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Ordinanza sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti

del 31 ottobre 1947 (Stato 1° gennaio 2021)

Il Consiglio federale svizzero,

visto l’articolo 81 della legge federale del 6 ottobre 20002 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA); visto l’articolo 154 capoverso 2 della legge federale del 20 dicembre 19463 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS),4

ordina:

Capo primo: Persone assicurate

A. Assoggettamento

Art. 1 Cittadini svizzeri che lavorano all’estero al servizio di un’organizzazione internazionale

Il Co­mi­ta­to in­ter­na­zio­na­le del­la Cro­ce Ros­sa è un’or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­na­zio­na­le con­si­de­ra­ta da­to­re di la­vo­ro ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 1a ca­po­ver­so 1 let­te­ra c nu­me­ro 2 LA­VS ma so­lo nel­la mi­su­ra pre­vi­sta all’ar­ti­co­lo 12a dell’Ac­cor­do del 19 mar­zo 19932 tra il Con­si­glio fe­de­ra­le sviz­ze­ro e il Co­mi­ta­to in­ter­na­zio­na­le del­la Cro­ce Ros­sa per de­ter­mi­na­re lo sta­tu­to giu­ri­di­co del Co­mi­ta­to in Sviz­ze­ra.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 nov. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 5437).
2 RS 0.192.122.50

Art. 1a Cittadini svizzeri che lavorano all’estero al servizio di un’organizzazione privata di assistenza

1Si in­ten­do­no per or­ga­niz­za­zio­ni pri­va­te di as­si­sten­za so­ste­nu­te in mo­do so­stan­zia­le dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 1a ca­po­ver­so 1 let­te­ra c nu­me­ro 3 LA­VS, le or­ga­niz­za­zio­ni con le qua­li esi­ste una re­la­zio­ne con­trat­tua­le re­go­la­re co­me un con­trat­to di pro­gram­ma o che ri­ce­vo­no sus­si­di re­go­la­ri dal­la Di­re­zio­ne del­lo svi­lup­po e del­la Coo­pe­ra­zio­ne (DSC), com­pre­se quel­le so­ste­nu­te tra­mi­te UNI­TE1.2

2L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le del­le as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li (Uf­fi­cio fe­de­ra­le) al­le­sti­sce in col­la­bo­ra­zio­ne con la DSC la li­sta del­le or­ga­niz­za­zio­ni in­te­res­sa­te.


1 As­so­cia­zio­ne Sviz­ze­ra per lo scam­bio di per­so­ne nel­la coo­pe­ra­zio­ne in­ter­na­zio­na­le.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).

B. Esenzioni dall’assicurazione

Art. 1b Stranieri con privilegi diplomatici

So­no con­si­de­ra­ti stra­nie­ri che frui­sco­no di im­mu­ni­tà e pri­vi­le­gi ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 1a ca­po­ver­so 2 let­te­ra a LA­VS:2

a.3
i mem­bri del per­so­na­le del­le mis­sio­ni di­plo­ma­ti­che, del­le mis­sio­ni per­ma­nen­ti o al­tre rap­pre­sen­tan­ze pres­so or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­go­ver­na­ti­ve e del­le mis­sio­ni spe­cia­li di cui all’ar­ti­co­lo 2 del­la leg­ge del 22 giu­gno 20074 sul­lo Sta­to ospi­te, non­ché i mem­bri del­le lo­ro fa­mi­glie sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va;
b.5
i mem­bri del per­so­na­le di car­rie­ra dei po­sti con­so­la­ri, non­ché i mem­bri del­le lo­ro fa­mi­glie sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va;
c.6
le per­so­ne be­ne­fi­cia­rie di cui all’ar­ti­co­lo 2 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a del­la leg­ge del 22 giu­gno 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, non­ché i mem­bri del­le lo­ro fa­mi­glie sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, se ta­li per­so­ne be­ne­fi­cia­rie so­no chia­ma­te in ve­ste uf­fi­cia­le pres­so un’or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­go­ver­na­ti­va, un’isti­tu­zio­ne in­ter­na­zio­na­le, un se­gre­ta­ria­to o al­tro or­ga­no isti­tui­to da un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le, una com­mis­sio­ne in­di­pen­den­te, un tri­bu­na­le in­ter­na­zio­na­le, un tri­bu­na­le ar­bi­tra­le o un al­tro or­ga­ni­smo in­ter­na­zio­na­le ai sen­si del­la leg­ge sul­lo Sta­to ospi­te;
d.7
il per­so­na­le di IA­TA8 e SI­TA9, non­ché i mem­bri del­le lo­ro fa­mi­glie sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.

1 Ori­gi­na­rio art. 1. Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 16 set. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2579).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).
4 RS 192.12
5 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 13 giu. 2000, in vi­go­re dal 1° lug. 2000 (RU 2000 1765).
8 Or­ga­niz­za­zio­ne In­ter­na­zio­na­le dell’Avia­zio­ne Ci­vi­le.
9 So­cié­té in­ter­na­tio­na­le de té­lé­com­mu­ni­ca­tion aé­ro­nau­ti­que.

Art. 2 Periodo di tempo relativamente breve

Per at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va eser­ci­ta­ta per un pe­rio­do di tem­po re­la­ti­va­men­te bre­ve ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 1a ca­po­ver­so 2 let­te­ra c LA­VS s’in­ten­de un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va eser­ci­ta­ta du­ran­te al mas­si­mo tre me­si con­se­cu­ti­vi per an­no ci­vi­le.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 3 Persone che partecipano ad un’assicurazione statale estera per la vecchiaia e per i superstiti

1Le per­so­ne che par­te­ci­pa­no ad un’as­si­cu­ra­zio­ne sta­ta­le este­ra per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti, per le qua­li l’as­sog­get­ta­men­to all’as­si­cu­ra­zio­ne giu­sta la leg­ge fe­de­ra­le co­sti­tui­sce un dop­pio one­re che non si po­treb­be equa­men­te im­por­re, de­vo­no es­se­re esen­ta­te, a ri­chie­sta mo­ti­va­ta, dall’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te.

2...1


1 Abro­ga­to dal n. I del DCF del 30 dic. 1953, con ef­fet­to dal 1° gen. 1954 (RU 1954 110).

Art. 4

1 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 30 set. 2009, con ef­fet­to dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5183).

C. Adesione all’assicurazione

I. Persone occupate all’estero da un datore di lavoro in Svizzera

Art. 5 Diritto di continuare l’assicurazione

Le per­so­ne che la­vo­ra­no all’este­ro per un da­to­re di la­vo­ro in Sviz­ze­ra pos­so­no con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne se es­se so­no sta­te as­si­cu­ra­te al­me­no du­ran­te cin­que an­ni con­se­cu­ti­vi im­me­dia­ta­men­te pri­ma:

a.
dell’ini­zio dell’at­ti­vi­tà all’este­ro; o
b.
del ter­mi­ne del pe­rio­do di at­ti­vi­tà all’este­ro am­mes­so da una con­ven­zio­ne in­ter­na­zio­na­le.
Art. 5a Richiesta

Per con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne oc­cor­re pre­sen­ta­re al­la com­pe­ten­te cas­sa di com­pen­sa-zio­ne una ri­chie­sta in for­ma scrit­ta o tra­mi­te un si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne pre­vi­sto nell’am­bi­to dell’as­sog­get­ta­men­to as­si­cu­ra­ti­vo.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 ott. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4057).

Art. 5b Inizio dell’assicurazione

1L’as­si­cu­ra­zio­ne è con­ti­nua­ta sen­za in­ter­ru­zio­ne, se la ri­chie­sta è de­po­si­ta­ta en­tro un ter­mi­ne di sei me­si a con­ta­re dal gior­no in cui le con­di­zio­ni dell’ar­ti­co­lo 5 so­no sod­di­sfat­te.

2Do­po la sca­den­za del ter­mi­ne non è più pos­si­bi­le con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne.

Art. 5c Fine dell’assicurazione

1La­vo­ra­to­ri e da­to­ri di la­vo­ro pos­so­no, con re­ci­pro­ca in­te­sa e ri­spet­tan­do un ter­mi­ne di 30 gior­ni, re­ce­de­re dall’as­si­cu­ra­zio­ne per la fi­ne di un me­se ci­vi­le.

2Quan­do il la­vo­ra­to­re cam­bia il da­to­re di la­vo­ro, l’as­si­cu­ra­zio­ne fi­ni­sce. Quan­do il la­vo­ra­to­re cam­bia il da­to­re di la­vo­ro in Sviz­ze­ra, l’as­si­cu­ra­zio­ne con­ti­nua se en­tro sei me­si dall’ini­zio del la­vo­ro è pre­sen­ta­ta una ri­chie­sta in for­ma scrit­ta o tra­mi­te un si­ste­ma d’in­for­ma­zio­ne pre­vi­sto nell’am­bi­to dell’as­sog­get­ta­men­to as­si­cu­ra­ti­vo.1


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 ott. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4057).

II. Persone domiciliate in Svizzera che non sono assicurate in base a una convenzione internazionale

Art. 5d Condizioni d’adesione

Le per­so­ne do­mi­ci­lia­te in Sviz­ze­ra che non so­no as­si­cu­ra­te in ba­se a una con­ven­zio­ne in­ter­na­zio­na­le pos­so­no ade­ri­re all’as­si­cu­ra­zio­ne.1 L’ade­sio­ne de­ve es­se­re di­chia­ra­ta pres­so la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne del Can­to­ne di do­mi­ci­lio.


1 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

Art. 5e Inizio dell’assicurazione

1Se la di­chia­ra­zio­ne di ade­sio­ne è de­po­si­ta­ta en­tro un ter­mi­ne di sei me­si, l’as­si­cu­ra­zio­ne co­min­cia il gior­no in cui la con­ven­zio­ne in­ter­na­zio­na­le ha ef­fet­to.

2Se la di­chia­ra­zio­ne d’ade­sio­ne è de­po­si­ta­ta più tar­di, l’as­si­cu­ra­zio­ne co­min­cia il pri­mo gior­no del me­se che se­gue quel­lo del de­po­si­to del­la di­chia­ra­zio­ne.

Art. 5f Fine dell’assicurazione

1Gli as­si­cu­ra­ti pos­so­no re­ce­de­re dall’as­si­cu­ra­zio­ne per la fi­ne di un me­se ci­vi­le, con un pre­av­vi­so di 30 gior­ni.

2Se, no­no­stan­te dif­fi­da, l’as­si­cu­ra­to non adem­pie i suoi ob­bli­ghi, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne gli in­ti­ma una se­con­da dif­fi­da e gli im­par­ti­sce un ter­mi­ne sup­ple­men­ta­re di 30 gior­ni com­mi­nan­do­gli l’esclu­sio­ne. Al­la sca­den­za del ter­mi­ne inu­ti­liz­za­to, l’as­si­cu­ra­to è esclu­so dall’as­si­cu­ra­zio­ne.1


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

III. Studenti senza attività lucrativa domiciliati all’estero

Art. 5g Diritto alla continuazione dell’assicurazione

Gli stu­den­ti sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va do­mi­ci­lia­ti all’este­ro pos­so­no con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne se so­no sta­ti as­si­cu­ra­ti du­ran­te al­me­no cin­que an­ni con­se­cu­ti­vi im­me­dia­ta­men­te pri­ma dell’ini­zio del­la lo­ro for­ma­zio­ne all’este­ro.

Art. 5h Inizio dell’assicurazione

1L’as­si­cu­ra­zio­ne è con­ti­nua­ta sen­za in­ter­ru­zio­ne se la ri­chie­sta è de­po­si­ta­ta en­tro sei me­si a con­ta­re dall’ini­zio del­la for­ma­zio­ne all’este­ro.

2Do­po la sca­den­za del ter­mi­ne, non è più pos­si­bi­le con­ti­nua­re l’as­si­cu­ra­zio­ne.

Art. 5i Fine dell’assicurazione

1Gli as­si­cu­ra­ti pos­so­no re­ce­de­re dall’as­si­cu­ra­zio­ne per fi­ne di un me­se ci­vi­le, con un pre­av­vi­so di 30 gior­ni.

2L’as­si­cu­ra­to che non ver­sa in­te­ra­men­te il suo con­tri­bu­to an­nuo en­tro il 31 di­cem­bre dell’an­no ci­vi­le è esclu­so con ef­fet­to re­troat­ti­vo dall’as­si­cu­ra­zio­ne. Lo stes­so va­le per l’as­si­cu­ra­to che non inol­tra al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, en­tro il 31 di­cem­bre suc­ces­si­vo, i do­cu­men­ti giu­sti­fi­ca­ti­vi ri­chie­sti. Pri­ma del­la sca­den­za del ter­mi­ne, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne no­ti­fi­ca per rac­co­man­da­ta all’as­si­cu­ra­to una dif­fi­da con la com­mi­na­to­ria dell’esclu­sio­ne.

IV. Persone senza attività lucrativa che accompagnano all’estero il loro coniuge assicurato

Art. 5j Inizio dell’assicurazione

1L’as­si­cu­ra­zio­ne è con­ti­nua­ta sen­za in­ter­ru­zio­ne se la di­chia­ra­zio­ne di ade­sio­ne è de­po­si­ta­ta en­tro sei me­si dal­la par­ten­za all’este­ro.

2Se la di­chia­ra­zio­ne è de­po­si­ta­ta più tar­di, l’as­si­cu­ra­zio­ne co­min­cia il pri­mo gior­no che se­gue quel­lo del de­po­si­to del­la di­chia­ra­zio­ne.

Art. 5k Fine dell’assicurazione

L’ar­ti­co­lo 5i si ap­pli­ca per ana­lo­gia al­le per­so­ne sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va che ac­com­pa­gna­no all’este­ro il lo­ro co­niu­ge as­si­cu­ra­to.

Capo secondo: Contributi

A. Contributi degli assicurati che esercitano un’attività lucrativa

Art. 6 Nozioni del reddito da un’attività lucrativa

1Con ri­ser­va del­le ec­ce­zio­ni in­di­ca­te espres­sa­men­te nel­le di­spo­si­zio­ni che se­guo­no, il red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va com­pren­de qual­sia­si red­di­to in de­na­ro o in na­tu­ra con­se­gui­to nel­la Sviz­ze­ra o all’este­ro con l’eser­ci­zio di un’at­ti­vi­tà, in­clu­si i gua­da­gni ac­ces­so­ri.

2Non so­no con­si­de­ra­ti red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va:

a.1
il sol­do mi­li­ta­re, l’in­den­ni­tà di fun­zio­ne nel­la pro­te­zio­ne ci­vi­le, l’im­por­to per le pic­co­le spe­se per­so­na­li ver­sa­to nel ser­vi­zio ci­vi­le, il sol­do dei pom­pie­ri di mi­li­zia esen­te da im­po­sta ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 24 let­te­ra fbis del­la leg­ge fe­de­ra­le del 14 di­cem­bre 19902 sull’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta (LI­FD) e le in­den­ni­tà ana­lo­ghe al sol­do nei cor­si per mo­ni­to­ri di gio­va­ni ti­ra­to­ri;
b.3
le pre­sta­zio­ni di as­si­cu­ra­zio­ne in ca­so d’in­for­tu­nio, ma­lat­tia o in­va­li­di­tà, ec­cet­tua­te le in­den­ni­tà gior­na­lie­re giu­sta l’ar­ti­co­lo 25 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19594 sull’as­si­cu­ra­zio­ne per l’in­va­li­di­tà (LAI) e l’ar­ti­co­lo 29 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 19925 sull’as­si­cu­ra­zio­ne mi­li­ta­re;
c.6
...
d.7
...
e.8
...
f.9
gli as­se­gni fa­mi­lia­ri ac­cor­da­ti co­me as­se­gni per i fi­gli, la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, l’eco­no­mia do­me­sti­ca, il ma­tri­mo­nio e la na­sci­ta, nell’am­bi­to de­gli usi lo­ca­li o pro­fes­sio­na­li;
g.10
le pre­sta­zio­ni per la for­ma­zio­ne e il per­fe­zio­na­men­to; se ver­sa­te dal da­to­re di la­vo­ro, so­no tut­ta­via esclu­se dal red­di­to da at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va sol­tan­to se la for­ma­zio­ne o il per­fe­zio­na­men­to so­no stret­ta­men­te le­ga­ti all’at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le del be­ne­fi­cia­rio;
h.11
le pre­sta­zio­ni re­go­la­men­ta­ri di isti­tu­zio­ni di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le se il be­ne­fi­cia­rio può pre­ten­der­le per­so­nal­men­te all’in­sor­gen­za dell’even­to as­si­cu­ra­to o al­lo scio­gli­men­to dell’isti­tu­zio­ne di pre­vi­den­za;
i. e k.12...13

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 21 set. 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 6329).
2 RS 642.11
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 set. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2004 (RU 2003 3683).
4 RS 831.20
5 RS 833.1
6 Abro­ga­ta dal n. I dell’O del 15 ott. 2014, con ef­fet­to dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3331).
7 Abro­ga­ta dal n. I dell’O del 31 ago. 1992, con ef­fet­to dal 1° gen. 1993 (RU 1992 1830).
8 Abro­ga­ta dal n. I dell’O del 29 giu. 1983, con ef­fet­to dal 1° gen. 1984 (RU 1983 903).
9 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 143 dell’O del 20 dic. 1982 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 1984 (RU 1983 38).
10 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).
11 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).
12 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 27 mag. 1981, in vi­go­re dal 1° lug. 1981 (RU 1981 538).
13 Abro­ga­te dal n. I dell’O del 18 set. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 6bis

1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 27 mag. 1981 (RU 1981 538). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 18 set. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 6ter Reddito lucrativo realizzato all’estero

So­no ec­cet­tua­ti dal cal­co­lo dei con­tri­bu­ti i red­di­ti d’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va che per­ven­go­no a una per­so­na do­mi­ci­lia­ta nel­la Sviz­ze­ra:

a.2
co­me pro­prie­ta­rio o so­cio di azien­de o di sta­bi­li­men­ti con se­de in uno Sta­to con il qua­le la Sviz­ze­ra non ha con­clu­so una con­ven­zio­ne di si­cu­rez­za so­cia­le;
b.3
co­me or­ga­no di una per­so­na giu­ri­di­ca con se­de in uno Sta­to con il qua­le la Sviz­ze­ra non ha con­clu­so una con­ven­zio­ne di si­cu­rez­za so­cia­le, o
c.4
che pa­ga l’im­po­sta se­con­do il di­spen­dio giu­sta l’ar­ti­co­lo 14 LI­FD5.

1 Ori­gi­na­rio art. 6bis. In­tro­dot­to dal n. I 2 dell’O dell’11 ott. 1972, in vi­go­re dal 1° gen. 1974 (RU 1972 2338).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vi­go­re dal 1° giu. 2002 (RU 2002 1351).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vi­go­re dal 1° giu. 2002 (RU 2002 1351).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).
5 RS 642.11

Art. 6quater Contributi dovuti dagli assicurati dopo il 64° o il 65° anno di età

1I con­tri­bu­ti del­le per­so­ne eser­ci­tan­ti un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va di­pen­den­te do­po il com­pi­men­to dei 64 an­ni, se di ses­so fem­mi­ni­le, o dei 65 an­ni, se di ses­so ma­schi­le, so­no ri­scos­si dal da­to­re di la­vo­ro sol­tan­to sul­la par­te del red­di­to ec­ce­den­te 1400 fran­chi men­si­li o 16 800 fran­chi l’an­no.

2I con­tri­bu­ti del­le per­so­ne eser­ci­tan­ti un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te che han­no com­piu­to i 64 an­ni, se di ses­so fem­mi­ni­le, o i 65 an­ni, se di ses­so ma­schi­le, so­no per­ce­pi­ti sol­tan­to sul­la par­te del red­di­to ec­ce­den­te 16 800 fran­chi l’an­no.


1 Ori­gi­na­rio art. 6ter. In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 23 nov. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2006 (RU 2005 5631).

I. Contributi previsti sul reddito proveniente da un’attività dipendente

Art. 7 Salario
determinante.Elementi

Il sa­la­rio de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti com­pren­de in par­ti­co­la­re:1

a.
il sa­la­rio a tem­po, il sa­la­rio a fat­tu­ra (a cot­ti­mo) e a pre­mi, com­pre­se le in­den­ni­tà per le ore di la­vo­ro sup­ple­men­ta­re, per il la­vo­ro not­tur­no e per le sup­plen­ze;
b.2
le in­den­ni­tà di re­si­den­za e di rin­ca­ro;
c.3
le gra­ti­fi­ca­zio­ni e i pre­mi di fe­del­tà e di pro­du­zio­ne;
cbis.4
i van­tag­gi va­lu­ta­bi­li in de­na­ro de­ri­van­ti dal­le par­te­ci­pa­zio­ni di col­la­bo­ra­to­re; per la de­ter­mi­na­zio­ne del mo­men­to del­la ri­scos­sio­ne dei con­tri­bu­ti e del va­lo­re si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sull’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta;
d.5
i red­di­ti de­gli ac­co­man­dan­ti de­ri­van­ti da un rap­por­to di ser­vi­zio con la so­cie­tà in ac­co­man­di­ta; le par­te­ci­pa­zio­ni dei sa­la­ria­ti6 agli uti­li, nel­la mi­su­ra in cui ta­li pro­ven­ti ec­ce­do­no l’in­te­res­se di un ca­pi­ta­le even­tual­men­te in­ve­sti­to;
e.
le man­ce, qua­lo­ra es­se co­sti­tui­sca­no un ele­men­to im­por­tan­te del­la re­tri­bu­zio­ne del la­vo­ro;
f.
le pre­sta­zio­ni in na­tu­ra re­go­la­ri;
g.
le prov­vi­gio­ni e le com­mis­sio­ni;
h.7
i tan­tiè­mes, le in­den­ni­tà fis­se e i get­to­ni di pre­sen­za ai mem­bri dell’am­mi­ni­stra­zio­ne e de­gli or­ga­ni di­ret­ti­vi del­le per­so­ne giu­ri­di­che;
i.
il red­di­to dei mem­bri del­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li, can­to­na­li e co­mu­na­li;
k.
le spor­tu­le e le in­den­ni­tà fis­se ri­ce­vu­te da as­si­cu­ra­ti la cui at­ti­vi­tà è di­sci­pli­na­ta dal di­rit­to pub­bli­co; so­no ri­ser­va­te le di­spo­si­zio­ni can­to­na­li con­tra­rie;
l.
le ri­mu­ne­ra­zio­ni dei li­be­ri do­cen­ti e de­gli al­tri in­se­gnan­ti re­tri­bui­ti in mo­do ana­lo­go;
m.8
le pre­sta­zio­ni dei da­to­ri di la­vo­ro per la per­di­ta di sa­la­rio su­bi­ta a cau­sa d’in­for­tu­nio o di ma­lat­tia;
n.
le pre­sta­zio­ni ese­gui­te dai da­to­ri di la­vo­ro per com­pen­sa­re la per­di­ta di sa­la­rio su­bì­ta a cau­sa di ser­vi­zio mi­li­ta­re;
o.
le in­den­ni­tà di va­can­za o per i gior­ni fe­sti­vi;
p.9
le pre­sta­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro ri­sul­tan­ti dall’as­sun­zio­ne del pa­ga­men­to del con­tri­bu­to do­vu­to dal sa­la­ria­to all’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà, all’or­di­na­men­to del­le in­den­ni­tà di per­di­ta di gua­da­gno e all’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro la di­soc­cu­pa­zio­ne co­me pu­re del pa­ga­men­to del­le im­po­ste; è ec­cet­tua­ta l’as­sun­zio­ne del pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti do­vu­ti dal sa­la­ria­to sui red­di­ti in na­tu­ra e sui sa­la­ri glo­ba­li;
q.10
le pre­sta­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro al ter­mi­ne del rap­por­to di la­vo­ro, per quan­to non sia­no esclu­se dal sa­la­rio de­ter­mi­nan­te con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 8bis o 8ter. Le ren­di­te so­no con­ver­ti­te in ca­pi­ta­le. L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le al­le­sti­sce a tal fi­ne ta­vo­le vin­co­lan­ti.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972, in vi­go­re dal 1° gen. 1973 (RU 1972 2338).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 21 set. 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 6329).
4 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 21 set. 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 6329).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 1974, in vi­go­re dal 1° gen. 1976 (RU 1974 1594).
6 Nuo­va de­no­mi­na­zio­ne giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420). Di ta­le mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 16 set. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2579).
8 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 30 dic. 1953, in vi­go­re dal 1° gen. 1954 (RU 1954 110).
9 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125).
10 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 27 mag. 1981 (RU 1981 538). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125).

Art. 8 Salario
determinante.Eccezioni

Non so­no com­pre­si nel sa­la­rio de­ter­mi­nan­te:

a.
i con­tri­bu­ti re­go­la­men­ta­ri ver­sa­ti dal da­to­re di la­vo­ro a isti­tu­ti di pre­vi­den­za che adem­pio­no le con­di­zio­ni per l’esen­zio­ne fi­sca­le con­for­me­men­te al­la LI­FD2;
b.
i con­tri­bu­ti ver­sa­ti dal da­to­re la­vo­ro agli as­si­cu­ra­to­ri ma­lat­tia e in­for­tu­ni dei lo­ro sa­la­ria­ti e al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne per la ge­stio­ne de­gli as­se­gni fa­mi­lia­ri, nel­la mi­su­ra in cui tut­ti i sa­la­ria­ti frui­sca­no del­lo stes­so trat­ta­men­to;
c.
le sov­ven­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro in ca­so di mor­te di pa­ren­ti dei sa­la­ria­ti, quel­le per i su­per­sti­ti di que­sti ul­ti­mi, i re­ga­li per giu­bi­lei dell’azien­da, fi­dan­za­men­to, ma­tri­mo­nio e su­pe­ra­men­to di esa­mi pro­fes­sio­na­li;
d.
le pre­sta­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro per le spe­se me­di­che, far­ma­ceu­ti­che, di ospe­da­le e di cu­ra, nel­la mi­su­ra in cui non sia­no co­per­te dall’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria del­le cu­re me­di­co-sa­ni­ta­rie (art. 25–31 del­la LF del 18 mar. 19943 sull’as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie, LA­Mal) e tut­ti i sa­la­ria­ti frui­sca­no del­lo stes­so trat­ta­men­to.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 16 set. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2758).
2 RS 642.11
3 RS 832.10

Art. 8bis Prestazioni sociali in caso di previdenza professionale insufficiente

Nel ca­so di pre­sta­zio­ni ver­sa­te dal da­to­re di la­vo­ro al ter­mi­ne di un rap­por­to di la­vo­ro plu­rien­na­le, dal sa­la­rio de­ter­mi­na­te è esclu­so, per ogni an­no in cui il sa­la­ria­to non era as­si­cu­ra­to nel­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, un im­por­to pa­ri al­la me­tà del­la ren­di­ta mi­ni­ma di vec­chia­ia men­si­le vi­gen­te al mo­men­to del ver­sa­men­to.


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 mag. 1957 (RU 1957 422). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Art. 8ter Prestazioni sociali in caso di licenziamento per motivi aziendali

1Le pre­sta­zio­ni ver­sa­te dal da­to­re di la­vo­ro in ca­so di li­cen­zia­men­to per mo­ti­vi azien­da­li so­no esclu­se dal sa­la­rio de­ter­mi­nan­te fi­no a con­cor­ren­za di un im­por­to pa­ri a quat­tro vol­te e mez­za la ren­di­ta mas­si­ma di vec­chia­ia an­nua.2

2So­no con­si­de­ra­ti mo­ti­vi azien­da­li la chiu­su­ra, la fu­sio­ne e la ri­strut­tu­ra­zio­ne di un’azien­da. Si ha una ri­strut­tu­ra­zio­ne azien­da­le:

a.
quan­do so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni di cui all’ar­ti­co­lo 53b ca­po­ver­so 1 let­te­ra a o b del­la leg­ge fe­de­ra­le del 25 giu­gno 19823 sul­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà per la li­qui­da­zio­ne par­zia­le di un isti­tu­to di pre­vi­den­za che at­tua la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le ob­bli­ga­to­ria; op­pu­re
b.
in ca­so di li­cen­zia­men­to col­let­ti­vo di­sci­pli­na­to da un pia­no so­cia­le.

1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 18 set. 2000 (RU 2000 2629). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 15 ott. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3331).
3 RS 831.40

Art. 8quater Prestazioni versate in casi di rigore

1Le pre­sta­zio­ni di as­si­sten­za straor­di­na­rie ver­sa­te dal da­to­re di la­vo­ro per at­te­nua­re una si­tua­zio­ne di gra­ve dif­fi­col­tà fi­nan­zia­ria del sa­la­ria­to do­vu­ta a mo­ti­vi fa­mi­lia­ri, pro­fes­sio­na­li, di sa­lu­te o di al­tro ti­po so­no esclu­se dal sa­la­rio de­ter­mi­nan­te.

2Vi è una si­tua­zio­ne di gra­ve dif­fi­col­tà fi­nan­zia­ria quan­do la co­per­tu­ra del fab­bi­so­gno vi­ta­le non è ga­ran­ti­ta.

3Il da­to­re di la­vo­ro e il sa­la­ria­to de­vo­no for­ni­re al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne tut­te le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie per va­lu­ta­re la si­tua­zio­ne di gra­ve dif­fi­col­tà fi­nan­zia­ria.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 15 ott. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3331).

Art. 9 Spese generali

1So­no spe­se ge­ne­ra­li quel­le cui il sa­la­ria­to de­ve far fron­te nell’am­bi­to del­la pro­pria at­ti­vi­tà.2 Le in­den­ni­tà per spe­se ge­ne­ra­li non rien­tra­no nel sa­la­rio de­ter­mi­nan­te.3

2Non fan­no par­te del­le spe­se ge­ne­ra­li le in­den­ni­tà pe­rio­di­che per gli spo­sta­men­ti del sa­la­ria­to dal luo­go di do­mi­ci­lio al luo­go di la­vo­ro abi­tua­le e per i pa­sti usua­li pre­si a do­mi­ci­lio o sul luo­go di la­vo­ro abi­tua­le; ta­li in­den­ni­tà rien­tra­no di nor­ma nel sa­la­rio de­ter­mi­nan­te.

3...4


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 16 set. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2758).
2 Cor­re­zio­ne del 5 set. 2017 (RU 2017 4813).
3 Per. in­tro­dot­to dal n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).
4 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 26 set. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

Art. 10

1 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 26 set. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).

Art. 11 Vitto e alloggio

1Il vit­to e l’al­log­gio dei la­vo­ra­to­ri oc­cu­pa­ti nell’azien­da e del per­so­na­le do­me­sti­co so­no va­lu­ta­ti 33 fran­chi il gior­no. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 14.

2Se il da­to­re di la­vo­ro non dà vit­to e al­log­gio com­ple­to, l’im­por­to to­ta­le è ri­par­ti­to co­me se­gue:

fr.

co­la­zio­ne

3.50

pran­zo

10.—

ce­na

8.—

al­log­gio

11.50


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 22 set. 2006, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4141).

Art. 12

1 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 26 set. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).

Art. 13 Reddito in natura di altra specie

Le pre­sta­zio­ni in na­tu­ra di al­tra spe­cie so­no va­lu­ta­te, ca­so per ca­so, dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne se­con­do le cir­co­stan­ze.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 4 lug. 1961, in vi­go­re dal 1° gen. 1962 (RU 1961 517).

Art. 14 Membri della famiglia del capo azienda che lavorano con lui

1Di re­go­la, i con­tri­bu­ti dei mem­bri del­la fa­mi­glia del ca­po azien­da che la­vo­ra­no con lui so­no fis­sa­ti in ba­se al red­di­to in de­na­ro e in na­tu­ra. È ri­ser­va­to l’ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 3 LA­VS.

2Il red­di­to in na­tu­ra dei mem­bri del­la fa­mi­glia del ca­po azien­da che la­vo­ra­no con lui so­no fis­sa­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 11 e 13.

3Nel­la mi­su­ra in cui i red­di­ti in con­tan­ti e in na­tu­ra dei mem­bri del­la fa­mi­glia che la­vo­ra­no con l’eser­cen­te agri­co­lo non rag­giun­ga­no gli im­por­ti qui ap­pres­so, i con­tri­bu­ti so­no cal­co­la­ti in ba­se al sa­la­rio men­si­le glo­ba­le se­guen­te:2

a.
2070 fran­chi per i mem­bri del­la fa­mi­glia che non so­no co­niu­ga­ti;
b.
3060 fran­chi per i fa­mi­lia­ri co­niu­ga­ti; se am­be­due i co­niu­gi la­vo­ra­no a tem­po pie­no nell’azien­da, l’im­por­to fis­sa­to al­la let­te­ra a fa sta­to per ognu­no di es­si.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 22 set. 2006, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4141).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 15 Mance

1 e 2...2

3Le man­ce ver­sa­te ai sa­la­ria­ti d’im­pre­se di tra­spor­to van­no cal­co­la­te nel sa­la­rio de­ter­mi­nan­te sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui so­no as­sog­get­ta­te ai con­tri­bu­ti do­vu­ti all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria con­tro gli in­for­tu­ni.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 Abro­ga­ti dal n. I dell’O del 7 dic. 1981, con ef­fet­to dal 1° gen. 1982 (RU 1981 2042).

Art. 16 Contributi dei lavoratori i cui datori di lavoro non sono tenuti a pagare i contributi

Per la fis­sa­zio­ne e la de­ter­mi­na­zio­ne dei con­tri­bu­ti si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 22–27. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 6 ca­po­ver­so 2 LA­VS.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 1982 (RU 2011 4759).

II. Contributi prelevati sul reddito proveniente da un’attività indipendente

1. In generale

Art. 17 Nozione di reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente

So­no con­si­de­ra­ti red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 1 LA­VS tut­ti i red­di­ti con­se­gui­ti in pro­prio da un’azien­da com­mer­cia­le, in­du­stria­le, ar­ti­gia­na­le, agri­co­la o sil­vi­co­la, dall’eser­ci­zio di una pro­fes­sio­ne li­be­ra­le o da qual­sia­si al­tra at­ti­vi­tà com­pre­si gli uti­li in ca­pi­ta­le e gli uti­li rea­liz­za­ti con il tra­sfe­ri­men­to di ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li giu­sta l’ar­ti­co­lo 18 ca­po­ver­so 2 LI­FD2 e gli uti­li con­se­gui­ti con l’alie­na­zio­ne di fon­di agri­co­li e sil­vi­co­li giu­sta l’ar­ti­co­lo 18 ca­po­ver­so 4 LI­FD, ec­cet­to i red­di­ti da par­te­ci­pa­zio­ni di­chia­ra­ti qua­li so­stan­za com­mer­cia­le giu­sta l’ar­ti­co­lo 18 ca­po­ver­so 2 LI­FD.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
2 RS 642.11

Art. 18 Deduzioni dal reddito

1Per di­stin­gue­re e de­ter­mi­na­re le de­du­zio­ni am­mes­se in con­for­mi­tà dell’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­re a–e LA­VS, so­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni in ma­te­ria di im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta.

1bisLe per­di­te com­mer­cia­li se­con­do l’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­ra c LA­VS pos­so­no es­se­re de­dot­te, se so­no sta­te su­bi­te e al­li­bra­te nell’an­no di con­tri­bu­zio­ne cor­ri­spon­den­te e in quel­lo im­me­dia­ta­men­te pre­ce­den­te.2

2Il tas­so d’in­te­res­se di cui all’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­ra f LA­VS equi­va­le al ren­di­men­to me­dio an­nuo dei pre­sti­ti in fran­chi sviz­ze­ri dei de­bi­to­ri sviz­ze­ri che non so­no en­ti pub­bli­ci, con­for­me­men­te al­la sta­ti­sti­ca del­la Ban­ca na­zio­na­le sviz­ze­ra, ar­ro­ton­da­to al mez­zo pun­to per­cen­tua­le su­pe­rio­re o in­fe­rio­re. Il ca­pi­ta­le pro­prio è ar­ro­ton­da­to al mul­ti­plo di 1000 fran­chi im­me­dia­ta­men­te su­pe­rio­re.3


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
2 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 19 Reddito di poco conto proveniente da attività indipendenti esercitate a titolo accessorio

Se il red­di­to pro­ve­nien­te da at­ti­vi­tà in­di­pen­den­ti eser­ci­ta­te a ti­to­lo ac­ces­so­rio non su­pe­ra 2300 fran­chi per an­no ci­vi­le, il con­tri­bu­to è per­ce­pi­to sol­tan­to a ri­chie­sta dell’as­si­cu­ra­to.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

Art. 20 Persone tenute a pagare i contributi

1I con­tri­bu­ti pre­le­va­ti sul red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te con­se­gui­to in un’azien­da de­vo­no es­se­re pa­ga­ti dal pro­prie­ta­rio e, in ca­so di af­fit­to o di usu­frut­to, dall’af­fit­tua­rio o dall’usu­frut­tua­rio. In ca­so di dub­bio, de­ve ver­sa­re i con­tri­bu­ti chi è te­nu­to a pa­ga­re le im­po­ste sul red­di­to en­tran­te in li­nea di con­to o, se que­st’ul­ti­mo non è sog­get­to all’im­po­sta, chi con­du­ce l’azien­da per con­to pro­prio.

2...1

3I mem­bri di so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo, di so­cie­tà in ac­co­man­di­ta e di al­tre so­cie­tà di per­so­ne, che per­se­guo­no uno sco­po lu­cra­ti­vo e non han­no per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca, de­vo­no pa­ga­re i con­tri­bu­ti sul­la lo­ro par­te del red­di­to del­la col­let­ti­vi­tà.2


1 Abro­ga­to dal n. I del DCF del 10 mag. 1957, con ef­fet­to dal 1° gen. 1957 (RU 1957 422).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 13 set. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1996 (RU 1995 4376).

Art. 21 Tavola scalare dei contributi per le persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente

1Se il red­di­to con­se­gui­to con un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te am­mon­ta al­me­no a 9600 fran­chi an­nui, ma è in­fe­rio­re a 57 400 fran­chi an­nui, i con­tri­bu­ti so­no cal­co­la­ti co­me se­gue:

Red­di­to an­nuo dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va

Tas­so del con­tri­bu­to in per­cen­tua­le del red­di­to dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va

di al­me­no fr.

ma in­fe­rio­re a fr.

9 600

17 400

4,35

17 400

21 400

4,45

21 400

23 800

4,55

23 800

26 200

4,65

26 200

28 600

4,75

28 600

31 000

4,85

31 000

33 400

5,05

33 400

35 800

5,25

35 800

38 200

5,45

38 200

40 600

5,65

40 600

43 000

5,85

43 000

45 400

6,05

45 400

47 800

6,35

47 800

50 200

6,65

50 200

52 600

6,95

52 600

55 000

7,25

55 000

57 400

7,55

2Se il red­di­to com­pu­ta­bi­le ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 6qua­ter è in­fe­rio­re a 9600 fran­chi, l’as­si­cu­ra­to de­ve pa­ga­re un con­tri­bu­to del 4,35 per cen­to.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 14 ott. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4605).

2. Fissazione e determinazione dei contributi

Art. 22 Anno di contribuzione e calcolo dei contributi nel tempo

1I con­tri­bu­ti so­no fis­sa­ti per cia­scun an­no di con­tri­bu­zio­ne. Per an­no di con­tri­bu­zio­ne si in­ten­de l’an­no ci­vi­le.

2Per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­nan­ti il red­di­to se­con­do il ri­sul­ta­to dell’eser­ci­zio com­mer­cia­le chiu­so nell’an­no di con­tri­bu­zio­ne e il ca­pi­ta­le pro­prio in­ve­sti­to nell’azien­da al­la fi­ne dell’eser­ci­zio com­mer­cia­le.2

3Se l’eser­ci­zio com­mer­cia­le non cor­ri­spon­de all’an­no di con­tri­bu­zio­ne, il red­di­to non è ri­par­ti­to su­gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 4.3

4Se in un an­no di con­tri­bu­zio­ne non si è pro­ce­du­to al­la chiu­su­ra dei con­ti, il red­di­to dell’eser­ci­zio com­mer­cia­le va ri­par­ti­to su­gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne con­for­me­men­te al­la sua du­ra­ta.

5Il red­di­to non è con­ver­ti­to in red­di­to an­nuo.4


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).

Art. 23 Determinazione del reddito e del capitale proprio

1Le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li sta­bi­li­sco­no il red­di­to de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti in ba­se al­la tas­sa­zio­ne dell’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta, pas­sa­ta in giu­di­ca­to, e il ca­pi­ta­le pro­prio in­ve­sti­to nell’azien­da in ba­se al­la cor­ri­spon­den­te tas­sa­zio­ne dell’im­po­sta can­to­na­le, pas­sa­ta in giu­di­ca­to e ade­gua­ta ai va­lo­ri di ri­par­ti­zio­ne in­ter­can­to­na­li.2

2In di­fet­to di una tas­sa­zio­ne dell’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta pas­sa­ta in giu­di­ca­to, gli ele­men­ti fi­sca­li de­ter­mi­nan­ti so­no de­sun­ti dal­la tas­sa­zio­ne dell’im­po­sta can­to­na­le sul red­di­to e, in man­can­za di es­sa, dal­la di­chia­ra­zio­ne con­trol­la­ta d’im­po­sta fe­de­ra­le di­ret­ta.3

3Nei ca­si di pro­ce­du­ra per sot­tra­zio­ne d’im­po­sta, i ca­po­ver­si 1 e 2 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.4

4Le in­di­ca­zio­ni for­ni­te dal­le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li so­no vin­co­lan­ti per le cas­se di com­pen­sa­zio­ne.

5Se le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li non pos­so­no co­mu­ni­ca­re il red­di­to, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne de­vo­no va­lu­ta­re il red­di­to de­ter­mi­nan­te per sta­bi­li­re il con­tri­bu­to e il ca­pi­ta­le pro­prio in­ve­sti­to nell’azien­da fon­dan­do­si sui da­ti a lo­ro di­spo­si­zio­ne. Gli as­si­cu­ra­ti de­vo­no da­re le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne e, se ri­chie­sto, pre­sen­ta­re i giu­sti­fi­ca­ti­vi.5


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 19 nov. 1965, in vi­go­re dal 1° gen. 1966 (RU 1965 1019).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 22 set. 2006, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4141).
5 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 24 Contributi d’acconto

1Nell’an­no di con­tri­bu­zio­ne cor­ren­te, le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti de­vo­no pa­ga­re con­tri­bu­ti d’ac­con­to a sca­den­ze pe­rio­di­che.

2Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne sta­bi­li­sco­no i con­tri­bu­ti d’ac­con­to sul­la ba­se del red­di­to pre­su­mi­bi­le dell’an­no di con­tri­bu­zio­ne. Pos­so­no fon­dar­si sul red­di­to de­ter­mi­nan­te per l’ul­ti­ma de­ci­sio­ne di fis­sa­zio­ne dei con­tri­bu­ti, sal­vo che la per­so­na te­nu­ta a pa­ga­re i con­tri­bu­ti ren­da ve­ro­si­mi­le che det­to red­di­to non cor­ri­spon­de ma­ni­fe­sta­men­te al red­di­to pre­su­mi­bi­le.

3Se du­ran­te o do­po l’an­no di con­tri­bu­zio­ne ri­sul­ta che il red­di­to di­ver­ge so­stan­zial­men­te dal red­di­to pre­su­mi­bi­le, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne ade­gua­no i con­tri­bu­ti d’ac­con­to.

4Le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti de­vo­no da­re al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per la fis­sa­zio­ne dei con­tri­bu­ti d’ac­con­to, pre­sen­ta­re, se ri­chie­sto, i giu­sti­fi­ca­ti­vi e se­gna­la­re le di­ver­gen­ze so­stan­zia­li dal red­di­to pre­su­mi­bi­le.

5Se en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to non ven­go­no da­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie, non ven­go­no pre­sen­ta­ti i giu­sti­fi­ca­ti­vi o non ven­go­no pa­ga­ti i con­tri­bu­ti d’ac­con­to, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne fis­sa­no i con­tri­bu­ti d’ac­con­to do­vu­ti in una de­ci­sio­ne.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 25 Fissazione e compensazione

1Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne fis­sa­no i con­tri­bu­ti do­vu­ti per l’an­no di con­tri­bu­zio­ne in una de­ci­sio­ne e pro­ce­do­no al­la com­pen­sa­zio­ne con i con­tri­bu­ti d’ac­con­to pa­ga­ti.

2I con­tri­bu­ti non ver­sa­ti da­gli as­si­cu­ra­ti van­no pa­ga­ti en­tro 30 gior­ni a con­ta­re dal­la fat­tu­ra­zio­ne.

3Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne de­vo­no re­sti­tui­re o com­pen­sa­re i con­tri­bu­ti non do­vu­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 26

1 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 27 Comunicazione delle autorità fiscali

1Per le per­so­ne eser­ci­tan­ti un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te a es­se af­fi­lia­te, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne do­man­da­no al­le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie al cal­co­lo dei con­tri­bu­ti. L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le ema­na di­ret­ti­ve in me­ri­to al­le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie e al­la pro­ce­du­ra di no­ti­fi­ca.2

2Le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li tra­smet­to­no man ma­no le in­di­ca­zio­ni per ogni an­no fi­sca­le al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne.

3L’au­to­ri­tà fi­sca­le can­to­na­le che non ha ri­ce­vu­to nes­su­na do­man­da di co­mu­ni­ca­zio­ne per una per­so­na eser­ci­tan­te un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te il cui red­di­to può es­se­re sta­bi­li­to con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 23 tra­smet­te spon­ta­nea­men­te gli ele­men­ti di cal­co­lo al­la cas­sa can­to­na­le di com­pen­sa­zio­ne. Que­sta li inol­tra, ove oc­cor­ra, al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te.

4Per ogni per­so­na eser­ci­tan­te un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, le au­to­ri­tà fi­sca­li che tra­smet­to­no le co­mu­ni­ca­zio­ni at­tra­ver­so la piat­ta­for­ma in­for­ma­ti­ca e di co­mu­ni­ca­zio­ne cen­tra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne Se­dex ri­ce­vo­no per ogni an­no di con­tri­bu­zio­ne un’in­den­ni­tà di 7 fran­chi pre­le­va­ta dal Fon­do di com­pen­sa­zio­ne dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti. L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le cal­co­la le in­den­ni­tà per le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li in­te­res­sa­te.3


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

B. Contributi delle persone che non esercitano un’attività lucrativa

Art. 28 Calcolo dei contributi

1Per le per­so­ne che non eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va e per le qua­li non è pre­vi­sto il con­tri­bu­to mi­ni­mo an­nuo di 413 fran­chi (art. 10 cpv. 2 LA­VS), i con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­na­ti in ba­se al­la so­stan­za e al red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta. Le ren­di­te giu­sta gli ar­ti­co­li 36 e 39 LAI2 non rien­tra­no nel red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta. I con­tri­bu­ti so­no cal­co­la­ti nel mo­do se­guen­te:

So­stan­za o red­di­to an­nuo con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta mol­ti­pli­ca­to per 20 Fran­chi

Con­tri­bu­to an­nuo Fran­chi

Sup­ple­men­to per ogni 50 000 fran­chi di so­stan­za o di red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta mol­ti­pli­ca­to per 20

me­no di

300 000

413

300 000

435

87

1 750 000

2 958

130,50

8 550 000 e ol­tre

20 650

– .3

2Se la per­so­na che non eser­ci­ta un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va di­spo­ne con­tem­po­ra­nea­men­te di so­stan­za e di una ren­di­ta, l’im­por­to an­nuo del­la ren­di­ta mol­ti­pli­ca­to per 20 va ad­di­zio­na­to al­la so­stan­za.

3Per il cal­co­lo del con­tri­bu­to, la so­stan­za e l’im­por­to del red­di­to an­nuo con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta mol­ti­pli­ca­to per 20 de­vo­no es­se­re ar­ro­ton­da­ti ai 50 000 fran­chi in­fe­rio­ri.4

4Se una per­so­na co­niu­ga­ta de­ve pa­ga­re con­tri­bu­ti co­me per­so­na sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, i suoi con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­na­ti in ba­se al­la me­tà del­la so­stan­za e del red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta dei co­niu­gi. Que­sta di­spo­si­zio­ne si ap­pli­ca an­che a tut­to l’an­no ci­vi­le in cui è sta­to con­clu­so il ma­tri­mo­nio. Per tut­to l’an­no ci­vi­le du­ran­te il qua­le è sta­to pro­nun­cia­to il di­vor­zio, i con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­na­ti se­con­do il ca­po­ver­so 1. Que­st’ul­ti­mo si ap­pli­ca pu­re al pe­rio­do suc­ces­si­vo al de­ces­so del co­niu­ge.5

4bis...6

5I co­niu­gi sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, i cui con­tri­bu­ti non so­no con­si­de­ra­ti pa­ga­ti (art. 3 cpv. 3 LA­VS), de­vo­no an­nun­ciar­si pres­so la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te.7

6Gli as­si­cu­ra­ti che ri­ce­vo­no pre­sta­zio­ni in vir­tù del­la leg­ge fe­de­ra­le del 6 ot­to­bre 20068 sul­le pre­sta­zio­ni com­ple­men­ta­ri all’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà ver­sa­no il con­tri­bu­to mi­ni­mo a me­no che nel cal­co­lo del­le pre­sta­zio­ni com­ple­men­ta­ri an­nue la pre­sa in con­si­de­ra­zio­ne del con­tri­bu­to mi­ni­mo non ca­gio­ni un’ec­ce­den­za di red­di­ti.9


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 giu. 1985, in vi­go­re dal 1° gen. 1986 (RU 1985 913).
2 RS 831.20
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 14 ott. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 4605).
4RU 2000 701
5 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995 (RU 1996 668, 2000 701). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 20 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3337).
6 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 20 set. 2002 (RU 2002 3337). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 19 ott. 2011, con ef­fet­to dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).
7 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
8 RS 831.30
9 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

Art. 28bis Persone la cui attività lucrativa non è durevolmente esercitata a tempo pieno

1Le per­so­ne la cui at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va non è eser­ci­ta­ta du­re­vol­men­te a tem­po pie­no pa­ga­no i con­tri­bu­ti co­me se fos­se­ro sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va se, nel cor­so di un an­no ci­vi­le, i con­tri­bu­ti pa­ga­ti a ti­to­lo di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, ag­giun­ti a quel­li del da­to­re di la­vo­ro, non rag­giun­go­no al­me­no la me­tà del con­tri­bu­to do­vu­to giu­sta l’ar­ti­co­lo 28. I lo­ro con­tri­bu­ti pa­ga­ti sul red­di­to di2 una at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va de­vo­no in tut­ti i ca­si rag­giun­ge­re il con­tri­bu­to mi­ni­mo se­con­do l’ar­ti­co­lo 28.

2Se l’as­si­cu­ra­to è as­sog­get­ta­to co­me per­so­na sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, è ap­pli­ca­bi­le l’ar­ti­co­lo 30.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 giu. 1985, in vi­go­re dal 1° gen. 1986 (RU 1985 913).
2 RU 1985 1449

Art. 29 Anno di contribuzione e basi di calcolo

1I con­tri­bu­ti so­no fis­sa­ti per cia­scun an­no di con­tri­bu­zio­ne. Per an­no di con­tri­bu­zio­ne si in­ten­de l’an­no ci­vi­le.

2I con­tri­bu­ti so­no cal­co­la­ti sul red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta du­ran­te l’an­no di con­tri­bu­zio­ne e sul­la so­stan­za al 31 di­cem­bre. Il red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta non è con­ver­ti­to in red­di­to an­nuo. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 6.2

3Le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li sta­bi­li­sco­no la so­stan­za de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti in ba­se al­la cor­ri­spon­den­te tas­sa­zio­ne can­to­na­le pas­sa­ta in giu­di­ca­to. Ten­go­no con­to dei va­lo­ri di ri­par­to in­ter­can­to­na­li.

4La de­ter­mi­na­zio­ne del red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta in­com­be al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne, che si av­val­go­no del­la col­la­bo­ra­zio­ne del­le au­to­ri­tà fi­sca­li can­to­na­li.

5L’im­por­to del­le spe­se sti­ma­to per il cal­co­lo dell’im­po­sta se­con­do il di­spen­dio giu­sta l’ar­ti­co­lo 14 LI­FD3 de­ve es­se­re equi­pa­ra­to al red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta. La cor­ri­spon­den­te tas­sa­zio­ne re­la­ti­va a que­st’im­po­sta è vin­co­lan­te per le cas­se di com­pen­sa­zio­ne.

6Se l’ob­bli­go di con­tri­bu­zio­ne non du­ra tut­to l’an­no, i con­tri­bu­ti so­no ri­scos­si pro­por­zio­nal­men­te al­la sua du­ra­ta. Per il cal­co­lo dei con­tri­bu­ti so­no de­ter­mi­nan­ti il red­di­to con­se­gui­to in for­ma di ren­di­ta con­ver­ti­to in red­di­to an­nuo e la so­stan­za sta­bi­li­ta dal­le au­to­ri­tà fi­sca­li per l’an­no ci­vi­le in que­stio­ne. Su ri­chie­sta dell’as­si­cu­ra­to è tut­ta­via con­si­de­ra­ta la so­stan­za al­la fi­ne dell’ob­bli­go con­tri­bu­ti­vo, qua­lo­ra que­sta si sco­sti con­si­de­re­vol­men­te da quel­la sta­bi­li­ta dal­le au­to­ri­tà fi­sca­li.4

7Per il re­sto, gli ar­ti­co­li 22–27 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia al­la fis­sa­zio­ne e al­la de­ter­mi­na­zio­ne dei con­tri­bu­ti. L’in­den­ni­tà di cui all’ar­ti­co­lo 27 ca­po­ver­so 4 è cor­ri­spo­sta per ogni per­so­na sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va te­nu­ta a ver­sa­re più del con­tri­bu­to mi­ni­mo.5


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).
3 RS 642.11
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4711).
5 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 26 set. 2008 (RU 2008 4711). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Art. 29bis Notifica degli studenti da parte degli istituti scolastici

1L’isti­tu­to sco­la­sti­co no­ti­fi­ca al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te, se­con­do l’ar­ti­co­lo 118 ca­po­ver­so 3, il no­me, la da­ta di na­sci­ta, l’in­di­riz­zo, lo sta­to ci­vi­le, il nu­me­ro di as­si­cu­ra­to e la cit­ta­di­nan­za de­gli stu­den­ti che han­no com­piu­to 20 an­ni nel cor­so dell’an­no ci­vi­le pre­ce­den­te.

2L’isti­tu­to sco­la­sti­co ri­cer­ca i da­ti men­zio­na­ti nel ca­po­ver­so 1 pres­so gli stu­den­ti e li tra­smet­te al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne al­le­gan­do even­tual­men­te do­cu­men­ti at­te­stan­ti che lo stu­den­te ha eser­ci­ta­to un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va. L’isti­tu­to in­for­ma gli stu­den­ti del­la tra­smis­sio­ne del­le in­for­ma­zio­ni ot­te­nu­te.

3Se la for­ma­zio­ne du­ra me­no di un an­no, la no­ti­fi­ca de­ve es­se­re ef­fet­tua­ta al più tar­di due me­si do­po l’ini­zio del­la for­ma­zio­ne. Quan­do la for­ma­zio­ne si esten­de su pa­rec­chi an­ni, la no­ti­fi­ca è ef­fet­tua­ta una vol­ta all’an­no, ma al più tar­di al ter­mi­ne dell’an­no ci­vi­le cor­ri­spon­den­te.

4Se per fre­quen­ta­re l’isti­tu­to è ne­ces­sa­rio che lo stu­den­te deb­ba eser­ci­ta­re un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, l’ob­bli­go di no­ti­fi­ca de­ca­de.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 29ter Riscossione dei contributi da parte degli istituti scolastici

1La ri­scos­sio­ne dei con­tri­bu­ti può es­se­re af­fi­da­ta a un isti­tu­to sco­la­sti­co se es­so con­clu­de con la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne un ac­cor­do scrit­to me­dian­te il qua­le s’im­pe­gna:

a.
ad agi­re in no­me del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne e se­con­do le di­spo­si­zio­ni le­ga­li;
b.
a ri­spet­ta­re la di­vi­sio­ne del la­vo­ro con­ve­nu­ta tra la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne e l’isti­tu­to sco­la­sti­co;
c.
ad au­to­riz­za­re la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne a con­sul­ta­re i do­cu­men­ti de­ter­mi­nan­ti in ca­so di di­sac­cor­do.

2Se l’isti­tu­to sco­la­sti­co non può ga­ran­ti­re la ri­scos­sio­ne dei con­tri­bu­ti, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne scio­glie l’ac­cor­do.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 30 Imputazione, dei contributi versati, al reddito di un’attività lucrativa

1Gli as­si­cu­ra­ti, con­si­de­ra­ti per un an­no ci­vi­le co­me per­so­ne sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, pos­so­no chie­de­re che i con­tri­bu­ti pa­ga­ti per l’an­no in que­stio­ne sul red­di­to di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va ven­ga­no im­pu­ta­ti a quel­li che pa­ga­no in qua­li­tà di per­so­ne sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.2

2Gli as­si­cu­ra­ti, sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, che chie­do­no l’im­pu­ta­zio­ne, de­vo­no com­pro­va­re il ver­sa­men­to di con­tri­bu­ti sul red­di­to di un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne cui so­no af­fi­lia­ti co­me per­so­ne sen­za at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va.

3...3


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 Cor­re­zio­ne del 16 giu. 2020 (RU 2020 2185).
3 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 16 set. 1996, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2758).

C. Riduzione e condono dei contributi delle persone che esercitano un’attività lucrativa indipendente e delle persone che non esercitano un’attività lucrativa

Art. 31 Riduzione dei contributi

1Chi in­ten­de chie­de­re la ri­du­zio­ne dei suoi con­tri­bu­ti, de­ve pre­sen­ta­re al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne cui è af­fi­lia­to una do­man­da scrit­ta, cor­re­da­ta dei do­cu­men­ti giu­sti­fi­ca­ti­vi ne­ces­sa­ri e ren­de­re ve­ro­si­mi­le che non si può esi­ge­re da lui il pa­ga­men­to del con­tri­bu­to in­tie­ro.2

2La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne ac­cor­da la ri­du­zio­ne do­po aver fat­to le in­da­gi­ni ne­ces­sa­rie. ...3.4


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 20 apr. 1951, in vi­go­re dal 1° gen. 1951 (RU 1951 392).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 20 apr. 1951, in vi­go­re dal 1° gen. 1951 (RU 1951 392).
3 Per. abro­ga­to dal n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972, con ef­fet­to dal 1° gen. 1973 (RU 1972 2338).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 4 lug. 1961, in vi­go­re dal 1° gen. 1962 (RU 1961 517).

Art. 32 Condono dei contributi

1Le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti che, con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 11 ca­po­ver­so 2 LA­VS, do­man­da­no il con­do­no, de­vo­no pre­sen­ta­re una do­man­da scrit­ta e mo­ti­va­ta al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne cui es­se so­no af­fi­lia­te; la cas­sa tra­smet­te la do­man­da all’au­to­ri­tà de­si­gna­ta dal Can­to­ne di do­mi­ci­lio, af­fin­ché que­sta pos­sa espri­me­re il suo pa­re­re.

2La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ci­de del­la do­man­da di con­do­no in ba­se al pa­re­re dell’au­to­ri­tà de­si­gna­ta dal Can­to­ne di do­mi­ci­lio. Il con­do­no può es­se­re ac­cor­da­to per il pe­rio­do di due an­ni al mas­si­mo.

3Una co­pia del­la de­ci­sio­ne di con­do­no dev’es­se­re no­ti­fi­ca­ta al Can­to­ne di do­mi­ci­lio; que­sto può fa­re op­po­si­zio­ne ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 52 LP­GA o im­pu­gna­re la de­ci­sio­ne in con­for­mi­tà agli ar­ti­co­li 56 e 62 LP­GA.1

4...2


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
2 Abro­ga­to dal n. I del DCF del 10 mag. 1957, con ef­fet­to dal 1° gen. 1957 (RU 1957 422).

D. Contributi dei datori di lavoro

Art. 33 Eccezioni all’obbligo di pagare i contributi

Non so­no te­nu­ti a pa­ga­re i con­tri­bu­ti in qua­li­tà di da­to­ri di la­vo­ro:

a.2
le mis­sio­ni di­plo­ma­ti­che, le mis­sio­ni per­ma­nen­ti o al­tre rap­pre­sen­tan­ze pres­so or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­go­ver­na­ti­ve, le mis­sio­ni spe­cia­li, non­ché i po­sti con­so­la­ri di cui all’ar­ti­co­lo 2 del­la leg­ge del 22 giu­gno 20073 sul­lo Sta­to ospi­te;
b.4
i be­ne­fi­cia­ri isti­tu­zio­na­li di pri­vi­le­gi, im­mu­ni­tà e fa­ci­li­ta­zio­ni di cui all’ar­ti­co­lo 2 ca­po­ver­so 1 let­te­re a, b, i, j, k, l e m del­la leg­ge del 22 giu­gno 2007 sul­lo Sta­to ospi­te con i qua­li il Con­si­glio fe­de­ra­le ha con­clu­so un ac­cor­do di se­de;
c.
le am­mi­ni­stra­zio­ni pub­bli­che e le im­pre­se di tra­spor­to de­gli Sta­ti este­ri.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).
3 RS 192.12
4 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 14 dell’O del 7 dic. 2007 sul­lo Sta­to ospi­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 6657).

E. Riscossione dei contributi

I. In generale

Art. 34 Periodi di pagamento

1De­vo­no pa­ga­re i con­tri­bu­ti al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne:

a.
i da­to­ri di la­vo­ro, ogni me­se o, se la som­ma dei sa­la­ri non su­pe­ra i 200 000 fran­chi, ogni tri­me­stre;
b.
le per­so­ne eser­ci­tan­ti un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, le per­so­ne che non eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va e i sa­la­ria­ti il cui da­to­re di la­vo­ro non è te­nu­to a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, di re­go­la ogni tri­me­stre;
c.2
i da­to­ri di la­vo­ro che ap­pli­ca­no la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 del­la leg­ge del 17 giu­gno 20053 con­tro il la­vo­ro ne­ro (LLN), una vol­ta all’an­no.

2In ca­si mo­ti­va­ti, per le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re con­tri­bu­ti se­con­do il ca­po­ver­so 1 let­te­re a e b il cui con­tri­bu­to an­nuo ver­sa­to all’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà e all’in­den­ni­tà per per­di­ta di gua­da­gno non su­pe­ra i 3000 fran­chi, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può sta­bi­li­re pe­rio­di di pa­ga­men­to più lun­ghi ma non su­pe­rio­ri a un an­no.4

3I con­tri­bu­ti de­vo­no es­se­re pa­ga­ti en­tro die­ci gior­ni dal­la sca­den­za del pe­rio­do di pa­ga­men­to. In ca­so di pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 LLN, i con­tri­bu­ti van­no pa­ga­ti en­tro 30 gior­ni a con­ta­re dal­la fat­tu­ra­zio­ne.5


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
2 In­tro­dot­ta dall’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).
3 RS 822.41
4 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

Art. 34a Diffida di pagamento dei contributi e per il regolamento dei conti

1Le per­so­ne che non pa­ga­no i con­tri­bu­ti ai qua­li so­no te­nu­te o non con­se­gna­no il con­teg­gio re­la­ti­vo ai con­tri­bu­ti pa­ri­ta­ri en­tro i ter­mi­ni pre­scrit­ti, de­vo­no es­se­re im­me­dia­ta­men­te dif­fi­da­te per scrit­to dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne.

2Con la dif­fi­da è ad­dos­sa­ta all’in­te­res­sa­to una tas­sa da 20 a 200 fran­chi.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 34b Dilazione di pagamento

1Se un de­bi­to­re di con­tri­bu­ti ren­de ve­ro­si­mi­le che si tro­va in dif­fi­col­tà fi­nan­zia­rie, si im­pe­gna a ver­sa­re re­go­lar­men­te ac­con­ti ed ese­gue im­me­dia­ta­men­te il pri­mo pa­ga­men­to, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può con­ce­der­gli una di­la­zio­ne di pa­ga­men­to, sem­pre­ché ab­bia fon­da­te ra­gio­ni d’am­met­te­re che gli ac­con­ti suc­ces­si­vi e i con­tri­bu­ti cor­ren­ti po­tran­no es­se­re pa­ga­ti pun­tual­men­te.

2La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne fis­sa per scrit­to le con­di­zio­ni di pa­ga­men­to, se­gna­ta­men­te l’im­por­to de­gli ac­con­ti e i ter­mi­ni di pa­ga­men­to, te­nen­do con­to del­la par­ti­co­la­re si­tua­zio­ne del de­bi­to­re.

3La di­la­zio­ne con­ces­sa de­ca­de au­to­ma­ti­ca­men­te se non so­no os­ser­va­te le con­di­zio­ni di pa­ga­men­to. La con­ces­sio­ne del­la di­la­zio­ne di pa­ga­men­to va­le co­me dif­fi­da ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 34a, se que­st’ul­ti­ma non è sta­ta an­co­ra emes­sa.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 34c Contributi irrecuperabili

1Se l’ese­cu­zio­ne pro­mos­sa con­tro un de­bi­to­re di con­tri­bu­ti è ri­ma­sta sen­za suc­ces­so o se ap­pa­re evi­den­te che sa­rà in­frut­tuo­sa e se non può es­se­re ope­ra­ta una com­pen­sa­zio­ne, la cas­sa di­chia­ra ir­re­cu­pe­ra­bi­li i con­tri­bu­ti do­vu­ti. Se più tar­di il de­bi­to­re di­ven­ta sol­ven­te, de­ve es­se­re ri­chie­sto il pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti di­chia­ra­ti ir­re­cu­pe­ra­bi­li.

2Se è di­chia­ra­ta ir­re­cu­pe­ra­bi­le so­lo una par­te del cre­di­to, l’im­por­to ri­scos­so è im­pu­ta­to, de­dot­te le even­tua­li spe­se di ese­cu­zio­ne, an­zi­tut­to ai con­tri­bu­ti dei sa­la­ria­ti e suc­ces­si­va­men­te, in mi­su­ra pro­por­zio­na­le agli al­tri cre­di­ti col­lo­ca­ti nel­la se­con­da clas­se se­con­do l’ar­ti­co­lo 219 del­la leg­ge fe­de­ra­le dell’11 apri­le 18892 sull’ese­cu­zio­ne e sul fal­li­men­to (LEF).3


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
2 RS 281.1
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2824).

II. Contributi paritari

Art. 34d Salario di poco conto

1Se il sa­la­rio de­ter­mi­nan­te non su­pe­ra 2300 fran­chi per an­no ci­vi­le e per da­to­re di la­vo­ro, il con­tri­bu­to è per­ce­pi­to sol­tan­to a ri­chie­sta dell’as­si­cu­ra­to.2

2I con­tri­bu­ti de­vo­no es­se­re ver­sa­ti in ogni ca­so:

a.
sul sa­la­rio de­ter­mi­nan­te del­le per­so­ne im­pie­ga­te nel­le eco­no­mie do­me­sti­che; so­no ec­cet­tua­ti, sal­vo se gli as­si­cu­ra­ti esi­go­no il ver­sa­men­to dei con­tri­bu­ti, i sa­la­ri:
1.
con­se­gui­ti fi­no al 31 di­cem­bre dell’an­no in cui es­se com­pio­no il 25° an­no d’età, e
2.
non su­pe­rio­ri a 750 fran­chi per da­to­re di la­vo­ro e per an­no ci­vi­le;
b.
sul sa­la­rio de­ter­mi­nan­te del­le per­so­ne im­pie­ga­te da pro­dut­to­ri di dan­za e di tea­tro, or­che­stre, pro­dut­to­ri di sup­por­ti au­dio o au­dio­vi­si­vi ed emit­ten­ti ra­dio­fo­ni­che o te­le­vi­si­ve non­ché da scuo­le del set­to­re ar­ti­sti­co.3

3Se ac­cet­ta che il sa­la­rio sia ver­sa­to sen­za de­du­zio­ne dei con­tri­bu­ti, il la­vo­ra­to­re non può chie­de­re che gli stes­si sia­no per­ce­pi­ti suc­ces­si­va­men­te.

4Il ca­po­ver­so 1 non è ap­pli­ca­bi­le al sol­do per i com­pi­ti fon­da­men­ta­li dei pom­pie­ri ec­ce­den­te l’im­por­to non sog­get­to a con­tri­bu­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 6 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a.4


1 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 15 ott. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3331).
4 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 21 set. 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 6329).

Art. 35 Contributi d’acconto

1Nell’an­no cor­ren­te, i da­to­ri di la­vo­ro de­vo­no ver­sa­re pe­rio­di­ca­men­te con­tri­bu­ti d’ac­con­to. Que­sti ul­ti­mi so­no fis­sa­ti dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne in ba­se al­la som­ma dei sa­la­ri pre­su­mi­bi­le.

2I da­to­ri di la­vo­ro de­vo­no co­mu­ni­ca­re al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne i mu­ta­men­ti im­por­tan­ti ri­guar­dan­ti la som­ma dei sa­la­ri du­ran­te l’an­no cor­ren­te.

3Se sus­si­ste la ga­ran­zia di un pa­ga­men­to pun­tua­le, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può con­sen­ti­re ai da­to­ri di la­vo­ro di ver­sa­re, al po­sto dei con­tri­bu­ti d’ac­con­to, i con­tri­bu­ti ef­fet­ti­va­men­te do­vu­ti per il pe­rio­do di pa­ga­men­to.

4In ca­so di pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 LLN2, i da­to­ri di la­vo­ro non ver­sa­no al­cun con­tri­bu­to d’ac­con­to.3


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
2 RS 822.41
3 In­tro­dot­to dall’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).

Art. 36 Conteggio e compensazione

1I con­teg­gi dei da­to­ri di la­vo­ro con­ten­go­no le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per la re­gi­stra­zio­ne dei con­tri­bu­ti e la lo­ro iscri­zio­ne nel con­to in­di­vi­dua­le.

2I da­to­ri di la­vo­ro de­vo­no con­teg­gia­re i sa­la­ri en­tro 30 gior­ni dal ter­mi­ne del pe­rio­do di con­teg­gio.

3Il pe­rio­do di con­teg­gio com­pren­de l’an­no ci­vi­le. Qua­lo­ra i con­tri­bu­ti sia­no pa­ga­ti con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 35 ca­po­ver­so 3, il pe­rio­do di con­teg­gio cor­ri­spon­de al pe­rio­do di pa­ga­men­to.

4La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, ba­san­do­si sul con­teg­gio, pro­ce­de al­la com­pen­sa­zio­ne fra i con­tri­bu­ti d’ac­con­to pa­ga­ti e i con­tri­bu­ti ef­fet­ti­va­men­te do­vu­ti. I con­tri­bu­ti sco­per­ti van­no pa­ga­ti en­tro 30 gior­ni a con­ta­re dal­la fat­tu­ra­zio­ne. I con­tri­bu­ti ec­ce­den­ti ven­go­no re­sti­tui­ti o com­pen­sa­ti dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 37 Riscossione dei contributi dei vignaioli a cottimo

1I vi­gna­io­li a cot­ti­mo de­vo­no pa­ga­re di­ret­ta­men­te al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te i con­tri­bu­ti dei sa­la­ria­ti e quel­li del da­to­re di la­vo­ro.

2I da­to­ri di la­vo­ro so­no te­nu­ti a rim­bor­sa­re ai vi­gna­io­li a cot­ti­mo il con­tri­bu­to a ca­ri­co del da­to­re di la­vo­ro sul to­ta­le dei sa­la­ri pa­ga­ti lo­ro.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5125).

Art. 38 Tassazione d’ufficio

1Se en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to non so­no for­ni­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per il re­go­la­men­to dei con­ti op­pu­re non so­no pa­ga­ti i con­tri­bu­ti del da­to­re di la­vo­ro o quel­li dei sa­la­ria­ti, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ve fis­sa­re i con­tri­bu­ti do­vu­ti me­dian­te tas­sa­zio­ne d’uf­fi­cio.2

2La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne è au­to­riz­za­ta a ema­na­re una de­ci­sio­ne di tas­sa­zio­ne in ba­se a un esa­me sul po­sto del­la si­tua­zio­ne. Può, nel ca­so di tas­sa­zio­ne d’uf­fi­cio nel cor­so dell’an­no, ba­sar­si sul­la som­ma dei sa­la­ri pre­su­mi­bi­le e pro­ce­de­re al re­go­la­men­to de­fi­ni­ti­vo dei con­ti sol­tan­to do­po la fi­ne dell’an­no.3

3Le spe­se cau­sa­te dal­la tas­sa­zio­ne d’uf­fi­cio pos­so­no es­se­re mes­se a ca­ri­co dell’ina­dem­pien­te.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 20 apr. 1951, in vi­go­re dal 1° gen. 1951 (RU 1951 392).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

III. Pagamento di contributi arretrati e restituzione di contributi

Art. 39 Pagamento di contributi arretrati

1Se ha co­no­scen­za che una per­so­na non ha pa­ga­to i con­tri­bu­ti do­vu­ti o ha pa­ga­to con­tri­bu­ti in­fe­rio­ri a quel­li do­vu­ti, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ve esi­ge­re il pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti ar­re­tra­ti e, ove oc­cor­ra, sta­bi­lir­lo me­dian­te de­ci­sio­ne. È fat­ta sal­va la pre­scri­zio­ne pre­vi­sta dall’ar­ti­co­lo 16 ca­po­ver­so 1 LA­VS.

2I con­tri­bu­ti re­cla­ma­ti van­no pa­ga­ti en­tro 30 gior­ni a con­ta­re dal­la fat­tu­ra­zio­ne.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).

Art. 40 Condono del debito

1Al­le per­so­ne che po­te­va­no ri­te­ne­re in buo­na fe­de di non do­ve­re i con­tri­bu­ti lo­ro re­cla­ma­ti può es­se­re con­do­na­to tut­to il de­bi­to o par­te di es­so, quan­do il pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti co­sti­tui­sca per es­se un one­re trop­po gra­ve avu­to ri­guar­do al­le lo­ro con­di­zio­ni eco­no­mi­che.

2Il con­do­no è ac­cor­da­to dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne a do­man­da scrit­ta del­la per­so­na te­nu­ta a pa­ga­re i con­tri­bu­ti ar­re­tra­ti. La do­man­da dev’es­se­re mo­ti­va­ta e pre­sen­ta­ta al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne en­tro 20 gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne dell’or­di­ne di pa­ga­men­to. È ri­ser­va­to il ca­po­ver­so 3.

3Se le con­di­zio­ni in­di­ca­te nel ca­po­ver­so 1 so­no adem­pi­te in mo­do evi­den­te, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può ac­cor­da­re il con­do­no an­che di mo­to pro­prio.

4Le de­ci­sio­ni di con­do­no de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­te al ri­chie­den­te.1


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972, in vi­go­re dal 1° gen. 1973 (RU 1972 2338).

Art. 41 Ricupero di contributi non dovuti

Chi ha pa­ga­to con­tri­bu­ti non do­vu­ti può esi­ger­ne la re­sti­tu­zio­ne dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne. È ri­ser­va­ta la pre­scri­zio­ne pre­vi­sta dall’ar­ti­co­lo 16 ca­po­ver­so 3 LA­VS

IV. Interessi

Art. 41bis Interessi di mora

1De­vo­no pa­ga­re gli in­te­res­si di mo­ra:

a.
di re­go­la, le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, sui con­tri­bu­ti che non pa­ga­no en­tro 30 gior­ni dal ter­mi­ne del pe­rio­do di pa­ga­men­to, a par­ti­re da ta­le ter­mi­ne;
b.
le per­so­ne te­nu­te a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, sui con­tri­bu­ti re­cla­ma­ti per gli an­ni ci­vi­li pas­sa­ti, a par­ti­re dal 1° gen­na­io do­po il ter­mi­ne dell’an­no ci­vi­le per il qua­le i con­tri­bu­ti so­no do­vu­ti;
c.2
i da­to­ri di la­vo­ro, sui con­tri­bu­ti da com­pen­sa­re e sui con­tri­bu­ti da ver­sa­re nell’am­bi­to del­la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 LLN3 che non pa­ga­no en­tro 30 gior­ni dal­la fat­tu­ra­zio­ne da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, a par­ti­re da ta­le fat­tu­ra­zio­ne;
d.4
i da­to­ri di la­vo­ro, sui con­tri­bu­ti da com­pen­sa­re e sui con­tri­bu­ti da ver­sa­re nell’am­bi­to del­la pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 2 e 3 LLN per i qua­li non pre­sen­ta­no al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne un re­go­la­re con­teg­gio en­tro 30 gior­ni dal ter­mi­ne del pe­rio­do di con­tri­bu­zio­ne, a par­ti­re dal 1° gen­na­io do­po ta­le ter­mi­ne;
e.
le per­so­ne che eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, le per­so­ne che non eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va e i sa­la­ria­ti i cui da­to­ri di la­vo­ro non so­no ob­bli­ga­ti a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, sui con­tri­bu­ti per­so­na­li da com­pen­sa­re che non pa­ga­no en­tro 30 gior­ni dal­la fat­tu­ra­zio­ne da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, a par­ti­re da ta­le fat­tu­ra­zio­ne;
f.
le per­so­ne che eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te, le per­so­ne che non eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va e i sa­la­ria­ti i cui da­to­ri di la­vo­ro non so­no ob­bli­ga­ti a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, sui con­tri­bu­ti da com­pen­sa­re, qua­lo­ra i con­tri­bu­ti d’ac­con­to sia­no al­me­no il 25 per cen­to in­fe­rio­ri ai con­tri­bu­ti ef­fet­ti­va­men­te do­vu­ti e non ven­ga­no ver­sa­ti fi­no al 1° gen­na­io do­po il ter­mi­ne dell’an­no ci­vi­le se­guen­te l’an­no di con­tri­bu­zio­ne, a par­ti­re dal 1° gen­na­io do­po ta­le ter­mi­ne.

1bis...5

1terPer il pe­rio­do com­pre­so tra il 21 mar­zo 2020 e il 30 giu­gno 2020 non so­no do­vu­ti in­te­res­si di mo­ra.6

2Gli in­te­res­si ces­sa­no di de­cor­re­re con il pa­ga­men­to com­ple­to dei con­tri­bu­ti, con la pre­sen­ta­zio­ne del re­go­la­re con­teg­gio o, in man­can­za di es­so, con la fat­tu­ra­zio­ne. In ca­so di re­cla­mo di con­tri­bu­ti ar­re­tra­ti, gli in­te­res­si ces­sa­no di de­cor­re­re con la fat­tu­ra­zio­ne, sem­pre­ché i con­tri­bu­ti sia­no pa­ga­ti en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).
3 RS 822.41
4 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 6 set. 2006 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 373).
5 In­tro­dot­to dal n. I 1 dell’O del 20 mar. 2020 sui prov­ve­di­men­ti ri­guar­do al co­ro­na­vi­rus con­cer­nen­ti l’in­den­ni­tà per la­vo­ro ri­dot­to e il con­teg­gio dei con­tri­bu­ti al­le as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li, in vi­go­re dal 21 mar. al 20 set. 2020 (RU 2020 875).
6 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 apr. 2020, in vi­go­re dal 21 mar. 2020 (RU 2020 1407).

Art. 41ter Interessi compensativi

1Ven­go­no ac­cor­da­ti in­te­res­si com­pen­sa­ti­vi per con­tri­bu­ti non do­vu­ti che ven­go­no re­sti­tui­ti o com­pen­sa­ti dal­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne.

2Di re­go­la, gli in­te­res­si co­min­cia­no a de­cor­re­re il 1° gen­na­io do­po la fi­ne dell’an­no ci­vi­le nel cor­so del qua­le so­no sta­ti ver­sa­ti i con­tri­bu­ti non do­vu­ti.

3Sui con­tri­bu­ti pa­ri­ta­ri che so­no da com­pen­sa­re in ba­se al con­teg­gio, do­po la ri­ce­zio­ne del con­teg­gio com­ple­to e re­go­la­re da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, so­no ac­cor­da­ti in­te­res­si com­pen­sa­ti­vi se la re­sti­tu­zio­ne non ha luo­go en­tro 30 gior­ni.

4Gli in­te­res­si de­cor­ro­no fi­no al­la re­sti­tu­zio­ne com­ple­ta.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978 (RU 1978 420). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Art. 42 Varie

1I con­tri­bu­ti so­no con­si­de­ra­ti pa­ga­ti con la ri­ce­zio­ne del pa­ga­men­to da par­te del­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne.

2Il tas­so per gli in­te­res­si di mo­ra e per gli in­te­res­si com­pen­sa­ti­vi è del 5 per cen­to all’an­no.

3Gli in­te­res­si so­no cal­co­la­ti in gior­ni. I me­si in­te­ri so­no cal­co­la­ti co­me 30 gior­ni.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° mar. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

F. Garanzia degli eredi

Art. 43 ...

Se la per­so­na te­nu­ta a pa­ga­re i con­tri­bu­ti muo­re, gli ere­di ri­spon­do­no so­li­dal­men­te del pa­ga­men­to dei con­tri­bu­ti do­vu­ti da es­sa fi­no al gior­no del de­ces­so. So­no ri­ser­va­ti gli ar­ti­co­li 566, 589 e 593 del Co­di­ce ci­vi­le sviz­ze­ro2.


1 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 1° mar. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 1441).
2 RS 210

Capo terzo: Rendite e assegno per grandi invalidi

A. Diritto alla rendita

Art. 44 e 45

1 Abro­ga­ti dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 46 Diritto alla rendita per vedove e per vedovi

1La mo­glie in­cin­ta al­la mor­te del ma­ri­to è pa­ri­fi­ca­ta al­la ve­do­va con fi­gli ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 23 ca­po­ver­so 1 LA­VS, sem­pre­ché il fi­glio na­sca vi­vo. Se il fi­glio na­sce en­tro 300 gior­ni dal­la mor­te del ma­ri­to, si pre­su­me che que­st’ul­ti­mo sia il pa­dre del fi­glio.

2So­no con­si­de­ra­ti af­fi­lia­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 23 ca­po­ver­so 2 let­te­ra b LA­VS i fi­gli ai qua­li, al­la mor­te del­la ma­dre af­fi­lian­te o del pa­dre af­fi­lian­te, spet­te­reb­be una ren­di­ta per or­fa­ni se­con­do l’ar­ti­co­lo 49.

3Il di­rit­to ad una ren­di­ta per ve­do­ve o per ve­do­vi, estin­to col nuo­vo ma­tri­mo­nio del­la ve­do­va o del ve­do­vo, ri­na­sce il pri­mo gior­no del me­se suc­ces­si­vo al­lo scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio, se que­st’ul­ti­mo è di­chia­ra­to sciol­to o nul­lo en­tro die­ci an­ni dal­la sua con­clu­sio­ne.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 47 Rendite d’orfani per figli postumi

Il fi­glio na­to do­po la mor­te del pa­dre ha di­rit­to a una ren­di­ta per or­fa­ni a con­ta­re dal pri­mo gior­no del me­se se­guen­te a quel­lo del­la na­sci­ta.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 48

1 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 49 Rendite per affiliati

1Gli af­fi­lia­ti han­no di­rit­to al­la ren­di­ta per or­fa­ni al­la mor­te dei ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 25 LA­VS, se que­sti si so­no as­sun­ti gra­tui­ta­men­te e du­re­vol­men­te le spe­se di man­te­ni­men­to e d’edu­ca­zio­ne.

2Ta­le di­rit­to non sor­ge se l’af­fi­lia­to al­la mor­te dei ge­ni­to­ri af­fi­lian­ti è già al be­ne­fi­cio di una ren­di­ta or­di­na­ria per or­fa­ni con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 25 LA­VS.2

3Il di­rit­to si estin­gue se l’af­fi­lia­to ri­tor­na pres­so uno dei suoi ge­ni­to­ri o se uno di es­si prov­ve­de al suo man­te­ni­men­to.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2RU 2012 5759

Art. 49bis Formazione

1Un fi­glio è ri­te­nu­to in for­ma­zio­ne se se­gue un ci­clo di for­ma­zio­ne re­go­la­re e ri­co­no­sciu­to giu­ri­di­ca­men­te o per­lo­me­no di fat­to e, si­ste­ma­ti­ca­men­te e per la mag­gior par­te del suo tem­po, si pre­pa­ra a un di­plo­ma pro­fes­sio­na­le o ac­qui­si­sce una for­ma­zio­ne ge­ne­ra­le che fun­ge da ba­se per di­ver­se pro­fes­sio­ni.

2So­no con­si­de­ra­te for­ma­zio­ne an­che so­lu­zio­ni di oc­cu­pa­zio­ne tran­si­to­rie qua­li i se­me­stri di mo­ti­va­zio­ne e i pre­ti­ro­ci­ni non­ché i sog­gior­ni al­la pa­ri e i sog­gior­ni lin­gui­sti­ci, a con­di­zio­ne che com­pren­da­no una par­te d’in­se­gna­men­to sco­la­sti­co.

3Un fi­glio non è con­si­de­ra­to in for­ma­zio­ne se con­se­gue un red­di­to da at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va men­si­le me­dio su­pe­rio­re all’im­por­to mas­si­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia com­ple­ta dell’AVS.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

Art. 49ter Fine o interruzione della formazione

1La for­ma­zio­ne si con­clu­de con un di­plo­ma pro­fes­sio­na­le o sco­la­sti­co.

2La for­ma­zio­ne è con­si­de­ra­ta con­clu­sa an­che se è ab­ban­do­na­ta o in­ter­rot­ta o se na­sce il di­rit­to a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà.

3Non so­no con­si­de­ra­ti in­ter­ru­zio­ni ai sen­si del ca­po­ver­so 2 i se­guen­ti pe­rio­di, a con­di­zio­ne che la for­ma­zio­ne sia pro­se­gui­ta im­me­dia­ta­men­te do­po:

a.
usua­li pe­rio­di sen­za le­zio­ni e va­can­ze per una du­ra­ta mas­si­ma di quat­tro me­si;
b.
il ser­vi­zio mi­li­ta­re o ci­vi­le per una du­ra­ta mas­si­ma di cin­que me­si;
c.
le in­ter­ru­zio­ni per mo­ti­vi di sa­lu­te o per gra­vi­dan­za per una du­ra­ta mas­si­ma di 12 me­si.

1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

B. Rendite ordinarie

Art. 50 Concetto dell’anno intero di contribuzione

Si ha un an­no in­te­ro di con­tri­bu­zio­ne quan­do una per­so­na è sta­ta as­si­cu­ra­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 1a o 2 LA­VS du­ran­te più di un­di­ci me­si in to­ta­le e se, du­ran­te det­to pe­rio­do, es­sa ha ver­sa­to il con­tri­bu­to mi­ni­mo o se pre­sen­ta pe­rio­di di con­tri­bu­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 29ter ca­po­ver­so 2 let­te­re b e c LA­VS.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).

Art. 50a Determinazione della durata di contribuzione degli anni 1948–1968

1La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può ri­cor­re­re ad una pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta per de­ter­mi­na­re la du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne del­le per­so­ne che han­no eser­ci­ta­to un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in Sviz­ze­ra tra il 1948 e il 1968 pur es­sen­do do­mi­ci­lia­te all’este­ro se­con­do il drit­to ci­vi­le e i cui pe­rio­di di con­tri­bu­zio­ne cor­ri­spon­den­ti a que­sti an­ni d’at­ti­vi­tà non pos­so­no es­se­re ri­co­sti­tui­ti esat­ta­men­te.

2L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le ela­bo­ra ta­vo­le vin­co­lan­ti per de­ter­mi­na­re la du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne de­gli an­ni 1948–1968.


1 Ori­gi­na­rio art. 50bis. In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 26 set. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2162).

Art. 50b Ripartizione dei redditi
a.Disposizioni generali

1I red­di­ti dei co­niu­gi so­no di­vi­si a me­tà per ogni an­no ci­vi­le du­ran­te il qua­le en­tram­bi i co­niu­gi era­no as­si­cu­ra­ti pres­so l’AVS.2

2An­che se nel cor­so di un an­no ci­vi­le i due co­niu­gi non era­no as­si­cu­ra­ti du­ran­te gli stes­si me­si, so­no ri­par­ti­ti i red­di­ti dell’an­no ci­vi­le in­te­ro. I pe­rio­di di con­tri­bu­to non so­no tut­ta­via tra­sfe­ri­ti.

3I red­di­ti rea­liz­za­ti du­ran­te l’an­no del ma­tri­mo­nio non­ché du­ran­te l’an­no del­lo scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio non so­no sot­to­po­sti al­la ri­par­ti­zio­ne.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 50c b. Domanda di ripartizione dei redditi in caso di divorzio o di annullamento del matrimonio

1In ca­so di scio­gli­men­to di un ma­tri­mo­nio me­dian­te di­vor­zio o an­nul­la­men­to, i co­niu­gi pos­so­no chie­de­re con­giun­ta­men­te o se­pa­ra­ta­men­te la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti. È fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 50g.

2La do­man­da di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti può es­se­re pre­sen­ta­ta pres­so ogni cas­sa di com­pen­sa­zio­ne che tie­ne un con­to in­di­vi­dua­le per uno dei co­niu­gi.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 50d c. Compiti delle casse di compensazione committenti

1La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne che ri­ce­ve la do­man­da re­la­ti­va al­la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti (cas­sa com­mit­ten­te) in­ca­ri­ca tut­te le cas­se di com­pen­sa­zio­ne che ten­go­no i con­ti in­di­vi­dua­li dei co­niu­gi (cas­se coin­vol­te) di ri­par­ti­re i red­di­ti rea­liz­za­ti du­ran­te il ma­tri­mo­nio. Es­sa co­mu­ni­ca al­le cas­se coin­vol­te qua­li so­no gli an­ni sot­to­po­sti al­la ri­par­ti­zio­ne.

2Al­la fi­ne del­la pro­ce­du­ra di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti, la cas­sa com­mit­ten­te con­se­gna a ogni co­niu­ge un com­pen­dio dei suoi con­ti in­di­vi­dua­li.2


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2007, in vi­go­re dal 1° lug. 2008 (RU 2007 5271).

Art. 50e d. Compiti delle casse di compensazione interessate

Se le con­di­zio­ni per una ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti so­no sod­di­sfat­te, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne in­te­res­sa­te de­vo­no svol­ge­re i com­pi­ti se­guen­ti:

a.
apri­re un nuo­vo con­to in­di­vi­dua­le per il co­niu­ge del lo­ro as­si­cu­ra­to, nel­la mi­su­ra in cui non sia già di­spo­ni­bi­le;
b.
pro­ce­de­re al­la di­vi­sio­ne a me­tà dei red­di­ti dell’as­si­cu­ra­to du­ran­te gli an­ni ci­vi­li del ma­tri­mo­nio;
c.
iscri­ve­re la me­tà del red­di­to dell’as­si­cu­ra­to nel con­to in­di­vi­dua­le del suo co­niu­ge;
d.
tra­smet­te­re al­la cas­sa com­mit­ten­te un com­pen­dio dei con­ti in­di­vi­dua­li di ogni co­niu­ge, con­te­nen­te in­for­ma­zio­ni re­la­ti­ve al­la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti.

1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 50f e. Procedura in caso di deposito della domanda di ripartizione dei redditi da parte di uno dei coniugi

1Quan­do la do­man­da di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti è de­po­si­ta­ta da uno so­lo dei co­niu­gi, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­mit­ten­te in­for­ma l’al­tro co­niu­ge del de­po­si­to del­la do­man­da. Es­sa in­vi­ta que­st’ul­ti­mo a par­te­ci­pa­re al­la pro­ce­du­ra e ri­chia­ma la sua at­ten­zio­ne sul­le con­se­guen­ze del suo ri­fiu­to.

2Se l’al­tro co­niu­ge ri­nun­cia a par­te­ci­pa­re al­la pro­ce­du­ra o se la co­mu­ni­ca­zio­ne non gli può es­se­re tra­smes­sa, in par­ti­co­la­re per­ché il suo in­di­riz­zo è sco­no­sciu­to, sol­tan­to il co­niu­ge che ha de­po­si­ta­to la do­man­da di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti ri­ce­ve un com­pen­dio dei suoi con­ti in­di­vi­dua­li.2


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2007, in vi­go­re dal 1° lug. 2008 (RU 2007 5271).

Art. 50g f. Procedura in caso di riscossione di una rendita

Se uno dei co­niu­gi è già al be­ne­fi­cio di una ren­di­ta, la pro­ce­du­ra di ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti de­ve es­se­re ef­fet­tua­ta d’uf­fi­cio dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne che ver­sa la ren­di­ta.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 50h g. Effetto della ripartizione dei redditi

Il red­di­to pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va iscrit­to nel con­to in­di­vi­dua­le in ra­gio­ne del­la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti è con­si­de­ra­to co­me red­di­to pro­prio all’at­to del cal­co­lo del­le ren­di­te che sor­go­no suc­ces­si­va­men­te.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 51 Calcolo del reddito annuo medio

1...2

2Nel cal­co­lo del red­di­to an­nuo me­dio si de­ve pa­ri­men­ti te­ner con­to de­gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne ag­giun­ti con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 52d, co­me pu­re dei pe­rio­di con­tri­bu­ti­vi e dei re­la­ti­vi red­di­ti con­teg­gia­ti in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 52b.3

3Non è te­nu­to con­to, nel cal­co­lo del red­di­to an­nuo me­dio, di una ren­di­ta di vec­chia­ia o per i su­per­sti­ti che non suc­ce­de im­me­dia­ta­men­te a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà, de­gli an­ni ci­vi­li du­ran­te i qua­li è sta­ta as­se­gna­ta una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà, né del per­ti­nen­te red­di­to dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, qua­lo­ra ciò ri­sul­tas­se più fa­vo­re­vo­le all’aven­te di­rit­to.4

4All’at­to del cal­co­lo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia di una per­so­na il cui co­niu­ge ri­scuo­te o ha ri­scos­so una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà vie­ne pre­so in con­si­de­ra­zio­ne, per gli an­ni du­ran­te i qua­li la ren­di­ta è sta­ta ver­sa­ta, sol­tan­to il red­di­to an­nuo me­dio de­ter­mi­nan­te per la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà in quan­to red­di­to del co­niu­ge pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va se­con­do l’ar­ti­co­lo 29quin­quies LA­VS.5

5Se il co­niu­ge ha di­rit­to sol­tan­to a una mez­za ren­di­ta o a un quar­to di ren­di­ta, la me­tà del red­di­to an­nuo de­ter­mi­nan­te è ag­giun­ta al red­di­to del co­niu­ge in­va­li­do.6

6I ca­po­ver­si 4 e 5 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia per la ri­par­ti­zio­ne dei red­di­ti in ca­so di scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio.7


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 10 gen. 1969, in vi­go­re dal 1° gen. 1969 (RU 1969 135).
2 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 17 set. 1997, con ef­fet­to dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2219).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4361, 2012 5797).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
5 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
6 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
7 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 51bis Fattori di rivalutazione

1L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce ogni an­no i fat­to­ri di ri­va­lu­ta­zio­ne dell’am­mon­ta­re dei red­di­ti dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va se­con­do l’ar­ti­co­lo 30 ca­po­ver­so 1 LA­VS.2

2Per de­ter­mi­na­re i fat­to­ri di ri­va­lu­ta­zio­ne si di­vi­de l’in­di­ce del­le ren­di­te, se­con­do l’ar­ti­co­lo 33ter ca­po­ver­so 2 LA­VS, per la me­dia, pon­de­ra­ta con il fat­to­re 1,1, de­gli in­di­ci dei sa­la­ri di tut­ti gli an­ni ci­vi­li re­gi­stra­ti dal­la pri­ma iscri­zio­ne nel con­to in­di­vi­dua­le dell’as­si­cu­ra­to fi­no all’an­no pre­ce­den­te l’even­to as­si­cu­ra­ti­vo.3


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 17 set. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2219).

Art. 51ter Adeguamento delle rendite all’evoluzione dei salari e dei prezzi

1L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le in­for­ma la Com­mis­sio­ne fe­de­ra­le dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà dell’evo­lu­zio­ne dell’in­di­ce sviz­ze­ro dei prez­zi al con­su­mo dell’Uf­fi­cio fe­de­ra­le di sta­ti­sti­ca non­ché dell’in­di­ce dei sa­la­ri dell’Uf­fi­cio fe­de­ra­le dell’in­du­stria, del­le ar­ti e me­stie­ri e del la­vo­ro. La Com­mis­sio­ne sot­to­po­ne al Con­si­glio fe­de­ra­le pro­po­ste cir­ca la fis­sa­zio­ne dell’in­di­ce del­le ren­di­te al 1° gen­na­io se­guen­te se:

a.
l’in­di­ce sviz­ze­ro dei prez­zi al con­su­mo del me­se di giu­gno è au­men­ta­to di più del 4 per cen­to ne­gli ul­ti­mi do­di­ci me­si; o
b.
le ren­di­te non so­no sta­te au­men­ta­te il 1° gen­na­io pre­ce­den­te.2

1bisLa ba­se (va­lo­re 100 pun­ti) dell’in­di­ce del­le ren­di­te se­con­do l’ar­ti­co­lo 33ter ca­po­ver­so 2 LA­VS è co­sti­tui­ta:

a.
dal li­vel­lo di 104,1 pun­ti (set­tem­bre 1977 = 100) dell’in­di­ce sviz­ze­ro dei prez­zi al con­su­mo;
b.3
dal li­vel­lo di 1004 pun­ti (giu­gno 1939 = 100) dell’in­di­ce dei sa­la­ri no­mi­na­li.4

2L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le esa­mi­na pe­rio­di­ca­men­te la si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti. Sot­to­po­ne per esa­me i ri­sul­ta­ti del­le in­da­gi­ni al­la Com­mis­sio­ne fe­de­ra­le dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà. Que­sta Com­mis­sio­ne pro­po­ne, se ne­ces­sa­rio, mo­di­fi­ca­zio­ni del rap­por­to tra i due in­di­ci men­zio­na­ti all’ar­ti­co­lo 33ter ca­po­ver­so 2 LA­VS, te­nen­do con­to dell’ar­ti­co­lo 212 OA­VS.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 giu. 1992, in vi­go­re dal 1° gen. 1992 (RU 1992 1288).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4361).
4 In­tro­dot­to dall’art. 11 dell’O 82 del 24 giu. 1981 su gli ade­gua­men­ti all’evo­lu­zio­ne dei prez­zi e dei sa­la­ri nell’AVS/AI, in vi­go­re dal 1° gen. 1982 (RU 1981 1014).

Art. 51quater Comunicazione dell’importo della rendita adeguata

L’im­por­to del­la ren­di­ta ade­gua­ta all’in­di­ce del­le ren­di­te se­con­do l’ar­ti­co­lo 33ter ca­po­ver­so 1 LA­VS è no­ti­fi­ca­to all’aven­te di­rit­to sot­to for­ma di de­ci­sio­ne sol­tan­to su do­man­da scrit­ta.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

Art. 52 Scala delle rendite parziali

1Le ren­di­te par­zia­li cor­ri­spon­do­no al­le se­guen­ti per­cen­tua­li del­la ren­di­ta com­ple­ta:

Rap­por­to tra il nu­me­ro di an­ni in­te­ri di con­tri­bu­zio­ne dell’as­si­cu­ra­to e quel­lo de­gli as­si­cu­ra­ti del­la sua clas­se d’età, in per cen­to

Ren­di­ta par­zia­lein per cen­to del­la ren­di­ta com­ple­ta

Nu­me­ro del­la sca­la del­le ren­di­te

di al­me­no

ma in­fe­rio­re a

2,28

2,27

1

2,28

4,55

4,55

2

4,55

6,82

6,82

3

6,82

9,10

9,09

4

9,10

11,37

11,36

5

11,37

13,64

13,64

6

13,64

15,91

15,91

7

15,91

18,19

18,18

8

18,19

20,46

20,45

9

20,46

22,73

22,73

10

22,73

25,01

25,00

11

25,01

27,28

27,27

12

27,28

29,55

29,55

13

29,55

31,82

31,82

14

31,82

34,10

34,09

15

34,10

36,37

36,36

16

36,37

38,64

38,64

17

38,64

40,91

40,91

18

40,91

43,19

43,18

19

43,19

45,46

45,45

20

45,46

47,73

47,73

21

47,73

50,01

50,00

22

50,01

52,28

52,27

23

52,28

54,55

54,55

24

54,55

56,82

56,82

25

56,82

59,10

59,09

26

59,10

61,37

61,36

27

61,37

63,64

63,64

28

63,64

65,91

65,91

29

65,91

68,19

68,18

30

68,19

70,46

70,45

31

70,46

72,73

72,73

32

72,73

75,01

75,00

33

75,01

77,28

77,27

34

77,28

79,55

79,55

35

79,55

81,82

81,82

36

81,82

84,10

84,09

37

84,10

86,37

86,36

38

86,37

88,64

88,64

39

88,64

90,91

90,91

40

90,91

93,19

93,18

41

93,19

95,46

95,45

42

95,46

97,73

97,73

43

97,73

100,00

100,00

44

1bisL’Uf­fi­cio fe­de­ra­le ema­na ta­vo­le re­la­ti­ve al­la gra­dua­zio­ne del­le ren­di­te par­zia­li in ca­so di an­ti­ci­pa­zio­ne del di­rit­to al­la ren­di­ta.2

2Vie­ne as­se­gna­ta una ren­di­ta com­ple­ta qua­lo­ra il rap­por­to tra il nu­me­ro de­gli an­ni in­te­ri di con­tri­bu­zio­ne dell’as­si­cu­ra­to e quel­lo de­gli as­si­cu­ra­ti del­la sua clas­se d’età com­por­ti al­me­no il 97,73 per cen­to.

3 e 4...3.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 16 set. 1998, in vi­go­re dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2579).
3 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 18 ott. 2000, con ef­fet­to dal 1° giu. 2002 (RU 2002 1351).

Art. 52a Insorgere dell’evento assicurato prima di compiere 21 anni

Se una per­so­na non ha una du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne di un an­no in­te­ro, tra il 1°gen­na­io che se­gue il com­pi­men­to dei 20 an­ni e il 31 di­cem­bre pre­ce­den­te l’in­sor­ge­re dell’even­to as­si­cu­ra­to, la som­ma di tut­ti i red­di­ti pro­ve­nien­ti da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va sui qua­li so­no sta­ti ver­sa­ti con­tri­bu­ti dall’età di 17 an­ni com­piu­ti fi­no al sor­ge­re del di­rit­to al­la ren­di­ta, non­ché la som­ma de­gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi e per com­pi­ti as­si­sten­zia­li so­no di­vi­si per la som­ma de­gli an­ni e dei me­si du­ran­te i qua­li la per­so­na ha ver­sa­to con­tri­bu­ti.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52b Conteggio dei periodi di contribuzione compiuti prima dei 20 anni

Quan­do la du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne è in­com­ple­ta ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 29ter LA­VS, i pe­rio­di di con­tri­bu­zio­ne com­piu­ti pri­ma del 1° gen­na­io che se­gue il com­pi­men­to dei 20 an­ni so­no com­pu­ta­ti ai fi­ni di col­ma­re la­cu­ne suc­ces­si­ve con­tri­bu­ti­ve.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52c Periodi di contribuzione nell’anno in cui sorge il diritto alla rendita

I pe­rio­di di con­tri­bu­zio­ne tra il 31 di­cem­bre pre­ce­den­te l’in­sor­ge­re dell’even­to as­si­cu­ra­to e il sor­ge­re del di­rit­to al­la ren­di­ta pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti per col­ma­re la­cu­ne di con­tri­bu­zio­ne. I red­di­ti pro­ve­nien­ti da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va rea­liz­za­ti du­ran­te que­sto pe­rio­do non so­no tut­ta­via pre­si in con­si­de­ra­zio­ne per il cal­co­lo del­la ren­di­ta.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52d Conteggio degli anni di contribuzione mancanti

Per com­pen­sa­re gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne man­can­ti an­te­rio­ri al 1° gen­na­io 1979 si ag­giun­go­no, se l’in­te­res­sa­to era as­si­cu­ra­to in ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 1a o 2 LA­VS o avreb­be avu­to la pos­si­bi­li­tà di es­ser­lo, gli an­ni di con­tri­bu­zio­ne giu­sta la ta­bel­la se­guen­te:2

An­ni in­te­ri di con­tri­bu­zio­ne dell’as­si­cu­ra­to

An­ni in­te­ri di con­tri­bu­zio­ne com­pu­ta­ti com­ple­ti­va­men­te fi­no a

da

a

20

26

1

27

33

2

da 34

3


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).

Art. 52e Diritto all’attribuzione di accrediti per compiti educativi

Gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi so­no at­tri­bui­ti an­che per gli an­ni du­ran­te i qua­li i ge­ni­to­ri ave­va­no la cu­sto­dia dei fi­gli sen­za ave­re l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52f Computo di accrediti per compiti educativi

1Gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi so­no sem­pre at­tri­bui­ti per l’in­te­ro an­no ci­vi­le. Nes­sun ac­cre­di­to è at­tri­bui­to per l’an­no in cui sor­ge il di­rit­to. So­no in­ve­ce at­tri­bui­ti ac­cre­di­ti per l’an­no in cui il di­rit­to si estin­gue. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 5.

2L’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi cor­ri­spon­den­te all’an­no del­lo scio­gli­men­to del ma­tri­mo­nio o all’an­no del de­ces­so di uno dei ge­ni­to­ri è con­ces­so al ge­ni­to­re al qua­le è sta­ta at­tri­bui­ta l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le o al ge­ni­to­re su­per­sti­te.

2bis...2

3Se il fi­glio muo­re du­ran­te l’an­no ci­vi­le del­la sua na­sci­ta, ven­go­no com­pu­ta­ti ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi du­ran­te un an­no. Que­sti ac­cre­di­ti so­no ri­par­ti­ti tra i co­niu­gi, an­che quan­do ca­do­no nell’an­no ci­vi­le del ma­tri­mo­nio. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 5.

4Per gli an­ni in cui il pro­prio co­niu­ge non era as­si­cu­ra­to pres­so l’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti sviz­ze­ra, al ge­ni­to­re as­si­cu­ra­to è at­tri­bui­to l’ac­cre­di­to in­te­ro per com­pi­ti edu­ca­ti­vi.

5Se una per­so­na è as­si­cu­ra­ta sol­tan­to du­ran­te de­ter­mi­na­ti me­si, si ad­di­zio­na­no que­sti me­si ol­tre l’an­no ci­vi­le. Un ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi è con­ces­so per do­di­ci me­si.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 25 ago. 1999 (RU 1999 2681). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 14 mag. 2014, con ef­fet­to dal 1° gen. 2015 (RU 2014 1361).

Art. 52fbis Assegnazione di accrediti per compiti educativi in caso di autorità parentale congiunta di genitori divorziati o non uniti in matrimonio

1Il giu­di­ce o l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri che de­ci­de in me­ri­to all’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta di ge­ni­to­ri di­vor­zia­ti o non uni­ti in ma­tri­mo­nio, all’at­tri­bu­zio­ne del­la cu­sto­dia op­pu­re al­la par­te­ci­pa­zio­ne al­la cu­ra del fi­glio sta­bi­li­sce nel con­tem­po l’as­se­gna­zio­ne de­gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi.

2Il giu­di­ce o l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri as­se­gna l’in­te­ro ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi al ge­ni­to­re che prov­ve­de in mi­su­ra pre­pon­de­ran­te al­la cu­ra del fi­glio co­mu­ne. L’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi va di­vi­so per me­tà se i ge­ni­to­ri par­te­ci­pa­no in ugual mi­su­ra al­la cu­ra del fi­glio.

3I ge­ni­to­ri che isti­tui­sco­no l’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le con­giun­ta sul­la ba­se di una di­chia­ra­zio­ne all’uf­fi­cio del­lo sta­to ci­vi­le o all’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri con­clu­do­no nel con­tem­po per scrit­to una con­ven­zio­ne se­con­do cui l’in­te­ro ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi va as­se­gna­to a uno di lo­ro o di­vi­so per me­tà, op­pu­re pre­sen­ta­no una ta­le con­ven­zio­ne en­tro tre me­si al­la com­pe­ten­te au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri. Se la con­ven­zio­ne non è pre­sen­ta­ta en­tro ta­le ter­mi­ne, l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri de­ci­de d’uf­fi­cio sull’as­se­gna­zio­ne de­gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti edu­ca­ti­vi con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 2.

4I ge­ni­to­ri pos­so­no con­ve­ni­re per scrit­to in ogni mo­men­to che, fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 52f ca­po­ver­so 4, in fu­tu­ro l’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi sa­rà in­te­ra­men­te as­se­gna­to a uno di lo­ro o di­vi­so per me­tà. Ciò va­le an­che se un giu­di­ce o l’au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri ha già de­ci­so in me­ri­to all’as­se­gna­zio­ne dell’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi.

5L’ar­ti­co­lo 29se­xiesca­po­ver­so 3 se­con­do pe­rio­do LA­VS si ap­pli­ca per ana­lo­gia al­la di­vi­sio­ne per me­tà dell’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi.

6Fi­no al­la de­ci­sio­ne in me­ri­to al­la sua as­se­gna­zio­ne, l’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi è in­te­ra­men­te as­se­gna­to al­la ma­dre.

7Le mo­di­fi­che nell’as­se­gna­zio­ne dell’ac­cre­di­to per com­pi­ti edu­ca­ti­vi han­no ef­fet­to dal 1° gen­na­io dell’an­no suc­ces­si­vo.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 14 mag. 2014, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 1361).

Art. 52g Accrediti per compiti assistenziali
a.Condizione della facile raggiungibilità

La con­di­zio­ne del­la fa­ci­le rag­giun­gi­bi­li­tà è adem­piu­ta in par­ti­co­la­re se chi pro­di­ga as­si­sten­za abi­ta a non più di 30 chi­lo­me­tri di di­stan­za dal­la per­so­na as­si­sti­ta o può rag­giun­ger­la en­tro un’ora.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995 (RU 1996 668). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 ott. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4759).

Art. 52h

1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995 (RU 1996 668). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 21 mag. 2003, con ef­fet­to dal 1° gen. 2004 (RU 2003 3835).

Art. 52i c. Condizioni soddisfatte contemporaneamente da parecchie persone

Quan­do pa­rec­chie per­so­ne sod­di­sfa­no con­tem­po­ra­nea­men­te le con­di­zio­ni per il com­pu­to di ac­cre­di­ti per com­pi­ti as­si­sten­zia­li, l’ac­cre­di­to è sud­di­vi­so in par­ti ugua­li fra tut­te le per­so­ne che ne han­no di­rit­to.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52k d. Computo di accrediti per compiti assistenziali

Per la de­ter­mi­na­zio­ne dell’im­por­to de­gli ac­cre­di­ti per com­pi­ti as­si­sten­zia­li, l’ar­ti­co­lo 52f è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 52l e. Domanda

1Il di­rit­to al com­pu­to di ac­cre­di­ti per com­pi­ti as­si­sten­zia­li de­ve es­se­re no­ti­fi­ca­to al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne can­to­na­le del do­mi­ci­lio del­la per­so­na as­si­sti­ta. La do­man­da de­ve es­se­re fir­ma­ta sia dal­la per­so­na che pro­di­ga le cu­re sia da quel­la che le ri­ce­ve o dal suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le.

2Se pa­rec­chie per­so­ne fan­no va­le­re il di­rit­to all’ac­cre­di­to per com­pi­ti as­si­sten­zia­li, de­vo­no in­di­riz­za­re la lo­ro do­man­da con­giun­ta­men­te.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 53 Tavole delle rendite

1L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce ta­vo­le del­le ren­di­te d’uso ob­bli­ga­to­rio. La di­gra­da­zio­ne del­le ren­di­te men­si­li, re­la­ti­va al­la ren­di­ta sem­pli­ce e com­ple­ta di vec­chia­ia am­mon­ta al mas­si­mo al 2,6 per cen­to dell’im­por­to mi­ni­mo del­la stes­sa.2

2Le ren­di­te men­si­li ven­go­no ar­ro­ton­da­te al fran­co su­pe­rio­re qua­lo­ra l’im­por­to con­si­de­ra­to com­pren­da una fra­zio­ne ugua­le o su­pe­rio­re a 50 cen­te­si­mi e al fran­co in­fe­rio­re se det­ta fra­zio­ne non rag­giun­ge i 50 cen­te­si­mi.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 31 ago. 1992, in vi­go­re dal 1° gen. 1993 (RU 1992 1830).

Art. 53bis Somma delle rendite spettanti ai coniugi con durata di contribuzione incompleta

Se uno dei due co­niu­gi non pre­sen­ta una du­ra­ta di con­tri­bu­zio­ne com­ple­ta, l’im­por­to mas­si­mo del­le due ren­di­te cor­ri­spon­de a una per­cen­tua­le dell’im­por­to mas­si­mo in ca­so di ren­di­te com­ple­te (art. 35 cpv. 1 LA­VS). Que­sto im­por­to è de­ter­mi­na­to ad­di­zio­nan­do la per­cen­tua­le cor­ri­spon­den­te al­la sca­la di ren­di­te più bas­sa e il dop­pio del­la per­cen­tua­le cor­ri­spon­den­te al­la sca­la di ren­di­te più ele­va­ta (art. 52). Que­sto to­ta­le de­ve es­se­re di­vi­so per tre.


1 In­tro­dot­to dal n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972 (RU 1972 2338). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 54 Calcolo delle rendite per superstiti

Quan­do la per­so­na de­ce­du­ta ha com­piu­to l’età in­di­ca­ta qui sot­to, l’au­men­to del red­di­to me­dio pro­ve­nien­te da un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, se­con­do l’ar­ti­co­lo 33 ca­po­ver­so 3 LA­VS, am­mon­ta a:

per cen­to

me­no di 23

100

23

90

24

80

25

70

26

60

27

50

28–29

40

30–31

30

32–34

20

35–38

10

39–45

5

più di 45

0


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 54bis Riduzione delle rendite per figli e delle rendite per orfani

1...2

2Es­se non so­no ri­dot­te quan­do, ad­di­zio­na­te al­la ren­di­ta del pa­dre o del­la ma­dre, non su­pe­ra­no la som­ma del 150 per cen­to dell’im­por­to mi­ni­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia a cui si ag­giun­go­no gli im­por­ti mi­ni­mi di tre ren­di­te per fi­gli o per or­fa­ni. Que­sto im­por­to è au­men­ta­to, a par­ti­re dal quar­to fi­glio, e per cia­scu­no dei se­guen­ti, dell’im­por­to men­si­le mas­si­mo del­la ren­di­ta di vec­chia­ia (art. 34 cpv. 3 LA­VS).

3La ri­du­zio­ne è ri­par­ti­ta tra cia­scu­na del­le ren­di­te per fi­gli o del­le ren­di­te per or­fa­ni.

4Nei ca­si di ren­di­ta par­zia­le, l’im­por­to ri­dot­to cor­ri­spon­de al­la per­cen­tua­le, fis­sa­ta se­con­do l’ar­ti­co­lo 52, del­la ren­di­ta com­ple­ta, ri­dot­ta con­for­me­men­te ai ca­po­ver­si 1 e 2.


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 Abro­ga­to dal n. II 2 dell’O del 28 set. 2007, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5155).

C. Rendite straordinarie

Art. 55 Riduzione delle rendite straordinarie per figli e per orfani

La ri­du­zio­ne del­le ren­di­te straor­di­na­rie per fi­gli e per or­fa­ni (art. 43 cpv. 3 LA­VS) si ef­fet­tua con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 54bis ca­po­ver­si 2 e 3. Gli im­por­ti men­si­li del­le ren­di­te ri­dot­te so­no ar­ro­ton­da­ti al fran­co su­pe­rio­re o in­fe­rio­re con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 2.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

D. Età flessibile per il godimento della rendita

I. Rinvio della rendita

Art. 55bis Esclusione del rinvio delle rendite

So­no esclu­se dal rin­vio pre­vi­sto all’ar­ti­co­lo 39 LA­VS3:

a.4
...
b.5
le ren­di­te di vec­chia­ia che suc­ce­do­no a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà;
c.
le ren­di­te di vec­chia­ia cui è ag­giun­to un as­se­gno per gran­de in­va­li­do;
d. a f. ...6
g.
le ren­di­te di vec­chia­ia de­gli as­si­cu­ra­ti fa­col­ta­ti­va­men­te i qua­li, fi­no all’età pre­vi­sta all’ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­si 1 e 2 LA­VS, ab­bia­no be­ne­fi­cia­to di un as­se­gno as­si­sten­zia­le se­con­do l’ar­ti­co­lo 92 LA­VS, o l’ar­ti­co­lo 76 LAI7.

1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969, in vi­go­re 1° gen. 1969 (RU 1969 135).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
4 Abro­ga­ta dal n. I dell’O del 29 giu. 1983, con ef­fet­to dal 1° gen. 1984 (RU 1983 903).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
6 Abro­ga­te dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 19997 (RU 1996 668).
7 RS 831.20. Ab­bre­via­zio­ne in­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).

Art. 55ter Supplemento per il rinvio della rendita

1In ca­so di rin­vio, il sup­ple­men­to per­cen­tua­le del­la ren­di­ta è il se­guen­te:

An­ni

e 0–2 me­si

e 3–5 me­si

e 6–8 me­si

e 9–11 me­si

1

5,2

6,6

8,0

9,4

2

10,8

12,3

13,9

15,5

3

17,1

18,8

20,5

22,2

4

24,0

25,8

27,7

29,6

5

31,5

2Il sup­ple­men­to è de­ter­mi­na­to di­vi­den­do la som­ma del­le quo­te men­si­li rin­via­te per il nu­me­ro di me­si cor­ri­spon­den­ti. Que­sta som­ma è mol­ti­pli­ca­ta per il tas­so d’au­men­to cor­ri­spon­den­te in vir­tù del ca­po­ver­so 1.

3Quan­do ren­di­te di su­per­sti­te suc­ce­do­no a una ren­di­ta di vec­chia­ia rin­via­ta, l’im­por­to del sup­ple­men­to am­mon­ta:

a.
per le ren­di­te di ve­do­ve e di ve­do­vi, all’80 per cen­to del sup­ple­men­to ver­sa­to si­no ad al­lo­ra;
b.
per le ren­di­te di or­fa­ni, al 40 per cen­to del sup­ple­men­to ver­sa­to si­no ad al­lo­ra.

4La som­ma di tut­ti i sup­ple­men­ti non de­ve su­pe­ra­re l’im­por­to del sup­ple­men­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia.

5L’im­por­to del­la ri­du­zio­ne è ade­gua­to all’evo­lu­zio­ne dei sa­la­ri e dei prez­zi.


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 55quater Dichiarazione di rinvio e revoca

1Il pe­rio­do di rin­vio co­min­cia il pri­mo gior­no del me­se se­guen­te il rag­giun­gi­men­to dell’età di pen­sio­na­men­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­so 1 LA­VS.2 La di­chia­ra­zio­ne di rin­vio va pre­sen­ta­ta, per iscrit­to, en­tro un an­no dall’ini­zio del pe­rio­do di rin­vio. Se, du­ran­te que­sto ter­mi­ne, nes­su­na do­man­da di rin­vio fu pre­sen­ta­ta, la ren­di­ta di vec­chia­ia va sta­bi­li­ta, e pa­ga­ta, se­con­do le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li vi­gen­ti.

2La re­vo­ca va fat­ta per iscrit­to.

3Quan­do il rin­vio di una ren­di­ta è re­vo­ca­to, es­sa è pa­ga­ta dal me­se se­guen­te; è esclu­so il pa­ga­men­to re­troat­ti­vo del­le ren­di­te.

4Il de­ces­so dell’aven­te di­rit­to al­la ren­di­ta com­por­ta la re­vo­ca del rin­vio.3

5...4


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 14 nov. 2001, in vi­go­re dal 1° gen. 2002 (RU 2002 199).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
4 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

II. Anticipazione della rendita

Art. 56 Importo della riduzione

1La ren­di­ta vie­ne ri­dot­ta dell’equi­va­len­te del­la ren­di­ta an­ti­ci­pa­ta.

2Fi­no all’età del pen­sio­na­men­to, que­sto im­por­to cor­ri­spon­de al 6,8 per cen­to per an­no d’an­ti­ci­pa­zio­ne del­la ren­di­ta an­ti­ci­pa­ta.2

3Do­po aver com­piu­to l’età di pen­sio­na­men­to, que­sto im­por­to cor­ri­spon­de al 6,8 per cen­to per an­no d’an­ti­ci­pa­zio­ne del­la som­ma del­le ren­di­te non ri­dot­te, di­vi­sa per il nu­me­ro dei me­si du­ran­te i qua­li la ren­di­ta è sta­ta an­ti­ci­pa­ta.

4L’im­por­to del­la ri­du­zio­ne è ade­gua­to all’evo­lu­zio­ne dei sa­la­ri e dei prez­zi.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 29 nov. 1995 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto (n. II RU 1996 668).

Art. 57 Riduzione delle rendite per superstiti

1Quan­do una ren­di­ta per su­per­sti­ti suc­ce­de a una ren­di­ta di vec­chia­ia an­ti­ci­pa­ta, la ren­di­ta è ri­dot­ta sol­tan­to di una per­cen­tua­le dell’im­por­to del­la ri­du­zio­ne de­ter­mi­na­ta in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 56. Que­sta per­cen­tua­le am­mon­ta:

a.
all’80 per cen­to per le ren­di­te per ve­do­ve e per ve­do­vi;
b.
al 40 per cen­to per le ren­di­te per or­fa­ni.

2La som­ma del­le ri­du­zio­ni del­le ren­di­te per ve­do­ve, per ve­do­vi o per or­fa­ni non de­ve su­pe­ra­re l’im­por­to del­la ri­du­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 56. Quan­do il nu­me­ro d’aven­ti di­rit­to cam­bia, l’im­por­to del­la ri­du­zio­ne de­ve es­se­re ade­gua­to.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

E. Calcolo anticipato della rendita

Art. 58 Diritto e costi

1Le per­so­ne as­si­cu­ra­te o che lo so­no sta­te, e i lo­ro co­niu­gi, pos­so­no chie­de­re un cal­co­lo an­ti­ci­pa­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia o del­le ren­di­te per i su­per­sti­ti.

2I cal­co­li an­ti­ci­pa­ti so­no gra­tui­ti.

3Per il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to di una ren­di­ta di vec­chia­ia può ec­ce­zio­nal­men­te es­se­re ri­scos­so un emo­lu­men­to di 300 fran­chi al mas­si­mo se:

a.
una per­so­na ha me­no di 40 an­ni o ha già chie­sto un cal­co­lo ne­gli ul­ti­mi cin­que an­ni; e
b.
la do­man­da non è inol­tra­ta per un mo­ti­vo spe­ci­fi­co, qua­le il cam­bia­men­to di sta­to ci­vi­le, la na­sci­ta di un fi­glio, la per­di­ta del la­vo­ro o l’ini­zio di un’at­ti­vi­tà in­di­pen­den­te.

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 59 Competenza

Il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to è ef­fet­tua­to dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te per la ri­scos­sio­ne dei con­tri­bu­ti al mo­men­to dell’inol­tro del­la do­man­da. L’ar­ti­co­lo 64a LA­VS e gli ar­ti­co­li 122 e se­guen­ti del­la pre­sen­te or­di­nan­za si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 60 Basi di calcolo

1Di mas­si­ma, il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to è ef­fet­tua­to con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 50–57. Per il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to del­le ren­di­te per su­per­sti­ti, è de­ter­mi­nan­te il mo­men­to dell’inol­tro del­la do­man­da. Per il cal­co­lo an­ti­ci­pa­to del­la ren­di­ta di vec­chia­ia è de­ter­mi­nan­te l’età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to o la da­ta di an­ti­ci­pa­zio­ne del­la ren­di­ta.

2La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne può ef­fet­tua­re il cal­co­lo sul­la ba­se dei da­ti for­ni­ti nel­la do­man­da.

3La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne si pro­cu­ra d’uf­fi­cio gli estrat­ti di con­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 set. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2629).

Art. 61 a 66

1 Abro­ga­ti dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

F. Assegno per grandi invalidi e mezzi ausiliari

Art. 66bis Assegno per grandi invalidi

1L’ar­ti­co­lo 37 ca­po­ver­si 1, 2 let­te­re a e b e 3 let­te­re a–d dell’or­di­nan­za del 17 gen­na­io 19612 sull’as­si­cu­ra­zio­ne per l’in­va­li­di­tà (OAI) è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia al­la va­lu­ta­zio­ne del­la gran­de in­va­li­di­tà.3

2Gli ar­ti­co­li 87–88bis OAI so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia al­la re­vi­sio­ne dell’as­se­gno per gran­di in­va­li­di.4

3È con­si­de­ra­ta isti­tu­to ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 43bis ca­po­ver­so 1bis LA­VS qual­sia­si strut­tu­ra ri­co­no­sciu­ta ta­le da un Can­to­ne o che di­spo­ne di un’au­to­riz­za­zio­ne d’eser­ci­zio can­to­na­le.5


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 RS 831.201
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 giu. 2009, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2009 3523 6847 n. II 1).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
5 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 giu. 2009, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2009 3523 6847 n. II 1).

Art. 66ter Mezzi ausiliari

1 Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’in­ter­no (DFI) sta­bi­li­sce le con­di­zio­ni del di­rit­to al­la con­se­gna di mez­zi au­si­lia­ri ai be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te di vec­chia­ia, pre­scri­ve il ge­ne­re dei mez­zi au­si­lia­ri da con­se­gna­re e re­go­la la pro­ce­du­ra di con­se­gna.

2Gli ar­ti­co­li 14bis e 14ter OAI2 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.3


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 apr. 1978, in vi­go­re dal 1° gen. 1979 (RU 1978 420).
2 RS 831.201
3 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 6483).

G. Rapporto con l’assegno per grandi invalidi dell’assicurazione contro gli infortuni

Art. 66quater

1Se l’as­si­cu­ra­to ha di­rit­to a un as­se­gno per gran­di in­va­li­di dell’AVS e può pre­ten­de­re in se­gui­to un as­se­gno per gran­di in­va­li­di dell’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne ver­sa l’as­se­gno per gran­di in­va­li­di dell’AVS all’as­si­cu­ra­to­re con­tro gli in­for­tu­ni te­nu­to a pre­sta­zio­ni.

2Se l’as­si­cu­ra­to ha di­rit­to a un as­se­gno per gran­di in­va­li­di dell’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni e il suo am­mon­ta­re è in se­gui­to mag­gio­ra­to per cau­se estra­nee a in­for­tu­nio, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne ver­sa all’as­si­cu­ra­to­re con­tro gli in­for­tu­ni, te­nu­to a pre­sta­zio­ni, l’im­por­to dell’as­se­gno per gran­di in­va­li­di che l’AVS avreb­be do­vu­to pa­ga­re all’as­si­cu­ra­to se non si fos­se in­for­tu­na­to.


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 143 dell’O del 20 dic. 1982 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 1984 (RU 1983 38).

H. Disposizioni varie

I. Esercizio del diritto

Art. 67

1Il di­rit­to al­la ren­di­ta o all’as­se­gno per gran­di in­va­li­di de­ve es­se­re fat­to va­le­re pre­sen­tan­do al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te giu­sta gli ar­ti­co­li 122 e se­guen­ti, un mo­du­lo di ri­chie­sta de­bi­ta­men­te riem­pi­to. So­no le­git­ti­ma­ti al­la ri­chie­sta il ri­chie­den­te e, per lui, il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le, il co­niu­ge, i ge­ni­to­ri o i non­ni, i fi­gli o gli abia­ti­ci, i fra­tel­li e so­rel­le co­me pu­re i ter­zi o l’au­to­ri­tà che pos­so­no do­man­da­re il ver­sa­men­to del­la ren­di­ta nel­le lo­ro ma­ni.12

1bisSol­tan­to l’aven­te di­rit­to o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le può far va­le­re il di­rit­to al­la ren­di­ta or­di­na­ria an­ti­ci­pa­ta di vec­chia­ia. Que­sto di­rit­to non può es­se­re ri­chie­sto re­troat­ti­va­men­te.3

1terL’ar­ti­co­lo 66 OAI4 è ap­pli­ca­bi­le all’eser­ci­zio del di­rit­to ad as­se­gni per gran­di in­va­li­di e a mez­zi au­si­lia­ri.56

2Una vol­ta l’an­no al­me­no, le cas­se can­to­na­li di com­pen­sa­zio­ne de­vo­no, me­dian­te pub­bli­ca­zio­ni, ri­chia­ma­re l’at­ten­zio­ne de­gli as­si­cu­ra­ti sul­le pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve, le con­di­zio­ni di di­rit­to e la ri­chie­sta.7


1 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
2 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 143 dell’O del 20 dic. 1982 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 1984 (RU 1983 38).
3 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
4 RS 831.201
5 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 29 giu. 1983, in vi­go­re dal 1° gen. 1984 (RU 1983 903).
6 Ori­gi­na­rio cpv. 1bis.
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 19 nov. 1965, in vi­go­re dal 1° gen. 1966 (RU 1965 1019).

II. Determinazione delle rendite

Art. 68 Rendite ordinarie

1Il mo­du­lo di ri­chie­sta de­ve con­te­ne­re tut­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per il cal­co­lo del­la ren­di­ta.1

2Sul­la ba­se di que­ste in­di­ca­zio­ni, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ter­mi­na se l’aven­te di­rit­to ha o ave­va il do­mi­ci­lio in Sviz­ze­ra, fa riu­ni­re dall’Uf­fi­cio cen­tra­le di com­pen­sa­zio­ne (UCC) i con­ti in­di­vi­dua­li, quin­di esa­mi­na il di­rit­to al­la ren­di­ta e la sta­bi­li­sce.2

3La de­ci­sio­ne di as­se­gna­zio­ne del­la ren­di­ta dev’es­se­re no­ti­fi­ca­ta al­le par­ti, se­gna­ta­men­te:3

a.
all’aven­te di­rit­to, per­so­nal­men­te, o al suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le;
b.4
al­la ter­za per­so­na o all’au­to­ri­tà che ha fat­to va­le­re il di­rit­to al­la ren­di­ta o al­la qua­le è ver­sa­ta la ren­di­ta;
c.5
all’as­si­cu­ra­to­re con­tro gli in­for­tu­ni com­pe­ten­te, se è te­nu­to a for­ni­re pre­sta­zio­ni.
d.6
...

1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 7 nov. 2007, in vi­go­re dal 1° dic. 2007 (RU 2007 5271).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
6 Abro­ga­ta dal n. I del DCF del 10 gen. 1969, con ef­fet­to dal 1° gen. 1969 (RU 1969 135).

Art. 69

1 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

III. Determinazione dell’assegno per grandi invalidi

Art. 69bis Richiesta

1Il mo­du­lo di ri­chie­sta de­ve con­te­ne­re tut­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie per la de­ter­mi­na­zio­ne del di­rit­to all’as­se­gno per gran­de in­va­li­do.

2...2

3La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne de­ve ap­por­re la da­ta di ri­ce­zio­ne del mo­du­lo e tra­smet­ter­lo all’uf­fi­cio dell’as­si­cu­ra­zio­ne per l’in­va­li­di­tà (det­to qui di se­gui­to: «uf­fi­cio AI»).3


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1969 135).
2 Abro­ga­to dal n. I dell’O dell’11 set. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II dell’O del 15 giu. 1992, in vi­go­re dal 1° lug. 1992 (RU 1992 1251).

Art. 69ter Accertamento della grande invalidità

Gli ar­ti­co­li 69–72bis OAI2 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).
2 RS 831.201

Art. 69quater Deliberazione

1Ul­ti­ma­ta l’istrut­to­ria, di re­go­la so­lo l’uf­fi­cio AI de­li­be­ra sul di­rit­to. Es­so re­di­ge im­me­dia­ta­men­te la de­li­be­ra­zio­ne e la tra­smet­te al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne com­pe­ten­te ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 125bis.

2Gli ar­ti­co­li 74ter ca­po­ver­so 1 let­te­ra f e 74qua­ter OAI2 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II dell’O del 15 giu. 1992, in vi­go­re dal 1° lug. 1992 (RU 1992 1251).
2 RS 831.201

Art. 69quinquies Decisione

La de­ci­sio­ne con­cer­nen­te l’as­se­gno per gran­di in­va­li­di è no­ti­fi­ca­ta ai de­sti­na­ta­ri di cui all’ar­ti­co­lo 68 ca­po­ver­so 3 e all’uf­fi­cio AI com­pe­ten­te.


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

IV. Disposizioni procedurali comuni

Art. 70 Comunicazione dei dati concernenti le rendite e registro delle rendite

Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne co­mu­ni­ca­no, in mo­do ade­gua­to, all’UCC i da­ti ne­ces­sa­ri al­la te­nu­ta del re­gi­stro cen­tra­le del­le ren­di­te. Va te­nu­to, inol­tre, un re­gi­stro nel qua­le de­ve es­se­re an­no­ta­ta qual­sia­si mo­di­fi­ca­zio­ne cir­ca ogni ren­di­ta e as­se­gno per gran­di in­va­li­di ver­sa­ti dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne o da un da­to­re di la­vo­ro che re­go­la i con­ti con es­sa.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 61 dell’O del 18 apr. 1984 sul­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà, in vi­go­re dal 1° gen. 1985 (RU 1984 543),

Art. 70bis Avviso obbligatorio

1L’aven­te di­rit­to o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le op­pu­re, se è il ca­so, la ter­za per­so­na o l’au­to­ri­tà al­la qua­le è pa­ga­ta la ren­di­ta o l’as­se­gno per gran­di in­va­li­di de­ve an­nun­cia­re al­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne ogni mu­ta­men­to im­por­tan­te nel­le con­di­zio­ni per­so­na­li o nel gra­do del­la gran­de in­va­li­di­tà.2

2Ove oc­cor­ra, la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne tra­smet­te gli av­vi­si all’uf­fi­cio AI.3


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 mag. 1957 (RU 1957 422). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 10 gen. 1969, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1969 135).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II dell’O del 15 giu. 1992, in vi­go­re dal 1° lug. 1992 (RU 1992 1251).

V. Pagamento della rendita e dell’assegno per grandi invalidi

Art. 71 Modo di pagamento

1...2

2Se un aven­te di­rit­to de­ve re­go­la­re con­tem­po­ra­nea­men­te, in qua­li­tà di per­so­na te­nu­ta a pa­ga­re i con­tri­bu­ti, i con­ti con la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne, le ren­di­te e gli as­se­gni per gran­di in­va­li­di pos­so­no es­se­re com­pen­sa­ti con i con­tri­bu­ti do­vu­ti.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del DCF del 10 gen. 1969, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1969 135).
2 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 71bis

1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 7 lug. 1982 (RU 1982 1279). Abro­ga­to dal n. I dell’O dell’11 set. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).

Art. 71ter Versamento della rendita per i figli

1Se i ge­ni­to­ri non so­no o non so­no più spo­sa­ti o se vi­vo­no se­pa­ra­ti, la ren­di­ta per i fi­gli è ver­sa­ta su do­man­da al ge­ni­to­re che non ha di­rit­to al­la ren­di­ta prin­ci­pa­le, sem­pre che sia ti­to­la­re dell’au­to­ri­tà pa­ren­ta­le sul fi­glio e vi­va con que­st’ul­ti­mo. So­no sal­ve di­spo­si­zio­ni di­ver­se im­po­ste dal giu­di­ce ci­vi­le o dall’au­to­ri­tà tu­to­ria.

2Il ca­po­ver­so 1 è pu­re ap­pli­ca­bi­le per il pa­ga­men­to ar­re­tra­to del­le ren­di­te per i fi­gli. Se il ge­ni­to­re che ha di­rit­to al­la ren­di­ta ha adem­piu­to l’ob­bli­go di man­te­ni­men­to ver­so il fi­glio, ha di­rit­to al pa­ga­men­to ar­re­tra­to del­le ren­di­te fi­no a con­cor­ren­za dei con­tri­bu­ti men­si­li for­ni­ti.

3Il rag­giun­gi­men­to del­la mag­gio­re età del fi­glio non mo­di­fi­ca le mo­da­li­tà di ver­sa­men­to ap­pli­ca­te fi­no a quel mo­men­to, a me­no che il fi­glio mag­gio­ren­ne non chie­da che la ren­di­ta per i fi­gli sia ver­sa­ta a lui per­so­nal­men­te. So­no sal­ve di­spo­si­zio­ni di­ver­se im­po­ste dal giu­di­ce ci­vi­le o dall’au­to­ri­tà tu­to­ria.3


1 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 14 nov. 2001, in vi­go­re dal 1° gen. 2002 (RU 2002 199).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).
3 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4573).

Art. 72 Termini

Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne im­par­ti­sco­no per tem­po al­la po­sta o al­la ban­ca gli or­di­ni di pa­ga­men­to, in mo­do che il pa­ga­men­to pos­sa es­se­re ef­fet­tua­to en­tro il ven­te­si­mo gior­no del me­se.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 73 Prova del pagamento

La pro­va del pa­ga­men­to del­le ren­di­te o dell’as­se­gno per gran­di in­va­li­di è for­ni­ta dal­le li­ste di pa­ga­men­ti in­ter­ni del­le cas­se e da­gli av­vi­si di ad­de­bi­ta­men­to del­la Po­sta Sviz­ze­ra o del­le ban­che.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 58 dell’O del 1° dic. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2779).

Art. 74 Misure di garanzia

1...1

2Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne pro­ce­do­no a ve­ri­fi­ca­re se l’aven­te di­rit­to è an­co­ra vi­ven­te, in mo­do cor­ren­te o fon­dan­do­si sui do­cu­men­ti che so­no a lo­ro di­spo­si­zio­ne, su­gli av­vi­si che per­ven­go­no lo­ro e su­gli an­nun­ci dei ca­si di mor­te spe­di­ti pe­rio­di­ca­men­te dall’UCC. Se è ne­ces­sa­rio, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne si pro­cu­ra­no un cer­ti­fi­ca­to di vi­ta.2

3In ca­so di ren­di­te pa­ga­te a per­so­ne re­si­den­ti all’este­ro, la Cas­sa sviz­ze­ra di com­pen­sa­zio­ne si pro­cu­ra pe­rio­di­ca­men­te un cer­ti­fi­ca­to di vi­ta.3


1 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 29 nov. 1995, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ott. 1974, in vi­go­re dal 1° gen. 1975 (RU 1974 1594).
3 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 18 ott. 1974 (RU 1974 1594). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4361).

Art. 75 Cumulo con altri pagamenti di rendite

Le cas­se di com­pen­sa­zio­ne pos­so­no ver­sa­re, con­tem­po­ra­nea­men­te al­la ren­di­ta dell’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti, an­che le pre­sta­zio­ni pe­rio­di­che di pre­vi­den­za, che es­se de­vo­no pa­ga­re all’aven­te di­rit­to in ese­cu­zio­ne di un al­tro com­pi­to lo­ro af­fi­da­to dal Can­to­ne o dall’as­so­cia­zio­ne fon­da­tri­ce.


1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 nov. 1995, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 668).

Art. 76

1 Abro­ga­to dal n. I dell’O dell’11 set. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).

Art. 76bis

1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 10 gen. 1969 (RU 1969 135). Abro­ga­to dal n. I dell’O dell’11 set. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).

VI. Ricupero e impossibilità di restituzione

Art. 77 Ricupero delle rendite non ricevute

Chi non ha ri­ce­vu­to una ren­di­ta al­la qua­le ave­va di­rit­to o ha ri­ce­vu­to una ren­di­ta in­fe­rio­re a quel­la che po­te­va pre­ten­de­re, può esi­ge­re dal­la cas­sa di com­pen­sa­zio­ne il pa­ga­men­to dell’im­por­to do­vu­to­gli. Se una cas­sa di com­pen­sa­zio­ne vie­ne a co­no­scen­za che un aven­te di­rit­to ha ri­ce­vu­to nes­su­na ren­di­ta o una ren­di­ta trop­po bas­sa, es­sa de­ve ver­sa­re l’im­por­to non pa­ga­to. È ri­ser­va­ta la pre­scri­zio­ne con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 46 LA­VS.

Art. 78 a 79

1 Abro­ga­ti dal n. I dell’O dell’11 set. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3710).

Art. 79bis Crediti per restituzione di rendite irrecuperabili

1Se l’ese­cu­zio­ne pro­mos­sa con­tro una per­so­na te­nu­ta a re­sti­tui­re del­le ren­di­te è ri­ma­sta sen­za suc­ces­so o se ap­pa­re evi­den­te che sa­rà in­frut­tuo­sa e se non può es­se­re ope­ra­ta una com­pen­sa­zio­ne, la cas­sa di­chia­ra ir­re­cu­pe­ra­bi­li le ren­di­te di cui ha chie­sto la re­sti­tu­zio­ne. Se più tar­di il de­bi­to­re di­ven­ta sol­ven­te, dev’es­se­re ri­chie­sto il pa­ga­men­to de­gli im­por­ti di­chia­ra­ti ir­re­cu­pe­ra­bi­li.

2...2


1 In­tro­dot­to dal n. I del DCF del 20 apr. 1951, in vi­go­re dal 1° gen. 1951 (RU 1951 392).
2 Abro­ga­to dal n. I 1 dell’O dell’11 ott. 1972, con ef­fet­to dal 1° gen. 1973 (RU 1972 2338).