do il di­spen­dio giu­sta l’ar­ti­co­lo 14 LI­FD124 de­ve es­se­re equi­pa­ra­to al red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta. La cor­ri­spon­den­te tas­sa­zio­ne re­la­ti­va a que­st’im­po­sta è vin­co­lan­te per le cas­se di com­pen­sa­zio­ne.

6 Se l’ob­bli­go di con­tri­bu­zio­ne non du­ra tut­to l’an­no, i con­tri­bu­ti so­no ri­scos­si pro­por­zio­nal­men­te al­la sua du­ra­ta. Per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­nan­ti il red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta con­ver­ti­to in red­di­to an­nuo e la so­stan­za sta­bi­li­ta dal­le au­to­ri­tà fi­sca­li per l’an­no ci­vi­le in que­stio­ne. Su ri­chie­sta dell’as­si­cu­ra­to è tut­ta­via con­si­de­ra­ta la so­stan­za al­la fi­ne dell’ob­bli­go con­tri­bu­ti­vo, qua­lo­ra que­sta si sco­sti con­si­de­re­vol­men­te da quel­la sta­bi­li­ta dal­le au­to­ri­tà fi­sca­li.125

7 Per il re­sto, gli ar­ti­co­li 22–27 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia al­la fis­sa­zio­ne e al­la de­ter­mi­na­zio­ne dei con­tri­bu­ti. L’in­den­ni­tà di cui all’ar­ti­co­lo 27 ca­po­ver­so 4 è cor­ri­spo­sta per ogni per­so­na sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va te­nu­ta a ver­sa­re più del con­tri­bu­to mi­ni­mo.126

122 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

123 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

124 RS 642.11

125 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

126 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 26 set. 2008 (RU 2008 4711). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Art. 29bis Notifica degli studenti da parte degli istituti scolastici 127  

1 L’isti­tu­to sco­la­sti­co no­ti­fi­ca al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te, se­con­do l’ar­ti­co­lo 118 ca­po­ver­so 3, il no­me, la da­ta di na­sci­ta, l’in­di­riz­zo, lo sta­to ci­vi­le, il nu­me­ro di as­si­cu­ra­to e la cit­ta­di­nan­za de­gli stu­den­ti che han­no com­piu­to 20 an­ni nel cor­so dell’an­no ci­vi­le pre­ce­den­te.

2 L’isti­tu­to sco­la­sti­co ri­cer­ca i da­ti men­zio­na­ti nel ca­po­ver­so 1 pres­so gli stu­den­ti e li tra­smet­te al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne al­le­gan­do even­tual­men­te do­cu­men­ti at­te­stan­ti che lo stu­den­te ha eser­ci­ta­to un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va. L’isti­tu­to in­for­ma gli stu­den­ti del­la tra­smis­sio­ne del­le in­for­ma­zio­ni ot­te­nu­te.

3 Se la for­ma­zio­ne du­ra me­no di un an­no, la no­ti­fi­ca de­ve es­se­re ef­fet­tua­ta al più tar­di due me­si do­po l’ini­zio del­la for­ma­zio­ne. Quan­do la for­ma­zio­ne si esten­de su pa­rec­chi an­ni, la no­ti­fi­ca è ef­fet­tua­ta una vol­ta all’an­no, ma al più tar­di al ter­mi­ne dell’an­no ci­vi­le cor­ri­spon­den­te.

4 Se per fre­quen­ta­re l’isti­tu­to è ne­ces­sa­rio che lo stu­den­te deb­ba eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, l’ob­bli­go di no­ti­fi­ca de­ca­de.

127In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 29ter Riscossione dei contributi da parte degli istituti scolastici 128  

1 La ri­scos­sio­ne dei con­tri­bu­ti può es­se­re af­fi­da­ta a un isti­tu­to sco­la­sti­co se es­so con­clu­de con la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne un ac­cor­do scrit­to me­dian­te il qua­le s’im­pe­gna:

a.
ad agi­re in no­me del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne e se­con­do le di­spo­si­zio­ni le­ga­li;
b.
a ri­spet­ta­re la di­vi­sio­ne del la­vo­ro con­ve­nu­ta tra la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne e l’isti­tu­to sco­la­sti­co;
c.
ad au­to­riz­za­re la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne a con­sul­ta­re i do­cu­men­ti de­ter­mi­nan­ti in ca­so di di­sac­cor­do.

2 Se l’isti­tu­to sco­la­sti­co non può ga­ran­ti­re la ri­scos­sio­ne dei con­tri­bu­ti, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne scio­glie l’ac­cor­do.

128In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 30 Imputazione, dei contributi versati, al reddito di un’attività lucrativa 129  

1 Gli as­si­cu­ra­ti, con­si­de­ra­ti per un an­no ci­vi­le co­me per­so­ne sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, pos­so­no chie­de­re che i con­tri­bu­ti pa­ga­ti per l’an­no in que­stio­ne sul red­di­to di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va ven­ga­no im­pu­ta­ti a quel­li che pa­ga­no in qua­li­tà di per­so­ne sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.130

2 Gli as­si­cu­ra­ti, sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, che chie­do­no l’im­pu­ta­zio­ne, de­vo­no com­pro­va­re il ver­sa­men­to di con­tri­bu­ti sul red­di­to di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne cui so­no af­fi­lia­ti co­me per­so­ne sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.

3 ...131

129Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

130 Cor­re­zio­ne del 16 giu. 2020 (RU 2020 2185).

131Abro­ga­to dal n. I dell’O del 16 set. 1996, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2758).

C. Riduzione e condono dei contributi delle persone che esercitano un’attività lucrativa indipendente e delle persone che non esercitano un’attività lucrativa 132

132Tit. che precedeva l’art. 30 e posposto giusta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vigore dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

Art. 31 Riduzione dei contributi 133  

1 Chi in­ten­de chie­de­re la ri­du­zio­ne dei suoi con­tri­bu­ti, de­ve pre­sen­ta­re al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne cui è af­fi­lia­to una do­man­da scrit­ta, cor­re­da­ta dei do­cu­men­ti giu­sti­fi­ca­ti­vi ne­ces­sa­ri e ren­de­re ve­ro­si­mi­le che non si può esi­ge­re da lui il pa­ga­men­to del con­tri­bu­to in­tie­ro.134

2 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne ac­cor­da la ri­du­zio­ne do­po aver fat­to le in­da­gi­ni ne­ces­sa­rie. ...135.136

133Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 20 apr. 1951, in vi­go­re dal 1° gen. 1951 (RU 1951 392).

134Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 20 apr. 1951, in vi­go­re dal 1° gen. 1951 (RU 1951 392).

135Per. abro­ga­to dal n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972, con ef­fet­to dal 1° gen. 1973 (RU 1972 2338).

136 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 4 lug. 1961, in vi­go­re dal 1° gen. 1962 (RU 1961 517).

Art. 32 Condono dei contributi  

1 Le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti che, con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 11 ca­po­ver­so 2 LA­VS, do­man­da­no il con­do­no, de­vo­no pre­sen­ta­re una do­man­da scrit­ta e mo­ti­va­ta al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne cui es­se so­no af­fi­lia­te; la cas­sa tra­smet­te la do­man­da all’au­to­ri­tà de­si­gna­ta dal Can­to­ne di do­mi­ci­lio, af­fin­ché que­sta pos­sa espri­me­re il suo pa­re­re.

2 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ci­de del­la do­man­da di con­do­no in ba­se al pa­re­re dell’au­to­ri­tà de­si­gna­ta dal Can­to­ne di do­mi­ci­lio. Il con­do­no può es­se­re ac­cor­da­to per il pe­rio­do di due an­ni al mas­si­mo.

3 Una co­pia del­la de­ci­sio­ne di con­do­no dev’es­se­re no­ti­fi­ca­ta al Can­to­ne di do­mi­ci­lio; que­sto può fa­re op­po­si­zio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 52 LP­GA o im­pu­gna­re la de­ci­sio­ne in con­for­mi­tà agli ar­ti­co­li 56 e 62 LP­GA.137

4 ...138

137 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

138Abro­ga­to dal n. I del DCF del 10 mag. 1957, con ef­fet­to dal 1° gen. 1957 (RU 1957 422).

D. Contributi dei datori di lavoro

Art. 33 Eccezioni all’obbligo di pagare i contributi 139  

Non so­no te­nu­ti a pa­ga­re i con­tri­bu­ti in qua­li­tà di da­to­ri di la­vo­ro:

a.140
le mis­sio­ni di­plo­ma­ti­che, le mis­sio­ni per­ma­nen­ti o al­tre rap­pre­sen­tan­ze pres­so or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­go­ver­na­ti­ve, le mis­sio­ni spe­cia­li, non­ché i po­sti con­so­la­ri di cui all’ar­ti­co­lo 2 del­la leg­ge del 22 giu­gno 2007141 sul­lo Sta­to ospi­te;
b.142
i be­ne­fi­cia­ri isti­tu­zio­na­li di pri­vi­le­gi, im­mu­ni­tà e fa­ci­li­ta­zio­ni di cui all’ar­ti­co­lo 2 ca­po­ver­so 1 let­te­re a, b, i, j, k, l e m del­la leg­ge del 22 giu­gno 2007 sul­lo Sta­to ospi­te con i qua­li il Con­si­glio fe­de­ra­le ha con­clu­so un ac­cor­do di se­de;
c.
le am­mi­ni­stra­zio­ni pub­bli­che e le im­pre­se di tra­spor­to de­gli Sta­ti este­ri.

139Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

140 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).

141 RS 192.12

142 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).

E. Riscossione dei contributi 143

143 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

I. In generale 144

144 Introdotto dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 34 Periodi di pagamento 145  

1 De­vo­no pa­ga­re i con­tri­bu­ti al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne:

a.
i da­to­ri di la­vo­ro, ogni me­se o, se la som­ma dei sa­la­ri non su­pe­ra i 200 000 fran­chi, ogni tri­me­stre;
b.
le per­so­ne eser­ci­tan­ti un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, le per­so­ne che non eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va e i sa­la­ria­ti il cui da­to­re di la­vo­ro non è te­nu­to a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, di re­go­la ogni tri­me­stre;
c.146
i da­to­ri di la­vo­ro che ap­pli­ca­no la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 del­la leg­ge del 17 giu­gno 2005147 con­tro il la­vo­ro ne­ro (LLN), una vol­ta all’an­no.

2 In ca­si mo­ti­va­ti, per le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re con­tri­bu­ti se­con­do il ca­po­ver­so 1 let­te­re a e b il cui con­tri­bu­to an­nuo ver­sa­to all’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà e all’in­den­ni­tà per per­di­ta di gua­da­gno non su­pe­ra i 3000 fran­chi, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può sta­bi­li­re pe­rio­di di pa­ga­men­to più lun­ghi ma non su­pe­rio­ri a un an­no.148

3 I con­tri­bu­ti de­vo­no es­se­re pa­ga­ti en­tro die­ci gior­ni dal­la sca­den­za del pe­rio­do di pa­ga­men­to. In ca­so di pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 LLN, i con­tri­bu­ti van­no pa­ga­ti en­tro 30 gior­ni a con­ta­re dal­la fat­tu­ra­zio­ne.149

145 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

146 In­tro­dot­ta dall’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

147 RS 822.41

148 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

149 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

Art. 34a Diffida di pagamento dei contributi e per il regolamento dei conti 150  

1 Le per­so­ne che non pa­ga­no i con­tri­bu­ti ai qua­li so­no te­nu­te o non con­se­gna­no il con­teg­gio re­la­ti­vo ai con­tri­bu­ti pa­ri­ta­ri en­tro i ter­mi­ni pre­scrit­ti, de­vo­no es­se­re im­me­dia­ta­men­te dif­fi­da­te per scrit­to dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne.

2 Con la dif­fi­da è ad­dos­sa­ta all’in­te­res­sa­to una tas­sa da 20 a 200 fran­chi.

150 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 34b Dilazione di pagamento 151  

1 Se un de­bi­to­re di con­tri­bu­ti ren­de ve­ro­si­mi­le che si tro­va in dif­fi­col­tà fi­nan­zia­rie, si im­pe­gna a ver­sa­re re­go­lar­men­te ac­con­ti ed ese­gue im­me­dia­ta­men­te il pri­mo pa­ga­men­to, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può con­ce­der­gli una di­la­zio­ne di pa­ga­men­to, sem­pre­ché ab­bia fon­da­te ra­gio­ni d’am­met­te­re che gli ac­con­ti suc­ces­si­vi e i con­tri­bu­ti cor­ren­ti po­tran­no es­se­re pa­ga­ti pun­tual­men­te.

2 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne fis­sa per scrit­to le con­di­zio­ni di pa­ga­men­to, se­gna­ta­men­te l’im­por­to de­gli ac­con­ti e i ter­mi­ni di pa­ga­men­to, te­nen­do con­to del­la par­ti­co­la­re si­tua­zio­ne del de­bi­to­re.

3 La di­la­zio­ne con­ces­sa de­ca­de au­to­ma­ti­ca­men­te se non so­no os­ser­va­te le con­di­zio­ni di pa­ga­men­to. La con­ces­sio­ne del­la di­la­zio­ne di pa­ga­men­to va­le co­me dif­fi­da ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 34a, se que­st’ul­ti­ma non è sta­ta an­co­ra emes­sa.

151 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 34c Contributi irrecuperabili 152  

1 Se l’ese­cu­zio­ne pro­mos­sa con­tro un de­bi­to­re di con­tri­bu­ti è ri­ma­sta sen­za suc­ces­so o se ap­pa­re evi­den­te che sa­rà in­frut­tuo­sa e se non può es­se­re ope­ra­ta una com­pen­sa­zio­ne, la cas­sa di­chia­ra ir­re­cu­pe­ra­bi­li i con­tri­bu­ti do­vu­ti. Se più tar­di il de­bi­to­re di­ven­ta sol­ven­te, de­ve es­se­re ri­chie­sto il pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti di­chia­ra­ti ir­re­cu­pe­ra­bi­li.

2 Se è di­chia­ra­ta ir­re­cu­pe­ra­bi­le so­lo una par­te del cre­di­to, l’im­por­to ri­scos­so è im­pu­ta­to, de­dot­te le even­tua­li spe­se di ese­cu­zio­ne, an­zi­tut­to ai con­tri­bu­ti dei sa­la­ria­ti e suc­ces­si­va­men­te, in mi­su­ra pro­por­zio­na­le agli al­tri cre­di­ti col­lo­ca­ti nel­la se­con­da clas­se se­con­do l’ar­ti­co­lo 219 del­la leg­ge fe­de­ra­le dell’11 apri­le 1889153 sull’ese­cu­zio­ne e sul fal­li­men­to (LEF).154

152 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

153 RS 281.1

154 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

II. Contributi paritari 155

155 Introdotto dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 34d Salario di poco conto 156  

1 Se il sa­la­rio de­ter­mi­nan­te non su­pe­ra 2300 fran­chi per an­no ci­vi­le e per da­to­re di la­vo­ro, il con­tri­bu­to è per­ce­pi­to sol­tan­to a ri­chie­sta dell’as­si­cu­ra­to.157

2 I con­tri­bu­ti de­vo­no es­se­re ver­sa­ti in ogni ca­so:

a.
sul sa­la­rio de­ter­mi­nan­te del­le per­so­ne im­pie­ga­te nel­le eco­no­mie do­me­sti­che; so­no ec­cet­tua­ti, sal­vo se gli as­si­cu­ra­ti esi­go­no il ver­sa­men­to dei con­tri­bu­ti, i sa­la­ri:
1.
con­se­gui­ti fi­no al 31 di­cem­bre dell’an­no in cui es­se com­pio­no il 25° an­no d’età, e
2.
non su­pe­rio­ri a 750 fran­chi per da­to­re di la­vo­ro e per an­no ci­vi­le;
b.
sul sa­la­rio de­ter­mi­nan­te del­le per­so­ne im­pie­ga­te da pro­dut­to­ri di dan­za e di tea­tro, or­che­stre, pro­dut­to­ri di sup­por­ti au­dio o au­dio­vi­si­vi ed emit­ten­ti ra­dio­fo­ni­che o te­le­vi­si­ve non­ché da scuo­le del set­to­re ar­ti­sti­co.158

3 Se ac­cet­ta che il sa­la­rio sia ver­sa­to sen­za de­du­zio­ne dei con­tri­bu­ti, il la­vo­ra­to­re non può chie­de­re che gli stes­si sia­no per­ce­pi­ti suc­ces­si­va­men­te.

4 Il ca­po­ver­so 1 non è ap­pli­ca­bi­le al sol­do per i com­pi­ti fon­da­men­ta­li dei pom­pie­ri ec­ce­den­te l’im­por­to non sog­get­to a con­tri­bu­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 6 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a.159

156 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

157 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

158 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 15 ott. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 20143331).

159 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 21 set. 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 20126329).

Art. 35 Contributi d’acconto 160  

1 Nell’an­no cor­ren­te, i da­to­ri di la­vo­ro de­vo­no ver­sa­re pe­rio­di­ca­men­te con­tri­bu­ti d’ac­con­to. Que­sti ul­ti­mi so­no fis­sa­ti dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne in ba­se al­la som­ma dei sa­la­ri pre­su­mi­bi­le.

2 I da­to­ri di la­vo­ro de­vo­no co­mu­ni­ca­re al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne i mu­ta­men­ti im­por­tan­ti ri­guar­dan­ti la som­ma dei sa­la­ri du­ran­te l’an­no cor­ren­te.

3 Se sus­si­ste la ga­ran­zia di un pa­ga­men­to pun­tua­le, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può con­sen­ti­re ai da­to­ri di la­vo­ro di ver­sa­re, al po­sto dei con­tri­bu­ti d’ac­con­to, i con­tri­bu­ti ef­fet­ti­va­men­te do­vu­ti per il pe­rio­do di pa­ga­men­to.

4 In ca­so di pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 LLN161, i da­to­ri di la­vo­ro non ver­sa­no al­cun con­tri­bu­to d’ac­con­to.162

160 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

161 RS 822.41

162 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

Art. 36 Conteggio e compensazione 163  

1 I con­teg­gi dei da­to­ri di la­vo­ro con­ten­go­no le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per la re­gi­stra­zio­ne dei con­tri­bu­ti e la lo­ro iscri­zio­ne nel con­to in­di­vi­dua­le.

2 I da­to­ri di la­vo­ro de­vo­no con­teg­gia­re i sa­la­ri en­tro 30 gior­ni dal ter­mi­ne del pe­rio­do di con­teg­gio.

3 Il pe­rio­do di con­teg­gio com­pren­de l’an­no ci­vi­le. Qua­lo­ra i con­tri­bu­ti sia­no pa­ga­ti con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 35 ca­po­ver­so 3, il pe­rio­do di con­teg­gio cor­ri­spon­de al pe­rio­do di pa­ga­men­to.

4 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, ba­san­do­si sul con­teg­gio, pro­ce­de al­la com­pen­sa­zio­ne fra i con­tri­bu­ti d’ac­con­to pa­ga­ti e i con­tri­bu­ti ef­fet­ti­va­men­te do­vu­ti. I con­tri­bu­ti sco­per­ti van­no pa­ga­ti en­tro 30 gior­ni a con­ta­re dal­la fat­tu­ra­zio­ne. I con­tri­bu­ti ec­ce­den­ti ven­go­no re­sti­tui­ti o com­pen­sa­ti dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne.

163 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 37 Riscossione dei contributi dei vignaioli a cottimo 164  

1 I vi­gna­io­li a cot­ti­mo de­vo­no pa­ga­re di­ret­ta­men­te al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te i con­tri­bu­ti dei sa­la­ria­ti e quel­li del da­to­re di la­vo­ro.

2 I da­to­ri di la­vo­ro so­no te­nu­ti a rim­bor­sa­re ai vi­gna­io­li a cot­ti­mo il con­tri­bu­to a ca­ri­co del da­to­re di la­vo­ro sul to­ta­le dei sa­la­ri pa­ga­ti lo­ro.

164 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125).

Art. 38 Tassazione d’ufficio 165  

1 Se en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to non so­no for­ni­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per il re­go­la­men­to dei con­ti op­pu­re non so­no pa­ga­ti i con­tri­bu­ti del da­to­re di la­vo­ro o quel­li dei sa­la­ria­ti, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ve fis­sa­re i con­tri­bu­ti do­vu­ti me­dian­te tas­sa­zio­ne d’uf­fi­cio.166

2 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne è au­to­riz­za­ta a ema­na­re una de­ci­sio­ne di tas­sa­zio­ne in ba­se a un esa­me sul po­sto del­la si­tua­zio­ne. Può, nel ca­so di tas­sa­zio­ne d’uf­fi­cio nel cor­so dell’an­no, ba­sar­si sul­la som­ma dei sa­la­ri pre­su­mi­bi­le e pro­ce­de­re al re­go­la­men­to de­fi­ni­ti­vo dei con­ti sol­tan­to do­po la fi­ne dell’an­no.167

3 Le spe­se cau­sa­te dal­la tas­sa­zio­ne d’uf­fi­cio pos­so­no es­se­re mes­se a ca­ri­co dell’ina­dem­pien­te.

165Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 20 apr. 1951, in vi­go­re dal 1° gen. 1951 (RU 1951 392).

166 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

167 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

III. Pagamento di contributi arretrati e restituzione di contributi 168

168 Introdotto dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 39 Pagamento di contributi arretrati 169  

1 Se ha co­no­scen­za che una per­so­na non ha pa­ga­to i con­tri­bu­ti do­vu­ti o ha pa­ga­to con­tri­bu­ti in­fe­rio­ri a quel­li do­vu­ti, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ve esi­ge­re il pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti ar­re­tra­ti e, ove oc­cor­ra, sta­bi­lir­lo me­dian­te de­ci­sio­ne. È fat­ta sal­va la pre­scri­zio­ne pre­vi­sta dall’ar­ti­co­lo 16 ca­po­ver­so 1 LA­VS.

2 I con­tri­bu­ti re­cla­ma­ti van­no pa­ga­ti en­tro 30 gior­ni a con­ta­re dal­la fat­tu­ra­zio­ne.

169 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 40 Condono del debito  

1 Al­le per­so­ne che po­te­va­no ri­te­ne­re in buo­na fe­de di non do­ve­re i con­tri­bu­ti lo­ro re­cla­ma­ti può es­se­re con­do­na­to tut­to il de­bi­to o par­te di es­so, quan­do il pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti co­sti­tui­sca per es­se un one­re trop­po gra­ve avu­to ri­guar­do al­le lo­ro con­di­zio­ni eco­no­mi­che.

2 Il con­do­no è ac­cor­da­to dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne a do­man­da scrit­ta del­la per­so­na te­nu­ta a pa­ga­re i con­tri­bu­ti ar­re­tra­ti. La do­man­da dev’es­se­re mo­ti­va­ta e pre­sen­ta­ta al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne en­tro 20 gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne dell’or­di­ne di pa­ga­men­to. È ri­ser­va­to il ca­po­ver­so 3.

3 Se le con­di­zio­ni in­di­ca­te nel ca­po­ver­so 1 so­no adem­pi­te in mo­do evi­den­te, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può ac­cor­da­re il con­do­no an­che di mo­to pro­prio.

4 Le de­ci­sio­ni di con­do­no de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­te al ri­chie­den­te.170

170Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972, in vi­go­re dal 1° gen. 1973 (RU 1972 2338).

Art. 41 Ricupero di contributi non dovuti 171  

Chi ha pa­ga­to con­tri­bu­ti non do­vu­ti può esi­ger­ne la re­sti­tu­zio­ne dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne. È ri­ser­va­ta la pre­scri­zio­ne pre­vi­sta dall’ar­ti­co­lo 16 ca­po­ver­so 3 LA­VS

171 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del DCF del 30 dic. 1953, in vi­go­re dal 1° gen. 1954 (RU 1954 110). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 30 dic. 1953 (RU 1954 110).

IV. Interessi 172

172 Introdotto dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 41bis Interessi di mora 173  

1 De­vo­no pa­ga­re gli in­te­res­si di mo­ra:

a.
di re­go­la, le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, sui con­tri­bu­ti che non pa­ga­no en­tro 30 gior­ni dal ter­mi­ne del pe­rio­do di pa­ga­men­to, a par­ti­re da ta­le ter­mi­ne;
b.
le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, sui con­tri­bu­ti re­cla­ma­ti per gli an­ni ci­vi­li pas­sa­ti, a par­ti­re dal 1° gen­na­io do­po il ter­mi­ne dell’an­no ci­vi­le per il qua­le i con­tri­bu­ti so­no do­vu­ti;
c.174
i da­to­ri di la­vo­ro, sui con­tri­bu­ti da com­pen­sa­re e sui con­tri­bu­ti da ver­sa­re nell’am­bi­to del­la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 LLN175 che non pa­ga­no en­tro 30 gior­ni dal­la fat­tu­ra­zio­ne da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, a par­ti­re da ta­le fat­tu­ra­zio­ne;
d.176
i da­to­ri di la­vo­ro, sui con­tri­bu­ti da com­pen­sa­re e sui con­tri­bu­ti da ver­sa­re nell’am­bi­to del­la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 LLN per i qua­li non pre­sen­ta­no al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne un re­go­la­re con­teg­gio en­tro 30 gior­ni dal ter­mi­ne del pe­rio­do di con­tri­bu­zio­ne, a par­ti­re dal 1° gen­na­io do­po ta­le ter­mi­ne;
e.
le per­so­ne che eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, le per­so­ne che non eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va e i sa­la­ria­ti i cui da­to­ri di la­vo­ro non so­no ob­bli­ga­ti a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, sui con­tri­bu­ti per­so­na­li da com­pen­sa­re che non pa­ga­no en­tro 30 gior­ni dal­la fat­tu­ra­zio­ne da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, a par­ti­re da ta­le fat­tu­ra­zio­ne;
f.
le per­so­ne che eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, le per­so­ne che non eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va e i sa­la­ria­ti i cui da­to­ri di la­vo­ro non so­no ob­bli­ga­ti a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, sui con­tri­bu­ti da com­pen­sa­re, qua­lo­ra i con­tri­bu­ti d’ac­con­to sia­no al­me­no il 25 per cen­to in­fe­rio­ri ai con­tri­bu­ti ef­fet­ti­va­men­te do­vu­ti e non ven­ga­no ver­sa­ti fi­no al 1° gen­na­io do­po il ter­mi­ne dell’an­no ci­vi­le se­guen­te l’an­no di con­tri­bu­zio­ne, a par­ti­re dal 1° gen­na­io do­po ta­le ter­mi­ne.

1bis ...177

1ter Per il pe­rio­do com­pre­so tra il 21 mar­zo 2020 e il 30 giu­gno 2020 non so­no do­vu­ti in­te­res­si di mo­ra.178

2 Gli in­te­res­si ces­sa­no di de­cor­re­re con il pa­ga­men­to com­ple­to dei con­tri­bu­ti, con la pre­sen­ta­zio­ne del re­go­la­re con­teg­gio o, in man­can­za di es­so, con la fat­tu­ra­zio­ne. In ca­so di re­cla­mo di con­tri­bu­ti ar­re­tra­ti, gli in­te­res­si ces­sa­no di de­cor­re­re con la fat­tu­ra­zio­ne, sem­pre­ché i con­tri­bu­ti sia­no pa­ga­ti en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to.

173In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

174 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

175 RS 822.41

176 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

177 In­tro­dot­to dal n. I 1 dell’O del 20 mar. 2020 sui prov­ve­di­men­ti ri­guar­do al co­ro­na­vi­rus con­cer­nen­ti l’in­den­ni­tà per la­vo­ro ri­dot­to e il con­teg­gio dei con­tri­bu­ti al­le as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li, in vi­go­re dal 21 mar. al 20 set. 2020 (RU 2020 875).

178 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 apr. 2020, in vi­go­re dal 21 mar. 2020 (RU 2020 1407).

Art. 41ter Interessi compensativi 179  

1 Ven­go­no ac­cor­da­ti in­te­res­si com­pen­sa­ti­vi per con­tri­bu­ti non do­vu­ti che ven­go­no re­sti­tui­ti o com­pen­sa­ti dal­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne.

2 Di re­go­la, gli in­te­res­si co­min­cia­no a de­cor­re­re il 1° gen­na­io do­po la fi­ne dell’an­no ci­vi­le nel cor­so del qua­le so­no sta­ti ver­sa­ti i con­tri­bu­ti non do­vu­ti.

3 Sui con­tri­bu­ti pa­ri­ta­ri che so­no da com­pen­sa­re in ba­se al con­teg­gio, do­po la ri­ce­zio­ne del con­teg­gio com­ple­to e re­go­la­re da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, so­no ac­cor­da­ti in­te­res­si com­pen­sa­ti­vi se la re­sti­tu­zio­ne non ha luo­go en­tro 30 gior­ni.

4 Gli in­te­res­si de­cor­ro­no fi­no al­la re­sti­tu­zio­ne com­ple­ta.

179In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Art. 42 Varie 180  

1 I con­tri­bu­ti so­no con­si­de­ra­ti pa­ga­ti con la ri­ce­zio­ne del pa­ga­men­to da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne.

2 Il tas­so per gli in­te­res­si di mo­ra e per gli in­te­res­si com­pen­sa­ti­vi è del 5 per cen­to all’an­no.

3 Gli in­te­res­si so­no cal­co­la­ti in gior­ni. I me­si in­te­ri so­no cal­co­la­ti co­me 30 gior­ni.

180 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

F. Garanzia degli eredi 181

181 Introdotto dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 43 ... 182  

Se la per­so­na te­nu­ta a pa­ga­re i con­tri­bu­ti muo­re, gli ere­di ri­spon­do­no so­li­dal­men­te del pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti do­vu­ti da es­sa fi­no al gior­no del de­ces­so. So­no ri­ser­va­ti gli ar­ti­co­li 566, 589 e 593 del Co­di­ce ci­vi­le sviz­ze­ro183.

182 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

183RS 210

Capo terzo: Rendite e assegno per grandi invalidi 184

184Nuovo testo giusta il n. I del DCF del 10 gen. 1969, in vigore dal 1° gen. 1969 (RU 1969 135).

A. Diritto alla rendita

Art. 44 e 45185  

185Abro­ga­ti dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 46 Diritto alla rendita per vedove e per vedovi 186  

1 La mo­glie in­cin­ta al­la mor­te del ma­ri­to è pa­ri­fi­ca­ta al­la ve­do­va con fi­gli ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 23 ca­po­ver­so 1 LA­VS, sem­pre­ché il fi­glio na­sca vi­vo. Se il fi­glio na­sce en­tro 300 gior­ni dal­la mor­te del ma­ri­to, si pre­su­me che que­st’ul­ti­mo sia il pa­dre del fi­glio.

2 So­no con­si­de­ra­ti af­fi­lia­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 23 ca­po­ver­so 2 let­te­ra b LA­VS i fi­gli ai qua­li, al­la mor­te del­la ma­dre af­fi­lian­te o del pa­dre af­fi­lian­te, spet­te­reb­be una ren­di­ta per or­fa­ni se­con­do l’ar­ti­co­lo 49.

3 Il di­rit­to ad una ren­di­ta per ve­do­ve o per ve­do­vi, estin­to col nuo­vo ma­tri­mo­nio del­la ve­do­va o del ve­do­vo, ri­na­sce il pri­mo gior­no del me­se suc­ces­si­vo al­lo scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio, se que­st’ul­ti­mo è di­chia­ra­to sciol­to o nul­lo en­tro die­ci an­ni dal­la sua con­clu­sio­ne.

186Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 47 Rendite d’orfani per figli postumi 187  

Il fi­glio na­to do­po la mor­te del pa­dre ha di­rit­to a una ren­di­ta per or­fa­ni a con­ta­re dal pri­mo gior­no del me­se se­guen­te a quel­lo del­la na­sci­ta.

187Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 48188  

188Abro­ga­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 49 Rendite per affiliati 189  

1 Gli af­fi­lia­ti han­no di­rit­to al­la ren­di­ta per or­fa­ni al­la mor­te dei ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 25 LA­VS, se que­sti si so­no as­sun­ti gra­tui­ta­men­te e du­re­vol­men­te le spe­se di man­te­ni­men­to e d’edu­ca­zio­ne.

2 Ta­le di­rit­to non sor­ge se l’af­fi­lia­to al­la mor­te dei ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti è già al be­ne­fi­cio di una ren­di­ta or­di­na­ria per or­fa­ni con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 25 LA­VS.190

3 Il di­rit­to si estin­gue se l’af­fi­lia­to ri­tor­na pres­so uno dei suoi ge­ni­to­ri o se uno di es­si prov­ve­de al suo man­te­ni­men­to.

189Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

190 RU 2012 5759

Art. 49bis Formazione 191  

1 Un fi­glio è ri­te­nu­to in for­ma­zio­ne se se­gue un ci­clo di for­ma­zio­ne re­go­la­re e ri­co­no­sciu­to giu­ri­di­ca­men­te o per­lo­me­no di fat­to e, si­ste­ma­ti­ca­men­te e per la mag­gior par­te del suo tem­po, si pre­pa­ra a un di­plo­ma pro­fes­sio­na­le o ac­qui­si­sce una for­ma­zio­ne ge­ne­ra­le che fun­ge da ba­se per di­ver­se pro­fes­sio­ni.

2 So­no con­si­de­ra­te for­ma­zio­ne an­che so­lu­zio­ni di oc­cu­pa­zio­ne tran­si­to­rie qua­li i se­me­stri di mo­ti­va­zio­ne e i pre­ti­ro­ci­ni non­ché i sog­gior­ni al­la pa­ri e i sog­gior­ni lin­gui­sti­ci, a con­di­zio­ne che com­pren­da­no una par­te d’in­se­gna­men­to sco­la­sti­co.

3 Un fi­glio non è con­si­de­ra­to in for­ma­zio­ne se con­se­gue un red­di­to da at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va men­si­le me­dio su­pe­rio­re all’im­por­to mas­si­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia com­ple­ta dell’AVS.

191 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

Art.49ter Fine o interruzione della formazione 192  

1 La for­ma­zio­ne si con­clu­de con un di­plo­ma pro­fes­sio­na­le o sco­la­sti­co.

2 La for­ma­zio­ne è con­si­de­ra­ta con­clu­sa an­che se è ab­ban­do­na­ta o in­ter­rot­ta o se na­sce il di­rit­to a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà.

3 Non so­no con­si­de­ra­ti in­ter­ru­zio­ni ai sen­si del ca­po­ver­so 2 i se­guen­ti pe­rio­di, a con­di­zio­ne che la for­ma­zio­ne sia pro­se­gui­ta im­me­dia­ta­men­te do­po:

a.
usua­li pe­rio­di sen­za le­zio­ni e va­can­ze per una du­ra­ta mas­si­ma di quat­tro me­si;
b.
il ser­vi­zio mi­li­ta­re o ci­vi­le per una du­ra­ta mas­si­ma di cin­que me­si;
c.
le in­ter­ru­zio­ni per mo­ti­vi di sa­lu­te o per gra­vi­dan­za per una du­ra­ta mas­si­ma di 12 me­si.

192 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

B. Rendite ordinarie

Art. 50 Concetto dell’anno intero di contribuzione 193  

Si ha un an­no in­te­ro di con­tri­bu­zio­ne quan­do una per­so­na è sta­ta as­si­cu­ra­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 1a o 2 LA­VS du­ran­te più di un­di­ci me­si in to­ta­le e se, du­ran­te det­to pe­rio­do, es­sa ha ver­sa­to il con­tri­bu­to mi­ni­mo o se pre­sen­ta pe­rio­di di con­tri­bu­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 29ter ca­po­ver­so 2 let­te­re b e c LA­VS.

193 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

Art. 50a Determinazione della durata di contribuzione degli anni 1948–1968 194  

1 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può ri­cor­re­re ad una pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta per de­ter­mi­na­re la du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne del­le per­so­ne che han­no eser­ci­ta­to un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in Sviz­ze­ra tra il 1948 e il 1968 pur es­sen­do do­mi­ci­lia­te all’este­ro se­con­do il drit­to ci­vi­le e i cui pe­rio­di di con­tri­bu­zio­ne cor­ri­spon­den­ti a que­sti an­ni d’at­ti­vi­tà non pos­so­no es­se­re ri­co­sti­tui­ti esat­ta­men­te.

2 L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le ela­bo­ra ta­vo­le vin­co­lan­ti per de­ter­mi­na­re la du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne de­gli an­ni 1948–1968.

194Ori­gi­na­rio art. 50bis. In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 26 set. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).

Art. 50b Ripartizione dei redditi
a. Disposizioni generali
195  

1 I red­di­ti dei co­niu­gi so­no di­vi­si a me­tà per ogni an­no ci­vi­le du­ran­te il qua­le en­tram­bi i co­niu­gi era­no as­si­cu­ra­ti pres­so l’AVS.196

2 An­che se nel cor­so di un an­no ci­vi­le i due co­niu­gi non era­no as­si­cu­ra­ti du­ran­te gli stes­si me­si, so­no ri­par­ti­ti i red­di­ti dell’an­no ci­vi­le in­te­ro. I pe­rio­di di con­tri­bu­to non so­no tut­ta­via tra­sfe­ri­ti.

3 I red­di­ti rea­liz­za­ti du­ran­te l’an­no del ma­tri­mo­nio non­ché du­ran­te l’an­no del­lo scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio non so­no sot­to­po­sti al­la ri­par­ti­zio­ne.

195In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

196 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 50c b. Domanda di ripartizione dei redditi in caso di divorzio o di an­nullamento del matrimonio 197  

1 In ca­so di scio­gli­men­to di un ma­tri­mo­nio me­dian­te di­vor­zio o an­nul­la­men­to, i co­niu­gi pos­so­no chie­de­re con­giun­ta­men­te o se­pa­ra­ta­men­te la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 50g.

2 La do­man­da di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti può es­se­re pre­sen­ta­ta pres­so ogni cas­sa di com­pen­sa­zio­ne che tie­ne un con­to in­di­vi­dua­le per uno dei co­niu­gi.

197 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 50d c. Compiti delle casse di compensazione committenti 198  

1 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne che ri­ce­ve la do­man­da re­la­ti­va al­la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti (cas­sa com­mit­ten­te) in­ca­ri­ca tut­te le cas­se di com­pen­sa­zio­ne che ten­go­no i con­ti in­di­vi­dua­li dei co­niu­gi (cas­se coin­vol­te) di ri­par­ti­re i red­di­ti rea­liz­za­ti du­ran­te il ma­tri­mo­nio. Es­sa co­mu­ni­ca al­le cas­se coin­vol­te qua­li so­no gli an­ni sot­to­po­sti al­la ri­par­ti­zio­ne.

2 Al­la fi­ne del­la pro­ce­du­ra di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti, la cas­sa com­mit­ten­te con­se­gna a ogni co­niu­ge un com­pen­dio dei suoi con­ti in­di­vi­dua­li.199

198In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

199 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2007, in vi­go­re dal 1° lug. 2008 (RU 20075271).

Art. 50e d. Compiti delle casse di compensazione interessate 200  

Se le con­di­zio­ni per una ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti so­no sod­di­sfat­te, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne in­te­res­sa­te de­vo­no svol­ge­re i com­pi­ti se­guen­ti:

a.
apri­re un nuo­vo con­to in­di­vi­dua­le per il co­niu­ge del lo­ro as­si­cu­ra­to, nel­la mi­su­ra in cui non sia già di­spo­ni­bi­le;
b.
pro­ce­de­re al­la di­vi­sio­ne a me­tà dei red­di­ti dell’as­si­cu­ra­to du­ran­te gli an­ni ci­vi­li del ma­tri­mo­nio;
c.
iscri­ve­re la me­tà del red­di­to dell’as­si­cu­ra­to nel con­to in­di­vi­dua­le del suo co­niu­ge;
d.
tra­smet­te­re al­la cas­sa com­mit­ten­te un com­pen­dio dei con­ti in­di­vi­dua­li di ogni co­niu­ge, con­te­nen­te in­for­ma­zio­ni re­la­ti­ve al­la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti.

200In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 50f e. Procedura in caso di deposito della domanda di ripartizione dei redditi da parte di uno dei coniugi 201  

1 Quan­do la do­man­da di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti è de­po­si­ta­ta da uno so­lo dei co­niu­gi, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­mit­ten­te in­for­ma l’al­tro co­niu­ge del de­po­si­to del­la do­man­da. Es­sa in­vi­ta que­st’ul­ti­mo a par­te­ci­pa­re al­la pro­ce­du­ra e ri­chia­ma la sua at­ten­zio­ne sul­le con­se­guen­ze del suo ri­fiu­to.

2 Se l’al­tro co­niu­ge ri­nun­cia a par­te­ci­pa­re al­la pro­ce­du­ra o se la co­mu­ni­ca­zio­ne non gli può es­se­re tra­smes­sa, in par­ti­co­la­re per­ché il suo in­di­riz­zo è sco­no­sciu­to, sol­tan­to il co­niu­ge che ha de­po­si­ta­to la do­man­da di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti ri­ce­ve un com­pen­dio dei suoi con­ti in­di­vi­dua­li.202

201In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

202 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2007, in vi­go­re dal 1° lug. 2008 (RU 20075271).

Art. 50g f. Procedura in caso di riscossione di una rendita 203  

Se uno dei co­niu­gi è già al be­ne­fi­cio di una ren­di­ta, la pro­ce­du­ra di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti de­ve es­se­re ef­fet­tua­ta d’uf­fi­cio dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne che ver­sa la ren­di­ta.

203In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 50h g. Effetto della ripartizione dei redditi 204  

Il red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va iscrit­to nel con­to in­di­vi­dua­le in ra­gio­ne del­la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti è con­si­de­ra­to co­me red­di­to pro­prio all’at­to del cal­co­lo del­le ren­di­te che sor­go­no suc­ces­si­va­men­te.

204In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 51 Calcolo del reddito annuo medio 205  

1 ...206

2 Nel cal­co­lo del red­di­to an­nuo me­dio si de­ve pa­ri­men­ti te­ner con­to de­gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne ag­giun­ti con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 52d, co­me pu­re dei pe­rio­di con­tri­bu­ti­vi e dei re­la­ti­vi red­di­ti con­teg­gia­ti in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 52b.207

3 Non è te­nu­to con­to, nel cal­co­lo del red­di­to an­nuo me­dio, di una ren­di­ta di vec­chia­ia o per i su­per­sti­ti che non suc­ce­de im­me­dia­ta­men­te a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà, de­gli an­ni ci­vi­li du­ran­te i qua­li è sta­ta as­se­gna­ta una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà, né del per­ti­nen­te red­di­to dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, qua­lo­ra ciò ri­sul­tas­se più fa­vo­re­vo­le all’aven­te di­rit­to.208

4 All’at­to del cal­co­lo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia di una per­so­na il cui co­niu­ge ri­scuo­te o ha ri­scos­so una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà vie­ne pre­so in con­si­de­ra­zio­ne, per gli an­ni du­ran­te i qua­li la ren­di­ta è sta­ta ver­sa­ta, sol­tan­to il red­di­to an­nuo me­dio de­ter­mi­nan­te per la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà in quan­to red­di­to del co­niu­ge pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va se­con­do l’ar­ti­co­lo 29quin­quies LA­VS.209

5 Se il co­niu­ge ha di­rit­to sol­tan­to a una mez­za ren­di­ta o a un quar­to di ren­di­ta, la me­tà del red­di­to an­nuo de­ter­mi­nan­te è ag­giun­ta al red­di­to del co­niu­ge in­va­li­do.210

6 I ca­po­ver­si 4 e 5 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia per la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti in ca­so di scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio.211

205Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 10 gen. 1969, in vi­go­re dal 1° gen. 1969 (RU 1969 135).

206 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 17 set. 1997, con ef­fet­to dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2219).

207Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4361, 2012 5797).

208 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

209In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

210In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

211In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 51bis Fattori di rivalutazione 212  

1 L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce ogni an­no i fat­to­ri di ri­va­lu­ta­zio­ne dell’am­mon­ta­re dei red­di­ti dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va se­con­do l’ar­ti­co­lo 30 ca­po­ver­so 1 LA­VS.213

2 Per de­ter­mi­na­re i fat­to­ri di ri­va­lu­ta­zio­ne si di­vi­de l’in­di­ce del­le ren­di­te, se­con­do l’ar­ti­co­lo 33ter ca­po­ver­so 2 LA­VS, per la me­dia, pon­de­ra­ta con il fat­to­re 1,1, de­gli in­di­ci dei sa­la­ri di tut­ti gli an­ni ci­vi­li re­gi­stra­ti dal­la pri­ma iscri­zio­ne nel con­to in­di­vi­dua­le dell’as­si­cu­ra­to fi­no all’an­no pre­ce­den­te l’even­to as­si­cu­ra­ti­vo.214

212In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

213Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

214Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 set. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2219).

Art. 51ter Adeguamento delle rendite all’evoluzione dei salari e dei prezzi 215  

1 L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le in­for­ma la Com­mis­sio­ne fe­de­ra­le dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà dell’evo­lu­zio­ne dell’in­di­ce sviz­ze­ro dei prez­zi al con­su­mo dell’Uf­fi­cio fe­de­ra­le di sta­ti­sti­ca non­ché dell’in­di­ce dei sa­la­ri dell’Uf­fi­cio fe­de­ra­le dell’in­du­stria, del­le ar­ti e me­stie­ri e del la­vo­ro. La Com­mis­sio­ne sot­to­po­ne al Con­si­glio fe­de­ra­le pro­po­ste cir­ca la fis­sa­zio­ne dell’in­di­ce del­le ren­di­te al 1° gen­na­io se­guen­te se:

a.
l’in­di­ce sviz­ze­ro dei prez­zi al con­su­mo del me­se di giu­gno è au­men­ta­to di più del 4 per cen­to ne­gli ul­ti­mi do­di­ci me­si; o
b.
le ren­di­te non so­no sta­te au­men­ta­te il 1° gen­na­io pre­ce­den­te.216

1bis La ba­se (va­lo­re 100 pun­ti) dell’in­di­ce del­le ren­di­te se­con­do l’ar­ti­co­lo 33ter ca­po­ver­so 2 LA­VS è co­sti­tui­ta:

a.
dal li­vel­lo di 104,1 pun­ti (set­tem­bre 1977 = 100) dell’in­di­ce sviz­ze­ro dei prez­zi al con­su­mo;
b.217
dal li­vel­lo di 1004 pun­ti (giu­gno 1939 = 100) dell’in­di­ce dei sa­la­ri no­mi­na­li.218

2 L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le esa­mi­na pe­rio­di­ca­men­te la si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti. Sot­to­po­ne per esa­me i ri­sul­ta­ti del­le in­da­gi­ni al­la Com­mis­sio­ne fe­de­ra­le dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà. Que­sta Com­mis­sio­ne pro­po­ne, se ne­ces­sa­rio, mo­di­fi­ca­zio­ni del rap­por­to tra i due in­di­ci men­zio­na­ti all’ar­ti­co­lo 33ter ca­po­ver­so 2 LA­VS, te­nen­do con­to dell’ar­ti­co­lo 212 OA­VS.

215In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

216Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 giu. 1992, in vi­go­re dal 1° gen. 1992 (RU 1992 1288).

217 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4361).

218In­tro­dot­to dall’art. 11 dell’O 82 del 24 giu. 1981 su gli ade­gua­men­ti all’evo­lu­zio­ne dei prez­zi e dei sa­la­ri nell’AVS/AI, in vi­go­re dal 1° gen. 1982 (RU 1981 1014).

Art. 51quater Comunicazione dell’importo della rendita adeguata 219  

L’im­por­to del­la ren­di­ta ade­gua­ta all’in­di­ce del­le ren­di­te se­con­do l’ar­ti­co­lo 33ter ca­po­ver­so 1 LA­VS è no­ti­fi­ca­to all’aven­te di­rit­to sot­to for­ma di de­ci­sio­ne sol­tan­to su do­man­da scrit­ta.

219In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

Art. 52 Scala delle rendite parziali 220  

1 Le ren­di­te par­zia­li cor­ri­spon­do­no al­le se­guen­ti per­cen­tua­li del­la ren­di­ta com­ple­ta:

Rap­por­to tra il nu­me­ro di an­ni in­te­ri di con­tri­bu­zio­ne dell’as­si­cu­ra­to e quel­lo de­gli as­si­cu­ra­ti del­la sua clas­se d’età, in per cen­to

Ren­di­ta par­zia­lein per cen­to del­la ren­di­ta com­ple­ta

Nu­me­ro del­la sca­la del­le ren­di­te

di al­me­no

ma in­fe­rio­re a

2,28

2,27

1

2,28

4,55

4,55

2

4,55

6,82

6,82

3

6,82

9,10

9,09

4

9,10

11,37

11,36

5

11,37

13,64

13,64

6

13,64

15,91

15,91

7

15,91

18,19

18,18

8

18,19

20,46

20,45

9

20,46

22,73

22,73

10

22,73

25,01

25,00

11

25,01

27,28

27,27

12

27,28

29,55

29,55

13

29,55

31,82

31,82

14

31,82

34,10

34,09

15

34,10

36,37

36,36

16

36,37

38,64

38,64

17

38,64

40,91

40,91

18

40,91

43,19

43,18

19

43,19

45,46

45,45

20

45,46

47,73

47,73

21

47,73

50,01

50,00

22

50,01

52,28

52,27

23

52,28

54,55

54,55

24

54,55

56,82

56,82

25

56,82

59,10

59,09

26

59,10

61,37

61,36

27

61,37

63,64

63,64

28

63,64

65,91

65,91

29

65,91

68,19

68,18

30

68,19

70,46

70,45

31

70,46

72,73

72,73

32

72,73

75,01

75,00

33

75,01

77,28

77,27

34

77,28

79,55

79,55

35

79,55

81,82

81,82

36

81,82

84,10

84,09

37

84,10

86,37

86,36

38

86,37

88,64

88,64

39

88,64

90,91

90,91

40

90,91

93,19

93,18

41

93,19

95,46

95,45

42

95,46

97,73

97,73

43

97,73

100,00

100,00

44

1bis L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le ema­na ta­vo­le re­la­ti­ve al­la gra­dua­zio­ne del­le ren­di­te par­zia­li in ca­so di an­ti­ci­pa­zio­ne del di­rit­to al­la ren­di­ta.221

2 Vie­ne as­se­gna­ta una ren­di­ta com­ple­ta qua­lo­ra il rap­por­to tra il nu­me­ro de­gli an­ni in­te­ri di con­tri­bu­zio­ne dell’as­si­cu­ra­to e quel­lo de­gli as­si­cu­ra­ti del­la sua clas­se d’età com­por­ti al­me­no il 97,73 per cen­to.

3 e 4 ...222.

220Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

221In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 16 set. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2579).

222 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 18 ott. 2000, con ef­fet­to dal 1° giu. 2002 (RU 2002 1351).

Art. 52a Insorgere dell’evento assicurato prima di compiere 21 anni 223  

Se una per­so­na non ha una du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne di un an­no in­te­ro, tra il 1°gen­na­io che se­gue il com­pi­men­to dei 20 an­ni e il 31 di­cem­bre pre­ce­den­te l’in­sor­ge­re dell’even­to as­si­cu­ra­to, la som­ma di tut­ti i red­di­ti pro­ve­nien­ti da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va sui qua­li so­no sta­ti ver­sa­ti con­tri­bu­ti dall’età di 17 an­ni com­piu­ti fi­no al sor­ge­re del di­rit­to al­la ren­di­ta, non­ché la som­ma de­gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi e per com­pi­ti as­si­sten­zia­li so­no di­vi­si per la som­ma de­gli an­ni e dei me­si du­ran­te i qua­li la per­so­na ha ver­sa­to con­tri­bu­ti.

223In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52b Conteggio dei periodi di contribuzione compiuti prima dei 20 anni 224  

Quan­do la du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne è in­com­ple­ta ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 29ter LA­VS, i pe­rio­di di con­tri­bu­zio­ne com­piu­ti pri­ma del 1° gen­na­io che se­gue il com­pi­men­to dei 20 an­ni so­no com­pu­ta­ti ai fi­ni di col­ma­re la­cu­ne suc­ces­si­ve con­tri­bu­ti­ve.

224In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52c Periodi di contribuzione nell’anno in cui sorge il diritto alla rendita 225  

I pe­rio­di di con­tri­bu­zio­ne tra il 31 di­cem­bre pre­ce­den­te l’in­sor­ge­re dell’even­to as­si­cu­ra­to e il sor­ge­re del di­rit­to al­la ren­di­ta pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti per col­ma­re la­cu­ne di con­tri­bu­zio­ne. I red­di­ti pro­ve­nien­ti da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va rea­liz­za­ti du­ran­te que­sto pe­rio­do non so­no tut­ta­via pre­si in con­si­de­ra­zio­ne per il cal­co­lo del­la ren­di­ta.

225In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52d Conteggio degli anni di contribuzione mancanti 226  

Per com­pen­sa­re gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne man­can­ti an­te­rio­ri al 1° gen­na­io 1979 si ag­giun­go­no, se l’in­te­res­sa­to era as­si­cu­ra­to in ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 1a o 2 LA­VS o avreb­be avu­to la pos­si­bi­li­tà di es­ser­lo, gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne giu­sta la ta­bel­la se­guen­te:227

An­ni in­te­ri di con­tri­bu­zio­ne dell’as­si­cu­ra­to

An­ni in­te­ri di con­tri­bu­zio­ne com­pu­ta­ti com­ple­ti­va­men­te fi­no a

da

a

20

26

1

27

33

2

da 34

3

226In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

227 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

Art. 52e Diritto all’attribuzione di accrediti per compiti educativi 228  

Gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi so­no at­tri­bui­ti an­che per gli an­ni du­ran­te i qua­li i ge­ni­to­ri ave­va­no la cu­sto­dia dei fi­gli sen­za ave­re l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le.

228In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52f Computo di accrediti per compiti educativi 229  

1 Gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi so­no sem­pre at­tri­bui­ti per l’in­te­ro an­no ci­vi­le. Nes­sun ac­cre­di­to è at­tri­bui­to per l’an­no in cui sor­ge il di­rit­to. So­no in­ve­ce at­tri­bui­ti ac­cre­di­ti per l’an­no in cui il di­rit­to si estin­gue. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 5.

2 L’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi cor­ri­spon­den­te all’an­no del­lo scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio o all’an­no del de­ces­so di uno dei ge­ni­to­ri è con­ces­so al ge­ni­to­re al qua­le è sta­ta at­tri­bui­ta l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le o al ge­ni­to­re su­per­sti­te.

2bis ...230

3 Se il fi­glio muo­re du­ran­te l’an­no ci­vi­le del­la sua na­sci­ta, ven­go­no com­pu­ta­ti ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi du­ran­te un an­no. Que­sti ac­cre­di­ti so­no ri­par­ti­ti tra i co­niu­gi, an­che quan­do ca­do­no nell’an­no ci­vi­le del ma­tri­mo­nio. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 5.

4 Per gli an­ni in cui il pro­prio co­niu­ge non era as­si­cu­ra­to pres­so l’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti sviz­ze­ra, al ge­ni­to­re as­si­cu­ra­to è at­tri­bui­to l’ac­cre­di­to in­te­ro per com­pi­ti edu­ca­ti­vi.

5 Se una per­so­na è as­si­cu­ra­ta sol­tan­to du­ran­te de­ter­mi­na­ti me­si, si ad­di­zio­na­no que­sti me­si ol­tre l’an­no ci­vi­le. Un ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi è con­ces­so per do­di­ci me­si.

229In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

230 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 25 ago. 1999 (RU 1999 2681). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 14 mag. 2014, con ef­fet­to dal 1° gen. 2015 (RU 2014 1361).

Art. 52fbis Assegnazione di accrediti per compiti educativi in caso di autorità parentale congiunta di genitori divorziati o non uniti in matrimonio 231  

1 Il giu­di­ce o l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri che de­ci­de in me­ri­to all’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta di ge­ni­to­ri di­vor­zia­ti o non uni­ti in ma­tri­mo­nio, all’at­tri­bu­zio­ne del­la cu­sto­dia op­pu­re al­la par­te­ci­pa­zio­ne al­la cu­ra del fi­glio sta­bi­li­sce nel con­tem­po l’as­se­gna­zio­ne de­gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi.

2 Il giu­di­ce o l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri as­se­gna l’in­te­ro ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi al ge­ni­to­re che prov­ve­de in mi­su­ra pre­pon­de­ran­te al­la cu­ra del fi­glio co­mu­ne. L’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi va di­vi­so per me­tà se i ge­ni­to­ri par­te­ci­pa­no in ugual mi­su­ra al­la cu­ra del fi­glio.

3 I ge­ni­to­ri che isti­tui­sco­no l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta sul­la ba­se di una di­chia­ra­zio­ne all’uf­fi­cio del­lo sta­to ci­vi­le o all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri con­clu­do­no nel con­tem­po per scrit­to una con­ven­zio­ne se­con­do cui l’in­te­ro ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi va as­se­gna­to a uno di lo­ro o di­vi­so per me­tà, op­pu­re pre­sen­ta­no una ta­le con­ven­zio­ne en­tro tre me­si al­la com­pe­ten­te au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri. Se la con­ven­zio­ne non è pre­sen­ta­ta en­tro ta­le ter­mi­ne, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri de­ci­de d’uf­fi­cio sull’as­se­gna­zio­ne de­gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 2.

4 I ge­ni­to­ri pos­so­no con­ve­ni­re per scrit­to in ogni mo­men­to che, fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 52f ca­po­ver­so 4, in fu­tu­ro l’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi sa­rà in­te­ra­men­te as­se­gna­to a uno di lo­ro o di­vi­so per me­tà. Ciò va­le an­che se un giu­di­ce o l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri ha già de­ci­so in me­ri­to all’as­se­gna­zio­ne dell’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi.

5 L’ar­ti­co­lo 29se­xies ca­po­ver­so 3 se­con­do pe­rio­do LA­VS si ap­pli­ca per ana­lo­gia al­la di­vi­sio­ne per me­tà dell’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi.

6 Fi­no al­la de­ci­sio­ne in me­ri­to al­la sua as­se­gna­zio­ne, l’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi è in­te­ra­men­te as­se­gna­to al­la ma­dre.

7 Le mo­di­fi­che nell’as­se­gna­zio­ne dell’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi han­no ef­fet­to dal 1° gen­na­io dell’an­no suc­ces­si­vo.

231 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 14 mag. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 1361).

Art. 52g Accrediti per compiti assistenziali
a. Condizione della facile raggiungibilità
232  

La con­di­zio­ne del­la fa­ci­le rag­giun­gi­bi­li­tà è adem­piu­ta in par­ti­co­la­re se chi pro­di­ga as­si­sten­za abi­ta a non più di 30 chi­lo­me­tri di di­stan­za dal­la per­so­na as­si­sti­ta o può rag­giun­ger­la en­tro un’ora.

232In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995 (RU 1996 668). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 52h233  

233In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995 (RU 1996 668). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 21 mag. 2003, con ef­fet­to dal 1° gen. 2004 (RU 2003 3835).

Art. 52i c. Condizioni soddisfatte contemporaneamente da parecchie persone 234  

Quan­do pa­rec­chie per­so­ne sod­di­sfa­no con­tem­po­ra­nea­men­te le con­di­zio­ni per il com­pu­to di ac­cre­di­ti per com­pi­ti as­si­sten­zia­li, l’ac­cre­di­to è sud­di­vi­so in par­ti ugua­li fra tut­te le per­so­ne che ne han­no di­rit­to.

234In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52k d. Computo di accrediti per compiti assistenziali 235  

Per la de­ter­mi­na­zio­ne dell’im­por­to de­gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti as­si­sten­zia­li, l’ar­ti­co­lo 52fè ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.

235In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52l e. Domanda 236  

1 Il di­rit­to al com­pu­to di ac­cre­di­ti per com­pi­ti as­si­sten­zia­li de­ve es­se­re no­ti­fi­ca­to al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne can­to­na­le del do­mi­ci­lio del­la per­so­na as­si­sti­ta. La do­man­da de­ve es­se­re fir­ma­ta sia dal­la per­so­na che pro­di­ga le cu­re sia da quel­la che le ri­ce­ve o dal suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le.

2 Se pa­rec­chie per­so­ne fan­no va­le­re il di­rit­to all’ac­cre­di­to per com­pi­ti as­si­sten­zia­li, de­vo­no in­di­riz­za­re la lo­ro do­man­da con­giun­ta­men­te.

236In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 53 Tavole delle rendite 237  

1 L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce ta­vo­le del­le ren­di­te d’uso ob­bli­ga­to­rio. La di­gra­da­zio­ne del­le ren­di­te men­si­li, re­la­ti­va al­la ren­di­ta sem­pli­ce e com­ple­ta di vec­chia­ia am­mon­ta al mas­si­mo al 2,6 per cen­to dell’im­por­to mi­ni­mo del­la stes­sa.238

2 Le ren­di­te men­si­li ven­go­no ar­ro­ton­da­te al fran­co su­pe­rio­re qua­lo­ra l’im­por­to con­si­de­ra­to com­pren­da una fra­zio­ne ugua­le o su­pe­rio­re a 50 cen­te­si­mi e al fran­co in­fe­rio­re se det­ta fra­zio­ne non rag­giun­ge i 50 cen­te­si­mi.

237Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

238Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 31 ago. 1992, in vi­go­re dal 1° gen. 1993 (RU 1992 1830).

Art. 53bis Somma delle rendite spettanti ai coniugi con durata di contribuzione incompleta 239  

Se uno dei due co­niu­gi non pre­sen­ta una du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne com­ple­ta, l’im­por­to mas­si­mo del­le due ren­di­te cor­ri­spon­de a una per­cen­tua­le dell’im­por­to mas­si­mo in ca­so di ren­di­te com­ple­te (art. 35 cpv. 1 LA­VS). Que­sto im­por­to è de­ter­mi­na­to ad­di­zio­nan­do la per­cen­tua­le cor­ri­spon­den­te al­la sca­la di ren­di­te più bas­sa e il dop­pio del­la per­cen­tua­le cor­ri­spon­den­te al­la sca­la di ren­di­te più ele­va­ta (art. 52). Que­sto to­ta­le de­ve es­se­re di­vi­so per tre.

239In­tro­dot­to dal n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972 (RU 1972 2338). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 54 Calcolo delle rendite per superstiti 240  

Quan­do la per­so­na de­ce­du­ta ha com­piu­to l’età in­di­ca­ta qui sot­to, l’au­men­to del red­di­to me­dio pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, se­con­do l’ar­ti­co­lo 33 ca­po­ver­so 3 LA­VS, am­mon­ta a:

per cen­to

me­no di 23

100

23

90

24

80

25

70

26

60

27

50

28–29

40

30–31

30

32–34

20

35–38

10

39–45

5

più di 45

0

240Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 54bis Riduzione delle rendite per figli e delle rendite per orfani 241  

1 ...242

2 Es­se non so­no ri­dot­te quan­do, ad­di­zio­na­te al­la ren­di­ta del pa­dre o del­la ma­dre, non su­pe­ra­no la som­ma del 150 per cen­to dell’im­por­to mi­ni­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia a cui si ag­giun­go­no gli im­por­ti mi­ni­mi di tre ren­di­te per fi­gli o per or­fa­ni. Que­sto im­por­to è au­men­ta­to, a par­ti­re dal quar­to fi­glio, e per cia­scu­no dei se­guen­ti, dell’im­por­to men­si­le mas­si­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia (art. 34 cpv. 3 LA­VS).

3 La ri­du­zio­ne è ri­par­ti­ta tra cia­scu­na del­le ren­di­te per fi­gli o del­le ren­di­te per or­fa­ni.

4 Nei ca­si di ren­di­ta par­zia­le, l’im­por­to ri­dot­to cor­ri­spon­de al­la per­cen­tua­le, fis­sa­ta se­con­do l’ar­ti­co­lo 52, del­la ren­di­ta com­ple­ta, ri­dot­ta con­for­me­men­te ai ca­po­ver­si 1 e 2.

241In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

242 Abro­ga­to dal n. II 2 dell’O del 28 set. 2007, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5155).

C. Rendite straordinarie 243244

243 Nuova denominazione giusta il n. II del DCF del 5 feb. 1960, in vigore dal 1° gen. 1960 (RU 1960 242).

244Originario tit. avanti l’art. 56.

Art. 55 Riduzione delle rendite straordinarie per figli e per orfani 245  

La ri­du­zio­ne del­le ren­di­te straor­di­na­rie per fi­gli e per or­fa­ni (art. 43 cpv. 3 LA­VS) si ef­fet­tua con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 54bis ca­po­ver­si 2 e 3. Gli im­por­ti men­si­li del­le ren­di­te ri­dot­te so­no ar­ro­ton­da­ti al fran­co su­pe­rio­re o in­fe­rio­re con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 2.

245Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

D. Età flessibile per il godimento della rendita 246

246Introdotto dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

I. Rinvio della rendita 247

247Introdotto dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 55bis Esclusione del rinvio delle rendite 248249  

So­no esclu­se dal rin­vio pre­vi­sto all’ar­ti­co­lo 39 LA­VS250:

a.251
...
b.252
le ren­di­te di vec­chia­ia che suc­ce­do­no a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà;
c.
le ren­di­te di vec­chia­ia cui è ag­giun­to un as­se­gno per gran­de in­va­li­do;
d. a f. ...253
g.
le ren­di­te di vec­chia­ia de­gli as­si­cu­ra­ti fa­col­ta­ti­va­men­te i qua­li, fi­no all’età pre­vi­sta all’ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­si 1 e 2 LA­VS, ab­bia­no be­ne­fi­cia­to di un as­se­gno as­si­sten­zia­le se­con­do l’ar­ti­co­lo 92 LA­VS, o l’ar­ti­co­lo 76 LAI254.

248In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969, in vi­go­re 1° gen. 1969 (RU 1969 135).

249Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

250Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

251Abro­ga­ta dal n. I dell’O del 29 giu. 1983, con ef­fet­to dal 1° gen. 1984 (RU 1983 903).

252Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

253Abro­ga­te dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 19997 (RU 1996 668).

254 RS 831.20. Ab­bre­via­zio­ne in­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

Art. 55ter Supplemento per il rinvio della rendita 255  

1 In ca­so di rin­vio, il sup­ple­men­to per­cen­tua­le del­la ren­di­ta è il se­guen­te:

An­ni

e 0–2 me­si

e 3–5 me­si

e 6–8 me­si

e 9–11 me­si

1

5,2

6,6

8,0

9,4

2

10,8

12,3

13,9

15,5

3

17,1

18,8

20,5

22,2

4

24,0

25,8

27,7

29,6

5

31,5

2 Il sup­ple­men­to è de­ter­mi­na­to di­vi­den­do la som­ma del­le quo­te men­si­li rin­via­te per il nu­me­ro di me­si cor­ri­spon­den­ti. Que­sta som­ma è mol­ti­pli­ca­ta per il tas­so d’au­men­to cor­ri­spon­den­te in vir­tù del ca­po­ver­so 1.

3 Quan­do ren­di­te di su­per­sti­te suc­ce­do­no a una ren­di­ta di vec­chia­ia rin­via­ta, l’im­por­to del sup­ple­men­to am­mon­ta:

a.
per le ren­di­te di ve­do­ve e di ve­do­vi, all’80 per cen­to del sup­ple­men­to ver­sa­to si­no ad al­lo­ra;
b.
per le ren­di­te di or­fa­ni, al 40 per cen­to del sup­ple­men­to ver­sa­to si­no ad al­lo­ra.

4 La som­ma di tut­ti i sup­ple­men­ti non de­ve su­pe­ra­re l’im­por­to del sup­ple­men­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia.

5 L’im­por­to del­la ri­du­zio­ne è ade­gua­to all’evo­lu­zio­ne dei sa­la­ri e dei prez­zi.

255In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 55quater Dichiarazione di rinvio e revoca 256  

1 Il pe­rio­do di rin­vio co­min­cia il pri­mo gior­no del me­se se­guen­te il rag­giun­gi­men­to dell’età di pen­sio­na­men­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­so 1 LA­VS.257 La di­chia­ra­zio­ne di rin­vio va pre­sen­ta­ta, per iscrit­to, en­tro un an­no dall’ini­zio del pe­rio­do di rin­vio. Se, du­ran­te que­sto ter­mi­ne, nes­su­na do­man­da di rin­vio fu pre­sen­ta­ta, la ren­di­ta di vec­chia­ia va sta­bi­li­ta, e pa­ga­ta, se­con­do le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li vi­gen­ti.

2 La re­vo­ca va fat­ta per iscrit­to.

3 Quan­do il rin­vio di una ren­di­ta è re­vo­ca­to, es­sa è pa­ga­ta dal me­se se­guen­te; è esclu­so il pa­ga­men­to re­troat­ti­vo del­le ren­di­te.

4 Il de­ces­so dell’aven­te di­rit­to al­la ren­di­ta com­por­ta la re­vo­ca del rin­vio.258

5 ...259

256In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

257 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 14 nov. 2001, in vi­go­re dal 1° gen. 2002 (RU 2002 199).

258Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

259Abro­ga­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

II. Anticipazione della rendita 260

260Introdotto dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 56 Importo della riduzione 261  

1 La ren­di­ta vie­ne ri­dot­ta dell’equi­va­len­te del­la ren­di­ta an­ti­ci­pa­ta.

2 Fi­no all’età del pen­sio­na­men­to, que­sto im­por­to cor­ri­spon­de al 6,8 per cen­to per an­no d’an­ti­ci­pa­zio­ne del­la ren­di­ta an­ti­ci­pa­ta.262

3 Do­po aver com­piu­to l’età di pen­sio­na­men­to, que­sto im­por­to cor­ri­spon­de al 6,8 per cen­to per an­no d’an­ti­ci­pa­zio­ne del­la som­ma del­le ren­di­te non ri­dot­te, di­vi­sa per il nu­me­ro dei me­si du­ran­te i qua­li la ren­di­ta è sta­ta an­ti­ci­pa­ta.

4 L’im­por­to del­la ri­du­zio­ne è ade­gua­to all’evo­lu­zio­ne dei sa­la­ri e dei prez­zi.

261Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

262Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 29 nov. 1995 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto (n. II RU 1996 668).

Art. 57 Riduzione delle rendite per superstiti 263  

1 Quan­do una ren­di­ta per su­per­sti­ti suc­ce­de a una ren­di­ta di vec­chia­ia an­ti­ci­pa­ta, la ren­di­ta è ri­dot­ta sol­tan­to di una per­cen­tua­le dell’im­por­to del­la ri­du­zio­ne de­ter­mi­na­ta in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 56. Que­sta per­cen­tua­le am­mon­ta:

a.
all’80 per cen­to per le ren­di­te per ve­do­ve e per ve­do­vi;
b.
al 40 per cen­to per le ren­di­te per or­fa­ni.

2 La som­ma del­le ri­du­zio­ni del­le ren­di­te per ve­do­ve, per ve­do­vi o per or­fa­ni non de­ve su­pe­ra­re l’im­por­to del­la ri­du­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 56. Quan­do il nu­me­ro d’aven­ti di­rit­to cam­bia, l’im­por­to del­la ri­du­zio­ne de­ve es­se­re ade­gua­to.

263Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

E. Calcolo anticipato della rendita 264

264 Introdotto dal il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 58 Diritto e costi 265  

1 Le per­so­ne as­si­cu­ra­te o che lo so­no sta­te, e i lo­ro co­niu­gi, pos­so­no chie­de­re un cal­co­lo an­ti­ci­pa­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia o del­le ren­di­te per i su­per­sti­ti.

2 I cal­co­li an­ti­ci­pa­ti so­no gra­tui­ti.

3 Per il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to di una ren­di­ta di vec­chia­ia può ec­ce­zio­nal­men­te es­se­re ri­scos­so un emo­lu­men­to di 300 fran­chi al mas­si­mo se:

a.
una per­so­na ha me­no di 40 an­ni o ha già chie­sto un cal­co­lo ne­gli ul­ti­mi cin­que an­ni; e
b.
la do­man­da non è inol­tra­ta per un mo­ti­vo spe­ci­fi­co, qua­le il cam­bia­men­to di sta­to ci­vi­le, la na­sci­ta di un fi­glio, la per­di­ta del la­vo­ro o l’ini­zio di un’at­ti­vi­tà in­di­pen­den­te.

265 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 59 Competenza 266  

Il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to è ef­fet­tua­to dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te per la ri­scos­sio­ne dei con­tri­bu­ti al mo­men­to dell’inol­tro del­la do­man­da. L’ar­ti­co­lo 64a LA­VS e gli ar­ti­co­li 122 e se­guen­ti del­la pre­sen­te or­di­nan­za si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.

266 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 60 Basi di calcolo 267  

1 Di mas­si­ma, il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to è ef­fet­tua­to con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 50–57. Per il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to del­le ren­di­te per su­per­sti­ti, è de­ter­mi­nan­te il mo­men­to dell’inol­tro del­la do­man­da. Per il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia è de­ter­mi­nan­te l’età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to o la da­ta di an­ti­ci­pa­zio­ne del­la ren­di­ta.

2 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può ef­fet­tua­re il cal­co­lo sul­la ba­se dei da­ti for­ni­ti nel­la do­man­da.

3 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne si pro­cu­ra d’uf­fi­cio gli estrat­ti di con­ti.

267 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 61 a 66268  

268Abro­ga­ti dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

F. Assegno per grandi invalidi e mezzi ausiliari269

269 Originario tit. D divenuto in seguito E. Introdotto dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vigore dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

Art. 66bis Assegno per grandi invalidi 270  

1 L’ar­ti­co­lo 37 ca­po­ver­si 1, 2 let­te­re a e b e 3 let­te­re a–d dell’or­di­nan­za del 17 gen­na­io 1961271 sull’as­si­cu­ra­zio­ne per l’in­va­li­di­tà (OAI) è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia al­la va­lu­ta­zio­ne del­la gran­de in­va­li­di­tà.272

2 Gli ar­ti­co­li 87–88bis OAI so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia al­la re­vi­sio­ne dell’as­se­gno per gran­di in­va­li­di.273

3 È con­si­de­ra­ta isti­tu­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 43bis ca­po­ver­so 1bis LA­VS qual­sia­si strut­tu­ra ri­co­no­sciu­ta ta­le da un Can­to­ne o che di­spo­ne di un’au­to­riz­za­zio­ne d’eser­ci­zio can­to­na­le.274

270Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

271 RS 831.201

272 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 giu. 2009, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 200935236847n. II 1).

273 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

274 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 giu. 2009, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 200935236847n. II 1).

Art. 66ter Mezzi ausiliari 275  

1Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’in­ter­no (DFI) sta­bi­li­sce le con­di­zio­ni del di­rit­to al­la con­se­gna di mez­zi au­si­lia­ri ai be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te di vec­chia­ia, pre­scri­ve il ge­ne­re dei mez­zi au­si­lia­ri da con­se­gna­re e re­go­la la pro­ce­du­ra di con­se­gna.

2 Gli ar­ti­co­li 14bis e 14ter OAI276 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.277

275In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

276 RS 831.201

277 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 6483).

G. Rapporto con l’assegno per grandi invalidi dell’assicurazione contro gli infortuni 278

278 Originario tit. E divenuto in seguito F. Introdotto dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuovo testo giusta l’art. 143 dell’O del 20 dic. 1982 sull’assicurazione contro gli infortuni, in vigore dal 1° gen. 1984 (RU 1983 38).

Art. 66quater279  

1 Se l’as­si­cu­ra­to ha di­rit­to a un as­se­gno per gran­di in­va­li­di dell’AVS e può pre­ten­de­re in se­gui­to un as­se­gno per gran­di in­va­li­di dell’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne ver­sa l’as­se­gno per gran­di in­va­li­di dell’AVS all’as­si­cu­ra­to­re con­tro gli in­for­tu­ni te­nu­to a pre­sta­zio­ni.

2 Se l’as­si­cu­ra­to ha di­rit­to a un as­se­gno per gran­di in­va­li­di dell’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni e il suo am­mon­ta­re è in se­gui­to mag­gio­ra­to per cau­se estra­nee a in­for­tu­nio, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne ver­sa all’as­si­cu­ra­to­re con­tro gli in­for­tu­ni, te­nu­to a pre­sta­zio­ni, l’im­por­to dell’as­se­gno per gran­di in­va­li­di che l’AVS avreb­be do­vu­to pa­ga­re all’as­si­cu­ra­to se non si fos­se in­for­tu­na­to.

279 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 143 dell’O del 20 dic. 1982 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 1984 (RU 1983 38).

H. Disposizioni varie 280

280 Originario tit. F divenuto in seguito G.

I. Esercizio del diritto

Art. 67  

1Il di­rit­to al­la ren­di­ta o all’as­se­gno per gran­di in­va­li­di de­ve es­se­re fat­to va­le­re pre­sen­tan­do al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te giu­sta gli ar­ti­co­li 122 e se­guen­ti, un mo­du­lo di ri­chie­sta de­bi­ta­men­te riem­pi­to. So­no le­git­ti­ma­ti al­la ri­chie­sta il ri­chie­den­te e, per lui, il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le, il co­niu­ge, i ge­ni­to­ri o i non­ni, i fi­gli o gli abia­ti­ci, i fra­tel­li e so­rel­le co­me pu­re i ter­zi o l’au­to­ri­tà che pos­so­no do­man­da­re il ver­sa­men­to del­la ren­di­ta nel­le lo­ro ma­ni.281 282

1bis Sol­tan­to l’aven­te di­rit­to o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le può far va­le­re il di­rit­to al­la ren­di­ta or­di­na­ria an­ti­ci­pa­ta di vec­chia­ia. Que­sto di­rit­to non può es­se­re ri­chie­sto re­troat­ti­va­men­te.283

1ter L’ar­ti­co­lo 66 OAI284 è ap­pli­ca­bi­le all’eser­ci­zio del di­rit­to ad as­se­gni per gran­di in­va­li­di e a mez­zi au­si­lia­ri.285 286

2 Una vol­ta l’an­no al­me­no, le cas­se can­to­na­li di com­pen­sa­zio­ne de­vo­no, me­dian­te pub­bli­ca­zio­ni, ri­chia­ma­re l’at­ten­zio­ne de­gli as­si­cu­ra­ti sul­le pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve, le con­di­zio­ni di di­rit­to e la ri­chie­sta.287

281 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

282 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 143 dell’O del 20 dic. 1982 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 1984 (RU 1983 38).

283In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

284 RS 831.201

285In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 giu. 1983, in vi­go­re dal 1° gen. 1984 (RU 1983 903).

286Ori­gi­na­rio cpv. 1bis.

287Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 19 nov. 1965, in vi­go­re dal 1° gen. 1966 (RU 1965 1019).

II. Determinazione delle rendite

Art. 68 Rendite ordinarie  

1 Il mo­du­lo di ri­chie­sta de­ve con­te­ne­re tut­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per il cal­co­lo del­la ren­di­ta.288

2 Sul­la ba­se di que­ste in­di­ca­zio­ni, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ter­mi­na se l’aven­te di­rit­to ha o ave­va il do­mi­ci­lio in Sviz­ze­ra, fa riu­ni­re dall’Uf­fi­cio cen­tra­le di com­pen­sa­zio­ne (UCC) i con­ti in­di­vi­dua­li, quin­di esa­mi­na il di­rit­to al­la ren­di­ta e la sta­bi­li­sce.289

3 La de­ci­sio­ne di as­se­gna­zio­ne del­la ren­di­ta dev’es­se­re no­ti­fi­ca­ta al­le par­ti, se­gna­ta­men­te:290

a.
all’aven­te di­rit­to, per­so­nal­men­te, o al suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le;
b.291
al­la ter­za per­so­na o all’au­to­ri­tà che ha fat­to va­le­re il di­rit­to al­la ren­di­ta o al­la qua­le è ver­sa­ta la ren­di­ta;
c.292
all’as­si­cu­ra­to­re con­tro gli in­for­tu­ni com­pe­ten­te, se è te­nu­to a for­ni­re pre­sta­zio­ni.
d.293
...

288Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2007, in vi­go­re dal 1° dic. 2007 (RU 20075271).

289Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

290 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

291 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

292Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023710).

293Abro­ga­ta dal n. I del DCF del 10 gen. 1969, con ef­fet­to dal 1° gen. 1969 (RU 1969 135).

Art. 69294  

294Abro­ga­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

III. Determinazione dell’assegno per grandi invalidi