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Ordinanza
sulla previdenza professionale per la vecchiaia,
i superstiti e l’invalidità
(OPP 2)

del 18 aprile 1984 (Stato 1° gennaio 2021)

Il Consiglio federale svizzero,

visto l’articolo 97 capoverso 1 della legge federale del 25 giugno 19821 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP);
visto l’articolo 26 capoverso 1 della legge del 17 dicembre 19932 sul libero passaggio (LFLP);
visti gli articoli 124 capoverso 3 e 124a capoverso 3 del Codice civile (CC)3,4

ordina:

1 RS 831.40

2 RS 831.42

3 RS 210

4 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

Capitolo 1: Principi della previdenza professionale5

5 Introdotto dal n. I dell’O del 10 giu. 2005, in vigore dal 1° gen. 2006 (RU 2005 4279).

Sezione 1: Adeguatezza

Art. 1 Contributi e prestazioni  

(art. 1 cpv. 2 e 3 LPP)

1 Il pia­no di pre­vi­den­za è con­si­de­ra­to ade­gua­to se le con­di­zio­ni pre­vi­ste ai ca­po­ver­si 2 e 3 so­no adem­piu­te.

2 Con­for­me­men­te al mo­del­lo di cal­co­lo:

a.
le pre­sta­zio­ni re­go­la­men­ta­ri non su­pe­ra­no il 70 per cen­to dell’ul­ti­mo sa­la­rio o red­di­to as­si­cu­ra­bi­le sog­get­to all’AVS con­se­gui­to pri­ma del pen­sio­na­men­to op­pu­re
b.
l’im­por­to com­ples­si­vo an­nuo dei con­tri­bu­ti re­go­la­men­ta­ri del da­to­re di la­vo­ro e dei sa­la­ria­ti de­sti­na­ti al fi­nan­zia­men­to del­le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia non su­pe­ra il 25 per cen­to del­la som­ma dei sa­la­ri as­si­cu­ra­bi­li sog­get­ti all’AVS o i con­tri­bu­ti an­nui de­gli in­di­pen­den­ti non su­pe­ra­no il 25 per cen­to del red­di­to as­si­cu­ra­bi­le sog­get­to all’AVS.

3 Per i sa­la­ri ec­ce­den­ti il li­mi­te su­pe­rio­re fis­sa­to all’ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 LPP, con­for­me­men­te al mo­del­lo di cal­co­lo, le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, ag­giun­te a quel­le dell’AVS, non su­pe­ra­no l’85 per cen­to dell’ul­ti­mo sa­la­rio o red­di­to sog­get­to all’AVS con­se­gui­to pri­ma del pen­sio­na­men­to.

4 L’ade­gua­tez­za del­le pre­sta­zio­ni in ca­pi­ta­le even­tual­men­te con­tem­pla­te dal pia­no di pre­vi­den­za è va­lu­ta­ta in ba­se al­le pre­sta­zio­ni in for­ma di ren­di­ta cor­ri­spon­den­ti, cal­co­la­te ap­pli­can­do l’ali­quo­ta di con­ver­sio­ne re­go­la­men­ta­re o, lad­do­ve il re­go­la­men­to non pre­ve­de ali­quo­te di con­ver­sio­ne, l’ali­quo­ta mi­ni­ma di con­ver­sio­ne fis­sa­ta all’ar­ti­co­lo 14 ca­po­ver­so 2 LPP.

5 Un pia­no di pre­vi­den­za con pos­si­bi­li­tà di scel­ta del­la stra­te­gia d’in­ve­sti­men­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 1e è con­si­de­ra­to ade­gua­to, se:

a.
so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni pre­vi­ste al ca­po­ver­so 2 let­te­ra b; e
b.
per il cal­co­lo dell’im­por­to mas­si­mo del­la som­ma d’ac­qui­sto non pos­so­no es­se­re pre­si in con­si­de­ra­zio­ne con­tri­bu­ti su­pe­rio­ri in me­dia al 25 per cen­to del sa­la­rio as­si­cu­ra­to per an­no di con­tri­bu­zio­ne pos­si­bi­le, sen­za in­te­res­si.6

6 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 30 ago. 2017, in vi­go­re dal 1° ott. 2017 (RU 2017 5021).

Art. 1a Adeguatezza in caso di più rapporti di previdenza  

(art. 1 cpv. 2 e 3 LPP)

1 Se un da­to­re di la­vo­ro sti­pu­la con più isti­tu­ti di pre­vi­den­za con­trat­ti di af­fi­lia­zio­ne in vir­tù dei qua­li ta­lu­ni sa­la­ria­ti so­no as­si­cu­ra­ti con­tem­po­ra­nea­men­te pres­so più isti­tu­ti, de­ve adot­ta­re mi­su­re af­fin­ché il com­ples­so dei rap­por­ti di pre­vi­den­za sia con­for­me per ana­lo­gia all’ar­ti­co­lo 1.

2 Gli in­di­pen­den­ti che fan­no as­si­cu­ra­re il lo­ro red­di­to pres­so più isti­tu­ti di pre­vi­den­za de­vo­no adot­ta­re le mi­su­re ne­ces­sa­rie af­fin­ché il com­ples­so dei lo­ro rap­por­ti di pre­vi­den­za sia con­for­me per ana­lo­gia all’ar­ti­co­lo 1.

Art. 1b Pensionamento anticipato  

(art. 1 cpv. 3 LPP)

1 Al fi­ne di com­pen­sa­re to­tal­men­te o in par­te la ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia im­pli­ca­ta dal­la ri­scos­sio­ne an­ti­ci­pa­ta, il re­go­la­men­to dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za può con­sen­ti­re agli as­si­cu­ra­ti ac­qui­sti sup­ple­men­ta­ri ol­tre a quel­lo di tut­te le pre­sta­zio­ni re­go­la­men­ta­ri ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 LFLP.

2 Gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za che con­sen­to­no ac­qui­sti per il pen­sio­na­men­to an­ti­ci­pa­to con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 1 de­vo­no de­fi­ni­re i lo­ro pia­ni di pre­vi­den­za in mo­do che, qua­lo­ra l’as­si­cu­ra­to ri­nun­cias­se al pen­sio­na­men­to an­ti­ci­pa­to, l’obiet­ti­vo del­le pre­sta­zio­ni pre­vi­sto nel re­go­la­men­to sia su­pe­ra­to al mas­si­mo del 5 per cen­to.

Sezione 2: Collettività

Art. 1c Piani di previdenza  

(art. 1 cpv. 3 LPP)

1 Il prin­ci­pio del­la col­let­ti­vi­tà è ri­spet­ta­to quan­do l’isti­tu­to di pre­vi­den­za o la cas­sa pen­sio­ni af­fi­lia­ta pre­ve­de nel suo re­go­la­men­to una o più col­let­ti­vi­tà di as­si­cu­ra­ti. L’ap­par­te­nen­za ad una col­let­ti­vi­tà de­ve es­se­re de­ter­mi­na­ta in ba­se a cri­te­ri obiet­ti­vi qua­li in par­ti­co­la­re l’an­zia­ni­tà di ser­vi­zio, la fun­zio­ne svol­ta, la po­si­zio­ne ge­rar­chi­ca nell’azien­da, l’età o il li­vel­lo sa­la­ria­le.

2 Il prin­ci­pio del­la col­let­ti­vi­tà è pa­ri­men­ti ri­spet­ta­to quan­do una so­la per­so­na è as­si­cu­ra­ta, ma il re­go­la­men­to pre­ve­de per prin­ci­pio la pos­si­bi­li­tà di as­si­cu­rar­ne al­tre. Que­sto ca­po­ver­so non si ap­pli­ca tut­ta­via all’as­si­cu­ra­zio­ne fa­col­ta­ti­va de­gli in­di­pen­den­ti giu­sta l’ar­ti­co­lo 44 LPP.

Art.1d Possibilità di scegliere tra più piani di previdenza  

(art. 1 cpv. 3 LPP)

1 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za o la cas­sa pen­sio­ni af­fi­lia­ta può pro­por­re al mas­si­mo tre pia­ni di pre­vi­den­za agli as­si­cu­ra­ti di ogni col­let­ti­vi­tà.

2 La som­ma del­le quo­te con­tri­bu­ti­ve ver­sa­te in per­cen­tua­le del sa­la­rio da da­to­re di la­vo­ro e sa­la­ria­ti de­ve am­mon­ta­re nel pia­no che con­tem­pla i con­tri­bu­ti più bas­si ad al­me­no due ter­zi di quel­la pre­vi­sta nel pia­no con i con­tri­bu­ti più ele­va­ti. L’ali­quo­ta con­tri­bu­ti­va del da­to­re di la­vo­ro de­ve es­se­re la stes­sa in ogni pia­no di pre­vi­den­za.

Art. 1e Scelta della strategia d’investimento 7  

(art. 1 cpv. 3 LPP)

1 Sol­tan­to gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za che as­si­cu­ra­no esclu­si­va­men­te la par­te del sa­la­rio ec­ce­den­te di più di una vol­ta e mez­za l’im­por­to li­mi­te su­pe­rio­re fis­sa­to all’ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 LPP pos­so­no pro­por­re di­ver­se stra­te­gie d’in­ve­sti­men­to nell’am­bi­to di uno stes­so pia­no di pre­vi­den­za.

2 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za può pro­por­re al mas­si­mo die­ci stra­te­gie d’in­ve­sti­men­to per cas­sa pen­sio­ni af­fi­lia­ta.

3 L’ave­re di pre­vi­den­za di un as­si­cu­ra­to non può es­se­re sud­di­vi­so né in­ve­sti­to se­con­do di­ver­se stra­te­gie o di­ver­se pon­de­ra­zio­ni all’in­ter­no di una stra­te­gia.

4 Gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za pos­so­no pro­por­re al­le cas­se pen­sio­ni af­fi­lia­te più ge­ren­ti pa­tri­mo­nia­li ester­ni per cia­scu­na stra­te­gia d’in­ve­sti­men­to. Le cas­se pen­sio­ni af­fi­lia­te pos­so­no sce­glie­re sol­tan­to uno dei ge­ren­ti pa­tri­mo­nia­li pro­po­sti dall’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

5 All’in­ter­no di uno stes­so col­let­ti­vo di as­si­cu­ra­ti le stra­te­gie d’in­ve­sti­men­to de­vo­no es­se­re pro­po­ste a tut­ti gli as­si­cu­ra­ti. Il ri­sul­ta­to de­gli in­ve­sti­men­ti di una stra­te­gia d’in­ve­sti­men­to de­ve es­se­re at­tri­bui­to se­con­do cri­te­ri uni­for­mi agli ave­ri de­gli as­si­cu­ra­ti di un col­let­ti­vo che han­no scel­to ta­le stra­te­gia.

7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 30 ago. 2017, in vi­go­re dal 1° ott. 2017 (RU 2017 5021).

Sezione 3: Parità di trattamento

(art. 1 cpv. 3 LPP)

Art. 1f  

Il prin­ci­pio del­la pa­ri­tà di trat­ta­men­to è ri­spet­ta­to quan­do tut­ti gli as­si­cu­ra­ti di una col­let­ti­vi­tà so­no sog­get­ti al­le me­de­si­me con­di­zio­ni re­go­la­men­ta­ri nel pia­no di pre­vi­den­za.

Sezione 4: Pianificazione previdenziale

(art. 1 cpv. 3 LPP)

Art. 1g  

Il prin­ci­pio del­la pia­ni­fi­ca­zio­ne pre­vi­den­zia­le è ri­spet­ta­to quan­do l’isti­tu­to di pre­vi­den­za fis­sa in mo­do pre­ci­so nel suo re­go­la­men­to le di­ver­se pre­sta­zio­ni of­fer­te, le mo­da­li­tà del lo­ro fi­nan­zia­men­to e le con­di­zio­ni di di­rit­to, i pia­ni di pre­vi­den­za pro­po­sti e le di­ver­se col­let­ti­vi­tà di as­si­cu­ra­ti al­le qua­li si ap­pli­ca­no dif­fe­ren­ti pia­ni di pre­vi­den­za. Il pia­no di pre­vi­den­za de­ve fon­dar­si su pa­ra­me­tri de­ter­mi­na­ti in ba­se a prin­ci­pi tec­ni­ci ri­co­no­sciu­ti.

Sezione 5: Principio d’assicurazione

(art. 1 cpv. 3 LPP)

Art. 1h8  

1 Il prin­ci­pio d’as­si­cu­ra­zio­ne è ri­spet­ta­to quan­do l’isti­tu­to di pre­vi­den­za im­pie­ga al­me­no il 4 per cen­to dell’im­por­to com­ples­si­vo dei con­tri­bu­ti per fi­nan­zia­re le pre­sta­zio­ni che co­pro­no i ri­schi di de­ces­so e d’in­va­li­di­tà. Per il cal­co­lo di que­sta per­cen­tua­le mi­ni­ma è de­ter­mi­nan­te l’im­por­to com­ples­si­vo dei con­tri­bu­ti per tut­te le col­let­ti­vi­tà e per tut­ti i pia­ni di pre­vi­den­za di un da­to­re di la­vo­ro af­fi­lia­to ad un isti­tu­to di pre­vi­den­za.9 Se a un isti­tu­to di pre­vi­den­za so­no af­fi­lia­ti più da­to­ri di la­vo­ro, per il cal­co­lo del­la per­cen­tua­le mi­ni­ma so­no de­ter­mi­nan­ti i con­tri­bu­ti per le col­let­ti­vi­tà ed i pia­ni di un so­lo da­to­re di la­vo­ro.

2 Ne­gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za che ap­pli­ca­no esclu­si­va­men­te la pre­vi­den­za più este­sa ed ex­traob­bli­ga­to­ria, il prin­ci­pio d’as­si­cu­ra­zio­ne è pa­ri­men­ti ri­spet­ta­to quan­do, con­for­me­men­te al re­go­la­men­to, l’ave­re di vec­chia­ia è ali­men­ta­to sen­za la co­per­tu­ra dei ri­schi di de­ces­so e d’in­va­li­di­tà nei ca­si in cui, in ra­gio­ne del ri­schio con­si­de­re­vol­men­te ac­cre­sciu­to ri­le­va­to da un esa­me me­di­co, la co­per­tu­ra dei pre­det­ti ri­schi è esclu­sa dall’as­si­cu­ra­zio­ne. In que­sti ca­si le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia pos­so­no es­se­re ver­sa­te so­lo in for­ma di ren­di­ta.

8 Ve­di an­che la lett. c del­le di­sp. fin del­la mod. del 10 giu. 2005 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

9 Nuo­vo te­sto del pri­mo e se­con­do per. giu­sta il n. I 2 dell’O del 26 ago. 2020 con­cer­nen­te mo­di­fi­che nell’am­bi­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, in vi­go­re dal 1° ott. 2020 (RU 2020 3755).

Sezione 6: Età minima per il pensionamento anticipato

(art. 1 cpv. 3 LPP)

Art. 1i10  

1 I re­go­la­men­ti de­gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za non pos­so­no pre­ve­de­re un’età di pen­sio­na­men­to in­fe­rio­re a 58 an­ni.

2 So­no am­mes­se età di pen­sio­na­men­to in­fe­rio­ri a quel­la men­zio­na­ta al ca­po­ver­so 1:

a.
in ca­so di ri­strut­tu­ra­zio­ni azien­da­li;
b.
nel ca­so di rap­por­ti di la­vo­ro in cui è pre­vi­sta un’età di pen­sio­na­men­to in­fe­rio­re per mo­ti­vi di si­cu­rez­za pub­bli­ca.

10 Ve­di an­che la lett. d del­le di­sp. fin del­la mod. del 10 giu. 2005 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Capitolo 1a: Assicurazione obbligatoria dei salariati 11

11 Originario Cap. 1.

Sezione 1: Categorie di persone assicurate e salario coordinato

Art. 1j Salariati esenti dall’assicurazione obbligatoria 12  

(art. 2 cpv. 2 e 4 LPP)13

1 I se­guen­ti sa­la­ria­ti non sot­to­stan­no all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria:

a.
i sa­la­ria­ti il cui da­to­re di la­vo­ro non è sot­to­po­sto all’ob­bli­go di ver­sa­re con­tri­bu­ti all’AVS;
b.14
i sa­la­ria­ti as­sun­ti per un pe­rio­do li­mi­ta­to non su­pe­rio­re ai tre me­si; è fat­to sal­vo l’ar­ti­co­lo 1k;
c.
i sa­la­ria­ti che eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà ac­ces­so­ria, se so­no già ob­bli­ga­to­ria­men­te as­si­cu­ra­ti per l’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va prin­ci­pa­le op­pu­re se eser­ci­ta­no un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va in­di­pen­den­te a ti­to­lo prin­ci­pa­le;
d.15
le per­so­ne che so­no in­va­li­de al­me­no in mi­su­ra del 70 per cen­to ai sen­si dell’AI e le per­so­ne il cui rap­por­to di as­si­cu­ra­zio­ne è pro­ro­ga­to prov­vi­so­ria­men­te con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 26aLPP;
e.16
i se­guen­ti mem­bri del­la fa­mi­glia del con­dut­to­re di un’azien­da agri­co­la, che vi la­vo­ra­no:
1.
i pa­ren­ti del con­dut­to­re in li­nea ascen­den­te e di­scen­den­te, non­ché i lo­ro con­giun­ti o part­ner re­gi­stra­ti,
2.
i ge­ne­ri e le nuo­re del con­dut­to­re che con ogni pro­ba­bi­li­tà ri­le­ve­ran­no l’azien­da per ge­stir­la per­so­nal­men­te.

2 I sa­la­ria­ti non at­ti­vi in Sviz­ze­ra o la cui at­ti­vi­tà nel no­stro Pae­se non pre­sen­ta pro­ba­bil­men­te un ca­rat­te­re du­re­vo­le, che so­no già suf­fi­cien­te­men­te as­si­cu­ra­ti all’este­ro, so­no esen­ta­ti dall’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria a con­di­zio­ne che ne fac­cia do­man­da al com­pe­ten­te isti­tu­to di pre­vi­den­za.

3 I sa­la­ria­ti che non so­no sot­to­po­sti all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria in vir­tù del ca­po­ver­so 1 let­te­re a ed e pos­so­no far­si as­si­cu­ra­re a ti­to­lo fa­col­ta­ti­vo, al­le stes­se con­di­zio­ni de­gli in­di­pen­den­ti.

4 I sa­la­ria­ti che non so­no sot­to­po­sti all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria in vir­tù del ca­po­ver­so 1 let­te­re b e c pos­so­no far­si as­si­cu­ra­re a ti­to­lo fa­col­ta­ti­vo con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 46 LPP.

12 Ori­gi­na­rio art. 1.

13 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 giu. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 20083551).

14 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 giu. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 20083551).

15 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 16 nov. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20115679).

16 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 3 dell’O del 29 set. 2006 con­cer­nen­te l’at­tua­zio­ne del­la L del 18 giu. 2004 sull’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta nel­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4155).

Art. 1k Salariati assunti per un periodo limitato 17  

(art. 2 cpv. 4 LPP)

I sa­la­ria­ti as­sun­ti o im­pie­ga­ti per un pe­rio­do li­mi­ta­to sot­to­stan­no all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria, se:

a.
il rap­por­to di la­vo­ro è pro­lun­ga­to, sen­za in­ter­ru­zio­ne, ol­tre i tre me­si: in tal ca­so il sa­la­ria­to è as­si­cu­ra­to dal mo­men­to in cui è sta­to con­ve­nu­to il pro­lun­ga­men­to;
b.
so­no sta­ti a più ri­pre­se as­sun­ti dal­lo stes­so da­to­re di la­vo­ro, o im­pie­ga­ti dal­la stes­sa im­pre­sa che pre­sta il per­so­na­le, per un pe­rio­do com­ples­si­va­men­te su­pe­rio­re a tre me­si e sen­za in­ter­ru­zio­ni su­pe­rio­ri a tre me­si: in tal ca­so il sa­la­ria­to è as­si­cu­ra­to dall’ini­zio del quar­to me­se di la­vo­ro; se pri­ma dell’ini­zio del rap­por­to di la­vo­ro è sta­to tut­ta­via con­ve­nu­to che il sa­la­ria­to è as­sun­to o im­pie­ga­to per una du­ra­ta com­ples­si­va su­pe­rio­re a tre me­si, l’as­sog­get­ta­men­to co­min­cia con­tem­po­ra­nea­men­te al rap­por­to di la­vo­ro.

17 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 25 giu. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 20083551).

Art. 2 Fornitura di personale a prestito 18  

(art. 2 cpv. 4 LPP)

I la­vo­ra­to­ri oc­cu­pa­ti in un’im­pre­sa ac­qui­si­tri­ce nell’am­bi­to di una for­ni­tu­ra di per­so­na­le a pre­sti­to con­for­me­men­te al­la leg­ge fe­de­ra­le del 6 ot­to­bre 198919 sul col­lo­ca­men­to e il per­so­na­le a pre­sti­to so­no con­si­de­ra­ti im­pie­ga­ti dell’im­pre­sa che pre­sta il per­so­na­le.

18 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

19 RS 823.11

Art. 3 Determinazione del salario coordinato  

(art. 7 cpv. 2 e 8 LPP)

1 Nel suo re­go­la­men­to l’isti­tu­to di pre­vi­den­za può de­ro­ga­re al sa­la­rio de­ter­mi­nan­te nell’AVS:

a.
fa­cen­do astra­zio­ne di ele­men­ti oc­ca­sio­na­li del sa­la­rio;
b.
fis­san­do an­ti­ci­pa­ta­men­te il sa­la­rio coor­di­na­to an­nuo in ba­se all’ul­ti­mo sa­la­rio an­nuo no­to; si de­ve tut­ta­via te­ner con­to dei cam­bia­men­ti già con­ve­nu­ti per l’an­no in cor­so;
c.
de­ter­mi­nan­do il sa­la­rio coor­di­na­to in mo­do for­fet­ta­rio, in quel­le pro­fes­sio­ni in cui le con­di­zio­ni d’oc­cu­pa­zio­ne e di re­tri­bu­zio­ne so­no ir­re­go­la­ri, in ba­se al sa­la­rio me­dio di ogni ca­te­go­ria pro­fes­sio­na­le.

2 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za può pu­re de­ro­ga­re al sa­la­rio an­nuo e de­ter­mi­na­re il sa­la­rio coor­di­na­to ba­san­do­si sul sa­la­rio ver­sa­to per un de­ter­mi­na­to pe­rio­do di pa­ga­men­to. Gli im­por­ti li­mi­te fis­sa­ti ne­gli ar­ti­co­li 2, 7, 8 e 46 LPP de­vo­no al­lo­ra es­se­re con­ver­ti­ti per il cor­ri­spon­den­te pe­rio­do di pa­ga­men­to. Se il sa­la­rio di­ven­ta tem­po­ra­nea­men­te in­fe­rio­re all’im­por­to li­mi­te mi­ni­mo, il sa­la­ria­to re­sta co­mun­que sot­to­po­sto all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria.

Art. 3a Importo minimo del salario assicurato 20  

(art. 8 LPP)

1 Per le per­so­ne che sot­to­stan­no all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 2 LPP e che per­ce­pi­sco­no da un da­to­re di la­vo­ro un sa­la­rio de­ter­mi­nan­te AVS su­pe­rio­re a 21 510 fran­chi, de­ve es­se­re as­si­cu­ra­to un im­por­to di al­me­no 3585 fran­chi.21

2 Il sa­la­rio mi­ni­mo as­si­cu­ra­to se­con­do il ca­po­ver­so 1 va­le an­che per l’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria di per­so­ne per le qua­li gli im­por­ti li­mi­te so­no ri­dot­ti con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 4.

20 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

21 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 14 ott. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 20204621).

Art. 4 Salario coordinato di assicurati parzialmente invalidi 22  

(art. 8 e 34 cpv. 1 lett. b LPP)

Per le per­so­ne par­zial­men­te in­va­li­de ai sen­si del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 195923 sull’as­si­cu­ra­zio­ne per l’in­va­li­di­tà, gli im­por­ti li­mi­te fis­sa­ti ne­gli ar­ti­co­li 2, 7, 8 ca­po­ver­so 1 e 46 LPP so­no ri­dot­ti co­me se­gue:

Di­rit­to al­la ren­di­ta in fra­zio­ni di una ren­di­ta in­te­ra

Ri­du­zio­ne de­gli im­por­ti li­mi­te

¼

¼

½

½

¾

¾

22 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

23 RS 831.20

Art. 5 Adeguamento all’AVS 24  

(art. 9 LPP)

Gli im­por­ti li­mi­te di cui agli ar­ti­co­li 2, 7, 8 e 46 LPP so­no au­men­ta­ti co­me se­gue:

Im­por­ti pre­ce­den­ti
in fr.

Nuo­vi im­por­ti
in fr.

21 330

21 510

24 885

25 095

85 320

86 040

3 555

3 585

24 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 14 ott. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 20204621).

Art. 6 Inizio dell’assicurazione 25  

(art. 10 cpv. 1 LPP)

1 L’as­si­cu­ra­zio­ne espli­ca i suoi ef­fet­ti dal gior­no in cui ini­zia il rap­por­to di la­vo­ro o sus­si­ste per la pri­ma vol­ta un di­rit­to al sa­la­rio, ma in ogni ca­so dal mo­men­to in cui il sa­la­ria­to si av­via per re­car­si al la­vo­ro.

2 Per i di­soc­cu­pa­ti l’as­si­cu­ra­zio­ne espli­ca i suoi ef­fet­ti dal gior­no in cui so­no sod­di­sfat­te per la pri­ma vol­ta i pre­sup­po­sti del di­rit­to di cui all’ar­ti­co­lo 8 del­la leg­ge del 25 giu­gno 198226 sul­lʼas­si­cu­ra­zio­ne con­tro la di­soc­cu­pa­zio­ne (LA­DI) o l’as­si­cu­ra­to ri­ce­ve in­den­ni­tà se­con­do l’ar­ti­co­lo 29 LA­DI.

25 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 dell’O del 9 nov. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

26 RS 837.0

Sezione 2: Affiliazione obbligatoria del datore di lavoro

Art. 7 Effetti dell’affiliazione a uno o più istituti di previdenza  

(art. 11 cpv. 1 LPP)

1 L’af­fi­lia­zio­ne del da­to­re di la­vo­ro a un isti­tu­to di pre­vi­den­za re­gi­stra­to im­pli­ca l’as­si­cu­ra­zio­ne di tut­ti i sa­la­ria­ti sot­to­po­sti al­la leg­ge pres­so que­sto isti­tu­to.

2 Se il da­to­re di la­vo­ro vuo­le af­fi­liar­si a di­ver­si isti­tu­ti di pre­vi­den­za re­gi­stra­ti, de­ve de­fi­ni­re ogni grup­po d’as­si­cu­ra­ti in mo­do ta­le che tut­ti i sa­la­ria­ti sot­to­po­sti al­la leg­ge sia­no as­si­cu­ra­ti. In ca­so di la­cu­ne nel­la de­fi­ni­zio­ne dei grup­pi d’as­si­cu­ra­ti, gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za so­no so­li­dal­men­te re­spon­sa­bi­li del­le pre­sta­zio­ni le­ga­li. Es­si pos­so­no eser­ci­ta­re il re­gres­so con­tro il da­to­re di la­vo­ro.

Art. 827  

27 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, con ef­fet­to dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 9 Verifica dell’affiliazione  

(art. 11 e 56 cpv. 1 lett. h LPP28)

1 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve for­ni­re al­la sua cas­sa di com­pen­sa­zio­ne dell’AVS tut­te le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie al­la ve­ri­fi­ca del­la sua af­fi­lia­zio­ne.

2 Egli de­ve con­se­gnar­le un’at­te­sta­zio­ne del suo isti­tu­to di pre­vi­den­za che cer­ti­fi­chi la sua af­fi­lia­zio­ne in con­for­mi­tà del­la LPP. Se è il so­lo da­to­re di la­vo­ro af­fi­lia­to all’isti­tu­to di pre­vi­den­za, una co­pia del­la de­ci­sio­ne di re­gi­stra­zio­ne ri­la­scia­ta dall’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za co­sti­tui­sce un’at­te­sta­zio­ne suf­fi­cien­te.

3 La cas­sa di com­pen­sa­zio­ne dell’AVS an­nun­cia all’isti­tu­to col­let­to­re i da­to­ri di la­vo­ro che non adem­pio­no il lo­ro ob­bli­go d’af­fi­lia­zio­ne. Es­sa gli tra­smet­te l’in­­ser­to.29

4 L’Uf­fi­cio fe­de­ra­le del­le as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li (UFAS) im­par­ti­sce di­ret­ti­ve al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne dell’AVS, in par­ti­co­la­re sul­la pro­ce­du­ra, sul mo­men­to del con­trol­lo e sui do­cu­men­ti da pre­sen­ta­re.30

5 Il fon­do di ga­ran­zia ver­sa al­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne dell’AVS un’in­den­ni­tà di 9 fran­chi per ogni ca­so esa­mi­na­to nell’am­bi­to del­la ve­ri­fi­ca dell’af­fi­lia­zio­ne dei da­to­ri di la­vo­ro ad es­se as­sog­get­ta­ti (art. 11 cpv. 4 LPP). En­tro il 31 mar­zo dell’an­no suc­ces­si­vo, le cas­se di com­pen­sa­zio­ne dell’AVS an­nun­cia­no al fon­do di ga­ran­zia i con­trol­li da es­se ef­fet­tua­ti me­dian­te il for­mu­la­rio pre­scrit­to dall’UFAS31.32

28 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

29 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

30 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

31 Nuo­va espr. giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

32 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 10 Obbligo d’informare del datore di lavoro 33  

(art. 11 e 52c LPP)

Il da­to­re di la­vo­ro de­ve an­nun­cia­re all’isti­tu­to di pre­vi­den­za tut­ti i sa­la­ria­ti sot­to­po­sti all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria e for­ni­re le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie al­la te­nu­ta dei con­ti di vec­chia­ia e al cal­co­lo dei con­tri­bu­ti. De­ve inol­tre for­ni­re all’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne tut­te le in­for­ma­zio­ni di cui que­st’ul­ti­mo ne­ces­si­ta per il di­sbri­go del­le pro­prie in­com­ben­ze.

33 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Sezione 3: Conti individuali di vecchiaia e prestazioni di libero passag­gio

Art. 11 Tenuta dei conti individuali di vecchiaia  

(art. 15 e 16 LPP)

1 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve te­ne­re un con­to in­di­vi­dua­le di vec­chia­ia per ogni as­si­cu­ra­to, da cui ri­sul­ti l’ave­re di vec­chia­ia se­con­do l’ar­ti­co­lo 15 cpv. 1 LPP.

2 Al­la fi­ne dell’an­no ci­vi­le si de­vo­no ac­cre­di­ta­re sul con­to in­di­vi­dua­le di vec­chia­ia:

a.
l’in­te­res­se an­nuo cal­co­la­to sull’ave­re di vec­chia­ia esi­sten­te al­la fi­ne dell’an­no ci­vi­le pre­ce­den­te;
b.
gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia sen­za in­te­res­si per l’an­no ci­vi­le tra­scor­so.

3 Se si rea­liz­za un even­to as­si­cu­ra­to o se l’as­si­cu­ra­to la­scia l’isti­tu­to di pre­vi­den­za nel cor­so dell’an­no si de­vo­no ac­cre­di­ta­re sul con­to di vec­chia­ia:

a.34
l’in­te­res­se pre­vi­sto nel ca­po­ver­so 2 let­te­ra a cal­co­la­to pro­por­zio­nal­men­te fi­no all’in­sor­gen­za dell’even­to as­si­cu­ra­to o del ca­so di li­be­ro pas­sag­gio se­con­do l’ar­ti­co­lo 2 LFLP;
b.
gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia sen­za in­te­res­si fi­no all’in­sor­gen­za dell’even­to as­si­cu­ra­to o fi­no all’usci­ta dell’as­si­cu­ra­to.

4 Se l’as­si­cu­ra­to en­tra nell’isti­tu­to di pre­vi­den­za nel cor­so dell’an­no, al­la fi­ne dell’an­no ci­vi­le si de­vo­no ac­cre­di­ta­re sul suo con­to di vec­chia­ia:

a.
l’im­por­to dell’ave­re di vec­chia­ia tra­sfe­ri­to cor­ri­spon­den­te al­la pre­vi­den­za mi­ni­ma le­ga­le;
b.
l’in­te­res­se sull’im­por­to dell’ave­re di vec­chia­ia tra­sfe­ri­to, cal­co­la­to dal gior­no di pa­ga­men­to del­la pre­sta­zio­ne di li­be­ro pas­sag­gio;
c.
gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia sen­za in­te­res­si per la fra­zio­ne d’an­no in cui l’as­si­cu­ra­to ha fat­to par­te dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

34Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 9 dic. 1996, in vi­go­re dal 1° lug. 1997 (RU 1996 3452).

Art. 12 Saggio minimo d’interesse 35  

(art. 15 cpv. 2 LPP)

Sull’ave­re di vec­chia­ia si cor­ri­spon­de un in­te­res­se mi­ni­mo:

a.
per il pe­rio­do fi­no al 31 di­cem­bre 2002: del 4 per cen­to al mi­ni­mo;
b.36
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io fi­no al 31 di­cem­bre 2003: del 3,25 per cen­to al mi­ni­mo;
c.37
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io fi­no al 31 di­cem­bre 2004: del 2,25 per cen­to al mi­ni­mo;
d.38
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io 2005 fi­no al 31 di­cem­bre 2007: del 2,5 per cen­to al mi­ni­mo;
e.39
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io 2008 fi­no al 31 di­cem­bre 2008: del 2,75 per cen­to al mi­ni­mo;
f.40
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io 2009 fi­no al 31 di­cem­bre 2011: del 2 per cen­to al mi­ni­mo;
g.41
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io 2012 fi­no al 31 di­cem­bre 2013: dell’1,5 per cen­to al mi­ni­mo;
h.42
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io 2014 fi­no al 31 di­cem­bre 2015: dell’1,75 per cen­to al mi­ni­mo;
i.43
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io 2016 fi­no al 31 di­cem­bre 2016: dell’1,25 per cen­to al mi­ni­mo;
j.44
per il pe­rio­do a par­ti­re dal 1° gen­na­io 2017: dell’1 per cen­to al mi­ni­mo.

35 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 23 ott. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023904).

36 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° set. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4249).

37 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 10 set.. 2003 (RU 2003 3523). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° set. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4249).

38 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 1° set. 2004 (RU 2004 4249). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 set. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4441).

39 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 5 set. 2007 (RU 2007 4441). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 22 ott. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5189).

40 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 22 ott. 2008 (RU 2008 5189). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 2 nov. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 5035).

41 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 2 nov. 2011 (RU 2011 5035). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 30 ott. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2014 (RU 2013 4141).

42 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 30 ott. 2013 (RU 2013 4141). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 28 ott. 2015, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 4435).

43 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 28 ott. 2015 (RU 2015 4435). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 26 ott. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4179).

44 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 26 ott. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4179).

Art. 12a e 12b45  

45 In­tro­dot­ti dal n. I dell’O del 23 ott. 2002 (RU 2002 3904). Abro­ga­ti dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, con ef­fet­to dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 13 Età determinante per il calcolo degli accrediti di vecchiaia  

(art. 16 LPP)

L’età de­ter­mi­nan­te il tas­so ap­pli­ca­bi­le al cal­co­lo de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia ri­sul­ta dal­la dif­fe­ren­za tra l’an­no ci­vi­le in cor­so e l’an­no di na­sci­ta.

Art. 14 Conto di vecchiaia di assicurati invalidi 46  

(art. 15, 34 cpv. 1 lett. b LPP e 18 LFLP)47

1 Nel­la pro­spet­ti­va di un pos­si­bi­le rein­se­ri­men­to nel­la vi­ta at­ti­va, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve con­ti­nua­re a te­ne­re il con­to di vec­chia­ia di un in­va­li­do a cui ver­sa una ren­di­ta, fi­no al mo­men­to in cui que­sti ha rag­giun­to l’età con­fe­ren­te il di­rit­to al­la ren­di­ta di vec­chia­ia.

2 L’ave­re di vec­chia­ia dell’in­va­li­do de­ve frut­ta­re in­te­res­se.

3 Il sa­la­rio coor­di­na­to du­ran­te l’ul­ti­mo an­no d’as­si­cu­ra­zio­ne (art. 18) ser­ve da ba­se di cal­co­lo de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia du­ran­te l’in­va­li­di­tà.

4 Se il di­rit­to a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà si estin­gue in se­gui­to a scom­par­sa dell’in­va­li­di­tà, l’as­si­cu­ra­to ha di­rit­to a una pre­sta­zio­ne di li­be­ro pas­sag­gio il cui im­por­to cor­ri­spon­de al suo ave­re di vec­chia­ia.

46 Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 18 ago. 2004 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

47Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 9 dic. 1996, in vi­go­re dal 1° lug. 1997 (RU 1996 3452).

Art. 15 Casi d’invalidità parziale 48  

(art. 15 e 34 cpv. 1 lett. b LPP)

1 Se l’as­si­cu­ra­to be­ne­fi­cia di una ren­di­ta par­zia­le d’in­va­li­di­tà, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za di­vi­de il suo ave­re di vec­chia­ia in una par­te cor­ri­spon­den­te al di­rit­to al­la ren­di­ta e in una par­te at­ti­va co­me se­gue:

Di­rit­to al­la ren­di­ta in fra­zio­ni di una ren­di­ta in­te­ra

Ave­re di vec­chia­ia fon­da­to sull’in­va­li­di­tà par­zia­le

Ave­re di vec­chia­ia fon­da­to su un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va con­ti­nua­ta

¼

¼

¾

½

½

½

¾

¾

¼

2 La par­te dell’ave­re di vec­chia­ia fon­da­ta sull’in­va­li­di­tà par­zia­le de­ve es­se­re trat­ta­ta se­con­do l’ar­ti­co­lo 14. L’ave­re di vec­chia­ia fon­da­to su un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va con­ti­nua­ta è equi­pa­ra­to all’ave­re di vec­chia­ia di un as­si­cu­ra­to che eser­ci­ta un’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va a tem­po pie­no ed è trat­ta­to, in ca­so di fi­ne del rap­por­to di la­vo­ro, se­con­do gli ar­ti­co­li 3–5 LFLP.

48 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 15a Determinazione e comunicazione dell’avere di vecchiaia 49  

(art. 15 LPP)

1 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za o di li­be­ro pas­sag­gio de­ter­mi­na la quo­ta dell’ave­re di vec­chia­ia:

a.
sull’in­te­ro ave­re di pre­vi­den­za di un as­si­cu­ra­to de­po­si­ta­to pres­so l’isti­tu­to;
b.
sull’im­por­to del pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to di cui all’ar­ti­co­lo 30cLPP;
c.
sul­le pre­sta­zio­ni d’usci­ta e sul­le par­ti di ren­di­ta tra­sfe­ri­te nel qua­dro di un con­gua­glio del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le se­con­do l’ar­ti­co­lo 22 LFLP.

2 Al mo­men­to del tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne di li­be­ro pas­sag­gio a un nuo­vo isti­tu­to di pre­vi­den­za o di li­be­ro pas­sag­gio, il pre­ce­den­te isti­tu­to di pre­vi­den­za o di li­be­ro pas­sag­gio co­mu­ni­ca al nuo­vo isti­tu­to i da­ti di cui al ca­po­ver­so 1. Se omet­te di far­lo, il nuo­vo isti­tu­to gli chie­de di co­mu­ni­car­glie­li.

49 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

Art. 15b Fissazione dell’avere di vecchiaia 50  

(art. 15 cpv. 4 LPP)

1 Se l’ave­re di vec­chia­ia non può es­se­re ac­cer­ta­to, è ri­te­nu­to ta­le l’im­por­to mas­si­mo che l’as­si­cu­ra­to avreb­be po­tu­to rag­giun­ge­re in ba­se al­le di­spo­si­zio­ni mi­ni­me le­ga­li fi­no al mo­men­to del­la fis­sa­zio­ne, ma al mas­si­mo fi­no a con­cor­ren­za dell’ave­re di pre­vi­den­za ef­fet­ti­va­men­te di­spo­ni­bi­le pres­so l’isti­tu­to di pre­vi­den­za o di li­be­ro pas­sag­gio.

2 L’ave­re di vec­chia­ia non può es­se­re ac­cer­ta­to se i pre­ce­den­ti isti­tu­ti e il nuo­vo isti­tu­to non di­spon­go­no dei da­ti ne­ces­sa­ri.

50 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

Art. 16 Interessi, proventi e perdite 51  

(art. 15 LPP; art. 18 LFLP)

1 Nel­la re­mu­ne­ra­zio­ne di un isti­tu­to di pre­vi­den­za, so­no con­si­de­ra­ti ele­men­ti dell’ave­re di vec­chia­ia gli in­te­res­si cal­co­la­ti se­con­do il sag­gio mi­ni­mo d’in­te­res­se di cui all’ar­ti­co­lo 12.

2 Nel­la re­mu­ne­ra­zio­ne di un isti­tu­to di li­be­ro pas­sag­gio, gli in­te­res­si so­no ac­cre­di­ta­ti all’ave­re di vec­chia­ia e al ri­ma­nen­te ave­re di pre­vi­den­za in mo­do pro­por­zio­na­le. I pro­ven­ti e le per­di­te de­ri­van­ti dal ri­spar­mio in ti­to­li di cui all’ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 5 dell’or­di­nan­za del 3 ot­to­bre 199452 sul li­be­ro pas­sag­gio (OLP) so­no ri­par­ti­ti pa­ri­men­ti in mo­do pro­por­zio­na­le sull’ave­re di vec­chia­ia e sul ri­ma­nen­te ave­re di pre­vi­den­za.

51 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

52 RS 831.425

Sezione 3a: Scioglimento dei contratti53

53 Introdotta dal n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vigore dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

Art. 16a Calcolo della riserva matematica  

(art. 53e cpv. 8 LPP)

1 In ca­so di scio­gli­men­to dei con­trat­ti tra gli isti­tu­ti di as­si­cu­ra­zio­ne e gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za che sog­giac­cio­no al­la LFLP, la ri­ser­va ma­te­ma­ti­ca cor­ri­spon­de all’im­por­to che l’isti­tu­to di as­si­cu­ra­zio­ne esi­ge­reb­be dall’isti­tu­to di pre­vi­den­za per con­clu­de­re un nuo­vo con­trat­to con­cer­nen­te lo stes­so ef­fet­ti­vo di as­si­cu­ra­ti e di ti­to­la­ri di ren­di­te nel­lo stes­so mo­men­to e per le stes­se pre­sta­zio­ni. Le spe­se de­ri­van­ti dal­la con­clu­sio­ne di un nuo­vo con­trat­to non so­no con­teg­gia­te. Il tas­so d’in­te­res­se tec­ni­co cor­ri­spon­de al mas­si­mo al tas­so più ele­va­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 8 OLP54.

2 Gli isti­tu­ti di as­si­cu­ra­zio­ne ope­ran­ti nel set­to­re del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le re­go­la­no il cal­co­lo del­la ri­ser­va ma­te­ma­ti­ca con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 1 e sot­to­pon­go­no il suo di­sci­pli­na­men­to all’ap­pro­va­zio­ne dell'Au­to­ri­tà fe­de­ra­le di vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri55.

3 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za che tra­sfe­ri­sce be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te a un al­tro isti­tu­to di pre­vi­den­za co­mu­ni­ca a que­st’ul­ti­mo ogni in­for­ma­zio­ne ne­ces­sa­ria al cal­co­lo e al ver­sa­men­to del­le pre­sta­zio­ni.

54 RS 831.425

55 La de­si­gna­zio­ne dell’uni­tà am­mi­ni­stra­ti­va è sta­ta adat­ta­ta in ap­pli­ca­zio­ne dell’art. 16 cpv. 3 dell’O del 17 nov. 2004 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li (RU 20044937). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.

Art. 16b Appartenenza dei beneficiari di rendite in caso di insolvenza del datore di lavoro  

(art. 53e cpv. 7 LPP)

Nel ca­so di scio­gli­men­to del con­trat­to di af­fi­lia­zio­ne in se­gui­to all’in­sol­ven­za del da­to­re di la­vo­ro, i be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te re­sta­no pres­so l’isti­tu­to di pre­vi­den­za com­pe­ten­te fi­no a quel mo­men­to; ta­le isti­tu­to con­ti­nua a ver­sa­re le ren­di­te in cor­so con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni re­go­la­men­ta­ri in vi­go­re fi­no a quel mo­men­to.

Sezione 4: Prestazioni dell’assicurazione

Art. 1756  

56 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, con ef­fet­to dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 18 Salario coordinato per il calcolo delle prestazioni per i superstiti e di quelle d’invalidità 57  

(art. 24 cpv. 4 e 34 cpv. 1 lett. a LPP58)

1 In ca­so di de­ces­so o d’in­va­li­di­tà, il sa­la­rio coor­di­na­to du­ran­te l’ul­ti­mo an­no d’as­si­cu­ra­zio­ne cor­ri­spon­de all’ul­ti­mo sa­la­rio coor­di­na­to an­nuo, fis­sa­to per il cal­co­lo de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia (art. 3 cpv. 1).

2 Se l’isti­tu­to di pre­vi­den­za si di­sco­sta dal sa­la­rio an­nuo per de­ter­mi­na­re il sa­la­rio coor­di­na­to (art. 3 cpv. 2), de­ve pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne il sa­la­rio coor­di­na­to de­gli ul­ti­mi 12 me­si. Nel ca­so in cui l’as­si­cu­ra­to ap­par­te­nes­se all’isti­tu­to da me­no tem­po, il sa­la­rio coor­di­na­to si ot­tie­ne con­ver­ten­do il sa­la­rio re­la­ti­vo a que­sto pe­rio­do in sa­la­rio an­nuo.

3 Se du­ran­te l’an­no pre­ce­den­te l’in­sor­gen­za dell’even­to as­si­cu­ra­to, l’in­te­res­sa­to non ha frui­to com­ple­ta­men­te del­la sua ca­pa­ci­tà di gua­da­gno a cau­sa di ma­lat­tia, in­for­tu­nio o per al­tri mo­ti­vi ana­lo­ghi, il sa­la­rio coor­di­na­to è cal­co­la­to in ba­se a un sa­la­rio cor­ri­spon­den­te a una ca­pa­ci­tà di gua­da­gno com­ple­ta.

57 Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 18 ago. 2004 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

58 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 19 Adeguamento della rendita d’invalidità in seguito al conguaglio della previdenza professionale 59  

(art. 24 cpv. 5 LPP)

1 La ren­di­ta d’in­va­li­di­tà può es­se­re ri­dot­ta sol­tan­to se, con­for­me­men­te al re­go­la­men­to, è cal­co­la­ta te­nen­do con­to dell’ave­re di pre­vi­den­za ac­qui­si­to fi­no all’ini­zio del di­rit­to al­la ren­di­ta.

2 Es­sa può es­se­re ri­dot­ta al mas­si­mo dell’im­por­to di cui di­mi­nui­reb­be se fos­se cal­co­la­ta sul­la ba­se dell’ave­re di pre­vi­den­za da cui è sta­ta de­dot­ta la par­te tra­sfe­ri­ta del­la pre­sta­zio­ne d’usci­ta. La ri­du­zio­ne non può tut­ta­via su­pe­ra­re, ri­spet­to al­la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà ver­sa­ta fi­no a quel mo­men­to, la par­te tra­sfe­ri­ta del­la pre­sta­zio­ne d’usci­ta in rap­por­to al­la pre­sta­zio­ne d’usci­ta in­te­ra.

3 La ri­du­zio­ne è cal­co­la­ta se­con­do le di­spo­si­zio­ni re­go­la­men­ta­ri ap­pli­ca­bi­li per il cal­co­lo del­la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà. Il mo­men­to de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo del­la ri­du­zio­ne è quel­lo del pro­mo­vi­men­to del­la pro­ce­du­ra di di­vor­zio.

59Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

Art. 20 Diritto alle prestazioni per i superstiti in caso di divorzio o di scioglimento giudiziale dell’unione domestica registrata 60  

(art. 19 cpv. 3 e 19a LPP)

1 Do­po la mor­te dell’ex co­niu­ge, il co­niu­ge di­vor­zia­to è equi­pa­ra­to al­la per­so­na ve­do­va a con­di­zio­ne che:

a.
il ma­tri­mo­nio sia du­ra­to al­me­no die­ci an­ni; e
b.
al mo­men­to del di­vor­zio gli sia sta­ta as­se­gna­ta una ren­di­ta se­con­do gli ar­ti­co­li 124e ca­po­ver­so 1 o 126 ca­po­ver­so 1 CC.

2 In ca­so di mor­te dell’ex part­ner re­gi­stra­to, l’ex part­ner re­gi­stra­to su­per­sti­te è equi­pa­ra­to al­la per­so­na ve­do­va a con­di­zio­ne che:

a.
l’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta sia du­ra­ta al­me­no die­ci an­ni; e
b.
al mo­men­to del­lo scio­gli­men­to giu­di­zia­le dell’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta gli sia sta­ta as­se­gna­ta una ren­di­ta se­con­do l’ar­ti­co­lo 124eca­po­ver­so 1 CCo l’ar­ti­co­lo 34 ca­po­ver­si 2 e 3 del­la leg­ge del 18 giu­gno 200461 sull’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta.

3 Il di­rit­to al­le pre­sta­zio­ni per i su­per­sti­ti sus­si­ste fin­tan­to che sa­reb­be sta­ta do­vu­ta la ren­di­ta.

4 Le pre­sta­zio­ni per i su­per­sti­ti dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za pos­so­no es­se­re ri­dot­te se, som­ma­te al­le pre­sta­zio­ni per i su­per­sti­ti dell’AVS, su­pe­ra­no le pre­te­se de­ri­van­ti dal­la sen­ten­za di di­vor­zio o di scio­gli­men­to dell’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta; la ri­du­zio­ne è li­mi­ta­ta all’im­por­to ec­ce­den­te. A ta­le ri­guar­do, le ren­di­te per i su­per­sti­ti dell’AVS so­no con­teg­gia­te sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui sia­no su­pe­rio­ri a un pro­prio di­rit­to a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà dell’AI o a una ren­di­ta di vec­chia­ia dell’AVS.

60Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

61 RS 211.231

Art. 20a Contributi versati dall’assicurato 62  

(art. 20a cpv. 1 lett. c LPP)

I con­tri­bu­ti ver­sa­ti dall’as­si­cu­ra­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 20a ca­po­ver­so 1 let­te­ra c LPP com­pren­do­no an­che le som­me di ac­qui­sto da es­so ver­sa­te.

62 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Sezione 5: …

Art. 21 a 2363  

63 Abro­ga­ti dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, con ef­fet­to dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Sezione 6: Coordinamento con altre prestazioni e altri redditi 64

64 Nuovo testo giusta l’all. n. 1 dell’O del 9 nov. 2016, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

Art. 24 Riduzione delle prestazioni d’invalidità prima del raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento e riduzione delle prestazioni per i superstiti 65  

(art. 34a LPP)

1 Per la ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni d’in­va­li­di­tà pri­ma del rag­giun­gi­men­to dell’età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to e la ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni per i su­per­sti­ti, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za può con­teg­gia­re le se­guen­ti pre­sta­zio­ni e i se­guen­ti red­di­ti:

a.
le pre­sta­zio­ni per i su­per­sti­ti e le pre­sta­zio­ni d’in­va­li­di­tà che ven­go­no ver­sa­te all’aven­te di­rit­to sul­la ba­se dell’even­to dan­no­so da par­te di as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li e isti­tu­ti di pre­vi­den­za sviz­ze­ri ed este­ri; le pre­sta­zio­ni in ca­pi­ta­le so­no con­teg­gia­te al lo­ro va­lo­re di tra­sfor­ma­zio­ne in ren­di­ta;
b.
le in­den­ni­tà gior­na­lie­re di as­si­cu­ra­zio­ni ob­bli­ga­to­rie;
c.
le in­den­ni­tà gior­na­lie­re di as­si­cu­ra­zio­ni fa­col­ta­ti­ve, se que­ste so­no fi­nan­zia­te al­me­no per me­tà dal da­to­re di la­vo­ro;
d.
per i be­ne­fi­cia­ri di pre­sta­zio­ni d’in­va­li­di­tà, il red­di­to dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va o il red­di­to so­sti­tu­ti­vo con­se­gui­to o che può pre­su­mi­bil­men­te es­se­re con­se­gui­to.

2 Non può con­teg­gia­re le se­guen­ti pre­sta­zio­ni né i se­guen­ti red­di­ti:

a.
as­se­gni per gran­di in­va­li­di e in­den­ni­tà per me­no­ma­zio­ni dell’in­te­gri­tà, in­den­ni­tà in ca­pi­ta­le, con­tri­bu­ti per l’as­si­sten­za e pre­sta­zio­ni ana­lo­ghe;
b.
il red­di­to sup­ple­men­ta­re rea­liz­za­to du­ran­te la par­te­ci­pa­zio­ne a prov­ve­di­men­ti di rein­te­gra­zio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 8a del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 195966 su l’as­si­cu­ra­zio­ne per l’in­va­li­di­tà.

3 Le pre­sta­zio­ni per i su­per­sti­ti a fa­vo­re dei ve­do­vi o dei part­ner re­gi­stra­ti su­per­sti­ti e de­gli or­fa­ni so­no con­teg­gia­te in­sie­me.

4 L’aven­te di­rit­to de­ve for­ni­re all’isti­tu­to di pre­vi­den­za in­for­ma­zio­ni su tut­te le pre­sta­zio­ni e su tut­ti i red­di­ti con­teg­gia­bi­li.

5 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za può sem­pre rie­sa­mi­na­re le con­di­zio­ni e l’esten­sio­ne di una ri­du­zio­ne e adat­ta­re le sue pre­sta­zio­ni se la si­tua­zio­ne si mo­di­fi­ca in mo­do im­por­tan­te.

6 Il gua­da­gno pre­su­mi­bil­men­te per­so dall’as­si­cu­ra­to cor­ri­spon­de all’in­te­ro red­di­to dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va o al red­di­to so­sti­tu­ti­vo che l’as­si­cu­ra­to avreb­be pre­su­mi­bil­men­te con­se­gui­to sen­za l’even­to dan­no­so.

65 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 dell’O del 9 nov. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

66 RS 831.20

Art. 24a Riduzione delle prestazioni d’invalidità dopo il raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento 67  

(art. 34a LPP)

1 Se l’as­si­cu­ra­to ha rag­giun­to l’età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za può ri­dur­re le sue pre­sta­zio­ni so­lo in ca­so di con­cor­so di que­ste ul­ti­me con:

a.
pre­sta­zio­ni ai sen­si del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 mar­zo 198168 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni (LAINF);
b.
pre­sta­zio­ni ai sen­si del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 199269 sull’as­si­cu­ra­zio­ne mi­li­ta­re (LAM);
c.
pre­sta­zio­ni este­re ana­lo­ghe.

2 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za con­ti­nua a for­ni­re le sue pre­sta­zio­ni nel­la stes­sa mi­su­ra in cui le for­ni­va pri­ma che l’as­si­cu­ra­to rag­giun­ges­se l’età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to. In par­ti­co­la­re, non de­ve com­pen­sa­re la ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni al rag­giun­gi­men­to dell’età di pen­sio­na­men­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 20 ca­po­ver­si 2ter e 2qua­ter LAINF e l’ar­ti­co­lo 47 ca­po­ver­so 1 LAM.

3 Le pre­sta­zio­ni ri­dot­te ver­sa­te dall’isti­tu­to di pre­vi­den­za, som­ma­te al­le pre­sta­zio­ni ai sen­si del­la LAINF e del­la LAM e al­le pre­sta­zio­ni este­re ana­lo­ghe, non pos­so­no es­se­re in­fe­rio­ri al­le pre­sta­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 24 e 25 LPP non ri­dot­te.

4 Se l’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni o l’as­si­cu­ra­zio­ne mi­li­ta­re non com­pen­sa in­te­gral­men­te una ri­du­zio­ne del­le pre­sta­zio­ni AVS in quan­to è sta­to rag­giun­to l’im­por­to mas­si­mo (art. 20 cpv. 1 LAINF, art. 40 cpv. 2 LAM), l’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve di­mi­nui­re la ri­du­zio­ne del­la sua pre­sta­zio­ne in mi­su­ra pa­ri all’im­por­to non com­pen­sa­to.

5 L’ar­ti­co­lo 24 ca­po­ver­si 4 e 5 si ap­pli­ca per ana­lo­gia.

6 Se una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà è di­vi­sa in se­gui­to a di­vor­zio do­po l’età di pen­sio­na­men­to sta­bi­li­ta dal re­go­la­men­to, la par­te di ren­di­ta as­se­gna­ta al co­niu­ge cre­di­to­re con­ti­nua a es­se­re con­teg­gia­ta per il cal­co­lo di un’even­tua­le ri­du­zio­ne del­la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà del co­niu­ge de­bi­to­re.

67 In­tro­dot­to dall’all. n. 1 dell’O del 9 nov. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

68 RS 832.20

69 RS 833.1

Art. 25 Riduzione delle prestazioni dell’assicurazione contro gli infortuni e dell’assicurazione militare 7071  

(art. 34a LPP)

1 ...72

2 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za non è te­nu­to a com­pen­sa­re il ri­fiu­to o la ri­du­zio­ne di pre­sta­zio­ni dell’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni o dell’as­si­cu­ra­zio­ne mi­li­ta­re se que­ste as­si­cu­ra­zio­ni han­no ri­dot­to o ri­fiu­ta­to pre­sta­zio­ni fon­dan­do­si su­gli ar­ti­co­li 21 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 6 ot­to­bre 200073 sul­la par­te ge­ne­ra­le del di­rit­to del­le as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li (LP­GA), 37 e 39 del­la LAINF74, o 65 e 66 LAM75.76

377

70Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 28 ott. 1992, in vi­go­re dal 1° gen. 1993 (RU 19922234).

71 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 1 dell’O del 9 nov. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

72 Abro­ga­to dall’all. n. 1 dell’O del 9 nov. 2016, con ef­fet­to dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

73 RS 830.1

74 RS 832.20

75 RS 833.1

76 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

77 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, con ef­fet­to dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 26 Indennità giornaliera di malattia in sostituzione del salario 78  

(art. 34a cpv. 1 e 26 cpv. 2 LPP)79

L’isti­tu­to di pre­vi­den­za può dif­fe­ri­re il di­rit­to a pre­sta­zio­ni d’in­va­li­di­tà fi­no all’esau­ri­men­to del di­rit­to all’in­den­ni­tà gior­na­lie­ra se:

a.
l’as­si­cu­ra­to, in so­sti­tu­zio­ne del sa­la­rio in­te­ro, ri­ce­ve in­den­ni­tà gior­na­lie­re del­l’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro le ma­lat­tie, che am­mon­ti­no al­me­no all’80 per cen­to del sa­la­rio di cui è pri­va­to, e
b.
se le in­den­ni­tà gior­na­lie­re so­no sta­te fi­nan­zia­te al­me­no per la me­tà dal da­to­re di la­vo­ro.

78 Ori­gi­na­rio art. 27.

79 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023729).

Art. 26a Conguaglio della previdenza professionale in caso di riduzione della rendita d’invalidità prima dell’età di pensionamento stabilita dal regolamento 80  

(art. 124 cpv. 3 CC; art. 34a LPP)

1 Se, a cau­sa del con­cor­so con pre­sta­zio­ni dell’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni o dell’as­si­cu­ra­zio­ne mi­li­ta­re, una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà è sta­ta ri­dot­ta, in ca­so di di­vor­zio pri­ma dell’età di pen­sio­na­men­to sta­bi­li­ta dal re­go­la­men­to l’im­por­to di cui all’ar­ti­co­lo 124 ca­po­ver­so 1 CC non può es­se­re im­pie­ga­to per il con­gua­glio del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le.

2 Ta­le im­por­to può tut­ta­via es­se­re uti­liz­za­to per il con­gua­glio del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le se, in as­sen­za di ren­di­te per i fi­gli, la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà non è ri­dot­ta.

80 Ori­gi­na­rio art. 25a. In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

Art. 26b Conguaglio della previdenza professionale in caso di riduzione della rendita d’invalidità dopo l’età di pensionamento stabilita dal regolamento 81  

(art. 124a cpv. 3 n. 2 e 124c CC; art. 34a LPP)

1 Se una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà è sta­ta ri­dot­ta a cau­sa del con­cor­so con al­tre pre­sta­zio­ni, in ca­so di di­vor­zio do­po l’età di pen­sio­na­men­to sta­bi­li­ta dal re­go­la­men­to, per de­ci­de­re sul­la di­vi­sio­ne il giu­di­ce si ba­sa sul­la ren­di­ta non ri­dot­ta.

2 Se la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà ri­dot­ta cor­ri­spon­de al­me­no al­la par­te di ren­di­ta as­se­gna­ta al co­niu­ge cre­di­to­re, ta­le par­te di ren­di­ta è con­ver­ti­ta con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 124a ca­po­ver­so 2 CC e ver­sa­ta al co­niu­ge cre­di­to­re o tra­sfe­ri­ta nel­la sua pre­vi­den­za.

3 Se la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà ri­dot­ta è in­fe­rio­re al­la par­te di ren­di­ta as­se­gna­ta al co­niu­ge cre­di­to­re, si ap­pli­ca quan­to se­gue:

a.
la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà ri­dot­ta è con­ver­ti­ta in una ren­di­ta vi­ta­li­zia ed è ver­sa­ta al co­niu­ge cre­di­to­re o tra­sfe­ri­ta nel­la sua pre­vi­den­za;
b.
do­po la mor­te del co­niu­ge de­bi­to­re o ap­pe­na la pre­sta­zio­ne ver­sa­ta rie­sce a co­pri­re la to­ta­li­tà del­le pre­te­se del co­niu­ge cre­di­to­re de­ri­van­ti dal con­gua­glio del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, la par­te di ren­di­ta as­se­gna­ta al co­niu­ge cre­di­to­re è con­ver­ti­ta in una ren­di­ta vi­ta­li­zia ed è ver­sa­ta al co­niu­ge cre­di­to­re o tra­sfe­ri­ta nel­la sua pre­vi­den­za. Il mo­men­to de­ter­mi­nan­te per ta­le con­ver­sio­ne è quel­lo del pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la sen­ten­za di di­vor­zio;
c.
il co­niu­ge de­bi­to­re de­ve un’in­den­ni­tà ade­gua­ta (art. 124e cpv. 1 CC) per la par­te del­le pre­te­se de­ri­van­ti dal con­gua­glio del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le che non può es­se­re ver­sa­ta al co­niu­ge cre­di­to­re né tra­sfe­ri­ta nel­la sua pre­vi­den­za a cau­sa del­la ri­du­zio­ne del­la ren­di­ta d’in­va­li­di­tà di cui al­la let­te­ra a.

4 Se una par­te di ren­di­ta as­se­gna­ta è og­get­to di com­pen­sa­zio­ne con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 124c CC, per l’ap­pli­ca­zio­ne dei ca­po­ver­si 2 e 3 è de­ter­mi­nan­te la dif­fe­ren­za tra le pre­te­se re­ci­pro­che dei co­niu­gi.

81 Ori­gi­na­rio art. 25b. In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

Sezione 7: Regresso82

82 Introdotta dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 27 Surrogazione  

(art. 34b LPP)

1 Se vi so­no più re­spon­sa­bi­li, que­sti ul­ti­mi ri­spon­do­no in so­li­do per le pre­te­se di re­gres­so dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

2 Ai di­rit­ti pas­sa­ti all’isti­tu­to di pre­vi­den­za so­no ap­pli­ca­bi­li i ter­mi­ni di pre­scri­zio­ne dei di­rit­ti del dan­neg­gia­to. Per il di­rit­to di re­gres­so dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za, i ter­mi­ni de­cor­ro­no tut­ta­via sol­tan­to dal mo­men­to in cui es­so è ve­nu­to a co­no­scen­za del­le pre­sta­zio­ni che è chia­ma­to a ero­ga­re e del­la per­so­na sog­get­ta all’ob­bli­go del ri­sar­ci­men­to.

3 Se il dan­neg­gia­to è ti­to­la­re di un cre­di­to di­ret­to nei con­fron­ti dell’as­si­cu­ra­to­re di re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za è sur­ro­ga­to an­che nel di­rit­to del dan­neg­gia­to. Le ec­ce­zio­ni de­ri­va­te dal con­trat­to di as­si­cu­ra­zio­ne non op­po­ni­bi­li al dan­neg­gia­to non pos­so­no es­se­re fat­te va­le­re nep­pu­re dall’isti­tu­to di pre­vi­den­za per quan­to ri­guar­da il suo di­rit­to di re­gres­so.

Art. 27a Estensione  

(art. 34b LPP)

1 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za è sur­ro­ga­to nei di­rit­ti dell’as­si­cu­ra­to, dei suoi su­per­sti­ti e di al­tri be­ne­fi­cia­ri se­con­do l’ar­ti­co­lo 20a LPP sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui le pre­sta­zio­ni ac­cor­da­te, som­ma­te al ri­sar­ci­men­to do­vu­to per lo stes­so pe­rio­do dal ter­zo, su­pe­ra­no il cor­ri­spon­den­te dan­no.

2 Se l’isti­tu­to di pre­vi­den­za ha ri­dot­to le pro­prie pre­sta­zio­ni per­ché l’even­to as­si­cu­ra­to è sta­to pro­vo­ca­to in­ten­zio­nal­men­te o com­met­ten­do in­ten­zio­nal­men­te un cri­mi­ne o un de­lit­to, i di­rit­ti dell’as­si­cu­ra­to, dei suoi su­per­sti­ti e di al­tri be­ne­fi­cia­ri se­con­do l’ar­ti­co­lo 20a LPP pas­sa­no all’isti­tu­to di pre­vi­den­za nel­la mi­su­ra in cui le sue pre­sta­zio­ni non ri­dot­te, som­ma­te al ri­sar­ci­men­to do­vu­to per lo stes­so pe­rio­do dal ter­zo, su­pe­ra­no il cor­ri­spon­den­te dan­no.

3 I di­rit­ti che non pas­sa­no all’isti­tu­to di pre­vi­den­za ri­man­go­no ac­qui­si­ti dall’as­si­cu­ra­to, dai suoi su­per­sti­ti e da al­tri be­ne­fi­cia­ri se­con­do l’ar­ti­co­lo 20a LPP. Se può es­se­re re­cu­pe­ra­ta uni­ca­men­te una par­te dell’in­den­ni­tà do­vu­ta dal ter­zo, l’as­si­cu­ra­to, i suoi su­per­sti­ti e al­tri be­ne­fi­cia­ri se­con­do l’ar­ti­co­lo 20a LPP han­no un di­rit­to pre­fe­ren­zia­le su que­sta par­te.

Art. 27b Classificazione dei diritti  

(art. 34b LPP)

1 I di­rit­ti pas­sa­no all’isti­tu­to di pre­vi­den­za per le pre­sta­zio­ni di ugua­le na­tu­ra.

2 So­no se­gna­ta­men­te pre­sta­zio­ni di ugua­le na­tu­ra:

a.83
le ren­di­te d’in­va­li­di­tà o le ren­di­te di vec­chia­ia ac­cor­da­te in lo­ro ve­ce, le in­den­ni­tà in ca­pi­ta­le in­ve­ce del­le ren­di­te e l’in­den­niz­zo per in­ca­pa­ci­tà al gua­da­gno non­ché l’in­den­niz­zo per dan­no pen­sio­ni­sti­co;
b.
le ren­di­te per su­per­sti­ti, le in­den­ni­tà in ca­pi­ta­le in­ve­ce del­le ren­di­te e le in­den­ni­tà per per­di­ta di so­ste­gno.

83 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 18 nov. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 5149).

Art. 27c Limitazione del diritto di regresso  

(art. 34b LPP)

1 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za può eser­ci­ta­re un di­rit­to di re­gres­so con­tro il co­niu­ge o il part­ner re­gi­stra­to dell’as­si­cu­ra­to, i pa­ren­ti dell’as­si­cu­ra­to in li­nea ascen­den­te o di­scen­den­te o le per­so­ne che vi­vo­no in co­mu­nio­ne do­me­sti­ca con l’as­si­cu­ra­to uni­ca­men­te se han­no pro­vo­ca­to l’even­to as­si­cu­ra­to in­ten­zio­nal­men­te o per ne­gli­gen­za gra­ve.84

2 La stes­sa li­mi­ta­zio­ne va­le per il di­rit­to di re­gres­so re­la­ti­vo a un in­for­tu­nio pro­fes­sio­na­le con­tro il da­to­re di la­vo­ro dell’as­si­cu­ra­to non­ché con­tro i suoi fa­mi­lia­ri e sa­la­ria­ti.

3La li­mi­ta­zio­ne del di­rit­to di re­gres­so dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za vien me­no se e per quan­to la per­so­na con­tro cui è eser­ci­ta­to il re­gres­so è as­si­cu­ra­ta ob­bli­ga­to­ria­men­te per la re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le.85

84 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 3 dell’O del 29 set. 2006 con­cer­nen­te l’at­tua­zio­ne del­la L del 18 giu. 2004 sull’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta nel­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4155).

85 In­tro­dot­to dal n. II 4 dell’O del 28 set. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 5155).

Art. 27d Convenzioni  

(art. 34b LPP)

L’isti­tu­to di pre­vi­den­za cui spet­ta il di­rit­to di re­gres­so se­con­do l’ar­ti­co­lo 34b LPP può con­clu­de­re con as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li cui spet­ta il di­rit­to di re­gres­so se­con­do gli ar­ti­co­li 72–75 LP­GA86 e con al­tri in­te­res­sa­ti con­ven­zio­ni de­sti­na­te a sem­pli­fi­ca­re il di­sbri­go dei ca­si di re­gres­so.

Art. 27e Rapporto tra l’istituto di previdenza e le assicurazioni sociali aventi diritto al regresso 87  

(art. 34b LPP)

Se al re­gres­so par­te­ci­pa­no l’isti­tu­to di pre­vi­den­za e al­tre as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li se­con­do gli ar­ti­co­li 72–75 LP­GA88 in com­bi­na­to di­spo­sto con l’ar­ti­co­lo 34b LPP, le as­si­cu­ra­zio­ni so­no te­nu­te a com­pen­sa­re re­ci­pro­ca­men­te e pro­por­zio­nal­men­te le pre­sta­zio­ni con­gruen­ti for­ni­te e do­vu­te da ognu­na di es­se.

87 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 18 nov. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 5149).

88 RS 830.1

Art. 27f Regresso contro un responsabile non titolare di un’assicurazione per la responsabilità civile  

(art. 34b LPP)

Se al re­gres­so par­te­ci­pa­no più as­si­cu­ra­to­ri, es­si de­si­gna­no un uni­co rap­pre­sen­tan­te nei con­fron­ti del re­spon­sa­bi­le non ti­to­la­re di un’as­si­cu­ra­zio­ne per la re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le. Se non giun­go­no a un’in­te­sa, la rap­pre­sen­tan­za è eser­ci­ta­ta nell’or­di­ne se­guen­te:89

a.
dall’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni;
b.
dall’as­si­cu­ra­zio­ne mi­li­ta­re;
c.
dall’as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tia;
d.
dall’AVS/AI.

89 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. n. 2 dell’O del 18 nov. 2020, in vi­go­re dal 1° gen. 2021 (RU 2020 5149).

Sezione 8: Procedura in caso di liquidazione parziale o totale90

90 Introdotta dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 27g Diritto ai fondi liberi in caso di liquidazione totale o parziale  

(art. 53d cpv. 1, 72a cpv. 4 LPP e art. 18a cpv. 1 LFLP91)92

1 In ca­so di li­qui­da­zio­ne to­ta­le o par­zia­le, sus­si­ste un di­rit­to in­di­vi­dua­le a una par­te dei fon­di li­be­ri se l’usci­ta è in­di­vi­dua­le e un di­rit­to in­di­vi­dua­le o col­let­ti­vo se l’usci­ta è col­let­ti­va.93

1bis Gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za che sod­di­sfa­no le con­di­zio­ni del­la ca­pi­ta­liz­za­zio­ne in­te­gra­le co­sti­tui­sco­no fon­di li­be­ri se le lo­ro ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne han­no rag­giun­to il va­lo­re che si so­no po­sti co­me obiet­ti­vo. Per il cal­co­lo dei fon­di li­be­ri l’isti­tu­to de­ve ba­sar­si su un bi­lan­cio com­mer­cia­le e un bi­lan­cio tec­ni­co com­men­ta­ti, dai qua­li ri­sul­ti chia­ra­men­te la si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria ef­fet­ti­va.94

2 In ca­so di mo­di­fi­che im­por­tan­ti de­gli at­ti­vi o dei pas­si­vi tra il gior­no de­ter­mi­nan­te per la li­qui­da­zio­ne par­zia­le o to­ta­le e il tra­sfe­ri­men­to dei fon­di, i fon­di li­be­ri da tra­sfe­ri­re so­no ade­gua­ti di con­se­guen­za.95

3 I di­sa­van­zi tec­ni­ci so­no de­ter­mi­na­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 44. Un’even­tua­le de­du­zio­ne di un di­sa­van­zo tec­ni­co si ope­ra in­di­vi­dual­men­te sul­la pre­sta­zio­ne d’usci­ta. Se la pre­sta­zio­ne d’usci­ta è già sta­ta ver­sa­ta sen­za di­mi­nu­zio­ni, l’as­si­cu­ra­to de­ve re­sti­tui­re l’im­por­to cor­ri­spon­den­te al­la de­du­zio­ne.

91 Il ri­man­do è sta­to adat­ta­to in ap­pli­ca­zio­ne dell’art. 12 cpv. 2 del­la L del 18 giu­gno 2004 sul­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li (RS 170.512).

92 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

93 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 27 ott. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4643).

94 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 27 ott. 2004 (RU 2004 4643) Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

95 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2009, in vi­go­re dal 1° giu. 2009 (RU 2009 1667).

Art. 27h Diritto collettivo ad accantonamenti e a riserve di fluttuazione in caso di liquidazione parziale o totale  

(art. 53d cpv. 1 LPP)

1 Se più as­si­cu­ra­ti ade­ri­sco­no in grup­po a un al­tro isti­tu­to di pre­vi­den­za (usci­ta col­let­ti­va), al di­rit­to ai fon­di li­be­ri si ag­giun­ge un di­rit­to col­let­ti­vo di par­te­ci­pa­zio­ne pro­por­zio­na­le agli ac­can­to­na­men­ti e al­le ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne. Nel cal­co­lo del­la quo­ta si tie­ne ade­gua­ta­men­te con­to del con­tri­bu­to for­ni­to dal col­let­ti­vo uscen­te al­la co­sti­tu­zio­ne de­gli ac­can­to­na­men­ti e del­le ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne. Il di­rit­to a par­te de­gli ac­can­to­na­men­ti sus­si­ste tut­ta­via sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui so­no tra­sfe­ri­ti ri­schi at­tua­ria­li. La quo­ta di ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne spet­tan­te al col­let­ti­vo uscen­te è pa­ri al­la quo­ta dei ca­pi­ta­li a ri­spar­mio e dei ca­pi­ta­li di co­per­tu­ra da tra­sfe­ri­re.96

2 In ca­so di usci­ta col­let­ti­va, l’or­ga­no pa­ri­te­ti­co o l’or­ga­no com­pe­ten­te dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ci­de in me­ri­to a un di­rit­to col­let­ti­vo su ac­can­to­na­men­ti e ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne.

3 Il di­rit­to col­let­ti­vo su ac­can­to­na­men­ti e ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne de­ve es­se­re in ogni ca­so tra­sfe­ri­to col­let­ti­va­men­te al nuo­vo isti­tu­to di pre­vi­den­za.

4 In ca­so di mo­di­fi­che im­por­tan­ti de­gli at­ti­vi o dei pas­si­vi tra il gior­no de­ter­mi­nan­te del­la li­qui­da­zio­ne par­zia­le o to­ta­le e il tra­sfe­ri­men­to dei fon­di, gli ac­can­to­na­men­ti e le ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne da tra­sfe­ri­re so­no ade­gua­ti di con­se­guen­za.97

5 Il di­rit­to col­let­ti­vo su ac­can­to­na­men­ti e ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne non sus­si­ste se la li­qui­da­zio­ne par­zia­le o to­ta­le dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za è sta­ta cau­sa­ta dal grup­po che esce col­let­ti­va­men­te.

96 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2009, in vi­go­re dal 1° giu. 2009 (RU 2009 1667).

97 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2009, in vi­go­re dal 1° giu. 2009 (RU 2009 1667).

Sezione 9: Conservazione di documenti relativi alla previdenza98

98 Introdotta dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 27i Obbligo di conservare i documenti relativi alla previdenza  

(art. 41 cpv. 8 LPP)

1 Gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za e gli isti­tu­ti che ge­sti­sco­no i con­ti o le po­liz­ze di li­be­ro pas­sag­gio so­no te­nu­ti a con­ser­va­re tut­ti i do­cu­men­ti re­la­ti­vi al­la pre­vi­den­za con­te­nen­ti in­for­ma­zio­ni im­por­tan­ti per l’eser­ci­zio dei di­rit­ti pre­vi­den­zia­li de­gli as­si­cu­ra­ti, os­sia:99

a.100
do­cu­men­ti con­cer­nen­ti l’ave­re di pre­vi­den­za, com­pre­si i da­ti re­la­ti­vi all’ave­re di vec­chia­ia di cui all’ar­ti­co­lo 15a ca­po­ver­so 1;
b.
do­cu­men­ti con­cer­nen­ti i con­ti o le po­liz­ze dell’as­si­cu­ra­to;
c.101
do­cu­men­ti con­cer­nen­ti tut­te le si­tua­zio­ni de­ter­mi­nan­ti du­ran­te il pe­rio­do di as­si­cu­ra­zio­ne co­me ac­qui­sti, pa­ga­men­ti in con­tan­ti, pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti per la pro­prie­tà di abi­ta­zio­ne e pre­sta­zio­ni di usci­ta in ca­so di di­vor­zio o di scio­gli­men­to dell’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta;
d.
con­trat­ti di af­fi­lia­zio­ne del da­to­re di la­vo­ro con l’isti­tu­to di pre­vi­den­za;
e.
re­go­la­men­ti;
f.
cor­ri­spon­den­za im­por­tan­te;
g.
do­cu­men­ti che con­sen­to­no di iden­ti­fi­ca­re gli as­si­cu­ra­ti.

2 I do­cu­men­ti pos­so­no es­se­re con­ser­va­ti su sup­por­ti non car­ta­cei a con­di­zio­ne, tut­ta­via, che ri­man­ga­no sem­pre leg­gi­bi­li.

99 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

100 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2347).

101 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 3 dell’O del 29 set. 2006 con­cer­nen­te l’at­tua­zio­ne del­la L del 18 giu. 2004 sull’unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta nel­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l’in­va­li­di­tà, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4155).

Art. 27j Termine di conservazione  

(art. 41 cpv. 8 LPP)

1 Se so­no ver­sa­te pre­sta­zio­ni di pre­vi­den­za, l’ob­bli­go per gli isti­tu­ti del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le di con­ser­va­re i do­cu­men­ti du­ra fi­no a die­ci an­ni dal mo­men­to in cui pren­de fi­ne l’ob­bli­go di ero­ga­re le pre­sta­zio­ni.

2 Se non è sta­ta ver­sa­ta al­cu­na pre­sta­zio­ne di pre­vi­den­za per­ché l’as­si­cu­ra­to non ha fat­to va­le­re i suoi di­rit­ti, l’ob­bli­go di con­ser­va­re i do­cu­men­ti du­ra fi­no al mo­men­to in cui l’as­si­cu­ra­to com­pie o avreb­be com­piu­to 100 an­ni.

3 In ca­so di li­be­ro pas­sag­gio, l’ob­bli­go per il pre­ce­den­te isti­tu­to di pre­vi­den­za di con­ser­va­re i do­cu­men­ti im­por­tan­ti re­la­ti­vi al­la pre­vi­den­za ter­mi­na die­ci an­ni do­po il tra­sfe­ri­men­to del­la pre­sta­zio­ne d’usci­ta dell’as­si­cu­ra­to al nuo­vo isti­tu­to di pre­vi­den­za o a un isti­tu­to che ge­sti­sce con­ti o po­liz­ze di li­be­ro pas­sag­gio.

Art. 27k Obbligo di conservare i documenti in caso di liquidazione  

(art. 41 cpv. 8 LPP)

In ca­so di li­qui­da­zio­ne di un isti­tu­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, com­pe­te ai li­qui­da­to­ri ac­cer­tar­si che i do­cu­men­ti sia­no con­ser­va­ti cor­ret­ta­men­te.

Capitolo 2: Assicurazione facoltativa

Art. 28 Adesione all’assicurazione facoltativa  

(art. 4, 44 e 46 LPP)

Chi de­si­de­ra far­si as­si­cu­ra­re fa­col­ta­ti­va­men­te se­con­do la LPP de­ve far­ne ri­chie­sta all’isti­tu­to col­let­to­re o a un al­tro isti­tu­to di pre­vi­den­za com­pe­ten­te.

Art. 29 Salario coordinato  

(art. 4 cpv. 2, 8 e 46 cpv. 1 e 2 LPP)

1 Nell’as­si­cu­ra­zio­ne fa­col­ta­ti­va, il sa­la­rio coor­di­na­to è de­ter­mi­na­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 8 LPP e l’ar­ti­co­lo 3 del­la pre­sen­te or­di­nan­za. Si tien con­to del­la to­ta­li­tà dei red­di­ti pro­ve­nien­ti dall’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va dell’as­si­cu­ra­to.

2 Se l’as­si­cu­ra­to è sot­to­po­sto an­che all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria, il sa­la­rio coor­di­na­to nell’as­si­cu­ra­zio­ne fa­col­ta­ti­va è de­ter­mi­na­to de­du­cen­do dal sa­la­rio coor­di­na­to com­ples­si­vo quel­lo già co­per­to dall’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria.

3 L’as­si­cu­ra­to de­ve an­nun­cia­re all’isti­tu­to di pre­vi­den­za tut­ti i red­di­ti dell’at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va, sia di­pen­den­te che in­di­pen­den­te.

Art. 30 Datori di lavoro sottoposti all’obbligo di contribuzione  

(art. 46 cpv. 3 LPP)

1 Il da­to­re di la­vo­ro è sot­to­po­sto all’ob­bli­go di con­tri­bu­zio­ne so­lo se lo è an­che nei con­fron­ti dell’AVS.

2 L’as­si­cu­ra­to può esi­ge­re una con­tri­bu­zio­ne dal da­to­re di la­vo­ro so­lo se lo ha in­for­ma­to del­la sua ade­sio­ne all’as­si­cu­ra­zio­ne fa­col­ta­ti­va. Il da­to­re di la­vo­ro è ob­bli­ga­to al­la con­tri­bu­zio­ne so­lo per il pe­rio­do d’as­si­cu­ra­zio­ne se­guen­te que­sta co­mu­ni­ca­zio­ne.

Art. 31 Contributi del datore di lavoro  

(art. 46 cpv. 3 LPP)

1 I con­tri­bu­ti di ogni da­to­re di la­vo­ro so­no cal­co­la­ti in per­cen­tua­le del sa­la­rio coor­di­na­to. La ri­par­ti­zio­ne del sa­la­rio coor­di­na­to tra i da­to­ri di la­vo­ro è pro­por­zio­na­le al sa­la­rio ver­sa­to da ognu­no di lo­ro.

2 Se il sa­la­ria­to è già sot­to­po­sto all’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria per una par­te del sa­la­rio, que­sto è pre­so in con­si­de­ra­zio­ne an­che per la de­ter­mi­na­zio­ne del­la par­te di sa­la­rio coor­di­na­to re­la­ti­va a ogni da­to­re di la­vo­ro. Se i sa­la­ria­ti so­no già sot­to­po­sti al re­gi­me ob­bli­ga­to­rio, il lo­ro da­to­re di la­vo­ro de­ve ver­sa­re con­tri­bu­ti per l’as­si­cu­ra­zio­ne fa­col­ta­ti­va nel­la mi­su­ra in cui l’as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria non co­pre già il sa­la­rio coor­di­na­to, de­ter­mi­na­to se­con­do il ca­po­ver­so 1. Se il sa­la­rio coor­di­na­to se­con­do il re­gi­me ob­bli­ga­to­rio è su­pe­rio­re al­la par­te di sa­la­rio coor­di­na­to re­la­ti­va a que­sto da­to­re di la­vo­ro, la par­te de­gli al­tri da­to­ri di la­vo­ro è ri­dot­ta pro­por­zio­nal­men­te.

3 Se l’isti­tu­to di pre­vi­den­za che as­si­cu­ra il sa­la­ria­to a ti­to­lo ob­bli­ga­to­rio co­pre più del sa­la­rio coor­di­na­to in con­for­mi­tà del­la LPP, il da­to­re di la­vo­ro può esi­ge­re che il sa­la­rio ec­ce­den­te sia pu­re pre­so in con­si­de­ra­zio­ne per de­ter­mi­na­re la par­te di sa­la­rio coor­di­na­to com­ples­si­vo che de­ve co­pri­re nell’as­si­cu­ra­zio­ne fa­col­ta­ti­va.

4 Al­la fi­ne dell’an­no ci­vi­le, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za con­se­gna all’as­si­cu­ra­to un con­teg­gio dei con­tri­bu­ti do­vu­ti e le at­te­sta­zio­ni al­le­sti­te se­pa­ra­ta­men­te per ogni da­to­re di la­vo­ro. Le at­te­sta­zio­ni in­di­ca­no:

a.
il sa­la­rio ver­sa­to dal da­to­re di la­vo­ro, co­me è sta­to an­nun­cia­to all’isti­tu­to di pre­vi­den­za (art. 29 cpv. 3);
b.
il cor­ri­spon­den­te sa­la­rio coor­di­na­to;
c.
il sag­gio di con­tri­bu­zio­ne in per­cen­tua­le del sa­la­rio coor­di­na­to;
d.
l’im­por­to do­vu­to dal da­to­re di la­vo­ro.
Art. 32 Incasso dei contributi da parte dell’istituto di previdenza  

(art. 46 cpv. 4 LPP)

1 Se il sa­la­ria­to ha in­ca­ri­ca­to l’isti­tu­to di pre­vi­den­za dell’in­cas­so dei con­tri­bu­ti pres­so il da­to­re di la­vo­ro e l’isti­tu­to non rie­sce ad ot­te­ner­li, il ver­sa­men­to dei con­tri­bu­ti do­vu­ti in­com­be al­lo stes­so sa­la­ria­to.

2 Le spe­se d’in­cas­so so­no a ca­ri­co del sa­la­ria­to.

Capitolo 3: Organizzazione

Sezione 1: Organo supremo102

102 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vigore dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

(art. 51 e 51a LPP)

Art. 33  

L’or­ga­no su­pre­mo di un isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve con­ta­re al­me­no quat­tro mem­bri. In ca­si mo­ti­va­ti, in par­ti­co­la­re du­ran­te una li­qui­da­zio­ne, l’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za può am­met­te­re ec­ce­zio­nal­men­te un nu­me­ro in­fe­rio­re di mem­bri.

Sezione 2: Ufficio di revisione 103

103 Tit. introdotto dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vigore dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 34 Indipendenza 104  

(art. 52a cpv. 1 LPP)

1 L’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne de­ve es­se­re in­di­pen­den­te e de­ve for­ma­re il suo giu­di­zio di ve­ri­fi­ca in ma­nie­ra obiet­ti­va. L’in­di­pen­den­za non de­ve es­se­re com­pro­mes­sa né di fat­to né in ap­pa­ren­za.

2 So­no in­com­pa­ti­bi­li con l’in­di­pen­den­za in par­ti­co­la­re:

a.
l’ap­par­te­nen­za all’or­ga­no su­pre­mo o all’or­ga­no di ge­stio­ne dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za, un’al­tra fun­zio­ne de­ci­sio­na­le in se­no all’isti­tu­to o un rap­por­to di la­vo­ro con es­so;
b.
una par­te­ci­pa­zio­ne di­ret­ta o in­di­ret­ta al­la so­cie­tà fon­da­tri­ce o all’or­ga­no di ge­stio­ne dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za;
c.
una re­la­zio­ne stret­ta del re­vi­so­re di­ri­gen­te con un mem­bro dell’or­ga­no su­pre­mo o dell’or­ga­no di ge­stio­ne op­pu­re con un’al­tra per­so­na con fun­zio­ne de­ci­sio­na­le;
d.
la par­te­ci­pa­zio­ne all’at­ti­vi­tà con­ta­bi­le e la pre­sta­zio­ne di al­tri ser­vi­zi che com­por­ti­no il ri­schio di do­ver ve­ri­fi­ca­re pro­pri la­vo­ri in qua­li­tà di uf­fi­cio di re­vi­sio­ne;
e.
l’as­sun­zio­ne di un man­da­to che com­por­ti di­pen­den­za eco­no­mi­ca;
f.
la con­clu­sio­ne di un con­trat­to a con­di­zio­ni non con­for­mi al mer­ca­to o di un con­trat­to che im­pli­chi un in­te­res­se dell’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne al ri­sul­ta­to del­la ve­ri­fi­ca;
g.
la su­bor­di­na­zio­ne a di­ret­ti­ve del da­to­re di la­vo­ro, se si trat­ta di un isti­tu­to di pre­vi­den­za dell’azien­da; se il da­to­re di la­vo­ro ha sud­di­vi­so la sua azien­da in di­ver­se per­so­ne giu­ri­di­che in­di­pen­den­ti, il grup­po di so­cie­tà è con­si­de­ra­to da­to­re di la­vo­ro.

3 Le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti l’in­di­pen­den­za si ap­pli­ca­no a tut­te le per­so­ne par­te­ci­pan­ti al­la re­vi­sio­ne. Se l’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne è una so­cie­tà di per­so­ne o una per­so­na giu­ri­di­ca, le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti l’in­di­pen­den­za si ap­pli­ca­no an­che ai mem­bri dell’or­ga­no su­pe­rio­re di di­re­zio­ne o am­mi­ni­stra­zio­ne e ad al­tre per­so­ne con fun­zio­ne de­ci­sio­na­le.

104 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 35 Compiti 105  

(art. 52c cpv. 1 lett. b e c LPP)

1 Nell’am­bi­to del­le ve­ri­fi­che con­cer­nen­ti l’or­ga­niz­za­zio­ne e la ge­stio­ne dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za, l’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne at­te­sta al­tre­sì l’esi­sten­za di un con­trol­lo in­ter­no ade­gua­to al­le di­men­sio­ni e al­la com­ples­si­tà dell’isti­tu­to.

2 L’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne ve­ri­fi­ca per cam­pio­na­tu­ra e in fun­zio­ne dei ri­schi che le in­di­ca­zio­ni di cui all’ar­ti­co­lo 48lsia­no com­ple­te e sia­no sta­te con­trol­la­te dall’or­ga­no su­pre­mo. In quan­to sia ne­ces­sa­rio per ve­ri­fi­ca­re l’esat­tez­za dei da­ti, le per­so­ne in­te­res­sa­te de­vo­no ren­de­re no­ta la pro­pria si­tua­zio­ne pa­tri­mo­nia­le.

3 Qua­lo­ra la ge­stio­ne, l’am­mi­ni­stra­zio­ne o l’am­mi­ni­stra­zio­ne del pa­tri­mo­nio di un isti­tu­to di pre­vi­den­za sia in­te­ra­men­te o par­zial­men­te de­le­ga­ta a ter­zi, l’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne esa­mi­na de­bi­ta­men­te an­che l’at­ti­vi­tà di que­sti ul­ti­mi.

105 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 35a Compiti particolari in caso di copertura insufficiente di un istituto di previdenza 106  

(art. 52c cpv. 1 e 2 LPP)107

1 In ca­so di co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te, l’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne chia­ri­sce al più tar­di al mo­men­to dell’esa­me or­di­na­rio se sia sta­ta ef­fet­tua­ta la co­mu­ni­ca­zio­ne all’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 44. In as­sen­za di ta­le co­mu­ni­ca­zio­ne, fa tem­pe­sti­va­men­te rap­por­to all’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.108

2 Nel suo rap­por­to an­nua­le, l’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne in­di­ca in par­ti­co­la­re:109

a.
se gli in­ve­sti­men­ti sia­no com­pa­ti­bi­li con la ca­pa­ci­tà di ri­schio dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za in­suf­fi­cien­te­men­te co­per­to e se so­no ri­spet­ta­ti gli ar­ti­co­li 49a, 50 e 59. I da­ti su­gli in­ve­sti­men­ti pres­so il da­to­re di la­vo­ro van­no pre­sen­ta­ti se­pa­ra­ta­men­te;
b.
se le mi­su­re vol­te a rias­sor­bi­re l’im­por­to sco­per­to sia­no sta­te de­ci­se dall’or­ga­no com­pe­ten­te con la col­la­bo­ra­zio­ne del pe­ri­to in ma­te­ria di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le e at­tua­te nel qua­dro del­le di­spo­si­zio­ni le­ga­li e del pro­gram­ma di mi­su­re e se sia­no sta­ti ri­spet­ta­ti gli ob­bli­ghi di in­for­ma­zio­ne;
c.
se sia sta­ta con­trol­la­ta l’ef­fi­ca­cia del­le mi­su­re vol­te a rias­sor­bi­re l’im­por­to sco­per­to e si sia prov­ve­du­to ad ade­guar­le in ca­so di cam­bia­men­to del­la si­tua­zio­ne.

3 L’uf­fi­cio di con­trol­lo se­gna­la all’or­ga­no pa­ri­te­ti­co su­pre­mo le la­cu­ne ri­le­va­te nel pro­gram­ma di mi­su­re.

106 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 27 ott. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4643).

107 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

108 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

109 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 36 Rapporti con l’autorità di vigilanza 110  

(art. 52c, 62 cpv. 1 e 62a LPP)

1 Se nel cor­so del­le sue ve­ri­fi­che l’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne con­sta­ta ir­re­go­la­ri­tà, de­ve as­se­gna­re all’or­ga­no su­pre­mo un ter­mi­ne ade­gua­to per re­go­la­riz­za­re la si­tua­zio­ne. In ca­so d’inos­ser­van­za di que­sto ter­mi­ne, in­for­me­rà l’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.

2 Qua­lo­ra ven­ga a co­no­scen­za di fat­ti su­scet­ti­bi­li di por­re in for­se la buo­na re­pu­ta­zio­ne o la ga­ran­zia di un’at­ti­vi­tà inec­ce­pi­bi­le da par­te dei re­spon­sa­bi­li di un isti­tu­to di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le o di un isti­tu­to de­di­to al­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, l’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne lo co­mu­ni­ca all’or­ga­no su­pre­mo e all’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.

3 L’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne è te­nu­to a in­for­ma­re sen­za in­du­gio l’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za se:

a.
la si­tua­zio­ne dell’isti­tu­to ri­chie­de un in­ter­ven­to ra­pi­do;
b.
il suo man­da­to sca­de; o
c.
gli è sta­ta re­vo­ca­ta l’abi­li­ta­zio­ne ai sen­si del­la leg­ge del 16 di­cem­bre 2005111 sui re­vi­so­ri.

110 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

111 RS 221.302

Sezione 3: Perito in materia di previdenza professionale 112

112 Originaria Sez. 2. Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vigore dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 37113  

113 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, con ef­fet­to dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 38114  

114 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, con ef­fet­to dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 39115  

115 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, con ef­fet­to dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 40 Indipendenza 116  

(art. 52a cpv. 1 LPP)

1 Il pe­ri­to in ma­te­ria di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le dev’es­se­re in­di­pen­den­te e de­ve for­ma­re il suo giu­di­zio di ve­ri­fi­ca e le sue rac­co­man­da­zio­ni in ma­nie­ra obiet­ti­va. L’in­di­pen­den­za non de­ve es­se­re com­pro­mes­sa né di fat­to né in ap­pa­ren­za.

2 So­no in­com­pa­ti­bi­li con l’in­di­pen­den­za in par­ti­co­la­re:

a.
l’ap­par­te­nen­za all’or­ga­no su­pre­mo o all’or­ga­no di ge­stio­ne dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za, un’al­tra fun­zio­ne de­ci­sio­na­le in se­no all’isti­tu­to o un rap­por­to di la­vo­ro con es­so;
b.
una par­te­ci­pa­zio­ne di­ret­ta o in­di­ret­ta al­la so­cie­tà fon­da­tri­ce o all’or­ga­no di ge­stio­ne dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za;
c.
una stret­ta re­la­zio­ne fa­mi­lia­re o eco­no­mi­ca con un mem­bro dell’or­ga­no su­pre­mo o dell’or­ga­no di ge­stio­ne op­pu­re con un’al­tra per­so­na con fun­zio­ne de­ci­sio­na­le;
d.
la par­te­ci­pa­zio­ne al­la ge­stio­ne;
e.
l’as­sun­zio­ne di un man­da­to che com­por­ti di­pen­den­za eco­no­mi­ca a lun­go ter­mi­ne;
f.
la con­clu­sio­ne di un con­trat­to a con­di­zio­ni non con­for­mi al mer­ca­to o di un con­trat­to che im­pli­chi un in­te­res­se del pe­ri­to in ma­te­ria di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le al ri­sul­ta­to del­la ve­ri­fi­ca;
g.
una su­bor­di­na­zio­ne a di­ret­ti­ve del da­to­re di la­vo­ro, se si trat­ta di un isti­tu­to di pre­vi­den­za dell’azien­da; se il da­to­re di la­vo­ro ha sud­di­vi­so la sua azien­da in di­ver­se per­so­ne giu­ri­di­che in­di­pen­den­ti, il grup­po di so­cie­tà è con­si­de­ra­to da­to­re di la­vo­ro.

3 Le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti l’in­di­pen­den­za si ap­pli­ca­no a tut­te le per­so­ne par­te­ci­pan­ti al­la ve­ri­fi­ca. Se il pe­ri­to è una so­cie­tà di per­so­ne o una per­so­na giu­ri­di­ca, le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti l’in­di­pen­den­za si ap­pli­ca­no an­che ai mem­bri dell’or­ga­no su­pe­rio­re di di­re­zio­ne o am­mi­ni­stra­zio­ne e ad al­tre per­so­ne con fun­zio­ne de­ci­sio­na­le.

116 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 41 Rapporti con l’autorità di vigilanza  

(art. 52e, 62 cpv. 1 e 62a LPP)117

Espli­can­do il suo man­da­to, il pe­ri­to de­ve con­for­mar­si al­le di­ret­ti­ve dell’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za. È te­nu­to ad in­for­ma­re sen­za in­du­gio l’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za se la si­tua­zio­ne dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za ri­chie­de un in­ter­ven­to ra­pi­do o se il suo man­da­to sca­de.

117 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 41a Compiti particolari in caso di copertura insufficiente di un istituto di previdenza 118  

(art. 52e e 65d LPP)119

1 In ca­so di co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te, il pe­ri­to re­di­ge an­nual­men­te un rap­por­to at­tua­ria­le.

2 L’esper­to in­di­ca in par­ti­co­la­re se ri­tie­ne che le mi­su­re vol­te a rias­sor­bi­re l’im­por­to sco­per­to adot­ta­te dall’or­ga­no com­pe­ten­te sia­no con­for­mi all’ar­ti­co­lo 65d LPP e ri­fe­ri­sce sul­la lo­ro ef­fi­ca­cia.

3 Il pe­ri­to fa rap­por­to all’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za, se un isti­tu­to di pre­vi­den­za non adot­ta mi­su­re o se le mi­su­re pre­se non ba­sta­no a rias­sor­bi­re l’im­por­to sco­per­to.

118 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 27 ott. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4643).

119 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Capitolo 4: Finanziamento

Sezione 1: Finanziamento degli istituti di previdenza

Art. 42 Definizione dei rischi  

( art. 67 LPP)

So­no con­si­de­ra­ti ri­schi se­con­do l’ar­ti­co­lo 67 LPP quel­li di vec­chia­ia, di mor­te e d’in­va­li­di­tà.

Art. 43 Misure di sicurezza supplementari  

(art. 67 LPP)

1 Un isti­tu­to di pre­vi­den­za che vuo­le as­su­mer­si la co­per­tu­ra dei ri­schi de­ve adot­ta­re mi­su­re di si­cu­rez­za sup­ple­men­ta­ri:

a.
se il pe­ri­to in ma­te­ria di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le ri­tie­ne che sia ne­ces­sa­rio, op­pu­re
b.120
se l’isti­tu­to an­no­ve­ra me­no di cen­to as­si­cu­ra­ti at­ti­vi o, per gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za fon­da­ti do­po il 31 di­cem­bre 2005, me­no di tre­cen­to as­si­cu­ra­ti at­ti­vi.

2 L’or­ga­no com­pe­ten­te se­con­do le di­spo­si­zio­ni re­go­la­men­ta­ri de­ci­de in me­ri­to al ge­ne­re e all’esten­sio­ne del­le mi­su­re di si­cu­rez­za sup­ple­men­ta­ri, do­po aver ri­chie­sto un rap­por­to al pe­ri­to.

3 La ga­ran­zia di un da­to­re di la­vo­ro di di­rit­to pri­va­to non ha va­lo­re di si­cu­rez­za sup­ple­men­ta­re.

4 Se la mi­su­ra di si­cu­rez­za sup­ple­men­ta­re con­si­ste in una ri­ser­va sup­ple­men­ta­re, que­sta dev’es­se­re con­ta­bi­liz­za­ta se­pa­ra­ta­men­te.

120 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 giu. 2005, in vi­go­re dal 1° gen. 2006 (RU 2005 4279).

Art. 44 Copertura insufficiente 121  

(art. 65, 65c,65d cpv. 4 e 72a–72g LPP)122

1 Esi­ste una co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te se, nel gior­no di chiu­su­ra del bi­lan­cio, il ca­pi­ta­le at­tua­ria­le di pre­vi­den­za ne­ces­sa­rio, cal­co­la­to da un pe­ri­to in ma­te­ria di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le se­con­do prin­ci­pi ri­co­no­sciu­ti, non è co­per­to dal pa­tri­mo­nio di pre­vi­den­za di­spo­ni­bi­le. I det­ta­gli re­la­ti­vi al cal­co­lo dell’im­por­to sco­per­to so­no in­di­ca­ti nell’al­le­ga­to.

2 Gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za ge­sti­ti se­con­do il si­ste­ma del­la ca­pi­ta­liz­za­zio­ne in­te­gra­le, co­me pu­re quel­li ge­sti­ti se­con­do il si­ste­ma del­la ca­pi­ta­liz­za­zio­ne par­zia­le, il cui gra­do di co­per­tu­ra è in­fe­rio­re a quel­lo ini­zia­le (art. 72e LPP), de­vo­no in­for­ma­re ade­gua­ta­men­te l’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za, il da­to­re di la­vo­ro, gli as­si­cu­ra­ti e i be­ne­fi­cia­ri di ren­di­te:123

a.
in me­ri­to al­la co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te e in par­ti­co­la­re all’en­ti­tà e al­le cau­se del­la stes­sa. La co­mu­ni­ca­zio­ne de­ve es­se­re ef­fet­tua­ta al più tar­di quan­do la co­per­tu­ra in­suf­fi­cien­te è con­sta­ta­ta, in ba­se al con­to an­nua­le, con­for­me­men­te all’al­le­ga­to;
b.
in me­ri­to al­le mi­su­re pre­se per rias­sor­bi­re l’im­por­to sco­per­to e al ter­mi­ne en­tro il qua­le pre­ve­de che la co­per­tu­ra sia nuo­va­men­te as­si­cu­ra­ta;
c.
in me­ri­to all’ap­pli­ca­zio­ne del pro­gram­ma di mi­su­re e all’ef­fi­ca­cia del­le stes­se. L’in­for­ma­zio­ne de­ve av­ve­ni­re pe­rio­di­ca­men­te.

3 Se l’in­te­res­se ap­pli­ca­to è in­fe­rio­re a quel­lo mi­ni­mo di cui all’ar­ti­co­lo 65d ca­po­ver­so 4 LPP, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve inol­tre di­mo­stra­re che le mi­su­re ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 65d ca­po­ver­so 3 let­te­re a e b LPP non ba­sta­no a rias­sor­bi­re l’im­por­to sco­per­to.

121 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 27 ott. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4643).

122 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

123 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 44a Riserve di contributi del datore di lavoro con rinuncia all’utilizzazione in caso di copertura insufficiente 124  

(art. 65e cpv. 3 LPP)

1 Do­po il rias­sor­bi­men­to com­ple­to dell’im­por­to sco­per­to, la ri­ser­va di con­tri­bu­ti del da­to­re di la­vo­ro con ri­nun­cia all’uti­liz­za­zio­ne (RCDL con ri­nun­cia all’uti­liz­za­zio­ne) de­ve es­se­re sciol­ta e tra­sfe­ri­ta nel­la ri­ser­va or­di­na­ria di con­tri­bu­ti del da­to­re di la­vo­ro. Non è pos­si­bi­le uno scio­gli­men­to par­zia­le an­ti­ci­pa­to del­la ri­ser­va.

2 Il pe­ri­to si espri­me in me­ri­to all’am­mis­si­bi­li­tà del­lo scio­gli­men­to del­la RCDL con ri­nun­cia all’uti­liz­za­zio­ne e la con­fer­ma all’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.

3 Do­po il tra­sfe­ri­men­to del­la RCDL con ri­nun­cia all’uti­liz­za­zio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 1, le ri­ser­ve or­di­na­rie di con­tri­bu­ti del da­to­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re com­pu­ta­te con i cre­di­ti da con­tri­bu­ti o con al­tri cre­di­ti dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za nei con­fron­ti del da­to­re di la­vo­ro fin­ché rag­giun­go­no l’im­por­to pre­ce­den­te il con­fe­ri­men­to op­pu­re il quin­tu­plo dei con­tri­bu­ti an­nui del da­to­re di la­vo­ro. An­che le pre­sta­zio­ni fa­col­ta­ti­ve del da­to­re di la­vo­ro a fa­vo­re dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za van­no pre­le­va­te da que­ste ri­ser­ve fi­no al rag­giun­gi­men­to del li­mi­te sum­men­zio­na­to.

4 Se esi­ste una RCDL con ri­nun­cia all’uti­liz­za­zio­ne, il pe­ri­to cal­co­la il gra­do di co­per­tu­ra con e sen­za l’at­tri­bu­zio­ne di que­sta ri­ser­va al pa­tri­mo­nio di­spo­ni­bi­le.

124 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 27 ott. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4643).

Art. 44b Impiego delle riserve di contributi del datore di lavoro con rinuncia all’utilizzazione in caso di liquidazione parziale o totale 125  

(art. 65e cpv. 3 lett. b LPP)

1 In ca­so di li­qui­da­zio­ne to­ta­le dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za, la RCDL con ri­nun­cia all’uti­liz­za­zio­ne è sciol­ta a fa­vo­re dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

2 In ca­so di li­qui­da­zio­ne par­zia­le dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za in­suf­fi­cien­te­men­te co­per­to, la RCDL con ri­nun­cia all’uti­liz­za­zio­ne va sciol­ta a fa­vo­re de­gli aven­ti di­rit­to nel­la mi­su­ra in cui si ri­fe­ri­sce al ca­pi­ta­le pre­vi­den­zia­le sco­per­to da tra­sfe­ri­re.

125 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 27 ott. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4643).

Art. 44c126  

126 Ori­gi­na­rio art. 44a. In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 23 ott. 2002 (RU 2002 3904). Abro­ga­to dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, con ef­fet­to dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 45127  

127 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, con ef­fet­to dal 1° ago. 2011 (RU 20113435).

Art. 46 Miglioramento delle prestazioni degli istituti collettivi e comuni in caso di riserve di fluttuazione non interamente alimentate 128  

(art. 65b lett. c LPP)

1 Nel ca­so in cui le ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne non sia­no sta­te in­te­ra­men­te ali­men­ta­te, gli isti­tu­ti col­let­ti­vi e co­mu­ni sog­get­ti al­la L pos­so­no con­ce­de­re mi­glio­ra­men­ti del­le pre­sta­zio­ni se:

a.
il 50 per cen­to al mas­si­mo dell’ec­ce­den­za di ri­ca­vi pri­ma del­la co­sti­tu­zio­ne del­la ri­ser­va di flut­tua­zio­ne è uti­liz­za­ta per mi­glio­ra­men­ti del­le pre­sta­zio­ni; e
b.
la ri­ser­va di flut­tua­zio­ne è ali­men­ta­ta al­me­no in mi­su­ra del 75 per cen­to del cor­ren­te obiet­ti­vo di ri­fe­ri­men­to.

2 Le par­te­ci­pa­zio­ni al­le ec­ce­den­ze ri­sul­tan­ti da con­trat­ti d’as­si­cu­ra­zio­ne, ac­cre­di­ta­te a fa­vo­re dell’ave­re di ri­spar­mio de­gli as­si­cu­ra­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 68a LPP, non so­no con­si­de­ra­te un mi­glio­ra­men­to del­le pre­sta­zio­ni.

3 Que­sta di­spo­si­zio­ne non si ap­pli­ca agli isti­tu­ti di pre­vi­den­za di as­so­cia­zio­ni e agli isti­tu­ti di pre­vi­den­za che as­si­cu­ra­no più da­to­ri di la­vo­ro in stret­te re­la­zio­ni eco­no­mi­che o fi­nan­zia­rie.

128 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° ago. 2011 (RU 20113435).

Sezione 2: Contabilità e rendiconto 129

129Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 24 apr. 1996, in vigore dal 1° lug. 1996 (RU 19961494).

Art. 47 Regolarità 130  

(art. 65a cpv. 5 e 71 cpv. 1 LPP)131

1 Gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za e gli al­tri isti­tu­ti at­ti­vi nell’am­bi­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le qua­li gli isti­tu­ti di li­be­ro pas­sag­gio, gli isti­tu­ti per for­me pre­vi­den­zia­li ri­co­no­sciu­te ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 82 LPP, le fon­da­zio­ni di in­ve­sti­men­to, l’isti­tu­to col­let­to­re e il fon­do di ga­ran­zia, so­no re­spon­sa­bi­li dell’al­le­sti­men­to del con­to an­nua­le. Il con­to an­nua­le si com­po­ne del bi­lan­cio, del con­to d’eser­ci­zio e dell’al­le­ga­to. Es­so con­tie­ne i da­ti dell’eser­ci­zio pre­ce­den­te.132

2 Gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za al­le­sti­sco­no e ar­ti­co­la­no il con­to an­nua­le con­for­me­men­te al­le rac­co­man­da­zio­ni con­ta­bi­li Swiss GAAP RPC 26133 nel­la ver­sio­ne del 1° gen­na­io 2014. Ta­li rac­co­man­da­zio­ni si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia agli al­tri isti­tu­ti at­ti­vi nell’am­bi­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le.134

3 L’al­le­ga­to con­tie­ne in­di­ca­zio­ni e spie­ga­zio­ni com­ple­men­ta­ri con­cer­nen­ti lo sta­to pa­tri­mo­nia­le, il fi­nan­zia­men­to e sin­go­le po­ste del bi­lan­cio e del con­to d’eser­ci­zio. Even­ti suc­ces­si­vi al gior­no di chiu­su­ra del bi­lan­cio van­no pre­si in con­si­de­ra­zio­ne se in­ci­do­no no­te­vol­men­te sul­la va­lu­ta­zio­ne del­la si­tua­zio­ne dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

4 Si ap­pli­ca­no inol­tre gli ar­ti­co­li 957a, 958 ca­po­ver­so 3, 958c ca­po­ver­si 1 e 2 non­ché 958f del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni135, re­la­ti­vi al­la con­ta­bi­li­tà com­mer­cia­le.136

130Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 apr. 1996, in vi­go­re dal 1° lug. 1996 (RU 19961494).

131 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

132 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

133 In­di­riz­zo per l’or­di­na­zio­ne: Ver­lag SKV, Hans Hu­ber-Stras­se 4, Ca­sel­la po­sta­le 687, 8027Zu­ri­go; www.ver­lag­skv.ch

134 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 13 nov. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2014 (RU 20134143).

135 RS 220

136 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 dell’O del 26 ago. 2020 con­cer­nen­te mo­di­fi­che nell’am­bi­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, in vi­go­re dal 1° ott. 2020 (RU 2020 3755).

Art. 48 Valutazione 137  

(art. 65a cpv. 5 e 71 cpv. 1 LPP)

Gli at­ti­vi e i pas­si­vi so­no va­lu­ta­ti con­for­me­men­te al­le rac­co­man­da­zio­ni con­ta­bi­li Swiss GAAP RPC 26. Le ri­ser­ve ne­ces­sa­rie per co­pri­re ri­schi at­tua­ria­li so­no cal­co­la­te in ba­se al rap­por­to at­tua­le del pe­ri­to in ma­te­ria di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le ai sen­si dell’ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 2 LPP138.

137 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

138 Que­sto ar­ti­co­lo è abro­ga­to. Ora: dell’art. 52e LPP.

Art. 48a Spese di amministrazione 139  

(art. 65 cpv. 3 LPP)

1 Nel con­to d’eser­ci­zio so­no in­di­ca­te le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne se­guen­ti:

a.
le spe­se dell’am­mi­ni­stra­zio­ne ge­ne­ra­le;
b.
le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne del pa­tri­mo­nio;
c.
le spe­se di mar­ke­ting e pub­bli­ci­ta­rie;
d.140
le spe­se per l’at­ti­vi­tà di me­dia­zio­ne e bro­ke­rag­gio;
e.141
le spe­se per l’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne e per il pe­ri­to in ma­te­ria di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le;
f.142
le spe­se per le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.

2 Le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne so­no in­di­ca­te con­for­me­men­te al­le rac­co­man­da­zio­ni con­ta­bi­li Swiss GAAP RPC 26.

3 Qua­lo­ra per uno o più in­ve­sti­men­ti le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne del pa­tri­mo­nio non pos­sa­no es­se­re in­di­ca­te, l’en­ti­tà del cor­ri­spon­den­te pa­tri­mo­nio in­ve­sti­to de­ve fi­gu­ra­re se­pa­ra­ta­men­te nell’al­le­ga­to al con­to an­nua­le. Ogni sin­go­lo in­ve­sti­men­to re­che­rà men­zio­ne dell’ISIN (In­ter­na­tio­nal Se­cu­ri­ties Iden­ti­fi­ca­tion Num­ber), dell’of­fe­ren­te, del­la de­no­mi­na­zio­ne del pro­dot­to, del­la quan­ti­tà e del va­lo­re di mer­ca­to al ter­mi­ne fis­sa­to. L’or­ga­no su­pre­mo ana­liz­za an­nual­men­te la pon­de­ra­zio­ne e de­ci­de in me­ri­to al­la con­ti­nua­zio­ne di que­sta po­li­ti­ca d’in­ve­sti­men­to.143

139 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

140 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

141 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

142 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

143 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Sezione 2a: Trasparenza144

144 Introdotta dal n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vigore dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

Art. 48b Informazione delle casse pensioni affiliate 145  

(art. 65a cpv. 4 LPP)

1 Gli isti­tu­ti col­let­ti­vi de­vo­no in­for­ma­re ogni cas­sa pen­sio­ni af­fi­lia­ta in me­ri­to a:

a.
l’am­mon­ta­re dei con­tri­bu­ti o dei pre­mi com­ples­si­va­men­te ver­sa­ti, sud­di­vi­si in fun­zio­ne del ri­spar­mio, dei ri­schio e del­le spe­se;
b.
la par­te di con­tri­bu­ti o di pre­mi che la cas­sa pen­sio­ni af­fi­lia­ta è te­nu­ta a ver­sa­re, sud­di­vi­si in fun­zio­ne del ri­spar­mio, dei ri­schi e del­le spe­se.

2 De­vo­no inol­tre in­for­ma­re ogni cas­sa pen­sio­ni af­fi­lia­ta in me­ri­to a:

a.
il to­ta­le dei fon­di li­be­ri o del­le ec­ce­den­ze ri­sul­tan­ti dai con­trat­ti d’as­si­cu­ra­zio­ne;
b.
la chia­ve di ri­par­ti­zio­ne ap­pli­ca­ta in se­no all’isti­tu­to col­let­ti­vo;
c.
la quo­ta di ec­ce­den­ze spet­tan­te al­la cas­sa pen­sio­ni af­fi­lia­ta.

145 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° ago. 2011 (RU 20113435).

Art. 48c Informazione degli assicurati 146  

(art. 86b cpv. 2 LPP)

1 Gli isti­tu­ti col­let­ti­vi de­vo­no in­di­ca­re nell’al­le­ga­to al con­to an­nua­le le in­for­ma­zio­ni di cui all’ar­ti­co­lo 48b che li con­cer­no­no.

2 La com­mis­sio­ne di pre­vi­den­za co­mu­ni­ca per scrit­to agli as­si­cu­ra­ti che ne fan­no ri­chie­sta le in­for­ma­zio­ni con­cer­nen­ti la cas­sa pen­sio­ni af­fi­lia­ta.

146 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 48d147  

147 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, con ef­fet­to dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 48e Accantonamenti e riserve di fluttuazione 148  

(art. 65b LPP)

L’isti­tu­to di pre­vi­den­za sta­bi­li­sce in un re­go­la­men­to le nor­me per co­sti­tui­re ac­can­to­na­men­ti e ri­ser­ve di flut­tua­zio­ne. A tal fi­ne de­ve os­ser­va­re il prin­ci­pio del­la con­ti­nui­tà.

148 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Sezione 2b: Integrità e lealtà dei responsabili149

149 Introdotta dal n. I dell’O del 18 ago. 2004 (RU 200442794653). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vigore dal 1° ago. 2011 (RU 20113435). Vedi anche le disp. trans. di detta mod. alla fine del presente testo.

Art. 48f Requisiti dei membri dell’organo di gestione e degli amministratori di patrimoni 150  

(art. 51b cpv. 1 LPP)

1 Le per­so­ne in­ca­ri­ca­te di ge­sti­re un isti­tu­to di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le o un isti­tu­to de­di­to al­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le de­vo­no di­mo­stra­re di pos­se­de­re co­no­scen­ze pra­ti­che e teo­ri­che ap­pro­fon­di­te nel set­to­re del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le.

2 Le per­so­ne e le isti­tu­zio­ni in­ca­ri­ca­te di am­mi­ni­stra­re il pa­tri­mo­nio de­vo­no es­se­re abi­li­ta­te a ta­le sco­po e of­fri­re ga­ran­zia di adem­pie­re in par­ti­co­la­re i re­qui­si­ti di cui all’ar­ti­co­lo 51b ca­po­ver­so 1 LPP, non­ché di ri­spet­ta­re gli ar­ti­co­li 48g–48l. Non so­no con­si­de­ra­te co­me am­mi­ni­stra­zio­ne del pa­tri­mo­nio la ma­nu­ten­zio­ne e la ge­stio­ne di im­mo­bi­li.

3 Per le so­cie­tà di per­so­ne e le per­so­ne giu­ri­di­che, i re­qui­si­ti di cui ai ca­po­ver­si 1 e 2 val­go­no an­che per i mem­bri dell’or­ga­no su­pe­rio­re di di­re­zio­ne o am­mi­ni­stra­zio­ne e per al­tre per­so­ne con fun­zio­ni de­ci­sio­na­li.

4 Pos­so­no es­se­re in­ca­ri­ca­te di am­mi­ni­stra­re il pa­tri­mo­nio sol­tan­to le per­so­ne o isti­tu­zio­ni ester­ne se­guen­ti:

a.
gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za re­gi­stra­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 48 LPP;
b.
le fon­da­zio­ni d’in­ve­sti­men­to se­con­do l’ar­ti­co­lo 53gLPP;
c.
gli isti­tu­ti d’as­si­cu­ra­zio­ne di di­rit­to pub­bli­co se­con­do l’ar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 1 LPP;
d.
le ban­che se­con­do la leg­ge dell’8 no­vem­bre 1934151 sul­le ban­che;
e.152
le so­cie­tà di in­ter­me­dia­zio­ne mo­bi­lia­re se­con­do l’ar­ti­co­lo 41 del­la leg­ge del 15 giu­gno 2018153 su­gli isti­tu­ti fi­nan­zia­ri (LI­sFi);
f.154
le di­re­zio­ni dei fon­di se­con­do l’ar­ti­co­lo 32 LI­sFi e i ge­sto­ri di pa­tri­mo­ni col­let­ti­vi se­con­do l’ar­ti­co­lo 24 LI­sFi;
g.
le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne se­con­do la leg­ge del 17 di­cem­bre 2004155 sul­la sor­ve­glian­za de­gli as­si­cu­ra­to­ri; e
h.
gli in­ter­me­dia­ri fi­nan­zia­ri at­ti­vi all’este­ro sot­to­po­sti al­la vi­gi­lan­za di un’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za este­ra;
i.156
i da­to­ri di la­vo­ro che am­mi­ni­stra­no il pa­tri­mo­nio del lo­ro isti­tu­to di pre­vi­den­za;
j.157
le as­so­cia­zio­ni di da­to­ri di la­vo­ro e le as­so­cia­zio­ni di sa­la­ria­ti che am­mi­ni­stra­no il pa­tri­mo­nio dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za del­la lo­ro as­so­cia­zio­ne.

5a7 ...158

150 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’8 mag. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2014 (RU 2013 1349).

151 RS 952.0

152 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. 1 n. II 7 dell’O del 6 nov. 2019 su­gli isti­tu­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2020 (RU 2019 4633).

153 RS 954.1

154 Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. 1 n. II 7 dell’O del 6 nov. 2019 su­gli isti­tu­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2020 (RU 2019 4633).

155 RS 961.01

156 In­tro­dot­ta dall’all. 1 n. II 7 dell’O del 6 nov. 2019 su­gli isti­tu­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2020 (RU 2019 4633).

157 In­tro­dot­ta dall’all. 1 n. II 7 dell’O del 6 nov. 2019 su­gli isti­tu­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2020 (RU 2019 4633).

158 Abro­ga­ti dall’all. 1 n. II 7 dell’O del 6 nov. 2019 su­gli isti­tu­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2020 (RU 2019 4633).

Art. 48g Verifica dell’integrità e della lealtà dei responsabili  

(art. 51b cpv. 1 LPP)

1 La ve­ri­fi­ca dell’in­te­gri­tà e del­la leal­tà dei re­spon­sa­bi­li di un isti­tu­to di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le o di un isti­tu­to de­di­to al­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le av­vie­ne di re­go­la nel con­te­sto del­la ve­ri­fi­ca di cui all’ar­ti­co­lo 13 dell’or­di­nan­za del 10 e 22 giu­gno 2011159 con­cer­nen­te la vi­gi­lan­za nel­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le.

2 Gli av­vi­cen­da­men­ti di per­so­na­le nell’or­ga­no su­pre­mo, nell’or­ga­no di ge­stio­ne, nell’am­mi­ni­stra­zio­ne o nell’am­mi­ni­stra­zio­ne pa­tri­mo­nia­le de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti sen­za in­du­gio all’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za com­pe­ten­te. Que­st’ul­ti­ma può pro­ce­de­re a una ve­ri­fi­ca dell’in­te­gri­tà e del­la leal­tà.

Art. 48h Conflitti d’interesse  

(art. 51b cpv. 2 LPP)

1 Le per­so­ne ester­ne in­ca­ri­ca­te del­la ge­stio­ne o dell’am­mi­ni­stra­zio­ne pa­tri­mo­nia­le, co­me pu­re gli aven­ti eco­no­mi­ca­men­te di­rit­to di im­pre­se in­ve­sti­te di ta­li com­pi­ti, non pos­so­no far par­te dell’or­ga­no su­pre­mo dell’isti­tu­to.

2 I con­trat­ti di am­mi­ni­stra­zio­ne pa­tri­mo­nia­le, di as­si­cu­ra­zio­ne e di ge­stio­ne che l’isti­tu­to con­clu­de ai fi­ni dell’at­tua­zio­ne del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le de­vo­no po­ter es­se­re ri­sol­ti al più tar­di cin­que an­ni do­po la lo­ro sti­pu­la­zio­ne sen­za svan­tag­gi per l’isti­tu­to.

Art. 48i Negozi giuridici con persone vicine  

(art. 51c LPP)

1 In ca­so di ne­go­zi giu­ri­di­ci im­por­tan­ti con per­so­ne vi­ci­ne oc­cor­re chie­de­re of­fer­te al­ter­na­ti­ve. L’ag­giu­di­ca­zio­ne de­ve av­ve­ni­re con la mas­si­ma tra­spa­ren­za.

2 So­no con­si­de­ra­te per­so­ne vi­ci­ne in par­ti­co­la­re il co­niu­ge, il part­ner re­gi­stra­to, il part­ner con­vi­ven­te, i pa­ren­ti fi­no al se­con­do gra­do e, per le per­so­ne giu­ri­di­che, gli aven­ti eco­no­mi­ca­men­te di­rit­to.

Art. 48j Affari per conto proprio  

(art. 53a lett. a LPP)

1 Le per­so­ne e le isti­tu­zio­ni in­ca­ri­ca­te di am­mi­ni­stra­re il pa­tri­mo­nio de­vo­no agi­re nell’in­te­res­se dell’isti­tu­to. In par­ti­co­la­re, non so­no au­to­riz­za­te a:

a.
sfrut­ta­re la co­no­scen­za di man­da­ti dell’isti­tu­to per ef­fet­tua­re in an­ti­ci­po, pa­ral­le­la­men­te o su­bi­to do­po le me­de­si­me tran­sa­zio­ni per con­to pro­prio (front/pa­ral­lel/af­ter run­ning);
b.
com­pie­re ope­ra­zio­ni su un ti­to­lo o un in­ve­sti­men­to quan­do è trat­ta­to dall’isti­tu­to e qua­lo­ra ne pos­sa de­ri­va­re uno svan­tag­gio per que­st’ul­ti­mo; è equi­pa­ra­ta a un’ope­ra­zio­ne com­mer­cia­le ogni par­te­ci­pa­zio­ne a si­mi­li af­fa­ri sot­to al­tra for­ma;
c.
mo­di­fi­ca­re la com­po­si­zio­ne dei de­po­si­ti dell’isti­tu­to in as­sen­za di un in­te­res­se eco­no­mi­co di que­st’ul­ti­mo.
Art. 48k Cessione di vantaggi patrimoniali  

(art. 53a lett. b LPP)

1 Le per­so­ne e le isti­tu­zio­ni in­ca­ri­ca­te del­la ge­stio­ne, dell’am­mi­ni­stra­zio­ne o dell’am­mi­ni­stra­zio­ne pa­tri­mo­nia­le di un isti­tu­to di pre­vi­den­za de­vo­no de­fi­ni­re chia­ra­men­te le mo­da­li­tà di re­tri­bu­zio­ne in una con­ven­zio­ne scrit­ta e in­di­car­ne l’im­por­to. De­vo­no ce­de­re ob­bli­ga­to­ria­men­te all’isti­tu­to tut­ti i van­tag­gi pa­tri­mo­nia­li sup­ple­men­ta­ri ot­te­nu­ti nell’eser­ci­zio del­la lo­ro at­ti­vi­tà per l’isti­tu­to.

2 Le per­so­ne o isti­tu­zio­ni ester­ne in­ca­ri­ca­te dell’in­ter­me­dia­zio­ne di af­fa­ri pre­vi­den­zia­li de­vo­no in­for­ma­re il clien­te, al pri­mo con­tat­to, sul ge­ne­re e la pro­ve­nien­za di tut­te le in­den­ni­tà per­ce­pi­te per la lo­ro at­ti­vi­tà di in­ter­me­dia­zio­ne. Le mo­da­li­tà di re­tri­bu­zio­ne de­vo­no es­se­re ob­bli­ga­to­ria­men­te fis­sa­te in una con­ven­zio­ne scrit­ta da sot­to­por­re all’isti­tu­to di pre­vi­den­za e al da­to­re di la­vo­ro. So­no vie­ta­ti il pa­ga­men­to e l’ac­cet­ta­zio­ne di in­den­ni­tà sup­ple­men­ta­ri in fun­zio­ne del vo­lu­me, del­la cre­sci­ta o del dan­no.

Art. 48l Obbligo di comunicare  

(art. 51b cpv. 2, 52c cpv. 1 lett. b e 53a lett. b LPP)

1 Le per­so­ne e le isti­tu­zio­ni in­ca­ri­ca­te del­la ge­stio­ne o dell’am­mi­ni­stra­zio­ne pa­tri­mo­nia­le de­vo­no co­mu­ni­ca­re an­nual­men­te i pro­pri le­ga­mi d’in­te­res­se all’or­ga­no su­pre­mo. Fra que­sti rien­tra­no in par­ti­co­la­re il ruo­lo di aven­te eco­no­mi­ca­men­te di­rit­to di azien­de che in­trat­ten­go­no una re­la­zio­ne d’af­fa­ri con l’isti­tu­to. I mem­bri dell’or­ga­no su­pre­mo di­chia­ra­no i pro­pri le­ga­mi d’in­te­res­se all’uf­fi­cio di re­vi­sio­ne.

2 Le per­so­ne e le isti­tu­zio­ni in­ca­ri­ca­te del­la ge­stio­ne, dell’am­mi­ni­stra­zio­ne o dell’am­mi­ni­stra­zio­ne pa­tri­mo­nia­le dell’isti­tu­to de­vo­no for­ni­re ogni an­no una di­chia­ra­zio­ne scrit­ta all’or­ga­no su­pre­mo in cui con­fer­ma­no di aver con­se­gna­to tut­ti i van­tag­gi pa­tri­mo­nia­li di cui all’ar­ti­co­lo 48k.

Sezione 3: Investimento del patrimonio

Art. 49 Definizione di patrimonio 160  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 Il pa­tri­mo­nio ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 50–59 è co­sti­tui­to dal­la som­ma de­gli at­ti­vi iscrit­ti nel bi­lan­cio com­mer­cia­le, sen­za con­si­de­ra­re un even­tua­le ri­por­to del­le per­di­te.

2 I va­lo­ri di ri­scat­to dei con­trat­ti d’as­si­cu­ra­zio­ne col­let­ti­va pos­so­no pu­re es­se­re con­glo­ba­ti nel pa­tri­mo­nio.161

160 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

161 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 giu. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1585).

Art. 49a Responsabilità gestionale e compiti dell’organo superiore 162  

(art. 51 cpv. 1 e 2, 53ae 71 cpv. 1 LPP)

1 L’or­ga­no su­pe­rio­re è re­spon­sa­bi­le per la ge­stio­ne de­gli in­ve­sti­men­ti. Es­so im­po­sta, con­trol­la e di­ri­ge in mo­do tra­spa­ren­te la ge­stio­ne del pa­tri­mo­nio te­nen­do con­to dei fat­to­ri di red­di­ti­vi­tà e di ri­schio.

2 L’or­ga­no su­pe­rio­re ha in par­ti­co­la­re i se­guen­ti com­pi­ti:

a.
sta­bi­li­sce in un re­go­la­men­to gli obiet­ti­vi e i prin­ci­pi, l’or­ga­niz­za­zio­ne e la pro­ce­du­ra re­la­ti­vi al pa­tri­mo­nio in­ve­sti­to;
b.
de­fi­ni­sce le re­go­le ap­pli­ca­bi­li all’eser­ci­zio dei di­rit­ti d’azio­ni­sta dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za;
c.163
pren­de le mi­su­re di ca­rat­te­re or­ga­niz­za­ti­vo at­te a con­cre­tiz­za­re gli ar­ti­co­li 48f–48l.
d.
sta­bi­li­sce le esi­gen­ze che de­vo­no sod­di­sfa­re le per­so­ne e le isti­tu­zio­ni in­ca­ri­ca­te di in­ve­sti­re e am­mi­ni­stra­re il pa­tri­mo­nio dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

3 Nell’ema­na­re le pre­scri­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 2 let­te­re c e d, può ri­fe­rir­si a nor­me e re­go­le di or­ga­niz­za­zio­ni e as­so­cia­zio­ni ge­ne­ral­men­te ri­co­no­sciu­te.

162In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 apr. 1996 (RU 19961494). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

163 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435). Ve­di an­che le di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Art. 50 Sicurezza e ripartizione dei rischi 164  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve sce­glie­re, ge­sti­re e con­trol­la­re ac­cu­ra­ta­men­te gli in­ve­sti­men­ti che ope­ra.

2 All’at­to dell’in­ve­sti­men­to del pa­tri­mo­nio, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve as­si­cu­rar­si che la si­cu­rez­za del con­se­gui­men­to de­gli sco­pi di pre­vi­den­za sia ga­ran­ti­ta. La si­cu­rez­za de­ve es­se­re va­lu­ta­ta se­gna­ta­men­te te­nen­do con­to del­la to­ta­li­tà de­gli at­ti­vi e dei pas­si­vi, non­ché del­la strut­tu­ra e dell’evo­lu­zio­ne pre­ve­di­bi­le dell’ef­fet­ti­vo de­gli as­si­cu­ra­ti.165

3 All’at­to dell’in­ve­sti­men­to del pa­tri­mo­nio, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve ri­spet­ta­re il prin­ci­pio del­la ri­par­ti­zio­ne ap­pro­pria­ta dei ri­schi; i mez­zi de­vo­no, in par­ti­co­la­re, es­se­re ri­par­ti­ti tra di­ver­se ca­te­go­rie di in­ve­sti­men­ti, non­ché tra pa­rec­chie re­gio­ni e set­to­ri eco­no­mi­ci.166

4 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za può, se il suo re­go­la­men­to lo pre­ve­de, esten­de­re le pos­si­bi­li­tà d’in­ve­sti­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 53 ca­po­ver­si 1–4, 54, 54a, 54b ca­po­ver­so 1, 55, 56, 56a ca­po­ver­si 1 e 5 non­ché 57 ca­po­ver­si 2 e 3, pur­ché com­pro­vi in mo­do con­clu­den­te nell’al­le­ga­to al con­to an­nua­le l’os­ser­van­za dei ca­po­ver­si 1–3.167 Gli in­ve­sti­men­ti che com­por­ta­no l’ob­bli­go di ef­fet­tua­re ver­sa­men­ti sup­ple­ti­vi so­no vie­ta­ti. Fan­no ec­ce­zio­ne gli in­ve­sti­men­ti di cui all’ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 5 let­te­ra c.168

4bis Un isti­tu­to di pre­vi­den­za che pro­po­ne di­ver­se stra­te­gie d’in­ve­sti­men­to nell’am­bi­to di uno stes­so pia­no di pre­vi­den­za può, se il suo re­go­la­men­to lo pre­ve­de, esten­de­re le pos­si­bi­li­tà d’in­ve­sti­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 53 ca­po­ver­si 1–4, 54, 54a, 54b ca­po­ver­so 1, 55, 56 e 56a ca­po­ver­si 1 e 5. Nell’al­le­ga­to al con­to an­nua­le de­ve com­pro­va­re in mo­do con­clu­den­te l’os­ser­van­za dei ca­po­ver­si 1 e 3 e l’os­ser­van­za per ana­lo­gia del ca­po­ver­so 2. Gli in­ve­sti­men­ti che com­por­ta­no l’ob­bli­go di ef­fet­tua­re ver­sa­men­ti sup­ple­ti­vi so­no vie­ta­ti.169

5 Se le con­di­zio­ni di cui ai ca­po­ver­si 4 e 4bis per un’esten­sio­ne del­le pos­si­bi­li­tà di in­ve­sti­men­to non so­no adem­piu­te, l’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za pren­de mi­su­re ap­pro­pria­te. Può an­che esi­ge­re di ade­gua­re l’in­ve­sti­men­to del pa­tri­mo­nio.170

6 L’os­ser­van­za de­gli ar­ti­co­li 53–57 non esi­me dall’ob­bli­go di ri­spet­ta­re le pre­scri­zio­ni dei ca­po­ver­si 1–3. Que­sto non si ap­pli­ca agli in­ve­sti­men­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 54 ca­po­ver­so 2 let­te­re c e d.171

164 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 20 mar. 2000, in vi­go­re dal 1° apr. 2000 (RU 2000 1265).

165 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

166 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 giu. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1585).

167 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 30 ago. 2017, in vi­go­re dal 1° ott. 2017 (RU 2017 5021).

168 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 19 set. 2008 (RU 2008 4651). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 giu. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1585).

169 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 30 ago. 2017, in vi­go­re dal 1° ott. 2017 (RU 2017 5021).

170 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 19 set. 2008 (RU 2008 4651). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 30 ago. 2017, in vi­go­re dal 1° ott. 2017 (RU 2017 5021).

171 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

Art. 51 Redditività  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

L’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve per­se­gui­re una red­di­ti­vi­tà cor­ri­spon­den­te al mer­ca­to mo­ne­ta­rio, fi­nan­zia­rio e im­mo­bi­lia­re.

Art. 52 Liquidità  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

L’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve ba­da­re af­fin­ché le pre­sta­zio­ni d’as­si­cu­ra­zio­ne e di li­be­ro pas­sag­gio pos­sa­no es­se­re ver­sa­te dal mo­men­to in cui so­no esi­gi­bi­li. Es­so ri­par­ti­sce ade­gua­ta­men­te il suo pa­tri­mo­nio in in­ve­sti­men­ti a cor­to, me­dio e lun­go ter­mi­ne.

Art. 53 Investimenti autorizzati 172  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 Il pa­tri­mo­nio di un isti­tu­to di pre­vi­den­za può es­se­re in­ve­sti­to in:

a.
con­tan­ti;
b.
cre­di­ti espres­si in im­por­ti fis­si dei ti­pi se­guen­ti:
1.
ave­ri su con­ti cor­ren­ti po­sta­li o con­ti ban­ca­ri,
2.
in­ve­sti­men­ti sul mer­ca­to mo­ne­ta­rio del­la du­ra­ta mas­si­ma di 12 me­si,
3.
ob­bli­ga­zio­ni di cas­sa,
4.
ob­bli­ga­zio­ni (com­pre­se quel­le con di­rit­to di con­ver­sio­ne o d’op­zio­ne),
5.
ob­bli­ga­zio­ni ga­ran­ti­te,
6.
ti­to­li ipo­te­ca­ri sviz­ze­ri,
7.
ri­co­no­sci­men­ti di de­bi­to di en­ti di di­rit­to pub­bli­co sviz­ze­ri,
8.
va­lo­ri di ri­scat­to di con­trat­ti d’as­si­cu­ra­zio­ne col­let­ti­va,
9.
nel ca­so di in­ve­sti­men­ti ba­sa­ti su un in­di­ce ob­bli­ga­zio­na­rio usua­le, am­pia­men­te dif­fe­ren­zia­to e lar­ga­men­te dif­fu­so, i cre­di­ti in­clu­si nell’in­di­ce;
c.
im­mo­bi­li in pro­prie­tà in­di­vi­dua­le o in com­pro­prie­tà, com­pre­se le co­stru­zio­ni in di­rit­to di su­per­fi­cie, non­ché ter­re­ni edi­fi­ca­bi­li;
d.
par­te­ci­pa­zio­ni a so­cie­tà qua­li le azio­ni e i buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ne, ti­to­li ana­lo­ghi qua­li i buo­ni di go­di­men­to, co­me pu­re quo­te so­cia­li di coo­pe­ra­ti­ve; le par­te­ci­pa­zio­ni a so­cie­tà e i ti­to­li ana­lo­ghi so­no am­mes­si se so­no quo­ta­ti in bor­sa o ne­go­zia­ti su un al­tro mer­ca­to re­go­la­men­ta­to aper­to al pub­bli­co;
dbis.173
in­fra­strut­tu­re;
e.174
in­ve­sti­men­ti al­ter­na­ti­vi qua­li i fon­di spe­cu­la­ti­vi (hed­ge funds), le pri­va­te equi­ty, le in­su­ran­ce lin­ked se­cu­ri­ties e le ma­te­rie pri­me.

2 Gli in­ve­sti­men­ti di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­re a–d pos­so­no es­se­re ope­ra­ti me­dian­te in­ve­sti­men­ti di­ret­ti op­pu­re in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi se­con­do l’ar­ti­co­lo 56 o stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 56a. Que­sto va­le an­che per gli in­ve­sti­men­ti di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­ra dbis, pur­ché sia­no di­ver­si­fi­ca­ti in mo­do ap­pro­pria­to; in ca­so con­tra­rio que­sti in­ve­sti­men­ti de­vo­no adem­pie­re i re­qui­si­ti di cui al ca­po­ver­so 4.175

3 I cre­di­ti non elen­ca­ti al ca­po­ver­so 1 let­te­ra b so­no con­si­de­ra­ti in­ve­sti­men­ti al­ter­na­ti­vi, in par­ti­co­la­re:

a.
i cre­di­ti non espres­si in im­por­ti fis­si o il cui rim­bor­so to­ta­le o par­zia­le è sog­get­to a con­di­zio­ni;
b.
i cre­di­ti car­to­la­riz­za­ti, qua­li i ti­to­li ga­ran­ti­ti da at­ti­vi­tà (as­set bac­ked se­curities), e al­tri cre­di­ti de­ri­van­ti da un tra­sfe­ri­men­to di ri­schi, qua­li i cre­di­ti nei con­fron­ti di una so­cie­tà vei­co­lo o quel­li ba­sa­ti su de­ri­va­ti cre­di­ti­zi;
c.
i pre­sti­ti ga­ran­ti­ti se­nior (se­nior se­cu­red loan).

4 Gli in­ve­sti­men­ti al­ter­na­ti­vi pos­so­no es­se­re ef­fet­tua­ti sol­tan­to me­dian­te in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di­ver­si­fi­ca­ti, cer­ti­fi­ca­ti di­ver­si­fi­ca­ti o pro­dot­ti strut­tu­ra­ti di­ver­si­fi­ca­ti.

5 È am­mes­so un ef­fet­to le­va sol­tan­to nei ca­si se­guen­ti:

a.
in­ve­sti­men­ti al­ter­na­ti­vi;
b.
in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi re­go­la­ti in im­mo­bi­li, pur­ché la quo­ta di co­sti­tu­zio­ne in pe­gno non pos­sa ec­ce­de­re il 50 per cen­to del va­lo­re ve­na­le;
c.
un in­ve­sti­men­to in un sin­go­lo im­mo­bi­le con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 54b ca­po­ver­so 2;
d.
in­ve­sti­men­ti in stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti, pur­ché ta­le ef­fet­to le­va non in­te­res­si l’in­te­ro pa­tri­mo­nio dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

6 La leg­ge del 23 giu­gno 2006176 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi e le re­la­ti­ve di­spo­si­zio­ni d’ese­cu­zio­ne si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia ai pre­sti­ti di va­lo­ri mo­bi­lia­ri e al­le ope­ra­zio­ni di pen­sio­ne. Le ope­ra­zio­ni di pen­sio­ne in cui l’isti­tu­to di pre­vi­den­za agi­sce qua­le ce­den­te non so­no am­mes­se.

172 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 giu. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1585).

173 In­tro­dot­ta dal n. I 2 dell’O del 26 ago. 2020 con­cer­nen­te mo­di­fi­che nell’am­bi­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, in vi­go­re dal 1° ott. 2020 (RU 2020 3755).

174 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 dell’O del 26 ago. 2020 con­cer­nen­te mo­di­fi­che nell’am­bi­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, in vi­go­re dal 1° ott. 2020 (RU 2020 3755).

175 Per. in­tro­dot­to dal n. I 2 dell’O del 26 ago. 2020 con­cer­nen­te mo­di­fi­che nell’am­bi­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, in vi­go­re dal 1° ott. 2020 (RU 2020 3755).

176 RS 951.31

Art. 53a Investimenti a basso rischio 177  

(art. 19a LFLP)

1 So­no con­si­de­ra­ti a bas­so ri­schio gli in­ve­sti­men­ti se­guen­ti:

a.
con­tan­ti (fran­chi sviz­ze­ri);
b.
cre­di­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b nu­me­ri 1–8, espres­si in fran­chi sviz­ze­ri o in va­lu­te este­re co­per­te, con un buon gra­do di sol­vi­bi­li­tà, esclu­se le ob­bli­ga­zio­ni con di­rit­to di con­ver­sio­ne o d’op­zio­ne.

2 La du­ra­ta me­dia di tut­ti i cre­di­ti non può su­pe­ra­re i cin­que an­ni. I de­ri­va­ti so­no am­mes­si uni­ca­men­te a co­per­tu­ra di cre­di­ti in va­lu­ta este­ra.

177 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 30 ago. 2017, in vi­go­re dal 1° ott. 2017 (RU 2017 5021). Ve­di an­che le di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

Art. 54 Limite d’investimento per debitore 178  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 Il 10 per cen­to al mas­si­mo del pa­tri­mo­nio to­ta­le può es­se­re in­ve­sti­to in cre­di­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b pres­so un uni­co de­bi­to­re.

2 Il li­mi­te mas­si­mo sta­bi­li­to nel ca­po­ver­so 1 può es­se­re su­pe­ra­to per i cre­di­ti se­guen­ti:

a.
cre­di­ti nei con­fron­ti del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
b.
cre­di­ti nei con­fron­ti di isti­tu­ti sviz­ze­ri di emis­sio­ne di ob­bli­ga­zio­ni fon­dia­rie;
c.
cre­di­ti in ra­gio­ne di con­trat­ti d’as­si­cu­ra­zio­ne col­let­ti­va sti­pu­la­ti dall’isti­tu­to di pre­vi­den­za con un isti­tu­to d’as­si­cu­ra­zio­ne con se­de in Sviz­ze­ra o nel Lie­ch­ten­stein;
d.
cre­di­ti nei con­fron­ti di Can­to­ni o Co­mu­ni, qua­lo­ra ri­sul­ti­no da im­pe­gni le­ga­ti al di­rit­to di pre­vi­den­za non in­te­gral­men­te fi­nan­zia­ti, qua­li la­cu­ne nel­la co­per­tu­ra, as­sun­zio­ne di de­bi­to per in­den­ni­tà di rin­ca­ro o ver­sa­men­ti a po­ste­rio­ri in ca­so di au­men­ti di sti­pen­dio.

3 I ca­po­ver­si 1 e 2 si ap­pli­ca­no an­che in ca­so di pro­dot­ti de­ri­va­ti, qua­li pro­dot­ti strut­tu­ra­ti o cer­ti­fi­ca­ti.

178 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

Art. 54a Limite per partecipazioni a società 179  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

Gli in­ve­sti­men­ti in par­te­ci­pa­zio­ni se­con­do l’ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 1 let­te­ra d non pos­so­no su­pe­ra­re, per ogni so­cie­tà, il 5 per cen­to del pa­tri­mo­nio to­ta­le.

179 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

Art. 54b Limite per investimenti in immobili e loro costituzione in pegno 180  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 Gli in­ve­sti­men­ti in im­mo­bi­li se­con­do l’ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 1 let­te­ra c non pos­so­no su­pe­ra­re, per ogni og­get­to, il 5 per cen­to del pa­tri­mo­nio to­ta­le.

2 Se un isti­tu­to di pre­vi­den­za pren­de tem­po­ra­nea­men­te in pre­sti­to fon­di di ter­zi, il sin­go­lo im­mo­bi­le può es­se­re co­sti­tui­to in pe­gno per il 30 per cen­to al mas­si­mo del suo va­lo­re ve­na­le.

3 Un isti­tu­to di pre­vi­den­za che pro­po­ne di­ver­se stra­te­gie nell’am­bi­to di uno stes­so pia­no di pre­vi­den­za non può co­sti­tui­re in pe­gno im­mo­bi­li.181

180 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

181 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 30 ago. 2017, in vi­go­re dal 1° ott. 2017 (RU 2017 5021).

Art. 55 Limiti per categoria 182  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

Al­le sin­go­le ca­te­go­rie d’in­ve­sti­men­to si ap­pli­ca­no i se­guen­ti li­mi­ti ri­fe­ri­ti al pa­tri­mo­nio to­ta­le:

a.183
50 per cen­to:per i ti­to­li ipo­te­ca­ri sviz­ze­ri su im­mo­bi­li, co­stru­zio­ni in di­rit­to di su­per­fi­cie, non­ché ter­re­ni edi­fi­ca­bi­li; il va­lo­re di pe­gno non può tut­ta­via su­pe­ra­re l’80 per cen­to del va­lo­re ve­na­le; le let­te­re di pe­gno so­no trat­ta­te co­me ti­to­li ipo­te­ca­ri;
b.
50 per cen­to:per gli in­ve­sti­men­ti in azio­ni;
c.
30 per cen­to:per gli in­ve­sti­men­ti im­mo­bi­lia­ri, di cui al mas­si­mo un ter­zo all’este­ro;
d.
15 per cen­to:per gli in­ve­sti­men­ti al­ter­na­ti­vi;
e.
30 per cen­to­per gli in­ve­sti­men­ti in va­lu­te este­re le cui flut­tua­zio­ni di cam­bio non so­no as­si­cu­ra­te;
f.184
10 per cen­to: per gli in­ve­sti­men­ti in in­fra­strut­tu­re.

182 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

183 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 giu. 2014, in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1585).

184 In­tro­dot­ta dal n. I 2 dell’O del 26 ago. 2020 con­cer­nen­te mo­di­fi­che nell’am­bi­to del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, in vi­go­re dal 1° ott. 2020 (RU 2020 3755).

Art. 56 Investimenti collettivi 185  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 Gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi so­no in­ve­sti­men­ti di par­ti del pa­tri­mo­nio ope­ra­ti in co­mu­ne da di­ver­si in­ve­sti­to­ri. Es­si so­no equi­pa­ra­ti a fon­di d’in­ve­sti­men­to isti­tu­zio­na­li che ser­vo­no a un uni­co isti­tu­to di pre­vi­den­za.186

2 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za può par­te­ci­pa­re a in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi per quan­to:

a.
gli stes­si sia­no con­for­mi agli in­ve­sti­men­ti au­to­riz­za­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 53; e
b.
l’or­ga­niz­za­zio­ne de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi sia re­go­la­ta in mo­do che, per quan­to con­cer­ne la de­ter­mi­na­zio­ne del­le di­ret­ti­ve di in­ve­sti­men­to, la ri­par­ti­zio­ne del­le com­pe­ten­ze, la de­ter­mi­na­zio­ne del­le quo­te non­ché la ven­di­ta e il ri­scat­to del­le quo­te gli in­te­res­si de­gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za che vi par­te­ci­pa­no sia­no ga­ran­ti­ti;
c.187
i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li pos­sa­no es­se­re scor­po­ra­ti a fa­vo­re de­gli in­ve­sti­to­ri in ca­so di fal­li­men­to dell’in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo o del­la sua ban­ca di de­po­si­to.

3 Le quo­te di in­ve­sti­men­ti di­ret­ti com­pre­se ne­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi si ag­giun­go­no agli in­ve­sti­men­ti di­ret­ti pre­si in con­si­de­ra­zio­ne per il cal­co­lo dei li­mi­ti di in­ve­sti­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 54, 54a, 54b ca­po­ver­so 1 e 55. I li­mi­ti di in­ve­sti­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 54, 54a e 54b ca­po­ver­so 1 ri­fe­ri­ti a de­bi­to­ri, so­cie­tà e im­mo­bi­li so­no ri­spet­ta­ti quan­do:188

a.
gli in­ve­sti­men­ti di­ret­ti com­pre­si ne­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi so­no di­ver­si­fi­ca­ti in mo­do ap­pro­pria­to; op­pu­re
b.
la sin­go­la par­te­ci­pa­zio­ne a un in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo è in­fe­rio­re al 5 per cen­to del pa­tri­mo­nio to­ta­le dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

4 Le par­te­ci­pa­zio­ni a in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi so­no equi­pa­ra­te agli in­ve­sti­men­ti di­ret­ti quan­do es­se adem­pio­no le con­di­zio­ni dei ca­po­ver­si 2 e 3.

185 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 20 mar. 2000, in vi­go­re dal 1° apr. 2000 (RU 2000 1265).

186 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

187 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

188 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

Art. 56a Strumenti finanziari derivati 189  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za può im­pie­ga­re uni­ca­men­te stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti ri­sul­tan­ti da­gli in­ve­sti­men­ti di cui all’ar­ti­co­lo 53.

2 La sol­vi­bi­li­tà del­la con­tro­par­te e la ne­go­zia­bi­li­tà de­vo­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne te­nen­do con­to del­la pe­cu­lia­ri­tà del sin­go­lo stru­men­to de­ri­va­to.

3 Tut­ti gli ob­bli­ghi dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za che ri­sul­ta­no da ope­ra­zio­ni con stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti o che pos­so­no ri­sul­ta­re dall’eser­ci­zio del di­rit­to de­vo­no es­se­re co­per­ti.

4 L’im­pie­go di stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti non de­ve eser­ci­ta­re ef­fet­ti di le­va sul pa­tri­mo­nio glo­ba­le.

5 I li­mi­ti pre­vi­sti da­gli ar­ti­co­li 54, 54a, 54b e 55 van­no ri­spet­ta­ti te­nen­do con­to de­gli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti.190

6 Per l’os­ser­van­za dell’ob­bli­go di co­per­tu­ra e dei li­mi­ti so­no de­ter­mi­nan­ti gli ob­bli­ghi che la con­ver­sio­ne de­gli stru­men­ti de­ri­va­ti nell’in­ve­sti­men­to di ba­se può cau­sa­re, nel ca­so estre­mo, all’isti­tu­to di pre­vi­den­za.

7 Il con­to an­nua­le de­ve in­di­ca­re in­te­gral­men­te tut­ti gli stru­men­ti de­ri­va­ti cor­ren­ti.

189In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 24 apr. 1996, in vi­go­re dal 1° lug. 1996 (RU 19961494).

190 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

Art. 57 Investimenti presso il datore di lavoro 191  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 Nel­la mi­su­ra in cui sia vin­co­la­to al­la co­per­tu­ra del­le pre­sta­zio­ni di li­be­ro pas­sag­gio e a quel­la del­le ren­di­te in cor­so, il pa­tri­mo­nio, al net­to di im­pe­gni e ra­tei e ri­scon­ti pas­si­vi, non può es­se­re in­ve­sti­to sen­za ga­ran­zia pres­so il da­to­re di la­vo­ro.

2 Gli in­ve­sti­men­ti non ga­ran­ti­ti e le par­te­ci­pa­zio­ni pres­so il da­to­re di la­vo­ro non pos­so­no su­pe­ra­re, in­sie­me, il 5 per cen­to del pa­tri­mo­nio.

3 Gli in­ve­sti­men­ti in be­ni im­mo­bi­lia­ri uti­liz­za­ti dal da­to­re di la­vo­ro per sco­pi azien­da­li per ol­tre il 50 per cen­to del lo­ro va­lo­re non pos­so­no su­pe­ra­re il 5 per cen­to del pa­tri­mo­nio.192

4 I cre­di­ti dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za nei con­fron­ti del da­to­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re ri­mu­ne­ra­ti con un in­te­res­se con­for­me a quel­lo del mer­ca­to.193

191 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

192 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

193 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

Art. 58 Garanzia dei crediti nei confronti del datore di lavoro 194195  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 I di­rit­ti nei con­fron­ti del da­to­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re ga­ran­ti­ti in mo­do ef­fi­ca­ce e suf­fi­cien­te.

2 Val­go­no co­me ga­ran­zia:196

a.
la ga­ran­zia del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, di un Can­to­ne, di un Co­mu­ne o di una ban­ca as­sog­get­ta­ta al­la leg­ge dell’8 no­vem­bre 1934197 sul­le ban­che; la ga­ran­zia è in­te­sta­ta a un so­lo isti­tu­to di pre­vi­den­za ed è ir­re­vo­ca­bi­le e non ce­di­bi­le;
b.198
i pe­gni im­mo­bi­lia­ri si­no a con­cor­ren­za dei due ter­zi del va­lo­re ve­na­le dell’im­mo­bi­le; i pe­gni im­mo­bi­lia­ri su im­mo­bi­li del da­to­re di la­vo­ro da que­st’ul­ti­mo uti­liz­za­ti per ol­tre il 50 per cen­to del lo­ro va­lo­re per sco­pi azien­da­li non pos­so­no va­le­re co­me ga­ran­zia.199

3 In ca­si par­ti­co­la­ri, l’au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za può au­to­riz­za­re al­tri ti­pi di ga­ran­zia.

194Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° giu. 1993, in vi­go­re dal 1° lug. 1993 (RU 1993 1881).

195 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

196 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

197 RS 952.0

198 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 19 set. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4651).

199 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 mar. 2004, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1709).

Art. 58a Obbligo di informare 200  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

1 Qua­lo­ra non fos­se­ro sta­ti an­co­ra ver­sa­ti i con­tri­bu­ti re­go­la­men­ta­ri, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve in­for­mar­ne la pro­pria au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za en­tro tre me­si dal­la da­ta di sca­den­za con­ve­nu­ta.

2 Pri­ma di ef­fet­tua­re nuo­vi in­ve­sti­men­ti sen­za ga­ran­zia pres­so il da­to­re di la­vo­ro, qua­lo­ra non fos­se chia­ra­men­te sta­bi­li­to che gli in­ve­sti­men­ti pre­vi­sti non ri­guar­da­no uni­ca­men­te i mez­zi da in­ve­sti­re in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 57 ca­po­ver­si 1 e 2, l’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve in­for­ma­re la pro­pria au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za dei nuo­vi in­ve­sti­men­ti giu­sti­fi­can­do­li in ma­nie­ra suf­fi­cien­te.

3 L’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve in­for­ma­re sen­za in­du­gio il pro­prio uf­fi­cio di re­vi­sio­ne del­le co­mu­ni­ca­zio­ni ai sen­si dei ca­po­ver­si 1 e 2.201

200In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° giu. 1993, in vi­go­re dal 1° lug. 1993 (RU 1993 1881).

201 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Art. 59 Applicabilità delle prescrizioni in materia d’investimenti ad altri istituti della previdenza professionale 202  

(art. 71 cpv. 1 LPP)

Le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia an­che:

a.
al­le fon­da­zio­ni di pre­vi­den­za di cui all’ar­ti­co­lo 89a ca­po­ver­so 6 del Co­di­ce ci­vi­le203;
b.
al fon­do di ga­ran­zia.

202 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 feb. 2016, in vi­go­re dal 1° apr. 2016 (RU 2016975).

203 RS 210

Art. 60204  

204 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 1° apr. 2009, con ef­fet­to dal 1° giu. 2009 (RU 2009 1667).

Capitolo 5: Acquisto, salario assicurabile e reddito assicurabile205

205 Introdotto dal n. I dell’O del 27 nov. 2000 (RU 2000 3086). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 giu. 2005, in vigore dal 1° gen. 2006 (RU 2005 4279).

Art. 60a Acquisto  

(art. 1 cpv. 3 e 79b cpv. 1 LPP)

1 Per il cal­co­lo dell’ac­qui­sto si de­vo­no ri­spet­ta­re i me­de­si­mi pa­ra­me­tri, de­ter­mi­na­ti in ba­se a prin­ci­pi tec­ni­ci ri­co­no­sciu­ti, su cui si fon­da il pia­no di pre­vi­den­za (art. 1g).

2 L’im­por­to mas­si­mo del­la som­ma d’ac­qui­sto è ri­dot­to dell’ave­re del pi­la­stro 3a nel­la mi­su­ra in cui que­sto su­pe­ra la som­ma, com­pre­si gli in­te­res­si, dei con­tri­bu­ti mas­si­mi de­du­ci­bi­li an­nual­men­te dal red­di­to a par­ti­re dai 24 an­ni giu­sta l’ar­ti­co­lo 7 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a dell’or­di­nan­za del 13 no­vem­bre 1985206 sul­la le­git­ti­ma­zio­ne al­le de­du­zio­ni fi­sca­li per i con­tri­bu­ti a for­me di pre­vi­den­za ri­co­no­sciu­te. Gli in­te­res­si so­no cal­co­la­ti in ba­se al tas­so d’in­te­res­se mi­ni­mo LPP in vi­go­re per gli an­ni cor­ri­spon­den­ti.

3 Se un as­si­cu­ra­to di­spo­ne di un ave­re di li­be­ro pas­sag­gio che non do­ve­va es­se­re tra­sfe­ri­to in un isti­tu­to di pre­vi­den­za giu­sta gli ar­ti­co­li 3 e 4 ca­po­ver­so 2bis LFLP, l’am­mon­ta­re mas­si­mo del­la som­ma di ac­qui­sto è ri­dot­to di que­sto im­por­to.

Art. 60b Casi speciali 207  

(art. 79b cpv. 2 LPP)

1 Per le per­so­ne pro­ve­nien­ti dall’este­ro che non so­no mai sta­te af­fi­lia­te a un isti­tu­to di pre­vi­den­za in Sviz­ze­ra, du­ran­te i cin­que an­ni se­guen­ti la lo­ro en­tra­ta in un isti­tu­to di pre­vi­den­za sviz­ze­ro il ver­sa­men­to an­nuo a ti­to­lo di ri­scat­to non de­ve su­pe­ra­re il 20 per cen­to del sa­la­rio as­si­cu­ra­to sta­bi­li­to nel re­go­la­men­to. Do­po la sca­den­za del ter­mi­ne di cin­que an­ni l’isti­tu­to di pre­vi­den­za de­ve per­met­te­re agli as­si­cu­ra­ti che non han­no an­co­ra ri­scat­ta­to tut­te le pre­sta­zio­ni re­go­la­men­ta­ri di pro­ce­de­re al ri­scat­to.

2 Il li­mi­te di ri­scat­to giu­sta il ca­po­ver­so 1 pri­mo pe­rio­do non è ap­pli­ca­bi­le se l’as­si­cu­ra­to fa tra­sfe­ri­re i di­rit­ti o gli ave­ri pre­vi­den­zia­li ac­qui­si­ti all’este­ro, a con­di­zio­ne che:

a.
il tra­sfe­ri­men­to sia ef­fet­tua­to di­ret­ta­men­te da un si­ste­ma del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le este­ro a un isti­tu­to di pre­vi­den­za sviz­ze­ro;
b.
l’isti­tu­to di pre­vi­den­za sviz­ze­ro per­met­ta il tra­sfe­ri­men­to; e
c.
per il tra­sfe­ri­men­to l’as­si­cu­ra­to non fac­cia va­le­re nes­su­na de­du­zio­ne dal­le im­po­ste di­ret­te fe­de­ra­li, can­to­na­li e co­mu­na­li.

207 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 24 set. 2010, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4587).

Art. 60c Salario assicurabile e reddito assicurabile  

(art. 79c LPP)

1 Il li­mi­te del sa­la­rio as­si­cu­ra­bi­le o del red­di­to as­si­cu­ra­bi­le fis­sa­to all’ar­ti­co­lo 79c LPP si ap­pli­ca al com­ples­so dei rap­por­ti di pre­vi­den­za dell’as­si­cu­ra­to pres­so uno o più isti­tu­ti di pre­vi­den­za.

2 Se l’as­si­cu­ra­to ha più rap­por­ti di pre­vi­den­za e la som­ma dei suoi sa­la­ri e red­di­ti sog­get­ti all’AVS su­pe­ra il de­cu­plo dell’im­por­to li­mi­te su­pe­rio­re se­con­do l’ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 LPP, de­ve in­for­ma­re ogni isti­tu­to di pre­vi­den­za su tut­ti i rap­por­ti di pre­vi­den­za esi­sten­ti e sui sa­la­ri e red­di­ti che vi so­no as­si­cu­ra­ti. L’isti­tu­to di pre­vi­den­za ri­chia­ma l’at­ten­zio­ne dell’as­si­cu­ra­to sul suo ob­bli­go d’in­for­ma­re.

3 Per gli as­si­cu­ra­ti che al 1° gen­na­io 2006 han­no com­piu­to i 50 an­ni, il li­mi­te del sa­la­rio as­si­cu­ra­bi­le o del red­di­to as­si­cu­ra­bi­le per i ri­schi di de­ces­so e d’in­va­li­di­tà giu­sta l’ar­ti­co­lo 79c LPP non si ap­pli­ca ai rap­por­ti di pre­vi­den­za sta­bi­li­ti pri­ma di que­sta da­ta.

Art. 60d Acquisto e prelievo anticipato per la promozione della proprietà d’abitazioni  

(art. 79b cpv. 3 LPP)

Nei ca­si in cui il rim­bor­so di un pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to per la pro­mo­zio­ne del­la pro­prie­tà d’abi­ta­zio­ni giu­sta l’ar­ti­co­lo 30d ca­po­ver­so 3 let­te­ra a LPP non è più con­sen­ti­to, il re­go­la­men­to dell’isti­tu­to di pre­vi­den­za può per­met­te­re ac­qui­sti vo­lon­ta­ri, a con­di­zio­ne che que­sti, ag­giun­ti ai pre­lie­vi an­ti­ci­pa­ti, non su­pe­ri­no le pre­sta­zio­ni pre­vi­den­zia­li mas­si­me pre­vi­ste dal me­de­si­mo.

Capitolo 6: Disposizioni speciali208

208 Introdotto dal n. I dell’O del 22 nov. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2909).

Art. 60e Emolumento per compiti particolari 209210  

1 Nei ca­si di cui all’ar­ti­co­lo 86a ca­po­ver­so 5 LPP, è ri­scos­so un emo­lu­men­to se la co­mu­ni­ca­zio­ne di da­ti ri­chie­de nu­me­ro­se co­pie o al­tre ri­pro­du­zio­ni o ri­cer­che par­ti­co­la­ri. L’am­mon­ta­re dell’emo­lu­men­to cor­ri­spon­de agli im­por­ti fis­sa­ti ne­gli ar­ti­co­li 14 e 16 dell’or­di­nan­za del 10 set­tem­bre 1969211 sul­le tas­se e spe­se nel­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va.

2 Per le pub­bli­ca­zio­ni di cui all’ar­ti­co­lo 86a ca­po­ver­so 4 LPP è ri­scos­so un emo­lu­men­to a co­per­tu­ra del­le spe­se.

3 L’emo­lu­men­to può es­se­re ri­dot­to o con­do­na­to in ca­so di in­di­gen­za dell’as­sog­get­ta­to o per al­tri gra­vi mo­ti­vi.

209 Ori­gi­na­rio art. 60b (RU 2005 5257).

210 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

211 RS 172.041.0

Art. 60ebis Diritto di ricorso dell’UFAS 212  

L’UFAS è le­git­ti­ma­to a in­ter­por­re ri­cor­so al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le con­tro le de­ci­sio­ni dei tri­bu­na­li can­to­na­li e del Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le.

212 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 10 e 22giu. 2011, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 20113435).

Capitolo 7: Disposizioni finali213

213 Originario Cap. 5, avanti l’art. 61.

Sezione 1: Abrogazione e modifica del diritto vigente 214

214 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 22 nov. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2909).

Art. 60f Diritto previgente: abrogazione 215  

1 L’or­di­nan­za del 7 di­cem­bre 1987216 sul­le de­ro­ghe all’ob­bli­go del se­gre­to nel­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le e sull’ob­bli­go d’in­for­ma­zio­ne de­gli or­ga­ni dell’AVS/AI è abro­ga­ta.

2 L’or­di­nan­za del 17 feb­bra­io 1988217 sul­la co­sti­tu­zio­ne in pe­gno di di­rit­ti de­gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za è abro­ga­ta.218

215 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 22 nov. 2000, in vi­go­re dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2909). Ori­gi­na­rio art. 60c (RU 2005 5257).

216 [RU 1988 97]

217 [RU 1988 382]

218 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 61 Ordinanza sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti  

L’or­di­nan­za del 31 ot­to­bre 1947219 sull’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti è mo­di­fi­ca­ta co­me se­gue:

220

219[RU 1988 382]

220 Le mod. pos­so­no es­se­re con­sul­ta­te al­la RU 1984 543.

Art. 62221  

221 Abro­ga­to dal n. IV 50 dell’O del 22 ago. 2007 con­cer­nen­te l’ag­gior­na­men­to for­ma­le del di­rit­to fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4477).

Sezione 1a: Disposizioni d’esecuzione relative alla lettera e delle disposizioni transitorie della 1 revisione della LPP222a

222 Introdotta dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 62a  

1 L’età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to del­le don­ne nel­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 1946223 su l’as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti va­le an­che co­me età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to del­le don­ne nel­la LPP (art. 13 LPP).

2 Que­sta età di pen­sio­na­men­to è pa­ri­men­ti de­ter­mi­nan­te per:

a.
il mo­men­to in cui è ap­pli­ca­ta l’ali­quo­ta mi­ni­ma di con­ver­sio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 14 ca­po­ver­so 2 LPP e la let­te­ra b del­le di­spo­si­zio­ni tran­si­to­rie del­la 1a re­vi­sio­ne LPP del 3 ot­to­bre 2003;
b.
il cal­co­lo de­gli ac­cre­di­ti di vec­chia­ia del 18 per cen­to (art. 16 LPP e lett. c del­le di­spo­si­zio­ni tran­si­to­rie del­la 1a re­vi­sio­ne LPP del 3 ott. 2003);
c.
l’ali­quo­ta di con­ver­sio­ne ap­pli­ca­bi­le al mo­men­to di cal­co­la­re la ren­di­ta di in­va­li­di­tà se­con­do l’ar­ti­co­lo 24 ca­po­ver­so 2 LPP.

Sezione 1b: Disposizioni transitorie relative alle disposizioni d’esecuzione della lettera e delle disposizioni transitorie della 1 revisione della LPP224a

224 Introdotta dal n. I dell’O del 18 ago. 2004, in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 200442794653).

Art. 62b Diritto alla rendita per le donne nate nel 1942–1943  

1 Le don­ne na­te nel 1942–1943, il cui rap­por­to di la­vo­ro si è con­clu­so con il com­pi­men­to del 62° an­no di età, han­no di­rit­to a una pre­sta­zio­ne di vec­chia­ia se non eser­ci­ta­no più al­cu­na at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va né so­no an­nun­cia­te all’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro la di­soc­cu­pa­zio­ne.

2 Per le don­ne na­te nel 1942, il pre­lie­vo an­ti­ci­pa­to del­le pre­sta­zio­ni di vec­chia­ia non può com­por­ta­re l’ap­pli­ca­zio­ne di un’ali­quo­ta di con­ver­sio­ne in­fe­rio­re al 7,20 per cen­to.

3 Per le don­ne na­te nel 1943, che van­no in pen­sio­ne an­ti­ci­pa­ta­men­te, l’ali­quo­ta di con­ver­sio­ne del­la ren­di­ta è ade­gua­ta di con­se­guen­za.

Art. 62c Aliquota minima di conversione ed età ordinaria di pensionamento per determinate classi di età  

(lett. b del­le di­spo­si­zio­ni tran­si­to­rie del­la 1a re­vi­sio­ne del­la LPP)

Al­le clas­si di età e al­le ri­spet­ti­ve età or­di­na­rie di pen­sio­na­men­to sot­toe­len­ca­te si ap­pli­ca­no le se­guen­ti ali­quo­te mi­ni­me di con­ver­sio­ne per cal­co­la­re le ren­di­te di vec­chia­ia e d’in­va­li­di­tà per le don­ne:

Clas­se di età

Età or­di­na­ria di pen­sio­na­men­to del­le don­ne

Ali­quo­ta mi­ni­ma di con­ver­sio­ne per le don­ne

1942

64

7.20

1943

64

7.15

1944

64

7.10

1945

64

7.00

1946

64

6.95

1947

64

6.90

1948

64

6.85

1949

64

6.80

Sezione 2: Entrata in vigore

Art. 63