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Ordinanza
sulla prevenzione degli infortuni
e delle malattie professionali
(Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni, OPI)

del 19 dicembre 1983 (Stato 1° maggio 2018)

Il Consiglio federale svizzero,

visto l’articolo 81 della legge federale del 6 ottobre 20001 sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA);
visti gli articoli 79 capoverso 1, 81–88 e 96 lettere c e f della legge federale
del 20 marzo 19812 sull’assicurazione contro gli infortuni (legge; LAINF);
visto l’articolo 40 della legge del 13 marzo 19643 sul lavoro (LL),4

ordina:

1 RS 830.1

2 RS 832.20

3 RS 822.11

4 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 25 apr. 2012, in vigore dal 15 mag. 2012 (RU 20122405).

Titolo primo: Prescrizioni sulla prevenzione degli infortuni professio­nali e delle malattie professionali (sicurezza sul lavoro)

Capitolo 1: Campo d’applicazione

Art. 1 Principio  

1 Le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni e del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li (si­cu­rez­za sul la­vo­ro) so­no ap­pli­ca­bi­li a tut­te le azien­de i cui di­pen­den­ti ese­guo­no la­vo­ri in Sviz­ze­ra.5

2 La pre­sen­te or­di­nan­za in­ten­de per azien­da l’en­te for­ma­to da un da­to­re di la­vo­ro e da uno o più la­vo­ra­to­ri, sta­bil­men­te o tem­po­ra­nea­men­te oc­cu­pa­ti, in­di­pen­den­te­men­te dall’esi­sten­za di in­stal­la­zio­ni o di im­pian­ti fis­si.6

5Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell’all. all’O del 9 nov. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 2 Eccezioni  

1 Le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro non so­no ap­pli­ca­bi­li:

a.
al­le eco­no­mie do­me­sti­che pri­va­te;
b.
agli im­pian­ti e agli equi­pag­gia­men­ti dell’eser­ci­to.

2 Le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni pro­fes­sio­na­li non so­no ap­pli­ca­bi­li:

a.7
b.8
al­le im­pre­se di na­vi­ga­zio­ne ae­rea, per quan­to con­cer­ne la si­cu­rez­za de­gli ae­ro­mo­bi­li e le at­ti­vi­tà di ta­li im­pre­se e par­ti d’im­pre­sa ri­guar­dan­ti l’eser­ci­zio de­gli ae­ro­mo­bi­li sull’area di mo­vi­men­to de­gli ae­ro­dro­mi, com­pre­si l’at­ter­rag­gio e il de­col­lo;
c.9
agli im­pian­ti nu­clea­ri per quan­to con­cer­ne la si­cu­rez­za nu­clea­re, la si­cu­rez­za e la pro­te­zio­ne tec­ni­ca con­tro le ra­dia­zio­ni, co­me an­che la pro­te­zio­ne tec­ni­ca con­tro le ra­dia­zio­ni per le azien­de sot­to­po­ste al con­trol­lo dell’Uf­fi­cio fe­de­ra­le del­la sa­ni­tà pub­bli­ca (UF­SP) in vir­tù dell’or­di­nan­za del 26 apri­le 201710 sul­la ra­dio­pro­te­zio­ne;
d.
al­le im­pre­se che co­strui­sco­no o uti­liz­za­no im­pian­ti giu­sta la leg­ge del 4 ot­to­bre 196311 su­gli im­pian­ti di tra­spor­to in con­dot­ta, per quan­to con­cer­ne la si­cu­rez­za di ta­li im­pian­ti.

3 Le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro so­no in­ve­ce ap­pli­ca­bi­li:

a.
al­le azien­de mi­li­ta­ri in re­gia e al­le at­trez­za­tu­re e agli stru­men­ti tec­ni­ci dell’eser­ci­to al­la cui ma­nu­ten­zio­ne, in tem­po di pa­ce, prov­ve­do­no la­vo­ra­to­ri del­le azien­de in re­gìa;
b.12
c.13
al­le avio­ri­mes­se, al­le of­fi­ci­ne, agli im­pian­ti tec­ni­ci, al­le at­trez­za­tu­re e agli stru­men­ti per la ma­nu­ten­zio­ne e la pro­va di ae­ro­mo­bi­li e vei­co­li a mo­to­re ap­par­te­nen­ti al­le im­pre­se di na­vi­ga­zio­ne ae­rea, co­me an­che ai de­po­si­ti di car­bu­ran­ti e di lu­bri­fi­can­ti, com­pre­se le in­stal­la­zio­ni di tra­va­so per va­go­ni-ci­ster­na e le al­tre in­stal­la­zio­ni per il ri­for­ni­men­to di ae­ro­mo­bi­li con car­bu­ran­te;
d.
agli im­pian­ti di si­cu­rez­za ae­rea si­tua­ti all’in­ter­no e all’ester­no de­gli ae­ro­dro­mi co­me an­che al­la pre­pa­ra­zio­ne, all’im­pie­go e al­la ma­nu­ten­zio­ne del ma­te­ria­le au­si­lia­rio, del­le at­trez­za­tu­re e de­gli stru­men­ti ne­ces­sa­ri al­le im­pre­se di na­vi­ga­zio­ne ae­rea.

7 Abro­ga­ta dal n. II dell’O del 6 nov. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 4228).

8 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

9 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 8 dell’all. 11 all’O del 26 apr. 2017 sul­la ra­dio­pro­te­zio­ne, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 4261).

10 RS 814.501

11 RS 746.1

12 Abro­ga­ta dal n. II dell’O del 6 nov. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 4228).

13 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Capitolo 2: Obblighi del datore di lavoro e del lavoratore in generale

Sezione 1: Obblighi del datore di lavoro

Art. 3 Misure e installazioni di protezione 14  

1 Il da­to­re di la­vo­ro, per ga­ran­ti­re e mi­glio­ra­re la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, de­ve pren­de­re ogni di­spo­si­zio­ne e prov­ve­di­men­to di pro­te­zio­ne che sod­di­sfi le pre­scri­zio­ni del­la pre­sen­te or­di­nan­za e le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro ap­pli­ca­bi­li al­la sua azien­da, co­me an­che le al­tre nor­me ri­co­no­sciu­te in ma­te­ria di tec­ni­ca del­la si­cu­rez­za e di me­di­ci­na del la­vo­ro.

1bis Quan­do vi è mo­ti­vo di cre­de­re che la sa­lu­te di un la­vo­ra­to­re sia dan­neg­gia­ta dall’at­ti­vi­tà che egli svol­ge, oc­cor­re far ese­gui­re un’in­da­gi­ne nel cam­po del­la me­di­ci­na del la­vo­ro.

2 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve prov­ve­de­re af­fin­ché non ven­ga com­pro­mes­sa l’ef­fi­ca­cia del­le mi­su­re e del­le in­stal­la­zio­ni di pro­te­zio­ne. A ta­le fi­ne, le con­trol­la a in­ter­val­li ade­gua­ti.

3 Se ven­go­no ese­gui­te mo­di­fi­che a co­stru­zio­ni, par­ti di edi­fi­cio, at­trez­za­tu­re di la­vo­ro (mac­chi­ne, ap­pa­rec­chi, uten­si­li o im­pian­ti usa­ti du­ran­te il la­vo­ro) o pro­ce­di­men­ti di la­vo­ro, op­pu­re se nell’azien­da ven­go­no uti­liz­za­te nuo­ve so­stan­ze, il da­to­re di la­vo­ro de­ve ade­gua­re al­le nuo­ve cir­co­stan­ze le mi­su­re e le in­stal­la­zio­ni di pro­te­zio­ne. È fat­to sal­vo il pro­ce­di­men­to d’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni e di per­mes­so d’eser­ci­zio se­con­do gli ar­ti­co­li 7 e 8 LL.

14 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 4 Sospensione temporanea del lavoro 15  

Qua­lo­ra la si­cu­rez­za del la­vo­ra­to­re non sia più al­tri­men­ti ga­ran­ti­ta, il da­to­re di la­vo­ro de­ve far so­spen­de­re il la­vo­ro ne­gli edi­fi­ci o nei lo­ca­li nel­le par­ti di la­vo­ro o nel­le in­stal­la­zio­ni cor­ri­spon­den­ti fin­ché sia sta­to ri­me­dia­to al di­fet­to o all’ano­ma­lia, a me­no che l’in­ter­ru­zio­ne non con­tri­bui­sca ad au­men­ta­re il pe­ri­co­lo.

15 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 5 Dispositivi di protezione individuale 16  

1 Se non è pos­si­bi­le esclu­de­re del tut­to o par­zial­men­te i ri­schi di in­for­tu­nio o di dan­ni al­la sa­lu­te me­dian­te prov­ve­di­men­ti tec­ni­ci od or­ga­niz­za­ti­vi, il da­to­re di la­vo­ro de­ve met­te­re a di­spo­si­zio­ne del la­vo­ra­to­re di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne in­di­vi­dua­le ef­fi­ca­ci e il cui uso sia ra­gio­ne­vol­men­te esi­gi­bi­le, co­me el­met­ti, re­ti­ne per ca­pel­li, oc­chia­li pro­tet­ti­vi, scher­mi pro­tet­ti­vi, pro­te­zio­ni au­ri­co­la­ri, re­spi­ra­to­ri, cal­za­tu­re, guan­ti e in­du­men­ti di pro­te­zio­ne, di­spo­si­ti­vi con­tro le ca­du­te e l’an­ne­ga­men­to, pro­dot­ti per la pro­te­zio­ne del­la cu­te non­ché, se ne­ces­sa­rio, ap­po­si­ti ca­pi di bian­che­ria. Il da­to­re di la­vo­ro de­ve prov­ve­de­re af­fin­ché ta­li di­spo­si­ti­vi sia­no sem­pre in per­fet­to sta­to e pron­ti all’uso.

2 Se è ne­ces­sa­rio l’im­pie­go si­mul­ta­neo di di­ver­si di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne in­di­vi­dua­le, il da­to­re di la­vo­ro de­ve prov­ve­de­re af­fin­ché es­si sia­no com­pa­ti­bi­li e la lo­ro ef­fi­ca­cia non ven­ga pre­giu­di­ca­ta.

16 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 6 Informazione e istruzione dei lavoratori 17  

1 Il da­to­re di la­vo­ro prov­ve­de af­fin­ché tut­ti i la­vo­ra­to­ri oc­cu­pa­ti nel­la sua azien­da, in­clu­si quel­li di al­tre azien­de ope­ran­ti pres­so di lui, sia­no in­for­ma­ti e istrui­ti in mo­do suf­fi­cien­te e ade­gua­to cir­ca i pe­ri­co­li con­nes­si al­la lo­ro at­ti­vi­tà e i prov­ve­di­men­ti di si­cu­rez­za sul la­vo­ro. Ta­le in­for­ma­zio­ne e ta­le istru­zio­ne de­vo­no es­se­re for­ni­te al mo­men­to dell’as­sun­zio­ne e ogni­qual­vol­ta su­ben­tri una mo­di­fi­ca es­sen­zia­le del­le con­di­zio­ni di la­vo­ro; se ne­ces­sa­rio, es­se de­vo­no es­se­re ri­pe­tu­te.18

2 I la­vo­ra­to­ri de­vo­no es­se­re in­for­ma­ti sui com­pi­ti e la fun­zio­ne de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro oc­cu­pa­ti nell’azien­da.

3 Il da­to­re di la­vo­ro prov­ve­de af­fin­ché i la­vo­ra­to­ri os­ser­vi­no i prov­ve­di­men­ti re­la­ti­vi al­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

4 L’in­for­ma­zio­ne e l’istru­zio­ne de­vo­no svol­ger­si du­ran­te il tem­po di la­vo­ro e non pos­so­no es­se­re a ca­ri­co del la­vo­ra­to­re.

17 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2374).

18 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art.6a Consultazione dei lavoratori 19  

1 I la­vo­ra­to­ri o i lo­ro rap­pre­sen­tan­ti nell’azien­da de­vo­no es­se­re con­sul­ta­ti tem­pe­sti­va­men­te e in mo­do com­ple­to su tut­te le que­stio­ni ine­ren­ti al­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

2 Es­si han­no il di­rit­to di pre­sen­ta­re pro­po­ste pri­ma che il da­to­re di la­vo­ro pren­da una de­ci­sio­ne. Il da­to­re di la­vo­ro de­ve mo­ti­va­re la sua de­ci­sio­ne se non tie­ne con­to, o tie­ne con­to so­lo par­zial­men­te, del­le obie­zio­ni e del­le pro­po­ste dei la­vo­ra­to­ri o dei lo­ro rap­pre­sen­tan­ti nell’azien­da.

3 I la­vo­ra­to­ri o i lo­ro rap­pre­sen­tan­ti nell’azien­da de­vo­no es­se­re coin­vol­ti in for­ma ade­gua­ta nei con­trol­li e nel­le ispe­zio­ni dell’azien­da ef­fet­tua­ti dal­le au­to­ri­tà. Il da­to­re di la­vo­ro de­ve in­for­ma­re i la­vo­ra­to­ri o i lo­ro rap­pre­sen­tan­ti nell’azien­da in me­ri­to al­le pre­scri­zio­ni del­le au­to­ri­tà.

19 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 6 ott. 1997 (RU 1997 2374). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 7 Trasferimento di compiti al lavoratore  

1 Il da­to­re di la­vo­ro, se af­fi­da a un la­vo­ra­to­re de­ter­mi­na­ti com­pi­ti di si­cu­rez­za sul la­vo­ro, de­ve for­mar­lo ade­gua­ta­men­te, per­fe­zio­na­re la sua for­ma­zio­ne e tra­smet­te­rgli chia­re com­pe­ten­ze ed istru­zio­ni. Il tem­po ne­ces­sa­rio per la for­ma­zio­ne e il per­fe­zio­na­men­to è di prin­ci­pio con­si­de­ra­to tem­po di la­vo­ro.

2 Il tra­sfe­ri­men­to di ta­li com­pi­ti al la­vo­ra­to­re non eso­ne­ra il da­to­re di la­vo­ro dai suoi ob­bli­ghi di ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.20

20 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 8 Provvedimenti in caso di lavori connessi con pericoli particolari  

1 Il da­to­re di la­vo­ro può af­fi­da­re la­vo­ri im­pli­can­ti pe­ri­co­li par­ti­co­la­ri sol­tan­to a la­vo­ra­to­ri ade­gua­ta­men­te for­ma­ti al ri­guar­do. De­ve far sor­ve­glia­re ogni la­vo­ra­to­re che ese­gue da so­lo un la­vo­ro pe­ri­co­lo­so.

2 Nel ca­so di la­vo­ri con pe­ri­co­li par­ti­co­la­ri, il nu­me­ro dei la­vo­ra­to­ri, co­me an­che il nu­me­ro o la quan­ti­tà del­le in­stal­la­zio­ni, del­le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro e del­le ma­te­rie pre­sen­tan­ti pe­ri­co­li de­vo­no es­se­re li­mi­ta­ti al­lo stret­to ne­ces­sa­rio.21

21 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 9 Cooperazione di più aziende 22  

1 Se su un po­sto di la­vo­ro ope­ra­no la­vo­ra­to­ri di più azien­de, i ri­spet­ti­vi da­to­ri di la­vo­ro de­vo­no con­cor­da­re e adot­ta­re i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri ai fi­ni del­la tu­te­la del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro. Es­si de­vo­no in­for­mar­si re­ci­pro­ca­men­te e in­for­ma­re i lo­ro la­vo­ra­to­ri sui pe­ri­co­li e sui prov­ve­di­men­ti at­ti a pre­ve­nir­li.

2 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve espli­ci­ta­men­te av­ver­ti­re un ter­zo ri­guar­do al­le esi­gen­ze del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro nel­la sua azien­da qua­lo­ra gli con­fe­ri­sca il man­da­to, per ta­le azien­da, di:

a.23
pia­ni­fi­ca­re, co­strui­re, mo­di­fi­ca­re o rias­se­sta­re at­trez­za­tu­re di la­vo­ronon­ché edi­fi­ci e al­tre co­stru­zio­ni;
b.24
for­ni­re at­trez­za­tu­re di la­vo­ro op­pu­re so­stan­ze no­ci­ve al­la sa­lu­te;
c.
pia­ni­fi­ca­re o rea­liz­za­re pro­ce­di­men­ti di la­vo­ro.

22 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2374).

23 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

24 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 10 Personale a prestito 25  

Il da­to­re di la­vo­ro, che oc­cu­pa nel­la sua azien­da ma­no­do­pe­ra ot­te­nu­ta in pre­sti­to da un al­tro da­to­re di la­vo­ro, ha, ver­so di es­sa, gli stes­si ob­bli­ghi in ma­te­ria di si­cu­rez­za sul la­vo­ro che ha as­sun­to ver­so i pro­pri la­vo­ra­to­ri.

25 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Sezione 2: Obblighi del lavoratore

Art. 11  

1 Il la­vo­ra­to­re de­ve os­ser­va­re le istru­zio­ni del da­to­re di la­vo­ro in ma­te­ria di si­cu­rez­za sul la­vo­ro e te­ner con­to del­le nor­me di si­cu­rez­za ge­ne­ral­men­te ri­co­no­sciu­te. De­ve se­gna­ta­men­te uti­liz­za­re i di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne in­di­vi­dua­le e non de­ve com­pro­met­te­re l’ef­fi­ca­cia del­le in­stal­la­zio­ni di pro­te­zio­ne.26

2 Il la­vo­ra­to­re, se con­sta­ta ano­ma­lie com­pro­met­ten­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, de­ve im­me­dia­ta­men­te eli­mi­nar­le. Se non ne è au­to­riz­za­to o non può prov­ve­der­vi, de­ve an­nun­cia­re sen­za in­du­gio le ano­ma­lie al da­to­re di la­vo­ro.

3 Il la­vo­ra­to­re non de­ve met­ter­si in uno sta­to che pos­sa espor­re lui stes­so o al­tri la­vo­ra­to­ri a pe­ri­co­lo. Que­sto di­vie­to va­le in par­ti­co­la­re per il con­su­mo di be­van­de al­co­li­che o di al­tri pro­dot­ti ine­brian­ti.27

26 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

27 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Sezione 2a: Appello ai medici del lavoro e agli altri specialisti della sicu­rezza sul lavoro28

28Introdotta dal n. I dell’O del 1° giu. 1993, in vigore dal 1° lug. 1993 (RU 19931895).

Art. 11a Obbligo del datore di lavoro  

1 Ai sen­si del ca­po­ver­so 2, il da­to­re di la­vo­ro de­ve fa­re ap­pel­lo a me­di­ci del la­vo­ro e a spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro se la pro­te­zio­ne del­la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri e la lo­ro si­cu­rez­za lo esi­go­no.

2 L’ob­bli­go di fa­re ap­pel­lo a spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro di­pen­de in par­ti­co­la­re:

a.
dal ri­schio d’in­for­tu­nio e di ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li, co­me ri­sul­ta dai da­ti sta­ti­sti­ci a di­spo­si­zio­ne e dal­le ana­li­si di ri­schio,
b.
dal nu­me­ro del­le per­so­ne oc­cu­pa­te e
c.
dal­le co­no­scen­ze spe­ci­fi­che ne­ces­sa­rie per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za sul la­vo­ro all’in­ter­no dell’azien­da.

3 L’ap­pel­lo a spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro non eso­ne­ra il da­to­re di la­vo­ro dal­la sua re­spon­sa­bi­li­tà in ma­te­ria di si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

Art. 11b Direttive sull’obbligo di fare appello a specialisti della sicurezza sul lavoro 29  

1 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to pre­vi­sta nell’ar­ti­co­lo 85 ca­po­ver­so 2 del­la leg­ge (com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to) ema­na di­ret­ti­ve ri­guar­do all’ar­ti­co­lo 11aca­po­ver­si 1 e 2.30

2 Se il da­to­re di la­vo­ro agi­sce in ba­se al­le di­ret­ti­ve men­zio­na­te al ca­po­ver­so 1, si pre­su­me che ha sod­di­sfat­to il suo ob­bli­go di fa­re ap­pel­lo a spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

3 Il da­to­re di la­vo­ro può sod­di­sfa­re l’ob­bli­go di fa­re ap­pel­lo a spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro in un mo­do di­ver­so da quel­lo pre­vi­sto dal­le di­ret­ti­ve, se pro­va che la pro­te­zio­ne del­la sa­lu­te del la­vo­ra­to­re e del­la sua si­cu­rez­za so­no ga­ran­ti­te.

29Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 1° giu. 1993 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.

30Nuo­vo te­sto giu­sta l’all. 5 all’O del 25 nov. 1996 sul­la qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za del la­vo­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 19963121).

Art. 11c Decisione sull’obbligo di fare appello a specialisti della sicurezza sul lavoro  

1 Se un da­to­re di la­vo­ro non sod­di­sfa l’ob­bli­go di fa­re ap­pel­lo a spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, il com­pe­ten­te or­ga­no d’ese­cu­zio­ne, pre­vi­sto agli ar­ti­co­li 47–51, può, per ciò che con­cer­ne que­st’ob­bli­go, pren­de­re una de­ci­sio­ne con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 64.

2 Se l’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te in ma­te­ria di pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni pro­fes­sio­na­li non è lo stes­so che è com­pe­ten­te per la pre­ven­zio­ne del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li, i due or­ga­ni si met­to­no d’ac­cor­do sul­la de­ci­sio­ne che de­ve es­se­re pre­sa.

Art. 11d Qualifica degli specialisti della sicurezza sul lavoro 31  

1 So­no con­si­de­ra­ti spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro:

a.
i me­di­ci del la­vo­ro, gli igie­ni­sti del la­vo­ro, gli in­ge­gne­ri di si­cu­rez­za e gli esper­ti nell’am­bi­to del­la si­cu­rez­za che adem­pio­no le esi­gen­ze dell’or­di­nan­za del 25 no­vem­bre 199632 sul­la qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro; op­pu­re
b.
le per­so­ne che han­no su­pe­ra­to l’esa­me di pro­fes­sio­ne fe­de­ra­le se­con­do il re­go­la­men­to d’esa­me del 7 ago­sto 201733 con­cer­nen­te l’esa­me di pro­fes­sio­ne di spe­cia­li­sta del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro e del­la pro­te­zio­ne del­la sa­lu­te (SLPS), nel­la fun­zio­ne di esper­ti nell’am­bi­to del­la si­cu­rez­za.

2 Si con­si­de­ra che la pro­va di una for­ma­zio­ne suf­fi­cien­te sia for­ni­ta se:

a.
il da­to­re di la­vo­ro o la per­so­na in­te­res­sa­ta può esi­bi­re dei cer­ti­fi­ca­ti che at­te­sta­no l’ac­qui­si­zio­ne di una for­ma­zio­ne di ba­se e di un per­fe­zio­na­men­to pro­fes­sio­na­le con­for­mi all’or­di­nan­za sul­la qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro;
b.
il da­to­re di la­vo­ro o la per­so­na in­te­res­sa­ta può esi­bi­re un at­te­sta­to pro­fes­sio­na­le fe­de­ra­le co­me spe­cia­li­sta del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro e del­la pro­te­zio­ne del­la sa­lu­te (SLPS).

3 Se non è pos­si­bi­le esi­bi­re i cer­ti­fi­ca­ti di cui al ca­po­ver­so 2 let­te­ra a o b, il da­to­re di la­vo­ro o la per­so­na in­te­res­sa­ta de­ve di­mo­stra­re che la for­ma­zio­ne ac­qui­si­ta è equi­va­len­te. For­ma­zio­ni di ba­se e per­fe­zio­na­men­ti pro­fes­sio­na­li ac­qui­si­ti in Sviz­ze­ra e all’este­ro so­no con­si­de­ra­ti equi­va­len­ti se il lo­ro li­vel­lo rag­giun­ge al­me­no le esi­gen­ze dell’or­di­nan­za sul­la qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

3bis Le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­ra b de­vo­no se­gui­re una for­ma­zio­ne per­ma­nen­te ap­pro­pria­ta. Le esi­gen­ze del­la for­ma­zio­ne per­ma­nen­te so­no ret­te dall’ar­ti­co­lo 7 dell’or­di­nan­za sul­la qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

4 Gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi esa­mi­na­no la qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

31Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 21 mar. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 20181579).

32 RS 822.116

33 Il re­go­la­men­to può es­se­re sca­ri­ca­to dal se­guen­te in­di­riz­zo In­ter­net: www.se­fri.ad­min.ch > Elen­co del­le pro­fes­sio­ni SE­FRI > Pro­fes­sio­ni A–Z > 62140

Art. 11dbis Decisione concernente la qualifica o la non qualifica degli specialisti della sicurezza sul lavoro 34  

1 Pri­ma di ema­na­re una de­ci­sio­ne con­cer­nen­te la qua­li­fi­ca o la non qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, gli or­ga­ni di ese­cu­zio­ne sen­to­no l’UF­SP e la Se­gre­te­ria di Sta­to dell’eco­no­mia (SE­CO).

2 Le de­ci­sio­ni di cui al ca­po­ver­so 1 so­no no­ti­fi­ca­te al da­to­re di la­vo­ro e al­la per­so­na in­te­res­sa­ta e so­no co­mu­ni­ca­te all’UF­SP. La per­so­na in­te­res­sa­ta di­spo­ne de­gli stes­si ri­me­di giu­ri­di­ci del da­to­re di la­vo­ro.

34In­tro­dot­to dall’all. 5 all’O del 25 nov. 1996 sul­la qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za del la­vo­ro (RU 19963121). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 21 mar. 2018, in vi­go­re dal 1° mag. 2018 (RU 20181579).

Art. 11e Compiti degli specialisti della sicurezza sul lavoro  

1 Gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro han­no, in par­ti­co­la­re, le se­guen­ti fun­zio­ni:

a.35
pro­ce­do­no, in col­la­bo­ra­zio­ne con il da­to­re di la­vo­ro e do­po aver con­sul­ta­to i la­vo­ra­to­ri o i lo­ro rap­pre­sen­tan­ti nell’azien­da non­ché i su­pe­rio­ri com­pe­ten­ti, al­la va­lu­ta­zio­ne dei pe­ri­co­li per la si­cu­rez­za e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri;
b.
con­si­glia­no il da­to­re di la­vo­ro sul­le que­stio­ni re­la­ti­ve al­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro e lo in­for­ma­no in par­ti­co­la­re su:
1.
i prov­ve­di­men­ti ri­guar­dan­ti l’eli­mi­na­zio­ne dei di­fet­ti e la di­mi­nu­zio­ne dei ri­schi,
2.36
l’ac­qui­sto di nuo­ve in­stal­la­zio­ni e nuo­ve at­trez­za­tu­re di la­vo­ro non­ché l’in­tro­du­zio­ne di nuo­vi me­to­di di la­vo­ro, di nuo­vi mez­zi d’eser­ci­zio, ma­te­ria­li e so­stan­ze chi­mi­che,
3.37
la scel­ta di in­stal­la­zio­ni di pro­te­zio­ne e di DPI,
4.38
l’istru­zio­ne del la­vo­ra­to­re ri­guar­do ai pe­ri­co­li pro­fes­sio­na­li ai qua­li è espo­sto e all’uti­liz­za­zio­ne del­le in­stal­la­zio­ni di pro­te­zio­ne e dei DPI non­ché ad al­tri prov­ve­di­men­ti da pren­de­re,
5.
l’or­ga­niz­za­zio­ne in ma­te­ria di pri­mo soc­cor­so, dell’as­si­sten­za me­di­ca in ca­so d’emer­gen­za, di sal­va­tag­gio e di lot­ta con­tro gli in­cen­di;
c.39
so­no a di­spo­si­zio­ne dei la­vo­ra­to­ri o dei lo­ro rap­pre­sen­tan­ti nell’azien­da per le que­stio­ni re­la­ti­ve al­la si­cu­rez­za e al­la sa­lu­te sul po­sto di la­vo­ro e li con­si­glia­no.

2 I me­di­ci del la­vo­ro pro­ce­do­no agli esa­mi me­di­ci ne­ces­sa­ri per adem­pie­re ai lo­ro com­pi­ti. Pos­so­no inol­tre, su in­ca­ri­co dell’Isti­tu­to na­zio­na­le sviz­ze­ro di as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni (IN­SAI), ef­fet­tua­re le vi­si­te pro­fi­lat­ti­che nell’am­bi­to del­la me­di­ci­na del la­vo­ro, con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 71–77.

3 Il da­to­re di la­vo­ro de­li­mi­ta le com­pe­ten­ze dei di­ver­si spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro nel­la sua azien­da e fis­sa per scrit­to i com­pi­ti e le com­pe­ten­ze do­po aver con­sul­ta­to i la­vo­ra­to­ri o i lo­ro rap­pre­sen­tan­ti nell’azien­da in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 6a.40

35 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2374).

36 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

37 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

38 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

39 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2374).

40 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2374).

Art. 11f Statuto degli specialisti della sicurezza sul lavoro nell’azienda  

1 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve as­si­cu­ra­re agli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro le con­di­zio­ni ne­ces­sa­rie per adem­pie­re ai lo­ro com­pi­ti. Gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro de­vo­no in­for­ma­re il da­to­re di la­vo­ro sul­le lo­ro at­ti­vi­tà e te­ner­lo al cor­ren­te dei lo­ro con­tat­ti con gli or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne.

2 Si de­ve ac­cor­da­re agli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro l’au­to­no­mia ne­ces­sa­ria per adem­pie­re ai lo­ro com­pi­ti. L’adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti non de­ve com­por­ta­re lo­ro al­cun pre­giu­di­zio.

3 Gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro de­vo­no po­ter en­tra­re di­ret­ta­men­te in con­tat­to con i la­vo­ra­to­ri e ave­re li­be­ro ac­ces­so ai po­sti di la­vo­ro; de­vo­no inol­tre po­ter con­sul­ta­re i do­cu­men­ti del da­to­re di la­vo­ro che pos­so­no es­se­re uti­li per eser­ci­ta­re la lo­ro at­ti­vi­tà. Il da­to­re di la­vo­ro de­ve chia­ma­re a con­sul­to gli spe­cia­li­sti pri­ma di pren­de­re qual­sia­si de­ci­sio­ne con­cer­nen­te la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, in par­ti­co­la­re pri­ma di pren­de­re de­ci­sio­ni ri­guar­dan­ti la pia­ni­fi­ca­zio­ne.

Art. 11g Statuto degli specialisti della sicurezza sul lavoro nei confronti degli or­gani d’esecuzione  

1 Gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro de­vo­no, su ri­chie­sta, in­for­ma­re gli or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­ti del­la lo­ro at­ti­vi­tà e te­ne­re a di­spo­si­zio­ne i lo­ro do­cu­men­ti. Il da­to­re di la­vo­ro de­ve es­ser­ne in­for­ma­to.

2 Gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro pos­so­no chie­de­re con­si­glio e so­ste­gno agli or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­ti.

3 Se esi­ste un pe­ri­co­lo gra­ve e im­me­dia­to per la vi­ta e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri e se il da­to­re di la­vo­ro ri­fiu­ta di pren­de­re i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri, gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro de­vo­no in­for­ma­re sen­za in­du­gio l’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te.

Capitolo 3: Esigenze di sicurezza

Sezione 1: Edifici ed altre opere

Art. 12 Portata  

Gli edi­fi­ci e le al­tre ope­re de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do che pos­sa­no sop­por­ta­re i ca­ri­chi e le sol­le­ci­ta­zio­ni cui so­no espo­sti nell’uso con­for­me al­la lo­ro de­sti­na­zio­ne. Il ca­ri­co am­mis­si­bi­le dev’es­se­re, se ne­ces­sa­rio, in­di­ca­to in mo­do ben vi­si­bi­le.

Art. 13 Costruzione e pulizia  

1 Gli edi­fi­ci e le al­tre ope­re de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do che su di es­si non pos­sa­no fis­sar­si o de­po­si­tar­si so­stan­ze no­ci­ve, in­fiam­ma­bi­li o esplo­di­bi­li, in quan­ti­tà pre­giu­di­zie­vo­le per la vi­ta e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri.

2 Nel­la mi­su­ra in cui ta­li pe­ri­co­li non pos­sa­no es­se­re evi­ta­ti, gli edi­fi­ci e le al­tre ope­re de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do da po­ter es­se­re fa­cil­men­te pu­li­ti. La pu­li­zia dev’es­se­re ese­gui­ta ad in­ter­val­li re­go­la­ri.

Art. 14 Pavimenti  

1 Per quan­to pos­si­bi­le, i pa­vi­men­ti de­vo­no es­se­re an­ti­sdruc­cio­le­vo­li e pri­vi di osta­co­li che po­treb­be­ro cau­sa­re in­ce­spi­ca­men­ti.

2 Gli osta­co­li che non pos­so­no es­se­re evi­ta­ti de­vo­no es­se­re mar­ca­ti in mo­do ben vi­si­bi­le.41

41 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 15 Pareti e porte vetrate  

Le pa­re­ti, le por­te e i pa­ra­pet­ti in ve­tro o in ma­te­ria­li ana­lo­ghi de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do che i la­vo­ra­to­ri non pos­sa­no fe­rir­si o ca­de­re in ca­so di rot­tu­ra del ma­te­ria­le. I pan­nel­li tra­spa­ren­ti di gran­di di­men­sio­ni de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti o mar­ca­ti in mo­do che sia­no ben ri­co­no­sci­bi­li in ogni mo­men­to.

Art. 16 Scale  

1 La lar­ghez­za uti­le del­le sca­le, co­me an­che l’al­za­ta e la pe­da­ta de­gli sca­li­ni de­vo­no es­se­re cal­co­la­ti in mo­do da con­sen­ti­re un’an­da­tu­ra si­cu­ra. Le sca­le cir­con­da­te da pa­re­ti de­vo­no al­me­no es­se­re mu­ni­te di un cor­ri­ma­no.

2 Le sca­le ester­ne de­gli edi­fi­ci a di­ver­si pia­ni de­vo­no es­se­re pra­ti­ca­bi­li in tut­ta si­cu­rez­za.

Art. 17 Tetti  

1 I tet­ti sui qua­li i la­vo­ra­to­ri de­vo­no sa­li­re fre­quen­te­men­te per esi­gen­ze di ser­vi­zio de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do che sia­no pra­ti­ca­bi­li in tut­ta si­cu­rez­za.

2 Pri­ma di ac­ce­de­re ad al­tri tet­ti, de­vo­no es­se­re pre­si prov­ve­di­men­ti che im­pe­di­sca­no la ca­du­ta di la­vo­ra­to­ri.

Art. 18 Scale a pioli fisse 42  

Le sca­le a pio­li fis­se de­vo­no es­se­re con­ce­pi­te e di­spo­ste in mo­do che pos­sa­no es­se­re pra­ti­ca­bi­li con si­cu­rez­za. Se l’al­tez­za di ca­du­ta è ele­va­ta, de­vo­no es­se­re mu­ni­te di una pro­te­zio­ne dor­sa­le e, se ne­ces­sa­rio, di pia­ne­rot­to­li di so­sta o di una gui­da di si­cu­rez­za.

42 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 19 Passaggi  

1 I pas­sag­gi co­me stra­de, ram­pe, bi­na­ri, cor­ri­doi, en­tra­te, usci­te e sca­le, sia all’in­ter­no de­gli edi­fi­ci, sia nel re­cin­to azien­da­le, de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti e, se ne­ces­sa­rio, mar­ca­ti, per quan­to con­cer­ne il nu­me­ro, la si­tua­zio­ne, le di­men­sio­ni e la con­fi­gu­ra­zio­ne, in mo­do che sia­no per­cor­ri­bi­li con si­cu­rez­za.43

2 Le par­ti di edi­fi­ci o di im­pian­ti non si­tua­te a li­vel­lo del suo­lo de­vo­no es­se­re ac­ces­si­bi­li at­tra­ver­so sca­le o ram­pe. Le sca­le fis­se so­no au­to­riz­za­te se trat­ta­si di par­ti di edi­fi­ci o d’im­pian­ti po­co fre­quen­ta­te op­pu­re se le dif­fe­ren­ze di li­vel­lo so­no de­­bo­li.

3 Se le pre­scri­zio­ni sul­le vie di pas­sag­gio non pos­so­no es­se­re in­te­gral­men­te at­tua­te in de­ter­mi­na­ti po­sti di la­vo­ro, de­vo­no es­se­re pre­si prov­ve­di­men­ti di si­cu­rez­za equi­va­len­ti.44

43 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

44 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 55 dell’O del 29 mar. 2000 sui la­vo­ri di co­stru­zio­ne, in vi­go­re dal 1° lug. 2000 (RU 2000 1403).

Art. 20 Vie d’evacuazione 45  

1 In ca­so di pe­ri­co­lo, i po­sti di la­vo­ro, i lo­ca­li, gli edi­fi­ci e il se­di­me dell’azien­da de­vo­no po­ter es­se­re ab­ban­do­na­ti in qual­sia­si mo­men­to in mo­do ra­pi­do e si­cu­ro. I pas­sag­gi che in ca­so d’emer­gen­za ser­vo­no da vie d’eva­cua­zio­ne de­vo­no es­se­re se­gna­la­ti in mo­do ade­gua­to e van­no sem­pre man­te­nu­ti li­be­ri da osta­co­li.

2 La via d’eva­cua­zio­ne è il tra­git­to piú bre­ve che una per­so­na può per­cor­re­re da un qual­sia­si po­sto nell’edi­fi­cio o nell’im­pian­to per re­car­si all’aper­to, in un luo­go si­cu­ro.

3 Le por­te sul­le vie d’eva­cua­zio­ne de­vo­no sem­pre po­ter es­se­re ri­co­no­sciu­te co­me ta­li, es­se­re aper­te ra­pi­da­men­te nel­la di­re­zio­ne d’usci­ta sen­za ri­cor­re­re a stru­men­ti au­si­lia­ri ed es­se­re uti­liz­za­te in mo­do si­cu­ro.46

4 Nu­me­ro, lar­ghez­za, for­ma e di­spo­si­zio­ne di usci­te, ram­pe di sca­le e cor­ri­doi de­vo­no es­se­re ade­gua­ti all’esten­sio­ne e all’uso pre­vi­sto dell’edi­fi­cio o di par­ti del me­de­si­mo, al nu­me­ro dei pia­ni, ai pe­ri­co­li che pre­sen­ta l’azien­da e al nu­me­ro del­le per­so­ne.

45 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 29 set. 2006, in vi­go­re dal 1° nov. 2006 (RU 2006 4185).

46 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II dell’O del 29 ott. 2008, in vi­go­re dal 1° dic. 2008 (RU 2008 5183).

Art. 21 Parapetti e ringhiere  

1 Per pre­ve­ni­re la ca­du­ta di per­so­ne, d’og­get­ti, di vei­co­li e di ma­te­ria­le, le fi­ne­stre con da­van­za­le bas­so, le aper­tu­re nel­le pa­re­ti o nei pa­vi­men­ti, le sca­le ed i pia­ne­rot­to­li non cir­con­da­ti da pa­re­ti, le gal­le­rie di ser­vi­zio, i pon­ti, le pas­se­rel­le, le piat­ta­for­me, i po­sti di la­vo­ro so­vrae­le­va­ti, i ca­na­li aper­ti, i ser­ba­toi e gli im­pian­ti ana­lo­ghi de­vo­no es­se­re mu­ni­ti di pa­ra­pet­ti o di rin­ghie­re.

2 Ai pa­ra­pet­ti e al­le rin­ghie­re può es­se­re ri­nun­cia­to op­pu­re la lo­ro al­tez­za può es­se­re ri­dot­ta qua­lo­ra ta­le prov­ve­di­men­to si ri­ve­li in­di­spen­sa­bi­le per l’ese­cu­zio­ne di tra­spor­ti o di prov­ve­di­men­ti di pro­du­zio­ne e sia adot­ta­ta una so­lu­zio­ne equi­va­len­te.

Art. 22 Rampe di carico e rampe d’accesso  

1 Le ram­pe di ca­ri­co de­vo­no di­spor­re di al­me­no un’usci­ta si­cu­ra.

2 Le ram­pe di ca­ri­co e le ram­pe d’ac­ces­so de­vo­no es­se­re si­ste­ma­te in mo­do che i la­vo­ra­to­ri pos­sa­no evi­ta­re i vei­co­li.

Art. 23 Binari  

1 I bi­na­ri, gli scam­bi e le piat­ta­for­me gi­re­vo­li de­vo­no es­se­re si­ste­ma­ti in mo­do da ga­ran­ti­re un eser­ci­zio si­cu­ro.

2 I bi­na­ri si­tua­ti all’in­ter­no de­gli edi­fi­ci o in luo­ghi in cui abi­tual­men­te è svol­to traf­fi­co, sal­vo i bi­na­ri di can­tie­ri, van­no in­fos­sa­ti. De­vo­no es­se­re si­ste­ma­ti in mo­do che i la­vo­ra­to­ri pos­sa­no evi­ta­re i vei­co­li.

Sezione 2: Attrezzature di lavoro 47

47 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vigore dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 24 Principio 48  

1 Nel­le azien­de ai sen­si nel­la pre­sen­te or­di­nan­za è con­sen­ti­to in­tro­dur­re so­lo at­trez­za­tu­re di la­vo­ro che, se uti­liz­za­te con­for­me­men­te al­la lo­ro de­sti­na­zio­ne e con la de­bi­ta cu­ra, non met­ta­no in pe­ri­co­lo la vi­ta e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri.

2 Per sod­di­sfa­re l’esi­gen­za di cui al ca­po­ver­so 1 oc­cor­re se­gna­ta­men­te che il da­to­re di la­vo­ro im­pie­ghi at­trez­za­tu­re di la­vo­ro con­for­mi al­le re­la­ti­ve di­spo­si­zio­ni per la mes­sa in cir­co­la­zio­ne.

3 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro per le qua­li non esi­sto­no di­spo­si­zio­ni per la mes­sa in cir­co­la­zio­ne de­vo­no per lo me­no sod­di­sfa­re le esi­gen­ze de­gli ar­ti­co­li 25–32 e 34 ca­po­ver­so 2. Lo stes­so va­le per le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro che so­no sta­te im­pie­ga­te per la pri­ma vol­ta pri­ma del 31 di­cem­bre 1996.49

48 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

49 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 9 dell’all. 4 all’O del 19 mag. 2010 sul­la si­cu­rez­za dei pro­dot­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2010 (RU 2010 2583).

Art. 25 Portata 50  

Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re con­ce­pi­te in mo­do che pos­sa­no sop­por­ta­re i ca­ri­chi e le sol­le­ci­ta­zio­ni cui so­no sot­to­po­ste im­pie­gan­do­le se­con­do il lo­ro sco­po. Se ne­ces­sa­rio, la por­ta­ta de­ve es­se­re in­di­ca­ta in mo­do ben vi­si­bi­le.

50 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 26 Costruzione e pulizia  

1 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re con­ce­pi­te in mo­do che su di es­se non pos­sa­no fis­sar­si o de­po­si­tar­si so­stan­ze no­ci­ve, in­fiam­ma­bi­li o esplo­di­bi­li, in quan­ti­tà pre­giu­di­zie­vo­le per la vi­ta e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri.51

2 Nel­la mi­su­ra in cui ta­li pe­ri­co­li non pos­sa­no es­se­re evi­ta­ti, le at­trez­za­tu­re e gli stru­men­ti tec­ni­ci de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do da po­ter es­se­re fa­cil­men­te pu­li­ti. La pu­li­zia dev’es­se­re ese­gui­ta ad in­ter­val­li re­go­la­ri.

51 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 27 Accessibilità 52  

Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re ac­ces­si­bi­li sen­za pe­ri­co­lo per l’eser­ci­zio nor­ma­le, l’eser­ci­zio par­ti­co­la­re (art. 43) e la ma­nu­ten­zio­ne; al­tri­men­ti, de­vo­no es­se­re pre­si i ne­ces­sa­ri prov­ve­di­men­ti di si­cu­rez­za. In me­ri­to van­no sod­di­sfat­te le esi­gen­ze re­la­ti­ve al­la tu­te­la del­la sa­lu­te con­for­me­men­te all’or­di­nan­za 3 del 18 ago­sto 199353 con­cer­nen­te la leg­ge sul la­vo­ro (OL­L3), e se­gna­ta­men­te per quan­to con­cer­ne l’er­go­no­mia.

52 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

53 RS 822.113

Art. 28 Dispositivi e misure di protezione 54  

1 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro i cui ele­men­ti mo­bi­li pre­sen­ta­no ri­schi per i la­vo­ra­to­ri de­vo­no es­se­re mu­ni­te di di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne che im­pe­di­sca­no di ac­ce­de­re o in­ter­ve­ni­re nel­le zo­ne pe­ri­co­lo­se de­gli ele­men­ti mo­bi­li.

2 Se nel ti­po di at­ti­vi­tà la­vo­ra­ti­va pre­vi­sta è ne­ces­sa­rio en­tra­re con le ma­ni nel­la zo­na di uten­si­li mo­bi­li, le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re mu­ni­te di di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne ap­pro­pria­ti e de­vo­no es­se­re pre­se le mi­su­re di pro­te­zio­ne ne­ces­sa­rie af­fin­ché non si pos­sa pe­ne­tra­re nel­la zo­na di pe­ri­co­lo in­vo­lon­ta­ria­men­te.

3 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro che pre­sen­ta­no ri­schi per i la­vo­ra­to­ri in ca­so di con­tat­to ac­ci­den­ta­le con lo­ro ele­men­ti a tem­pe­ra­tu­ra ele­va­ta o mol­to bas­sa, di pro­ie­zio­ne o ca­du­ta di og­get­ti op­pu­re di emis­sio­ne di so­stan­ze o gas de­vo­no es­se­re mu­ni­te di di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne op­pu­re si de­vo­no pren­de­re mi­su­re di pro­te­zio­ne ap­pro­pria­te.

4 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro mu­ni­te di di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te sol­tan­to se ta­li di­spo­si­ti­vi so­no in po­si­zio­ne di si­cu­rez­za op­pu­re se nell’eser­ci­zio par­ti­co­la­re la si­cu­rez­za è ga­ran­ti­ta in al­tro mo­do.

54 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 29 Fonti d’accensione  

1 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro si­tua­te in zo­ne espo­ste a pe­ri­co­lo d’in­cen­dio o d’esplo­sio­ne de­vo­no es­se­re con­ce­pi­te ed uti­liz­za­te in mo­do che non rap­pre­sen­ti­no fon­ti d’ac­cen­sio­ne e che nes­su­na so­stan­za pos­sa in­fiam­mar­si o de­com­por­si.55

2 Per pre­ve­ni­re ca­ri­che elet­tro­sta­ti­che de­vo­no es­se­re pre­si i ne­ces­sa­ri prov­ve­di­men­ti di si­cu­rez­za.

55 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 30 Dispositivi di comando 56  

1 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro e, se ne­ces­sa­rio, an­che le lo­ro uni­tà fun­zio­na­li de­vo­no es­se­re mu­ni­te di di­spo­si­ti­vi che con­sen­to­no di iso­lar­le o di­sin­se­rir­le da cia­scu­na del­le lo­ro fon­ti di ali­men­ta­zio­ne di ener­gia. L’even­tua­le ener­gia re­si­dua pe­ri­co­lo­sa de­ve po­ter es­se­re dis­si­pa­ta. I di­spo­si­ti­vi de­vo­no po­ter es­se­re as­si­cu­ra­ti con­tro un lo­ro rein­se­ri­men­to qua­lo­ra ne ri­sul­ti un pe­ri­co­lo per i la­vo­ra­to­ri.

2 I di­spo­si­ti­vi di co­man­do per il fun­zio­na­men­to del­le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro, quan­do eser­ci­ta­no un in­flus­so sul­la si­cu­rez­za, de­vo­no svol­ge­re la lo­ro fun­zio­ne con af­fi­da­bi­li­tà, es­se­re chia­ra­men­te vi­si­bi­li, in­di­vi­dua­bi­li e con­tras­se­gna­ti da una mar­ca­tu­ra adat­ta.

3 Nel­le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro le ma­no­vre di av­via­men­to de­vo­no es­se­re pos­si­bi­li sol­tan­to con un’azio­ne vo­lon­ta­ria su un si­ste­ma di azio­na­men­to pre­vi­sto a tal fi­ne.

4 Ogni at­trez­za­tu­ra di la­vo­ro de­ve es­se­re mu­ni­ta dei di­spo­si­ti­vi ri­chie­sti per av­via­re le ne­ces­sa­rie ma­no­vre di ar­re­sto.

56 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 31 Serbatoi e condotte  

1 I ser­ba­toi, i re­ci­pien­ti, i si­li e le tu­ba­tu­re de­vo­no es­se­re mu­ni­ti dei di­spo­si­ti­vi di bloc­co e di pro­te­zio­ne ne­ces­sa­ri. Ta­li di­spo­si­ti­vi de­vo­no es­se­re col­lo­ca­ti in mo­do ben vi­si­bi­le. Du­ran­te i la­vo­ri di riem­pi­men­to, vuo­ta­tu­ra, ma­nu­ten­zio­ne o pu­li­zia de­vo­no es­se­re pre­se le ne­ces­sa­rie mi­su­re di pro­te­zio­ne.57

2 I ser­ba­toi, i re­ci­pien­ti e le tu­ba­tu­re de­vo­no es­se­re mar­ca­ti in mo­do in­tel­li­gi­bi­le e in­de­le­bi­le se il con­te­nu­to, la tem­pe­ra­tu­ra, la pres­sio­ne o ri­schi di con­fu­sio­ne co­sti­tui­sco­no un pe­ri­co­lo per i la­vo­ra­to­ri. La di­re­zio­ne del flus­so, se non è chia­ra­men­te ri­co­no­sci­bi­le, dev’es­se­re in­di­ca­ta sul­le con­dot­te.

3 I ca­na­li del­le con­dot­te de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do da ga­ran­ti­re una buo­na di­spo­si­zio­ne del­le me­de­si­me. I ca­na­li per­cor­ri­bi­li de­vo­no inol­tre es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do che pos­sa­no es­se­re per­cor­si sen­za pe­ri­co­lo.

57 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 32 Bruciatori per scopi tecnici  

1 I bru­cia­to­ri per sco­pi tec­ni­ci de­vo­no es­se­re si­ste­ma­ti ed eser­ci­ta­ti in mo­do da evi­ta­re, se­gna­ta­men­te, qual­sia­si in­cen­dio, esplo­sio­ne, ri­tor­no di fiam­ma e in­tos­si­ca­zio­ne. Nel lo­ca­le in cui so­no ubi­ca­ti dev’es­se­re as­si­cu­ra­ta una suf­fi­cien­te im­mis­sio­ne d’aria.

2 Ove s’im­pie­ghi­no com­bu­sti­bi­li che pos­so­no ca­gio­na­re esplo­sio­ni, van­no si­ste­ma­ti, fuo­ri del­le zo­ne di la­vo­ro o di pas­sag­gio, di­spo­si­ti­vi di com­pen­sa­zio­ne del­la pres­sio­ne, in par­ti­co­la­re val­vo­le ap­po­si­te. La lo­ro fun­zio­na­li­tà non de­ve ve­nir com­pro­mes­sa. Se ta­li di­spo­si­ti­vi non pos­so­no es­se­re col­lo­ca­ti per mo­ti­vi tec­ni­ci, de­vo­no es­se­re adot­ta­ti al­tri prov­ve­di­men­ti di si­cu­rez­za.

Art. 32a Utilizzazione delle attrezzature di lavoro 58  

1 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re im­pie­ga­te so­lo se­con­do le con­di­zio­ni d’uso pre­vi­ste. È con­sen­ti­to se­gna­ta­men­te usar­le so­lo per i la­vo­ri e nei luo­ghi per i qua­li so­no ido­nee. De­vo­no es­se­re os­ser­va­te le in­di­ca­zio­ni del fab­bri­can­te in me­ri­to al lo­ro uso.

2 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re col­lo­ca­te e in­te­gra­te nell’am­bien­te di la­vo­ro in mo­do da ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri. In me­ri­to van­no sod­di­sfat­te le esi­gen­ze re­la­ti­ve al­la tu­te­la del­la sa­lu­te con­for­me­men­te all’OLL 359, se­gna­ta­men­te per quan­to con­cer­ne l’er­go­no­mia.

3 Do­po ogni mon­tag­gio oc­cor­re con­trol­la­re che le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro im­pie­ga­bi­li in luo­ghi di­ver­si sia­no sta­te mon­ta­te cor­ret­ta­men­te, fun­zio­ni­no per­fet­ta­men­te e pos­sa­no es­se­re uti­liz­za­te nel­le con­di­zio­ni d’uso pre­vi­ste. Il con­trol­lo de­ve es­se­re do­cu­men­ta­to.

4 Se le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro su­bi­sco­no mo­di­fi­che es­sen­zia­li o ven­go­no usa­te in con­di­zio­ni non pre­vi­ste dal fab­bri­can­te o in mo­do non con­for­me al­la lo­ro de­sti­na­zio­ne, i pos­si­bi­li ri­schi che ne de­ri­va­no de­vo­no es­se­re ri­dot­ti in mo­do da ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri.

58 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

59 RS 822.113

Art. 32b Manutenzione delle attrezzature di lavoro 60  

1 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re sot­to­po­ste a ma­nu­ten­zio­ne se­con­do le in­di­ca­zio­ni del fab­bri­can­te. La ma­nu­ten­zio­ne va ese­gui­ta te­nen­do con­to del­lo sco­po d’uso e del luo­go d’uti­liz­za­zio­ne. Es­sa de­ve es­se­re do­cu­men­ta­ta.

2 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro, quan­do so­no espo­ste a in­flus­si dan­no­si qua­li il cal­do e il fred­do, i gas e le so­stan­ze cor­ro­si­ve, de­vo­no es­se­re con­trol­la­te pe­rio­di­ca­men­te se­con­do un pia­no pre­sta­bi­li­to. Van­no con­trol­la­te an­che a se­gui­to di even­ti straor­di­na­ri che po­treb­be­ro pre­giu­di­car­ne la si­cu­rez­za. Il con­trol­lo de­ve es­se­re do­cu­men­ta­to.

60 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 32c Impianti per gas liquefatto 61  

1 Gli im­pian­ti e le in­stal­la­zio­ni per il de­po­si­to e l’uti­liz­za­zio­ne di gas li­que­fat­to (im­pian­ti per gas li­que­fat­to) de­vo­no es­se­re co­strui­ti, eser­ci­ta­ti e sot­to­po­sti a ma­nu­ten­zio­ne in mo­do da evi­ta­re qual­sia­si in­cen­dio, esplo­sio­ne, ri­tor­no di fiam­ma e in­tos­si­ca­zio­ne e da li­mi­ta­re i dan­ni in ca­so di gua­sto.

2 Gli im­pian­ti per gas li­que­fat­to de­vo­no es­se­re pro­tet­ti dai dan­neg­gia­men­ti mec­ca­ni­ci e da­gli ef­fet­ti di in­cen­di.

3 Le aree in cui so­no ubi­ca­ti im­pian­ti per gas li­que­fat­to de­vo­no es­se­re suf­fi­cien­te­men­te ven­ti­la­te. Lo sca­ri­co dei gas e dell’aria de­ve av­ve­ni­re sen­za pe­ri­co­lo.

4 Gli im­pian­ti per gas li­que­fat­to de­vo­no es­se­re con­trol­la­ti pri­ma del­la mes­sa in ser­vi­zio, do­po la­vo­ri di ma­nu­ten­zio­ne e mo­di­fi­che, non­ché pe­rio­di­ca­men­te, in par­ti­co­la­re per quan­to con­cer­ne la te­nu­ta.

5 Gli im­pian­ti per gas li­que­fat­to pos­so­no es­se­re co­strui­ti, mo­di­fi­ca­ti, sot­to­po­sti a ma­nu­ten­zio­ne e con­trol­la­ti so­lo da per­so­ne che pos­so­no di­mo­stra­re di pos­se­de­re suf­fi­cien­ti co­no­scen­ze in ma­te­ria.

6 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to ema­na di­ret­ti­ve a pro­te­zio­ne dei la­vo­ra­to­ri per quan­to con­cer­ne la co­stru­zio­ne, la ma­ni­po­la­zio­ne e il con­trol­lo di im­pian­ti per gas li­que­fat­to e la qua­li­fi­ca pro­fes­sio­na­le ne­ces­sa­ria. Inol­tre, tie­ne con­to dell’ar­ti­co­lo 49a dell’or­di­nan­za del 19 giu­gno 199562 con­cer­nen­te le esi­gen­ze tec­ni­che per i vei­co­li stra­da­li e dell’ar­ti­co­lo 129 dell’or­di­nan­za dell’8 no­vem­bre 197863 sul­la na­vi­ga­zio­ne in­ter­na. Af­fi­da l’ela­bo­ra­zio­ne di que­ste di­ret­ti­ve a una com­mis­sio­ne spe­cia­liz­za­ta, in cui so­no rap­pre­sen­ta­ti gli Uf­fi­ci fe­de­ra­li in­te­res­sa­ti e l’as­so­cia­zio­ne «Cir­co­lo di la­vo­ro GPL64».

61 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 22 feb. 2017, in vi­go­re dal 1° apr. 2017 (RU 2017 1657). Cor­re­zio­ne del 4 apr. 2017 (RU 2017 2291).

62 RS 741.41

63 RS 747.201.1

64 Gas di pe­tro­lio li­que­fat­to

Sezione 3: Ambiente di lavoro

Art. 33 Aerazione 65  

La com­po­si­zio­ne dell’aria nei po­sti di la­vo­ro non de­ve pre­giu­di­ca­re la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri. Se ta­le pe­ri­co­lo non può es­se­re evi­ta­to, dev’es­se­re as­si­cu­ra­ta nei po­sti di la­vo­ro una ven­ti­la­zio­ne na­tu­ra­le o ar­ti­fi­cia­le suf­fi­cien­te; se ne­ces­sa­rio, de­vo­no es­se­re adot­ta­ti al­tri prov­ve­di­men­ti tec­ni­ci.

65 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 34 Rumore e vibrazioni 66  

1 Gli edi­fi­ci e le par­ti di edi­fi­cio de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do che il ru­mo­re o le vi­bra­zio­ni non met­ta­no in pe­ri­co­lo la si­cu­rez­za e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri.

2 Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­vo­no es­se­re con­ce­pi­te in mo­do che il ru­mo­re o le vi­bra­zio­ni non met­ta­no in pe­ri­co­lo la si­cu­rez­za e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri.

3 I pro­ce­di­men­ti di la­vo­ro e di pro­du­zio­ne de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti e svol­ti in mo­do che il ru­mo­re o le vi­bra­zio­ni non met­ta­no in pe­ri­co­lo la si­cu­rez­za e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri.

66 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 35 Illuminazione  

1 I lo­ca­li, i po­sti di la­vo­ro e i pas­sag­gi all’in­ter­no e all’ester­no de­gli edi­fi­ci de­vo­no es­se­re il­lu­mi­na­ti in mo­do che la si­cu­rez­za e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri non sia­no mes­se in pe­ri­co­lo.67

2 Se la si­cu­rez­za lo esi­ge, dev’es­se­re di­spo­ni­bi­le un im­pian­to d’il­lu­mi­na­zio­ne d’emer­gen­za, in­di­pen­den­te dal­la re­te.

67 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 36 Pericoli d’esplosione e d’incendio 68  

1 Nel­le azien­de o nel­le par­ti di azien­de, in cui sus­si­ste un pe­ri­co­lo d’esplo­sio­ne o di in­cen­dio, de­vo­no es­se­re adot­ta­ti i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri per pro­teg­ge­re i la­vo­ra­to­ri.

2 Nel­le zo­ne espo­ste a un pe­ri­co­lo par­ti­co­la­re d’in­cen­dio o d’esplo­sio­ne, è vie­ta­ta la ma­ni­po­la­zio­ne di fon­ti d’ac­cen­sio­ne. In tut­ti gli ac­ces­si, de­vo­no es­se­re ap­po­sti car­tel­li ben vi­si­bi­li se­gna­lan­ti il pe­ri­co­lo e in­di­can­ti il di­vie­to di fu­ma­re. Se la ma­ni­po­la­zio­ne di fon­ti d’ac­cen­sio­ne non può es­se­re mo­men­ta­nea­men­te evi­ta­ta, dev’es­se­re pre­so ogni prov­ve­di­men­to per pre­ve­ni­re le esplo­sio­ni o gli in­cen­di.

3 De­vo­no es­se­re adot­ta­ti prov­ve­di­men­ti ade­gua­ti per im­pe­di­re che le fon­ti d’ac­cen­sio­ne pos­sa­no in­se­rir­si in zo­ne espo­ste a un pe­ri­co­lo par­ti­co­la­re d’esplo­sio­ne o d’in­cen­dio e pro­dur­vi i lo­ro ef­fet­ti.

68 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 37 Pulizia ed eliminazione dei rifiuti  

1 I po­sti di la­vo­ro, i pas­sag­gi e i lo­ca­li ac­ces­so­ri de­vo­no es­se­re man­te­nu­ti pu­li­ti e in per­fet­to sta­to di fun­zio­na­men­to in mo­do che la vi­ta e la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri non sia­no mes­se in pe­ri­co­lo.69

2 Du­ran­te i la­vo­ri di ma­nu­ten­zio­ne e di pu­li­zia de­vo­no es­se­re pre­se le mi­su­re di pro­te­zio­ne ne­ces­sa­rie. Le at­trez­za­tu­re, gli ap­pa­rec­chi, gli stru­men­ti e gli al­tri mez­zi ne­ces­sa­ri per la ma­nu­ten­zio­ne e la pu­li­zia de­vo­no es­se­re te­nu­ti a di­spo­si­zio­ne.70

3 I ri­fiu­ti de­vo­no es­se­re eva­cua­ti ade­gua­ta­men­te e de­po­si­ta­ti o eli­mi­na­ti in mo­do da non co­sti­tui­re al­cun pe­ri­co­lo per i la­vo­ra­to­ri.

4 I la­vo­ra­to­ri pos­so­no cir­co­la­re nel­le ca­na­liz­za­zio­ni e in im­pian­ti ana­lo­ghi sol­tan­to se so­no sta­ti pre­si i ne­ces­sa­ri prov­ve­di­men­ti di pro­te­zio­ne.

69 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

70 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Sezione 4: Organizzazione del lavoro

Art. 38 Abiti di lavoro e dispositivi di protezione individuale 71  

1 I la­vo­ra­to­ri de­vo­no in­dos­sa­re abi­ti di la­vo­ro ade­gua­ti all’at­ti­vi­tà eser­ci­ta­ta. Gli abi­ti di la­vo­ro su­di­ci o dan­neg­gia­ti de­vo­no es­se­re pu­li­ti o rac­co­mo­da­ti se co­sti­tui­sco­no un pe­ri­co­lo per chi li in­dos­sa o per al­tri la­vo­ra­to­ri.

2 Gli abi­ti di la­vo­ro e i di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne in­di­vi­dua­le a cui ade­ri­sco­no so­stan­ze no­ci­ve non de­vo­no es­se­re ri­po­sti in­sie­me ad al­tri ca­pi di ve­stia­rio o di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne in­di­vi­dua­le.

3 Gli abi­ti di la­vo­ro e i di­spo­si­ti­vi di pro­te­zio­ne in­di­vi­dua­le a cui ade­ri­sco­no so­stan­ze par­ti­co­lar­men­te no­ci­ve co­me l’amian­to non de­vo­no cau­sa­re una con­ta­mi­na­zio­ne al di fuo­ri dell’area di la­vo­ro. De­vo­no es­se­re pu­li­ti o di­ret­ta­men­te eli­mi­na­ti nel mo­do ap­pro­pria­to.

71 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 39 Divieto d’accesso  

L’ac­ces­so ai po­sti di la­vo­ro dev’es­se­re vie­ta­to al­le per­so­ne non au­to­riz­za­te op­pu­re sot­to­po­sto a con­di­zio­ni spe­cia­li se co­sti­tui­sce un pe­ri­co­lo per i la­vo­ra­to­ri ivi oc­cu­pa­ti o che vi ac­ce­do­no. Se il pe­ri­co­lo è per­ma­nen­te, il di­vie­to o le con­di­zio­ni d’ac­ces­so de­vo­no es­se­re af­fis­si pres­so le en­tra­te.

Art. 40 Lotta contro l’incendio  

1 I di­spo­si­ti­vi d’al­lar­me e le at­trez­za­tu­re d’estin­zio­ne de­vo­no es­se­re fa­cil­men­te ac­ces­si­bi­li, vi­si­bil­men­te se­gna­la­ti co­me ta­li e pron­ti all’uso.

2 I la­vo­ra­to­ri de­vo­no es­se­re istrui­ti ad in­ter­val­li ade­gua­ti, di re­go­la du­ran­te il tem­po di la­vo­ro, sul com­por­ta­men­to in ca­so d’in­cen­dio.

Art. 41 Trasporto e deposito  

1 Gli og­get­ti e i ma­te­ria­li de­vo­no es­se­re tra­spor­ta­ti e de­po­si­ta­ti in mo­do che non pos­sa­no ro­ve­sciar­si, ca­de­re o sci­vo­la­re e co­sti­tui­re per­tan­to un pe­ri­co­lo.

2 Per sol­le­va­re, por­ta­re e spo­sta­re ca­ri­chi pe­san­ti o po­co ma­neg­ge­vo­li, de­vo­no es­se­re mes­se a di­spo­si­zio­ne e uti­liz­za­te at­trez­za­tu­re di la­vo­ro ade­gua­te, che con­sen­ta­no una ma­ni­po­la­zio­ne si­cu­ra e non pe­ri­co­lo­sa per la sa­lu­te.72

2bis Il da­to­re di la­vo­ro de­ve in­for­ma­re i la­vo­ra­to­ri ri­guar­do ai pe­ri­co­li con­nes­si al­la ma­ni­po­la­zio­ne di ca­ri­chi pe­san­ti e po­co ma­neg­ge­vo­li, e istruir­li sul mo­do cor­ret­to di sol­le­va­re, por­ta­re e spo­sta­re ta­li ca­ri­chi.73

3 Per ac­ca­ta­sta­re col­li o per de­po­si­ta­re mer­ci al­la rin­fu­sa de­vo­no es­se­re pre­si i ne­ces­sa­ri prov­ve­di­men­ti per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za dei la­vo­ra­to­ri.

72 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

73 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 42 Trasporto di persone 74  

Le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro de­sti­na­te esclu­si­va­men­te al tra­spor­to di mer­ci non pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te per il tra­spor­to di per­so­ne. Se ne­ces­sa­rio, de­vo­no es­se­re con­tras­se­gna­te in mo­do cor­ri­spon­den­te.

74 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 43 Lavori su attrezzature di lavoro 75  

I la­vo­ri da ese­gui­re in eser­ci­zio par­ti­co­la­re, qua­li le ope­ra­zio­ni di con­fi­gu­ra­zio­ne/ri­con­fi­gu­ra­zio­ne, mes­sa a pun­to/re­go­la­zio­ne, ap­pren­di­men­to, ri­cer­ca ed eli­mi­na­zio­ne dei gua­sti e pu­li­zia, non­ché i la­vo­ri di ma­nu­ten­zio­ne pos­so­no es­se­re ef­fet­tua­ti sol­tan­to su at­trez­za­tu­re pre­ce­den­te­men­te po­ste in sta­to ta­le da non crea­re si­tua­zio­ni pe­ri­co­lo­se.

75 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 44 Sostanze nocive 76  

1 Se le so­stan­ze no­ci­ve so­no pro­dot­te, tra­sfor­ma­te, uti­liz­za­te, con­ser­va­te, ma­ni­po­la­te o de­po­si­ta­te op­pu­re se i la­vo­ra­to­ri pos­so­no es­se­re al­tri­men­ti espo­sti a so­stan­ze in con­cen­tra­zio­ni pe­ri­co­lo­se per la sa­lu­te, de­vo­no es­se­re adot­ta­te le mi­su­re di pro­te­zio­ne ri­chie­ste dal­le ca­rat­te­ri­sti­che di que­ste so­stan­ze.77

2 Se la si­cu­rez­za lo esi­ge, i la­vo­ra­to­ri so­no te­nu­ti a la­var­si o a pu­lir­si in al­tro mo­do, in par­ti­co­la­re pri­ma del­le pau­se e do­po la fi­ne del la­vo­ro. In que­sti ca­si, il tem­po uti­liz­za­to al ri­guar­do è con­si­de­ra­to tem­po di la­vo­ro.

3 I be­ni di con­su­mo, co­me gli ali­men­ti, le be­van­de e il ta­bac­co, non de­vo­no en­tra­re in con­tat­to con so­stan­ze no­ci­ve.

76 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 2 lug. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 3683).

77 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 2 lug. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 3683).

Art. 45 Protezione dalle radiazioni nocive 78  

Nel­la ma­ni­po­la­zio­ne di so­stan­ze ra­dioat­ti­ve o di at­trez­za­tu­re di la­vo­ro che emet­to­no ra­dia­zio­ni io­niz­zan­ti, co­me an­che in ca­so d’emis­sio­ne di ra­dia­zio­ni non io­niz­zan­ti che pre­sen­ta­no un pe­ri­co­lo per la sa­lu­te, de­vo­no es­se­re pre­se le ne­ces­sa­rie mi­su­re di pro­te­zio­ne.

78 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 46 Liquidi infiammabili  

Du­ran­te la pro­du­zio­ne, la la­vo­ra­zio­ne, la ma­ni­po­la­zio­ne o il de­po­si­to di li­qui­di co­sti­tuen­ti un pe­ri­co­lo di in­cen­dio dev’es­se­re prov­vi­sto af­fin­ché ta­li li­qui­di o lo­ro va­po­ri non si ac­cu­mu­li­no o non si dif­fon­da­no in mo­do da co­sti­tui­re un pe­ri­co­lo.

Titolo secondo: Organizzazione

Capitolo 1: Sicurezza sul lavoro

Sezione 1: Organi esecutivi

Art. 47 Organi cantonali d’esecuzione della legge sul lavoro  

Gli or­ga­ni can­to­na­li d’ese­cu­zio­ne del­la leg­ge sul la­vo­ro sor­ve­glia­no l’ap­pli­ca­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro nel­le azien­de e per le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro, nel­la mi­su­ra in cui nes­sun al­tro or­ga­no ese­cu­ti­vo sia com­pe­ten­te al ri­guar­do.79 La lo­ro com­pe­ten­za in ma­te­ria d’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni e di per­mes­so d’eser­ci­zio ri­sul­ta da­gli ar­ti­co­li 7 e 8 del­la leg­ge sul la­vo­ro.

79 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 48 Organi federali d’esecuzione della legge sul lavoro  

1 Nel­le azien­de che ispe­zio­na­no in ap­pli­ca­zio­ne del­la leg­ge sul la­vo­ro, gli or­ga­ni fe­de­ra­li d’ese­cu­zio­ne di que­st’ul­ti­ma col­la­bo­ra­no al­la sor­ve­glian­za sull’ese­cu­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni nei set­to­ri di com­pe­ten­za af­fi­da­ti all’IN­SAI80 se­con­do l’ar­ti­co­lo 49. La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to sta­bi­li­sce, su pro­po­sta co­mu­ne dell’IN­SAI e del­la SE­CO, le mo­da­li­tà del­la col­la­bo­ra­zio­ne, in par­ti­co­la­re per quan­to con­cer­ne la com­pe­ten­za de­ci­sio­na­le81.

2 Gli or­ga­ni fe­de­ra­li d’ese­cu­zio­ne del­la leg­ge sul la­vo­ro prov­ve­do­no af­fin­ché gli or­ga­ni can­to­na­li ap­pli­chi­no uni­for­me­men­te le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro e coor­di­ni­no la lo­ro at­ti­vi­tà con l’ese­cu­zio­ne del­le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge sul la­vo­ro ri­guar­dan­ti la tu­te­la del­la sa­lu­te e l’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni. Se un or­ga­no can­to­na­le di­sat­ten­de le pre­scri­zio­ni, la SE­CO lo ren­de at­ten­to del­la si­tua­zio­ne giu­ri­di­ca e lo in­vi­ta all’os­ser­van­za. La SE­CO può, se ne­ces­sa­rio, da­re istru­zio­ni all’or­ga­no can­to­na­le. In ca­so d’inos­ser­van­za per­si­sten­te o rei­te­ra­ta del­le pre­scri­zio­ni, la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to dev’es­ser­ne in­for­ma­ta.82

3 Gli or­ga­ni fe­de­ra­li d’ese­cu­zio­ne del­la leg­ge sul la­vo­ro sor­ve­glia­no l’ap­pli­ca­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni pro­fes­sio­na­li nel­le am­mi­ni­stra­zio­ni, nel­le azien­de e ne­gli sta­bi­li­men­ti del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, nel­la mi­su­ra in cui l’IN­SAI non sia com­pe­ten­te.

80Ter­mi­ni so­sti­tui­ti dal n. I dell’O del 1° giu. 1993, in vi­go­re dal 1° lug. 1993 (RU 1993 1895).

81Nuo­vo te­sto del per. giu­sta l’all. 5 all’O del 25 nov. 1996 sul­la qua­li­fi­ca de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za del la­vo­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 19963121).

82 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 49 Istituto nazionale svizzero d’assicurazione contro gli
infortuni.
a. Prevenzione degli infortuni professionali
 

1 L’IN­SAI sor­ve­glia l’ap­pli­ca­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni pro­fes­sio­na­li nel­le azien­de se­guen­ti:

1.83
azien­de che fab­bri­ca­no o la­vo­ra­no so­stan­ze esplo­si­ve;
2.
azien­de che uti­liz­za­no sol­ven­ti in gran­di quan­ti­tà;
3.
azien­de di re­vi­sio­ne di ci­ster­ne;
4.
azien­de dell’in­du­stria chi­mi­ca;
5.
azien­de che fab­bri­ca­no pro­dot­ti in ma­te­rie sin­te­ti­che;
6.84
azien­de dell’in­du­stria del­le mac­chi­ne, del­la me­tal­lur­gia e dell’oro­lo­ge­ria, ec­cet­tua­te le au­to­ri­mes­se, le of­fi­ci­ne di car­roz­ze­ria e lat­to­ne­ria di au­to­vei­co­li, non­ché le of­fi­ci­ne mec­ca­ni­che e le azien­de di mec­ca­ni­ca fi­ne e di pre­ci­sio­ne;
7.
car­tie­re;
8.
con­ce­rie, pel­let­te­rie e cal­za­tu­ri­fi­ci;
9.
ti­po­gra­fie;
10.85
azien­de fo­re­sta­li e di cu­ra de­gli al­be­ri;
11.86
azien­de dell’edi­li­zia e del ge­nio ci­vi­le in ge­ne­ra­le, azien­de spe­cia­liz­za­te in ope­re di fi­ni­tu­ra e in­vo­lu­cri edi­li­zi, non­ché al­tre azien­de che ese­guo­no la­vo­ri sui can­tie­ri del­le pri­me;
12.
azien­de che, a cie­lo aper­to o sot­to ter­ra, sfrut­ta­no, trat­ta­no o la­vo­ra­no la pie­tra o al­tri ma­te­ria­li;
13.
azien­de la­te­ri­zie e azien­de dell’in­du­stria del­la ce­ra­mi­ca;
14.
ve­tre­rie;
15.
azien­de che fab­bri­ca­no la pie­tra ar­ti­fi­cia­le, la cal­ce, il ges­so e il ce­men­to;
16.87
azien­de che re­cu­pe­ra­no, neu­tra­liz­za­no o eli­mi­na­no ri­fiu­ti, ri­fiu­ti spe­cia­li e in­du­stria­li;
17.
azien­de mi­li­ta­ri in re­gìa;
18.88
im­pre­se di tra­spor­to;
19.
azien­de au­si­lia­rie ac­ces­so­rie del­le im­pre­se di na­vi­ga­zio­ne ae­rea (art. 2 cpv. 3 lett. c);
20.
azien­de che fab­bri­ca­no pro­dot­ti con­te­nen­ti l’amian­to;
21.
im­pian­ti nu­clea­ri e al­tre azien­de nel­le qua­li so­no ma­ni­po­la­te ma­te­rie ra­dio­at­ti­ve o so­no emes­se ra­dia­zio­ni io­niz­zan­ti; è ri­ser­va­to l’ar­ti­co­lo 2 ca­po­ver­so 2 let­te­ra c;
22.
azien­de dell’in­du­stria tes­si­le;
23.
azien­de che pro­du­co­no o di­stri­bui­sco­no gas o elet­tri­ci­tà;
24.
azien­de che trat­ta­no o di­stri­bui­sco­no l’ac­qua;
25.89
azien­de dell’in­du­stria del le­gno e azien­de di la­vo­ra­zio­ne del le­gno;
26.90
azien­de che for­ni­sco­no per­so­na­le a pre­sti­to se­con­do la leg­ge del 6 ot­to­bre 198991 sul col­lo­ca­men­to e sog­get­te al re­la­ti­vo ob­bli­go d’au­to­riz­za­zio­ne..

2 L’IN­SAI sor­ve­glia inol­tre l’ap­pli­ca­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni pro­fes­sio­na­li per le at­trez­za­tu­re di la­vo­ro se­guen­ti:92

1.
im­pian­ti di pro­du­zio­ne au­to­ma­ti­ci o a co­man­do cen­tra­le, co­me grup­pi di fab­bri­ca­zio­ne e ca­te­ne d’im­bal­lag­gio o di riem­pi­men­to;
2.93
i si­ste­mi di tra­spor­to com­bi­na­ti, com­pren­den­ti in par­ti­co­la­re tra­spor­ta­to­ri a na­stro o a ca­te­na, ele­va­to­ri a taz­ze, tra­spor­ta­to­ri so­spe­si o a rul­li, di­spo­si­ti­vi di ro­ta­zio­ne, con­vo­glia­men­to o ro­ve­scia­men­to, mon­ta­ca­ri­chi spe­cia­li, piat­ta­for­me di sol­le­va­men­to o gru im­pi­la­tri­ci;
3.
gru a pon­te, gru a por­ti­co, gru gi­re­vo­li e au­to­gru;
4.94
in­stal­la­zio­ni in­ter­ne od ester­ne con na­vi­cel­le o se­di­li mo­bi­li so­spe­si li­be­ra­men­te, per la­vo­ri di pu­li­zia, in­to­na­ca­tu­ra o al­tre ope­ra­zio­ni;
5.
pon­ti mo­bi­li con piat­ta­for­me o se­di­li di la­vo­ro in­nal­za­bi­li o orien­ta­bi­li per de­ter­mi­na­ti la­vo­ri;
6.
ma­gaz­zi­ni a scan­sie ele­va­te con di­spo­si­ti­vi per il de­po­si­to di be­ni uni­for­ma­ti (fu­sti, mer­ci su pa­let­te) nel­le scan­sie;
7.
im­pian­ti mec­ca­ni­ci per il po­steg­gio di au­to­vei­co­li;
8.
te­le­fe­ri­che da can­tie­re;
9.
im­pian­ti tec­ni­ci dell’eser­ci­to che, in tem­po di pa­ce, so­no re­vi­sio­na­ti od eser­ci­ta­ti da la­vo­ra­to­ri del­le azien­de in re­gìa;
10.
im­pian­ti del­la si­cu­rez­za ae­rea (art. 2 cpv. 3 lett. d);
11.95
at­trez­za­tu­re a pres­sio­ne.

3 L’IN­SAI sor­ve­glia in tut­te le azien­de l’ap­pli­ca­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne dei ri­schi par­ti­co­la­ri d’in­for­tu­nio in­si­ti nel­la per­so­na del la­vo­ra­to­re.96

4 L’IN­SAI in­for­ma l’or­ga­no can­to­na­le d’ese­cu­zio­ne del­la leg­ge sul la­vo­ro com­pe­ten­te cir­ca gli in­ter­ven­ti ese­gui­ti in vir­tù del ca­po­ver­so 2.

83 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

84 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

85 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

86 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

87 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

88 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

89 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

90 In­tro­dot­ta dal n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

91 RS 823.11

92 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

93 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

94 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

95 In­tro­dot­to dall’art. 17 cpv. 2 dell’O del 15 giu. 2007 sull’uti­liz­zo di at­trez­za­tu­re a pres­sio­ne, in vi­go­re dal 1° lug. 2007 (RU 20072943).

96 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 50 b. Prevenzione delle malattie professionali  

1 L’IN­SAI sor­ve­glia l’ap­pli­ca­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li in tut­te le azien­de.

2 Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’in­ter­no (Di­par­ti­men­to) può, pre­via con­sul­ta­zio­ne dell’IN­SAI e del­le or­ga­niz­za­zio­ni in­te­res­sa­te, isti­tui­re l’ob­bli­go d’an­nun­cia­re i la­vo­ri par­ti­co­lar­men­te pe­ri­co­lo­si per la sa­lu­te.

3 LʼIN­SAI può, do­po aver sen­ti­to le cer­chie in­te­res­sa­te, ema­na­re di­ret­ti­ve sul­le con­cen­tra­zio­ni mas­si­me am­mis­si­bi­li e sui va­lo­ri li­mi­te de­gli agen­ti fi­si­ci nei po­sti di la­vo­ro.97

97 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell’all. all’O del 9 nov. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

Art. 51 Organizzazioni specializzate 98  

Il set­to­re di com­pe­ten­za di un’or­ga­niz­za­zio­ne qua­li­fi­ca­ta giu­sta l’ar­ti­co­lo 85 ca­po­ver­so 3 se­con­do pe­rio­do del­la leg­ge (or­ga­niz­za­zio­ni spe­cia­liz­za­te) e la sua fa­col­tà de­ci­sio­na­le so­no de­ter­mi­na­ti nel con­trat­to con­clu­so con l’IN­SAI.

98 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Sezione 2: Commissione di coordinamento

Art. 52 Coordinamento dei settori di competenza  

Per coor­di­na­re i set­to­ri di com­pe­ten­za de­gli or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne, la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to può in par­ti­co­la­re:

a.
de­li­mi­ta­re più mi­nu­ta­men­te i com­pi­ti de­gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi;
b.
or­ga­niz­za­re, d’in­te­sa con l’IN­SAI, la col­la­bo­ra­zio­ne de­gli or­ga­ni can­to­na­li d’ese­cu­zio­ne del­la leg­ge sul la­vo­ro nel set­to­re di com­pe­ten­za dell’IN­SAI;
c.
af­fi­da­re agli or­ga­ni fe­de­ra­li d’ese­cu­zio­ne del­la leg­ge sul la­vo­ro o all’IN­SAI com­pi­ti che un or­ga­no can­to­na­le non è in gra­do di svol­ge­re per man­can­za di per­so­na­le o di mez­zi ma­te­ria­li o tec­ni­ci, fi­no al mo­men­to in cui que­st’ul­ti­mo può prov­ve­der­vi.
Art. 52a Direttive della commissione di coordinamento 99  

1 Per as­si­cu­ra­re un’ap­pli­ca­zio­ne uni­for­me e ade­gua­ta del­le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to può ela­bo­ra­re di­ret­ti­ve. Es­sa tie­ne con­to del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le in ma­te­ria.

2 Se il da­to­re di la­vo­ro si at­tie­ne al­le di­ret­ti­ve, si pre­su­me che adem­pia al­le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro con­cre­ta­te dal­le di­ret­ti­ve me­de­si­me.

3 Il da­to­re di la­vo­ro può ot­tem­pe­ra­re al­le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro in mo­do di­ver­so da quel­lo pre­vi­sto dal­le di­ret­ti­ve se di­mo­stra che la si­cu­rez­za dei la­vo­ra­to­ri è pa­ri­men­ti ga­ran­ti­ta.

99 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 5 mag. 1999, in vi­go­re dal 1° giu. 1999 (RU 1999 1752).

Art. 53 Competenze della commissione di coordinamento 100  

La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to può in par­ti­co­la­re:

a.
de­ter­mi­na­re la pro­ce­du­ra che de­vo­no se­gui­re gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi qua­lo­ra svol­ga­no con­trol­li, dia­no istru­zio­ni o adot­ti­no prov­ve­di­men­ti ese­cu­ti­vi;
b.
ela­bo­ra­re, per pre­ve­ni­re de­ter­mi­na­ti in­for­tu­ni e ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li, pro­gram­mi na­zio­na­li o re­gio­na­li di pro­mo­zio­ne del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro in de­ter­mi­na­te ca­te­go­rie di azien­de o di pro­fes­sio­ni (pro­gram­mi di si­cu­rez­za);
c.
pro­muo­ve­re l’in­for­ma­zio­ne e l’istru­zio­ne dei da­to­ri di la­vo­ro e dei la­vo­ra­to­ri nell’azien­da, l’in­for­ma­zio­ne de­gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi e la for­ma­zio­ne e il per­fe­zio­na­men­to dei lo­ro col­la­bo­ra­to­ri;
d.101
in­ca­ri­ca­re gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi del­la leg­ge sul la­vo­ro di an­nun­cia­re de­ter­mi­na­te im­pre­se, in­stal­la­zio­ni, at­trez­za­tu­re di la­vo­ro e la­vo­ri edi­li rien­tran­ti nel set­to­re di com­pe­ten­za dell’IN­SAI, co­me an­che ta­lu­ni la­vo­ri pe­ri­co­lo­si per la sa­lu­te;
e.
pro­muo­ve­re il coor­di­na­men­to tra l’ese­cu­zio­ne del­la pre­sen­te or­di­nan­za e quel­la di al­tre le­gi­sla­zio­ni;
f.
or­ga­niz­za­re e coor­di­na­re con al­tre isti­tu­zio­ni l’ag­gior­na­men­to e il per­fe­zio­na­men­to de­gli spe­cia­li­sti del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro nell’am­bi­to del­le pre­scri­zio­ni del Con­si­glio fe­de­ra­le.

100 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 mag. 1999, in vi­go­re dal 1° giu. 1999 (RU 1999 1752).

101 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 54 Ordinamento delle indennità  

La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to isti­tui­sce un or­di­na­men­to del­le in­den­ni­tà de­gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi e lo sot­to­po­ne, per ap­pro­va­zio­ne, al Di­par­ti­men­to.

Art. 55 Organizzazione  

1 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to ema­na un re­go­la­men­to in­ter­no che sot­to­po­ne all’ap­pro­va­zio­ne del Di­par­ti­men­to. Es­sa può, se­con­do il bi­so­gno, in­ca­ri­ca­re com­mis­sio­ni spe­cia­liz­za­te dell’esa­me di que­stio­ni par­ti­co­la­ri e far ca­po a pe­ri­ti e rap­pre­sen­tan­ti del­le or­ga­niz­za­zio­ni in­te­res­sa­te.102

2 L’IN­SAI di­ri­ge la se­gre­te­ria del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to.

102 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 56 Fornitura di dati  

Gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi e gli as­si­cu­ra­to­ri de­vo­no for­ni­re al­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to tut­ti i da­ti di cui es­sa ha bi­so­gno per pro­cu­rar­si le ba­si ne­ces­sa­rie all’adem­pi­men­to dei suoi com­pi­ti, in par­ti­co­la­re per l’al­le­sti­men­to di sta­ti­sti­che e il cal­co­lo del pre­mio sup­ple­men­ta­re per la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni pro­fes­sio­na­li e del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li (art. 87 LAINF). Gli as­si­cu­ra­to­ri de­vo­no met­te­re gra­tui­ta­men­te a di­spo­si­zio­ne del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to i da­ti sta­ti­sti­ci rac­col­ti per le esi­gen­ze dell’as­si­cu­ra­zio­ne.

Art. 57 Consultazione delle organizzazioni interessate  

La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to de­ve sen­ti­re le or­ga­niz­za­zio­ni in­te­res­sa­te pri­ma di pren­de­re qual­sia­si de­ci­sio­ne im­por­tan­te. So­no con­si­de­ra­te de­ci­sio­ni im­por­tan­ti se­gna­ta­men­te:103

a.104
l’ema­na­zio­ne di di­ret­ti­ve;
b.
l’ela­bo­ra­zio­ne di pro­gram­mi di si­cu­rez­za;
c.
la pro­po­sta al Con­si­glio fe­de­ra­le di ema­na­re pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro;
d.
le pro­po­ste ine­ren­ti al­la de­ter­mi­na­zio­ne del pre­mio sup­ple­men­ta­re per la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni pro­fes­sio­na­li e del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li;
e.105
il man­da­to all’IN­SAI di con­clu­de­re un con­trat­to con un’or­ga­niz­za­zio­ne spe­cia­liz­za­ta (art. 85 cpv. 3 per. 2 LAINF).

103 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

104Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 5 mag. 1999, in vi­go­re dal 1° giu. 1999 (RU 1999 1752).

105 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 58 Rapporti d’attività  

1 Gli or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne pre­sen­ta­no an­nual­men­te al­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to un rap­por­to sul­la lo­ro at­ti­vi­tà in ma­te­ria di si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

2 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to sot­to­po­ne an­nual­men­te all’ap­pro­va­zio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le, en­tro la fi­ne di giu­gno, un rap­por­to sul­la sua at­ti­vi­tà dell’an­no pre­ce­den­te. Il rap­por­to, ap­pe­na ap­pro­va­to, è re­so ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.106

106 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell’all. all’O del 9 nov. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393). La cor­re­zio­ne del 21 feb. 2017 con­cer­ne sol­tan­to il te­sto fran­ce­se (RU 2017 651).

Capitolo 2: Prevenzione degli infortuni non professionali

Art. 59  

1 L’IN­SAI e gli al­tri as­si­cu­ra­to­ri ge­sti­sco­no un’isti­tu­zio­ne di di­rit­to pri­va­to chia­ma­ta «Uf­fi­cio sviz­ze­ro di pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni» (upi) il cui cam­po d’at­ti­vi­tà si esten­de a tut­to il ter­ri­to­rio na­zio­na­le.107

2 L’upi pro­muo­ve la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni non pro­fes­sio­na­li, in par­ti­co­la­re de­gli in­for­tu­ni nel­la cir­co­la­zio­ne stra­da­le, nel­lo sport e nell’eco­no­mia do­me­sti­ca:108

a.
in­for­man­do il pub­bli­co dei pe­ri­co­li d’in­for­tu­nio;
b.
con­si­glian­do al­tre or­ga­niz­za­zio­ni che s’oc­cu­pa­no del­la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni non pro­fes­sio­na­li.

3 Col­la­bo­ra con gli en­ti pub­bli­ci e le or­ga­niz­za­zio­ni con sco­pi ana­lo­ghi e coor­di­na gli sfor­zi com­piu­ti in que­sto set­to­re.

4 L’upi pre­sen­ta an­nual­men­te al Con­si­glio fe­de­ra­le, en­tro la fi­ne di lu­glio, un rap­por­to sull’at­ti­vi­tà svol­ta du­ran­te l’an­no pre­ce­den­te a ca­ri­co del pre­mio sup­ple­men­ta­re per la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni e del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li (art. 88 cpv. 2 LAINF). Il rap­por­to è re­so ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.109

107 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

108 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

109 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Titolo terzo: Esecuzione delle prescrizioni concernenti la sicurezza sul lavoro

Capitolo 1: Controlli, provvedimenti ed esecuzione

Sezione 1: Controlli

Art. 60 Consulenza  

1 Gli or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne in­for­ma­no ade­gua­ta­men­te i da­to­ri di la­vo­ro e i la­vo­ra­to­ri o i lo­ro rap­pre­sen­tan­ti nell’azien­da sui lo­ro ob­bli­ghi e sul­le lo­ro pos­si­bi­li­tà in ma­te­ria di si­cu­rez­za sul la­vo­ro.110

2 Il da­to­re di la­vo­ro ha il di­rit­to di chie­de­re con­si­gli all’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te ri­guar­do ai prov­ve­di­men­ti di si­cu­rez­za che de­ve adot­ta­re.

110 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2374).

Art. 61 Ispezione d’aziende e informazioni  

1 Le ispe­zio­ni di azien­de pos­so­no aver luo­go con o sen­za pre­av­vi­so. Il da­to­re di la­vo­ro de­ve con­sen­ti­re agli or­ga­ni ese­cu­ti­vi com­pe­ten­ti, du­ran­te le ore di la­vo­ro e, in ca­so d’ur­gen­za, an­che fuo­ri di que­ste, di ac­ce­de­re a tut­ti i lo­ca­li e po­sti di la­vo­ro, di pro­ce­de­re ad ac­cer­ta­men­ti e di pre­le­va­re cam­pio­ni.

1bis ...111

3 I da­to­ri di la­vo­ro e i la­vo­ra­to­ri de­vo­no for­ni­re agli or­ga­ni ese­cu­ti­vi ogni in­for­ma­zio­ne di cui es­si ab­bi­so­gna­no per sor­ve­glia­re l’ap­pli­ca­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro. Se so­no ne­ces­sa­rie in­da­gi­ni par­ti­co­la­ri, l’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne può esi­ge­re dal da­to­re di la­vo­ro una pe­ri­zia tec­ni­ca.

4 L’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te de­ve an­no­ta­re gli ac­cer­ta­men­ti fat­ti du­ran­te l’ispe­zio­ne e il ri­sul­ta­to dell’in­da­gi­ne.

111 In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 6 ott. 1997 (RU 1997 2374). Abro­ga­to dal n. 2 dell’all. all’O del 9 nov. 2016, con ef­fet­to dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

Art. 62 Avvertimento al datore di lavoro  

1 L’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te, se, du­ran­te un’ispe­zio­ne, ac­cer­ta un’in­fra­zio­ne al­le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, ne av­ver­te il da­to­re di la­vo­ro e gli fis­sa un con­gruo ter­mi­ne per ov­viar­vi. L’av­ver­ti­men­to de­ve es­se­re con­fer­ma­to per scrit­to al da­to­re di la­vo­ro.

2 In ca­so d’ur­gen­za, l’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne ri­nun­cia all’av­ver­ti­men­to e pren­de una de­ci­sio­ne se­con­do l’ar­ti­co­lo 64. Se so­no ne­ces­sa­ri prov­ve­di­men­ti prov­vi­sio­na­li, dev’es­ser­ne in­for­ma­ta l’au­to­ri­tà can­to­na­le in­ca­ri­ca­ta dell’as­si­sten­za giu­di­zia­ria (art. 86 cpv. 2 LAINF).

Art. 63 Denunce  

L’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te de­ve esa­mi­na­re le de­nun­ce per inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro e, qua­lo­ra sia­no fon­da­te, pro­ce­de­re se­con­do gli ar­ti­co­li 62, 64 a 69.

Sezione 2: Provvedimenti

Art. 64 Decisione 112  

1 Se non è da­to se­gui­to a un av­ver­ti­men­to, l’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te, do­po aver con­sul­ta­to il da­to­re di la­vo­ro e i la­vo­ra­to­ri di­ret­ta­men­te in­te­res­sa­ti, or­di­na i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri me­dian­te de­ci­sio­ne e fis­sa al da­to­re di la­vo­ro un con­gruo ter­mi­ne per ese­guir­li.

2 ...113

112 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 6 ott. 1997, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2374).

113 Abro­ga­to dal n. 2 dell’all. all’O del 9 nov. 2016, con ef­fet­to dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

Art. 65 Conferma d’esecuzione da parte del datore di lavoro 114  

1 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve an­nun­cia­re all’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne che ha pre­so la de­ci­sio­ne, il più tar­di al­la sca­den­za del ter­mi­ne im­par­ti­to­gli, l’at­tua­zio­ne dei prov­ve­di­men­ti or­di­na­ti.

2 Se non può os­ser­va­re il ter­mi­ne im­par­ti­to­gli de­ve, pri­ma del­la sca­den­za, pre­sen­ta­re una do­man­da mo­ti­va­ta di pro­ro­ga e in­for­mar­ne i la­vo­ra­to­ri in­te­res­sa­ti.

114 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Sezione 3: Esecuzione

Art. 66 Aumenti di premio  

1 Se il da­to­re di la­vo­ro non dà se­gui­to a una de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va o se vio­la in al­tro mo­do le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, la sua azien­da può ve­nir at­tri­bui­ta a un gra­do su­pe­rio­re del­la ta­rif­fa dei pre­mi (au­men­to di pre­mio). In ca­so d’ur­gen­za, ver­ran­no adot­ta­ti i ne­ces­sa­ri prov­ve­di­men­ti coat­ti­vi (art. 67).115

2 L’au­men­to di pre­mio è sta­bi­li­to giu­sta l’ar­ti­co­lo 113 ca­po­ver­so 2 dell’or­di­nan­za del 20 di­cem­bre 1982116 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni e or­di­na­to dall’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te, che in­di­che­rà la da­ta d’ini­zio e la du­ra­ta del­la va­li­di­tà dell’au­men­to. L’as­si­cu­ra­to­re de­ve pren­de­re im­me­dia­ta­men­te la de­ci­sio­ne d’au­men­to. Ne tra­smet­te un esem­pla­re all’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne.

3 Se ha luo­go un cam­bia­men­to di as­si­cu­ra­to­re du­ran­te il pe­rio­do di va­li­di­tà dell’au­men­to di pre­mio, il nuo­vo as­si­cu­ra­to­re de­ve ri­scuo­te­re il so­vrap­pre­mio. Pri­ma di sta­bi­li­re il pre­mio, de­ve ac­cer­tar­si dell’esi­sten­za di un even­tua­le au­men­to.117

115 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

116RS 832.202

117 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 67 Provvedimenti coattivi  

1 Se un da­to­re di la­vo­ro non dà se­gui­to ad una de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va, l’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te può, se ne­ces­sa­rio con l’aiu­to dell’au­to­ri­tà can­to­na­le (art. 68), pren­de­re i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri per il ri­pri­sti­no del­la con­so­nan­za con la leg­ge (art. 41 del­la LF del 20 dic. 1968118 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va; que­sti prov­ve­di­men­ti pos­so­no es­se­re cu­mu­la­ti con un au­men­to di pre­mio.

2 Se la vi­ta o la sa­lu­te dei la­vo­ra­to­ri è di­ret­ta­men­te e se­ria­men­te mi­nac­cia­ta, l’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te chie­de all’au­to­ri­tà can­to­na­le (art. 68) di adot­ta­re le mi­su­re prov­vi­sio­na­li pre­vi­ste nell’ar­ti­co­lo 86 ca­po­ver­so 2 del­la leg­ge. L’au­to­ri­tà can­to­na­le in­for­ma l’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te sul­le mi­su­re adot­ta­te.

Art. 68 Autorità cantonale  

I Can­to­ni de­si­gna­no l’au­to­ri­tà com­pe­ten­te per la coa­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va di cui all’ar­ti­co­lo 86 del­la leg­ge ed av­ver­to­no la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to.

Capitolo 2: Autorizzazione di deroga

Art. 69  

1 Gli or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne pos­so­no, su do­man­da scrit­ta del da­to­re di la­vo­ro, au­to­riz­za­re ec­ce­zio­nal­men­te e nel sin­go­lo ca­so ec­ce­zio­ni al­le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la si­cu­rez­za sul la­vo­ro qua­lo­ra:

a.
il da­to­re di la­vo­ro pren­da un al­tro prov­ve­di­men­to di pa­ri ef­fi­ca­cia; op­pu­re
b.
l’ap­pli­ca­zio­ne del­la pre­scri­zio­ne ca­gio­ni un ri­go­re ec­ces­si­vo e l’ec­ce­zio­ne sia com­pa­ti­bi­le con la pro­te­zio­ne dei la­vo­ra­to­ri.119

2 Pri­ma di pre­sen­ta­re la do­man­da, il da­to­re di la­vo­ro de­ve con­sul­ta­re i la­vo­ra­to­ri in­te­res­sa­ti o i lo­ro rap­pre­sen­tan­ti con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 6a. Nel­la do­man­da de­ve men­zio­na­re il ri­sul­ta­to di ta­le con­sul­ta­zio­ne.120

3 La pro­nun­cia sul­la do­man­da è no­ti­fi­ca­ta al da­to­re di la­vo­ro me­dian­te de­ci­sio­ne for­ma­le. Il da­to­re di la­vo­ro de­ve de­bi­ta­men­te co­mu­ni­ca­re ai la­vo­ra­to­ri in­te­res­sa­ti l’au­to­riz­za­zio­ne ac­cor­da­ta­gli.

4 Un or­ga­no can­to­na­le d’ese­cu­zio­ne del­la leg­ge sul la­vo­ro, se è com­pe­ten­te per ac­cor­da­re un’au­to­riz­za­zio­ne, chie­de dap­pri­ma il rap­por­to dell’or­ga­no d’ese­cu­zio­ne fe­de­ra­le e, per il tra­mi­te di que­st’ul­ti­mo, il rap­por­to dell’IN­SAI.121

119 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

120 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 1° apr. 2015, in vi­go­re dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

121 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Capitolo 3: Banca dati della Commissione di coordinamento122

122 Introdotto dal n. I dell’O del 22 nov. 2000 (RU 2000 2917). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 25 apr. 2012, in vigore dal 15 mag. 2012 (RU 20122405).

Art. 69a Banca dati inerente all’esecuzione  

1 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to prov­ve­de all’al­le­sti­men­to di un si­ste­ma au­to­ma­tiz­za­to per la ge­stio­ne dei da­ti nel qua­dro dell’ese­cu­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni sul­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro (ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne).

2 L’IN­SAI ge­sti­sce la par­te del­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne che cor­ri­spon­de al­la sua com­pe­ten­za re­la­ti­va al­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

3 La SE­CO ge­sti­sce la par­te del­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne che am­mi­ni­stra in vir­tù dell’ar­ti­co­lo 85 ca­po­ver­so 1 let­te­ra d dell’or­di­nan­za 1 del 10 mag­gio 2000123 con­cer­nen­te la leg­ge sul la­vo­ro.

Art. 69b Scopo  

La ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne ser­ve:

a.
agli or­ga­ni di ese­cu­zio­ne per ri­le­va­re, pia­ni­fi­ca­re, ap­pli­ca­re, coor­di­na­re e va­lu­ta­re le lo­ro mi­su­re di sor­ve­glian­za ed ese­cu­zio­ne;
b.
al­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to per adem­pi­re i suoi com­pi­ti, in par­ti­co­la­re quel­li di cui agli ar­ti­co­li 52–58;
c.
all’al­le­sti­men­to di va­lu­ta­zio­ni nel qua­dro del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.
Art. 69c Contenuto della banca dati inerente all’esecuzione  

La ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne con­tie­ne:

a.
da­ti sul­le com­pe­ten­ze e le at­ti­vi­tà de­gli or­ga­ni di ese­cu­zio­ne;
b.
da­ti ano­ni­miz­za­ti re­la­ti­vi ai dan­ni ri­le­va­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 79 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge;
c.
i se­guen­ti da­ti azien­da­li:
1.
nu­me­ro d’iden­ti­fi­ca­zio­ne dell’azien­da se­con­do l’or­di­nan­za del 30 giu­gno 1993124 sul Re­gi­stro del­le im­pre­se e de­gli sta­bi­li­men­ti (ORIS) o se­con­do la leg­ge fe­de­ra­le del 18 giu­gno 2010125 sul nu­me­ro d’iden­ti­fi­ca­zio­ne del­le im­pre­se (LI­DI),
2.
as­si­cu­ra­to­ri,
3.
nu­me­ro di as­si­cu­ra­zio­ne o di po­liz­za.
Art. 69d Introduzione dei dati  

1 Gli or­ga­ni di ese­cu­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 47–49 in­tro­du­co­no i da­ti di cui all’ar­ti­co­lo 69c let­te­ra a nel­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne.

2 Gli as­si­cu­ra­to­ri for­ni­sco­no i da­ti di cui all’ar­ti­co­lo 69c let­te­re b e c di­ret­ta­men­te ai ge­sto­ri del­le ban­che da­ti ine­ren­ti all’ese­cu­zio­ne di cui all’ar­ti­co­lo 69a ca­po­ver­si 2 o 3 ri­spet­ti­va­men­te tra­mi­te l’or­ga­no che ge­sti­sce i da­ti se­con­do l’ar­ti­co­lo 79 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge.

Art. 69e Autorizzazione di accesso  

1 Gli or­ga­ni di ese­cu­zio­ne e la se­gre­te­ria del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to han­no l’au­to­riz­za­zio­ne di ac­ces­so.

2 Ai da­ti azien­da­li di cui all’ar­ti­co­lo 69c let­te­ra c pos­so­no ac­ce­de­re, ol­tre al­la se­gre­te­ria del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to, uni­ca­men­te gli or­ga­ni di ese­cu­zio­ne del­la LL.

3 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to di­sci­pli­na i det­ta­gli con­cer­nen­ti le au­to­riz­za­zio­ni di ac­ces­so. Que­ste ul­ti­me de­vo­no es­se­re li­mi­ta­te nel­la mi­su­ra ne­ces­sa­ria, in par­ti­co­la­re a pro­te­zio­ne dei da­ti per­so­na­li o spe­ci­fi­ci all’azien­da, non­ché in con­si­de­ra­zio­ne di pos­si­bi­li con­flit­ti d’in­te­res­se.

Art. 69f Comunicazione di dati a terzi  

1 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to può met­te­re da­ti ano­ni­miz­za­ti a di­spo­si­zio­ne di au­to­ri­tà, or­ga­niz­za­zio­ni e pri­va­ti, per le lo­ro va­lu­ta­zio­ni. A tal fi­ne può con­se­gna­re agli in­te­res­sa­ti estrat­ti del­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne o ri­la­scia­re au­to­riz­za­zio­ni di ac­ces­so li­mi­ta­te.

2 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to ga­ran­ti­sce che la co­mu­ni­ca­zio­ne di da­ti a ter­zi non per­met­ta di ri­sa­li­re in par­ti­co­la­re all’iden­ti­tà del­le azien­de re­gi­stra­te nel­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne, del­le au­to­ri­tà coin­vol­te, de­gli as­si­cu­ra­ti o de­gli as­si­cu­ra­to­ri.

Art. 69g Protezione dalla perdita di dati, protocollo e sicurezza dei dati  

1 Gli or­ga­ni au­to­riz­za­ti all’in­tro­du­zio­ne e all’ela­bo­ra­zio­ne dei da­ti non­ché al lo­ro ac­ces­so adot­ta­no i prov­ve­di­men­ti tec­ni­ci e or­ga­niz­za­ti­vi af­fin­ché i lo­ro da­ti sia­no pro­tet­ti dal­la per­di­ta, da qual­sia­si trat­ta­men­to e con­sul­ta­zio­ne il­le­ci­ti, co­me pu­re dal­la sot­tra­zio­ne.

2 I ge­sto­ri del­le ban­che da­ti ine­ren­ti all’ese­cu­zio­ne di cui all’ar­ti­co­lo 69a ca­po­ver­si 2 e 3 de­vo­no prov­ve­de­re af­fin­ché, in ca­so di ac­ces­so a da­ti ri­le­van­ti re­la­ti­vi a dan­ni o ad azien­de (art. 69c lett. b e c), sia­no re­gi­stra­ti au­to­ma­ti­ca­men­te nel pro­to­col­lo i no­mi de­gli uten­ti e la da­ta di ac­ces­so al­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne. Su ri­chie­sta, l’IN­SAI o la SE­CO for­ni­sco­no agli as­si­cu­ra­to­ri estrat­ti di que­sti pro­to­col­li.

Art. 69h Mandati di prestazione per la gestione della banca dei dati inerente all’esecuzione  

La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to può sti­pu­la­re man­da­ti di pre­sta­zio­ne con gli or­ga­ni pre­po­sti al­la ge­stio­ne del­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne (art. 69a cpv. 2 e 3) in me­ri­to a sin­go­li aspet­ti, in par­ti­co­la­re ai lo­ro com­pi­ti e al­le lo­ro in­den­ni­tà.

Art. 69i Diritto all’informazione  

1 Le azien­de han­no il di­rit­to di chie­de­re in­for­ma­zio­ni sui da­ti che le con­cer­no­no all’or­ga­no pre­po­sto al­la ge­stio­ne del­la ban­ca dei da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne (art. 69a) o agli or­ga­ni di ese­cu­zio­ne com­pe­ten­ti.

2 L’or­ga­no pre­po­sto al­la ge­stio­ne del­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne o l’or­ga­no di ese­cu­zio­ne com­pe­ten­te ren­do­no no­to in mo­do com­ple­to, gra­tui­ta­men­te e di re­go­la per scrit­to il con­te­nu­to dei da­ti en­tro 30 gior­ni dal ri­ce­vi­men­to del­la ri­chie­sta d’in­for­ma­zio­ne.

3 Gli aven­ti di­rit­to all’in­for­ma­zio­ne pos­so­no chie­de­re la ret­ti­fi­ca, il com­ple­ta­men­to o l’eli­mi­na­zio­ne dal­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne di da­ti non cor­ret­ti che li con­cer­no­no.

Art. 69j Qualità dei dati e rettifica  

1 Per l’esat­tez­za, l’ag­gior­na­men­to e la com­ple­tez­za dei da­ti è com­pe­ten­te l’or­ga­no che for­ni­sce i da­ti o che li in­tro­du­ce nel­la ban­ca da­ti ine­ren­te all’ese­cu­zio­ne.

2 Se gli aven­ti di­rit­to all’in­for­ma­zio­ne o all’ac­ces­so con­sta­ta­no re­gi­stra­zio­ni er­ra­te o non ag­gior­na­te, la se­gre­te­ria del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to or­di­na la ret­ti­fi­ca dei da­ti cor­ri­spon­den­ti.

Titolo quarto: Prevenzione nel settore della medicina del lavoro

Capitolo 1: Assoggettamento

Art. 70  

1 Per pre­ve­ni­re ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li, pro­prie di de­ter­mi­na­te ca­te­go­rie d’azien­de o ge­ne­ri di la­vo­ro, co­me an­che per pre­ve­ni­re cer­ti ri­schi d’in­for­tu­ni ine­ren­ti al­la per­so­na del la­vo­ra­to­re, l’IN­SAI può, me­dian­te de­ci­sio­ne, as­sog­get­ta­re un’azien­da, una par­te di es­sa o un la­vo­ra­to­re al­le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne nel set­to­re del­la me­di­ci­na del la­vo­ro.

2 All’at­to dell’as­sog­get­ta­men­to, l’IN­SAI de­ve te­ner con­to del­la na­tu­ra dei la­vo­ri ese­gui­ti, dell’espe­rien­za ac­qui­si­ta e dei ri­tro­va­ti scien­ti­fi­ci. Se le con­di­zio­ni d’eser­ci­zio non so­no sta­te sta­bi­li­te con suf­fi­cien­te chia­rez­za o se l’im­por­tan­za del ri­schio non può es­se­re pre­vi­sta, l’as­sog­get­ta­men­to può es­se­re de­ci­so a ti­to­lo prov­vi­so­rio per una du­ra­ta di quat­tro an­ni al mas­si­mo.

3 Il Di­par­ti­men­to, udi­ta la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to e le or­ga­niz­za­zio­ni in­te­res­sa­te, può ema­na­re pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li in de­ter­mi­na­te ca­te­go­rie d’azien­de o per cer­ti ge­ne­ri di la­vo­ro, co­me an­che sul­la pre­ven­zio­ne di ri­schi par­ti­co­la­ri d’in­for­tu­nio ine­ren­ti al­la per­so­na del la­vo­ra­to­re.

Capitolo 2: Visite profilattiche

Art. 71 In generale  

1 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve prov­ve­de­re af­fin­ché i la­vo­ra­to­ri cui si ap­pli­ca­no le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne nel set­to­re del­la me­di­ci­na del la­vo­ro ven­ga­no sot­to­po­sti a vi­si­te me­di­che pro­fi­lat­ti­che. La vi­si­ta pro­fi­lat­ti­ca de­ve inol­tre es­se­re pro­po­sta all’IN­SAI nel ca­so di so­spet­to di un pe­ri­co­lo ac­cre­sciu­to per il la­vo­ra­to­re.

2 L’IN­SAI de­ter­mi­na il ge­ne­re del­le vi­si­te e ne sor­ve­glia lo svol­gi­men­to.

3 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve af­fi­da­re l’ese­cu­zio­ne di ta­li vi­si­te al me­di­co più vi­ci­no che pos­sa prov­ve­der­vi. L’IN­SAI può an­che ese­guir­le di­ret­ta­men­te o far­le ese­gui­re.

4 Do­po ogni vi­si­ta, il me­di­co tra­smet­te all’IN­SAI il rap­por­to chie­sto­gli, nel qua­le co­mu­ni­ca il suo pa­re­re ri­guar­do all’ido­nei­tà del la­vo­ra­to­re (art. 78). Il me­di­co in­for­ma sen­za in­du­gio l’IN­SAI se sus­si­sto­no mo­ti­vi per ri­te­ne­re che il la­vo­ra­to­re deb­ba ces­sa­re im­me­dia­ta­men­te l’eser­ci­zio dell’at­ti­vi­tà pe­ri­co­lo­sa.

Art. 72 Visita d’entrata  

1 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve an­nun­cia­re all’IN­SAI, il più tar­di 30 gior­ni do­po l’en­tra­ta in ser­vi­zio, ogni nuo­vo la­vo­ra­to­re cui si ap­pli­ca­no le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne nel set­to­re del­la me­di­ci­na del la­vo­ro. L’IN­SAI ri­scon­tra se il la­vo­ra­to­re già sta­to og­get­to di una de­ci­sio­ne ri­guar­do al­la sua ido­nei­tà ad ese­gui­re i la­vo­ri per­ti­nen­ti (art. 78) e co­mu­ni­ca al da­to­re di la­vo­ro se oc­cor­re pro­ce­de­re a una vi­si­ta d’en­tra­ta. L’IN­SAI può au­to­riz­za­re de­ro­ghe all’ob­bli­go d’an­nun­cia­re i nuo­vi la­vo­ra­to­ri.

2 I la­vo­ra­to­ri cui si ap­pli­ca­no le pre­scri­zio­ni sul­le vi­si­te pro­fi­lat­ti­che e che non so­no sta­ti og­get­to di una de­ci­sio­ne sul­la lo­ro ido­nei­tà de­vo­no es­se­re vi­si­ta­ti il più tar­di 30 gior­ni do­po il ri­ce­vi­men­to del­la co­mu­ni­ca­zio­ne dell’IN­SAI.

3 I la­vo­ra­to­ri chia­ma­ti a svol­ge­re la­vo­ri in con­di­zio­ni di so­vrap­pres­sio­ne qua­li la­vo­ri di co­stru­zio­ne in aria com­pres­sa e la­vo­ri in im­mer­sio­ne de­vo­no im­me­dia­ta­men­te es­se­re an­nun­cia­ti. La vi­si­ta d’en­tra­ta de­ve aver luo­go pri­ma dell’en­tra­ta in ser­vi­zio. Il la­vo­ra­to­re non de­ve es­se­re oc­cu­pa­to in ta­li la­vo­ri pri­ma che la Su­va si sia pro­nun­cia­ta in me­ri­to.126

4 L’IN­SAI può an­che fa­re ef­fet­tua­re vi­si­te d’en­tra­ta pri­ma dell’ini­zio dei la­vo­ri per al­tre at­ti­vi­tà e espo­si­zio­ni o ef­fet­tuar­le es­so stes­so, se la­vo­ri di cor­ta du­ra­ta pos­so­no già met­te­re in pe­ri­co­lo il la­vo­ra­to­re o se la de­ci­sio­ne sul­la sua ido­nei­tà è ri­le­van­te per con­ti­nua­re la for­ma­zio­ne del la­vo­ra­to­re.127

126 Nuo­vo te­sto giu­sta l’art. 61 dell’O del 15 apr. 2015 sul­la si­cu­rez­za dei la­vo­ra­to­ri nei la­vo­ri in con­di­zio­ni di so­vrap­pres­sio­ne, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1187).

127In­tro­dot­to dal n. I dell’O del 1° giu. 1993, in vi­go­re dal 1° lug. 1993 (RU 1993 1895).

Art. 73 Visita di controllo  

1 Se­con­do il ri­sul­ta­to del­la vi­si­ta me­di­ca e le con­di­zio­ni di la­vo­ro, l’lN­SAI pre­scri­ve vi­si­te di con­trol­lo pe­rio­di­che.128

2 I la­vo­ra­to­ri che, al­la da­ta fis­sa­ta per una vi­si­ta di con­trol­lo, non eser­ci­ta­no un la­vo­ro sot­to­po­sto al con­trol­lo ob­bli­ga­to­rio, de­vo­no es­se­re esa­mi­na­ti sol­tan­to qua­lo­ra ven­ga­no rias­se­gna­ti a ta­li la­vo­ri. In que­sto ca­so la vi­si­ta di con­trol­lo de­ve aver luo­go en­tro 30 gior­ni do­po la ri­pre­sa dell’at­ti­vi­tà in cau­sa.

128 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 74 Controlli a esposizione cessata 129  

Se lo esi­go­no mo­ti­vi di na­tu­ra me­di­ca, l’IN­SAI può or­di­na­re che il la­vo­ra­to­re ven­ga sot­to­po­sto a con­trol­li me­di­ci do­po la ces­sa­zio­ne dell’at­ti­vi­tà no­ci­va al­la sa­lu­te.

129 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 75 Indennità  

L’IN­SAI rim­bor­sa al la­vo­ra­to­re le spe­se ne­ces­sa­rie di viag­gio, di vit­to e di al­log­gio ca­gio­na­te dal­le vi­si­te pro­fi­lat­ti­che e com­pen­sa la sua per­di­ta di sa­la­rio nei li­mi­ti del gua­da­gno mas­si­mo as­si­cu­ra­to (art. 15 LAINF).

Art. 76 Libretti di controllo  

1 Per i la­vo­ra­to­ri cui si ap­pli­ca­no le pre­scri­zio­ni sul­le vi­si­te pro­fi­lat­ti­che e che so­no espo­sti a ri­schi par­ti­co­la­ri, l’IN­SAI può in­tro­dur­re li­bret­ti per­so­na­li di con­trol­lo.130

2 Il da­to­re di la­vo­ro de­ve iscri­ve­re nel li­bret­to la na­tu­ra del pe­ri­co­lo e il pe­rio­do du­ran­te il qua­le il la­vo­ra­to­re vi è sta­to espo­sto. L’IN­SAI vi re­gi­stra le de­ci­sio­ni ri­guar­dan­ti l’ido­nei­tà del la­vo­ra­to­re (art. 78) e la da­ta del­la pros­si­ma vi­si­ta di con­trol­lo o del pros­si­mo con­trol­lo a espo­si­zio­ne ces­sa­ta.131

3 Il da­to­re di la­vo­ro con­ser­va il li­bret­to di con­trol­lo. Al­lo scio­gli­men­to dei rap­por­ti di la­vo­ro, lo con­se­gna al la­vo­ra­to­re, per il nuo­vo da­to­re di la­vo­ro.

130 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

131 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 77 Inosservanza delle norme concernenti le visite mediche  

1 Se la vi­si­ta d’en­tra­ta o di con­trol­lo non ha luo­go en­tro il ter­mi­ne sta­bi­li­to il la­vo­ra­to­re non può es­se­re as­se­gna­to a un la­vo­ro pe­ri­co­lo­so, né con­ti­nua­re ad es­ser­lo, fin­tan­to che non ha su­bi­to la vi­si­ta e che l’IN­SAI non si sia pro­nun­cia­to ri­guar­do al­la sua ido­nei­tà (art. 78).

2 Se il la­vo­ra­to­re si sot­trae a una vi­si­ta pro­fi­lat­ti­ca e con­trae suc­ces­si­va­men­te una cor­ri­spon­den­te ma­lat­tia pro­fes­sio­na­le op­pu­re se que­sta si ag­gra­va o se il la­vo­ra­to­re su­bi­sce un in­for­tu­nio pro­fes­sio­na­le a cau­sa di un ri­schio ine­ren­te al­la sua per­so­na, le pre­sta­zio­ni pe­cu­nia­rie gli so­no ri­dot­te o ri­fiu­ta­te giu­sta l’ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­so 1 LP­GA.132

132 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023921).

Capitolo 3: Esclusione di lavoratori in pericolo

Art. 78 Decisione concernente l’idoneità di un lavoratore  

1 L’IN­SAI può de­ci­de­re di esclu­de­re da un la­vo­ro pe­ri­co­lo­so un la­vo­ra­to­re cui si ap­pli­ca­no le pre­scri­zio­ni sul­la pre­ven­zio­ne nel set­to­re del­la me­di­ci­na del la­vo­ro (ini­do­nei­tà) o au­to­riz­zar­lo ad ese­gui­re ta­le la­vo­ro a de­ter­mi­na­te con­di­zio­ni (ido­nei­tà con­di­zio­na­le). Una co­pia del­la de­ci­sio­ne è tra­smes­sa al da­to­re di la­vo­ro. Se il la­vo­ra­to­re è in gra­do d’ese­gui­re sen­za con­di­zio­ne al­cu­na il la­vo­ro con­si­de­ra­to (ido­nei­tà), l’IN­SAI ne in­for­ma il la­vo­ra­to­re e il da­to­re di la­vo­ro.

2 L’ini­do­nei­tà può es­se­re pro­nun­cia­ta sol­tan­to se la sa­lu­te del la­vo­ra­to­re è se­ria­men­te mi­nac­cia­ta dal­la pro­se­cu­zio­ne dell’at­ti­vi­tà eser­ci­ta­ta fi­no a quel mo­men­to. Es­sa può es­se­re tem­po­ra­nea o per­ma­nen­te. La de­ci­sio­ne de­ve ri­chia­ma­re l’at­ten­zio­ne del la­vo­ra­to­re sul­le pos­si­bi­li­tà di es­se­re con­si­glia­to e in­den­niz­za­to (art. 82, 83 e 86).133

3134

133 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

134Abro­ga­to dall’art. 140 cpv. 2 dell’O del 22 giu. 1994 sul­la ra­dio­pro­te­zio­ne, con ef­fet­to dal 1° ott. 1994 (RU 19941947).

Art. 79 Obbligo d’annunciare 135  

Gli al­tri or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne, gli as­si­cu­ra­to­ri e i da­to­ri di la­vo­ro an­nun­cia­no all’IN­SAI i la­vo­ra­to­ri ai qua­li sem­bra­no ap­pli­ca­bi­li le pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti l’esclu­sio­ne an­che se si trat­ta di la­vo­ra­to­ri di un’azien­da non as­sog­get­ta­ta al­le nor­me sul­la pre­ven­zio­ne nel set­to­re del­la me­di­ci­na del la­vo­ro.

135 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 80 Effetti delle decisioni  

1 La de­ci­sio­ne, se ac­cer­ta l’ido­nei­tà, è va­li­da si­no al­la da­ta o si­no al­la sca­den­za del ter­mi­ne sta­bi­li­ti per una nuo­va vi­si­ta di con­trol­lo (art. 73). La va­li­di­tà ces­sa pe­rò in an­ti­ci­po se nel frat­tem­po l’ido­nei­tà è mes­sa in dub­bio in se­gui­to a sin­to­mi di ma­lat­tia o ad in­for­tu­nio.136 In que­sto ca­so, il da­to­re di la­vo­ro de­ve in­for­ma­re l’IN­SAI.

2 Se la de­ci­sio­ne ac­cer­ta un’ido­nei­tà con­di­zio­na­le, il la­vo­ra­to­re de­ve ri­spet­ta­re le con­di­zio­ni im­po­ste­gli per pro­teg­ge­re la sa­lu­te.

3 Se la de­ci­sio­ne ac­cer­ta un’ini­do­nei­tà tem­po­ra­nea o per­ma­nen­te, il la­vo­ra­to­re non de­ve ini­zia­re il la­vo­ro pe­ri­co­lo­so o de­ve at­ten­de­re la sca­den­za del ter­mi­ne sta­bi­li­to.137 Se è già as­se­gna­to a un la­vo­ro di sif­fat­to ge­ne­re, de­ve ab­ban­do­nar­lo nel ter­mi­ne sta­bi­li­to dall’IN­SAI.

4 Il da­to­re di la­vo­ro è so­li­dal­men­te re­spon­sa­bi­le dell’ese­cu­zio­ne del­la de­ci­sio­ne.

136 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

137 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 81 Inosservanza di una decisione 138  

Se il la­vo­ra­to­re di­sat­ten­de una de­ci­sio­ne con­cer­nen­te la sua ido­nei­tà e con­trae o ag­gra­va per­tan­to la cor­ri­spon­den­te ma­lat­tia pro­fes­sio­na­le op­pu­re se su­bi­sce un in­for­tu­nio pro­fes­sio­na­le a cau­sa di un ri­schio ine­ren­te al­la sua per­so­na, le pre­sta­zio­ni pe­cu­nia­rie gli so­no ri­dot­te o ri­fiu­ta­te giu­sta l’ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­so 1 LP­GA.

138 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023921).

Capitolo 4: Diritti del lavoratore

Sezione 1: Consulenza personale

Art. 82  

Il la­vo­ra­to­re, che è du­re­vol­men­te o tem­po­ra­nea­men­te esclu­so da un la­vo­ro, può chie­de­re con­si­glio all’IN­SAI. Que­st’ul­ti­mo de­ve in­for­mar­lo esau­sti­va­men­te sul­la por­ta­ta pra­ti­ca dell’esclu­sio­ne e in­di­car­gli gli or­ga­ni­smi cui può ri­vol­ger­si per cer­car­si un im­pie­go ade­gua­to.

Art. 82a Emolumenti 139  

La re­go­la­men­ta­zio­ne con­for­me­men­te all’ar­ti­co­lo 72a dell’or­di­nan­za del 20 di­cem­bre 1982140 sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni si ap­pli­ca per ana­lo­gia.

139 In­tro­dot­to dal n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3921).

140 RS 832.202

Sezione 2: Indennità giornaliera di transizione

Art. 83 Diritto  

Il la­vo­ra­to­re, che è esclu­so du­re­vol­men­te o tem­po­ra­nea­men­te da un la­vo­ro, ri­ce­ve un’in­den­ni­tà gior­na­lie­ra se l’esclu­sio­ne gli ca­gio­na, a bre­ve ter­mi­ne, gra­vi dif­fi­col­tà eco­no­mi­che, se­gna­ta­men­te do­ven­do ab­ban­do­na­re l’im­pie­go e non aven­do più di­rit­to al sa­la­rio.

Art. 84 Importo e durata  

1 L’in­den­ni­tà gior­na­lie­ra di tran­si­zio­ne cor­ri­spon­de all’in­te­ra in­den­ni­tà gior­na­lie­ra pre­vi­sta all’ar­ti­co­lo 17 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge.

2 Es­sa è ver­sa­ta du­ran­te quat­tro me­si al mas­si­mo.

Art. 85 Pagamento  

1 L’in­den­ni­tà gior­na­lie­ra di tran­si­zio­ne è pa­ga­ta men­sil­men­te e po­sti­ci­pa­ta­men­te.

2141

141 Abro­ga­to dal n. I dell’O dell’11 set. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3921).

Sezione 3: Indennità per cambiamento d’occupazione 142

142 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vigore dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 86 Diritto  

1 Il la­vo­ra­to­re che è de­fi­ni­ti­va­men­te o tem­po­ra­nea­men­te esclu­so da un la­vo­ro o che è sta­to di­chia­ra­to sol­tan­to con­di­zio­nal­men­te ido­neo a svol­ger­lo ri­ce­ve dall’as­si­cu­ra­to­re un’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne qua­lo­ra:143

a.
a ca­gio­ne del­la de­ci­sio­ne, no­no­stan­te la con­su­len­za in­di­vi­dua­le, l’ero­ga­zio­ne di una in­den­ni­tà gior­na­lie­ra di tran­si­zio­ne e l’im­pe­gno che da lui può es­se­re ra­gio­ne­vol­men­te pre­te­so af­fin­ché com­pen­si lo svan­tag­gio eco­no­mi­co sul mer­ca­to del la­vo­ro, le sue pos­si­bi­li­tà di gua­da­gno ri­man­ga­no con­si­de­re­vol­men­te ri­dot­te;
b.144
ab­bia eser­ci­ta­to, pres­so un da­to­re di la­vo­ro as­sog­get­ta­to all’as­si­cu­ra­zio­ne, l’at­ti­vi­tà pe­ri­co­lo­sa du­ran­te al­me­no 300 gior­ni nel cor­so dei due an­ni im­me­dia­ta­men­te pre­ce­den­ti l’ema­na­zio­ne del­la de­ci­sio­ne o il cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne ef­fet­ti­va­men­te av­ve­nu­to per mo­ti­vi me­di­ci;
c.
pre­sen­ti all’as­si­cu­ra­to­re del da­to­re di la­vo­ro che l’oc­cu­pa­va al mo­men­to in cui è sta­ta pre­sa la de­ci­sio­ne una do­man­da cor­ri­spon­den­te en­tro un pe­rio­do di due an­ni a con­ta­re dal mo­men­to in cui la de­ci­sio­ne è cre­sciu­ta in giu­di­ca­to op­pu­re dal mo­men­to in cui si è estin­to il di­rit­to a un’in­den­ni­tà gior­na­lie­ra di tran­si­zio­ne.

2 Se du­ran­te il ter­mi­ne bien­na­le pre­vi­sto nel ca­po­ver­so 1 let­te­ra b il la­vo­ra­to­re è sta­to im­pe­di­to di eser­ci­ta­re l’at­ti­vi­tà pe­ri­co­lo­sa du­ran­te più di un me­se a ca­gio­ne di ma­lat­tia, di ma­ter­ni­tà, di in­for­tu­nio, di ser­vi­zio mi­li­ta­re o di di­soc­cu­pa­zio­ne, il ter­mi­ne è pro­lun­ga­to di un pe­rio­do equi­va­len­te a quel­lo dell’im­pe­di­men­to.145

3 Il la­vo­ra­to­re, se non ha eser­ci­ta­to l’at­ti­vi­tà pe­ri­co­lo­sa du­ran­te il pe­rio­do di 300 gior­ni pre­vi­sto nel ca­po­ver­so 1 let­te­ra b uni­ca­men­te poi­ché il ge­ne­re di ta­le la­vo­ro lo esclu­de­va pra­ti­ca­men­te, ha non­di­me­no di­rit­to all’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne se ha eser­ci­ta­to re­go­lar­men­te que­sta at­ti­vi­tà.146

143 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

144 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

145 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

146 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 87 Importo e durata 147  

1 L’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne am­mon­ta all’80 per cen­to del­la per­di­ta di sa­la­rio su­bi­ta dal la­vo­ra­to­re sul mer­ca­to del la­vo­ro a ca­gio­ne dell’esclu­sio­ne tem­po­ra­nea o per­ma­nen­te dal la­vo­ro pe­ri­co­lo­so o del­la de­ci­sio­ne di ido­nei­tà con­di­zio­na­le. È con­si­de­ra­to sa­la­rio il gua­da­gno as­si­cu­ra­to giu­sta l’ar­ti­co­lo 15 del­la leg­ge.

2 Se il be­ne­fi­cia­rio di un’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne ri­ce­ve suc­ces­si­va­men­te in­den­ni­tà gior­na­lie­re op­pu­re una ren­di­ta per i po­stu­mi di un in­for­tu­nio o di una ma­lat­tia pro­fes­sio­na­li con­nes­si con l’at­ti­vi­tà co­sti­tuen­te og­get­to del­la de­ci­sio­ne, l’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne può es­se­re com­pu­ta­ta, in­te­gral­men­te o par­zial­men­te, in ta­li pre­sta­zio­ni.

3 L’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne è pa­ga­ta du­ran­te quat­tro an­ni al mas­si­mo.

147 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 88 Versamento 148  

L’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne è ver­sa­ta ogni me­se in an­ti­ci­po.

148 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Sezione 4: Riduzione dell’indennità giornaliera di transizione o dell’indennità per cambiamento d’occupazione 149

149 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vigore dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 89  

1 L’in­den­ni­tà gior­na­lie­ra di tran­si­zio­ne o l’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne, se con­cor­ren­te con al­tre pre­sta­zio­ni di as­si­cu­ra­zio­ni so­cia­li, è ri­dot­ta giu­sta l’ar­ti­co­lo 69 LP­GA.150

2 L’in­den­ni­tà per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne è ri­dot­ta o ri­fiu­ta­ta giu­sta l’ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­si 1 e 4 LP­GA se l’aven­te di­rit­to ha ag­gra­va­to la sua si­tua­zio­ne sul mer­ca­to del la­vo­ro:151

a.
non os­ser­van­do le pre­scri­zio­ni sul­le vi­si­te pro­fi­lat­ti­che nel set­to­re del­la me­di­ci­na del la­vo­ro;
b.
non ab­ban­do­nan­do l’at­ti­vi­tà vie­ta­ta, o
c.
di­sat­ten­den­do una de­ci­sio­ne d’ido­nei­tà con­di­zio­na­le.

150 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023921).

151 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O dell’11 set. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2003 (RU 20023921).

Titolo quinto: Finanziamento

Capitolo 1: Sicurezza sul lavoro

Art. 90 Spese a carico del datore di lavoro 152  

Il da­to­re di la­vo­ro sop­por­ta le spe­se dei prov­ve­di­men­ti che de­ve adot­ta­re per ga­ran­ti­re la si­cu­rez­za sul la­vo­ro co­me an­che le spe­se de­gli even­tua­li prov­ve­di­men­ti coat­ti­vi.

152 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 91 Spese coperte dal premio supplementare  

Il pre­mio sup­ple­men­ta­re per la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni e del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li (art. 87 LAINF) co­pre le spe­se se­guen­ti:

a.
le spe­se de­gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi del­la leg­ge sul la­vo­ro, per la sor­ve­glian­za eser­ci­ta­ta, in vir­tù del­la pre­sen­te or­di­nan­za, sull’ap­pli­ca­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni di si­cu­rez­za sul la­vo­ro nel­le azien­de, ec­cet­tua­te le spe­se cau­sa­te dal­la pro­ce­du­ra d’ap­pro­va­zio­ne dei pia­ni e di per­mes­so d’eser­ci­zio (art. 7 e 8 LL);
b.
le spe­se dell’IN­SAI per:
1.
l’at­ti­vi­tà che svol­ge, in vir­tù del­la pre­sen­te or­di­nan­za e di al­tre pre­scri­zio­ni di di­rit­to fe­de­ra­le, nel cam­po del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro;
2.
la se­gre­te­ria del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to;
3.
la ge­stio­ne del pre­mio sup­ple­men­ta­re per la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni e del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li;
c.153
le spe­se del­le or­ga­niz­za­zio­ni spe­cia­liz­za­te (art. 51) per l’at­ti­vi­tà svol­ta nel cam­po del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro, in vir­tù del con­trat­to con l’lN­SAI;
d.
le spe­se del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to;
e.
le spe­se de­gli as­si­cu­ra­to­ri per l’ese­cu­zio­ne di man­da­ti spe­cia­li del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to;
f.154
le spe­se de­gli or­ga­ni d’ese­cu­zio­ne per l’ap­pli­ca­zio­ne del­la leg­ge fe­de­ra­le del 12 giu­gno 2009155 sul­la si­cu­rez­za dei pro­dot­ti nell’am­bi­to del­la si­cu­rez­za sul la­vo­ro.

153 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

154 In­tro­dot­ta dal n. II1 dell’O del 27 mar. 2002 (RU 2002853). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 9 dell’all. 4 all’O del 19 mag. 2010 sul­la si­cu­rez­za dei pro­dot­ti, in vi­go­re dal 1° lug. 2010 (RU 2010 2583).

155 RS 930.11

Art. 92 Destinazione dei premi supplementari 156  

1 La de­sti­na­zio­ne dei pre­mi sup­ple­men­ta­ri si ba­sa sul­le de­ci­sio­ni del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to.

2 LʼIN­SAI am­mi­ni­stra i pre­mi sup­ple­men­ta­ri su in­ca­ri­co del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to e tie­ne una con­ta­bi­li­tà se­pa­ra­ta ap­po­si­ta­men­te con­tras­se­gna­ta. Que­st’ul­ti­ma va tra­smes­sa ogni an­no, en­tro la fi­ne di giu­gno dell’an­no suc­ces­si­vo, cor­re­da­ta di rap­por­to, al Con­si­glio fe­de­ra­le per ap­pro­va­zio­ne.

3 I det­ta­gli dell’am­mi­ni­stra­zio­ne de­vo­no es­se­re di­sci­pli­na­ti in un con­trat­to sti­pu­la­to tra la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to e lʼIN­SAI.

4 Il rap­por­to ap­pro­va­to è re­so ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.

156 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell’all. all’O del 9 nov. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4393).

Art. 93 Preventivo  

1 Gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi pre­sen­ta­no ogni an­no al­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to, en­tro una da­ta sta­bi­li­ta da que­st’ul­ti­ma, il pro­prio pre­ven­ti­vo per l’an­no suc­ces­si­vo.

2 Gli as­si­cu­ra­to­ri no­ti­fi­ca­no an­nual­men­te al­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to, en­tro una da­ta sta­bi­li­ta da que­st’ul­ti­ma, i pre­mi net­ti pro­ba­bi­li per l’an­no suc­ces­si­vo.

3 Sul fon­da­men­to dei da­ti ot­te­nu­ti con­for­me­men­te ai ca­po­ver­si 1 e 2, la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to al­le­sti­sce il pro­prio pre­ven­ti­vo.

4 Il pre­ven­ti­vo del­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to ser­ve a de­ter­mi­na­re la som­ma e il pa­ga­men­to del­le in­den­ni­tà agli or­ga­ni ese­cu­ti­vi e a pre­pa­ra­re la pro­po­sta al Con­si­glio fe­de­ra­le per un’even­tua­le mo­di­fi­ca­zio­ne del pre­mio sup­ple­men­ta­re.

Art. 94 Fissazione del premio supplementare 157  

Il Con­si­glio fe­de­ra­le fis­sa il pre­mio sup­ple­men­ta­re in un’or­di­nan­za spe­cia­le. In ge­ne­ra­le, il pre­mio sup­ple­men­ta­re è ade­gua­to al­le cir­co­stan­ze ogni quin­quen­nio.

157 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 95 Versamento del premio supplementare  

1 Gli as­si­cu­ra­to­ri ver­sa­no all’IN­SAI i pre­mi sup­ple­men­ta­ri al­la fi­ne del tri­me­stre suc­ces­si­vo al lo­ro in­cas­so.

2 Gli as­si­cu­ra­to­ri de­vo­no fa­re esa­mi­na­re an­nual­men­te, da un or­ga­no di con­trol­lo ester­no, la ri­scos­sio­ne e il ver­sa­men­to del pre­mio sup­ple­men­ta­re. Il rap­por­to di que­st’or­ga­no de­ve al­me­no re­ca­re in­for­ma­zio­ni cir­ca l’am­mon­ta­re del pre­mio sup­ple­men­ta­re ri­scos­so e dei cor­ri­spon­den­ti pre­mi net­ti. Es­so de­ve es­se­re con­se­gna­to al­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to en­tro la fi­ne di giu­gno dell’an­no suc­ces­si­vo a quel­lo dell’eser­ci­zio con­ta­bi­le.158

158 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 96 Indennizzo degli organi esecutivi  

1 Gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi pre­sen­ta­no tri­me­stral­men­te al­la com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to un con­teg­gio sul­le lo­ro spe­se cor­re­da­to dei giu­sti­fi­ca­ti­vi.

2 Se i con­teg­gi non sol­le­va­no obie­zio­ne al­cu­na, gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi in­te­res­sa­ti so­no in­den­niz­za­ti con­for­me­men­te all’or­di­na­men­to del­le in­den­ni­tà (art. 54).

3 La com­mis­sio­ne di coor­di­na­men­to può pro­ce­de­re da sé al­la re­vi­sio­ne dei con­teg­gi de­gli or­ga­ni ese­cu­ti­vi op­pu­re far­li esa­mi­na­re da un or­ga­no di re­vi­sio­ne.

Art. 97 Esenzione dal premio supplementare  

Le eco­no­mie do­me­sti­che pri­va­te so­no esen­ta­te dall’ob­bli­go di pa­ga­re il pre­mio sup­ple­men­ta­re per la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni e del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li.

Capitolo 2: Prevenzione degli infortuni non professionali

Art. 98 Calcolo del premio supplementare  

1 Il pre­mio sup­ple­men­ta­re per la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni non pro­fes­sio­na­li (art. 88 cpv. 2 LAINF) de­ve es­se­re cal­co­la­to in mo­do da con­sen­ti­re agli as­si­cu­ra­to­ri par­te­ci­pan­ti al­la ge­stio­ne dell’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni il pa­ga­men­to al­me­no del­la lo­ro quo­ta par­te an­nua all’upi (art. 59).159

2 L’IN­SAI e gli al­tri as­si­cu­ra­to­ri pre­sen­ta­no al Con­si­glio fe­de­ra­le pro­po­ste con­cer­nen­ti l’en­ti­tà del pre­mio sup­ple­men­ta­re. Il Con­si­glio fe­de­ra­le con­sul­ta le or­ga­niz­za­zio­ni in­te­res­sa­te.

159 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 99 Fissazione del premio supplementare 160  

Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce il pre­mio sup­ple­men­ta­re in un’or­di­nan­za spe­cia­le. In ge­ne­ra­le, il sup­ple­men­to è ade­gua­to al­le cir­co­stan­ze ogni quin­quen­nio.

160 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 100 Destinazione del premio supplementare  

1 Gli as­si­cu­ra­to­ri pos­so­no uti­liz­za­re il pre­mio sup­ple­men­ta­re uni­ca­men­te per:

a.161
pa­ga­re la pro­pria ali­quo­ta all’upi;
b.
fi­nan­zia­re prov­ve­di­men­ti pro­pri o di ter­zi per la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni non pro­fes­sio­na­li;
c.162
riu­ni­re i da­ti sta­ti­sti­ci spe­cia­li de­sti­na­ti all’upi al­fi­ne di pre­ve­ni­re gli in­for­tu­ni non pro­fes­sio­na­li.

2 Gli as­si­cu­ra­to­ri ten­go­no un con­teg­gio se­pa­ra­to con­cer­nen­te la de­sti­na­zio­ne del pre­mio sup­ple­men­ta­re.

161 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

162 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell’O del 25 apr. 2001, in vi­go­re dal 1° giu. 2001 (RU 2001 1393).

Art. 101163  

163 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 22 nov. 2000, con ef­fet­to dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2917).

Titolo sesto: …

Art. 102 e 103164  

164 Abro­ga­ti dal n. I dell’O dell’11 set. 2002, con ef­fet­to dal 1° gen. 2003 (RU 2002 3921).

Titolo settimo: Disposizioni finali

Art. 104 Riserva di prescrizioni di polizia  

Le pre­scri­zio­ni fe­de­ra­li, can­to­na­li e co­mu­na­li di po­li­zia, se­gna­ta­men­te quel­le del­la po­li­zia edi­li­zia, del fuo­co, dell’igie­ne e del­le ac­que, più esi­gen­ti o più par­ti­co­la­reg­gia­te di quel­le del­la pre­sen­te or­di­nan­za, so­no fat­te sal­ve.

Art. 105 Diritto previgente: abrogazioni  

So­no abro­ga­te:

a.
l’or­di­nan­za del 23 di­cem­bre 1960165 con­cer­nen­te la pre­ven­zio­ne del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li;
b.
l’or­di­nan­za dell’8 mag­gio 1968166 sul coor­di­na­men­to dell’ese­cu­zio­ne del­la leg­ge sull’as­si­cu­ra­zio­ne in ca­so di ma­lat­tia e di in­for­tu­nio e del­la leg­ge sul la­vo­ro nel cam­po del­la pre­ven­zio­ne de­gli in­for­tu­ni e del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li;
c.
l’or­di­nan­za del Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’in­ter­no del 9 feb­bra­io 1970167 con­cer­nen­te l’ese­cu­zio­ne di mi­su­re pre­ven­ti­ve con­tro gli in­for­tu­ni nell’agri­col­tu­ra;
d.
l’or­di­nan­za del Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell’in­ter­no del 14 gen­na­io 1965168 con­cer­nen­te com­po­si­zio­ne e dia­rie del­la Com­mis­sio­ne tec­ni­ca pre­vi­sta all’ar­ti­co­lo 22 dell’O II sull’as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni e le in­den­ni­tà da ver­sa­re ai suoi mem­bri.

165[RU 1960 1720]

166[RU 1968 641]

167[RU 1970 287]

168[RU 1965 85]

Art. 106 Diritto previgente: modifiche  

...169

169 Le mod. pos­so­no es­se­re con­sul­ta­te al­la RU 1983 1968.

Art. 107170  

170 Abro­ga­to dal n. I dell’O del 1° apr. 2015, con ef­fet­to dal 1° ott. 2015 (RU 2015 1091).

Art. 108 Disposizioni transitorie  

1 Ser­ba­no va­li­di­tà le di­ret­ti­ve tec­ni­che e am­mi­ni­stra­ti­ve ema­na­te pri­ma dell’en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te or­di­nan­za co­me an­che le de­ci­sio­ni cre­sciu­te in giu­di­ca­to re­la­ti­ve all’as­sog­get­ta­men­to di im­pre­se al­le pre­scri­zio­ni su mi­su­re d’or­di­ne me­di­co del­l’or­di­nan­za del 23 di­cem­bre 1960171 con­cer­nen­te la pre­ven­zio­ne del­le ma­lat­tie pro­fes­sio­na­li. Ciò va­le an­che per le de­ci­sio­ni d’ido­nei­tà.

2 Gli edi­fi­ci e le al­tre co­stru­zio­ni esi­sten­ti co­me an­che le istal­la­zio­ni e gli ap­pa­rec­chi tec­ni­ci esi­sten­ti non ri­spon­den­ti al­le esi­gen­ze del­la pre­sen­te or­di­nan­za de­vo­no es­se­re ade­gua­ti al­le nuo­ve pre­scri­zio­ni en­tro il 31 di­cem­bre 1987. Es­si non pos­so­no tut­ta­via es­se­re uti­liz­za­ti se co­sti­tui­sco­no un pe­ri­co­lo im­mi­nen­te per la si­cu­rez­za dei la­vo­ra­to­ri.

3 Il ter­mi­ne bien­na­le pre­vi­sto all’ar­ti­co­lo 86 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b (di­rit­to a un as­se­gno di tran­si­zio­ne per cam­bia­men­to d’oc­cu­pa­zio­ne) va­le pa­ri­men­te quan­do il la­vo­ra­to­re ha eser­ci­ta­to l’at­ti­vi­tà che ha ca­gio­na­to una de­ci­sio­ne di ido­nei­tà o di ido­nei­tà con­di­zio­na­le pri­ma dell’en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te or­di­nan­za.

Art. 109 Entrata in vigore  

La pre­sen­te or­di­nan­za en­tra in vi­go­re il 1° gen­na­io 1984.

Disposizione finale della modifica del 1° giugno 1993 172

La commissione di coordinamento informa il Dipartimento federale dell’Interno, entro un anno a partire dall’entrata in vigore di questa modificazione, dell’elabora­zione delle direttive ai sensi dell’articolo 11b.

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